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venerdì 28 ottobre 2011

Cosa chiederei a Berlusconi

Sig. Berlusca, a proposito di debito pubblico, visto che Lei, per giustificare il fallimento del Suo governo, continua a recitare il solito mantra: "l'abbiamo ereditato, ereditato, ereditato", ci dica, tanto per cominciare: che fine ha fatto il tesoretto ereditato dal governo Prodi?
E poi, insomma, siete al governo da 18 anni (!!), conoscevate la situazione di gravità del bilancio dello Stato e avete continuato a dire agli italiani che andava tutto bene, affinchè continuassimo a consumare come polli prima di passare al macello. Eravate coscienti che prima o poi sarebbe saltato il coperchio, perchè non avete fatto niente per ridurre il debito? Uno che entra in politica deve cercare di risolvere i problemi, lavorare per il bene comune e non fare i propri interessi, cazzo!

Chi entra in politica NON DEVE poter fare anche l'imprenditore, deve scegliere!

Non ho nulla contro Montezemolo,
anzi, mi è piaciuto molto quando si è
espresso a favore della patrimoniale
dicendo: "Dovete tassare me!". Ma
in politica, no grazie!
Come possono i cittadini fidarsi di qualcuno che nel gestire la res pubblica segue il principio del profitto personale come ispiratore della propria attività?
Chi dà per scontata l'equazione tra lavoro e guadagno faccia qualsiasi tipo di lavoro, ma non entri in politica. La politica è prima di tutto idealità, principi, valori, spirito di servizio. La figura del politico dovrebbe avvicinarsi di più a quella del missionario che a quella dell'imprenditore.

Caro candidato, fin dalle prossime elezioni, senza aspettare che entri in vigore una legge ad hoc, fa la cosa giusta e segui un primario principio etico: se sai che le tue azioni non sono ispirate da valori ideali, equità, spirito di servizio e gratuità, non entrare in politica, farai un pessimo servizio al Paese e a te stesso.

Purtroppo in questo momento in Italia quasi tutti i parlamentari della maggioranza di governo sono anche imprenditori o avvocati in attività, tranne forse Gasparri. Per fare solo alcuni nomi, parliamo di: Berlusconi, Brunetta, Sacconi, Paniz, Ghedini, Verdini, Crocetto, La Russa, Prestigiacomo, ecc., ecc...E' anche per questo che la politica italiana sta andando a rotoli. La politica non è un hobby, è una cosa seria e dev'essere fatta a tempo pieno e con dedizione assoluta.

Qualche anno fa è stata fatta una legge giusta nella sanità: i medici sono stati obbligati a scegliere tra svolgere la loro attività in strutture ospedaliere pubbliche e la carriera in cliniche private. I nostri politici dovrebbero senz'altro fare lo stesso.

lunedì 17 ottobre 2011

Il rivoluzionario Benito Berlusconi e la sua idea fascista di schiacciare i pm e imbavagliare il dissenso


Uscita nuova telefonata shock di Berlusconi: "Portiamo la gente in piazza e facciamo fuori il Palazzo di Giustizia di Milano".

Era l'ottobre del 2009, il premier al telefono con Lavitola scodella un'idea farneticante di presa del potere assoluto tramite la sommossa. I primi obiettivi: magistrati di Milano e giornalisti di Repubblica non allineati ai suoi voleri.

Parole al limite dell'eversione anche all'indirizzo del presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale, la quale secondo B. sarebbe controllata dalla sinistra.

Chi è allora il primo violento in questo paese?

Qualcuno potrebbe contestare che le sue sono solo parole. E invece no, perché la parola di un potente si può trasformare molto più facilmente in atto di quella di un poveraccio farneticante. Ma ci rendiamo conto di quanto peso abbia la parola di B., con la sua schiera di nani, ballerine e faccendieri come Lavitola, che ne seguono il verbo e che pendono dalle sue labbra pronti ad assecondarlo in tutto e per tutto anche solo per piaggeria?

Insomma, il potente ha una grande responsabilità sulle sue spalle e per questo deve stare maggiormente attento a ciò che dice, usando le parole con equilibrio e parsimonia.

lunedì 10 ottobre 2011

CONTRATTO SCELLERATO BOSSI-BERLUSCONI: SEMPRE PIU' TESTIMONIANZE


Esiste un vero e proprio patto-contratto tra Bossi e Berlusconi depositato da un notaio, che imporrebbe al leader del Caroccio appoggio al governo in cambio del federalismo. Guardate questo video, non crederete alle vostre orecchie...Berlusconi aveva un piano scellerato, quello di fare una legge che avrebbe imposto la deposizione automatica del presidente della Repubblica in carica, per diventarlo lui. Rabbrividisco al pensiero, pensate al pericolo che abbiamo scampato! Semplicemente scandaloso! Ma non abbassiamo la guardia, ancora non è finita.

24 giugno 2011 - Esiste un patto tra Bossi e Mr. B. firmato dal notaio nel lontano 2000, che prevede accordi economici e politici tra i due leader politici. Fatto veritiero o leggenda metropolitana? Questa cosa è venuta fuori su vari libri (come "Umberto magno" di Facco e "Dossier Bossi-LegaNord" di De Lucia), varie testimonianze video (Moncalvo, De Lucia, Oneto) e interviste (Rosanna Sapori, già consigliere comunale della Lega e giornalista di Radio Padania Libera).



Oneto all'Infedele: Bossi è sotto contratto notarile con Berlusconi

Il giornale La Padania titolava "Berlusconi Mafioso", poi dopo il fallmento della Banca di proprietà della Lega (il che significava tanti debiti da pagare), Bossi si è alleato con Berlusconi! Cosa vi fa pensare? Ma è possibile che quando si tratta di politica si hanno sempre le fette di salame sugl'occhi? Non dobbiamo proteggere i politici che votiamo ma, controllare che facciano il proprio dovere e che mantengano le promesse!!

sabato 8 ottobre 2011

Stracquadanio si oppone alla riduzione delle tariffe mobili

Un gruppo di deputati del PdL scrive all'Authority per chiedere il rinvio del taglio delle tariffe di terminazioni per i gestori mobili.

Il deputato Stracquadanio, molto vicino a Berlusconi, insieme ad altri (come le deputate Isabella Bertolini e Gabriella Giammanco) ha scritto all'Autorità Garante per le Comunicazioni, chiedendole di non applicare fino al 2012 la decisione di ridurre le tariffe di terminazione per i gestori mobili.

Secondo questi deputati, il taglio delle tariffe di terminazione anziché ridurre i costi per i clienti degli operatori frenerebbe gli investimenti.

Si tratta, certamente, di un'iniziativa bizzarra e impropria: infatti, l'AGCOM è per legge un organismo tecnico indipendente, sia pure eletto dal Parlamento, la cui autonomia è da rispettare.

Se vogliono intervenire, i parlamentari possono invece presentare disegni di legge in materia.

Inoltre, la riduzione delle tariffe di terminazione è un provvedimento già richiesto da tempo dall'Unione Europea e un suo ulteriore rinvio potrebbe costare all'Italia una multa che poi graverebbe su tutti i contribuenti.

Sarebbe bello che questi deputati rivelassero quali gestori mobili hanno chiesto loro questo "favore".

Pier Luigi Tolardo,  06-10-2011 - Fonte:  ZEUS News

venerdì 7 ottobre 2011

Il pianeta e l'emotività dei mercati


I mass-media ufficiali non parlano quasi mai dei pericoli reali che sta correndo il nostro pianeta, e quindi l'intera umanità, legati al riscaldamento globale, ai cambiamenti climatici, allo scioglimento dei ghiacci, all'inversione dei poli, all'indebolimento del campo magnetico terrestre, alla pioggia di meteoriti, alle scie chimiche, alle tempeste solari...Per non parlare poi del pericolo maggiore, più catastrofico, un probabile impatto di una cometa col nostro sistema solare...Perché questo silenzio? Perchè si tace, se non dell'imminente famigerata fine del mondo profetizzata dai Maya per il 2012, comunque di uno scenario scientificamente molto probabile rappresentato dal repentino stravolgimento della vita, come la conosciamo, su questo pianeta. Eppure mi sembra un argomento piuttosto importante e che interessa tutti, o no?

Mi viene in mente una scena del film 'Cassandra Crossing': un treno pieno di infettati da un virus letale corre a tutta velocità e senza più controllo verso un binario morto che attraversa un ponte fatiscente, chiamato Cassandra appunto, il quale non reggerà al passaggio a tutta velocità del treno e crollerà. E' questa l'mmagine che mi viene in mente se penso a dove ci stanno portando i nostri attuali governanti. Tutti vediamo i segni premonitori della catastrofe, e se non li vediamo li intuiamo, ne avvertiamo l'approssimarsi a passi minacciosi e inesorabili. Solo i nostri governanti sembrano non vedere o hanno deciso in malafede di negare l'evidenza degli eventi e il loro sviluppo prossimo, preferendo far cadere tutti nel baratro invece di portarci in salvo tirando il freno d'emergenza, lo fanno per non dover rispondere davanti a tutti delle loro colpe, per non pagare i loro madornali errori di rotta.

Tornando alla domanda: perchè i potenti fanno di tutto per sviare la nostra attenzione dai veri problemi, ritardando così fatalmente anche le possibili soluzioni? La risposta è molto semplice: hanno paura del panico che si scatenerebbe in tutto il mondo, non tanto nelle persone, che sono più preparate, mature e intelligenti di quello che si pensa, bensì (UDITE; UDITE!) nei mercati, causando un crollo improvviso delle borse di tutto il mondo e la loro fine. Se pensiamo che una lettera della BCE al governo italiano non è stata resa pubblica per paura che avesse un impatto emotivo negativo sui mercati, lascio a voi intendere che impatto avrebbero notizie di questa portata catastrofica, benchè già di fatto diffuse sia dalla NASA che da scienziati e ricercatori indipendenti di tutto il mondo, se fossero  ufficializzate dai nostri governanti.

E lascio a voi intendere anche quanto male continueranno ad andare le cose in questo mondo di m. se tutto continuerà a gravitare attorno alle bizze dei mercati, a pendere dalle labbra, anzi dalle tastiere, dai telefoni e dai videoterminali degli speculatori di borsa, avidi personaggi che tengono in ostaggio il nostro futuro, che tengono costantemente in bilico, oltre le loro, anche le nostre vite, già appese tra la mera sopravvivenza e la disperazione, senza dignità.

Milioni di persone in tutto il mondo, per colpa di questo sistema economico malato, sono in attesa di un cambiamento e spingeranno sempre più, con la loro massa critica in rapido e costante aumento, per portare allo squilibrio questo instabile, fragile, iniquo sistema che sta rubando loro il presente in vista di un futuro ancora più incerto. Saranno soprattutto i giovani a farlo, quei giovani che dovrebbero essere, anzi, che sono, i veri semi della speranza, coloro ai quali è chiesto di costruire il futuro per loro ed i propri figli, di condurre avanti di un passo l'umanità e forse, se sono fortunati, anche di vedere finalmente coi propri occhi l'alba di un mondo migliore.

In Argentina apre un bordello chiamato "palazzo Berlusconi". L'imbarazzo degli emigrati italiani


La 'mise' delle ragazze
di 'palacio Berlusconi',
un bordello argentino.
A Rosario, città argentina che diede i natali a Ernesto Che Guevara - oltre un milione di abitanti a nord della capitale Buenos Aires - avrebbe aperto un bordello chiamato "Palazzo Berlusconi". Ed è grande l'imbarazzo degli italiani che vivono nel paese sudamericano.

Antonio Bruzzese, Presidente in Argentina della Cna (Confederazione degli artigiani) e dell'Associazione Insieme Argentina, fa sentire la sua protesta al sindaco di Rosario, Roberto Lifschitz, e al Console Generale, Rosario Miccichè, per l'esistenza del bordello intitolato al premier italiano nella città della provincia di Santa Fe.

Bruzzese, secondo quanto riportato dal sito emigrazione-notizie.org, esprime la sua indignazione per l'uso di un nome, che rappresenta in questo momento l’Italia, in un locale di prostituzione di lusso.


Fonte

mercoledì 5 ottobre 2011

Gli Stati strozzati dalla Finanza oscura?


Ma vi sembra normale che uno Stato debba essere ricattato da delle banche, centrali o periferiche che siano? Il Ministro Tremonti ha sempre risposto picche alla Marcegaglia, facendo intuire che non c'erano i soldi per gli investimenti (prima e tantomeno adesso che siamo in piena crisi). Come mai allora quando si è trattato di decidere o porre in atto manovre o iniziative che fossero ben viste dalla BCE, dai mercati e dall'alta Finanza, i soldi li trovavano sempre e in breve tempo mettevano tutto a posto? Viene da pensare che buona parte dei soldi li avessero, o li abbiano ricevuti all'occorrenza attraverso giri sottobanco, ma solo per fare quello che volevano i loro finanziatori occulti, le banche o meglio chi le controlla.

La domanda sorge spontanea: ma non farebbe comodo anche alle banche finanziare i governi in modo che questi dispensino incentivi agli imprenditori, i quali a loro volta rilancerebbero gli investimenti, come vorrebbe la Marcegaglia, rimettendo in moto l'Economia?

Il vero problema e' che sempre più spesso oggi dietro agli interessi della Finanza si nascondono quelli di organizzazioni mafiose che praticano una forma moderna di usura legalizzata, spesso orientando le banche da loro controllate verso lo strozzinaggio; in questo modo hanno guadagni facili, veloci e soprattutto al 100% puliti, senza più neppure il bisogno di riciclare il denaro sporco e i proventi delle loro attività malavitose in settori leciti, come ad esempio quello tradizionale delle gare d'appalto dell'edilizia pubblica.   

Allora forse stavolta ha ragione Brunetta: a che serve più il rilascio dei certificati antimafia...se la mafia opera ormai nell'alta Finanza?!

Le organizzazioni mafiose oggi posseggono Finanziarie o possono col loro peso azionario, orientare i CDA di banche da loro controllate affinchè chiedano rientri improvvisi o pratichino tassi di prestito da usura. Possono arrivare a far fallire Comuni, addirittura Nazioni, se questi sono troppo indebitati, e a far cadere Governi. La mafia non ha neanche più bisogno di riciclare il denaro sporco in attività lecite, partecipando a gare d'appalto in edilizia, perchè una volta manovrata e oliata a dovere la politica affinchè venga propagandata l'opportunità e la necessità di certe opere, poi i lavori li dirigono direttamente loro! Si, forse stavolta Brunetta ha ragione: a che serve più il rilascio dei certificati antimafia?

venerdì 30 settembre 2011

Le balle del Ministro Gelmini fanno il giro del mondo a velocità superiore a quella della luce

Gaffe del Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: tunnel di 732 KM per far viaggiare i neutrini!

Stavolta il Ministro dell'Istruzione Gelmini, prontamente rinominata Maria Stella Neutrini, l'ha sparata davvero grossa. Sul suo sito web, mentre si compiace della recente scoperta da parte del CERN di Ginevra sui neutrini che viaggiano più veloci della luce, parla di un fantomatico tunnel sotterraneo costruito tra la Svizzera e l'Abruzzo per eseguire l'esperimento.

Ovviamente, non esiste alcun tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso. Perché la distanza tra il CERN e i Laboratori abbruzzesi è di oltre 730 chilometri! Addirittura, tanto che c'è, 'Beata Ignoranza' pensa bene di fare propaganda al governo, aggiungendo che l'Italia avrebbe contribuito al progetto con ben 45 milioni di euro!!!!!

Invece cos'è successo in realtà: dato che i neutrini oltrepassano la materia, sono stati effettivamente sparati da Ginevra in direzione del Gran Sasso, ma senza bisogno di alcun tunnel. Complimenti per la gaffe, signora Ministra!

giovedì 29 settembre 2011

La dolce vita dei Tarantini nella Bari da bere. Poverini!


Bari, 1 settembre 2011 - Le immagini del party esclusivo che Gianpi Tarantini organizzò in un locale di Bari per festeggiare i 30 anni della moglie, Angela Devenuto, finita anche lei in carcere a Napoli. Erano i tempi d'oro dell'imprenditore, prima dello scandalo delle protesi che travolse la Sanità pugliese e di quello delle escort a Palazzo Grazioli che gli è costato l'arresto con l'accusa di estorsione ai danni di Berlusconi.

martedì 27 settembre 2011

Decreto legge scandalo del governo impone ai blog l'obbligo di rettifica, come per le grandi testate giornalistiche


PIU' UNO E' LIBERO, PIU' DICE LA VERITA'. E' QUELLO CHE FANNO I BLOG, NON AVENDO ALCUN  INTERESSE A MENTIRE . E' IL MOTIVO PER CUI QUESTO GOVERNO COMPRATO CI ODIA E CI VORREBBE AMMUTOLIRE PERCHE' DICIAMO LA VERITA' !

NOI SIAMO LA DIMOSTRAZIONE VIVENTE CHE ALLA LUNGA FERISCE PIU' LA LINGUA DELLA SPADA, SPECIE QUANDO LA PRIMA VIENE USATA NEL MODO GIUSTO, CIOE' AL SERVIZIO DELLA VERITA'.

Attenzione ai lupi travestiti da agnelli in tv. E' tutta gente, questa dei politici del Pdl, che davanti alla telecamera fa la faccia mite, usa parole apparentemente sensate, moderate...E poi al dunque, se li vai a vedere da vicino in Parlamento dove sono chiamati a fare i conti unicamente con la propria coscienza e dove decidono le sorti della democrazia di un intero Paese, li scorgi votare sempre, tutti uniti, leggi che definire scandalose è dir poco; lo fanno in sordina ma senza indugi, le sfornano ormai in automatico, già precompliate; leggi che fanno letteralmente rabbrividire, come quella recente che equipara i blog alle testate giornalistiche, imponendo ai primi l'obbligo di rettifica e col rischio di multe fino a 12.000 euro. E' l'ennesimo tentativo messo a segno da questo governo, ormai senza vergogna, di censurare i contenuti della rete Internet, di affossarne il libero pensiero ivi circolante, di stroncare sul nascere l'impegno politico dei giovani che da lì emerge e si organizza in maniera sempre più forte e consapevole.

Ecco alcuni di coloro che hanno contribuito al declino economico e morale dell'Italia di oggi e che continuano imperterriti a votare questo tipo di leggi antidemocratiche e fasciste:


E' la prima volta che succede nella storia della Repubblica italiana di avere al governo una classe politica di questa risma, avida, vanagloriosa e assetata di potere, che ha dimenticato il senso di rispetto della Costituzione sulla quale ha giurato - e già questo di per sè la dovrebbe rendere servitrice oltre che delle leggi, anche indirettamente del bene supremo del popolo italiano - ma anzi irridendo il senso di responsabilità che dovrebbe nutrire nei confronti dei cittadini che l'ha malauguratamente votata. Questi vacui individui stanno affossando il Paese invece di promuoverne lo sviluppo morale, intellettuale ed economico. E tutto questo per egoismo, per rimanere attaccati agli scranni del Parlamento come cozze fino al 2013, anno di fine legislatura in cui matureranno i loro vitalizi d'oro, quelli di ben 343 deputati e 174 senatori della coalizione di centro-destra (PdL-LN-Mpa).

Ma quello che non hanno previsto questi signori è il fallimento dello Stato italiano, il che significa che in futuro potrebbe non esistere più un' INPS che eroga le pensioni, non esistere più il reddito da lavoro perchè più nessuno avrà un lavoro regolare, nè pagherà contributi obbligatori e forse non ci sarà più neanche il denaro.

Senza contare la possibilità che nel 2012 possa verificarsi una ripartenza da zero della civiltà umana a causa del tanto temuto 'polar shift' e/o da sconvolgimenti climatici planetari (già oggi assistiamo ad un pericoloso indebolimento del campo magnetico terrestre, il che implica un aumentato rischio di essere investiti da tempeste solari o peggio da meteoriti o frammenti di questi).

A fronte di queste tragiche eventualità l'azzeramento del debito sarà l'ultimo dei nostri problemi e la parola 'reset' globalizzato potrebbe essere l'unica a descrivere la situazione, quella di un riavvio della civiltà umana e del diabolico sistema politico-economico in cui viviamo. Una cruda realtà o un fantastico sogno i cui confini già intuiamo ma che ancora non siamo in grado di definire.

giovedì 22 settembre 2011

Vendola sul salvataggio di Milanese: "l'Italia pagherà molto cara ogni ora in più di questo governo".

"Pffffui...stavolta m'è andata bene!". Dev'essere quello che ha
  pensato oggi l'On. Marco Milanese subito dopo il voto del

  Parlamento che lo ha salvato dall'arresto per soli 7 voti.

Una Camera dei Deputati blindata, per metà ostaggio della casta, salva l'On. Milanese, difendendo così di fatto la corruzione di Stato e prolungando l'agonia di un governo Berlusconi ormai inutile e dannoso per il Paese.

giovedì 7 luglio 2011

L'ultimo trucco 'ad aziendam' di Berlusconi: il 'padrone' del paese corrompe la democrazia

Nelle pieghe della manovra una norma per proteggere la Fininvest del Cavaliere e sospendere il pagamento del risarcimento da 750 milioni di euro per il Lodo Mondadori. È la ventesima legge ad personam del premier.

di GIUSEPPE D'AVANZO

S. Berlusconi e C. De Benedetti
in una foto degli anni '80.
CHI SI ERA illuso che Berlusconi, avvilito dagli scandali e depresso per le bocciature elettorali, fosse ormai al capolinea, è servito. L'uomo sarà anche all'ultimo atto - arriva sempre e per tutti un ultimo atto - ma non ha alcuna voglia o possibilità di abbandonare la scena, come lascia intendere con mosse teatrali incoronando capo del suo partito una comparsa, un attor giovane, Angelino Alfano.
 

LE TAPPE DELLA VICENDA

La cruda verità è che Berlusconi non può abbandonare. Deve restare lì, al governo e al potere, al riparo di un macroscopico conflitto d'interessi per proteggere la sua roba e il suo destino.

L'Egoarca non ha altra preoccupazione che se stesso e non è una novità, ma ormai la consapevolezza di ventisette milioni di italiani che hanno cancellato nel voto referendario il "legittimo impedimento", di fatto dicendogli che non avrebbero più tollerato leggi personali. L'Egoarca non se ne dà per inteso. Si fece leader politico per venir fuori dai suoi guai finanziari. Era più o meno alla rovina nel 1994. Aveva debiti a medio-lungo termine per 2927 miliardi di lire e a breve per 1528 miliardi a fronte di un capitale netto di 1053 miliardi. Per non farla lunga, un fallito. Dopo diciassette anni e dopo il suo ennesimo fallimento - questa volta, politico  - stiamo ancora qui a parlare dei suoi soldi, delle sue utilità, di che cosa gli conviene, di che cosa non gli conviene.

Così mentre il governo chiede agli italiani - e agli italiani più deboli, i pensionati, i precari, i giovani - di versare lacrime e sangue per riequilibrare i conti dello Stato, Berlusconi si apparecchia il solito codicillo "ad personam" o "ad aziendam" che permetterà a lui - il Tycoon miliardario della Fininvest - di fare festa in tempi di stenti risparmiando di pagare un risarcimento di 750 milioni di euro.

I fatti sono noti e non può far velo a Repubblica prendere posizione anche se il beneficiario di quel risarcimento è l'editore di Repubblica. La ragione di questa serenità è che all'inizio di questa storia c'è un fatto provato, accertato, indiscutibile: la corruzione di un giudice. Quindi, un delitto, un reato. È un "dettaglio" che - per nulla misteriosamente - scompare sempre nelle ipocriti o servili ricostruzioni del caso.

Dunque, due imprenditori, due privati cittadini, Berlusconi e De Benedetti, hanno una contesa d'affari. In gioco è la proprietà della Mondadori. Finiscono in tribunale. Berlusconi si compra chi deve decidere della controversia, il giudice Metta. La corruzione della toga viene accertata al di là di ogni ragionevole dubbio in tre gradi di giudizio. La sentenza è definitiva e ha uno strascico: come risarcire chi si è visto privato di un bene con un crimine? Un altro giudice - un giudice civile, poi aggredito e degradato per vendetta dalla "macchina del fango" - decide che il prezzo giusto per il danno subito da De Benedetti è di 750 milioni di euro.

Berlusconi si appella. La decisione è attesa di qui a qualche giorno, ma l'Egoarca la teme. Se ne lagna, con pose da vittima, appena può. Al funerale del suo miglior amico. Al matrimonio della sua ministra. Tace di aver corrotto il giudice. "Vogliono colpirmi nel patrimonio" dice trascurando di aver colpito il patrimonio altrui. Lavora in silenzio. Non lascia trapelare un sospiro. Anche se qualche traccia rimane nel terreno.

Nei giorni scorsi, quando i manager della Fininvest presentano il bilancio della holding, svelano di non aver messo in conto nessun accantonamento, a copertura dell'eventuale risarcimento alla Cir. Sanno che "il Dottore" si sta muovendo per salvare se stesso e i conti del gioiello di famiglia. Nella bozza di manovra presentata nel pre-consiglio dei ministri il codicillo non c'è. Non c'è nella bozza consegnata ai ministri, giovedì scorso. Appare tra sabato e domenica - dunque quando materialmente il documento è ancora a Palazzo Chigi. Devono averla affatturata gli avvocati del premier. È proprio il tira e molla tra presidenza del Consiglio con i suoi legulei e il ministero del Tesoro con i suoi tecnici deve aver ritardato la trasmissione del documento al Quirinale.

A scrutinare oggi il decreto legge si scorge un metodo rituale: cambio un comma di una legge, neutralizzo la giustizia, incasso il vantaggio privato. In questo caso, si manipolano due commi del codice di procedura civile. Finora il giudice poteva sospendere le pronunce di condanna in attesa della sentenza di Appello o di Cassazione. Ora riformati il primo comma dell'articolo 283 e dell'articolo 373, il giudice deve obbligatoriamente in forza delle legge "ad personam", pensata per proteggere la Fininvest del Cavaliere, sospendere il pagamento del risarcimento.

Così l'Egoarca che nei prossimi giorni - la sentenza era prevista in settimana - avrebbe dovuto sborsare alla Cir di Carlo De Benedetti tra i 750 e i 500 milioni di euro può tenere la borsa chiusa e attendere tempi migliori per cancellare tutto, magari con un'altra legge, con un altro codicillo, con un colpo di mano che - altro che ultimo atto! - lo porti al Quirinale che poi magari dal Colle più alto è più facile ottenere obbedienza dei giudici e sentenze accomodate.

Ora a occhio nudo possiamo vedere quel che accade ancora una volta, per la ventesima volta (tante - venti - sono le leggi ad personam). Berlusconi pretende che il suo destino sia il destino dell'Italia. Con questa convinzione, si è impadronito della "cosa comune" e ne fa una "cosa propria". Impone leggi personali corrompendo la nostra democrazia. Per proteggere la democrazia dalla corruzione esiste la Costituzione. Per dirlo con le parole di Gustavo Zagrebelskj, la funzione della Costituzione "è precisamente di evitare che qualcuno, una parte soltanto, s'impadronisca della "cosa di tutti"". Come si è impadronito Berlusconi deformando a proprio vantaggio addirittura la manovra finanziaria per la quale saremo giudicati dai nostri creditori, dai Paesi con cui condividiamo l'euro, dai mercati.

Declinato così questo nuovo caso di corruzione della democrazia italiana, bisogna allora guardare al Quirinale. Giorgio Napolitano firmerà il decreto legge? Quali sono gli eventi che rendono quel codicillo (il giudice deve sospendere l'esecutività di una condanna di ammontare superiore a venti milioni di euro) "necessario e urgente" come prevede l'articolo 77 della Costituzione? È sufficiente il buon senso per rispondere. Non si avvista alcun fatto nuovo, se non la prossima soluzione di un singolo caso - la contesa Fininvest-Cir, Berlusconi-De Benedetti. Sarà per questo che la firma del decreto, come conferma la presidenza della Repubblica, non c'è stata ieri e non ci sarà oggi perché è ancora in corso un'"attenta e scrupolosa valutazione", formula che lascia trasparire tutte le perplessità di Napolitano.

Il Colle ferma così l'orologio per chiedere al governo, a Berlusconi, a Tremonti, un ripensamento. Questo più o meno il ragionamento: il governo ha inviato soltanto una bozza. Come ogni lavoro provvisorio e non definitivo, è ancora possibile emendarla e correggerla e il testo della manovra va corretto nella forzature privatistiche imposte dagli interessi di un Egoarca attento alla sua roba.

La finestra che ha aperto il capo dello Stato consentirà a molti di mostrare di quale pasta sono fatti e al Paese di apprezzarne responsabilità e senso dello Stato. Potrà Tremonti conservare intatta la credibilità di moralizzatore della finanza pubblica se non si spenderà a favore dei dubbi del Quirinale? E quali parole di sostegno alla "leale collaborazione" di Napolitano sentiremo invece da Angelino Alfano, indicato come il "cuoco della frittata" e l'ambizioso capo di un partito che si vuole "degli onesti"? Ancora poche ore e sapremo.
 

(05 luglio 2011 - Fonte:  Repubblica.it )

mercoledì 15 giugno 2011

VIA BRUNETTA DAL PARLAMENTO!

VIA BRUNETTA DAL PARLAMENTO (E TANTO CHE CI SIAMO, ANCHE L'ESALTATO STRAQUADANIO)!

IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L'INNOVAZIONE, RENATO BRUNETTA, SI E' SOTTRATTO IERI ALLE DOMANDE DEI GIOVANI PRECARI DELLA P.A. DICENDO LORO DI ESSERE LA PEGGIORE ITALIA, PAROLE TANTO OFFENSIVE QUANTO IGNOBILI. LA PARTE PEGGIORE DELL'ITALIA NON SONO I PRECARI, CARO MINISTRO DELL'ARIA FRITTA CON DELEGA ALL'INSULTO, MA QUESTA CLASSE POLITICA DI GOVERNO DI CUI TU FAI PARTE, CHE RICEVE COMPENSI D'ORO, E QUESTO NONOSTANTE STIA CONDUCENDO IL PAESE SULL'ORLO DELLA BANCAROTTA SOCIALE ED ECONOMICA.
LA DIGNITA' DEL LAVORO, GIA' TANTO MESSA IN GINOCCHIO DALLA CRISI, NON PUO' ESSERE ULTERIORMENTE E IMPUNEMENTE CALPESTATA DA QUESTI NANI EGOMANIACI CHE DISPREZZANO IL LAVORO DEGLI ALTRI IN QUANTO NON HANNO ALCUNA IDEA DI COSA SIGNIFICHI SUDARSI LA PAGNOTTA, E LO DICO NEL VERO SENSO DELLA PAROLA. CARI MINISTRI DEL NULLA, DOVETE COMINCIARE A METTERVI IN TESTA CHE CHI OFFENDE UNA CATEGORIA DI LAVORATORI OFFENDE TUTTO IL MONDO DEL LAVORO, CHE COMPRENDE PRECARI, CASSINTEGRATI E DISOCCUPATI, I QUALI SONO LAVORATORI A TUTTI GLI EFFETTI CHE SI TROVANO MOMENTANEAMENTE IN QUELLO STATO; E NON CERTO PER COLPA LORO, NON PERCHE' SONO SVOGLIATI, FANNULLONI O PIGRI, MA PERCHE' NON C'E' LAVORO.
E NON E' CHE UNO SI DIVERTE A LAVORARE GRATIS PER QUALCUN ALTRO SOLO PERCHE' E' UN SANTO O UN MASOCHISTA. IL PRECARIATO E LA DISSOCCUPAZIONE SONO DELLE PIAGHE CHE UMILIANO LA DIGNITA' DI UN POPOLO, LO DIVIDONO, RENDENDO SOTTOMESSI I SINGOLI MEMBRI DOPO AVERLI ISOLATI. COSI' ALLA FINE LA RIVOLTA POPOLARE DIVENTA L'UNICA STRADA. CHI LAVORA LO FA PER VIVERE IN MANIERA DIGNITOSA, QUESTO E' IL PRIMO OBIETTIVO. MA SE IL LAVORO DIVENTA SCHIAVITU' O SE QUELLO CHE GUADAGNI NON BASTA PER SFAMARE TE E LA TUA FAMIGLIA, PER PAGARTI LE BOLLETTE O L'AFFITTO, O SE DEVI FARTI 50 KM TUTTI I GIORNI PER RAGGIUNGERE IL LUOGO DI LAVORO E ALTRI 50 PER TORNARE, ALLORA NON E' PIU' UN VALORE MA UNA TORTURA.
PER QUESTO OCCORRE METTERE L'ACCENTO SULLE QUESTIONI DEL LAVORO, LE CONDIZIONI IN CUI SI SVOLGE, I LIVELLI DI TASSAZIONE E IL GIUSTO SALARIO. INSOMMA, PER DIRLO CON UNO SLOGAN: NON LAVORARE PER LAVORARE MA LAVORARE PER VIVERE CON DIGNITA'! PER FARLO OCCORRE METTER MANO AL SISTEMA ITALIA NELLA SUA GLOBALITA', METTERE IN DISCUSSIONE QUEI PRINCIPI CAPITALISTICI SU CUI SI BASA IL NOSTRO SISTEMA BANCARIO-IMPRENDITORIALE.
MA OVVIAMENTE A VOI MINISTRI-PATRIZI QUESTE QUESTIONI PLEBEE NON INTERESSANO O SONO SOLO L'ULTIMA DELLE VOSTRE PRIORITA', COSI' IMPEGNATI A RAFFORZARE LE VOSTRE ALLEANZE E COMPLICITA', UTILI AL MANTENIMENTO DEL POTERE, A DIFENDERE I 'VOSTRI' E AD ATTACCARE E SVALUTARE GLI ALTRI.
MINISTRI COME VOI OFFENDONO SOPRATTUTTO IL NOME DELLA NOSTRA REPUBBLICA. MA CHI VI HA SCELTO PER GOVERNARCI? NON CERTO IL POPOLO. SIETE STATI NOMINATI DAL PREMIER E PER QUESTO LO DIFENDETE COME CANI MASTINI. GIA', PERCHE' ELETTI DIRETTAMENTE DAL POPOLO NON LO SARESTE MAI STATI, QUESTO E' SICURO. EBBENE, IL POPOLO DEL WEB ORA CHIEDE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E AI RAPPRESENTANTI  DEI PARTITI ALL'OPPOSIZIONE IN PARLAMENTO, DI VOTARE LA SFIDUCIA A QUESTI 2 MINISTRI, BRUNETTA E STRAQUADANIO, PER LE LORO DICHIARAZIONI VERGOGNOSE E COME TRADITORI DEL LORO MANDATO. E' IL POPOLO SOVRANO DEL WEB CHE LO VUOLE, CHE SIA TOLTA A COSTORO LA DELEGA A RAPPRESENTARCI. PERCHE', ALTRO CHE BONDI, QUESTI SONO MOLTO PEGGIO. QUALCUNO LI HA INFORMATI CHE NON SONO LI' PER FARE I PROPRI INTERESSI O QUELLI DI BERLUSCONI, MA PER SERVIRE IL POPOLO ITALIANO? E CHE IL LORO MANDATO E' TEMPORANEO ED E' QUELLO DI GOVERNARE, NON DI  REGNARE, COSA PER LA QUALE, FRA L'ALTRO, SONO PAGATI PROFUMATAMENTE. IL POPOLO DEL WEB AFFERMA LA SUA SECCA SFIDUCIA A QUESTI MINISTRI: NON VOGLIAMO PIU' ESSERE RAPPRESENTATI DA QUESTA GENTAGLIA INFAME, VENALE E ASSETATA DI POTERE!

mercoledì 8 giugno 2011

La guerra del Cavaliere contro il presidente

B.: "Se questo facesse le ore piccole come
me, sarebbe già morto da un pezzo!"!
N.: "Vada subito a togliersi quel finto cerotto...badi
che qui al Colle non sono ammesse crocerossine!"

di Eugenio Scalfari

 APPENA 48 ore fa i giornali berlusconiani erano moderatamente favorevoli ad alcune frasi del Presidente Napolitano pronunciate nel corso d'un convegno dedicato ad Antonio Giolitti nella ricorrenza della sua scomparsa. Quelle frasi erano rivolte alla sinistra italiana e contenevano un incitamento critico a far meglio il suo mestiere di opposizione che si propone di prendere il posto dell'attuale maggioranza di destra.
Ma ieri il tono di quei giornali era completamente cambiato, suonando all'unisono con gli umori del Presidente del Consiglio. È bastato che Napolitano segnalasse la necessità costituzionale di un dibattito parlamentare che prenda atto della nomina di nove sottosegretari provenienti da gruppi parlamentari diversi da quelli che vinsero le elezioni del 2008, per scatenarli in un rabbioso attacco alla più alta istituzione repubblicana, accusata di porsi come la sola vera opposizione al "buongoverno" del Cavaliere di Arcore.
Questi continui capovolgimenti della destra berlusconiana e la sua costante aggressione contro i "magistrati eversivi" che pretendono di giudicare l'uomo votato dal popolo sono la prova provata che i tanti problemi che interessano la vita dei lavoratori, delle famiglie, delle imprese e insomma di tutto il Paese restano e resteranno irrisolti e neppure affrontati a causa del problema preliminare, costituito appunto dalla presenza di Silvio Berlusconi alla guida del governo nazionale.

Ognuno di noi farebbe volentieri a meno di occuparsi delle gesta del Cavaliere, ma è
lui che lo rende impossibile. Chi si ostina a non rendersi conto di questo elemento preliminare avrà certo le sue ragioni ma non sono buone ragioni, visto che prescindono da un dato di realtà.

L'aggressione mediatica e politica contro il Capo dello Stato che non ha fatto altro che esercitare il suo mandato di custode della Costituzione, senza forzature né strappi, conferma l'insofferenza di ogni vincolo alla volontà di chi ritiene che l'investitura ricevuta dal popolo possa e debba trasformarsi in una vera e propria dittatura della maggioranza e di chi ha cooptato o comprato quella maggioranza comportandosi come un Re sovra-ordinato a tutte le altre istituzioni.
Questo è il significato dell'attacco contro Napolitano e poiché il voto amministrativo incombe, il passaggio parlamentare sul rimpasto governativo è stato rinviato a dopo le elezioni del 15 maggio per influenzarne l'esito che si annuncia molto incerto.

La piazza decisiva sarà quella di Milano perché è lì che Berlusconi e Bossi faranno il massimo sforzo per vincere fin dal primo turno. La partita non si gioca solo nella capitale lombarda, sono infatti 12 milioni gli italiani chiamati alle urne in tutto il Paese. Ma Milano rappresenta la cuspide politica di questa tornata elettorale. Per vincere il Re ha deciso di scendere in guerra con tutti quelli che considera i suoi riottosi vassalli: la magistratura ribelle ai suoi voleri, la Corte Costituzionale "gremita di comunisti" e perfino il Capo dello Stato. I milanesi sono dunque avvertiti: chi voterà le liste guidate dal Re in persona gli avrà dato un mandato in bianco per trasformare la democrazia e lo stato di diritto in un regime autoritario che risponde in tutto e per tutto ad una sola persona e agli oligarchi da lui cooptati o comprati.
 

* * *

Ciò detto, credo valga la pena di occuparci di quanto disse giovedì scorso Giorgio Napolitano al convegno su Antonio Giolitti a proposito della sinistra italiana. Anche quella è stata un'occasione di fare chiarezza confrontando pensieri ed esperienze culturali e politiche.

Rispondendo ad una domanda di Giuliano Amato il Presidente lesse un brano di Giolitti contenuto in una delle sue ultime lettere alla nipote Marta. Incitava la sinistra di allora (parliamo del 1992) ad essere credibile e concreta e a costruire un programma praticabile e capace di soddisfare i bisogni e le speranze dei cittadini. Ideologie no (era contrario alle ideologie e l'aveva dimostrato in tutta la sua vita) ma ideali sì, ed anche questo lo aveva dimostrato durante la sua lunga esistenza da intellettuale, da combattente partigiano, da militante del Partito comunista, da uomo di sinistra che non poteva sopportare l'arrivo dei carri armati sovietici a Budapest per schiacciare la libertà reclamata dal popolo ungherese. Infine dalla sua presenza nel Partito socialista dove continuò a sostenere gli stessi ideali che prima credeva di avere trovato nel Pci.
Questo è stato il lascito politico, morale e culturale di Antonio Giolitti. Come non definirlo un lascito di socialismo liberale? Quale altra definizione si può dare di questa rara figura di intellettuale e di uomo politico la cui vita fu caratterizzata dalla ricerca tenace di tenere stretti insieme i due grandi valori della libertà e dell'eguaglianza che non possono esser separati senza dar luogo il primo ad una selva di privilegi in favore di un'oligarchia dei forti a danno dei deboli e il secondo alla demagogia e infine alla dittatura?

Fu un socialista liberale Antonio Giolitti e per questo molto vicino a Bobbio e a Galante Garrone nel solco tracciato fin dagli anni Trenta dai fratelli Rosselli e poi ripreso da "Giustizia e Libertà". La scelta di Giolitti di militare nel Pci fin dal 1943 derivò da una valutazione concreta poiché il Pci era allora il solo strumento dell'antifascismo combattente. La crisi d'Ungheria del 1956 lo rese però inutilizzabile per un uomo che aveva il culto della libertà. Questa è la storia e la testimonianza da lui lasciata e bene ha fatto Giuliano Amato a dedicargli una giornata di ricordo.
Giorgio Napolitano ha letto quel brano della lettera a Marta e ne ha raccomandato la rilettura agli attuali dirigenti della sinistra italiana affinché divengano più credibili e più concreti se vogliono proporsi come alternativa praticabile alla maggioranza attuale.


* * *


I commenti alle sue parole sono stati numerosi. Nel Pd Bersani ha dichiarato che il partito da lui guidato sta appunto lavorando per accrescere credibilità e concretezza al suo messaggio politico. Anche altri esponenti del partito hanno manifestato piena adesione all'invito di Napolitano secondo dialettiche di corrente che fanno parte della fisiologia dei partiti, anche se i partiti attuali somigliano più a gusci vuoti che a strumenti di comunicazione tra la società e le istituzioni. Questo è e sarà il vero tema per tutti, a sinistra, al centro e a destra: come rifondare i partiti in una società "liquida" come quella attuale.

Più interessanti le reazioni dei giornali che riflettono idee e interessi della classe dirigente, più somigliante all'italiano descritto da Guicciardini che a quello auspicato dai padri del nostro Risorgimento. Quei giornali, in univoco coro, hanno interpretato l'invito di Napolitano alla rilettura di Giolitti come una spinta a "normalizzare" i rapporti tra opposizione e maggioranza; a riconoscersi reciprocamente come legittime rappresentanze politiche e a collaborare alla stesura di programmi e regole condivise in discorde concordia.
Tutti i commentatori hanno ricordato che per avere una condotta di concordia discorde bisogna comunque essere in due ed hanno ricordato altresì che la maggioranza attuale ed il suo Capo non hanno finora dimostrato grande disponibilità. Ma quest'ammissione è stata appena sfiorata se non addirittura sottaciuta, ammessa a bocca stretta in un paio di righe, quasi a volersi liberare da un incomodo argomento.

Il resto di quei testi si è dilungato sull'inguaribile rissosità dell'opposizione, sulla sua intransigenza moralistica, sul suo rifiuto al compromesso possibile. Quanto ai giornali della "famiglia regnante" sono stati molto laudativi verso Napolitano e Giolitti, da loro in verità interpretati assai liberamente.
Il consiglio unanime e quasi un verdetto da rispettare rivolto ai dirigente del Partito democratico è stato quello di allearsi con Casini lasciando perdere il demagogo Di Pietro, il vaniloquente Vendola e turandosi le orecchie per non ascoltare i giornali che vogliono etero-dirigere il Pd. Questa sembra essere la loro maggiore preoccupazione.

Poco tempo fa vari sondaggi registrarono l'umore degli elettori rispetto a possibili alleanze. Tra queste anche l'alleanza eventuale tra Pd e Terzo Polo. Il risultato era un consenso del 36 per cento, al quale Casini contribuiva con il 16 e il Pd con il 20. La sinistra restante registrava un consenso del 28-30 per cento reclutando quasi la metà dell'elettorato potenziale del Pd.
I suggeritori dell'alleanza Pd-Terzo Polo puntano in realtà sulla uscita dalla scena politica della sinistra e l'omologazione dei moderati in due schieramenti rispettivamente di destra e di centro. Berlusconi a stralcio, ma fino a che c'è va sopportato. La Chiesa sarebbe lieta e pronta a buoni uffici.
Che ne dite di un'operazione di questa natura?

Aldo Moro, ai tempi suoi, tentò omologazioni di vario genere. Naturalmente aveva un altro spessore di visione politica e i tempi non erano quelli di oggi. Nel '64 tentò di ammorbidire i socialisti e scritturò anche per la bisogna il generale De Lorenzo, autore del famoso "Piano Solo". Nenni per molti giorni resistette all'ammorbidimento ma poi cedette, intimorito dal "rumore di sciabole". La vera vittima politica fu Giolitti che dovette abbandonare il ministero della Programmazione. Con Giolitti il Psi non si era ammorbidito ma senza di lui diventò un biscotto inzuppato nell'acqua e facilmente masticabile.
Questa è la storia ed è bene non dimenticarsela.


* * *
 

Nel frattempo il Cavaliere  -  tra un peccatuccio e l'altro  -  ha imbarcato altri nove sottosegretari. I loro nomi vanno ricordati, perciò eccoli: Rosso, Bellotti, Polidori, Melchiorre, Misiti, Cesario, Catone, Villari, Gentile.
Si tratta d'un mercato di scambio avvenuto alla luce del sole: dettero il loro voto con la promessa d'un posto nel governo; hanno minacciato di riprendersi il voto se non fossero stati ripagati. Adesso lo sono e toccherà ad altri seguirne l'esempio ed entrare a far parte d'una maggioranza cooptata o comprata.
Ha scritto sulla "Stampa" Massimo Gramellini: il vero tratto distintivo di questa casta di macchiette non è più nemmeno l'incompetenza. È la mancanza di vergogna. È esattamente così. Posso assicurare, avendolo conosciuto molto da vicino, che Antonio Giolitti se si fosse trovato di fronte ad un caso simile sarebbe uscito da qualunque partito e avrebbe abbandonato qualunque carica sbattendo la porta. Di gente come lui si è persa la matrice.


08 maggio 2011 - Fonte

lunedì 6 giugno 2011

Alfano iniziò la sua scalata politica grazie ai voti della mafia?


Nel 1996 l'attuale ministro della Giustizia ottenne quasi novemila voti alle regionali, risultando il primo dei non eletti. Intanto, nello stesso anno, si sposava la figlia del capo mafia di Palmi. Alle nozze Alfano era uno degli ospiti d'onore. Una videocassetta documenta il momento, dopo il taglio della torta, in cui l'attuale delfino del Cavaliere consegna agli sposi il suo regalo di nozze tra i saluti dei presenti. E' in questo frangente che spicca l'abbraccio e il bacio ossequiosi tra Alfano e il boss padre della sposa.

Il delfino del premier all'inizio aveva negato l'episodio, poi,  forse preoccupato per l'esistenza della prova video, ha ritrovato la memoria e si è giustificato dicendo di aver ricevuto l'invito dallo sposo e di non conoscere né la sposa né il padre. Viene da chiedersi se dopo quell'occasione li abbia poi conosciuti. In ogni caso è una strana ingenuità questa per un secchione come l'Angelino; a meno che le doti di intelligenza, scaltrezza e diplomazia nel suo caso non facciano il paio con altrettanti difetti di opportunismo, ipocrisia e servilismo.

Per il momento, ora che il Cavaliere ha deciso di nominare il fido Alfano Segretario Nazionale del partito, l'unica cosa certa è la continuità con la mala-politica del Pdl, se non altro perchè Berlusconi non smetterà di influenzare indirettamente i palazzi di Giustizia nel suo imperterrito e sotterraneo tentativo, alla Putin, di rendere questo paese meno democratico e prono al potere dei ricchi oligarchi. La domanda che ci si pone è la seguente: ma le elezioni perse dal centro-destra non sono servite a niente in vista di un cambiamento? Il popolo vi ha dato una mazzata sui denti e voi cosa fate? Continuate con i soliti giochetti? Ma allora, oltre che venduti, siete anche degli stupidi! Almeno in quest'occasione, prettamente dal punto di vista della tattica politica, ha ragione Scaiola quando dice che il Pdl va riformato dalle fondamenta. Si cominci allora col resettare Berlusconi e la sua politica. Le primarie e il cambiamento di nome del partito potrebbero essere i primi passi giusti in questa direzione; ma occorre anche, aggiungo io, mandare in pensione anticipata tutti quei politici di centro-destra che in questi ultimi anni hanno impersonato e sostenuto le bieche nefandezze del berlusconismo.

Purtroppo l'impressione mia è che quello che si sta facendo, e che si farà nel prossimo futuro, da parte della venduta casta berlusconiana, sia solo un cambiamento di facciata e non una vera metamorfosi:  i Lupi, si sa (ma anche i vari Gasparri, Santanchè, Paniz, Cosentino, La Russa, Gelmini, Capezzone, Straquadanio, Formigoni, ecc.) perdono il pelo ma non il vizio.

Giornalisti respinti dai Centri per gli immigrati


Giornalisti respinti dai Centri per gli immigrati ed esercizio del diritto di cronaca precluso a tempo indeterminato. Cosi’ l’emergenza immigrazione diventa anche un problema per la liberta’ di stampa. Con una circolare a firma del Ministro dell’Interno, (prot. n. 1305 del 01.04.2011) inerente l’accesso ai Centri per immigrati, il Viminale consente, "fino a nuova disposizione", l’ingresso alle strutture di accoglienza e a quelle di detenzione "esclusivamente" a soggetti pubblici (ad esempio organismi internazionali quali Oim, Cri, Amnesty International, Caritas) e a individui singoli come parlamentari europei, deputati e senatori della Repubblica e consiglieri regionali. Sulla base di questa circolare interna, le prefetture ci hanno negato l’accesso ai Cara e ai Cie di Roma Ponte Galeria, di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, di Trapani e di Brindisi.

"Il 13 maggio 2011 mi e’ stato negato l’ingresso nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Mineo, a Catania, al seguito di due parlamentari (Marilena Samperi e Giovanni Burtone, Pd) che sono entrati per visitare il Cara dove sono attualmente ospitate circa 1.800 persone sbarcate a Lampedusa dalla Libia e che hanno chiesto asilo politico al nostro paese - dice il giornalista Gabriele Del Grande, fondatore del blog Fortress Europe - Ricordo che per cancellare il diritto di cronaca in questo paese e’ bastata una circolare ministeriale, che con un solo colpo di spugna ha cancellato la possibilita’ di raccontare quanto accade nei centri". Si tratta di strutture in cui vengono spese montagne di soldi pubblici. Ad esempio, al Cara di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto (Kr), che prima dell’istituzione del mega centro di Mineo era il piu’ grande d’Europa con una capienza di quasi 1500 posti, arrivano 28,88 euro per ospite. La media e’ di 700 presenze, che fanno 20.216 euro al giorno, oltre sette milioni di euro l’anno.

Nessuno sa la cifra pro capite stanziata alla Croce Rossa Italiana per il centro di Mineo (Ct), su cui si sono espresse negativamente sia le associazioni umanitarie che si occupano di rifugiati, sia sindaci di comuni che ospitano i profughi con il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Somma che lievita ancora perche’ bisogna aggiungere il compenso per l’affitto alla ditta Pizzarotti di Parma, proprietaria della struttura.

"Per quanto riguarda i Cara, e’ illegittimo vietare l’accesso ai giornalisti" commenta il giurista Fulvio Vassallo Paleologo dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione. "I centri di accoglienza non sono chiusi, i richiedenti asilo possono uscire e allora non si capisce perche’ non possono entrare i giornalisti - spiega -il fatto che la circolare richiami congiuntamente i centri di accoglienza e quelli di identificazione e di espulsione, conferma la trasformazione in atto delle strutture di accoglienza in centri di detenzione". Secondo il docente di Diritto di asilo dell’Universita’ di Palermo "l’aspetto piu’ grave svelato dal divieto d’accesso per la stampa e’ proprio questa assimilazione tra Cara e Cie, che al contrario sono strutture giuridicamente diverse". Nei Cara infatti sono ospitati i richiedenti asilo in attesa che la commissione territoriale competente esamini la loro domanda di protezione internazionale.

Nei Cie vengono reclusi fino a sei mesi i migranti che non hanno ottemperato al decreto di espulsione dall’Italia, in attesa di essere identificati e rimpatriati. "Come si faceva dal 1998 al 2008 occorre creare regione per regione dei gruppi di monitoraggio composti da parlamentari anche regioali in collegamento con avvocati e giornalisti - sostiene Paleologo - L’invito che si rivolge a quella politica che ancora dice di interessarsi di diritti umani e’ di mettersi in collegamento con la societa’ civile per fare uscire dai centri le storie di soprusi, come e’ successo da ultimo nel Cie temporaneo di Santa Maria Capua Vetere, dove alcune convalide di trattenimento sono diventate oggetto di denuncia penale solo perche’ alcune associazioni sono potute entrare in contatto con i migranti. Laddove cio’ non e’ possibile, non si puo’ intervenire".

All’interno dei centri per migranti e’ comunque concesso l’accesso ad alcune associazioni umanitarie che cooperano con il ministero dell’Interno, tra cui l’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Tuttavia questo non assicura il rispetto dei diritti umani, secondo Paleologo. "Le associazioni incaricate soprattutto in regioni come Puglia, Basilicata, Calabria e Campania non possono garantire il monitoraggio continuo, unica garanzia per evitare che sugli abusi possa calare l’impunita’ piu’ totale" sottolinea il giurista. Paleologo ricorda infine un decreto del ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha trasformato alcuni centri di accoglienza e tendopoli in Cie fino al 31 dicembre. Si tratta di Trapani Kinisia, Palazzo San Gervasio (Pz) e Santa Maria Capua Vetere (Ce). "Il regime dei Cara si connota sempre piu’ per l’applicazione di detenzione amministrativa - afferma il giurista dell’Asgi - come dimostra l’utilizzo di un Cara come Salina Grande a Trapani in alcune sue parti, quali la palestra, come centro di detenzione per i migranti tunisini in attesa del rimpatrio".

Da Melting Pot Europa (http://www.meltingpot.org/articolo16793.html)



(01 Giugno 2011, Fonte )

venerdì 3 giugno 2011

Una amiga rusa de Berlusconi: "Silvio y yo estamos más cerca que nunca"

15/apr/2011 - Silvio Berlusconi está acusado de pagar por mantener relaciones sexuales con una joven menor de edad. Pero una mujer rusa afirma que se trata de una historia inventada. RT desvela la vida personal del primer ministro italiano en una entrevista exclusiva con Raísa Skórkina, a quien llaman la "amante rusa" de Berlusconi.



Non ho parole...proprio una brava attrice! Come garantirsi un futuro senza problemi economici imparando alla perfezione la storiella e seguendo alla lettera le finte promesse del premier, magari credendoci anche. Quasi quasi viene anche a me da credere alle favole e al principe azzurro (della menzogna)! Ma il 2013 non è lontano, vedremo se da quella data i 2 piccioncini andranno a vivere insieme veramente...

giovedì 2 giugno 2011

2 giugno: anche quest'anno sfila crocerossina 'preferita' da Berlusconi

La crocerossina e indossatrice Barbara Lamuraglia,
che con la sua bellezza ed eleganza ha 'risvegliato' il
satiro premier nel giorno della Festa della Repubblica.

Roma, 2 giu. - (Adnkronos) - Si e' alzato in piedi, sorridente, e si e' anche aggiustato la cravatta il premier Silvio Berlusconi all'annuncio dagli altoparlanti, durante la parata ai Fori, dell'arrivo delle crocerossine. La premura del Cavaliere e' stata 'ripagata'. A sfilare, infatti, c'era anche Barbara Lamuraglia, la bella crocerossina, gia' stata oggetto lo scorso anno delle attenzioni del presidente del Consiglio. Questa volta, pero', la 'protagonista' dello scorso anno non era in prima fila ma defilata e parzialmente mimetizzata da una grande bandiera tricolore.

Resistenza ironica

Ricordate il comportamento di Berlusconi al G8, quando va a 'frignare' da Obama dicendogli che è perseguitato dai giudici? Un notizia che ovviamente ha fatto il giro del mondo. Ecco 2 commenti al riguardo, rubati dal web, che secondo me sono da incorrniciare (soprattutto la risposta), ovviamente per motivi diversi...Ah, notare nel primo commento l'iniziale maiuscola della parola 'lui'.


Anonimo ha detto...

    Chi ama l'Italia e i cittadini italiani....non pubblica queste schifezze!!!
    In Francia, Germania non lo farebbero mai!!!! Sarebbero tutti uniti a fianco del Presidente!!!
    Poi....in politica interna si può anche criticare!!! Altrimenti si dimostra disprezzo per i cittadini che

    lo hanno eletto e credono in Lui. Se abbiamo poca credibilità a livello internazionale è anche grazie
    al vostro comportamento!!! E non pensate che voi o noi siamo molto diversi da Lui!! SIAMO
    ITALIANI. WIWA L'ITALIA!

Anonimo ha detto...

    Si ok WIWA L'ITALIA, ora però posa la bottiglia, l'alcool non è una soluzione.


Semplicemente esilarante! :-D

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