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sabato 7 febbraio 2015

Come ci manipolano in tempi di crisi?

Come ci manipola il NWO, come manovra l'apparentemente multicratico, complesso e variopinto mondo dell'informazione? Semplice, imponendo norme aziendali ad hoc, una su tutte quella della competitività, e poi soprattutto con lo zuccherino dei premi produzione ai giornalisti. Se tu, giornalista, non hai le spalle dritte, se sei economicamente ricattabile, troppo attaccato al denaro o bisognoso di esso, ma soprattutto se non hai valori e idee chiare su cio' che è giusto e cio' che è sbagliato, a questo punto, al giorno d'oggi, diventi pedina essenziale del "sistema" e fai carriera solo in quanto manipolabile. Tu, lavoratore dell'informazione, vedi che facendo e parlando in un certo modo ti pagano, e così continui a fare e a parlare in quel modo, senza renderti conto che è proprio grazie a quel salario che legittimamente rivendichi (e qui si potrebbe inserire il tema dell'importanza cruciale in tempi di crisi di un reddito di cittadinanza), dicevo, è tramite quel salario che per te rappresenta la doverosa contropartita alle fatiche del tuo lavoro, che in realtà ti manipolano. Te ne renderesti subito conto se smettessi di obbedire ai dictat normativi dei caporedattori, ma non lo fai perchè sei in trappola. E' successo ad alcuni giornalisti Rai, che hanno avuto il coraggio di dire no e che sono stati istantaneamente sostituiti, messi alla porta, licenziati o costretti a dimettersi con la scusa di non aver rispettato le regole. Ma quali regole? Quelle dettate dal NWO! E qui si torna al punto, chi fa le regole? Non i cittadini ma pochi ricchi e potenti padroni del mondo dell'economia e della finanza...

lunedì 22 aprile 2013

LA PROPAGANDA MASSMEDIATICA BERLUSCONIANA (SULLA SCIA DI GOEBBELS!)


Pena il licenziamento, i dipendenti delle aziende, organi di stampa e televisioni controllate dalla famiglia Berlusconi sono tenuti ai seguenti obblighi:

1. Mostrare ristoranti e supermercati sempre pieni e che buona parte degli italiani va ancora in vacanza.
2. Alla vigilia di festività nazionali i meteo devono sempre prevedere bel tempo.
3. Mostrare Bersani come un fallito, un comunista e un tonto.
4. Berlusconi è bello, intelligente giovane e in gamba e quindi vanno messe in onda inquadrature di lui sempre sorridente e vincente. Anche le sue aziende sono sempre in attivo.
5. Se si parla o scrive di Grillo e del suo movimento parlarne o scriverne sempre male, mettendone in evidenza solo gli aspetti negativi. Ad esempio, mostrare il M5S come un gruppuscolo di esagitati guidati da uno squilibrato populista e antidemocratico.  
6. Pubblicare foto di Grillo sempre con espressioni del viso brutte e mostruose.
7. Invitare alle trasmissioni televisive d'argomento politico o ai talk show sempre qualcuno che parli male di Grillo e del M5S.
8. Libertà di informazione significa dar sempre ragione a quei giornalisti che aggrediscono Grillo per strada, sostenendo poi che lui si sottrae al confronto.
9. Parlare il meno possibile di Casaleggio e se lo si fa metterne in evidenza gli aspetti ambigui, come una sua ipotetica appartenenza alla massoneria.
10. Parlare il meno possibile di problemi occupazionali e disoccupazione, sostenendo che quest'ultima permane entro parametri di media europea.
11. Non occuparsi dei problemi degli stranieri immigrati.
12. Non riferire notizie riguardanti eventuali minacce a giudici che si occupano dei processi di Berlusconi.
13. Non parlare mai dell'attuale fallimento economico del paese.
14. l comunisti non esistono più o quei pochi rimasti sono isolati e in via di estinzione.
15. Non dare notizie o comunque parlare sempre male di quei paesi stranieri che hanno abbracciato sistemi politici di tipo socialista-comunista.

sabato 9 marzo 2013

CONTRO LA MANIPOLAZIONE MASS-MEDIATICA!


Propongo una raccolta di firme per l'istituzione del reato di diffamazione giornalistica a mezzo mass-media, non solo a carico della fonte primaria della falsa notizia ma anche per tutti coloro che la diffondono e che utilizzano questa falsa fonte senza assicurarsi della sua veridicità. Ovviamente, ripeto, questa norma va resa applicabile solo ai mass-media, alle grandi testate giornalistiche e televisive a diffusione nazionale, per limitarne il potenziale manipolativo, e non deve interessare i piccoli blogger indipendenti che sono invece fonte e garanzia di pluralismo e democrazia diretta.

domenica 2 dicembre 2012

¿Por qué no nos callamos? - Yolanda Castro, jurista y periodista

Pubblicato in data 30/nov/2012

Y. Castro aborda la ideología única de los medios, con referencias al tratamiento mediático sobre Cuba. Cumbre Alternativa "La Hora de los Pueblos". Puerto Real (Cádiz), 16 y 17 de noviembre de 2012. Seminario "¿Por qué no nos callamos?".


sabato 18 agosto 2012

"Lo que no te cuentan sobre Siria" [Conferencia completa]

"Lo que no te cuentan sobre Siria - Repetición del mismo guión que en Libia"
(Alfrredo Embid)

Conferencia en el Ateneo Científico, Artístico y Literario de Madrid.
Invitado por la sección de pensamiento marginal.
4 de Diciembre de 2011


venerdì 3 agosto 2012

Eccola, la manipolazione mediatica made in USA!

Negli Stati Uniti c'è sempre piu' fiction e sempre meno realtà. Uno degli ultimi esempi: la reazione sulle prime divertita degli spettatori di un cinema di Denver dove, durante la prima di Batman, un giovane mascherato è entrato armato e ha fatto una strage. L'unico modo per dire la verita' in USA sembra ormai quello dei film. E' forse questa l'unica libertà rimasta, quella di trasformare tutto in fantasia, distogliendo l'attenzione dalla realtà e disinnescando così la potenza dirompente della verita!

Scena tratta da "Wag The Dog" (“Sesso e Potere”, 1997) 

Great movie about manipulation in media, what you see is actually NOT what's happening...Same old story all over the world.

giovedì 2 agosto 2012

Cia e Mossad: prima la campagna mediatica poi la guerra


di Giancarlo Chetoni

Per capire l’origine delle “rivolte popolari” che secondo i media dell’Occidente starebbero trascinando nel caos la presidenza di Bashar al Assad occorre risalire al 25 febbraio di quest’anno quando passato il Canale di Suez approdano nel porto siriano di Latakia la fregata Alvand e la nave appoggio Kharg della Repubblica Islamica dell’Iran.
Una delle gazzette-internet, a cui non ci va di fare propaganda, legata all’intelligence di Usa e “Israele” ne anticiperà la destinazione finale il giorno 16 aprendo così : “… l’accordo passato sotto silenzio in Europa è di quelli che cambiano la geopolitica del Mediterraneo, perché nave dopo nave Teheran costruirà la sua prima base in Medio-Oriente. Dalla fine di febbraio Iran e Siria si impegneranno a lavorare alla costruzione di un porto di appoggio per la marina militare di Ahmadinejad. La base stando a quanto previsto avrà anche un deposito di armi che sarà gestito dalla Guardia Rivoluzionaria Pasdaran. Si partirà dall’allargamento delle strutture per poi passare all’abbassamento del fondo marino (dragaggio ndr) e all’installazione di tutta la strumentazione necessaria a trasformare la zona in area militare. In questo modo potranno presto attraccare anche i sommergibili iraniani. Teheran sarà in grado di gestire con questo accordo da nord e da est un possibile conflitto con Israele. L’Iran ora è a soli 287 km dal confine con Israele…”.
Il tono allarmato dell’ “informatore” che ha redatto l’articolo non fa altro che portare allo scoperto, l’urgente necessità di Cia e Mossad di accendere la miccia per il “fuoco alle polveri” di una campagna di stampa “internazionale” contro il presidente Bashar al Assad.
Obama, dal canto suo, minaccerà le prime sanzioni unilaterali contro la Siria già da gennaio e le applicherà a marzo, dopo aver dichiarato, dalla Casa Bianca, che Damasco rappresenta una minaccia di straordinaria gravità per gli interessi degli Stati Uniti.
Naturalmente la responsabilità dell’approdo delle navi militari iraniane a Latakia sarà scaricato anche sull’Egitto del dopo Mubarak e su Hamas che per celebrare l’avvenimento - si sosterrà in un numero successivo - il 24 febbraio sparerà una grandinata di razzi sul Negev.
Si farà in tempo a ricordare, sul web, che il porto siriano è a una distanza di soli 72 km da quello di Tartus dove è in costruzione una base di appoggio navale per Mosca e dare allarmato risalto anche all’acquisto da parte di Damasco di 76 missili antinave Yakhont con un raggio operativo di 300 km capaci di forare la più sofistica difesa navale Usa (Aegis ndr) e di creare il vuoto anche sulle rotte delle unità navali militari e commerciali di “Israele”.
Notizia corrispondente a verità ma che omette di rivelare i retroscena dell’acquisto siriano.
Una cessione autorizzata con molti mal di pancia da Medvedev.
L’Iran, dal canto suo, ha elaborato un missile balistico per impiego navale il “Khalije Fars” altrettanto veloce (mach 3) ed accurato nella fase finale di volo, con eguale portata in miglia marine ma con un potere di distruzione a bersaglio 3 volte superiore a quello fornito dalla Russia a Damasco dopo un lungo tira e molla che ha visto prevalere l’apparato industriale e militare che sostiene il premier Putin sulla “melina-niet” di Medvedev.
Una tecnologia che inevitabilmente finirà per arrivare nelle mani delle forze armate della Siria.
La testata bellica del “Khalije Fars” è di 650 kg contro i 220-230 kg delloYakhont.
Insomma nelle stanze del Cremlino si mastica amaro, da una parte contro il “kombinat” e quello che in Occidente viene sprezzatamene definito il “clan dei siloviki” e dall’altra per i crescenti successi militari dell’ Iran.
La Siria sta gettando le basi di un sonoro rafforzamento della sua deterrenza. Il Paese di Bashar al Assad acquisisce la capacità di prendere decisioni politiche più confacenti alla sua strategia militare nel Vicino Oriente.
La pluridecennale collaborazione militare tra i due Paesi che ha continuato a funzionare alla perfezione con la presidenza Putin manifesterà i primi inciampi con l’ex di Gazprom nel 2009 dopo il rifiuto del Cremlino di consegnare alla Siria l’Iskander B.
Un missile terra-terra estremamente avanzato capace di colpire con un cep di 5-10 metri qualunque obbiettivo militare in “Israele” oltre che di superare ogni contromisura elettronica per l’intercettazione in volo con un carico bellico di 1.000 kg .
Un’arma - secondo l’allora governo Olmert - sufficiente a modificare in profondità gli equilibri militari nel Vicino e Medio Oriente. Cosa non lontana dal vero se fosse stato fornito da Mosca a Damasco in quantità numeriche adeguate.
L’Iran, legato da un patto militare con la Siria, ha costruito alla periferia di Hama e Dayr az Zawr due fabbriche che sfornano ogni anno decine di missili balistici M 600, su piattaforme mobili, capaci di colpire con una portata di 280-300 km e con ottima precisione a bersaglio dalla Giudea al Negev, tecnologicamente modellati sul “Fatah 110” con una carica bellica di 0.5 tonnellate.
Gli esperti militari indipendenti indicano la messa in campo annuale di 70-80 M 600. Insomma, se attaccata la Siria potrebbe portare, per la prima volta dal ’67, la guerra ben dentro il territorio nemico, a casa dell’aggressore. Dal canto suo l’Iran non farà niente per nascondere l’irritazione nata dalla decisione del Cremlino di vedersi negato il sistema di difesa aerea S 300 pm1- pm 2 che avrebbe permesso a Teheran di dormire sonni tranquilli anche in caso di un massiccio e protratto attacco aereonavale Usa e di ridicolizzare le ricorrenti minacce israeliane.
Decisione presa da Medvedev e che costerà alla Russia oltre 500 milioni di dollari di penali, in sede giudiziale internazionale, per omesso rispetto di un accordo commerciale sottoscritto in aggiunta alla perdita per mancate forniture militari per altri 850 milioni di dollari all’industria Npo Almaz e al kombinat Rosoboronoexport.
Le frizioni con Teheran arriveranno a impedire il sorvolo dell’Ilyuschin di Medvedev dello spazio aereo dell’Iran.
Il rallentamento nei lavori di ultimazione della centrale atomica di Bushekr, i problemi di avviamento dell’impianto da parte di Rosatom saranno interpretati da Teheran come facenti parte di un piano della presidenza pro-tempore di Mosca intenzionalmente diretto a rallentare il programma nucleare dell’Iran per le continue pressioni di Usa, Israele e cosiddetta “comunità internazionale”.
Pressioni che a Mosca, sotto la presidenza Medvedev, trovano con frequenza una solida accoglienza. Le motivazioni? Molte.
Lo Start, l’ingresso nel Wto, la manifesta incapacità del soggetto a guidare la Russia, l’aggressività, anche corruttiva (Eltsin docet) dell’Occidente, il “liberalismo” assorbito durante la permanenza a Gazprom con Andrey Miller, un ebreo tedesco.
Insomma, Medvedev come un bidone di vodka nelle stanze del Cremlino, anche se più presentabile di Eltsin.
Il 25 febbraio 2011 la Alvand e la Kharg arrivano a Latakia, Al Jazeera e Al Arabya cominceranno a lanciare i primi flash di disordini a Dara’a, in Siria, a un tiro di sputo dal confine con la Giordania, il 17 marzo.
Il mukhabarat di Abdallah, meglio conosciuto come “re caccola” inizierà a far muovere sul terreno di confine con la Siria gruppi armati di tagliagole e mercenari finanziati dai Saud.
Il 18 marzo arriveranno le prime notizie di una “rivolta popolare” nel sud della Siria,
A fine mese Abdallah durante una manifestazione pubblica riceverà la prima, inaspettata scarica di scarpe e pietre da giordani e palestinesi.
Nel Kurdistan Cia e Mossad recluteranno “volontari” da spostare sul confine est della Siria appoggiandosi alla logistica delle basi Usa in Iraq.
Damasco risponderà con la chiusura degli attraversamenti e il controllo delle linee di confine inviando blindati e unità scelte della Guardia Repubblicana a sud e a nord est di Damasco.
I tagliagole e i mercenari reclutati dai petrodollari wahabiti troveranno l’appoggio di qualche gruppo di opposizione locale. Qualche centinaio di miliziani. Mentre le principali città della Siria, Damasco in testa, saranno percorse da gigantesche manifestazioni di appoggio popolare a Bashar al Assad.
L’Alvan e il Kharg a Latakia segnano la fine definitiva delle speranze occidentali di poter staccare Damasco dall’alleanza politica e militare con Teheran, di isolare Hizbollah in Libano e ridurre la contestata influenza dell’Iran al solo Golfo Persico.
La campagna di stampa di Al Jazeera e Al Arabya e degli “internauti” contro la Siria scatterà con un sincronismo perfetto, che troverà sponda in tutti i media dell’Occidente e nei governi europei di Portogallo, Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia con Frattini in gran spolvero. Una campagna di stampa che sta andando avanti da mesi e segnala, a ben vedere, al di là delle intenti intimidatori e terroristici che persegue, rozzezze descrittive con accenti parossistici, un supporto visivo inesistente oltre ad una colossale confusione con inevitabili scivolamenti nell’improponibile e nel ridicolo.

24 giugno 2011 -  Fonte

giovedì 19 luglio 2012

Siria: non dimentichiamo quel che è successo in Libia!

HANNO COSTRUITO UN SET DELLA PIAZZA VERDE DI TRIPOLI (LA COSTRUZIONE DELLA NOTIZIA)

UNA CITTADINA ITALIANA CHE E' ANDATA IN LIBIA CI RACCONTA COSA HA VISTO.
http://www.albamediterranea.org



FALSIFICAZIONE STORICA E FICTION DELLA REALTA' (OLTRE LA MANIPOLAZIONE)

NIENTE E' MAI COME SEMBRA.



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"LE BUGIE SULLA LIBIA"

ENRICO GIARDINI per ALBAMEDITERRANEA.

domenica 22 gennaio 2012

¿No es hora de que el Gobierno cubano comience a pedir explicaciones por los muertos en España?

El pasado 19 de enero, fallecía en Santiago de Cuba el recluso Wilman Villar Mendoza. Inmediatamente, los medios internacionales divulgaban la versión de la llamada disidencia cubana, sostenida con fondos del Gobierno de EEUU. (22/gen/2012)

lunedì 3 ottobre 2011

EEUU financia software para invadir a Cuba de spam a través de celulares


La Habana, 2 oct. 2011 - Una firma de Maryland, obtuvo el contrato del Gobierno de EEUU para ejecutar un sistema informático capaz de bombardear 24 mil mensajes de texto semanales a usuarios de teléfonos celulares de Cuba, en franca violación de los convenios internacionales.

Según los términos del contrato, la empresa Washington Software, Inc. diseñará un sistema de mensajería de texto que no pueda ser bloqueado por las empresa cubana de telecomunicaciones, aunque contenga mensajes que atenten contra el país, denunció el blog Cuba Money Project, del periodista Tracey Eaton.

El software debe poseer técnicas de manipulación y sustitución de palabras clave en mensajes individuales para burlar la censura y las técnicas usadas deben incluir la posibilidad de añadir cambios únicos para evitar la detección de los mensajes que se envían en grandes cantidades a muchos suscriptores, consigna el contrato, según la fuente.

Esta gigantesca operación de ciberguerra, está patrocinada por la Junta de Gobernadores de Radiodifusión, o BBG, un órgano federal encargado de las comunicaciones radiales, entre ellas la agresión radial y televisiva contra Cuba.

La acción violará las leyes internacionales y amenaza con afectar seriamente el funcionamiento normal del servicio de SMS (mensajería de texto) ofrecido a los usuarios de celulares de la Isla, que alcanzan el millón de personas.

El 17 de agosto la BBG publicó la licitación para el proyecto que fue entregado el 21 de septiembre a Washington Software, Inc., con un contrato de base de 84 mil dólares durante el primer año, aunque el valor del mismo podría incrementarse a 464 mil 160 dólares.

Cuba Money Project reporta que antes de la concesión a favor de la empresa en Maryland, uno de los candidatos preguntó si la campaña era legal y la BBG respondió que no había que preocuparse por este “detalle”.

“La Agencia asume la responsabilidad por el contenido de los mensajes. El contratista asume toda la responsabilidad en virtud de este requisito y debe considerar todos los aspectos de este requisito”, según condiciones presentadas por la BBG.

El primer año de la operación de este proyecto de agresión de mensajes no deseados, se extiende desde 15 de septiembre del 2011 hasta el 14 de septiembre del 2012.

La BBG abarca todas las transmisiones civiles internacionales de los EE.UU., y bajo su control están la Voz de América (VOA), Radio Free Europe / Radio Liberty (RFE / RL), Radio Free Asia (RFA), Radio y TV Martí, y el Middle East Broadcasting Redes (MBN), Radio Sawa y televisión Alhurra.

Su misión es subvertir el orden, bajo el criterio de "promover la libertad y la democracia y mejorar la comprensión a través de la comunicación de noticias precisas, objetivas y equilibradas, mediante información y programación sobre Estados Unidos y el mundo, destinado al público extranjero", según asegura la institución en su sitio web bajo el título de “Nuestra Misión”. (AIN)


Fuente

martedì 3 maggio 2011

Bin Laden morto: la foto è un falso

Dal 2001 Bin Laden è morto già 9 volte...Che abbia 9 vite come i gatti? No, sono solo le meraviglie di Photoshop, come dimostra questo video. I padroni del mondo fanno perno sull'ignoranza e la pigrizia mentale della gente, secondo la regola che se inventi una notizia del tutto falsa ma eclatante e soprattutto molto attesa dalla gente, poi la ripeti più volte facendola rimbalzare tra i maggiori mass media del mondo, prima o poi la gente finirà per crederci. 

La foto di Osama Bin Laden morto è un clamoroso falso. La principale tv pachistana, che per prima aveva diffuso lo scatto, lo ha ammesso.

martedì 8 febbraio 2011

IL CEROTTO DEL BUGIARDO!


I cerotti di Berlusconi non corrispondono alla ferite.

Sonia Alfano: l'attentato a Berlusconi è un falso!

"Io ho cambiato parere sulla veridicita dell'attentato piu e piu volte ma dopo il 2 ottobre 2010, alla luce dell'altro attentato farlocco a Belpietro, non ho piu dubbi.
Mi chiedo cos'altro si inventeranno: un rapimento di Bonaiuti o uno stupro di Bondi?"
(peppolo55)

Aggressione Berlusconi: analisi immagini e dubbi attentato

Analisi delle immagini dell'aggressione subita dal premier italiano Silvio Berlusconi durante il convegno del PDL a Milano. Poche immagini ma essenziali per sollevare non pochi dubbi sulla veridicità dell' attentato al Presidente del Consiglio ....... o almeno su quello che ci hanno voluto far credere!!!




Ricostruzione dettagliata del finto attentato

mercoledì 24 novembre 2010

Schermaglie di guerra tra le 2 Coree


Ma guarda un po', i nostri media riportano la notizia dell'uccisione di 2 soldati sudcoreani durante un bombardamento dell'esercito della Corea del Nord, ma tace completamente sull'antefatto, cioè che la Corea de Sud aveva ripetutamente violato le acque territoriali nordcoreane. E come stupirsi delle dichiarazioni degli Stati Uniti, alleati di Seoul, che non escludono un attacco alla Corea del Nord? Sembra un film già visto...E intanto per l'ONU è tutto ok, come non fosse successo niente. Sarà un bene? Mah!

Ecco come viene riportata la notizia sui media cubani.

Corea del Norte responde a provocación militar surcoreana
Noviembre 23, 2010 - La República Popular Democrática de Corea (RPDC) denunció hoy que Surcorea disparó decenas de obuses hacia aguas jurisdiccionales de la parte Norte, provocación a la cual respondió, reporta Prensa Latina.

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