LA COPERTINA - di Luca Bertazzoni e Dina Lauricella - della terza puntata di 'Servizio Pubblico', il nuovo programma online di Michele Santoro (17/11/2011).
La cronaca della notte, tra il 12 e il 13 novembre 2011, delle dimissioni di Silvio Berlusconi. I ministri e gli onorevoli del Pdl fuggono dai palazzi evitando le domande, Silvio Berlusconi sale al Quirinale, mentre la gente scende in piazza festeggiare. "E' una grande felicità!", "Il popolo italiano ritrova la propria dignità", "Finalmente l'Italia s'è desta!", questi i commenti della folla.
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Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
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venerdì 18 novembre 2011
Video: gli italiani festeggiano le dimissioni di Berlusconi
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domenica 16 gennaio 2011
La qualità della vita degli italiani (a confronto)
- Compenso medio annuo lordo di Marchionne: 38.800.000€ (calcolato sui dati 2008-2009, stock option comprese)
- Compenso medio annuo lordo di un dipendente FIAT: 37.415€
A conti fatti Marchionne guadagna 1037 volte più di un suo dipendente. Quindi, se volessimo estendere la proporzione alla qualità della vita, quella di Marchionne è di 1037 volte migliore di quella di un operaio FIAT !!
Preseguiamo:
- Compenso annuo lordo di Bruno Vespa alla RAI: 2.800.000€
- Compenso annuo lordo di Michele Santoro alla RAI: 700.000€
- Compenso annuo lordo di Gad Lerner a LA7: 700.000€
- Compenso annuo lordo di Enrico Mentana a LA7: 350.000€
E ora, un bel respiro...
- Compenso annuo lordo di Berlusconi: 14.000.000.000€
- Compenso annuo lordo eredi famiglia Agnelli: 7.000.000.000€
Nel 2009, annata dura di crisi e cassa integrazione, il nostro primo ministro Silvio Berlusconi ha guadagnato, di soli dividendi Fininvest, 126,4 milioni; un operaio Fiat di Pomigliano d’Arco negli stessi dodici mesi ha guadagnato 11 mila euro lordi. Quindi Berlusconi ha percepito un reddito pari a 11.490 volte quello di un operaio di Pomigliano.
Fino agli anni Ottanta un dirigente al top arrivava solo di rado a guadagnare 50 volte i suoi dipendenti.
Non vi è mai stato nella storia dell’umanità un divario così abissale fra chi sta ai vertici e chi alla base della piramide sociale. Né tanto meno – all’interno di un’azienda – una forbice così allargata fra la retribuzione di chi la guida e la busta paga dei suoi dipendenti.
Fonte dati
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L'Italia di Berlusconi
mercoledì 12 gennaio 2011
La Germania vicina alla piena occupazione
L'Italia si arrabatta tra divisioni politiche, lotte mediatiche, stallo economico e famiglie allo stremo, situazione che sta rendendo il Belpaese sempre più povero e debole. Un recente dato ISTAT mostra che l'occupazione giovanile sfiora il 30%, quindi quasi un giovane su tre è senza lavoro!
Nel frattempo la Germania, a 21 anni dalla riunificazione, è quasi alla piena occupazione. E' la riprova, se ve ne fosse bisogno, che l'unione fa la forza, alla faccia delle recondite istanze secessioniste dei signori leghisti.
Come mai qui da noi le cose vanno diversamente dal resto dell'Europa, per non dire peggio, sebbene si appartenga tutti all'Unione Europea?
La risposta per molti italiani è ormai chiara, come lo è da tempo anche all'estero: l'Italia è governata da una classe politica e dirigente di egregi paraculi! E' questo soprattutto a fare la differenza, assieme al fatto che la prossimità chilometrica tra Italia e Germania non corrisponde a quella culturale. Ma com'è possibile, anche adesso che siamo uniti, che la Germania ancora ci sovrasti, a livello economico, a tal punto?
I casi sono due: o la Germania sta facendo il gioco sporco all'interno dell'U.E. o siamo noi che, culturalmente e intellettualmente, non riusciamo a crescere, che non riusciamo a cogliere dalle culture degli altri paesi il positivo senza farci influenzare dal negativo. Anzi a volte facciamo esattamente l'opposto.
Fidel Castro usava dire: "La union hace la fuerza y la fuerza hace la revoluciòn". In Italia invece l'unità non interessa quasi a nessuno, manca una propulsione ideale forte, forse perchè c'è stato chi per troppo tempo s'è approfittato e qualcun'altro che non ci ha messo un freno a tempo debito. La situazione è giunta così all'esasperazione attuale. Chiamiamola pure corruzione, leggerezza, avidità, superficialità, poca serietà, irresponsabilità, o anche egoismo, familismo, clientelismo...Stà di fatto che in Italia il bene comune come concetto base a tutt'oggi stenta a decollare. Si ha l'impressione di essere tornati ad una situazione antecedente il 1861, quando, prima dell'unità d'Italia, la conflittualità politico-territoriale era ai massimi livelli e ognuno, passatemi l'espressione, ballava con sua nonna. Almeno all'epoca la situazione si giustificava con secoli di dominazioni straniere che influenzarono molto diversamente l'identità culturale di nord, centro e sud d'Italia. Ma ora? Che sta succedendo?
La questione morale è indubbiamente alla base di tutto e viene da pensare che a fallire sia il nostro modello culturale più rappresentativo, ovvero quello di derivazione cristiano-cattolica. Le responsabilità della Chiesa sono certo numerose e investono la sfera sociale, politica ed economica italiana, a cominciare dal Concordato e dai vari trattati Stato-Chiesa. Ma non solo: c'è stato anche il perbenismo pseudo-liberale e la presa di posizione ufficiale negativa della Chiesa sul comunismo, nata dopo la prima guerra mondiale ed esplosa dopo la seconda, negli anni '50, quando l'influenza culturale nordamericana in Italia raggiunse il culmine. Ancora oggi il feroce anticomunismo di quegli anni fatica ad essere sorpassato (basti pensare alle esternazioni del nostro premier e dei suoi fedeli), nonostante la timida apertura culturale derivante dal pontificato di Papa Woytila. In un paese profondamente cattolico, l'interferenza, o a volte la mancata presa di posizione, della Chiesa in questioni tipicamente laiche e civili come la politica, il sesso, l'aborto, il divorzio, la contraccezzione, il ruolo della donna nella società, il lavoro, l'economia, la lotta alle mafie, per arrivare a cose più raffinate come l'educazione dei figli e la responsabilità collettiva, sono nodi che ci portiamo dietro e che non sono mai stati veramente risolti.
Nel frattempo la Germania, a 21 anni dalla riunificazione, è quasi alla piena occupazione. E' la riprova, se ve ne fosse bisogno, che l'unione fa la forza, alla faccia delle recondite istanze secessioniste dei signori leghisti.
Come mai qui da noi le cose vanno diversamente dal resto dell'Europa, per non dire peggio, sebbene si appartenga tutti all'Unione Europea?
La risposta per molti italiani è ormai chiara, come lo è da tempo anche all'estero: l'Italia è governata da una classe politica e dirigente di egregi paraculi! E' questo soprattutto a fare la differenza, assieme al fatto che la prossimità chilometrica tra Italia e Germania non corrisponde a quella culturale. Ma com'è possibile, anche adesso che siamo uniti, che la Germania ancora ci sovrasti, a livello economico, a tal punto?
I casi sono due: o la Germania sta facendo il gioco sporco all'interno dell'U.E. o siamo noi che, culturalmente e intellettualmente, non riusciamo a crescere, che non riusciamo a cogliere dalle culture degli altri paesi il positivo senza farci influenzare dal negativo. Anzi a volte facciamo esattamente l'opposto.
Fidel Castro usava dire: "La union hace la fuerza y la fuerza hace la revoluciòn". In Italia invece l'unità non interessa quasi a nessuno, manca una propulsione ideale forte, forse perchè c'è stato chi per troppo tempo s'è approfittato e qualcun'altro che non ci ha messo un freno a tempo debito. La situazione è giunta così all'esasperazione attuale. Chiamiamola pure corruzione, leggerezza, avidità, superficialità, poca serietà, irresponsabilità, o anche egoismo, familismo, clientelismo...Stà di fatto che in Italia il bene comune come concetto base a tutt'oggi stenta a decollare. Si ha l'impressione di essere tornati ad una situazione antecedente il 1861, quando, prima dell'unità d'Italia, la conflittualità politico-territoriale era ai massimi livelli e ognuno, passatemi l'espressione, ballava con sua nonna. Almeno all'epoca la situazione si giustificava con secoli di dominazioni straniere che influenzarono molto diversamente l'identità culturale di nord, centro e sud d'Italia. Ma ora? Che sta succedendo?
La questione morale è indubbiamente alla base di tutto e viene da pensare che a fallire sia il nostro modello culturale più rappresentativo, ovvero quello di derivazione cristiano-cattolica. Le responsabilità della Chiesa sono certo numerose e investono la sfera sociale, politica ed economica italiana, a cominciare dal Concordato e dai vari trattati Stato-Chiesa. Ma non solo: c'è stato anche il perbenismo pseudo-liberale e la presa di posizione ufficiale negativa della Chiesa sul comunismo, nata dopo la prima guerra mondiale ed esplosa dopo la seconda, negli anni '50, quando l'influenza culturale nordamericana in Italia raggiunse il culmine. Ancora oggi il feroce anticomunismo di quegli anni fatica ad essere sorpassato (basti pensare alle esternazioni del nostro premier e dei suoi fedeli), nonostante la timida apertura culturale derivante dal pontificato di Papa Woytila. In un paese profondamente cattolico, l'interferenza, o a volte la mancata presa di posizione, della Chiesa in questioni tipicamente laiche e civili come la politica, il sesso, l'aborto, il divorzio, la contraccezzione, il ruolo della donna nella società, il lavoro, l'economia, la lotta alle mafie, per arrivare a cose più raffinate come l'educazione dei figli e la responsabilità collettiva, sono nodi che ci portiamo dietro e che non sono mai stati veramente risolti.
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Stato italiano fallito
domenica 12 dicembre 2010
Per riflettere: aforismi su comunismo e capitalismo
SPERO DI ESSERE PRESTO SMENTITA MA I FATTI FINORA HANNO DIMOSTRATO CHE UN BUONA META' DEGLI ITALIANI NON HA ANCORA IMPARATO NIENTE DALLA STORIA, DALL'ESPERIENZA DI ALTRI PAESI, DALLA CULTURA UNIVERSALE. CHE SIA PERCHE' LEGGONO POCO? O PERCHE' NON RIFLETTONO ABBASTANZA IN PROFONDITA' SU CIO' CHE SUCCEDE NEL MONDO? SARA' PERCHE' NON HANNO UNA COSCIENZA ABBASTANZA SVILUPPATA O CHE SONO TROPPO EGOISTI? NON SO IL PERCHE' PERO' SO CHE E' UN VERO PECCATO NON CAPIRE QUANDO LA STORIA NECESSITA DI UN CAMBIAMENTO RADICALE!
La libertà senza socialismo è privilegio, ingiustizia; il socialismo senza libertà è schiavitù, barbarie.
(Michail Bakunin)
(Michail Bakunin)
Ogni vero uomo deve sentire sulla propria guancia lo schiaffo dato a qualunque altro uomo.
(Che Guevara)
Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici. Sì, è vero, ma lo siamo in modo diverso, siamo di quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo.
(Che Guevara)
Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero.
Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero.
(Lenin)
Essere comunista vuol dire osare, pensare, volere e avere il coraggio delle proprie convinzioni.
Essere comunista vuol dire osare, pensare, volere e avere il coraggio delle proprie convinzioni.
(Vladimir Mayakosky)
Il comunismo non è una dottrina ma un movimento; non muove da princìpi ma da fatti.
Il comunismo non è una dottrina ma un movimento; non muove da princìpi ma da fatti.
(Marx-Engels)
Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza.
Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza.
(Karl Marx - "Introduzione a Per la Critica all'Economia Politica")
Il salario è determinato dal conflitto tra capitalista e operaio.
Il salario è determinato dal conflitto tra capitalista e operaio.
(Karl Marx "I Manoscritti Economico-Filosofici del '44")
Al pari del buddhismo, il socialismo è stato un movimento di massa "religioso", il quale, pur parlando in termini secolari e atei, mirava alla liberazione dell'umanità dall'egoismo e dalla brama di possesso.
Al pari del buddhismo, il socialismo è stato un movimento di massa "religioso", il quale, pur parlando in termini secolari e atei, mirava alla liberazione dell'umanità dall'egoismo e dalla brama di possesso.
(Erich Fromm, "Avere o essere", 1976)
La lotta alla miseria deve essere condotta dal Governo, mentre la ricerca della felicità deve essere lasciata all'iniziativa privata. In altre parole bisogna essere socialisti al vertice e liberi imprenditori alla base.
(Karl Popper)
(Karl Popper)
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martedì 16 novembre 2010
Prostituzione italiana minorile
Prostitursi a 15 anni per una cintura di Gucci o a 17 per comprarsi l'ultimo i-phone, dato che "ce l'hanno tutti"... C'è da chiedersi, ma quali esempi e valori offre la società di oggi ai giovani? E' mai possibile che questa nostra società consumistica sia diventata marcia a tal punto da non offrire ai giovani, specie alle ragazze, altre opzioni di lavoro che non siano quella di vendere il proprio corpo? Senza scomodare il nostro Premier e la sua cricca come esempi di caduta libera delle virtù morali di questo paese, è la facilità, direi professionalità e apparente normalità con cui la ragazzina parla della mercificazione del proprio corpo, parole che stonerebbero sulle labbra di una donna fatta, figuriamoci su quelle di una diciassettene. Non è tanto il sesso, la pulsione sessuale per un adolescente è del tutto normale, fa parte di un processo di crescita e di scoperta. Ma questa ragazza parla delle sue prestazioni quasi fossero un vero e proprio lavoro, ha dimistichezza con la cocaina, cose queste che, per chi ha un minimo di sano senso del pudore e moralità, sconvolgono proprio per l'apparente normalità che traspare, come quando, ad esempio, la ragazzina parla di crisi come se fosse un operaio in cassa integrazione. Che pena!
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lunedì 15 novembre 2010
NOI CREDEVAMO (nell'Unità d'Italia!)
Trailer del film "Noi credevamo" di Mario Martone.
"Noi credevamo", è come dire che finalmente abbiamo aperto gli occhi, che credevamo agli ideali del Risorgimento ma oggi non più.
"Noi credevamo", è come dire che prima noi italiani avevamo degli ideali a cui credere che ci hanno portato a realizzare grandi cose, come fare l'Italia, è come dire che ci abbiamo creduto ma poi qualcuno ha tradito.
"Noi credevamo" è un film che, basandosi in larga parte sui documenti storici, riporta alla luce il ruolo determinante degli ideali mazziniani nell'Unità d'Italia. Del ruolo di Cavour d'altronde, si sa quasi tutto dai libri di storia ufficiale. Invece Mazzini è sempre stato messo un po' da parte: le lotte, le battaglie, il sacrificio di tanti giovani patrioti che hanno fatto il Risorgimento italiano in nome di quegli ideali mazziniani a cui credevano, quelli di unità, giustizia sociale e indipendenza dai tiranni.
ITALIANI! Risvegliamoci, costruiamo un nuovo Risorgimento! Contro il riaffacciarsi dell'assolutismo in Italia, in Europa e nel mondo, TORNIAMO AI GRANDI IDEALI DI GIUSEPPE MAZZINI!
"Noi credevamo", è come dire che finalmente abbiamo aperto gli occhi, che credevamo agli ideali del Risorgimento ma oggi non più.
"Noi credevamo", è come dire che prima noi italiani avevamo degli ideali a cui credere che ci hanno portato a realizzare grandi cose, come fare l'Italia, è come dire che ci abbiamo creduto ma poi qualcuno ha tradito.
"Noi credevamo" è un film che, basandosi in larga parte sui documenti storici, riporta alla luce il ruolo determinante degli ideali mazziniani nell'Unità d'Italia. Del ruolo di Cavour d'altronde, si sa quasi tutto dai libri di storia ufficiale. Invece Mazzini è sempre stato messo un po' da parte: le lotte, le battaglie, il sacrificio di tanti giovani patrioti che hanno fatto il Risorgimento italiano in nome di quegli ideali mazziniani a cui credevano, quelli di unità, giustizia sociale e indipendenza dai tiranni.
ITALIANI! Risvegliamoci, costruiamo un nuovo Risorgimento! Contro il riaffacciarsi dell'assolutismo in Italia, in Europa e nel mondo, TORNIAMO AI GRANDI IDEALI DI GIUSEPPE MAZZINI!
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mercoledì 13 ottobre 2010
Gli italiani sono coerenti con le proprie idee?
Si sentono spesso in TV, specie nei talk show delle reti RAI, i cosidetti opinionisti, che dicono la propria idea sugli argomenti più disparati. E di primo acchito sembra che dicano tutti cose abbastanza giuste, diciamo nazional-popolari, va. Ma allora perchè poi le cose in Italia vanno esattamente all'opposto delle idee che circolano? Boh!! Per me questo rimane un mistero!!
Mi sa tanto che la maggior parte degli italiani dice tante bugie per opportunismo, senza poi far seguire alle parole i fatti!
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