Pubblicato in data 20/mag/2013
Mientras Europa sigue sumergida en la crisis, analistas políticos recuerdan que la desesperación económica de la década de 1930 llevó al auge de las políticas ultraderechistas y señalan la influencia que está tomando el movimiento neonazi hoy en día.
Las agrupaciones ultraderechistas hacen oír sus voces y sus ideas se propagan con mayor fuerza debido a la tempestad económica que atraviesa la zona euro, puntualiza Heike Radvan Amadeu, de Amadeu Antonio Foundation, una ONG alemana que se dedica a combatir la intolerancia y el ultraderechismo. "Esta crisis financiera ha afectado a todos. Los grupos de extrema derecha han encontrado a los culpables de sus problemas. 'No es culpa del pueblo', dicen. Y así reclutan". explica.
"Si nosotros, como contribuyentes alemanes, vamos a salvar a toda Europa, nos iremos al abismo. Debemos reconocer que algunas naciones no pueden ser rescatadas y otras sí. Tenemos que enfocarnos en estas últimas", insiste Andres Storr, del partido Nacional Demócrata de Alemania.
Sin embargo, también en los países que más necesitan un apoyo económico por parte del resto de Europa el neonazismo gana terreno. En Grecia, el partido de ideología nacionalsocialista Amanecer Dorado ha fragmentado a la población en los que consideran que defienden a los griegos y los que supuestamente están en su contra. "No solo elogian el odio o cultivan el comportamiento violento, sino que también atacan a los inmigrantes de manera sistemática", comenta Spyros Marchetos, politólogo de la Universidad Aristóteles de Tesalónica.
Cabe recordar que a inicios de este mes en Alemania empezó uno de los juicios más resonantes de las últimas décadas: a Beate Zschäpe, neonazi y única superviviente del grupo terrorista Clandestinidad Nacionalsocialista (NSU), se le imputa el asesinato de diez personas por motivos raciales e ideológicos.
LEER MÁS: http://actualidad.rt.com/actualidad/view/94991-depresion-economica-europa-paso-fascismo
Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
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martedì 21 maggio 2013
domenica 27 gennaio 2013
La libertà di morire di fame
Abbiamo per anni criticato la mancanza di diritti dei paesi comunisti, definiti da noi regimi dittatoriali, ma ora da noi è molto peggio. Diceva uno dei piu' amati Presidenti della storia della nostra Repubblica, Sandro Pertini: "Non c'è libertà senza giustizia sociale ma solo la libertà di morire di fame". Aveva ragione, lui sì era un grande!
Comunismo è solidarieta' tra pari, è la caduta dal piedistallo dei sovrani, è collaborazione trasversale tra le persone per ridurre al minimo le gerarchie.
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sabato 10 novembre 2012
Zeitgeist Addendum doppiato in Italiano
Caricato in data 18/gen/2011
http://litaliasecondome.blogspot.com
http://zeitgeistitalia.org
Il film ha vinto nel 2008 il premio Best Feature Artivist Spirit all'Artivist Film Festival di Los Angeles.
Il film discute riguardo al sistema della Federal Reserve negli Stati Uniti, della CIA, delle corporation americane e altro, concludendo con la presentazione del Venus Project, creato dall'ingegnere sociale Jacque Fresco. In accordo con Peter Joseph, il film ha come scopo di localizzare le radici della dilagante corruzione sociale, offrendo allo stesso tempo una soluzione. In conclusione Addendum sottolinea il bisogno di eliminare ogni barriera che divide gli uomini e individua i passi concreti da fare per indebolire il sistema monetario.
VIDEO DEDICATO A CHI CREDE CHE COMPLOTTISMO E TEORIE COSPIRATIVE SIANO SOLO FAVOLETTE PER MANIACI OSSESSIVI. E INVECE E' UNA REALTA', UN MOSTRO SPIETATO, CORROTTO, POTENTE E INSAZIABILE CHE SI CHIAMA IMPERIALISMO CAPITALISTICO AMERICANO, DIVENTATO NEL TEMPO SEMPRE PIU' AVIDO E SANGUINARO.
http://litaliasecondome.blogspot.com
http://zeitgeistitalia.org
Il film ha vinto nel 2008 il premio Best Feature Artivist Spirit all'Artivist Film Festival di Los Angeles.
Il film discute riguardo al sistema della Federal Reserve negli Stati Uniti, della CIA, delle corporation americane e altro, concludendo con la presentazione del Venus Project, creato dall'ingegnere sociale Jacque Fresco. In accordo con Peter Joseph, il film ha come scopo di localizzare le radici della dilagante corruzione sociale, offrendo allo stesso tempo una soluzione. In conclusione Addendum sottolinea il bisogno di eliminare ogni barriera che divide gli uomini e individua i passi concreti da fare per indebolire il sistema monetario.
VIDEO DEDICATO A CHI CREDE CHE COMPLOTTISMO E TEORIE COSPIRATIVE SIANO SOLO FAVOLETTE PER MANIACI OSSESSIVI. E INVECE E' UNA REALTA', UN MOSTRO SPIETATO, CORROTTO, POTENTE E INSAZIABILE CHE SI CHIAMA IMPERIALISMO CAPITALISTICO AMERICANO, DIVENTATO NEL TEMPO SEMPRE PIU' AVIDO E SANGUINARO.
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venerdì 20 luglio 2012
Perchè non passiamo alla doppia moneta, Lira/Euro?
Nei paesi europei a rischio default, quali Italia, Grecia, Spagna, Irtanda e Portogallo, perchè non passare alla doppia moneta? In Italia si potrebbe usare l'Euro per tutte le transazioni con l'estero e la Lira per il mercato interno...come si fa da tempo a Cuba con i CUC e i CUP...
A Cuba i CUP valgono 1/24 di CUC. I CUP sono anche conosciuti come Moneda Nacional. Mentre i CUC sono usati solo dai turisti e il loro tasso di cambio è paragonabile ad una moneta forte, i CUP sono usati dalla popolazione residente e possono comprare solo alcuni beni, come gli acquisti ai mercati ortofrutticoli o presso i venditori di strada. Alcuni posti non cambiano valuta straniera direttamente in CUP. Pertanto, la moneta straniera viene cambiata in CUC, e quindi da CUC a CUP. Così c'è un doppio conteggio di commissioni.
Con un simile sistema in Italia, i turisti arrivando da paesi extra UE, sarebbero obbligati a convertire la propria moneta in Euro, pagando una commissione, ad esempio, del 5 o 10%. Ma poi, per pagare o acquistare la maggioranza dei prodotti tipici italiani sul mercato interno, dovrebbero cambiare nuovamente gli Euro in Lire. Sai che guadagni in conto commissioni per le banche (nazionalizzate ovviamente) e per le casse dello Stato!
I salari sarebbero pagati in Lire. La nostra economia, a partire dal settore turistico, ricomincerebbe a girare. Si creerebbero nuovi posti di lavoro nei settori dell'economia verde (ad esempio assumendo disoccupati a pulire le spiagge), della cura del territorio, dell'agricoltura, dei servizi.. Si potrebbe applicare, come a Cuba, una tassa d'uscita dallo Stato di 25 Euro. Inoltre il flusso del denaro da e per l'estero sarebbe controllato: ad esempio, i turisti avrebbero il permesso di importare o esportare un massimo di 100.000 Lire o 200 Euro, per evitare fughe di capitali all'estero o un'eccessivo afflusso monetario esogeno che causerebbe inflazione interna.
Ovviamente, in questo caso, il debito pubblico italiano dovrà essere rinegoziato, sennò ci potrebbe strozzare. L'alternativa default dello Stato italiano, col conseguente azzeramento comunque del debito, non sarebbe auspicabile per il resto dell'Europa. Infatti, sono in gran parte le banche francesi e tedesche a detenere il grosso del nostro debito, e un nostro fallimento tout court non gli converrebbe. A meno di non dichiararci guerra per prendersi le nostre riserve auree!
Abbasso il capitalismo! Riprendiamo in mano le nostre vite, torniamo alle cose semplici, a guardarci in faccia e a sorridere. Sovranità nazionale, autodeterminazione dei popoli, resistenza, lotta, verità, vittoria!
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sabato 12 maggio 2012
Jp Morgan come Lehman Brothers?
L'elite finanziaria americana realizza un altro step della sua strategia per arricchirsi sempre piu' a spese delle economie mondiali e alla fine dominare il mondo. Come? Non facendo altro che trasferire le sue mele marce, ovvero tutti i titoli tossici (mutui sub-prime, derivati, ecc), dentro un solo contenitore, quello della banca J.P. MORGAN, facendola fallire. Comodo così, no?! Ora che all'ingenuo governo di Obama non salti in mente di salvare anche questa, come ha già fatto in passato con altre banche americane in difficoltà!!
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Intervista all' economista Marco Vitale: «È il fallimento di Obama»
di Arcangelo Rociola
Il mondo degli affari e della finanza torna a tremare dopo tre anni e mezzo dal crack Lehman Brothers. Questa volta nella bufera è finita Jp Morgan, la più grande banca americana che ha scoperto una voragine di oltre 2 miliardi di dollari. Che le acque tempestose dei mercati potrebbero far salire a 3 nel prossimo trimestre. Intanto le agenzie di rating hanno tagliato il merito di credito della banca americana.
IL BUCO DELLA «BALENA BIANCA». La vicenda sembra una riproposizione di Moby Dick, il romanzo di Herman Melville, in cui la gigantesca balena bianca affondava il Pequod, la nave del capitano Achab che voleva a tutti i costi catturarla.
IL MALE DEI DERIVATI. The White Whale (la balena bianca) è infatti il nome della divisione della Jp Morgan colpevole di aver generato la perdita monstre al colosso bancario causata da scommesse sbagliate sui derivati, operazioni di assicurazione sul rischio degli investimenti mal calcolate. Lo stesso male che ha fatto affondare la Lehman, e che il Pequod della politica ha tentato inutilmente di fermare.
«PUÒ ESSERE LA PUNTA DI UN ICEBERG». «Si tratta solo di una singola operazione di una singola banca», ha spiegato a Lettera43.it l’economista Marco Vitale, «che comunque nel primo trimestre dell’anno ha guadagnato il doppio di quanto ha perso. Ma la mia preoccupazione è che sia solo la punta di un iceberg».
DOMANDA. Insomma, dal 2008 pare che nulla sia cambiato.
RISPOSTA. No, i padroni dell’economia sono sempre gli stessi. La casta feudale dei grandi manager, dei banchieri e dei petrolieri. E non mi stupisce...
D. I governi dopo il crack Lehman Brothers hanno tentato di mettere un freno alle attività speculative delle banche. Dove hanno fallito?
R. I governi, e quello americano in testa, sono stati vittime del ricatto too big to fail. Hanno messo mano alle proprie risorse, che sono quelle dei contribuenti, per salvare il sistema e i suoi killer, rendendo le banche ancora più potenti.
D. Poi però è esplosa la crisi del debito.
R. Sì. E oggi quelle risorse i governi non le hanno più. Tutti gli Stati sono indebitati, dall’America alla Germania.
D. E qual è lo stato di salute delle banche?
R. Le banche d’affari continuano indisturbate a cercare profitti con operazioni di finanza spericolata. Hanno un’autonomia incontrastata e continuano a essere guidate da persone motivate ad agire così.
D. Manager che tra l'altro hanno continuato a godere di stipendi e bonus milionari.
R. È sufficiente ricordare che Bruno Michel Iksil, il capo della Balena bianca, guadagnava 100 milioni di dollari l’anno. E veniva pagato per fare esattamente quello che ha fatto.
D. L’amministratore delegato di Jp Morgan, Jamie Dimon, si è però giustificato dicendo che se loro sono stati stupidi questo non vuol dire che lo siano tutti.
R. Una frase che allarma più delle perdite. Se la principale banca di investimenti al mondo per asset non è stata in grado di scegliere come capo di una divisione di importanza cruciale una persona valida, figuriamoci le altre…
D. Quindi di chi è la responsabilità?
R. La verità è che l’hedging è fatto di operazioni troppo rischiose per non essere regolate. Bisognava abolirle. È questo il fallimento di Obama.
D. Un Achab poco coraggioso…
R. Non ha saputo dare le risposte che servivano. Non ha impresso la svolta necessaria per impedire che si ripetessero gli errori che hanno portato al fallimento della Lehman. Questa è solo una conferma di quello che dico da anni: il sistema non è cambiato, anzi.
D. Cosa succederebbe nel caso in cui la storia dovesse ripetersi?
R. È scontato che i contribuenti non possono più coprire le perdite delle banche e non c’è molto spazio per possibili alternative. Nel caso in cui le banche dovessero ripiombare nelle difficoltà del dopo Lehman, eventualità che ritengo piuttosto probabile, o si fa crollare tutto il sistema, o si nazionalizzano gli istituti di credito.
Venerdì, 11 Maggio 2012
Fonte: lettera43.it
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venerdì 7 ottobre 2011
Il pianeta e l'emotività dei mercati
I mass-media ufficiali non parlano quasi mai dei pericoli reali che sta correndo il nostro pianeta, e quindi l'intera umanità, legati al riscaldamento globale, ai cambiamenti climatici, allo scioglimento dei ghiacci, all'inversione dei poli, all'indebolimento del campo magnetico terrestre, alla pioggia di meteoriti, alle scie chimiche, alle tempeste solari...Per non parlare poi del pericolo maggiore, più catastrofico, un probabile impatto di una cometa col nostro sistema solare...Perché questo silenzio? Perchè si tace, se non dell'imminente famigerata fine del mondo profetizzata dai Maya per il 2012, comunque di uno scenario scientificamente molto probabile rappresentato dal repentino stravolgimento della vita, come la conosciamo, su questo pianeta. Eppure mi sembra un argomento piuttosto importante e che interessa tutti, o no?
Mi viene in mente una scena del film 'Cassandra Crossing': un treno pieno di infettati da un virus letale corre a tutta velocità e senza più controllo verso un binario morto che attraversa un ponte fatiscente, chiamato Cassandra appunto, il quale non reggerà al passaggio a tutta velocità del treno e crollerà. E' questa l'mmagine che mi viene in mente se penso a dove ci stanno portando i nostri attuali governanti. Tutti vediamo i segni premonitori della catastrofe, e se non li vediamo li intuiamo, ne avvertiamo l'approssimarsi a passi minacciosi e inesorabili. Solo i nostri governanti sembrano non vedere o hanno deciso in malafede di negare l'evidenza degli eventi e il loro sviluppo prossimo, preferendo far cadere tutti nel baratro invece di portarci in salvo tirando il freno d'emergenza, lo fanno per non dover rispondere davanti a tutti delle loro colpe, per non pagare i loro madornali errori di rotta.
Tornando alla domanda: perchè i potenti fanno di tutto per sviare la nostra attenzione dai veri problemi, ritardando così fatalmente anche le possibili soluzioni? La risposta è molto semplice: hanno paura del panico che si scatenerebbe in tutto il mondo, non tanto nelle persone, che sono più preparate, mature e intelligenti di quello che si pensa, bensì (UDITE; UDITE!) nei mercati, causando un crollo improvviso delle borse di tutto il mondo e la loro fine. Se pensiamo che una lettera della BCE al governo italiano non è stata resa pubblica per paura che avesse un impatto emotivo negativo sui mercati, lascio a voi intendere che impatto avrebbero notizie di questa portata catastrofica, benchè già di fatto diffuse sia dalla NASA che da scienziati e ricercatori indipendenti di tutto il mondo, se fossero ufficializzate dai nostri governanti.
E lascio a voi intendere anche quanto male continueranno ad andare le cose in questo mondo di m. se tutto continuerà a gravitare attorno alle bizze dei mercati, a pendere dalle labbra, anzi dalle tastiere, dai telefoni e dai videoterminali degli speculatori di borsa, avidi personaggi che tengono in ostaggio il nostro futuro, che tengono costantemente in bilico, oltre le loro, anche le nostre vite, già appese tra la mera sopravvivenza e la disperazione, senza dignità.
Milioni di persone in tutto il mondo, per colpa di questo sistema economico malato, sono in attesa di un cambiamento e spingeranno sempre più, con la loro massa critica in rapido e costante aumento, per portare allo squilibrio questo instabile, fragile, iniquo sistema che sta rubando loro il presente in vista di un futuro ancora più incerto. Saranno soprattutto i giovani a farlo, quei giovani che dovrebbero essere, anzi, che sono, i veri semi della speranza, coloro ai quali è chiesto di costruire il futuro per loro ed i propri figli, di condurre avanti di un passo l'umanità e forse, se sono fortunati, anche di vedere finalmente coi propri occhi l'alba di un mondo migliore.
mercoledì 5 ottobre 2011
Gli Stati strozzati dalla Finanza oscura?
Ma vi sembra normale che uno Stato debba essere ricattato da delle banche, centrali o periferiche che siano? Il Ministro Tremonti ha sempre risposto picche alla Marcegaglia, facendo intuire che non c'erano i soldi per gli investimenti (prima e tantomeno adesso che siamo in piena crisi). Come mai allora quando si è trattato di decidere o porre in atto manovre o iniziative che fossero ben viste dalla BCE, dai mercati e dall'alta Finanza, i soldi li trovavano sempre e in breve tempo mettevano tutto a posto? Viene da pensare che buona parte dei soldi li avessero, o li abbiano ricevuti all'occorrenza attraverso giri sottobanco, ma solo per fare quello che volevano i loro finanziatori occulti, le banche o meglio chi le controlla.
La domanda sorge spontanea: ma non farebbe comodo anche alle banche finanziare i governi in modo che questi dispensino incentivi agli imprenditori, i quali a loro volta rilancerebbero gli investimenti, come vorrebbe la Marcegaglia, rimettendo in moto l'Economia?
Il vero problema e' che sempre più spesso oggi dietro agli interessi della Finanza si nascondono quelli di organizzazioni mafiose che praticano una forma moderna di usura legalizzata, spesso orientando le banche da loro controllate verso lo strozzinaggio; in questo modo hanno guadagni facili, veloci e soprattutto al 100% puliti, senza più neppure il bisogno di riciclare il denaro sporco e i proventi delle loro attività malavitose in settori leciti, come ad esempio quello tradizionale delle gare d'appalto dell'edilizia pubblica.
Allora forse stavolta ha ragione Brunetta: a che serve più il rilascio dei certificati antimafia...se la mafia opera ormai nell'alta Finanza?!
Le organizzazioni mafiose oggi posseggono Finanziarie o possono col loro peso azionario, orientare i CDA di banche da loro controllate affinchè chiedano rientri improvvisi o pratichino tassi di prestito da usura. Possono arrivare a far fallire Comuni, addirittura Nazioni, se questi sono troppo indebitati, e a far cadere Governi. La mafia non ha neanche più bisogno di riciclare il denaro sporco in attività lecite, partecipando a gare d'appalto in edilizia, perchè una volta manovrata e oliata a dovere la politica affinchè venga propagandata l'opportunità e la necessità di certe opere, poi i lavori li dirigono direttamente loro! Si, forse stavolta Brunetta ha ragione: a che serve più il rilascio dei certificati antimafia?
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sabato 1 ottobre 2011
Loretta Napoleoni: banche di stato
Intervento di Loretta Napoleoni, economista di fama internazionale su Rainews24 del 16/2/09, sulla proposta di creare banche di stato e far fallire le banche private in default.
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giovedì 15 settembre 2011
Questa manovra è passata...avanti un'altra!
Senato semi-deserto in occasione della discussione delle manovra economica.
Sarebbe questa la nostra democrazia o la prova invece che oggi tutto viene
deciso da altri in altri luoghi? I veri giochi politici e di potere ormai si giocano al
di fuori dei Parlamenti nazionali e gli scranni vuoti del Senato durante la
discussione di questa manovra ne sono l'emblema: quello della fine
della democrazia rappresentativa nel nostro paese.
discussione di questa manovra ne sono l'emblema: quello della fine
della democrazia rappresentativa nel nostro paese.
martedì 13 settembre 2011
Le regole della Germania in UE
Penso che la Germania non frenera' sotto i colpi della crisi e che anzi, come un treno in corsa, investirà gli zombi barcollanti che attraversano il passaggio a livello incustodito dei mercati e il trend negativo epocale che stanno vivendo le borse del vecchio continente. Ovviamente gli zombi sono i paesi europei in caduta libera, Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna, Italia, ai quali paesi più forti economicamente come la stessa Germania, Israele, i paesi cosidetti BRIC, potrebbero gettare all'ultimo minuto un salvagente, offrendo loro presiti salvifici in estremis, per poi comprarseli a poco prezzo e con apparente magnanimità in tempo di saldi, come già sta succedendo alla Grecia.
Sia chiaro, non ho nulla contro la Germania, anzi sotto molti aspetti i tedeschi mi stanno simpatici, sono rassicuranti, ordinati e mi piace la loro serieta' e competenza sul lavoro. Ma perchè dobbiamo per forza correre questa corsa al rialzo? Perchè dobbiamo adattarci alle spietate regole imposte dalla Germania all'Europa quando sappiamo che queste ci danno perdenti in partenza, quando da anni, forse ancor prima della nostra entrata nell'Euro, queste regole sono state create dal Parlamento Europeo per favorire i paesi piu' forti, soprattutto le economie tedesca e francese?
Ma conosciamo o no il gioco sporco che ha fatto la Germania in Polonia all'indomani dell'unificazione, per esempio quando aziende tedesche comprarono in massa aziende polacche, per poi chiuderle subito dopo? Lo fecero per eliminare sul nascere la concorrenza di quelle industrie sul mercato europeo, le quali in seguito vennero messe definitivamente in ginocchio da precisi colpi di scure legislativa dell'UE, come prezzo da pagare per entrare nell'Euro. Li hanno costretti ad adeguarsi a leggi che rispecchiavano una visione del mondo filo-occidentale, come se per il solo fatto d'aver perso la guerra fredda, l'Europa dell'Est dovesse per forza avere torto su tutti i campi. Mi vengono in mente le famigerate direttive comunitarie per razionalizzare l'agricoltura o le pignole norme alimentari che hanno di fatto sostituito tanti prodotti biologico-naturali con quelli trattati chimicamente dalle industrie tedesche e commercializzati in tutta Europa.
A parte il fatto che l'unificazione tedesca l'abbiamo pagata anche noi italiani con l'Euro, ma vogliamo veramente somigliare alla Germania? Dare importanza solo all'economia, vivere una vita di m. in una prigione di regole? Ma allora perchè i tedeschi non vedono l'ora di andarsene in vacanza in Grecia, Spagna, Portogallo, tutti paesi vicini al default? Evidentemente la qualità della vita in questi paesi non è poi così male. Attenzione allora, ricordiamocelo bene: l'economia in un paese non è tutto, la qualità della vita si misura anche su altri canoni e l'autonomia è un valore non negoziabile!
| Attenzione, la locomotiva tedesca rischia di investirci! |
Sia chiaro, non ho nulla contro la Germania, anzi sotto molti aspetti i tedeschi mi stanno simpatici, sono rassicuranti, ordinati e mi piace la loro serieta' e competenza sul lavoro. Ma perchè dobbiamo per forza correre questa corsa al rialzo? Perchè dobbiamo adattarci alle spietate regole imposte dalla Germania all'Europa quando sappiamo che queste ci danno perdenti in partenza, quando da anni, forse ancor prima della nostra entrata nell'Euro, queste regole sono state create dal Parlamento Europeo per favorire i paesi piu' forti, soprattutto le economie tedesca e francese?
Ma conosciamo o no il gioco sporco che ha fatto la Germania in Polonia all'indomani dell'unificazione, per esempio quando aziende tedesche comprarono in massa aziende polacche, per poi chiuderle subito dopo? Lo fecero per eliminare sul nascere la concorrenza di quelle industrie sul mercato europeo, le quali in seguito vennero messe definitivamente in ginocchio da precisi colpi di scure legislativa dell'UE, come prezzo da pagare per entrare nell'Euro. Li hanno costretti ad adeguarsi a leggi che rispecchiavano una visione del mondo filo-occidentale, come se per il solo fatto d'aver perso la guerra fredda, l'Europa dell'Est dovesse per forza avere torto su tutti i campi. Mi vengono in mente le famigerate direttive comunitarie per razionalizzare l'agricoltura o le pignole norme alimentari che hanno di fatto sostituito tanti prodotti biologico-naturali con quelli trattati chimicamente dalle industrie tedesche e commercializzati in tutta Europa.
A parte il fatto che l'unificazione tedesca l'abbiamo pagata anche noi italiani con l'Euro, ma vogliamo veramente somigliare alla Germania? Dare importanza solo all'economia, vivere una vita di m. in una prigione di regole? Ma allora perchè i tedeschi non vedono l'ora di andarsene in vacanza in Grecia, Spagna, Portogallo, tutti paesi vicini al default? Evidentemente la qualità della vita in questi paesi non è poi così male. Attenzione allora, ricordiamocelo bene: l'economia in un paese non è tutto, la qualità della vita si misura anche su altri canoni e l'autonomia è un valore non negoziabile!
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lunedì 11 luglio 2011
Palazzi del potere: quando le istituzioni (senza saperlo?) appoggiano il totalitarismo
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| Napolitano e Maroni al centenario del Viminale. |
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| La megagalattica sala riunioni del M.degli Interni. |
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| Il palazzo del Viminale, sede del Ministero degli Interni. |
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| I potenti mezzi del ministro Maroni. |
Chi rappresenta veramente la democrazia e chi invece è solo una pedina, magari inconsapevole, del totalitarismo economico prossimo futuro?
Roma, 11 luglio 2011 - Al Viminale, in occasione della cerimonia per i cento anni del palazzo sede del ministero dell'Interno, Napolitano, Marcegaglia e Maroni, hanno dichiarato:
Marcegaglia: «In un momento difficile come questo, dove tutti i Paesi europei, e anche l'Italia, sono chiamati a gestire situazioni complesse anche per le turbolenze dei mercati finanziari, credo sia opportuno riunirsi intorno ai simboli del nostro Paese e lavorare tutti assieme nella stessa direzione per difenderlo e costruire un futuro migliore per i nostri figli».
Napolitano: «Oggi più che mai dovrebbe sprigionarsi nel nostro Paese un impegno di coesione nazionale di cui c'è bisogno per affrontare le difficili prove che sono all'ordine del giorno».
Maroni: «Di questo palazzo si è detto e scritto di tutto: ma il Viminale non è il palazzo dei poteri, degli intrighi e dei complotti».
E qualche giorno fa dal Colle, il Presidente della Repubblica aveva detto: «Vorrei che davvero maggioranza e opposizione concordassero con l'obiettivo di risanamento del bilancio, segnalato dall'Ue e che questo obiettivo non fosse messo in dubbio da nessuna parte politica».
Ok, va bene il richiamo alla coesione e all'unità in tempi di crisi...Ma a che condizioni e in cambio di cosa? E poi, siamo proprio sicuri che il potere rappresentato dal Viminale sia tutto trasparenza e purezza d'intenti come lo dipinge il capo dello Stato? E se ce lo garantisce lui, che rappresenta la più alta istituzione della nostra Repubblica, possiamo stare tranquilli? Speriamo. Intanto però non possiamo (e non dobbiamo) smettere di usare la nostra testa e il nostro senso critico.
In occasione di questo centenario, s'è dipinto un quadro a dir poco idilliaco dell'istituzione del ministero dell'Interno; in un articolo che ho letto lo si definisce "il punto di riferimento e garanzia per i cittadini in tema di sicurezza, libertà civili e diritti democratici, ma anche punto centrale per il soccorso alla popolazione nelle emergenze, per il raccordo tra governo ed autonomie locali e per le politiche che regolano l'immigrazione".
Ma allora ci chiediamo, ad esempio:
- Perchè dopo i vergognosi misfatti del G8 di Genova, il capo della Polizia Manganelli sta ancora lì, al suo posto, a fianco del ministro Maroni?
- Perchè capita sempre più spesso che le forze pubbliche abusino del loro potere ai danni di semplici indiziati o detenuti, a volte addirittura ammazzandoli di botte com'è successo a Stefano Cucchi?
- Perchè i poliziotti anti-sommossa sparano, come hanno fatto recentemente in Val di Susa, gas lacrimogeni dall'effetto cancerogeno ad altezza uomo? Forse che se non muori subito, ma dopo qualche anno, non è più considerato omicidio?
- Perchè nei Cie si chiamano ospiti coloro che sono a tutti gli effetti dei detenuti e dove vengono stuprate le donne immigrate con la tacita complicità di chi dovrebbe vigilare sul rispetto della legge, sull'ordine e la dignità delle persone?
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| Karl Popper |
«Il denaro in quanto tale, non è particolarmente pericoloso...(lo) diventa soltanto se può acquistare il potere, o direttamente, o soggiogando gli economicamente deboli, che devono vendere sé stessi al fine di vivere»..
«Una minoranza, che è economicamente forte, può...sfruttare la maggioranza di coloro che sono economicamente deboli».
«L’illimitata libertà economica può essere autodistruttiva (come) la illimitata libertà fisica ed il potere economico può essere quasi altrettanto pericoloso che la violenza fisica. Infatti, coloro che dispongono di un’eccedenza di derrate, possono costringere coloro che hanno penuria, ad una servitù liberamente accettata, senza usare violenza».
«Il denaro è uno dei simboli, come pure una delle difficoltà della società aperta. Noi non abbiamo ancora saputo padroneggiare il controllo razionale del suo uso. Il più grave abuso al quale dà luogo, è quello di poter acquistare il potere politico»..
«Poche fedi hanno generato più odio, crudeltà ed inutili sofferenze, della credenza nella validità del principio di nazionalità».
«Abbiamo bisogno della libertà per impedire che lo Stato abusi del suo potere e abbiamo bisogno dello Stato per impedire l’abuso della libertà».
«Dovremmo soppiantare questo orribile sistema dei partiti, in base al quale la gente che sta nel Parlamento è, prima di tutto, dipendente da un partito e, soltanto in seconda istanza, sta lì per usare il proprio cervello, per il bene della popolazione che rappresenta».
«L’opposizione parlamentare deve impedire alla maggioranza di rubare il denaro dei contribuenti. Ma io ricordo un piccolo scandalo, avvenuto in un paese dell’Europa sudorientale...fu il caso in cui maggioranza ed opposizione si fecero corrompere da una forte somma di denaro, che spartirono fra di loro».
«La democrazia non può essere migliore dei democratici».
«Il funzionamento delle istituzioni, come quello delle fortezze, dipende dalle persone che le presidiano. Il meglio che si possa fare...è dare maggiori possibilità alle persone (se ve ne sono) che intendono usare le istituzioni, secondo il loro fine sociale "peculiare"».
«Dobbiamo costruire istituzioni sociali, imposte dalla forza dello Stato, per la protezione degli economicamente deboli, nei confronti degli economicamente forti».
«Liberalismo ed intervento statale non sono tra loro in antitesi. Al contrario, qualsiasi genere di libertà è chiaramente impossibile se non è garantito dallo Stato».
«Il potere genera ancora corruzione, anche nel nostro mondo. Gli impiegati statali si comportano ancora come padroni incivili. I dittatori tascabili abbondano ancora e una persona intelligente deve essere pronta a sentirsi trattata come un imbecille, se tradisce un interessamento critico nei confronti della propria condizione fisica».
«Critico è il miglior sinonimo di razionale. Ogni volta che puoi essere critico, sii critico!»
«Considero l’approccio critico come un dovere. Ogni altro atteggiamento è megalomane ed irresponsabile, anche se ispirato dalle migliori intenzioni»..
«Anche l’irrazionalismo fa uso della ragione, ma senza sentirsi obbligato: è pronto a usarla, a rifiutarla a suo piacimento».
«La critica non ci procura nuove idee, ma può aiutarci a separare il grano dalla pula».
«La critica e la discussione sono i soli mezzi di cui disponiamo per arrivare più vicini alla verità».
«Cesare fu aiutato a conquistare il potere dai suoi creditori i quali, non vedevano speranza di ricuperare i loro prestiti, se non procurandogli il successo, ma quando egli raggiunse il successo, la sua potenza gli permise di disilluderli».
«In virtù del suo anonimato, l’opinione pubblica è un potere senza responsabilità e perciò, particolarmente pericoloso».
«Finché un uomo non accumula abbastanza forza fisica da dominare tutti gli altri, deve dipendere dai suoi aiutanti. Anche il più potente tiranno dipende dalla sua polizia segreta (e) dai suoi carnefici. Questa dipendenza significa che il suo potere, per quanto grande sia, non è affatto incondizionato e che deve fare concessioni, opponendo un gruppo all’altro».
«L’autoritario tende a scegliere coloro che obbediscono, che credono e soggiacciono alla sua influenza. Ma per fare ciò, è costretto a scegliere i mediocri. Infatti, egli esclude coloro che si ribellano, che dubitano ed osano resistere alla sua influenza».
«Un’autorità non può mai ammettere che gli intellettualmente coraggiosi, cioè coloro che osano sfidare la sua autorità, possano essere gli individui più degni».
«Se ammettiamo che...non è possibile trovare un’autorità che sia al di là della portata delle nostre critiche...allora possiamo ritenere che...la verità è al di là dell’autorità umana».
«Nulla è meno vero dell’idea che, coloro che sono buoni nell’obbedire, saranno anche buoni nel comandare».
«L’opinione pubblica, quale che sia la sua natura, è assai potente. Può cambiare i governi, anche quelli non democratici»..
«I totalitarismi moderni sono assolutamente ignari del fatto che le loro idee possono essere fatte risalire a Platone. Ma molti sono consapevoli del loro debito verso Hegel...ad essi è stato insegnato di venerare lo Stato, la storia e la nazione».
«Tutti i problemi politici sono...istituzionali, di struttura legale, piuttosto che di persone e che il progresso verso una maggiore uguaglianza, può essere salvaguardato soltanto mediante il controllo istituzionale del potere».
«Un paradosso poco preso in considerazione è il paradosso della democrazia o, più precisamente, del governo maggioritario, cioè la possibilità che la maggioranza decida che il governo venga affidato ad un tiranno».
Attenzione quindi...oggi in Italia siamo di fronte ad un bivio:
- da una parte conservare uno stato democratico sovrano, magari povero ma giusto e dignitoso, basato sul lavoro e sul rispetto dei diritti fondamentali di tutti i cittadini;
- dall'altra una dittatura finanziaria e dei mercati che ridurrà la maggioranza della popolazione in schiavitù, un'oligarchia di pochi eletti e ricchi capitalisti, una corte di banchieri, imprenditori egomaniaci e politici condiscendenti che, dall'alto del loro portafogli gonfio, governeranno indisturbati l'Italia e l'Europa.
Non mi piace essere catastrofista, ma dovremmo assolutamente considerare questa crisi come una grande occasione che ci è stata offerta per cambiare e per farlo in meglio, per imboccare finalmente la giusta direzione dello sviluppo sostenibile, del rispetto del pianeta, della giustizia per tutti i suoi abitanti...
Se non lo facciamo, se non cogliamo ora quest'occasione, forse potrebbe non capitarci più...L'umanità potrebbe continuare l'infausto cammino intrapreso alcuni decenni fa, verso una fine molto rapida e ben più tragica rispetto allo scenario che ci prospetta l'attuale crisi economica mondiale, quello dell'autodistruzione.
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domenica 5 giugno 2011
Grecia: pianificata la lotta popolare
"La maggioranza dei lavoratori, la maggioranza del popolo deve dichiarare di non credere alle parole del potere del capitale. Ci stiamo unendo per vincere piccole e grandi battaglie e infine vincere la guerra". Questo, tra l'altro, ha detto Aleka Papariga al partecipato incontro del KKE la sera del 25 maggio nella città di Larissa.
La Segretaria del CC del Partito ha sottolineato che oggi è necessario dinamicizzare e pianificare meglio le lotte della classe operaia e di quelle popolari, per le piccole e grandi vittorie. Ma deve essere chiaro che la lotta deve condurre al rovesciamento del potere dei monopoli.
In precedenza, in un'intervista con l'emittente radiofonica "Real Fm", Aleka Papariga rispondendo alla domanda sui tentativi del 25/05 di organizzare in varie città greche mobilitazioni sullo stile spagnolo, ha chiarito tra l'altro che:
"In quanto Partito guardiamo, in tutta sincerità, con simpatia ai tentativi del popolo di esprimere il proprio punto di vista. Lo spontaneismo esiste e si sviluppa principalmente quando c'è una consapevolezza dell'azione politica, lo spontaneismo non appare mai dal nulla.
D'altra parte, ci guardiamo dal dire che lo spontaneismo costituisca l'unica tipologia di risposta. Si tratta di focolai senza organizzazione, senza radicamento nei luoghi di lavoro, nelle industrie, del pubblico o del privato, senza direzione politica. Temiamo che siano sfoghi, una tendenza che passerà. Non è negativo che i giovani, alla ricerca di un modo di esprimersi, acquisiscano esperienza. E' senz'altro un'esperienza e noi non abbiamo una posizione ostile nei loro confronti. Ma la mia impressione è che alcuni nemici giurati del movimento facciano assurgere questo tipo di mobilitazioni a una forma ideale in opposizione allo sciopero. Questo è sbagliato. Lo sciopero è una delle forme di lotta, certo non l'unica, attraverso la quale il lavoratore può dimostrare la propria forza. Quando il lavoratore scende in sciopero deve vincere la paura del padrone. Riempire le piazze è molto più facile".
Inoltre sul quotidiano del KKE, Rizospastis, Papariga ha commentato: "A chi giova un movimento apartitico quando ad esso si contrappongono partiti con specifiche linee politiche e strategiche, rappresentanti degli interessi delle varie sezioni del capitale?
Senza voler sottovalutare le intenzioni di molta gente comune di manifestare dissenso per la progressiva riduzione del tenore di vita, è più che certo che le mobilitazioni che cercano di alleviare il senso di frustrazione siano più facili da manipolare e ancora più facili da "sgonfiare". L'ampia risonanza per l'iniziativa di ieri costituisce lo sfruttamento di uno stato d'animo di resistenza, che il sistema politico borghese, in una dimostrazione di forza, pone contro la lotta di classe. In questo modo il sistema politico borghese preserva se stesso, in un momento in cui la rabbia popolare aumenta pericolosamente e si creano le condizioni di radicalizzazione della lotta. Il movimento ha esperienza di queste forme di attivismo sul modello dei vari "Social Forum", di Genova, ecc. Ha esperienza anche delle mobilitazioni attraverso Internet, come quelle organizzate dopo gli incendi boschivi del 2007: quattro anni dopo il governo, proseguendo il lavoro di ND [Nuova Democrazia, partito di centro destra che riottenne la guida del paese alle elezioni anticipate del 2007 a cui si è avvicendato nel 2009 il Pasok di centro sinistra tuttora al governo, ndt], sta svendendo ciò che rimane della terra, del mare e dell'aria. Dobbiamo avvicinare queste persone normali, che si sono spontaneamente mobilitate, perché siano consapevolmente mobilitate nella lotta di classe. Il PAME [Il Fronte Militante di Tutti i Lavoratori, che raccoglie le forze sindacali con un orientamento di classe, ndt] l'ha già fatto, con una risposta positiva. Il nemico ha una strategia, un'organizzazione e un nome. Il movimento popolare deve fare lo stesso per vincere la guerra che le è stata dichiarata".
Il PAME ha annunciato che indirà dimostrazioni per sabato 28/05 in molte città greche. La dichiarazione congiunta del PAME, PASEVE, PASY, MAS e OGE [rispettivamente Movimento dei lavoratori autonomi e i piccoli commercianti contro i monopoli, Movimento dei contadini, Fronte militante studentesco e Federazione delle donne greche], recita: "Nel quadro dello sviluppo capitalistico, non c'è un futuro favorevole al popolo. I sacrifici che vi chiedono, non hanno fine. Non avete alcuna responsabilità della crisi del capitalismo. Il debito e il deficit sono della plutocrazia. Non accollatevelo. Nessun consenso, nessun sacrificio: la plutocrazia deve pagare la crisi".
26/05/2011 - Dal sito del Partito Comunista di Grecia: http://inter.kke.gr/News/news2011/2011-05-26-info
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
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giovedì 26 maggio 2011
Las proféticas palabras de Julio Anguita, en mayo de 2010, sobre la crisis actual
19 de mayo de 2010 - Intervenciones de Julio Anguita en 59 Segundos.
Recopilación de las intervenciones del ex coordinador general de Izquierda Unida y ex alcalde de Córdoba, en el programa 59 Segundos de Televisión Española el día 19 de mayo de 2010.
Julio Anguita González fue secretario general del Partido Comunista de España entre 1988 y 1998, y coordinador general de Izquierda Unida entre 1989 y 2000.
Se retiró de la política y terminó sus últimos años de vida profesional como maestro, y esa es la pensión que tiene. Renunció a su pensión vitalicia; a ver cuántos políticos hacen eso.
Recopilación de las intervenciones del ex coordinador general de Izquierda Unida y ex alcalde de Córdoba, en el programa 59 Segundos de Televisión Española el día 19 de mayo de 2010.
Julio Anguita González fue secretario general del Partido Comunista de España entre 1988 y 1998, y coordinador general de Izquierda Unida entre 1989 y 2000.
Se retiró de la política y terminó sus últimos años de vida profesional como maestro, y esa es la pensión que tiene. Renunció a su pensión vitalicia; a ver cuántos políticos hacen eso.
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martedì 10 maggio 2011
SE CADE LA GRECIA CADE L'EURO
I rumors su un supplemento di finanziamenti risollevano le Borse, preoccupate dal destino del debito greco dopo le ennesime "bocciature" delle agenzie di rating. Ad Atene gli inviati di Fmi, Ue e Bce: "Non siamo qui a parlare di nuove misure".
"Altri 60 miliardi di aiuti alla Grecia". Voci e smentite, ma i mercati rifiatano.
ROMA - Altri 60 miliardi per aiutare la Grecia a evitare il disastro dei conti. Il supplemento di aiuti finanziari, secondo quanto riporta l'agenzia Dow Jones Newswires citando fonti del governo di Atene, sarebbe imminente e diviso in due momenti: 27 miliardi di euro nel 2012 e 32 miliardi nel 2013. A distanza di poche ore, quando già l'indiscrezione aveva fatto riprendere fiato e slancio ai mercati, è arrivata l'ennesima smentita nell'interminabile odissea del salvataggio greco, alimentata da rumors, polemiche, declassamenti e accuse di manovre speculative su cui da mesi ballano le Borse.
L'attuale programma di aiuti a favore della Grecia da parte di Ue e Fmi, con 110 miliardi di euro totali, prevede un parziale ritorno del Paese sui mercati con emissioni di bond a lunga scadenza dal prossimo anno. Ma sulla previsione pesano le tensioni e le incertezze sull'avvio dei piani di rientro del prestito. Le voci di un nuovo programma di aiuti sono state alimentate dal fatto che oggi ad Atene sono tornati gli ispettori di Fondo monetario internazionale, Commissione europea e Bce, per una nuova missione di ricognizione sui progressi del paese nel piano di risanamento del bilancio, concordato in cambio degli aiuti.
Invece, prima, proprio da fonti vicine agli ispettori è arrivata la smentita: non stiamo discutendo nuovi programmi di aiuti. "Non abbiamo discusso di questo e certamente non di cifre - hanno spiegato alcuni funzionari - ; come sapete il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha menzionato la possibilità
di un ulteriore programma ma tutte le opzioni sono ancora aperte". E poi c'è stata la contro-precisazione,attribuita dal Wall Street Journal al ministero greco delle finanze: la Grecia con Ue-Bce-Fmi sta cercando una soluzione al problema del suo debito e i dettagli su un eventuale nuovo pacchetto di aiuti verranno decisi al consiglio dei ministri Ecofin della prossima settimana. "La discussione è in corso - afferma il portavoce citato dal giornale - ed è volta a trovare una soluzione credibile, in modo da assicurare la copertura del fabbisogno 2012. Non ci sono elementi specifici sulle dimensioni o sui dettagli del pacchetto".
Sul rischio di ristrutturazione del debito greco è insomma un'altra giornata rovente. Venerdì scorso un servizio del settimanale tedesco der Spiegel aveva paventato una fuoriuscita del paese dall'euro. Le smentite secche piovute da Atene e da Bruxelles avevano appena rasserenato i mercati quando, ieri, è arrivato il nuovo declassamento del debito greco da parte di Standard & Poor's riaccendendo le paure degli investitori. Oggi la Grecia è comunque riuscita a collocare bond a sei mesi di scadenza per 1,6 miliardi di euro, su cui la domanda ha superato di tre volte l'offerta ma con rendimenti ancora al rialzo, al 4,88 per cento.
(10 maggio 2011, Fonte)
"Altri 60 miliardi di aiuti alla Grecia". Voci e smentite, ma i mercati rifiatano.
ROMA - Altri 60 miliardi per aiutare la Grecia a evitare il disastro dei conti. Il supplemento di aiuti finanziari, secondo quanto riporta l'agenzia Dow Jones Newswires citando fonti del governo di Atene, sarebbe imminente e diviso in due momenti: 27 miliardi di euro nel 2012 e 32 miliardi nel 2013. A distanza di poche ore, quando già l'indiscrezione aveva fatto riprendere fiato e slancio ai mercati, è arrivata l'ennesima smentita nell'interminabile odissea del salvataggio greco, alimentata da rumors, polemiche, declassamenti e accuse di manovre speculative su cui da mesi ballano le Borse.
L'attuale programma di aiuti a favore della Grecia da parte di Ue e Fmi, con 110 miliardi di euro totali, prevede un parziale ritorno del Paese sui mercati con emissioni di bond a lunga scadenza dal prossimo anno. Ma sulla previsione pesano le tensioni e le incertezze sull'avvio dei piani di rientro del prestito. Le voci di un nuovo programma di aiuti sono state alimentate dal fatto che oggi ad Atene sono tornati gli ispettori di Fondo monetario internazionale, Commissione europea e Bce, per una nuova missione di ricognizione sui progressi del paese nel piano di risanamento del bilancio, concordato in cambio degli aiuti.
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| La caduta a picco dell'euro nel giorno in cui fu ventilata l'uscita della Grecia dalla moneta unica. |
di un ulteriore programma ma tutte le opzioni sono ancora aperte". E poi c'è stata la contro-precisazione,attribuita dal Wall Street Journal al ministero greco delle finanze: la Grecia con Ue-Bce-Fmi sta cercando una soluzione al problema del suo debito e i dettagli su un eventuale nuovo pacchetto di aiuti verranno decisi al consiglio dei ministri Ecofin della prossima settimana. "La discussione è in corso - afferma il portavoce citato dal giornale - ed è volta a trovare una soluzione credibile, in modo da assicurare la copertura del fabbisogno 2012. Non ci sono elementi specifici sulle dimensioni o sui dettagli del pacchetto".
Sul rischio di ristrutturazione del debito greco è insomma un'altra giornata rovente. Venerdì scorso un servizio del settimanale tedesco der Spiegel aveva paventato una fuoriuscita del paese dall'euro. Le smentite secche piovute da Atene e da Bruxelles avevano appena rasserenato i mercati quando, ieri, è arrivato il nuovo declassamento del debito greco da parte di Standard & Poor's riaccendendo le paure degli investitori. Oggi la Grecia è comunque riuscita a collocare bond a sei mesi di scadenza per 1,6 miliardi di euro, su cui la domanda ha superato di tre volte l'offerta ma con rendimenti ancora al rialzo, al 4,88 per cento.
(10 maggio 2011, Fonte)
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giovedì 10 marzo 2011
Tremonti ad AnnoZero: la crisi globale, l'Italia e le banche
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giovedì 3 marzo 2011
Che Napolitano stia perdendo la memoria?
"Abbiamo un sistema bancario sano che non ha richiesto salvataggi". Così ha dichiarato Napolitano alla domanda di un giornalista di Santiago, durante l'incontro col Capo di Stato cileno. Ma si rende conto di quello che dice? Le banche sono state aiutate eccome dallo Stato italiano quando è scoppiata la bolla finanziaria, nel 2009... forse Napolitano sta perdendo la memoria a causa dell'età. E poi, come se non bastasse, sentiamo notizie come questa:
Tassa sul contante - La Bnl comunica che, dal 18 aprile, per ogni prelievo di liquidi in agenzia, inferiore ai 2mila euro, i correntisti dovranno versare 3 euro. Come dire che chi preleva 100 euro ne incassa soltanto 97. Nelle ultime settimane hanno deciso di applicare questa commissione anche Mps e Ubi. Si aggiungono a Cariparma, Popolare di Milano e Unicredit.
PS. In verità, quello che ha detto Napolitano sarebbe stato anche giusto se l'avesse chiaramente riferito al 2010. Ma nel servizio tv che ha riportato le sue parole, questo non è stato specificato. Informazione manipolatoria?
Tassa sul contante - La Bnl comunica che, dal 18 aprile, per ogni prelievo di liquidi in agenzia, inferiore ai 2mila euro, i correntisti dovranno versare 3 euro. Come dire che chi preleva 100 euro ne incassa soltanto 97. Nelle ultime settimane hanno deciso di applicare questa commissione anche Mps e Ubi. Si aggiungono a Cariparma, Popolare di Milano e Unicredit.
PS. In verità, quello che ha detto Napolitano sarebbe stato anche giusto se l'avesse chiaramente riferito al 2010. Ma nel servizio tv che ha riportato le sue parole, questo non è stato specificato. Informazione manipolatoria?
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martedì 1 marzo 2011
Mediaset si avvantaggia dalla chiusura di Dahlia TV
Dahlia TV, fine delle trasmissioni: chiuso il canale del digitale terrestre
lunedì 28 febbraio 2011
“Dahlia TV ed il suo team sono spiacenti di comunicare che, nonostante tutto l’impegno profuso in questi mesi per offrire il miglior servizio e ricambiare la fiducia accordata dai propri Clienti, si trovano costretti ad interrompere le trasmissioni. Ringraziamo e ci scusiamo con tutti i Clienti e gli appassionati che ci hanno scelto e ci hanno seguito fino ad oggi”.
E’ con questo breve comunicato che il noto canale televisivo a pagamento del digitale terrestre, di proprietà di Telecom Italia, ha annunciato la sua cessata attività, venerdì scorso. Ora resteranno a casa oltre 150 dipendenti, mentre circa 600 mila utenti non potranno più vedere le partite di calcio di Serie A e B per la cui visione erano abbonati.
Inaugurato nel marzo 2009, Dahlia TV aveva progressivamente ampliato la sua offerta fino ad includere sport, intrattenimento e programmi per adulti, ponendosi come uno dei principali concorrenti della Mediaset sul digitale terrestre. E ora potrebbe essere proprio la Mediaset ad accaparrarsi i diritti di trasmissione delle partite di calcio di Serie A riguardanti Cagliari, Catania, Cesena, Chievo Verona, Lecce, Parma, Sampdoria e Udinese, con grande scorno di Sky. Staremo a vedere.
(Matteo Aceto, Fonte)
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domenica 27 febbraio 2011
Allarme inflazione in Argentina
Febbre argentina
di Bruno Carapella
Uno spettro si aggira per l’Argentina: lo spettro dell’inflazione. Il popolo argentino si è ormai abituato a convivere ciclicamente con il virus dell’inflazione, nel tempo ha anche prodotto alcune difese immunitarie per sopravvivere alla ciclicità economica che è la caratteristica fondamentale del sistema economico argentino dal 1978 ad oggi.
Per quanto la Presidente Cristina Kirchner si affanni a smentire e, nonostante i dati dell’INDEC che stimano l’inflazione poco sopra il 10%,, la sensazione della gente, avvalorata da società indipendenti e dai centri di ricerca economica del paese, è che la spirale inflattiva abbia sfondato i trenta punti percentuali su base annua.
La situazione sarebbe seria di per sé, ma si aggrava per due ragioni. L’anno 2011 è un anno elettorale e tutto fa presumere che la signora Fernadez de Kirchner, coadiuvata dalla Banca Centrale, apra i rubinetti della spesa pubblica, secondo un collaudato copione peronista.
L’aumento della spesa pubblica, peraltro concentrata su trasferimenti e sussidi, incide direttamente sulla massa monetaria e sulla spirale dei prezzi al consumo. La seconda ragione è più complessa, l’inflazione, quasi sempre, si fonda su aspettative di aumento e/o svalutazione monetaria, in un meccanismo a spirale che si auto alimenta. Il freno dovrebbe essere costituito da politiche monetarie severe, da autorità centrali e di controllo stabili e autorevoli.
Tutto quello che manca oggi all’Argentina. Sia la Banca Centrale che l’INDEC hanno perso la propria autorevolezza, i cittadini sono convinti che queste istituzioni siano diventate strumentali alle lotte di potere fra governo e opposizione. Il calo di fiducia nelle strutture di governo e controllo dell’economia rappresenta la mina vagante che potrebbe dare la stura ad un fenomeno iper-inflattivo nel paese.
La Kirchner conosce bene questi meccanismi e spera di continuare ad avere il vento in poppa del prezzo internazionale delle commodities. In tal modo, probabilmente, il saldo positivo della bilancia dei pagamenti potrà continuare a finanziare l’espansione della spesa pubblica, mettendo in penombra il rischio inflattivo.
Nel frattempo, i cittadini recuperano il vecchio costume di concentrare la spesa nelle giornate successive al pagamento dei salari e delle pensioni, in modo da mettere al riparo i beni primari dal fenomeno inflattivo.
L’elezioni di Ottobre probabilmente daranno una risposta a questa cautela.
Tratto da: Il Mondo di Annibale
di Bruno Carapella
Uno spettro si aggira per l’Argentina: lo spettro dell’inflazione. Il popolo argentino si è ormai abituato a convivere ciclicamente con il virus dell’inflazione, nel tempo ha anche prodotto alcune difese immunitarie per sopravvivere alla ciclicità economica che è la caratteristica fondamentale del sistema economico argentino dal 1978 ad oggi.
Per quanto la Presidente Cristina Kirchner si affanni a smentire e, nonostante i dati dell’INDEC che stimano l’inflazione poco sopra il 10%,, la sensazione della gente, avvalorata da società indipendenti e dai centri di ricerca economica del paese, è che la spirale inflattiva abbia sfondato i trenta punti percentuali su base annua.
La situazione sarebbe seria di per sé, ma si aggrava per due ragioni. L’anno 2011 è un anno elettorale e tutto fa presumere che la signora Fernadez de Kirchner, coadiuvata dalla Banca Centrale, apra i rubinetti della spesa pubblica, secondo un collaudato copione peronista.
L’aumento della spesa pubblica, peraltro concentrata su trasferimenti e sussidi, incide direttamente sulla massa monetaria e sulla spirale dei prezzi al consumo. La seconda ragione è più complessa, l’inflazione, quasi sempre, si fonda su aspettative di aumento e/o svalutazione monetaria, in un meccanismo a spirale che si auto alimenta. Il freno dovrebbe essere costituito da politiche monetarie severe, da autorità centrali e di controllo stabili e autorevoli.
Tutto quello che manca oggi all’Argentina. Sia la Banca Centrale che l’INDEC hanno perso la propria autorevolezza, i cittadini sono convinti che queste istituzioni siano diventate strumentali alle lotte di potere fra governo e opposizione. Il calo di fiducia nelle strutture di governo e controllo dell’economia rappresenta la mina vagante che potrebbe dare la stura ad un fenomeno iper-inflattivo nel paese.
La Kirchner conosce bene questi meccanismi e spera di continuare ad avere il vento in poppa del prezzo internazionale delle commodities. In tal modo, probabilmente, il saldo positivo della bilancia dei pagamenti potrà continuare a finanziare l’espansione della spesa pubblica, mettendo in penombra il rischio inflattivo.
Nel frattempo, i cittadini recuperano il vecchio costume di concentrare la spesa nelle giornate successive al pagamento dei salari e delle pensioni, in modo da mettere al riparo i beni primari dal fenomeno inflattivo.
L’elezioni di Ottobre probabilmente daranno una risposta a questa cautela.
Tratto da: Il Mondo di Annibale
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martedì 22 febbraio 2011
Italiani! Arrangiatevi!
Ma anche l'arte di arrangiarsi ha un limite.
Durante la trasmissione Ballarò ho visto un servizio che mostrava un anziano sclerotico che difendeva Berlusconi e contestava una signora disoccupata dicendo: "lei di certo ha ancora da mangiare e da bere, sennò si sarebbe già mossa". Come dire: l'Italia di Berlusconi è un paese dove la gente tutto sommato sta bene.
Le parole di quell'anziano, pur nel suo orrore semplicistico, mi hanno fatto riflettere. Lui, come tanta gente che ha votato Berlusconi, non si rende conto di una cosa fondamentale: che è una fortuna per Berlusconi che gli italiani abbiano ancora da mangiare e da bere. Altrimenti sarebbe già scoppiata la rivoluzione e il cavaliere probabilmente sarebbe già stato deposto o sepolto. Il fatto che molti italiani abbiano ancora da mangiare e da bere non è certo merito di questo governo, ma casomai di quei governi precedenti che hanno permesso agli italiani di mettere da parte qualche risparmio, cosa che permette loro di sopravvivere oggi nonostante questa crisi.
Durante la trasmissione Ballarò ho visto un servizio che mostrava un anziano sclerotico che difendeva Berlusconi e contestava una signora disoccupata dicendo: "lei di certo ha ancora da mangiare e da bere, sennò si sarebbe già mossa". Come dire: l'Italia di Berlusconi è un paese dove la gente tutto sommato sta bene.
Le parole di quell'anziano, pur nel suo orrore semplicistico, mi hanno fatto riflettere. Lui, come tanta gente che ha votato Berlusconi, non si rende conto di una cosa fondamentale: che è una fortuna per Berlusconi che gli italiani abbiano ancora da mangiare e da bere. Altrimenti sarebbe già scoppiata la rivoluzione e il cavaliere probabilmente sarebbe già stato deposto o sepolto. Il fatto che molti italiani abbiano ancora da mangiare e da bere non è certo merito di questo governo, ma casomai di quei governi precedenti che hanno permesso agli italiani di mettere da parte qualche risparmio, cosa che permette loro di sopravvivere oggi nonostante questa crisi.
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