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giovedì 29 settembre 2011

Nuove sanzioni UE all'Italia per rifiuti campani

Italia nel pallone? Siamo davvero un Paese di merda,
come ha detto il nostro premier? Se così, cerchiamo
almeno di utilizzare al meglio ciò che abbiamo, cioè
i rifiuti e la merda!



Mentre il governo tedesco lotta strenuamente per difendere l'Europa, l'Italia che fa?
Il potere pensa solo a legittimare se stesso e a perpetrare cure, ormai solo palliative, contro il 'cancro' del Berlusconismo.

Ma la 'chemioterapia' della casta non sta funzionando e il tempo per effettuare un'operazione chirurgica risolutiva prima della metastasi, si è pericolosamente assottigliato.

Nel frattempo sono in arrivo nuove (e giuste) sanzioni dell'Europa per non aver ancora risolto il problema rifiuti in Campania! Continuiamo pure così!

Un'invasione di campo - Ecco, con una metafora calcistica, ciò che sta avvenendo in Italia: mentre Berlusconi gioca in difesa per difendere la sua porta, il governo non si accorge che intanto il campo-Italia sta per essere invaso da tifosi inferociti.

L'Italia ha bisogno di un' iniezione di fiducia - Il popolo italiano ha estremamente bisogno di una dose da cavallo di fiducia, di visione in prospettiva, di emettere un urlo corale, gioioso e liberatorio che ormai il calcio da solo non gli sa più dare, come sta facendo la gente a Parma, riunitasi festante davanti al Comune dopo le dimissioni del sindaco Vignali.

L'Italia puo' ancora farcela a ripartire ma solo se la politica saprà mettere in primo piano la questione morale, ovvero valori ideali come equità, socialità, condivisione, lavoro, giustizia sociale, che sono sostanzialmente i valori storici della sinistra.

Ma soprattutto il nostro Paese potrà fare tutto questo solo togliendo di mezzo Berlusconi e il Berlusconismo, chiudendo questa parentesi poco dignitosa della nostra storia e aprendo un capitolo del tutto nuovo, finalmente.

lunedì 6 giugno 2011

Alfano iniziò la sua scalata politica grazie ai voti della mafia?


Nel 1996 l'attuale ministro della Giustizia ottenne quasi novemila voti alle regionali, risultando il primo dei non eletti. Intanto, nello stesso anno, si sposava la figlia del capo mafia di Palmi. Alle nozze Alfano era uno degli ospiti d'onore. Una videocassetta documenta il momento, dopo il taglio della torta, in cui l'attuale delfino del Cavaliere consegna agli sposi il suo regalo di nozze tra i saluti dei presenti. E' in questo frangente che spicca l'abbraccio e il bacio ossequiosi tra Alfano e il boss padre della sposa.

Il delfino del premier all'inizio aveva negato l'episodio, poi,  forse preoccupato per l'esistenza della prova video, ha ritrovato la memoria e si è giustificato dicendo di aver ricevuto l'invito dallo sposo e di non conoscere né la sposa né il padre. Viene da chiedersi se dopo quell'occasione li abbia poi conosciuti. In ogni caso è una strana ingenuità questa per un secchione come l'Angelino; a meno che le doti di intelligenza, scaltrezza e diplomazia nel suo caso non facciano il paio con altrettanti difetti di opportunismo, ipocrisia e servilismo.

Per il momento, ora che il Cavaliere ha deciso di nominare il fido Alfano Segretario Nazionale del partito, l'unica cosa certa è la continuità con la mala-politica del Pdl, se non altro perchè Berlusconi non smetterà di influenzare indirettamente i palazzi di Giustizia nel suo imperterrito e sotterraneo tentativo, alla Putin, di rendere questo paese meno democratico e prono al potere dei ricchi oligarchi. La domanda che ci si pone è la seguente: ma le elezioni perse dal centro-destra non sono servite a niente in vista di un cambiamento? Il popolo vi ha dato una mazzata sui denti e voi cosa fate? Continuate con i soliti giochetti? Ma allora, oltre che venduti, siete anche degli stupidi! Almeno in quest'occasione, prettamente dal punto di vista della tattica politica, ha ragione Scaiola quando dice che il Pdl va riformato dalle fondamenta. Si cominci allora col resettare Berlusconi e la sua politica. Le primarie e il cambiamento di nome del partito potrebbero essere i primi passi giusti in questa direzione; ma occorre anche, aggiungo io, mandare in pensione anticipata tutti quei politici di centro-destra che in questi ultimi anni hanno impersonato e sostenuto le bieche nefandezze del berlusconismo.

Purtroppo l'impressione mia è che quello che si sta facendo, e che si farà nel prossimo futuro, da parte della venduta casta berlusconiana, sia solo un cambiamento di facciata e non una vera metamorfosi:  i Lupi, si sa (ma anche i vari Gasparri, Santanchè, Paniz, Cosentino, La Russa, Gelmini, Capezzone, Straquadanio, Formigoni, ecc.) perdono il pelo ma non il vizio.

domenica 17 aprile 2011

Tempio Villa Certosa

L'orto botanico di Villa Certosa. La pianta
imita quella del Tempio di Salomone.
di Cristina Cucciniello

Simboli e geometrie massoniche sparsi in tutto il parco. Scrutati e spiegati da un esperto. Una visita indiscreta per una volta senza escort e veline.

Chissà se davvero, alla fine, Silvio Berlusconi venderà La Certosa a uno dei magnati russi sbarcati in Sardegna (...). Certo è che, se tra rumors e smentite si arrivasse alla cessione, l'oligarca che se l'aggiudicherà si troverà tra le mani qualcosa di più di una dimora miliardaria. Qualcosa che ha a che vedere con una passione che il premier non tiene molto a far sapere in giro: quella verso la massoneria, le logge, il paganesimo e tutta la paccottiglia esoterico-occultista che questa cultura talvolta si porta dietro.

Ma andiamo per ordine. Quando nel 1981 si scoprì che era iscritto alla loggia P2, Silvio Berlusconi minimizzò: "L'ho fatto solo perché me l'aveva chiesto un amico, Roberto Gervaso". Insomma, l'adesione alla massoneria - e in particolare a una loggia coperta - sarebbe stata poco più di una casualità e un evento insignificante.Sono passati quasi trent'anni e dell'attrazione del Cavaliere verso compassi e cappucci non si parla più.

Ma davvero per Berlusconi l'adesione alla massoneria è stata solo un'imprudenza giovanile? O al contrario il premier continua a coltivare una serie di vaghi credo iniziatici collegati con l'affiliazione massonica e con le ritualità pagane? L'interrogativo non ha niente di dietrologico o di cospirazionista: è una domanda sorta spontanea tra gli esperti di simbologia massonica e di occultismo dopo le molte pubblicazioni nelle scorse settimane di scatti - autorizzati e no - di Villa La Certosa, in Sardegna. Ultimo, il settimanale 'Oggi', che ha pubblicato molte immagini del buen retiro del premier, fornendo agli studiosi la conferma di quello che già avevano intuito quando erano uscite le foto delle feste. Loro, gli esperti, vedono in Villa La Certosa un grande percorso massonico e iniziatico - pieno di simboli astrologici, esoterici e anche religiosi, ma non cattolici - convinzione che si rafforza se alle immagini scattate dai fotografi si aggiungono quelle riprese dal satellite di Google Earth.

Del resto, la villa e il parco, "con i disegni geometrici di cerchi nel verde, sembrano concepiti proprio per una visione dal cielo, dal punto di vista che nell'antichità poteva appartenere solo al Grande Architetto dell'Universo", come spiega a 'L'espresso' il professor Marcello Fagiolo, professore di Storia dell'Architettura all'Università La Sapienza di Roma, esperto italiano di simbologia dei giardini e autore del volume 'Architettura e massoneria: l'esoterismo della costruzione' (Gangemi editore).

L'orto botanico, ad esempio, visto dall'alto presenta una pianta quadrata ispirata a quella che, nell'iconografia, viene attribuita al Tempio di Salomone a Gerusalemme, costruito nel X secolo avanti Cristo e distrutto dai Babilonesi 500 anni dopo. Per i cultori dell'architettura iniziatica, il Tempio di Salomone ha da sempre molti significati, sia in quanto presunto contenitore dell'Arca dell'Alleanza sia per le sue misure, che si ritenevano ricavate da un 'codice cosmico' trasformato in rapporti geometrici. Inoltre nella divulgazione di questa mitica costruzione si fa spesso riferimento (in realtà senza un valido sostegno storiografico) all'ipotesi che il Tempio avesse inizialmente anche una funzione di culto sessuale, con l'adorazione della divinità femminile Astherah e con una serie di numerologie legate alla gestazione della donna e al pianeta Venere. Ma il Tempio è soprattutto caro ai massoni perché secondo la loro tradizione a progettarlo fu Hiram Abif, figura allegorica di architetto fondamentale per tutta la massoneria mondiale.

Del resto le simbologie esoteriche nella proprietà sarda (che Berlusconi ha acquistato negli anni Ottanta e ha fatto completamente ridisegnare su sue precise indicazioni dall'architetto Gianni Gamondi) si rivelano fin dalle scelte più generali: "Labirinti e teatri di verzura, anfiteatri e orti botanici, obelischi e piramidi, Campi Elisi e mausolei, rovine reali o artificiali, romitori e cerchi di pietre: sono tutte tipiche espressioni del giardino massonico", spiega il professor Fagiolo. "Soprattutto", aggiunge, "quando il giardino è rappresentato come visione scenica, somma di paesaggi diversificati con sorprendenti colpi di scena, ambientati in boschi o vallette, montagnole e laghetti artificiali, fino all'abbinata lago-vulcano, che evoca il tema del battesimo col fuoco".


(20 agosto 2009, Fonte)

venerdì 8 aprile 2011

Chi è veramente Berlusconi? Indro Montanelli lo aveva capito già 17 anni fa

Estratto della puntata di Raggio verde (di Santoro, del marzo 2001) e dopo il confronto Travaglio Feltri sul rapporto Montanelli-Berlusconi, lo stesso Montanelli telefona in diretta alla trasmissione e ringrazia Travaglio per aver raccontato la verita dei fatti!




Annozero del 23/04/2009: Indro Montanelli profetizzava il 'Berlusconismo' già alla fine degli anni '90.



Idro Montanelli profetizzò che sarebbero stati gli stessi italiani a portare alla vittoria Berlusconi, essendo talmente pecoroni da desiderare un padrone e un regime che li guidi. Qualcuno si sarebbe affacciato, come Mussolini, ad un metaforico balcone che allora risultava vacante, e quell'uomo fu Silvio Berlusconi.

venerdì 11 marzo 2011

Riforma berlusconiana della giustizia: i magistrati pagheranno di tasca propria gli errori


E questo sarebbe il giusto processo?!

Secondo il mio vocabolario si definisce "potente" colui che unisce 2 principali caratteristiche: 1.lo status di politico; 2. lo status di ricco. Allora, mettiamo il caso di un tipico potente inquisito da un giudice, Silvio Berlusconi, un imprenditore miliardario che allo stesso tempo riveste il duplice ruolo di capo di un partito politico e di Primo Ministro. Questi viene accusato, si difende nel processo (quando va bene, altrimenti dal processo) e nonostante tutti i suoi soldi, nonostante che provi a portare la cosa per le lunghe affinchè tutto cada in prescrizione, non riesce a far valere le sue ragioni in primo grado e viene condannato. Niente paura, fa ricorso al secondo grado di processo, quello d'appello. Questa volta, grazie ai soldi che gli permettono di comprare il giudice, parte della giuria e qualche testimone, viene assolto. Ora il giudice del processo di primo grado è in una ben brutta situazione perchè dovrà pagare di tasca propria l'errore che ha commesso. Da questo momento, la spiacevole esperienza di quel povero giudice rappresenterà un precedente e un ammonimento per tutta la magistratura ad avere un occhio di riguardo verso gli imputati danarosi durante le udienze di primo grado. Forse più nessuno sarà condannato. Nella maggior parte dei processi, i giudici di primo grado staranno molto attenti a non fare errori, avranno paura, saranno guardinghi e garantisti al quadrato e il più possibile dalla parte dell'imputato eccellente. Ovviamente nei processi ai poveracci questa paura non sarà così avvertita e ci saranno più sentenze di condanna. Questo si chiama influenzare a priori il giudizio del giudice ancora prima che il processo inizi, ancor prima di sentirne le ragioni o di analizzarne le prove a carico o discarico. Già questo, per non dire altro, è un elemento di profonda ingiustizia di questa riforma e comprova, se ancora ve ne fosse bisogno, che si tratta dell'ennesima manovra ad personam di questo governo per salvare le chiappe al premier nei numerosi processi che lo attendono, ma anche quelle dei suoi degni compari di casta corrotti e voltagabbana. Ed è l'ennesima vergogna che questo paese è costretto a sopportare da quando la corruzione è al potere in Italia!

giovedì 10 marzo 2011

Bambini...è l'ora della lezione di giustizia


Berlusconi ha detto d'essere contento che sia finalmente passata questa riforma epocale della giustizia, un'idea a cui pensava già dal '94, quando è "sceso in campo" per la prima volta. "Ora si tratta solo di spiegarla ai cittadini", ha aggiunto.

A questo punto mi chiedo:

1) Ma perchè una riforma tanto "chiara e convincente", stando alle parole del premier, non è stata spiegata ai cittadini prima di presentarla al voto quasi certo di questo Parlamento fantoccio?

2) Se è così a favore dei cittadini, come sostiene il governo, come mai allora occorre spiegarla? E' come se si volesse far ingoiare per forza a dei bambini recalcitranti una medicina cattiva. Se questa riforma fosse veramente nell'interesse dei cittadini non ci sarebbe bisogno di spiegare alcunchè. I cittadini non sono stupidi, sono in grado di capire da soli se una cosa è a loro favore oppure no.

La verità è che il premier non può esimersi dal dare un'apparenza di democrazia alle sue leggi ad personam, egli deve sempre e per forza avere questo atteggiamento pseudo-populista. Mentre la destra parlamentare (ed extra-parlamentare) corrotta e corruttrice che lo sostiene, si occupa di condire la frittata con ulteriori dichiarazioni in tv e slogan che si contraddistinguono per la loro pedante ipocrisia.

sabato 26 febbraio 2011

Berlusconismo: l'Italia che resiste (al cambiamento)


Berlusconi rappresenta l'ultimo bastione di una mentalità italica feudale, localista e antieuropeista che, in realtà, resiste ad un vero cambiamento in senso civile del nostro paese.

Qualcuno ancora si stupisce, o al peggio si indigna, di come l'Italia negli ultimi tempi sia stata fatta bersaglio di pungenti critiche e prese per i fondelli da parte di osservatori, politici, giornalisti e umoristi esteri, specie europei e soprattutto inglesi. Perchè questi italiani si stupiscono? Questo atteggiamento critico che viene dall'estero fa parte di quella cultura democratica e liberale che la maggior parte dei paesi civili ormai ha assimilato da diversi decenni, all'indomani di quella lezione assoluta del '900 che è stata la 2a guerra mondiale e soprattutto dopo la tragedia dell'ideologia nazifascista che ne fu la scintilla. Il Berlusconismo rappresenta invece il rigurgito di quell' italianità ottocentesca, primordiale, massonica, antimoderna, furba, cinica e mafiosa che la formazione di una cultura comune europea avrebbe dovuto seppellire già molto tempo prima dell'entrata nell'UE. Questi che ci governano, e assieme a loro molti di quelli che credono in loro, i loro elettori, rappresentano l'ultimo bastione di una cultura moribonda che avrebbe dovuto già essere seppellita e che invece, pur essendo ridotta in fin di vita, ancora resiste perchè si è alleata col potere più forte che c'è in Italia in questo momento, ovvero quello del denaro di Berlusconi.

Quei cartelloni "Silvio resisti" che sono apparsi sulle facciate dei palazzi, a mio parere rappresentano proprio questa resistenza di una parte dell'Italia al cambiamento, all'assimilazione ad una cultura e mentalità più europee, in cui di fatto siamo già immersi da tempo e che le menti più aperte e istruite condividono ormai da decenni. Una parte dell'Italia, insomma, non si è ancora rassegnata alla perdita della propria sovranità nazionale a favore di un unione politica sovra-nazionale. Ne hanno fatto una questione di potere; e invece avrebbe dovuto essere soprattutto una questione di allargamento dei propri orizzonti culturali. Forse noi italiani, e non siamo certo gli unici in Europa, non eravamo pronti per questo alto livello di democrazia rappresentativa continentale e d'altra parte, l'UE ancora non incarna quell'autorità, o meglio quell'autorevolezza, per imporre ai paesi membri un reale cambiamento, un'assimilazione delle diverse mentalità comunitarie per trovarne i punti di contatto utili alla gestione della casa comune europea. Penso che ci vorrà ancora molto tempo per vedere soccombere definitivamente questa odiosa "ideologia italica" superficiale e truffaldina incarnata nel Berlusconismo, quel certo atteggiamento mafioseggiante, amorfo, omertoso e amorale imperante dalle nostre parti, quello per cui, ad esempio, un paese come la Germania, ci giudica in maniera particolarmente negativa. E giustamente aggiungo io, visto che è una mentalità intrisa di corruzione, disprezzo per lo Stato e per la cosa pubblica, clientelismo, localismo...C'è da chiedersi: a quando l'alba di una mentalità più evoluta ed etica nel nostro paese, a quando una società civile degna di questo nome, più matura e coesa dal basso, a quando un maggiore rispetto delle regole e una reale condivisione della cultura della legalità?

giovedì 24 febbraio 2011

E ora, anche il Berlusconi Carabiniere...Nooo!


Silvio è stato di tutto nella vita: presidente-operaio, presidente-ferroviere, presidente-pompiere...Ha indossato i copricapi più diversi, dal casco da metalmeccanico al berretto da ferroviere, ma gliene mancava ancora uno...Oggi, alla cerimonia di inaugurazione della Scuola ufficiali dell`Arma a Roma, ha colto l'occasione per sfoggiare il pennacchio rosso e blu, dichiarando: “Se non avessi fatto quello che la vita ha voluto che facessi, mi sarebbe piaciuto fare il Carabiniere”.

mercoledì 23 febbraio 2011

Roma non più ladrona?


Una nuova strategia mediatica nella faccia rassicurante di Berlusconi a Roma? Cosa bolle in pentola? Si è come invertito il punto di vista: invece di rendere l'Italia del nord libera da Roma, che sia Roma a volersi liberare dal resto d'Italia?

ROMA - Uno stranamente angelico e bonario Berlusconi quello apparso oggi agli Stati Generali di Roma Capitale. Sarà stato l'invito di Letta ad abbassare i toni, fatto stà che non ha attaccato i magistrati o la sinistra nemmeno una volta. No, non illudetevi, non è stato folgorato sulla via di Damasco dopo il colloquio col Cardinale. La verità è che Berlusconi è di un'ipocrisia inaudita. Il suo discorso appariva chiaramente scritto da qualcun'altro, incentrato com'era sull'idea che in Italia esistono solo i problemi della capitale. Infatti ora, manco a dirlo, Roma diventa un ente territoriale autonomo. Ma i soldi per questo progetto da dove arriveranno? Dalle tasse statali di tutti gli italiani, ovviamente. A quanto sembra, il governo ha deciso di archiviare definitivamente il popolare slogan della Lega "Roma ladrona!". E poi il cavaliere ha detto che entro qualche decina d'anni non abiterà quasi più nessuno nelle zone rurali, si riferiva attorno a Roma, se non ho capito male, e che quindi occorre potenziare gli sforzi sulla città. E allora vanno finanziate le attività lavorative nell'ambito dell'arte e dei beni culturali, della tecnologia, dei trasporti, etc. Ma si è chiesto chi si occuperà di agricoltura, chi coltiverà quei prodotti della terra, quegli alimenti che, come sostiene la Medicina onesta, ci fanno stare bene in salute? Di questo non se ne preoccupa affatto, il cibo lo da per scontato, tanto infatti sicuramente non mancherà mai sulla sua ricca tavola. Ma lo sa o no che una delle prossime emergenze mondiali sarà quella alimentare? E Alemanno, che è stato Ministro dell'Agricoltura, non gli ha detto niente? Che mondo futuro ha in mente Berlusconi? Un mondo di poveri schiavi lavoratori stagionali ammalati, di medio borghesi cittadini consenzienti e di pochi super milionari? Ah già, dimenticavo, l'agricoltura non è un problema per lui e la Lega: tanto a lavorare nei campi ci metteranno tutti gli immigrati che si apprestano a invaderci!

giovedì 17 febbraio 2011

Ecco a cosa servono i soldi di Berlusconi


Immagino cosa direbbe un italiano emigrato su Marte nel 1994 e tornato oggi: "Ma Berlusconi è ancora al potere? No, non ci credo!". Il Cavaliere infatti è in politica da 16 anni ed è al suo quarto incarico come Presidente del Consiglio. Da non credere, vero?

Ha detto Fini: "ecco a cosa servono i soldi di Berlusconi", senza spiegare ulteriormente la frase...La continuo io: "a pagarsi la sua permanenza ai vertici del potere". E questo perchè il mantenimento del potere per Berlusconi significa affari per le sue aziende, mentre l'uscita dalla politica, specie se in malomodo con una condanna penale, potrebbe significare un grosso tracollo in borsa dei gruppi Mediaset e Fininvest. Ed è questo anche il motivo per cui per anni in Italia si è parlato della necessità di fare una legge sul conflitto di interessi. Poi finalmente è stata fatta, ma purtroppo era già troppo tardi.

Il servilismo creativo di Giuliano Ferrara

Ferrara, il tuo Kant mettitelo nel c...!
di Maria Novella Opp

Giustizia ad orologeria, persecuzione giudiziaria, golpe morale, giustizialismo efferato, pulizia etica, spionaggio stile DDR, complotto eversivo, golpe bianco, toghe rosse, illiberalità allo stato puro, inchieste farsesche, caccia all’uomo, nuovo piazzale Loreto, demonizzazione personale, pm burocrati, dittatura della virtù, fanatismo puritano, anticamera del totalitarismo, metodi da inquisizione, procura di Milano avanguardia politica rivoluzionaria, 17 anni di persecuzione giudiziaria che non ha riscontro nella storia dell’Occidente, sfregio al popolo sovrano, tentativi della magistratura militante di sovvertire il verdetto democratico, disprezzo per il Parlamento, azioni dal carattere eversivo, accuse che infangano il Paese, guerra totale contro il voto popolare, schifo, vergogna, etc. etc.. Tutte queste cose noi telespettatori le abbiamo sentite mille volte. Ora speriamo in Giuliano Ferrara per rinnovare il repertorio con qualche guizzo di servilismo creativo.

(15 febbraio 2011, Fonte)

Politicamente corrotto?


E BASTA CON QUESTI TRASFORMISMI!...LA POLITICA NON E' UN GIOCO!

Nel 2009 Paolo Guzzanti dichiarava: "Berlusconi è un gran porco!" Ora gli va a braccetto tradendo il suo schieramento in Senato con il "Futuro e Libertà" di Fini. Ormai non si capisce più niente. Dopo Barbareschi, un altro trasformista, aristocratico, avido, liberal, egocentrico, equilibrista, narcisista al Parlamento? Non se ne può più! Dove sono quelli che lavorano per il bene comune in questo paese delle banane? Lei se ne frega della coerenza politica, vero Senatore? L'importante è fare ancora più soldi di quelli che già riscuote con il suo profumatissimo stipendio da parlamentare e vendere i suoi libri del c...avolo...Non è così?

Insomma, la maggioranza muove cavallo e torre e conquista il Senato. Sembra un gioco, una trama farsesca che si sviluppa in un atmosfera quasi surreale. La vittima predestinata è l'Italia e i suoi cittadini, ai quali tutto ciò appare sempre più, appunto, un gioco, una partita di Risiko alla quale i nostri politici stanno partecipando. E invece non è un'isola dei famosi a metà tra teatro e realtà, non è un gioco. Ma è una cosa molto reale e seria, purtroppo.

PS. Si noti che, volutamente, non ho parlato di "campagna acquisti". Infatti voglio credere, forse ingenuamente, alla buona fede di chi ha cambiato casacca. Voglio pensare che si tratti di confusione mentale e rincoglionimento dei nostri parlamentari colpiti da sfinimento dopo oltre un decennio di bieco berlusconismo imperante.  

E ora, il blog del protagonista di questo post, che oserei definire il "diario di un trasformista seriale".

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LA RIVOLUZIONE ITALIANA
di Paolo Guzzanti

« Dalla politica dell’odio al colpo in faccia. E c’è chi magari non vedrebbe male il colpo alla nuca. [...] Ecco spiegato perché Silvio Berlusconi, ancor prima di vedere il proprio sangue versato, ha accettato di essere messo sotto tutela in una prigione dorata che accompagnerà il suo declino e la sua uscita di scena. Sarà come Napoleone all’isola d’Elba, ma senza i cento giorni. Ho previsto esattamente tutto e lo racconto nei dettagli nel mio “Guzzanti versus Berlusconi” da cui si capisce anche perché gli italiani non amano più la democrazia e che cosa bisogna fare per ripristinarla. Attendo con molta curiosità i vostri commenti a questo esperimento televisivo, stavolta non comico perché francamente c’è poco da ridere. (Ma se volete vedere i vecchi video, cliccate sullo schermo e comparirà una pagina ustream con l’intero repertorio). »

Esce il mio libro “Guzzanti vs Berlusconi”, Aliberti editore, modestamente un libro divertentissimo e del tutto diverso dagli altri: è un libro contro, ma non è un libro becero. A Silvio rimprovero di non aver saputo e voluto fare quel che aveva promesso, ciò che gli ha consentito di arraffare i voti di milioni di italiani affamati di libertà, quella vera. E poi gli ho dato la parola in diretta per 100 pagine. Leggete quel che lui racconta di se stesso. E quel che mi disse sua madre quando gli mollò un ceffone per quanto era arrogante e presuntuoso. Ecco il ritratto di un uomo che non sopporta critiche, Costituzioni, Parlamenti, partiti, opposizioni, dipendenti non-adoranti, e che prostituisce la donna italiana con ignobili messaggi mignottocratici. E poi, tutta la vera storia fra lui e il suo fidanzato Vladimir, il comitato dei signori dell’energia che si riunisce nelle dacie in combutta con Gheddafi. Insomma: tutto Silvio nel bene e nel male. Mai con odio, anzi con una vena di umana simpatia, ma senza sconti. Leggete una bella anteprima oggi su Dagospia.com.

(16 dicembre 2009, Fonte)

mercoledì 16 febbraio 2011

Passato in Senato il decreto legge "Mille Proroghe"


Forse sarebbe stato più onesto chiamarlo decreto "Mille Condoni", visto l'enorme numero di provvedimenti salva-culo a favore di spregiudicati faccendieri dell'ultim'ora. Di fatto, una vera e propria manovra finanziaria in miniatura. Parzialmente anche una tassazione indiretta, compiuta attraverso un CALDERONE di provvedimenti economici "raschia-barile" di cui, a parte alcuni zuccherini  a scopo propagandistico e populista a favore dei cittadini, come la proroga del divieto di possedere quote in tv e stampa e miseri interventi a favore delle famiglie, il resto sono per lo più misure inique e antipopolari a favore di banchieri, faccendieri, imprenditori senza scrupoli e amministratori locali corrotti, attraverso i consueti canali della sanatoria, del condono, dello sgravio fiscale e dell'aumento tariffario! Insomma, un decreto in larga parte scandaloso! 

Aumento dei biglietti del cinema, interventi fiscali a favore delle banche, condono delle multe per le affissioni abusive di cartelli elettorali alle ultime amministrative, accorciamento dei termini di prescrizione, aumento delle tasse sulla spazzatura...Ci hanno messo dentro proprio di tutto in questo decreto raffazzonato e caotico, cosidetto "Mille Proroghe", che è passato al Senato con 158 sì, 136 no e 4 astenuti, fatto passare per forza dal Governo grazie alla posizione della fiducia. Il prossimo passaggio quindi è il voto in aula alla Camera per l'approvazione definitiva. Assieme a piccolissime concessioni popolari e populiste, c'è soprattutto quello che fa comodo alla casta e che in questo calderone passa quasi inosservato. Un decreto scandaloso che come al solito favorisce gli interessi dei pochi Paperon De Paperoni di questo paese fallito!!
Prendiamo un esempio per tutti: l'aumento di 1 euro del biglietto del cinema. Ci può essere maialata più grande? Ci si rende conto che il costo del biglietto del cinema nei giorni festivi è attualmente di 7,50 euro, fra l'altro già piuttosto alto, e che l'aumento di 1 euro è un aumento sproporzionato (pari al 13% ! ). Qualcuno forse spera così di indurre la gente a starsene a casa a guardare film pieni zeppi di pubblicità sulle reti di Berlusconi?

Berlusconi alla Tv tunisina. Casa e lavoro a chi viene in Italia

Ecco da dove trae origine l'immigrazione tunisina in Italia di questi giorni...

Ora giudicate voi. Le bugie del buffone?

sabato 12 febbraio 2011

Giuliano Ferrara al Teatro Dal Verme, in mutande per Berlusconi

Questa mattina al Teatro dal Verme di Milano si è svolta una manifestazione simmetrica a quella del PalaSharp di L&G: Giuliano Ferrara del Foglio, insieme ad Alessandro Sallusti, Iva Zanicchi, Camillo Langone, Pietrangelo Buttafuoco, Assuntina Morresi e Piero Ostellino “in mutande” per difendere il premier.

[...] Sul palco, un filo pieno di mutande stese: è l’idea di Giuliano Ferrara, lanciata sul Foglio. Ferrara in questo periodo - come spesso accaduto in passato nei momenti di emergenza - è tornato a essere lo spin doctor più ascoltato dal Cavaliere. In effetti, è un mestiere che sa svolgere più che bene.

Il pubblico riempie il Teatro, si può iniziare. La prima impressione è che si sia fermi al 1994. Solo che un tempo, sedici anni fa, l’indignazione popolare era molto più forte, al punto da schiacciare un certo revanscismo di élite - quelle sì, élite: non culturali, ma di potere - messe momentaneamente all’angolo.

Erano le élite messe all’angolo dalle inchieste del pool di Milano: quelle che avevano governato il Paese per decenni. Quelle che erano state buttate fuori, per rientrare dalla finestra. Ora, dopo aver riconquistato il Potere tramite Silvio Berlusconi, sentono che il terreno potrebbe franare di nuovo.

E non vogliono fare quella fine, non vogliono cadere in disgrazia di nuovo. Fabrizio Cicchitto, falco PdL, evocava sempre quel fantasma, il fantasma di Mani Pulite appena ieri o l’altro ieri sul Corriere della Sera. Ferrara introduce la mattinata, ed è un oratore coinvolgente, appassionante.

Ma è come andare cinema: Giuliano Ferrara oggi è liberale. Muove una battaglia contro il “neopuritanesimo” delle immaginarie “élite” del PalaSharp, ma è una commedia, splendidamente recitata, ma è una commedia. Che credibilità può avere, che “patente” liberale può avere Giuliano Ferrara?

[...] Informazione e politica devono stare molto distanti, devono odiarsi. Almeno nella tradizione anglossassone: in Italia no, tutti amici, a patto che l’altro paghi meglio e che le fatture vengano versate puntualmente. Personalmente, è una logica che non ho mai accettato: ma molti altri la vedono in maniera diversa.

[...] Un uomo che due anni fa, nel 2008, si muoveva su un fronte assolutamente antitetico, quello della lista cattolico integralista “Aborto, no grazie?”. Come può affermarsi come liberale un ex talebano cattolico, come può sostenere tutte le libertà del Principe senza cadere nel ridicolo? Può, basta avere la memoria corta.

[...] Io credo onestamente che Ferrara possa riporre la sua retorica - eccezionale, davvero: teneva il pubblico in palmo di mano - perché in Italia non c’è nessun rischio per il diritto, per la libertà delle persone, per la privacy, per i diritti di una democrazia liberale. Per carità… non c’è nessun complotto: siamo seri.

Andando alla radice della questione, c’è un Presidente del Consiglio che è accusato di due reati: concussione e prostituzione minorile. Vedremo come andrà il processo: quanto emerso finora però, è davvero sconfortante, disgustoso, ridicolo, per quanto lo sconforto, il disgusto e la ridicolaggine non siano reati.


Fonte

Ferrara e Pannella uniti nella "rivoluzione liberale" berlusconiana.

Occuparsi della rivoluzione liberale che Silvio Berlusconi annuncia di tanto in tanto – la prima volta fu diciassette anni fa, l’ultima il 31 gennaio scorso – è assai penoso, ma occuparsi di qualsiasi altra cosa che lo riguardi – pubblica o privata – sarebbe avvilente. È il meno peggio di cui si può parlare, dovendo parlare di Silvio Berlusconi, e si tratta di una presa per il culo. Eccoci dunque a occuparci del suo ennesimo annuncio di imminente rivoluzione liberale e a doverci chiedere, in primo luogo, se ci sia più qualcuno disposto a crederci. Diciamo che la presa per il culo fa sempre minor presa, ma a Silvio Berlusconi non è rimasto molto ed è costretto a tentare il tutto per tutto.

Già, ma chi gli può credere? Marco Pannella, pare. Anzi, Marco Pannella ritiene di avere addirittura ispirato l’ultimo annuncio di rivoluzione liberale di Silvio Berlusconi, e pensa che non costi nulla andare a vedere se si tratta del solito bluff: «L’esclusione ad personam di Berlusconi è inadeguata, perché anche i suoi ipotetici successori non mi sembrano poi tanto credibili» (il Giornale, 1.2.2011). E così la lettera che Giuliano Ferrara ha scritto a nome di Silvio Berlusconi per lanciare dalle pagine del Corriere della Sera un piano di crescita economica del paese tutto in senso liberale, e che è stata rispedita al mittente da tutti, trova in Marco Pannella il solo disposto a puntarci sopra qualcosa.

Occuparsi della rivoluzione liberale che Silvio Berlusconi annuncia di tanto in tanto è penoso anche per questo: è roba suggerita da Pannella o da Ferrara, nella quale credono solo loro due e che può tornare utile solo a Silvio Berlusconi. Per fare un terzo di quello che sta in questo piano di crescita economica, che è meno di un trentesimo di quello che sarebbe una rivoluzione liberista e meno di un centesimo di quello che sarebbe una rivoluzione liberale, ci vorrebbe la forza che nemmeno un disperato come Silvio Berlusconi ha e il tempo che ormai manca a tutti.Per ragioni diverse, ma coincidenti nella persona di Silvio Berlusconi, Marco Pannella pensa di poter lucrare su quanto, a detta di Giuliano Ferrara, resta l’ultima salvezza di un premier alle corde. Sarà che quanto Ruby chiede per star zitta basterebbe ai radicali per sanare i loro debiti.

COMMENTI:

[1] Almeno per me: sono uno dei fessi che ci ha creduto fino al dicembre del 2003. Da allora ad oggi ho dovuto rispondere molte volte alla domanda: “Come hai potuto crederci?”, quasi sempre retorica, e la risposta non mi è mai stata difficile: nel 1994 avrei votato chiunque avesse promesso quello che fascisti, comunisti e cattolici avevano sempre negato a questo paese. Fino al 2000 ho pensato che nel riformare l’Italia in senso liberaldemocratico Silvio Berlusconi trovasse ostacoli negli alleati, poi ho cominciato a maturare la convinzione che non fosse affatto nelle sue intenzioni, che al massimo intendesse riformare il sistema economico, liberalizzare il mercato e le professioni, sburocratizzare lo stato, ridurre la pressione fiscale, e che questo lo rendesse in ogni caso meno peggio dei suoi oppositori, per dover concludere che anche quelle erano solo chiacchiere: liberale proprio per niente, liberista solo a cazzi suoi. Mi sono sentito turlupinato più che tradito e non ho potuto che tornare al senno di prima, alla mia solitudine di liberale in un paese che non voleva assolutamente esserlo.
[2] La distinzione è aleatoria: pubblico e privato sono ormai una cosa sola in Silvio Berlusconi, da tempo, forse da sempre.
[3] E tuttavia di lui siamo costretti a parlare, volendo o no, perfino se decisi ad evitarlo, perché consci che è del tutto inutile, forse perfino dannoso. Non è possibile parlare d’Italia senza parlare di Silvio Berlusconi, ma non parlare d’Italia è come lasciargliela, però a parlarne si finisce col dover concludere che per metà è sua, e che l’altra metà non riesce a levargliela, chissà perché.
[4] La reazione prevalente non è stata: “Va’ là, chi ti crede?”, ma: “Troppo tardi, ci pensiamo noi appena ti levi dalle palle”. Però chiediamoci: quando Silvio Berlusconi sarà appeso a testa in giù in Piazzale Loreto, prenderà avvio una riforma liberaldemocratica dello Stato? Farci prendere per il culo comunque?
[5] Potrebbe addirittura farcela, in forza della disperazione? Pur di uscire dall’angolo, potrebbe uscirne da liberale? La risposta è no: sarebbe fatto a pezzi dagli statalisti e dagli illiberali che lo sostengono. La promessa di Silvio Berlusconi è esclusivamente liberista, e neanche molto. Non bisogna mai dimenticare il caso Alitalia. E come si può dimenticare l’impronta clericofascista sui diritti civili e sulla laicità dello Stato?
[6] I due incontri dell’11 dicembre e del 28 gennaio sarebbero stati in tal senso decisivi. Millanta, naturalmente, e quasi certamente in cattiva fede, perché è dai tempi dello scandalo di Casoria che è Il Foglio di Giuliano Ferrara a suggerire il ritorno ai proclami del 1994: “Berlusconi denuncia un piano eversivo contro di lui, regista il gruppo editoriale di Repubblica e settori dell’opposizione vicini a una magistratura sensibile alle sollecitazioni politiche più faziose. Può essere che abbia ragione, […] il problema è che le armi affilate di questa campagna provengono tutte da Berlusconi in persona e dal suo entourage. La prima arma è una licenziosità di comportamento difficile da classificare […] La seconda arma è un’autodifesa spesso risibile […] Se non vuole stendere un velo di penosa incompetenza sull’insieme del suo lavoro di uomo di stato, per molti aspetti ottimo, Berlusconi deve liberarsi della molta stupidità e inesperienza politico-istituzionale che lo circonda, e deve decidersi: o accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare, senza perdere più un solo colpo, il senso e la dignità di una grande avventura politica all’insieme della sua opera e delle sue funzioni” (Il Foglio, 18.6.2009). O Pannella o Ferrara, dunque. Più probabile Ferrara? Ma come escludere Pannella? Vediamo se può andar bene questa tesi: Berlusconi è intimamente liberale, non ha mai smesso di esserlo, sicché Ferrara ha arato il terreno e Pannella lo ha seminato. Scherzo ovviamente, sennò dovrei incazzarmi.
[7] Da chi non è liberale e non ha difficoltà a riconoscerlo, da chi non lo è ma ci tiene a dire di esserlo, dai pochi liberali che davvero esistono e certo non sono organici al Pdl.
[8] Arrivo a dire che l’Italia ha perso tanto tempo dietro l’illusione di una rivoluzione liberale di Silvio Berlusconi che l’idea di una imposta patrimoniale non mi pare affatto idiota.

(Malvino, 02 febbraio 2011, Fonte)

martedì 8 febbraio 2011

Minzolini smentisce sè stesso e satira della BBC su Berlusconi - AnnoZero 1 ottobre 2009

Due dichiarazioni dell'attuale direttore del Tg1 sul dovere di un giornalista di informare il proprio pubblico riguardo alla vita privata di un uomo politico: in quindici anni ne ha cambiate di idee...
A seguire un esempio di Vera satira politica alla BBC: l'immagine del nostro premier oltremanica è quantomeno aberrante.

giovedì 20 gennaio 2011

I problemi di igiene dentale di Formigoni e della giunta regionale lombarda

Nicole Minetti, classe 1985, igienista
 dentale e consigliere regionale
 della Lombardia nelle file del Pdl.
Notare il dettaglio del filo interdentale.
Un concetto di "quote rosa" decisamente originale quello di Berlusconi, Formigoni e Bossi: eleggerne una (bella, oca e condiscendente) per eliminarne cento (racchie, intelligenti e irreprensibili). L'"eletta" è una delle favorite del premier, Nicole Minetti, che si è aggiudicata un aiutino da 12.000 € al mese, tanto è lo stipendio da consigliere regionale della Lombardia, e la cui nomina all'interno del listino del governatore Formigoni fu contrattata e decisa in un vertice all'ultimo minuto tra quest'ultimo e i leader dei 2 maggiori partiti di governo.

Al Presidente della regione Lombardia Formigoni (Pdl),
sul caso della presentazione delle firme, giustamente contestata a suo tempo dai radicali, che ha permesso la nomina di Nicole Minetti alle ultime elezioni del consiglio regionale lombardo, i casi sono due: o Lei è in buona fede e quindi è un ingenuo e uno stupido, oppure sapeva tutto dall'inizio e in questo caso non ha scusanti: se ha una coscienza, si deve dimettere!

Possibile che Lei non abbia ancora capito la strategia di quei 2 vecchi volponi di Berlusconi e Bossi?
E' quella di mettere persone a loro assolutamente fedeli nei posti chiave della politica, come fossero pedine di una scacchiera, marionette da manovrare. E tale assoluta fedeltà è garantita dalle pratiche più diffuse a livello nazionale, quelle del clientelismo e della raccomandazione. Più è potente il potente di turno e più è grosso il favore.

Tuttavia, tali esecrabili pratiche, che a livello di mercato del lavoro privato sono purtroppo ancora la norma in Italia, quando si tratta di politica nazionale e di gestione della cosa pubblica, assumono carattere di reato: si chiama concussione.

mercoledì 19 gennaio 2011

Berlusconi e il ricatto del debito pubblico: "se cadesse il governo gli interessi schizzerebbero dal 4% al 6%"

Berlusconi ha dichiarato che se si dimettesse "gli interessi sulle emissioni del nostro debito pubblico schizzerebbero da meno del 4% a più del 6%. E sarebbero interessi che dovrebbero pagare tutti gli italiani con un aumento delle tasse". Come dire: "dopo di me il vuoto".

Dall'alto del suo egocentrismo da ultimo imperatore, Mister B. pensa di essere indispensabile all'Italia, pressocchè insostituibile.
La sua tesi è che, se se ne andasse lui, il Paese crollerebbe a pezzi, che senza la sua presenza, l'Italia avrebbe un ineluttabile vuoto di potere o una sostanziale ingovernance. Ma non è affatto così: la nostra democrazia non è così immatura, non siamo la Tunisia e per fortuna esiste un'altra Italia oltre quella di Berlusconi. Quindi non si preoccupi, se cadesse questo governo vi sarebbe un immediato avvicendamento, qualcun'altro prenderebbe il suo posto e lo farebbe finalmente cominciando ad affrontare i problemi reali della gente.

Tuttavia questa ennesima dichiarazione del premier fa pensare. Cosa sa Berlusconi che noi non sappiamo sulla relazione, da lui testè ammessa, tra la sua uscita di scena e l'aumento del debito pubblico italiano? Si verificheranno quei famigerati attacchi speculativi della finanza internazionale al nostro Paese? Se così fosse, come non pensare ad un collegamento con la tesi circolante in rete di un complotto massonico-finanziario su scala mondiale che avrebbe come fine l'assolutismo e la riduzione in schiavitù della maggioranza della popolazione del pianeta?

giovedì 13 gennaio 2011

Legitimat impediment? What is that?

Berlusconi, la Chiesa cattolica e i nostri esimi giuristi forse non hanno ancora capito una cosa: non esiste solo la responsabilità personale ma anche quella collettiva per un politico. In Germania lo sanno bene, avendo avuto tra i loro pensatori un grande filosofo come Weber.

Berlusconi non solo deve rispondere dei reati che ha commesso lui direttamente, ma essendo il leader, in dovuta proporzione è responsabile anche di quelli che le sue parole, la sua filosofia, le sue azioni hanno fatto commettere ad altri.

Senza scomodare la base elettorale del megagalattico und mediatico popolo delle libertà, basti pensare a tutta la cerchia di politici leccaculo che circondano il nostro premier. I vari Gasparri, La Russa, Castelli, Satanchè, Gelmini, Capezzone, Bondi, Fede, Porro, tutta gente plagiata e ottenebrata dall'egocentrismo di Berlusconi e dal proprio. Questi ormai non sanno più riconoscere il valore della parola giustizia, difendono e appoggiano il premier a priori, nel bene e nel male. Sono uomini e donne senza qualità e libertà di pensiero, squallidi personaggi che hanno trovato finalmente un autore, più realisti del re, che spesso e volentieri si tappano il naso e annullano il loro olfatto e la loro coscienza per salire sul carro di letame del vincente e/o potente di turno, uniformandosi così all'unica legge berlusconiana oggi in vigore in Italia, quella del vantaggio economico personale.

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