Caricato in data 18/gen/2011
http://litaliasecondome.blogspot.com
http://zeitgeistitalia.org
Il film ha vinto nel 2008 il premio Best Feature Artivist Spirit all'Artivist Film Festival di Los Angeles.
Il film discute riguardo al sistema della Federal Reserve negli Stati Uniti, della CIA, delle corporation americane e altro, concludendo con la presentazione del Venus Project, creato dall'ingegnere sociale Jacque Fresco. In accordo con Peter Joseph, il film ha come scopo di localizzare le radici della dilagante corruzione sociale, offrendo allo stesso tempo una soluzione. In conclusione Addendum sottolinea il bisogno di eliminare ogni barriera che divide gli uomini e individua i passi concreti da fare per indebolire il sistema monetario.
VIDEO DEDICATO A CHI CREDE CHE COMPLOTTISMO E TEORIE COSPIRATIVE SIANO SOLO FAVOLETTE PER MANIACI OSSESSIVI.
E INVECE E' UNA REALTA', UN MOSTRO SPIETATO, CORROTTO, POTENTE E INSAZIABILE CHE SI CHIAMA IMPERIALISMO CAPITALISTICO AMERICANO, DIVENTATO NEL TEMPO SEMPRE PIU' AVIDO E SANGUINARO.
Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
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sabato 10 novembre 2012
Zeitgeist Addendum doppiato in Italiano
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Crisi economica,
Politica,
USA,
Zeitgeist
domenica 18 marzo 2012
Ley HR 347: Bienvenidos a los Estados Fascistas de América.
El pasado 27 de febrero en EE. UU. el presidente aprobó y firmó la controvertida ley HR 347, bautizada ya por los estadounidenses como 'Goodbye, First Amendment' ('Adiós, Primera Enmienda'). Según la nueva norma, queda prohibido para toda persona cualquier demostración de protesta y la participación en todo tipo de manifestaciones. La ley establece un castigo de hasta 10 años de cárcel para quien a sabiendas entre o permanezca en cualquier edificio o terreno sin la autorización legal del Gobierno. También se puede acabar tras las rejas si otra persona denuncia que se tiene la intención de protestar. http://www.kaosenlared.net/component/k2/item/11728-los-ee-uu-del-ma%C3%B1ana-%C2%BFun-pa%C3%ADs-con-todos-sus-manifestantes-encarcelados?.html
Bienvenidos a los Estados Fascistas de América.
Fuente
Una ley scandalosa firmada por Obama!
Nueva ley de EE.UU. establece 10 años de cárcel por protestar. Estamos presenciando el surgimiento de una dictadura?
Bienvenidos a los Estados Fascistas de América.
Fuente
Una ley scandalosa firmada por Obama!
Nueva ley de EE.UU. establece 10 años de cárcel por protestar. Estamos presenciando el surgimiento de una dictadura?
sabato 5 novembre 2011
11.11.11: la terza guerra mondiale si avvicina?
E' cominciata la campagna mediatica USA per preparare, trovare alleanze, giustificare il prossimo scellerato intervento bellico internazionale contro l'Iran. Finora a fianco degli Stati Uniti si sono schierati almeno 3 paesi, quelli che hanno più interessi nell'area e che praticamente da sempre sono fedeli alleati nel sostenere gli interessi economici e le strategie geopolitiche nordamericane.
E' vero che mancano 6 mesi prima che l'Iran si doti di un'arma nucleare? Come fanno gli USA ad avere in mano un'informazione così precisa, una data così certa? Non è che stanno preparando una strategia bellica preventiva a tavolino che ha bisogno di tempi precisi di pianificazione e attuazione, per 'vendere' poi il pacchetto dell'investimento bellico ai paesi partner, come Arabia Saudita, Israele, Inghilterra e forse Francia, in cambio di petrolio e chissà cos'altro che non rivelano, il che tradotto significa sostanzialmente predominanza economica e geopolitica nel mondo?
Chi dice la verità? L'Iran o gli Stati Uniti d'Israele? Come possiamo fidarci di una sola campana? Semplicemente non dovremmo. Quel che è certo è che proprio in momenti come questo sarebbe utile avere a disposizione quella preziosa fonte d'informazione alternativa costituita da Wikileaks. Forse è anche per questo che gli Stati Uniti considerano Assange così pericoloso per i propri interessi nazionali e hanno fatto di tutto per zittirlo!!
Ora che la Guerra di Libia è finita, la macchina bellica USA si prepara così alla prossima rapina, per quello che, dopo l'Iraq, si prefigura ormai come il bersaglio grosso per l'egemonia geopolitica e gli interessi nordamericani nel mondo: l'Iran.
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sabato 17 settembre 2011
USA: SE SEI POVERO DEVI MORIRE
13 settembre 2011 - Nel corso di un dibattito tra candidati repubblicani, un giornalista chiede che fare quando una persona priva d'assicurazione sanitaria si scopre malata e bisognosa di cure costose.
Alla risposta poco chiara di Ron Paul, il giornalista chiede se stia dicendo che la società dovrebbe lasciarla morire, la folla risponde con entusiasmo di sì.
Benvenuti nell'America compassionevole dei buoni cristiani bianchi.
'Let Him Die': Tea Party Debate Audience Cheers
Alla risposta poco chiara di Ron Paul, il giornalista chiede se stia dicendo che la società dovrebbe lasciarla morire, la folla risponde con entusiasmo di sì.
Benvenuti nell'America compassionevole dei buoni cristiani bianchi.
'Let Him Die': Tea Party Debate Audience Cheers
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giovedì 19 maggio 2011
USA, debito pubblico e armi
Se la Grecia va in default le conseguenze saranno comunque limitate. I greci diventeranno più poveri, la UE più instabile, l'euro perderà valore e chi ha comprato titoli di Stato ellenici, come Formigoni (115 milioni di euro) per la Regione Lombardia, si attaccherà al tram (in questo caso più i lombardi del loro governatore abusivo). Se gli Stati Uniti vanno in default la questione è completamente diversa e gli effetti imprevedibili. Di fronte al debito pubblico americano di 14.260 miliardi di dollari la mente vacilla. E' un numero incomprensibile per un essere umano. Sta per essere raggiunto il tetto massimo di 14.294 miliardi oltre il quale per legge è previsto il default. Il segretario del Tesoro americano Geithner per evitare il crollo economico ha proposto di alzare il livello di indebitamento. Geniale, quasi meglio di Tremorti. La soluzione più ovvia, quella di diminuire drasticamente le spese militari in cui gli Stati Uniti sono primi al mondo con investimenti pari a circa 10 volte quelli di qualunque altro Paese, non è stata presa in considerazione. Forse perché gli armamenti, oltre a produrre il debito, lo garantiscono.
Fonte: beppegrillo.it
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martedì 5 aprile 2011
OBAMA? SEGUITE I SOLDI
di Paolo Barnard
Una delle regole più note del giornalismo anglosassone è ‘follow the money’, cioè segui i soldi se vuoi capire come realmente funzionano le cose. Nel caso dell’elezione a presidente degli Stati Uniti di Barack Obama, è istruttivo applicare quella regola... purtroppo. Il Democratico ha raccolto un gran totale di 640 milioni di dollari per la sua corsa alla Casa Bianca, di cui una larghissima parte dai cosiddetti contributi individuali. Certamente in essi vi è una gran massa di donazioni di singole persone comuni, attivisti, gruppi di volontari, che è innegabile siano stati determinanti per il successo del loro beniamino. Ma non ci è dato sapere quale percentuale di quei fondi proveniva invece da settori un po’ meno ‘puliti’. Ricordo anche, è doveroso, che l'afroamericano ha rifiutato del tutto i contributi federali alla sua campagna elettorale. Quest’ultima nota è di sicuro molto edificante, ma se si dà un’occhiata ad altri dettagli, ahimè, il quadro cambia. Si scoprono cose che preoccupano, e che confermano quello che ho scritto in “Obama? Gioire con prudenza, molta”.
Un primo sguardo ai dati pubblicati dalla Federal Election Commission americana fa risaltare la presenza dei ‘falchi’ della finanza di Wall Street fra i maggiori gruppi che hanno versato nelle casse del neo presidente, gli stessi che hanno giocato a biglie col futuro economico dell’intero pianeta, fino al collasso di questi giorni: Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Citigroup, Morgan Stanley fra gli altri. Nel paragone fra i due contendenti alla Casa Bianca, Obama batte McCain per 2.938.556 dollari a 2.185.869 ricevuti delle banche commerciali. Quando poi si considerano gli speculatori più selvaggi della finanza americana, e cioè gli Hedge Funds, il presidente nero batte lo sconfitto bianco con un margine notevole: 2.637.578 dollari a 1.561.865. Questo forse spiega uno dei dettagli meno edificanti del passato politico di Obama: il suo voto al Congresso a favore del pacchetto di salvataggio sborsato direttamente dai contribuenti americani nelle tasche di Wall Street poche settimane fa, che non solo costerà sudore e pene a milioni di cittadini per anni a venire, ma che non risolve neppure uno dei problemi strutturali della finanza impazzita di quel Paese.
Proseguiamo. Da notare, fra le righe, quei 34.454 dollari che Barack Obama ha intascato dall’industria del tabacco. Non proprio morale per chi si presenta come ‘pulito’, per motivi persino troppo ovvi per essere citati. Ma una bruttissima sorpresa arriva quando si incontrano le voci relative ai colossi farmaceutici: Obama si è preso 1.662.280 dollari da questi giganti della speculazione sulla salute, contro i miseri 579.013 di McCain. La cosa è grave, poiché gli interessi di Big Pharma sono direttamente collegati al mantenimento del sistema Sanitario privatizzato americano, causa di ineguaglianze sociali orrende. Inoltre, visto ciò che le multinazionali del farmaco stanno facendo nel Terzo Mondo, dove negano ancora farmaci salvavita o sconti sui brevetti a tanti popoli disperati, di nuovo si fatica a trovare una moralità in questo aspetto di Obama. Si comincia qui a sbirciare qualcosa della realtà dietro i suoi proclami retorici.
Alla voce Comunicazioni ed Elettronica si rimane di sasso. Il Democratico straccia McCain con una somma ben cinque volte superiore, 21.600.186 dollari contro 4.308.349. La cosa grave in questo caso sta nella comprensione di chi in realtà milita in quella categoria: alcune fra le più micidiali industrie di Guerre Stellari americane, di spionaggio e di intercettazioni. Forse è per questo che Obama votò al Congresso la famigerata legge FISA, quella cioè che permette lo spionaggio di immigrati o di americani considerati ‘alieni’, politicamente scomodi, e che fu aspramente contestata da tutti i maggiori gruppi per i Diritti Civili. Inoltre, alla voce più specifica sui finanziatori della campagna elettorale provenienti dall’industria bellica, di nuovo Obama batte il Repubblicano, con 870.165 dollari contro 647.313.
Un altro settore di finanziamenti che preoccupa, è quello del comparto salute e assicurazioni. Ho già detto e scritto che la riforma sanitaria ipotizzata dal neo presidente lascia in sostanza le cose come stanno, con solo ritocchi cosmetici. Tradotto, significa che le grandi compagnie di assicurazione rimarranno gli arbitri della salute degli americani, in particolare dei 44 milioni di essi che oggi non hanno alcuna assistenza. I cittadini di quel Paese invocano in maggioranza e disperatamente un sistema sanitario pubblico, gratuito e finanziato dalle tasse, cosa riportata con chiarezza dai sondaggi ma non dalla stampa americana né dalla nostra. Obama ha ricevuto un gran totale di 49.408.792 dollari dal comparto salute e assicurazioni, McCain 33.286.626. Non sono spiccioli, e soprattutto non vengono donati a fondo perduto. Mi state capendo?
Per concludere, si arriva al tema dell’influenza sui candidati da parte delle lobby e delle professioni che contano. Barack Obama si è sforzato di rassicurare l’America che lui era il candidato degli interessi della persona media, della famiglia media, ma anche dei poveri, degli svantaggiati. Ok, senza perdere altro tempo ecco le cifre. Gli influenti lobbisti americani e gli studi legali (che negli USA hanno un potere enorme) hanno dato al giovane candidato vittorioso il triplo di quanto hanno dato a McCain: 37.122.161 dollari per il primo e solo 10.765.423 per il secondo. Questi non sono idealisti con lo sguardo perso nelle nuvole, sono personaggi, anzi, rapaci che ci vedono benissimo… Perché hanno premiato Obama?
Ripeto. Gioire, con prudenza. Moltissima.
Fonte: Federal Election Commission USA
Una delle regole più note del giornalismo anglosassone è ‘follow the money’, cioè segui i soldi se vuoi capire come realmente funzionano le cose. Nel caso dell’elezione a presidente degli Stati Uniti di Barack Obama, è istruttivo applicare quella regola... purtroppo. Il Democratico ha raccolto un gran totale di 640 milioni di dollari per la sua corsa alla Casa Bianca, di cui una larghissima parte dai cosiddetti contributi individuali. Certamente in essi vi è una gran massa di donazioni di singole persone comuni, attivisti, gruppi di volontari, che è innegabile siano stati determinanti per il successo del loro beniamino. Ma non ci è dato sapere quale percentuale di quei fondi proveniva invece da settori un po’ meno ‘puliti’. Ricordo anche, è doveroso, che l'afroamericano ha rifiutato del tutto i contributi federali alla sua campagna elettorale. Quest’ultima nota è di sicuro molto edificante, ma se si dà un’occhiata ad altri dettagli, ahimè, il quadro cambia. Si scoprono cose che preoccupano, e che confermano quello che ho scritto in “Obama? Gioire con prudenza, molta”.
Un primo sguardo ai dati pubblicati dalla Federal Election Commission americana fa risaltare la presenza dei ‘falchi’ della finanza di Wall Street fra i maggiori gruppi che hanno versato nelle casse del neo presidente, gli stessi che hanno giocato a biglie col futuro economico dell’intero pianeta, fino al collasso di questi giorni: Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Citigroup, Morgan Stanley fra gli altri. Nel paragone fra i due contendenti alla Casa Bianca, Obama batte McCain per 2.938.556 dollari a 2.185.869 ricevuti delle banche commerciali. Quando poi si considerano gli speculatori più selvaggi della finanza americana, e cioè gli Hedge Funds, il presidente nero batte lo sconfitto bianco con un margine notevole: 2.637.578 dollari a 1.561.865. Questo forse spiega uno dei dettagli meno edificanti del passato politico di Obama: il suo voto al Congresso a favore del pacchetto di salvataggio sborsato direttamente dai contribuenti americani nelle tasche di Wall Street poche settimane fa, che non solo costerà sudore e pene a milioni di cittadini per anni a venire, ma che non risolve neppure uno dei problemi strutturali della finanza impazzita di quel Paese.
Proseguiamo. Da notare, fra le righe, quei 34.454 dollari che Barack Obama ha intascato dall’industria del tabacco. Non proprio morale per chi si presenta come ‘pulito’, per motivi persino troppo ovvi per essere citati. Ma una bruttissima sorpresa arriva quando si incontrano le voci relative ai colossi farmaceutici: Obama si è preso 1.662.280 dollari da questi giganti della speculazione sulla salute, contro i miseri 579.013 di McCain. La cosa è grave, poiché gli interessi di Big Pharma sono direttamente collegati al mantenimento del sistema Sanitario privatizzato americano, causa di ineguaglianze sociali orrende. Inoltre, visto ciò che le multinazionali del farmaco stanno facendo nel Terzo Mondo, dove negano ancora farmaci salvavita o sconti sui brevetti a tanti popoli disperati, di nuovo si fatica a trovare una moralità in questo aspetto di Obama. Si comincia qui a sbirciare qualcosa della realtà dietro i suoi proclami retorici.
Alla voce Comunicazioni ed Elettronica si rimane di sasso. Il Democratico straccia McCain con una somma ben cinque volte superiore, 21.600.186 dollari contro 4.308.349. La cosa grave in questo caso sta nella comprensione di chi in realtà milita in quella categoria: alcune fra le più micidiali industrie di Guerre Stellari americane, di spionaggio e di intercettazioni. Forse è per questo che Obama votò al Congresso la famigerata legge FISA, quella cioè che permette lo spionaggio di immigrati o di americani considerati ‘alieni’, politicamente scomodi, e che fu aspramente contestata da tutti i maggiori gruppi per i Diritti Civili. Inoltre, alla voce più specifica sui finanziatori della campagna elettorale provenienti dall’industria bellica, di nuovo Obama batte il Repubblicano, con 870.165 dollari contro 647.313.
Un altro settore di finanziamenti che preoccupa, è quello del comparto salute e assicurazioni. Ho già detto e scritto che la riforma sanitaria ipotizzata dal neo presidente lascia in sostanza le cose come stanno, con solo ritocchi cosmetici. Tradotto, significa che le grandi compagnie di assicurazione rimarranno gli arbitri della salute degli americani, in particolare dei 44 milioni di essi che oggi non hanno alcuna assistenza. I cittadini di quel Paese invocano in maggioranza e disperatamente un sistema sanitario pubblico, gratuito e finanziato dalle tasse, cosa riportata con chiarezza dai sondaggi ma non dalla stampa americana né dalla nostra. Obama ha ricevuto un gran totale di 49.408.792 dollari dal comparto salute e assicurazioni, McCain 33.286.626. Non sono spiccioli, e soprattutto non vengono donati a fondo perduto. Mi state capendo?
Per concludere, si arriva al tema dell’influenza sui candidati da parte delle lobby e delle professioni che contano. Barack Obama si è sforzato di rassicurare l’America che lui era il candidato degli interessi della persona media, della famiglia media, ma anche dei poveri, degli svantaggiati. Ok, senza perdere altro tempo ecco le cifre. Gli influenti lobbisti americani e gli studi legali (che negli USA hanno un potere enorme) hanno dato al giovane candidato vittorioso il triplo di quanto hanno dato a McCain: 37.122.161 dollari per il primo e solo 10.765.423 per il secondo. Questi non sono idealisti con lo sguardo perso nelle nuvole, sono personaggi, anzi, rapaci che ci vedono benissimo… Perché hanno premiato Obama?
Ripeto. Gioire, con prudenza. Moltissima.
Fonte: Federal Election Commission USA
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mercoledì 23 marzo 2011
Obama in Cile: discorso sulla unità delle Americhe a guida nordamericana
Il Presidente Obama, nel suo recente viaggio in Cile, si è proposto come "partner privilegiato" a livello politico ed economico dell'intera America Latina. Una partnership dove gli USA giocherebbero il ruolo dominante di modello politico e di guida morale? Cos'è, la prosecuzione dell'imperialismo con altri mezzi? O un nuovo scenario politico che vede al centro la creazione di un nuovo continente americano unico, gli "Stati Uniti delle Americhe"?
Mi spiace per Lei Signor Obama, ma il suo progetto è destinato al fallimento. E questo perchè il modello capitalistico nordamericano che Lei rappresenta è semplicemente morto. E anche l'imperialismo dei suoi servizi di sicurezza ficcanaso è in crisi, anche se non ha ancora perso il vizio di occultare le proprie responsabilità. Perchè Lei, ad esempio, nel suo discorso in Cile non ha fatto alcun cenno di scuse per il ruolo d'appoggio degli USA al golpe e al consolidamento del potere di un sanguinario dittatore come il Generale Pinochet?
Cuba piuttosto potrebbe rappresentare un esempio politico credibile da seguire per l'America Latina (e già in buona parte lo è), col suo socialismo democratico autentico, civile, partecipativo, improntato alla giustizia e alla difesa degli umili. L'America Latina, se ne faccia una ragione Presidente, non è così stupida, ignorante e credulona come in passato o come forse Lei pensa!
Senor Obama, ho ascoltato il Suo discorso in Cile, sul progetto americano di costruire delle centrali nucleari in quel paese, sulla unità delle Americhe, su Cuba...Alt! Sbaglio o sta chiedendo il consenso allo sfruttamento economico di nuove terre al di fuori di casa Sua? Come lo chiama questo? Non è forse neo-colonalismo, neo-imperialismo capitalistico? E allora non faccia l'ipocrita parlando di democrazia e benessere...Ad esempio, come può far finta di non sapere cosa sta realmente succedendo a Cuba? E comunque, eviti di commettere il grave errore di credere che Cuba sia come la Libia...
Noi non vogliamo la Sua stupida democrazia, questo è certo...Una cosa Le voglio dire, non creda che tutti si possano comprare con i soldi. Lei si compiace del fatto che, grazie al suo intervento, ora finalmente le povere famiglie cubane potranno venire aiutate economicamente dall'estero, da familiari e amici residenti negli Stati Uniti...No, è una menzogna! Ora è solo possibile appoggiare economicamente il dissenso, perchè a Lei interessa solo aiutare quei maledetti cubani che vendono la loro anima per quattro soldi...Ma la dignità di tutti gli altri dove la mette? Non tutti siamo uguali e Le dirò che noi siamo pronti a qualunque cosa. L'aspettiamo quando arriverà con i Suoi caccia e i Suoi droni per cercare di invadere la nostra terra, per esportare la Sua falsa democrazia e con il cuore in mano lotteremo per la nostra Patria fino all'ultimo cubano che rimarrà in vita.
Non creda che abbiamo paura di morire per la nostra terra, venga pure avanti Mister Obama...Lei pensa d'essere il padrone del mondo e dell'universo e invece si sbaglia e glieLo dimostreremo quando vuole e come vuole. I suoi soldi, se ne ha ancora, l'America li usi piuttosto per aiutare millioni di cittadini americani che muoiono perchè non hanno un tetto o i soldi per curarsi. Insomma Signor Obama, si faccia i cavoli Suoi e La smetta di seminare morte ovunque sbarcano i Suoi soldati. E in quanto alla democrazia, se La tenga, noi non la vogliamo. Alla faccia del premio Nobel per la pace che Le hanno dato...Ma a chi sarà mai venuto in mente di dare il premio Nobel ad una persona come Lei? Probabilmente era ubriaco in quel momento per non accorgersi che stava appoggiando Satana in persona. Questa è la mia ultima parola. L'aspettiamo quando vuole, e si ricordi, che noi cubani siamo disposti a morire per Cuba e per Fidel.
Viva Cuba, viva Fidel, viva la Revoluciòn!
Patria o muerte...Venseremos!
Commento:
Il conto economico del ragionier Obama.
Obama era partito con una buona spinta ideale ma dopo essere stato eletto, nel corso del tempo è profondamente cambiato. Ora, forse anche a causa della crisi mondiale, tutto ciò che fa e che dice ha un fine esclusivamente economico, le sue scelte sono influenzate dalla voragine del debito estero USA. Da qui viene il pericolo che il Presidente possa essere influenzato nelle sue scelte dalle numerose lobbies del potere economico americano, da quelle farmaceutiche a quelle del petrolio, a quelle delle armi. Probabilmente, pur di salvare la sua riforma sanitaria e portare avanti gli altri suoi piani di politica interna, Obama preferisce cedere in parte ai ricatti di questi forti gruppi finanziari privati. L'impressione è infatti che il premio Nobel dei ripensamenti sia un Re sotto scacco, un leader manipolato. Lo stesso Obama se ne rende conto e cerca in tutti i modi di uscire dallo stallo in cui si trova per riacquistare la sua indipendenza. Per questo è continuamente alla ricerca di fonti di guadagno, per ridare fiato alle magre casse federali e aumentare le risorse a disposizione del suo governo. E lo fa spesso attraverso operazioni di equilibrismo politico sempre più azzardate, correndo il rischio di scoprirsi o di fare passi falsi, errori madornali a discapito della sua popolarità, come quello di 2 giorni fa in Cile.
Mi spiace per Lei Signor Obama, ma il suo progetto è destinato al fallimento. E questo perchè il modello capitalistico nordamericano che Lei rappresenta è semplicemente morto. E anche l'imperialismo dei suoi servizi di sicurezza ficcanaso è in crisi, anche se non ha ancora perso il vizio di occultare le proprie responsabilità. Perchè Lei, ad esempio, nel suo discorso in Cile non ha fatto alcun cenno di scuse per il ruolo d'appoggio degli USA al golpe e al consolidamento del potere di un sanguinario dittatore come il Generale Pinochet?
Cuba piuttosto potrebbe rappresentare un esempio politico credibile da seguire per l'America Latina (e già in buona parte lo è), col suo socialismo democratico autentico, civile, partecipativo, improntato alla giustizia e alla difesa degli umili. L'America Latina, se ne faccia una ragione Presidente, non è così stupida, ignorante e credulona come in passato o come forse Lei pensa!
Senor Obama, ho ascoltato il Suo discorso in Cile, sul progetto americano di costruire delle centrali nucleari in quel paese, sulla unità delle Americhe, su Cuba...Alt! Sbaglio o sta chiedendo il consenso allo sfruttamento economico di nuove terre al di fuori di casa Sua? Come lo chiama questo? Non è forse neo-colonalismo, neo-imperialismo capitalistico? E allora non faccia l'ipocrita parlando di democrazia e benessere...Ad esempio, come può far finta di non sapere cosa sta realmente succedendo a Cuba? E comunque, eviti di commettere il grave errore di credere che Cuba sia come la Libia...
Noi non vogliamo la Sua stupida democrazia, questo è certo...Una cosa Le voglio dire, non creda che tutti si possano comprare con i soldi. Lei si compiace del fatto che, grazie al suo intervento, ora finalmente le povere famiglie cubane potranno venire aiutate economicamente dall'estero, da familiari e amici residenti negli Stati Uniti...No, è una menzogna! Ora è solo possibile appoggiare economicamente il dissenso, perchè a Lei interessa solo aiutare quei maledetti cubani che vendono la loro anima per quattro soldi...Ma la dignità di tutti gli altri dove la mette? Non tutti siamo uguali e Le dirò che noi siamo pronti a qualunque cosa. L'aspettiamo quando arriverà con i Suoi caccia e i Suoi droni per cercare di invadere la nostra terra, per esportare la Sua falsa democrazia e con il cuore in mano lotteremo per la nostra Patria fino all'ultimo cubano che rimarrà in vita.
Non creda che abbiamo paura di morire per la nostra terra, venga pure avanti Mister Obama...Lei pensa d'essere il padrone del mondo e dell'universo e invece si sbaglia e glieLo dimostreremo quando vuole e come vuole. I suoi soldi, se ne ha ancora, l'America li usi piuttosto per aiutare millioni di cittadini americani che muoiono perchè non hanno un tetto o i soldi per curarsi. Insomma Signor Obama, si faccia i cavoli Suoi e La smetta di seminare morte ovunque sbarcano i Suoi soldati. E in quanto alla democrazia, se La tenga, noi non la vogliamo. Alla faccia del premio Nobel per la pace che Le hanno dato...Ma a chi sarà mai venuto in mente di dare il premio Nobel ad una persona come Lei? Probabilmente era ubriaco in quel momento per non accorgersi che stava appoggiando Satana in persona. Questa è la mia ultima parola. L'aspettiamo quando vuole, e si ricordi, che noi cubani siamo disposti a morire per Cuba e per Fidel.
Viva Cuba, viva Fidel, viva la Revoluciòn!
Patria o muerte...Venseremos!
Commento:
Il conto economico del ragionier Obama.
Obama era partito con una buona spinta ideale ma dopo essere stato eletto, nel corso del tempo è profondamente cambiato. Ora, forse anche a causa della crisi mondiale, tutto ciò che fa e che dice ha un fine esclusivamente economico, le sue scelte sono influenzate dalla voragine del debito estero USA. Da qui viene il pericolo che il Presidente possa essere influenzato nelle sue scelte dalle numerose lobbies del potere economico americano, da quelle farmaceutiche a quelle del petrolio, a quelle delle armi. Probabilmente, pur di salvare la sua riforma sanitaria e portare avanti gli altri suoi piani di politica interna, Obama preferisce cedere in parte ai ricatti di questi forti gruppi finanziari privati. L'impressione è infatti che il premio Nobel dei ripensamenti sia un Re sotto scacco, un leader manipolato. Lo stesso Obama se ne rende conto e cerca in tutti i modi di uscire dallo stallo in cui si trova per riacquistare la sua indipendenza. Per questo è continuamente alla ricerca di fonti di guadagno, per ridare fiato alle magre casse federali e aumentare le risorse a disposizione del suo governo. E lo fa spesso attraverso operazioni di equilibrismo politico sempre più azzardate, correndo il rischio di scoprirsi o di fare passi falsi, errori madornali a discapito della sua popolarità, come quello di 2 giorni fa in Cile.
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USA
lunedì 28 febbraio 2011
Gli Stati Uniti non sono una democrazia - Noam Chomsky
Noam Chomsky discute il sistema politico americano e l'assenza di un concreto potere decisionale della popolazione. Ma vale solamente per gli USA?
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Finta democrazia,
USA
domenica 27 febbraio 2011
USA: forti proteste sindacali nel Wisconsin. In 13.000 occupano il Campidoglio a Madison
Amazing video of Wisconsin protests.
Over 13,000 angry union supporters gathered at the capital building in Madison, Wisconsin for a 17-hour public hearing on the issue. The protestors are calling for opposition to the bill, and an end to Walker's governorship as a whole.
Over 13,000 angry union supporters gathered at the capital building in Madison, Wisconsin for a 17-hour public hearing on the issue. The protestors are calling for opposition to the bill, and an end to Walker's governorship as a whole.
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venerdì 14 gennaio 2011
U.Galimberti: Democrazia e volontà di potenza
Podcast a cura di Radio Feltrinelli con il filosofo italiano Umberto Galimberti. Montaggio a cura di Alessandro Laterza.
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Filosofia,
Finta democrazia,
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USA
martedì 5 ottobre 2010
Gli USA e la Cina
Gli Stati Uniti, non potendo contrastare l'emergente predominio economico-commerciale cinese, e per non tradire la loro stessa natura di patria del capitalismo liberale, non trovano altro da fare che contestare la Cina sul piano della politica monetaria. In verità, l'emergente supremazia economica cinese sta mettendo in profonda crisi il modello americano di capitalismo, e la filosofia che lo sorregge. E' una lotta ad armi pari, sul piano economico, tra USA e Cina che, di fatto, sta portando alla luce l'illegittimità dell'intero arsenale. Gli americani non possono appoggiare e giustificare la libera circolazione delle merci e la competizione sui mercati solo quando fa loro comodo, dovrebbero accettare le dure leggi del capitalismo anche quando sono loro a subirne le conseguenze negative. Altrimenti che lo dicano chiaramente che il loro capitalismo ha fallito e che modifichino ufficialmente il loro modello di società. ---------------------------------------------------------------------------------------
PARLANDO DI CINAdi Paul Krugman
Pubblicato il 30 settembre 2010
Varie persone serie sono state sconvolte dalla votazione di mercoledì scorso alla Camera dei Rappresentanti, dove una vasta maggioranza bipartisan ha approvato una legge, sponsorizzata dal rappresentante Sander Levin, che aprirebbe potenzialmente la strada per le sanzioni contro la Cina per la sua politica monetaria. E ' un dato di merito, il disegno di legge è stato molto mite. Tuttavia, ci sono stati avvertimenti di guerra commerciale e perturbazioni economiche globali. Meglio, ha detto un parere rispettabile, perseguire una tranquilla diplomazia.
Ma queste persone serie, che hanno sbagliato tante cose da quando è cominciata la crisi - ricordate come i deficit di bilancio stavano per portare a tassi di interesse alle stelle e all'impennata dell'inflazione? - si sono sbagliati anche su questo tema. La diplomazia perseguita riguardo la valuta cinese non ha portato da nessuna parte, e continuerà a non portare da nessuna parte se non sostenuta dalla minaccia di ritorsioni. Il clamore sulla guerra commerciale è ingiustificato - e, comunque, ci sono cose peggiori dei conflitti commerciali. In un periodo di disoccupazione di massa, aggravata dalla politica monetaria predatoria della Cina, la possibilità di nuove tariffe deve essere fino in fondo nella nostra lista di preoccupazioni.
Facciamo un passo indietro e diamo un'occhiata allo stato attuale del mondo.
Le maggiori economie avanzate sono ancora sotto gli effetti della bolla immobiliare scoppiata e della crisi finanziaria che ne è seguita. La spesa dei consumatori si è depressa e l'espansione delle imprese è inutile se non vendono abbastanza per usare la capacità che hanno. La recessione può essere ufficialmente conclusa, ma la disoccupazione è molto alta e non mostra alcun segno di tornare a livelli normali.
La situazione è ben diversa, tuttavia, nelle economie emergenti. Queste economie hanno resistito alla tempesta economica, stanno combattendo l'inflazione piuttosto che la deflazione, e offrono abbondanti opportunità di investimento. Naturalmente, il capitale dalle nazioni ricche, seppur depresse, scorre nella loro direzione. E le nazioni emergenti potrebbero e dovrebbero svolgere un ruolo importante per aiutare l'economia mondiale nel suo difficile compito di uscire dalla crisi.
Ma la Cina, la più grande di queste economie emergenti, non permette che questo processo naturale si sviluppi. Le restrizioni agli investimenti stranieri limitano il flusso di fondi privati in Cina. Nel frattempo, il governo cinese sta mantenendo il valore della sua moneta, il renminbi, artificialmente basso, con l'acquisto di enormi quantità di valuta estera, di fatto sovvenzionando le proprie esportazioni. E queste esportazioni sovvenzionate stanno danneggiando l'occupazione nel resto del mondo.
I funzionari cinesi difendono questa politica con argomenti poco plausibili e selvaggiamente incoerenti.
Negano che stiano volutamente manipolando il tasso di cambio; suppongo che la fatina dei denti abbia acquistato 2.400 miliardi di dollari in valuta estera e li abbia messi sotto i loro cuscini mentre stavano dormendo. In ogni caso, dicono eminenti figure cinesi, ciò non importa, il renminbi non ha nulla a che fare col surplus commerciale della Cina. Eppure solo questa settimana il premier cinese singhiozzava di fronte alla prospettiva di una moneta più forte, dichiarando: "Noi non possiamo immaginare come molte fabbriche cinesi andranno in bancarotta, un gran numero di lavoratori cinesi perderanno il lavoro." Beh, o la questione del valore del renminbi è importante o non lo è - non possono avere entrambe le cose.
Nel frattempo, riguardo la diplomazia: il governo cinese non ha mostrato alcun accenno di disponibilità e sembra uscire dalla sua consueta modalità di ostentare disprezzo per i negoziatori statunitensi. Nel mese di giugno, i cinesi, di fatto sembravano aver accettato di permettere alla loro valuta di muoversi verso un tasso di mercato determinato - che, se l'esempio di economie come il Brasile danno qualche alcuna indicazione, avrebbe comportato un netto aumento del valore del renminbi. Ma, appena giovedì, la moneta cinese era salita circa solo il 2 per cento contro il dollaro - con la maggior parte di tale aumento svoltosi proprio nelle ultime settimane, chiaramente in vista della votazione sul disegno di legge Levin.
Allora, quale sarà la sorte del disegno di legge? Esso autorizza funzionari degli Stati Uniti ad imporre dazi contro le esportazioni cinesi sovvenzionate da un renminbi artificialmente basso, ma non richiede a questi funzionari di intervenire. E a giudicare dalle esperienze passate, i funzionari degli Stati Uniti, presumibilmente, non agiranno - continueranno a cercare scuse, a vantare progressi diplomatici immaginari, e, in generale, a confermare la convinzione della Cina che costoro siano delle tigri di carta.
Il progetto di legge Levin è, quindi, un segnale al meglio - ed è almeno quanto un colpo scoccato dall'arco dei funzionari statunitensi, in quanto è un segnale per i cinesi. Ma principalmente è un passo nella giusta direzione.
Per la verità i politici statunitensi sono stati incredibilmente, esasperatamente passivi di fronte al cattivo comportamento della Cina - soprattutto perché trattare con la Cina è una delle poche opzioni di politica, a disposizione dell'amministrazione Obama, per affrontare la disoccupazione, dato l'ostruzionismo repubblicano su tutto il resto. Il disegno di legge Levin probabilmente non cambierà quella passività. Ma potrà, almeno, iniziare ad accendere un fuoco sotto le sedie dei decisori politici, avvicinando così il giorno in cui, finalmente, saranno pronti ad agire.
Fonte: krugman.blogs.nytimes.com
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