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lunedì 1 ottobre 2012

Grillo contro tutti 22 settembre 2012 (integrale)

Grillo a Parma: "Questa classe politica è figlia dell'informazione schiava"
"Casaleggio? Dietro di me ci sono io". Poi l'affondo contro i giornali: "In Italia non c'è informazione libera. A parte Il Fatto quotidiano". La legge elettorale? "I partiti facciano ciò che vogliono, tanto verranno spazzati via". Poi una richiesta di referendum sull'euro.
Torna dopo tre mesi, Beppe Grillo, in quel piazzale della Pace di Parma che aprì ai suoi ragazzi le porte del palazzo comunale. Quella sera il Movimento Cinque stelle capì che con buona probabilità avrebbe governato. Oggi, dopo tre mesi, è un'altra cosa, un altro appuntamento. Un altro argomento, quello dell'inceneritore. Ma la piazza non è piena come allora. Centinaia di persone, ma non è una ressa, come ci si sarebbe aspettati.
Da http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/22/grillo-a-parma-questa-classe-politica-e-figlia-dellinformazione-schiava/360265/




sabato 29 settembre 2012

Grillo: "La rabbia italiana potrebbe fare impallidire quella spagnola"

Un Paese sull'orlo di una crisi di nervi 
Negli scontri di Madrid tra i manifestanti e la Polizia davanti al Parlamento c'era qualcosa di nuovo. Le immagini non trasmettevano solo le cariche, le manganellate, i corpi di persone incoscienti trascinate di peso a cui ormai siamo abituati, ma un clima da guerra civile. I manifestanti avanzavano indifferenti ai colpi, non si curavano delle conseguenze, delle denunce e della galera. Non erano black block, ma gente normale con la faccia rassicurante del vicino di casa senza più niente da perdere. Avevano la stessa faccia dell'operaio dell'ALCOA che a Roma si diceva disposto a morire piuttosto che rinunciare al posto di lavoro che gli consente di mantenere la famiglia o la disperazione dei lavoratori dell'ILVA che sanno di barattare un misero stipendio con la salute e con la morte dei loro stessi figli. Non sono solo le aziende italiane a chiudere o a fuggire in Europa per sopravvivere, anche le multinazionali se ne vanno o tagliano il personale come la Fnac e la McDonald. Licenziano centinaia di persone, un numero che ormai non viene nemmeno preso in considerazione dai media, non fa più notizia.
La rabbia spagnola è contro le misure del governo, contro una povertà che si credeva superata per sempre, contro la politica della BCE, non è rivolta contro le ruberie dei politici, contro uno Stato predone e arrogante, contro leggi disegnate su misura dai parlamentari per rubare nella legalità. Rajoy e il suo predecessore Zapatero non sono accusati di truffa, malversazioni, corruzione, appropriazione indebita. Eppure, negli occhi degli spagnoli alla Puerta del Sol che gridavano "No nos rapresentan!" o "La voce del popolo non è fuorilegge", c'era una rabbia che mi ha ricordato la folla fuori dal palazzo di Ceaucescu prima che fuggisse in elicottero diretto verso la sua fine. In Italia i politici hanno persino lo stomaco, dopo decenni di silenzio, al presagire dei forconi alle porte, di dichiarare di voler urgentemente una legge anti corruzione, di cambiare la legge elettorale, di ridurre gli stipendi dei politici, di abolire i vitalizi parlamentari. Meretrici pitturate che si fingono vergini per proporre un nuovo matrimonio ai cittadini. Nessuno ammette le proprie colpe, nessuno lascia la poltrona spontaneamente senza l'intervento della magistratura, nessuno denuncia il collega corrotto, nessuno rinuncia all'ultimo euro rubato "a norma di legge" alla collettività. Intanto il corpaccione dell'Italia si muove sempre più lentamente, ondeggia, barcolla. Si tiene ancora in piedi, ma senza ragione apparente, come un vecchio ubriaco prima di collassare, all'improvviso. Rigor Montis è tornato dagli Stati Uniti con in tasca il reincarico, mentre coloro che hanno affossato l'Italia negli ultimi decenni, si propongono senza pudore come salvatori sugli schermi televisivi intervistati dai loro servi. La rabbia italiana potrebbe fare impallidire quella spagnola. Dio fa impazzire coloro che vuole perdere.


Fonte:  beppegrillo.it

giovedì 22 settembre 2011

Vendola sul salvataggio di Milanese: "l'Italia pagherà molto cara ogni ora in più di questo governo".

"Pffffui...stavolta m'è andata bene!". Dev'essere quello che ha
  pensato oggi l'On. Marco Milanese subito dopo il voto del

  Parlamento che lo ha salvato dall'arresto per soli 7 voti.

Una Camera dei Deputati blindata, per metà ostaggio della casta, salva l'On. Milanese, difendendo così di fatto la corruzione di Stato e prolungando l'agonia di un governo Berlusconi ormai inutile e dannoso per il Paese.

mercoledì 20 luglio 2011

Io sono Spider Truman: oggi ho deciso di svelare la mia vera identità


Spider Truman è tutti noi, è la voce del popolo, in particolare quello della rete, e quando un popolo s'incazza non ce n'è per nessuno...
Un popolo incazzato e unito è come un fiume in piena che travolge tutto e tutti, un caterpillar in corsa che non è facile da fermare...
Privilegiati della casta, campioni di malcostume, la vostra ora è giunta, avete finito di spassarvela alle nostre spalle, di prenderci in giro con la vostra dialettica di menzogne...
Chi ha la coscienza sporca cominci pure a tremare, perchè non finirà tanto presto...Voi non mollerete, noi neanche...Vedremo chi la spunterà in questo tiro alla fune...E' un gioco al massacro dove un burrone attende chi oltrepasserà la linea bianca che ha davanti.



Malgrado dubbi e insinuazioni di illustri opinionisti, politici e commentatori, continuano ad arrivare migliaia di adesioni sul profilo di Spider Truman. Vogliono a tutti i costi sapere chi c'è dietro Spider Truman, intervistarlo, proporre progetti editoriali: tutti ad osannare il suo coraggio, poi con le buone o le cattive sapranno come metterlo a tacere. Dicono che ha manie di protagonismo, ma al tempo stesso pretendono che sveli la sua vera identità.
Editori, giornalisti, televisioni: centinaia di avvoltoi cercano di stanarlo.
Allora dico a questi signori, ai politici che siedono sulle poltrone, alle schiere di sgherri sguinzagliati nei corridoi di Montecitorio come nel mondo virtuale del Web: state attenti.
Spider Truman è lì vicino a voi.
Spider Truman è ovunque.
Spider Truman è ogni disoccupato che non trova lavoro perchè non ha santi in paradiso.
Spider Truman è ogni precario che viene struttato per 900 euro al mese e poi dopo anni e anni buttato in mezzo a una strada.
Spider Truman è ogni cassintegrato che deve sudare per arrivare a fine mese.
Spider Truman è ogni operaio sfruttato e malpagato per 40 anni alla catena di montaggio per un salario e una pensione da fame.
Spider Truman è ogni giovane costretto ad emigrare perchè gli hanno rubato il proprio futuro.
Spider Truman è ogni anziano costretto a sborsare decine di euro di ticket se ha la pretesa di andare in un ospedale.
Spider Truman è ogni uomo e ogni donna che a luglio ed agosto non può permettersi nemmeno una settimana al mare.
Spider Truman è uno, nessuno e centomila.
I suoi segreti possono imbarazzare i potenti, ma è l'indignazione popolare che alimenta il loro vero incubo.
Se avete paura di lui, significa che avete qualcosa da nascondere.
E allora fate bene ad aver paura, perchè presto ci riprenderemo ciò che ci spetta.
Ci riprenderemo la dignità. La giustizia. La democrazia.

Da un anonimo internet-point di una calda città italiana.

Spider Truman


Fonte

venerdì 1 luglio 2011

PDL, VOTI COMPRATI IN CALABRIA. LA PROVA AUDIO

ERA ORA! PIOVONO PROVE.
FALSI SONDAGGI E VOTI COMPRATI LA POLITICA DEL CENTRO DESTRA SI FA COSI'. RIFLESSIONE SUL DECANTATO 60% DI CONSENSO NAZIONALE (DEFINITO PLANETARIO) DEL PREMIER, PER IL QUALE ERA LEGITTIMATO A FARE DI TUTTO.
PRATICAMENTE SI è AUTO-REFERENZIATO.
MA QUESTO NOI LO SAPEVAMO ...
ALTRO CHE POPOLO SOVRANO … MA QUANTO FA SENSO?!?!
DEBORA BERGAMINI DISINVOLTA SENTE ... PARE ABITUATISSIMA :)


Fonte

L'assistente di Berlusconi intercettata mentre dice che i voti in Calabria li hanno comprati



COMMENTI:

A me sembra di vivere come in "the truman show"...qui è tutto finto!
71kiki 3 ore fa

Come ha detto stamattina Alfano? "Vogliamo diventare il partito degli onesti"....
nuncetos 3 ore fa

Questi sono da linciare in pubblica piazza!
nuncetos 3 ore fa

Cosa stiamo aspettando? RIVOLUZIONE!
Ivanxxx87 16 ore fa

lunedì 6 giugno 2011

Alfano iniziò la sua scalata politica grazie ai voti della mafia?


Nel 1996 l'attuale ministro della Giustizia ottenne quasi novemila voti alle regionali, risultando il primo dei non eletti. Intanto, nello stesso anno, si sposava la figlia del capo mafia di Palmi. Alle nozze Alfano era uno degli ospiti d'onore. Una videocassetta documenta il momento, dopo il taglio della torta, in cui l'attuale delfino del Cavaliere consegna agli sposi il suo regalo di nozze tra i saluti dei presenti. E' in questo frangente che spicca l'abbraccio e il bacio ossequiosi tra Alfano e il boss padre della sposa.

Il delfino del premier all'inizio aveva negato l'episodio, poi,  forse preoccupato per l'esistenza della prova video, ha ritrovato la memoria e si è giustificato dicendo di aver ricevuto l'invito dallo sposo e di non conoscere né la sposa né il padre. Viene da chiedersi se dopo quell'occasione li abbia poi conosciuti. In ogni caso è una strana ingenuità questa per un secchione come l'Angelino; a meno che le doti di intelligenza, scaltrezza e diplomazia nel suo caso non facciano il paio con altrettanti difetti di opportunismo, ipocrisia e servilismo.

Per il momento, ora che il Cavaliere ha deciso di nominare il fido Alfano Segretario Nazionale del partito, l'unica cosa certa è la continuità con la mala-politica del Pdl, se non altro perchè Berlusconi non smetterà di influenzare indirettamente i palazzi di Giustizia nel suo imperterrito e sotterraneo tentativo, alla Putin, di rendere questo paese meno democratico e prono al potere dei ricchi oligarchi. La domanda che ci si pone è la seguente: ma le elezioni perse dal centro-destra non sono servite a niente in vista di un cambiamento? Il popolo vi ha dato una mazzata sui denti e voi cosa fate? Continuate con i soliti giochetti? Ma allora, oltre che venduti, siete anche degli stupidi! Almeno in quest'occasione, prettamente dal punto di vista della tattica politica, ha ragione Scaiola quando dice che il Pdl va riformato dalle fondamenta. Si cominci allora col resettare Berlusconi e la sua politica. Le primarie e il cambiamento di nome del partito potrebbero essere i primi passi giusti in questa direzione; ma occorre anche, aggiungo io, mandare in pensione anticipata tutti quei politici di centro-destra che in questi ultimi anni hanno impersonato e sostenuto le bieche nefandezze del berlusconismo.

Purtroppo l'impressione mia è che quello che si sta facendo, e che si farà nel prossimo futuro, da parte della venduta casta berlusconiana, sia solo un cambiamento di facciata e non una vera metamorfosi:  i Lupi, si sa (ma anche i vari Gasparri, Santanchè, Paniz, Cosentino, La Russa, Gelmini, Capezzone, Straquadanio, Formigoni, ecc.) perdono il pelo ma non il vizio.

venerdì 20 maggio 2011

Da cosa deriva l'antipatia della destra?

Dalla sua tendenza a difendere gli interessi d'elite, a favorire i pochi sui tanti, a scendere nascostamente a patti con i poteri criminali pur di raggiungere i propri obiettivi.

NAPOLETANI (CHE AVETE VOTATO LETTIERI), SCUSATE LA FRANCHEZZA, MA SIETE PROPRIO DELLE TESTE DI CA$$O, DEI VENDUTI E PURE DEI DISONESTI!... AH, GIA', LO FATE PER PREMIARE BERLUSCONI CHE VI HA RISOLTO IL PROBLEMA DEI RIFIUTI... NO, NON MI PARE PROPRIO. ALLORA PERCHE' BARATTATE IL VOSTRO VOTO CON UN PEZZO DI PANE O UN'OFFERTA DI LAVORO A TERMINE?...NON AVETE UN MINIMO DI DIGNITA'? CERTO, DEV'ESSERE UN PRIVILEGIO INCOLLARE MANIFESTI ELETTORALI DELLA DESTRA ED ESSERE PURE PAGATI PER FARLO...TANTO POI QUALCUNO DEL PARTITO OPPOSTO LI IMBRATTERA' DI SCRITTE OSCENE...
MA A CHE VI  SERVONO QUESTE POCHE BRICIOLE? FRA 2 GIORNI, 2 SETTIMANE O 2 MESI SARETE DI NUOVO AFFAMATI E SENZA LAVORO, E PER DI PIU' SCHIAVI DI UN PRINCIPE CHE SI CHIAMA SILVIO BERLUSCONI O DI QUALCHE ALTRO PADRONE FINTAMENTE MAGNANIMO CHE VERRA' PER INGANNARVI. ORGANIZZATEVI INVECE, LA PARTE SANA DI VOI SI RIBELLI UNA VOLTA PER TUTTE! LETTIERI DICE: "NAPOLI MI HA DATO TANTO. ADESSO VOGLIO RESTITUIRE ALLA CITTA' TUTTO CIO' CHE POTRO". PERO' NON DICE CON QUALI SOLDI FARA' AI NAPOLETANI QUESTO SUO REGALO: CON QUELLI PERSONALI DI BERLUSCONI (NON CREDO) O QUELLI DELLA CAMORRA? PERCHE' ALTRI SOLDI NON CE NE SONO. LE CASSE DELLO STATO SONO VUOTE, E' ORA DI RENDERCENE CONTO. NON FIDATEVI DEL RICCONE CHE VI PROMETTE DELLE FAVOLE, LA VERITA' E' CHE NESSUNO VI DARA' DI PIU' DI CIO' CHE  POTETE DARVI DA SOLI, TUTTI INSIEME...NON ASPETTATEVI NIENTE DAGLI ALTRI E TUTTO QUELLO CHE ARRIVERA' IN PIU', QUELLO SI' CHE SARA' UN VERO REGALO, POICHE' SARA' UN QUALCOSA DI INASPETTATO. AVETE TANTI PREGI VOI NAPOLETANI, NON MERITATE QUESTA CONTINUA SUBALTERNITA' O SUDDITANZA AL POTENTE DI TURNO. A CHE VI GIOVA SPARGERE IN MEZZO ALLA STRADA I RIFIUTI ACCUMULATI AI BORDI? SOLO A FARE UN LAVORO IN PIU' PERCHE POI QUALCUNO DOVRA' RIMETTERLI DI NUOVO DOV'ERANO. IL SOGNO E' FINITO, LE ILLUSIONI  DI ARRICCHIMENTO FACILE CHE VI HA INCULCATO LA CAMORRA E TANTI ANNI DI MALA-POLITICA, DIMENTICATELE....ANCHE L'ILLUSIONE DELLA DEMOCRAZIA IN ITALIA E' FINITA. SIATE RESPONSABILI DEL VOSTRO PRESENTE E  PROTAGONISTI DEL VOSTRO FUTURO! DATEVI DA FARE, NON LAMENTATEVI SOLO, RIMBOCCATEVI LE MANICHE, NON SIATE SUDDITI DENTRO, LIBERATEVI FINALMENTE DALLA MANIPOLAZIONE INSITA NELL'IDEA CHE CHI DETIENE IL CONTROLLO LOCALE LO FACCIA PER IL VOSTRO BENE, CHE SIA UNA SPECIE DI SIGNOROTTO ILLUMINATO AL VOSTRO SERVIZIO, E' UN CONCETTO SBAGLIATO CHE COLONIZZA LA VOSTRA MENTE DA TROPPO TEMPO!

sabato 14 maggio 2011

Tre domande sullo scudetto del Milan

Pato, goleador brasiliano del Milan.
Si vocifera che abbia una storia con
Marina Berlusconi, figlia del premier.
1. Come faceva Berlusconi ad essere così sicuro che il Milan vincesse lo scudetto?

2. Berlusconi aveva dichiarato qualche settimana fa che se il Milan avesse vinto lo scudetto, la vittoria del Pdl a Milano sarebbe stata scontata. Come mai? Forse per il voto indirettamente assicurato di migliaia di tifosi rossoneri in festa proprio alla vigilia delle elezioni?

3. Qualche settimana fa Leonardo, allenatore brasiliano dell'Inter, ha incontrato Berlusconi. Che si saranno detti?

Lascio a voi le conclusioni. Dico solo che un corruttore come B. perde il pelo ma non il vizio. Tanto più che lui e il Presidente dell'Inter Moratti (nonchè suocero della candidata sindaco di Milano), essendo entrambi imprenditori e appassionati di calcio, sono come culo e camicia. Già me lo sento il Cav. al telefono mentre dice: "Dai Massimo, se lasci vincere me quest'anno, l'anno prossimo lo scudetto è tuo....Così tua cognata diventa sindaco di Milano e siamo contenti tutti e due...Vedrai, ti prometto che l'anno prossimo lascio vincere te. E poi, se vince la Letizia ci guadagni anche tu, no? A Milano c'è in palio un business edilizio da milioni di euro, una montagna di cemento da piazzare che non possiamo permetterci di perdere. Non vorrai lasciare tutta la torta in mano solo a Ligresti? Se vince la sinistra metterà a tutti noi imprenditori i bastoni fra le ruote".

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2 COMMENTI TRATTI DAL SITO DELL'INTER FAN CLUB:

Ma i milanisti che oggi finalmente escono dai tombini fanno  davvero ridere...
Poi parlano di scam blablablabla...Proprio loro parlano...Coloro che hanno un presidente con tanti di quei  processi sulla testa e che controlla  l'informazione...Diciamo che questo scudetto l'ha ORDINATO il vostro caro presidente.....sento puzza di elezioni.....E  poi ora vi arriva anche Cristiano Ronaldo!!! Ahahahahah

Ahuauhua...Dai Berlusconi avrà sganciato bei dindini per  far vincere lo scudetto...


Fonte

giovedì 28 aprile 2011

Chi è il ministro Paolo Romani

Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani
Paolo Romani, l’autore del decreto che ha fatto conoscere al mondo la sudditanza del web italiano, non è un parvenu dei media, e sarebbe sbagliato pensare che dietro le sue azioni ci sia soltanto quell’arretratezza culturale che caratterizza molti altri esponenti del centrodestra.

Al contrario, l’uomo messo da Berlusconi al governo per difendere gli interessi di Mediaset in rapporto a ogni forma di concorrenza – da Sky al web – è un profondo conoscitore dei meccanismi economici che stanno dietro ogni modello di consumo audiovisivo, dall’audience alla pubblicità.

Milanese, classe 1947, Romani inizia prestissimo a occuparsi di emittenza privata, abbandonando l’università per fondare nel 1975 una delle prime «tv libere» – come si chiamavano allora – nate in Italia: Telelivorno, in seguito Tvl.

Tra i suoi compagni d’avventura, il futuro esponente radicale e poi di Forza Italia Marco Taradash e il futuro dirigente Mediaset Leonardo Pasquinelli.

Da quella prima esperienza pionieristica, Romani passa nel 1976 alla corte di Alberto Peruzzo, editore cartaceo che si è appena buttato nell’emittenza con quella che poi diventerà rete A, celebre per le televendite (da Wanna Marchi al testimonial del mobilificio Aiazzone, Guido Angeli), per la telenovela “Anche i ricchi piangono” e per aver ospitato un telegiornale firmato da Emilio Fede nel breve periodo in cui questi aveva già lasciato la Rai e non era ancora approdato a Fininvest.

A metà degli anni Ottanta Romani viene chiamato dall’imprenditore Salvatore Ligresti ai vertici di Telelombardia, di cui diventa amministratore delegato. Il mandato della proprietà è semplice: nella cosiddetta Milano da bere guidata dai socialisti – sulla quale Ligresti ha enormi interessi immobiliari – bisogna creare una televisione che pubblicizzi a ogni ora del giorno le realizzazioni in città del Psi di Paolo Pillitteri e del suo assessore all’urbanistica, Attilio Schemmari (anni dopo finiranno entrambi a San Vittore e verranno condannati per tangenti, mentre lo stesso Ligresti patteggerà due anni e quattro mesi per corruzione).

Così in via Bordoni 2, dove ha sede l’emittente, Romani chiama due giovani giornalisti d’area socialista, Biagio Longo (direttore) e Dario Carelli (caporedattore): i telegiornali sono un’ode senza soluzioni di continuità per Craxi e i suoi uomini, le interviste a Pillitteri si alternano a quelle a Schemmari, senza tralasciare gli altri papaveri del garofano meneghino, da Walter Armanini al rampante Mario Chiesa, che ottiene servizi video di quattro o cinque minuti ogni volta che il suo Pio Albergo Trivulzio inaugura una nuova sala.

Ma il ruolo di Romani non si esaurisce qui: tra i suoi compiti c’è anche quello di finanziare l’amante di Bettino Craxi, Anja Pieroni, a cui il segretario del Psi ha regalato una televisione locale a Roma, Gbr. Come funziona il meccanismo? Molto semplice: quando l’ex attrice ha bisogno di soldi li domanda a Bettino, che li chiede al suo amico Ligresti, il quale a sua volta ordina a Romani di acquistare un po’ di programmi prodotti da Gbr, non importa se belli o brutti, se interessanti o no per il pubblico di Milano e dintorni. Sicché gli spettatori milanesi o comaschi, attoniti, facendo zapping su Telelombardia trovano misteriosi approfondimenti sui nuovi negozi della Garbatella o sull’arrivo della primavera alla collina Fleming.


La trans Maurizia Paradiso
Nel 1992 Romani rompe bruscamente con Ligresti ma dispone ormai di know how e contanti sufficienti per diventare imprenditore in proprio. Così fonda una sua emittente, Lombardia 7, nota per i servizi a luci rosse attraverso il 144. Due anni dopo Lombardia 7 verrà condannata dal pretore di Monza per una trasmissione pornografica intitolata Vizi privati e pubbliche virtù, condotta dal transessuale Maurizia Paradiso. Ma quando arriva la sentenza, Romani è già volato altrove: ha venduto Lombardia 7 (che fallirà quattro anni dopo, sommersa da un mare di debiti) e grazie alle sue conoscenze nella concessionaria Publitalia 80 di Silvio Berlusconi è stato chiamato per una candidatura con Forza Italia, a Montecitorio, circoscrizione di Cinisello Balsamo.

È l’inizio di una brillante carriera che lo porterà alla presidenza della commissione Telecomunicazioni alla Camera e poi – nel 2008 – alla poltrona di viceministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni: dove, del tutto dimentico del suo passato di pornografo, arriverà a proporre l’istituzione di un sistema gestito dal ministero per avvisare i genitori via sms nel caso qualcuno in casa navighi in internet su siti a luci rosse.

Ma, sms a parte, è evidente che l’incarico alle Comunicazioni riveste un’importanza cruciale per gli interessi del capo: Romani deve occuparsi di tv in generale, di digitale terreste e ovviamente di rapporti con Sky. Un settore quest’ultimo in cui l’ex editore socialista offre per anni il meglio di sé, riducendo la pubblicità e aumentando le tasse al principale concorrente del Cavaliere, ritardando il più possibile il suo ingresso nel Dtt e imponendo alla Rai di oscurare molti eventi che prima mandava sul satellite per convincere con le buone o con le cattive i telespettatori a rinunciare alla padella in terrazzo e a preferire il decoder terrestre.

Un’opera svolta con una continuità impressionante e il più possibile senza clamore: un basso profilo che probabilmente non impedirà a Romani di passare alla storia come uno dei più utili e servizievoli tra i famigli del Cavaliere.

Cresciuto a pane e tv, di web Paolo Romani non sa moltissimo (una volta in un’intervista ad Alessandro Longo ha ammesso di non sapere neppure cos’era il decreto Pisanu), ma intuisce abbastanza per capire che si tratta di un terreno assai sensibile non solo per gli interessi del suo referente diretto – il proprietario di Mediaset – ma anche di altri poteri forti con cui è importante tenere rapporti. Ad esempio, se le frequenze lasciate libere dalla tv analogica venissero assegnate alle connessioni internet senza fili, si farebbe un grave sgarbo a Telecom, proprietaria delle rete telefonica in rame: molto meglio assegnare quindi quelle frequenze alle tv locali, chiedendo contemporaneamente a Telecom di assumere tra i suoi massimi dirigenti uomini vicini al premier (Piero Vigorelli) e controllando che a quelli di La7 non venga mai in mente di costituire un vero terzo polo indipendente. E che poi questa decisione danneggi gravemente la rete veloce – con tutte le sue potenzialità in termini economici per il Paese – a Romani sembra del tutto secondario.

Fra l’altro è curioso notare come il viceministro Romani trovi il tempo di procurarsi anche una poltrona meno prestigiosa ma assai funzionale, quella di assessore all’Expo 2015 al comune di Monza. Per amore dell’ameno capoluogo brianzolo? Sicuramente. Ma forse anche per l’esigenza di sistemare un problema che sta molto a cuore al premier, cioè stabilire una «variante» che ha permesso il raddoppio del valore (da 40 a 90 milioni di euro) di una proprietà del fratello del Cavaliere, un’area di 500 mila metri quadri detta la Cascinazza. «Era una spina nel fianco di Berlusconi» ha spiegato serenamente il viceministro assessore.

Un po’ come la rete, insomma.

(dal libro “I nemici della Rete”‘, Di Corinto-Gilioli, Rizzoli 2010)


Fonte

venerdì 18 marzo 2011

Affittopoli laziale: casa della Polverini sull'Aventino a 130 euro mensili

Secondo un'inchiesta dell'«Espresso», l'ex sindacalista e attuale governatrice del Lazio, ha usufruito di un contratto d'affitto decisamente privilegiato: 130 euro mensili per 15 anni; una cifra scandalosamente irrisoria per una casa popolare di 5 stanze sull'Aventino!
I soliti misteriosi privilegi dei politici? C'è da chiedersi: a chi deve questo regalo-benefit la Polverini? E cosa ha dovuto concedere come contropartita?

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ROMA - Anche Renata Polverini finisce al centro di «affittopoli». La governatrice del Lazio proprio l'altro ieri aveva istituito una «commissione ispettiva» sull'Ater (l'azienda dell'edilizia popolare) di Roma. Obiettivo: fare luce su eventuali abusi e favoritismi nei contratti di affitto e di vendita delle case pubbliche. Da settimane il centrodestra accusa la vecchia giunta Veltroni di aver svenduto case ad amici e amici di amici. Ma ieri, appena 24 ore dopo l'annuncio della linea dura, Renata Polverini si è ritrovata a sua volta sotto accusa. Tirata in ballo da un'inchiesta pubblicata sul sito Internet de l'Espresso.

Secondo la ricostruzione del settimanale (suffragata da certificati anagrafici), l'ex sindacalista per 15 anni, fino al 2004, ha avuto la propria residenza insieme al marito Massimo Cavicchioli in una casa dell'Ater in via Bramante, all'Aventino, quartiere extra lusso, usufruendo di un canone ultra-popolare: circa 130 euro al mese per 4 vani più bagno e cucina. E ancora oggi, sostiene il giornale, Cavicchioli risulta residente nell'appartamento.

Renata Polverini, cercata tramite la propria portavoce, ha preferito non commentare: «Domani (oggi per chi legge, ndr) forse parlerà di questa storia». La governatrice - secondo la ricostruzione de l'Espresso - dal settembre del 2004 abita e ha la propria residenza in un elegante appartamento a San Saba, altra zona extra lusso in pieno centro della Capitale. Si tratta di una casa acquistata nel 2002 dallo Ior: nove stanze, due box e tre balconi, pagata appena 272 mila euro (somma con la quale all'epoca a Roma si acquistavano sul mercato al massimo 70-75 metri fuori dal centro). E sempre nello stesso stabile aveva poi comprato nel 2004, quando ancora era residente nella casa Ater, un altro appartamento gemello, stavolta a 666 mila euro (valore sempre di molto inferiore rispetto ai prezzi di mercato), di proprietà di una società in affari con la Santa sede.

Non solo. Da inquilina delle case popolari, ricostruisce il settimanale, Renata Polverini, mentre stava scalando i vertici del sindacato Ugl fino a diventarne leader, dal 2001 era stata protagonista di una girandola di compravendite immobiliari (compreso un appartamento al Torrino ex Inpdap acquistato alle condizioni riservate agli inquilini, anche se lei non lo era), cessioni e donazioni con un vorticoso giro di centinaia di migliaia di euro. Insomma un tenore di vita ben diverso da quello che si richiede come requisito per usufruire dei canoni agevolati delle abitazioni popolari riservate a persone con redditi bassi e senza casa.

Ancora oggi sul citofono della casa di via Bramante si leggono tre cognomi: Polverini R.- Cavicchioli M. - Berardi (è la famiglia della suocera defunta della governatrice). «Non abitano più qui da tempo», dicono però gli altri inquilini. L'appartamento, a quanto pare, è vuoto. «Se le notizie riportate dall'Espresso fossero confermate, sarebbero molto gravi. Ci auguriamo che Renata Polverini faccia chiarezza al più presto», è il commento di Vincenzo Maruccio, dell'Italia dei Valori.

(Paolo Foschi, 18 marzo 2011, Fonte: corriere.it)

mercoledì 16 marzo 2011

Ora più che mai c'è bisogna di unità

¡EL PUEBLO UNIDO JAMÁS SERÁ VENCIDO!

La Unidad es condición de la Victoria... La canción de Quilapayun con imágenes de Oaxaca y del Movimiento que encabeza López Obrador.
Viva el comunismo y la libertad!

martedì 15 marzo 2011

La controffensiva mondiale delle destre

Cominciata nel mondo l'offensiva finale delle forze del male.

A 22 anni dalla caduta del muro di Berlino e dal crollo del blocco comunista sovietico, gli equilibri politico-ideologici nel mondo sono completamente saltati. Sta imperversando un putrido capitalismo di destra sempre più feroce e avido che vuole occupare a macchia d'olio tutti gli spazi fisici e di potere di questo pianeta. E' una situazione divenuta ormai insostenibile, causando l'aumento esponenziale delle ingiustizie socio-economiche in molti paesi.

Sembrerebbe che stiano vincendo le forze del male, la vile pecunia, l'assolutismo del potere, il nichilismo autoditruttivo e demoniaco insito nell'uomo...Se non fosse che, recentemente, un po' ovunque nel mondo stanno scoppiando rivolte popolari generalizzate che fanno ben sperare. Numerosi popoli finora trattati da sudditi senza facoltà di scelta, ridotti al silenzio, semi-schiavizzati, stanno aprendo finalmente gli occhi e fomentano la loro riscossa per riprendersi i diritti rubati.

Allora, facciamolo anche qui! Spazziamoli via questi affaristi fascisti senza scrupoli, questi economisti superbi e tuttologi, questi figli bastardi d'uomo e di parenti serpenti, via questi politici infedeli che parlano e operano al soldo del male! Precari! Disoccupati di tutto il mondo! Unitevi! Cominciamo col cancellare dall'Italia l'inchino all'oppio dei popoli...i responsabili delle numerose tangentopoli, parentopoli, vallettopoli, calciopoli, affittopoli, escortopoli, propagandopoli e paperopoli! E anche chi gioca a monopoli, va! Crepi l'avarizia...Facciamoli fuori o mettiamoli dentro e buttiamo via le chiavi...E poi...che non se ne parli più! Meno parole e più opere, insomma. Cominciamo a rimboccarci le maniche, tutti quanti insieme, perchè questo paese ha bisogno di essere ricostruito in senso morale e materiale...Perchè, come si sa, libertà è soprattutto...partecipazione!

giovedì 10 marzo 2011

... IL PARLAMENTO APPROVA


COSA SI NASCONDE DIETRO I RIPETUTI SUCCESSI DEL GOVERNO NELLE VOTAZIONI IN AULA? PERCHE' ULTIMAMENTE TUTTI I DECRETI LEGGE PRESENTATI IN PARLAMENTO PASSANO SEMPRE A MAGGIORANZA?!

Ecco la risposta: la legge in vigore prevede, dopo 5 anni di legislatura, un vitalizio mensile di circa 3000 € al mese per ogni deputato (presente e passato) che abbia effettuato almeno un giorno di lavoro. Perciò i nostri cari parlamentari voterebbero anche la lista aggiornata degli scarichi fognari della Repubblica pur di non far cadere questo governo e portare a termine i loro 5 anni di legislatura. Ed è lo stesso motivo per cui, nonostante le numerose pressioni, Berlusconi ancora non si è dimesso, sono gli stessi parlamentari a lisciargli il pelo e a sostenerlo in tutti i modi.

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345 parlamentari rischiano la pensione in caso di voto: Berlusconi è il primo a saperlo

La maggioranza a più riprese agita lo spauracchio delle elezioni anticipate, ma proprio tra le file di Pdl e della Lega si annida una vasta schiera di deputati e senatori che a tutto tendono meno che alle urne. Il perché? Presto detto: perché se si fermano ora, se lasciano il proprio scranno per tornare alle urne, perdono anche la pensione vitalizia che spetta ai parlamentari. E non hanno la certezza di essere rieletti.

Sono tutta quella schiera di onorevoli al primo mandato: in tutto 105 al Senato e 240 alla Camera. In totale 345 parlamentari. Solo nel primo ramo del Parlamento ce ne sono ben 40 del Pdl e 12 della Lega. E ora, a un passo da una crisi di governo annunciata e un governo tecnico auspicato, stringono tra le dita il proprio scranno, decisi a non abbandonarlo. E possono rappresentare l’ago della bilancia che deciderà il futuro del quarto governo Berlusconi. Tra di loro anche nomi celebri, come Giuseppe Ciarrapico e Giacomo Caliendo per il Pdl e la “bossiana” Rosy Mauro per la Lega.

Il punto è questo: a partire da questa legislatura non sono più sufficienti solo due anni e mezzo per ricevere il vitalizio della pensione da senatori e deputati ma almeno cinque, anche se collezionati in diverse fasi. Non solo. Visto e considerato che la legge elettorale vigente è ancora il “porcellum” di Roberto Calderoli, senatori e deputati vengono scelti dal partito e inseriti in lista in base alla decisione del candidato premier, che ha l’ultima parola su chi deve essere inserito e in quale posizione.

La paura di questi neo-onorevoli, quindi, non è solo non potersi garantire la ricca pensione grazie a questa legislatura, ma anche perdere l’unica occasione che si ha per avere la pensione, e non vedersi riconfermati in lista per la prossima tornata elettorale. E’ la paura, in particolare, di coloro che sono subentrati nel tempo ad altri colleghi di partito venuti meno oppure dimessi.

Tutta questa schiera di “impauriti” senatori e deputati, quindi, faranno di tutto pur di non far cadere il governo e lasciare il proprio scranno. Se proprio una crisi di governo non si potrà evitare, saranno anche disposti ad appoggiare qualsiasi maggioranza o “governo tecnico” per cambiare la legge elettorale vigente, e sperare almeno di potersi candidare liberamente ed essere eletti nella prossima legislatura.

C’è il siciliano Salvo Fleres, senatore del Pdl, che ha detto pubblicamente di voler tornare al maggioritario. E non solo lui. Le parole di un altro tra i 40 senatori del Pdl che rischiano la pensione sono chiare: “Se alla fine dovesse prevalere la decisione di rompere, di andare al voto – dice – diversi di noi credo passerebbero con Fli o con l’Udc”.

(5 ottobre 2010, Fonte)

Tutte le spese del premier in un articolo destinato a far discutere

9 marzo 2011

«Il Garante per la Privacy avvia un'attività istruttoria in merito alla pubblicazione, da parte di un quotidiano, di informazioni relative ad un estratto conto, ricondotto dal giornale al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi». A renderlo noto attraverso un comunicato è la stessa Autorità Garante. Questa la cronaca della giornata che nel pomeriggio pone evidentemente sotto i riflettori l'articolo del il Corriere della Sera dal titolo «Avvocati, donne, case e regali. Tutte le spese del Cavaliere».

Secondo l'articolo a firma Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella il premier avrebbe speso nel 2010 «dalle cravatte ai gioielli» ben 34 milioni di euro.

Il quotidiano di via Solferino tra le spese di maggior rilievo dal punto di vista mediatico riporta «562 mila euro a ragazze giovani e formose» e «100 mila euro alla rossa ex-concorrente del grande fratello, Angela Sozio». Poi ci sono altre spese per interventi presso il Castello di Paraggi e i 441 mila euro pagati all'avvocato del premier, Niccolò Ghedini.

Curiosità

Tra le curiosità di un uomo dal ricchissimo portafoglio come il presidente del Consiglio, che lo ricordiamo ha appena incassato dividendi per 127,5 milioni di euro, i 120 mila euro pagati al negozio preferito, la celebre firma delle cravatte, Marinella.

Il giornale diretto da Ferruccio de Bortoli segnala poi le spese fatte dal Ragionier Spinelli al centro dell'inchiesta dei magistrati per lo scandalo Ruby. E, ancora, le spese che lo stesso quotidiano definisce spiccioli per 10 milioni e 400 mila euro, cifra enorme, come possono apparire anche molte altre, ma che vanno comunque rapportate alle enormi ricchezze da vero e proprio "Paperone" del protagonista della vicenda.

Beneficenza

Di certo non manca fra le spese anche la beneficenza: 70 mila sono per esempio gli euro donati dal presidente del consiglio dei ministri per il restauro di una parrocchia, mentre 2.000 sono gli euro che Berlusconi ha donati ai Salesiani da cui il premier studiò da ragazzo. Aggiungasi poi i 40 mila euro dati in dono alla squadra di rugby dell'Aquila.

Polemiche a parte, e quelle generate da questo articolo del Corriere della Sera si preannunciano calde, è vero che a fare i conti in tasca ad un "miliardario" come il premier si rischia davvero di far girare la testa, specie a chi a tali cifre non è nè sarà mai avvezzo: il materiale emerso e soprattutto l'entità delle cifre è tale che, c'è da essere certi, favorevoli e contrari avranno di che discutere per giorni. (S.Bio.)

Fonte: IlSole24ore

giovedì 24 febbraio 2011

Deputato Pd denuncia tentata corruzione."Soldi per passare con Berlusconi"

Un oscuro personaggio contatta e tenta di "comprare" il deputato del PD Gino Bucchino con 150mila euro. Durante il colloquio avrebbe dichiarato di essere un emissario del coordinatore politico del Pdl Denis Verdini. Alle prossime elezioni bisognerà fare molta attenzione ai brogli, perchè questa gentaglia al potere ormai non ha più alcun ritegno.
Chi meglio di Verdini, che ha già una condanna per corruzione e che quindi è "bruciato", poteva tirare le fila di questo progetto di compravendita di parlamentari in nome del governo Berlusconi? Ma il nome del cavaliere non verrà mai fuori, è questa la tacita regola, ovviamente.

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Gino Bucchino, 62 anni, racconta di essere stato avvicinato da un giovane di Rifondazione socialista. "Mi ha detto: passa nei responsabili, per te 150mila euro e la rielezione. Garantisce Verdini". Casini: "Stupirsi? Conosco altri 20 casi". Il coordinatore Pdl: "Mai conosciuto Bucchino. E Casini mi porti i nomi".

ROMA - Gli avrebbero garantito 150mila euro e la certa rielezione in cambio del salto della staccionata per passare tra i "responsabili" a sostegno della maggioranza. Gino Bucchino, 62 anni, medico, residente in Canada ed eletto nella circoscrizione Nord e Centro America nelle liste del Pd, denuncia il tentativo di corruzione subito in conferenza stampa a Montecitorio. Garante dell'operazione, nelle parole del deputato Pd, il coordinatore Pdl Denis Verdini, che subito dopo la rivelazione nega di aver mai conosciuto Bucchino. Primo, sarcastico commento di Pier Ferdinando Casini: "Perché vi stupite? Se volete vi porto altri 20 di questi esempi". Franceschini: "Bucchino è persona seria e rigorosa. Il suo è un atto di coraggio".

Bucchino rivela di avere ricevuto l'offerta da un giovane aderente a Rifondazione Socialista, che gli avrebbe fatto il nome del coordinatore Pdl Denis Verdini quale referente dell'operazione. Bucchino non fa il nome del latore della proposta, riservandosi di rivelarlo al magistrato in caso di convocazione. Racconta che il giovane lo ha contattato circa tre settimane fa, proponendogli un incontro per sottoporgli un "importante progetto".

"Ci siamo visti il giorno dopo, in piazza San Silvestro - prosegue Bucchino nel suo racconto -. Lui è andato subito al sodo, senza perdersi in troppi giri di parole: 'questo Paese è in difficoltà e, piaccia o meno, può andare avanti solo sotto la guida di Berlusconi. Nel gruppo dei Responsabili c'è bisogno di gente di sinistra, proprio come te, che mantengano le proprie idee e la loro impostazione politica".

Per piegare la sua resistenza morale, il sedicente esponente di Rifondazione Socialista gli avrebbe detto: "Non devi rinunciare alle tue idee. Ma tu nel Pd non hai incarichi particolari... Con noi puoi far sentire la tua voce... Poi ci sarà una distribuzione di incarichi...". A seguire, i 150mila euro come contributo per le spese e l'assicurazione della rielezione. "E chi me lo garantisce?" avrebbe chiesto Bucchino. E l'altro: "Denis Verdini. Ne ho parlato con lui fino alle due di questa notte".

"Io - puntualizza Bucchino - ho ascoltato e non ho detto nulla. Lui allora mi ha chiesto di pensarci su e di dargli una risposta entro 24-48 ore. Di questa faccenda poi ne ho parlato con i miei collaboratori, ho messo al corrente i miei amici e alla fine ho mandato un sms a questo esponente di Rifondazione socialista, dicendogli che non ero interessato. L'ho ringraziato e la cosa è finita lì".

Il parlamentare democratico ha deciso di non rivolgersi all'autorità giudiziaria e di aver preferito una conferenza stampa "per fare una denuncia politica. Non ho intenzione di rivelare il nome della persona che mi ha contattato. Non ho grande esperienza di queste faccende ma se venissi convocato rivelerei l'identità della persona in questione. Finora non ho voluto raccontare questa storia per un importantissimo motivo: mio padre era molto malato e avevo altro a cui pensare. Ora che purtroppo è deceduto ho denunciato l'accaduto".

Denis Verdini replica alle accuse negando di conoscere Bucchino o che qualcuno lo abbia mai contattato a suo nome. "Ancora una volta - afferma il coordinatore Pdl in una nota - si cerca di trasformare quello che dal 14 dicembre scorso è un problema politico per l'opposizione in un inesistente caso di compravendita di parlamentari. Prima ha tentato Fini, seguito a ruota dalla sinistra, oggi l'on. Gino Bucchino, cui ha subito fatto seguito Casini. Ebbene: io non so chi sia l'on. Bucchino, non so quindi chi possa averlo contattato e avvicinato a mio nome. Di certo la notizia di denaro offerto in cambio di adesioni a gruppi che sostengono la maggioranza di governo è totalmente destituita di fondamento. E avverto fin d'ora che denuncerò chiunque propaghi certe menzogne. Quanto all'on. Casini, faccia i 20 nomi che dice. Sono qui che aspetto di leggerli".

Cadono dalle nuvole anche quelli di Rifondazione Socialista, il movimento politico fondato da Filippo Fiandrotti, ex deputato lombardiano torinese. Ed è proprio Fiandrotti a smentisce categoricamente. "Diffido chiunque dall'usare il nome di Rifondazione Socialista - dice, interpellato al telefono -. Bucchino? ma chi è 'sto pazzo... Quel che dice questo signore è impossibile. Rifondazione Socialista l'ho fondata io e, a onor del vero, non esiste neppure più. Siamo confluiti nel Pd come componente culturale, con Fassino e Valdo Spini". Ma allora cos'è avvenuto? "Probabilmente qualcuno usa il nostro nome per fare i comodi suoi".

Mario Pepe, il deputato Pdl che, per la maggioranza, ha 'orchestrato' in Transatlantico la nascita dei Responsabili, bolla come "molto sospetta" la denuncia del deputato del Pd. Bucchino, osserva Pepe, "non è mai stato nell'elenco" di quei "malpancisti" dell'opposizione da contattare. "Non so chi è - dice Pepe -, non so dove è stato eletto, non so nemmeno che faccia ha. E poi, perché proprio ora che la maggioranza si è già rafforzata? Che senso ha?". I responsabili, sottolinea Pepe, sono "gente che ha molta dignità, che ha abbandonato l'opposizione già prima del 14 dicembre, altro che compravendita".

Sulla credibilità di Gino Bucchino garantisce invece il capogruppo Pd alla Camera, Dario Franceschini. "E' una persona seria e rigorosa. La sua denuncia è un atto di coraggio e fornisce la prova della vergognosa campagna messa in atto per ricostruire numericamente una maggioranza che la politica ha già demolito".

Fonte

lunedì 17 gennaio 2011

WikiLeaks: conti segreti offshore ultra-milionari di 40 politici

L'ex-banchiere Rudolf Elmer
Londra - Dopo la "Lista Falciani" potrebbe essere rivelata la "Lista WikiLeaks", visto che domani un ex direttore della filiale alle Cayman della "Julius Baer" consegnerà a Julian Assange due CD con 2.000 nomi, tra cui "almeno 40 di politici".

Dopo Hervé Falciani, che aveva sottratto al gruppo bancario inglese Hsbc dove lavorava una lista di 6mila contribuenti "evasori fiscali", ecco che un'altro dipendente di banca, Rudolf Elmer, intende svelare i nomi di chi possiede conti segreti offshore per evadere le tasse nel proprio Paese. Come Hervé Falciani (Lista Falciani e il sistema opaco delle banche. Anche VIP indagati - http://tinyurl.com/5rgqt3m), anche l'ex direttore della filiale alle Cayman della importante "Julius Baer" Rudolf Elmer sembra essere mosso da una sete di giustizia, spiegando al domenicale britannico "The Observer" che l'ha intervistato che vuole "render pubbliche queste informazioni per educare la società". E anche per questo motivo si è affidato a WikiLeaks, a cui consegnerà due CD contenenti circa 2.000 nomi tra cui "almeno 40 di politici" che "usavano lo schermo di segretezza offerto dalle banche offshore per evitare di pagare le tasse", spiega sempre l'ex banchiere (La Stampa - http://tinyurl.com/5unpwa3). I dati che saranno consegnati domani al Frontline Club di Londra, l'istituzione di giornalisti che ha ospitato Julian Assange prima dell'arresto, sono relativi a ben 3 istituti finanziari e vanno dal 1990 e 2009. "WikiLeaks esaminerà i dati e se troverà casi reali di evasione fiscale procederà alla pubblicazione" ha però sottolineato Rudolf Elmer al giornale svizzero Sonntag. Alla consegna dei CD dovrebbe essere presente lo stesso Julian Assange. Rudolf Elmer già nel 2007 consegnò a Julian Assange una lista di 15 nomi, che finora non sono stati mai diffusi, come quelli di una grossa istituzione finanziaria americana, probabilmente la Bank of America, che WikiLeaks tiene forse nel cassetto pronto a divulgarla se si trovasse in una situazione di pericolo. L'ex dipendente della "Julius Baer" fu licenziato nel 2002 e tra 3 giorni (19 gennaio) si dovrà presentare davanti alla magistratura svizzera per violazione del segreto bancario.

(Jessica Montani, Fonte)

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