Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
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sabato 28 giugno 2014
giovedì 10 ottobre 2013
No alla deriva leghista del M5S
Cari Grillo e Casaleggio,
non sono d'accordo con la vostra linea contro
l'abolizione del reato d'immigrazione clandestina, date l'impressione di essere
dei bastian contrari a priori di fronte a tutte le proposte provenienti da
esponenti del PD e da Napolitano. Rischiate che la gente non vi capisca piu' e
alla fine non vi segua su queste vostre prese di posizione forzatamente
controcorrente.
E' chiaro che il problema dell'immigrazione si risolve
alla radice solo evitando di alimentare le guerre, aiutando le popolazioni a
casa loro e facendo in modo che queste persone disperate non sentano la
necessità di fuggire dai loro paesi d'origine in quanto perseguitati. Ma in
ogni caso, per chi comunque vorrà partire, per chi è disposto a giocarsi la
vita pur di cambiarla, non vi sarà argine che tenga. Per questo i flussi vanno
regolamentati, organizzati, controllati per toglierli dalle grinfie degli
scafisti e della criminalità, magari mettendo a disposizione una nave che
faccia la spola tra la Libia e l'Italia. Vanno predisposti dei filtri sul
posto, queste persone devono essere identificate prima di lasciare la Libia. In
questo, a mio avviso, ha ragione Maroni, ma solo in questo sia chiaro. Invece
sull'abolizione dell'immigrazione clandestina, penso che essa sia un
prerequisito di civiltà per cominciare a risolvere il problema. Magari avete
ragione a non desiderare di farlo ora, in questo momento di crisi nera per
l’Italia, prima dev'essere fatto un lavoro preparatorio, come coinvolgere
maggiormente l'Europa su questo tema - il problema infatti si risolve solo a
livello europeo, sia chiaro - ma subito dopo il reato dev'essere abolito perché
è una vergogna etica e visti i tempi del Parlamento italiano, magari è bene
cominciare a ragionarvi fin da subito.
E' comodo globalizzare e liberalizzare il flusso delle
merci e del denaro per arricchire l'economia ma poi non fare lo stesso con le persone, il che ai fini
dell'arricchimento umano sarebbe molto più importante. Non si puo' globalizzare
solo cio' che fa comodo, trattare l'immigrazione come un fenomeno di pubblica
sicurezza equivale a mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, è un
atteggiamento del tutto ipocrita ed egoista dal punto di vista etico, morale,
religioso. Se avessimo messo lo stesso impegno legislativo speso nel
regolamentare il flusso delle merci a livello mondiale, se si fosse evitata la
guerra alla Libia, se non avessimo appoggiato indebitamente le primavere arabe
o le rivolte in Siria, se i paesi produttori d'armi non avessimo armato quei
ribelli che adesso rappresentano il vero scoglio alla normalizzazione di paesi
come Libia e Siria, alimentandone il caos, ora il problema dell'immigrazione
clandestina non sarebbe così urgente e forse l'Europa avrebbe avuto il tempo di
predisporre le giuste e necessarie contromisure legislative, economiche e
organizzative prima che si verificasse questa tragedia. Ma non tutto il male
viene per nuocere e forse se la cosa è esplosa una ragione c'è: l'essere umano
non si muove se non costretto da tragedie che lo scuotano e gli facciano aprire
gli occhi del cuore. Questa puo' essere l'occasione, la leva per cambiare, se
riusciremo a farlo faremo almeno onore a questi morti, che così non saranno
morti invano.
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lunedì 5 agosto 2013
Mister B., l'egocentrico irresponsabile sognatore che, come Mussolini, ha ridotto in macerie l'Italia!
Berlusconi è un po' come Mussolini: un egocentrico sognatore, tanto potente quanto irresponsabile. Anche il Duce veniva acclamato dalle folle quando parlava, le infervorava dall'alto del suo piedistallo fatto di egocentrismo esasperato, dicendo anche molte cose giuste, quelle che la gente voleva sentirsi dire...; ma poi alla prova dei fatti, quando si tratto' di metterle in pratica, egli fece tutt'altro. Il suo smisurato egocentrismo lo tradì: proprio lui, che inizialmente era stato socialista, tacque di fronte alle violenze delle camìce nere contro socialisti e partigiani e anzi le avvallo' ; non aveva previsto l'alleanza con Hitler ma poi per convenienza la fece (Berlusconi ha fatto una cosa simile facendosi amico di Gheddafi e Putin); dall'elogio dell'autarchia passo' a trascinare l'Italia in una guerra coloniale disastrosa in Abissinia, dove dapprima promosse i rapporti tra le truppe e la popolazione locale di colore, per poi fare marcia indietro di li a poco; firmo' infine le leggi razziali contro gli ebrei, seppur controvoglia, solo per compiacere Hitler.
Anche Berlusconi in un certo senso è "tutto chiacchiere e distintivo", nel senso che dice molte cose giuste e condivisibili, ad esempio riguardo all'annoso problema della giustizia in Italia. Ma poi, porca zozza, quando e' stato Presidente del Consiglio (lui preferiva farsi chiamare così anzichè Primo Ministro, penso perchè includeva la parola Presidente, che a lui piace), con una maggioranza di governo quasi assoluta in Parlamento, con quasi 20 anni di potere quasi assoluto a disposizione (dalla sua "discesa in campo nel 1992 fino al 2011) per mettere in pratica queste sue idee, perchè non l'ha fatto? Semplice, perchè quando deteneva il potere ha preferito fare i suoi di interessi invece di quelli del paese. Mi stupisco ancora oggi che ci sia gente in Italia che lo venera come un Dio e gli crede quasi ciecamente dopo tutte le promesse che ha disatteso. Poveri stupidi italiani, perennemente creduloni, sognatori e nostalgici!
Anche Berlusconi in un certo senso è "tutto chiacchiere e distintivo", nel senso che dice molte cose giuste e condivisibili, ad esempio riguardo all'annoso problema della giustizia in Italia. Ma poi, porca zozza, quando e' stato Presidente del Consiglio (lui preferiva farsi chiamare così anzichè Primo Ministro, penso perchè includeva la parola Presidente, che a lui piace), con una maggioranza di governo quasi assoluta in Parlamento, con quasi 20 anni di potere quasi assoluto a disposizione (dalla sua "discesa in campo nel 1992 fino al 2011) per mettere in pratica queste sue idee, perchè non l'ha fatto? Semplice, perchè quando deteneva il potere ha preferito fare i suoi di interessi invece di quelli del paese. Mi stupisco ancora oggi che ci sia gente in Italia che lo venera come un Dio e gli crede quasi ciecamente dopo tutte le promesse che ha disatteso. Poveri stupidi italiani, perennemente creduloni, sognatori e nostalgici!
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Silvio Berlusconi
sabato 3 agosto 2013
Financial Times: "Cala il sipario sul buffone di Roma"
ROMA - Duro editoriale del Financial Times all'indomani della sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna a quattro anni per la sentenza Mediaset nel confronti dell'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Cala il sipario sul buffone di Roma", scrive il quotidiano finanziario della City, per il quale "dopo il verdetto il Senato dovrebbe cacciare Berlusconi" che "ha accusato i magistrati di parzialità politica" nei suoi confronti "ma non è riuscito a produrre alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni".
"Alcuni ritengono che il reato per il quale Berlusconi è stato condannato è poca cosa rispetto all'enorme quantità di tasse che paga -si legge nell'editoriale- ma non è mai corretto ingannare il fisco. I politici hanno una particolare responsabilità nel dare l'esempio, specialmente in Italia, dove la diffusa evasione fiscale è una delle principali ragioni del terribile stato delle finanze pubbliche ". Per il Financial Times, "i giudici di Roma dovrebbero essere lodati per la loro indipendenza" e "il verdetto dimostra che nessuno è al di sopra della legge".
"Se Berlusconi avesse un briciolo d'onore, ora darebbe le dimissioni. Risparmierebbe ai suoi colleghi senatori l'imbarazzo di dover espellere un ex primo ministro". Infine, per il FT, che ricorda come l'ex premier abbia già promesso battaglia e che molti membri del suo partito potrebbero seguirlo, in Italia "i tempi sono maturi per l'emergere di un partito di destra che sia pronto a liberarsi del frenetico populismo di Berlusconi per abbracciare il liberismo economico. Dopo anni di inefficace protagonismo, l'Italia ne beneficerebbe molto", conclude l'editoriale.
Fonte
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Silvio Berlusconi
giovedì 18 luglio 2013
2 MINUTI di BARNARD valgono più di 10 anni di Travolpino!... DISINCANTATEVI!!!
Pubblicato in data 18/gen/2013
Quando mangi le ghiande della TV... perchè non ti accorgi che sono opache e confusionarie??? Perchè quando senti uno come Paolo Barnard non tiri su la testa dal crogiolo pieno di ghiande e ti domandi: "MA CHE CAXXO STO MANGIANDO???"... e sputi via tutta la lobotomia causata da Grilletto? da Travolpino? da Sant'ORO? da Fazioso? da Florintestinalis? da Porropoppero e telesego? etc...
Dopo una sintesi come questa... ma come claxon fai ad andare sotto il palco di grilleggio e sentirgli dire TUTTO meno TUTTO uguale ZERO!!!????
LO VEDI??? SEI TU IL PROBLEMA!... il telerimba! il grillorimba! il travagliorimba! il santorimba!... tu e solo tu, che ancora ti ostini a non capire che DEVI COMINCIARE CON LO SMETTERE DI DELEGARE!!!! ATTIVATI!!!! ma prima... DISINCANTATI!!!!
Quando mangi le ghiande della TV... perchè non ti accorgi che sono opache e confusionarie??? Perchè quando senti uno come Paolo Barnard non tiri su la testa dal crogiolo pieno di ghiande e ti domandi: "MA CHE CAXXO STO MANGIANDO???"... e sputi via tutta la lobotomia causata da Grilletto? da Travolpino? da Sant'ORO? da Fazioso? da Florintestinalis? da Porropoppero e telesego? etc...
Dopo una sintesi come questa... ma come claxon fai ad andare sotto il palco di grilleggio e sentirgli dire TUTTO meno TUTTO uguale ZERO!!!????
LO VEDI??? SEI TU IL PROBLEMA!... il telerimba! il grillorimba! il travagliorimba! il santorimba!... tu e solo tu, che ancora ti ostini a non capire che DEVI COMINCIARE CON LO SMETTERE DI DELEGARE!!!! ATTIVATI!!!! ma prima... DISINCANTATI!!!!
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Paolo Barnard,
Politica italiana
lunedì 22 aprile 2013
LA PROPAGANDA MASSMEDIATICA BERLUSCONIANA (SULLA SCIA DI GOEBBELS!)
Pena il licenziamento, i dipendenti delle aziende, organi di stampa e televisioni controllate dalla famiglia Berlusconi sono tenuti ai seguenti obblighi:
1. Mostrare ristoranti e supermercati sempre pieni e che buona parte degli italiani va ancora in vacanza.
2. Alla vigilia di festività nazionali i meteo devono sempre prevedere bel tempo.
3. Mostrare Bersani come un fallito, un comunista e un tonto.
4. Berlusconi è bello, intelligente giovane e in gamba e quindi vanno messe in onda inquadrature di lui sempre sorridente e vincente. Anche le sue aziende sono sempre in attivo.
5. Se si parla o scrive di Grillo e del suo movimento parlarne o scriverne sempre male, mettendone in evidenza solo gli aspetti negativi. Ad esempio, mostrare il M5S come un gruppuscolo di esagitati guidati da uno squilibrato populista e antidemocratico.
6. Pubblicare foto di Grillo sempre con espressioni del viso brutte e mostruose.
7. Invitare alle trasmissioni televisive d'argomento politico o ai talk show sempre qualcuno che parli male di Grillo e del M5S.
8. Libertà di informazione significa dar sempre ragione a quei giornalisti che aggrediscono Grillo per strada, sostenendo poi che lui si sottrae al confronto.
9. Parlare il meno possibile di Casaleggio e se lo si fa metterne in evidenza gli aspetti ambigui, come una sua ipotetica appartenenza alla massoneria.
10. Parlare il meno possibile di problemi occupazionali e disoccupazione, sostenendo che quest'ultima permane entro parametri di media europea.
11. Non occuparsi dei problemi degli stranieri immigrati.
12. Non riferire notizie riguardanti eventuali minacce a giudici che si occupano dei processi di Berlusconi.
13. Non parlare mai dell'attuale fallimento economico del paese.
14. l comunisti non esistono più o quei pochi rimasti sono isolati e in via di estinzione.
15. Non dare notizie o comunque parlare sempre male di quei paesi stranieri che hanno abbracciato sistemi politici di tipo socialista-comunista.
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martedì 9 aprile 2013
D'ACCORDO A NON APPOGGIARE QUESTO PERVERSO MODELLO DI DEMOCRAZIA PARTITOCRATICA!
Ma il nostro Parlamento conta ancora qualcosa o no? Siamo ancora una democrazia parlamentare o i partiti si mettono d'accordo su tutto a priori? Il M5S giustamente rifiuta con fermezza questa pessima prassi che si è consolidata nel corso dei governi Berlusconi.
Perche' in Parlamento non si comincia invece a lavorare, mettendo subito ai voti le proposte di cambiamento che sono sul tavolo e che il paese si aspetta? Perchè si continua a perdere tempo? Mentre la povera gente si suicida, loro, PD e PDL in primis, sembrano concentrarsi sulla solita spartizione di poltrone, dalla candidatura del prossimo sindaco di Roma a quella del prossimo Capo dello Stato. E come volevasi dimostrare, già si prospetta una possibile alleanza PD-PDL...Perchè non si comincia invece a discutere in Parlamento sulle possibili soluzioni, creative, alternative, per far uscire il paese da questa immane crisi? Perchè da noi la politica si deve sempre ridurre a lotta di potere? E questi dovrebbero farsi interpreti del cambiamento? Non lo faranno mai, l'unica cosa che conta per loro è il potere, non lo avete ancora capito?
Sappiamo tutti che il paese è fallito e che le risorse sono poche, ma ci sono tante cose che si possono fare subito e a costo zero, il M5S lo ripete da tempo. Si cominci subito a dare alcune risposte concrete agli italiani...La situazione è d'emergenza, smettete quindi di beccarvi inutilmente in tv e votate affinchè si sblocchi la situazione, si voti per mettere da parte per un attimo quella regola della Costituzione che ha creato questo stallo. Un po' di creatività, che diamine! Certo, se il PD avesse appoggiato un Governo a 5 stelle le cose sarebbero cambiate piu' in fretta: Grillo infatti sembra essere l'unico ad avere una visione chiara di cambiamento, consapevole che col debito pubblico che abbiamo ci aspetta un decennio di sacrifici ma che allo stesso tempo ci sono cose chiamate condivisione delle risorse pubbliche, miglioramento dell'ambiente, solidarietà che possono farci attraversare questo guado col sorriso invece di suicidarci, evitando allo stesso tempo di cadere nell'abisso del fascismo o ancor peggio della guerra civile.
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sabato 16 marzo 2013
Continuano a non capire
di Angelo Libranti
Pd, Pdl e Monti (che insieme hanno il 70% dei voti) votano scheda bianca per le presidenze delle Camere. Tecnicamente, è un 8 settembre...
Quando anche il PD, partito di maggioranza reduce dal ridimensionamento elettorale, dichiara come il finanziamento pubblico sia indispensabile alla vita del partito stesso, vuol dire ignorare completamente e volutamente cosa passa nella mente dell’italiano medio, esasperato già di suo.
Contestualmente la pubblicazione, su Dagospia, del dossier riguardante la struttura tecnico-amministrativa del partito che fu di Gramsci, incattivisce gli animi di chi fatica a conciliare il pranzo con la cena.
Praticamente è stato pubblicato l’organigramma completo del partito, con i nomi dei relativi responsabili e degli impiegati addetti ai vari settori, con tanto di emolumento segnato a fianco. In totale, per circa 300 persone, impiegate dalla macchina burocratica del PD, servono dodici milioni e mezzo di euro all’anno, ai quali si aggiungono nove milioni e mezzo provenienti dal solo gruppo parlamentare della Camera.
Moltiplichiamo questa cifra per il numero dei partiti e partitini presenti nel Parlamento, anche se non a tutti vengono regalate queste somme, ed abbiamo il quadro completo dell’ingrossamento di fegato dell’elettore italiano.
Non c’è nulla da fare; non sono serviti i vari appelli, le firme, ed un referendum abrogativo, a far desistere i partiti dall’applicare questa tassa dissanguante e neanche il calo vistoso degli elettori, schifati da certi comportamenti deplorevoli.
I partiti vanno avanti come i cavalli con i paraocchi, verso il muro del dissenso.
Ci si balocca con i conflitti di interessi, con i matrimoni gay, con la richiesta di leggi anti violenza, come se quelle già esistenti non bastassero e si tratta per accordi ed intese di potere, invece di seguire la volontà popolare, ignorata del tutto.
Poi ci si chiede da quale ideologia vengono Grillo e i suoi sostenitori.
Occorre venire incontro alle concrete richieste dell’elettore e parlare chiaro dI conseguenza, senza fumosi discorsi sulla “riduzione” del finanziamento ai partiti, quella definitiva delle auto blu, e quella sul numero eccessivo delle province e di tanti enti, piccoli e medi, legati a questo o quel partito, finanziati a vario titolo e tutte prive di utilità pubblica. Inoltre occorre cambiare linguaggio e spogliarlo di inutili orpelli, quali “alzare il livello della moralità”, “rendere sobria la politica”, “assicurare il lavoro ed una vita dignitosa”, tutte locuzioni da prima repubblica utili solo a riempire la bocca di chi le pronuncia.
E’ finito il tempo delle chiacchiere per iniziare quello dei fatti concreti, passata la “paura del comunismo” e quella dell’attaccamento alle ideologie, gli italani vogliono vivere meglio e con soddisfazione, pronti a votare chi offre di più con garanzia di risultati; mettere la testa sotto la sabbia o guardare il cielo urlando alla luna non paga più.
Stesso discorso con la magistratura ed i suoi comportamenti invasivi, nel bene e nel male, nella società. Alcuni giudici entrano prepotentemente nelle nostre case e cambiano, sbagliando in modo clamoroso, la nostra vita. Non pochi giudicano secondo l’opportunità politica e mai come ora le considerazioni sulla loro professione siano scese così in basso.
Qualcosa cambia, o cambierà. Non era mai successo che un centinaio di parlamentari protestassero, pure silenziosamente, in un Palazzo di Giustizia ed è auspicabile scendere in piazza per una protesta corale, in previsione di massicce presenze di cittadini inferociti, non per difendere le istanze di uno, ma per fatto personale in quanto hanno provato sulla propria pelle sentenze discutibili da parte di magistrati di tribunali civili e penali, del lavoro, delle commissioni tributarie ed anche dei giudici di pace, che hanno regolato e regolano inesorabilmente i ritmi della nostra vita.
I tempi sono maturi; basta fingere di non capire, occorre cambiare ed i segnali ci sono tutti.
Fonte: thefrontpage.it
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lunedì 11 marzo 2013
Il Pd ci costa 60 milioni all'anno. Ecco perché Bersani vuole i rimborsi: i dem hanno paura di fallire
Ne rimarranno solo due: Grillo e Berlusconi (il 99 e l'1%). In Italia è l'ora delle scelte, o si sta con l'oligarchia miliardaria o col popolo!
Sabato 09 Marzo 2013 - In via del Nazareno c'è panico. Abolire il finanziamento pubblico significa game-over. Il 95 per cento delle entrate del partito viene da soldi pubblici. Ma Grillo e il Cav sono pronti a tagliare le spese. Il Pd è un baraccone sgangherato che costa 60 mln l'anno.
Il Pd e con lui Pier Luigi Bersani non vogliono l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Questo è fin troppo chiaro. Tra gli otto punti che il segretario ha messo sul piatto del Movimento Cinque Stelle manca proprio quello a cui tengono di più i grillini. Bersani aveva detto pochi giorni dopo il voto: “La politica una qualche forma di sostegno pubblico debba averlo, anche fosse per un solo euro non sono disposto a rinunciare al principio che da Clistene in poi è un principio collegato alla democrazia: la politica deve avere una qualche forma di sostegno pubblico, altrimenti la fanno solo i miliardari“. La posizione di Bersani a proposito è chiara. Sono più vicini su questo binario Pdl e Movimento Cinque Stelle. Anche gli azzurri hanno nel loro programma l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Perchè Bersani non vuole mollare i rimborsi elettorali?
Quanto costa il Pd - La risposta è semplice: il Pd senza quesi soldi rischia di fallire. La struttura di via del Nazareno è un pachiderma costosissimo. Sul libro-paga ci sono almeno 200 dipendenti. Giovani e soprattutto meno giovani. L'ultimo caso è quello di Livia Turco che è stata "riassunta" dal Pd dopo una lunga aspettativa cominciata ai tempi dei Ds. Dopo le polemiche per il suo compenso la Turco ha rinunciato ad uno stpendio. Ma gli altri no. Non è solo la Turco ad essere stata reintegrata tra i corridoi di via del Nazareno. Con lei sono tornati due parlamentari in aspettativa dalla vecchia Margherita, Alberto Losacco e Nicodemo Oliverio, e sette dai Ds tra cui Gianni Cuperlo, Oriano Giovannelli, Walter Verini, Vinicio Peluffo. Per questi bisognerà rimettere le mani al portafoglio.
Stipendi per tutti - E i soldi per pagare gli stipendi sono quelli dei rimborsi elettorali. Per queste ultime elzioni nelle casse del Pd arriveranno ben 45 milioni di euro. Il Pd sa che senza quei soldi può dichiarare fallimento. Pagare 200 dipendenti non è facile. E gli stipendi non sono poi così bassi. Sul sito del Pd la situazione è chiara. I democratici tengono la baracca in piedi solo con quei soldi. Le cifre sono queste. Il Pd nel 2011 a bilancio ha un capitale di 63.554.452 milioni di euro. Di questi 57.974.142 milioni di euro sono rimborsi elettorali. In pratica il 95 per cento del totale. Sono solo 458.390 mila euro i soldi che provengono da donazioni private. Non dimentichiamo poi i 5.121.920 milioni di euro con i contributi dei parlamentari.
Ecco come spendono i dem - Ma il Pd come spende questi soldi? In via del Nazareno si apre la cassa soprattutto per la propaganda. Ben 16.312.665 milioni di euro se ne vanno in attività da campagna elettorale. Occhio a questo numero: 13.540.857 milioni di euro. Tanto costa mantenere le strutture del partito. A questi vanno aggiunti altri 12.820.236 milioni che servono proprio per il personale. Non bisogna sottovalutare poi i 9.186.323 milioni di euro che servono per "servizi e acquisto di beni". Infine Bersani&co. spendono 3.119.706 milioni per il godimento di beni terzi e 5.041.757 per altri oneri. In totale il Pd spende in media all'anno 60 milioni di euro. Se a questo giro entreranno nelle casse 45 milioni di euro come fa Bersani ad abolire il finanziamento ai partiti? Mica si può far crollare la baracca. I conti per il Pd tornano sempre. Come nel 2008. In quell'anno nelle tasche dei partiti finirono circa 500 milioni di euro di rimborsi. Ne furono spesi solo 100. Il resto? Mancia. E in casa Dem già sono preoccupati. Se Grillo fa sul serio al Pd non resterà neppure "il tetto su cui mettere i tacchini".
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domenica 27 gennaio 2013
La libertà di morire di fame
Abbiamo per anni criticato la mancanza di diritti dei paesi comunisti, definiti da noi regimi dittatoriali, ma ora da noi è molto peggio. Diceva uno dei piu' amati Presidenti della storia della nostra Repubblica, Sandro Pertini: "Non c'è libertà senza giustizia sociale ma solo la libertà di morire di fame". Aveva ragione, lui sì era un grande!
Comunismo è solidarieta' tra pari, è la caduta dal piedistallo dei sovrani, è collaborazione trasversale tra le persone per ridurre al minimo le gerarchie.
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martedì 22 gennaio 2013
Gli italiani hanno la memoria corta?
Correva l'anno 2003...A distanza di 10 anni (di disastri) e soprattutto in vista delle elezioni di febbraio, voglio riproporre questo: "berlusconi VIDEO CENSURATO", la performance vergognosa al Parlamento Europeo di un nostro ex-eletto-primo ministro, ancora lì, ancora candidato, pronto ad inoculare il suo seme di sventura ai posteri...Rivediamocelo, per non dimenticare!
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domenica 30 dicembre 2012
Vergogna italiana!
di Rita Occidente Lupo
Tra fiumi di spumante e dolci a volontà, il gossip anche in tali festività, punta la moviola sui leader, prossimi a discese in campo. Silvio Berlusconi, che dinanzi alla giustizia italiana deve piegare il ginocchio: ben 3 milioni di € mensili all’ex moglie Veronica Lario, in una causa non consensuale divorzista. Un fiume di denaro, nelle tasche della miliardaria Veronica, che se non altro la vince in termini economici più che a testa alta. In controluce, a Linate, multato Renato, clochard per caso. ex imprenditore, in strada per bassa fortuna, ridotto all’ambulanza di sopravvivenza. Occupazione di suolo pubblico la sua, senza debite autorizzazioni, decisamente costretto ad ammenda, pur senza avere denaro per saldarla. La vergogna italiana, proprio in questo: lo strapotere dei ricchi, a dispetto della povertà dei meno abbienti! Si schiaffeggia la crisi economica, parlando del premier che nel suo tesoro, continua a celare fanciulle meno che trentenni. E si accentua la forbice di povertà, che ancora si dilata su realtà che dalla sera al mattino, si trovano completamente spiantate, senza sicurezze economiche. Tanti, in strada, per i colpi di coda della vita…tanti, in sella a fortune miliardarie, per averci saputo fare, assecondando la capricciosa fortuna, di machievellica matrice!
Commento
Giulio Caso ha detto:
"L’accanimento sulle “tasse - imposte” fisse è, secondo me, finalizzato a creare due poli opposti in termini economici:
- I troppo poveri
- I molto ricchi
Tutte le vessazioni fisse violano il principio della partecipazione alla spesa pubblica in proporzione al reddito. Pensiamo a cosa significheranno per Veronica, con i suoi 100 mila euro al giorno, i 113,50 euro del canone Rai (o tassa di possesso) e cosa significherà la stessa cifra per un pensionato che ne piglia 470 al mese.
Stessa cosa per l’IMU sulla casa unica e spese fisse sulle attività professionali, commerciali ecc. che non tengono punto in conto il reddito reale. Cè chi se la cava, con artifizi vari, e chi crolla sotto il peso, assolutamente non proporzionale, delle suddette vessazioni. Ecco, una volta i politici accennavano almeno alla giustizia sociale, ora parlano solo di (sic!) economia."
Fonte: dentrosalerno.it
Tra fiumi di spumante e dolci a volontà, il gossip anche in tali festività, punta la moviola sui leader, prossimi a discese in campo. Silvio Berlusconi, che dinanzi alla giustizia italiana deve piegare il ginocchio: ben 3 milioni di € mensili all’ex moglie Veronica Lario, in una causa non consensuale divorzista. Un fiume di denaro, nelle tasche della miliardaria Veronica, che se non altro la vince in termini economici più che a testa alta. In controluce, a Linate, multato Renato, clochard per caso. ex imprenditore, in strada per bassa fortuna, ridotto all’ambulanza di sopravvivenza. Occupazione di suolo pubblico la sua, senza debite autorizzazioni, decisamente costretto ad ammenda, pur senza avere denaro per saldarla. La vergogna italiana, proprio in questo: lo strapotere dei ricchi, a dispetto della povertà dei meno abbienti! Si schiaffeggia la crisi economica, parlando del premier che nel suo tesoro, continua a celare fanciulle meno che trentenni. E si accentua la forbice di povertà, che ancora si dilata su realtà che dalla sera al mattino, si trovano completamente spiantate, senza sicurezze economiche. Tanti, in strada, per i colpi di coda della vita…tanti, in sella a fortune miliardarie, per averci saputo fare, assecondando la capricciosa fortuna, di machievellica matrice!
Commento
Giulio Caso ha detto:
"L’accanimento sulle “tasse - imposte” fisse è, secondo me, finalizzato a creare due poli opposti in termini economici:
- I troppo poveri
- I molto ricchi
Tutte le vessazioni fisse violano il principio della partecipazione alla spesa pubblica in proporzione al reddito. Pensiamo a cosa significheranno per Veronica, con i suoi 100 mila euro al giorno, i 113,50 euro del canone Rai (o tassa di possesso) e cosa significherà la stessa cifra per un pensionato che ne piglia 470 al mese.
Stessa cosa per l’IMU sulla casa unica e spese fisse sulle attività professionali, commerciali ecc. che non tengono punto in conto il reddito reale. Cè chi se la cava, con artifizi vari, e chi crolla sotto il peso, assolutamente non proporzionale, delle suddette vessazioni. Ecco, una volta i politici accennavano almeno alla giustizia sociale, ora parlano solo di (sic!) economia."
Fonte: dentrosalerno.it
mercoledì 9 maggio 2012
Beppe Grillo a Lecce - MoVimento 5 Stelle, Video Blog Elezioni comunali 2012, Comizio Spettacolo HD
10 aprile 2012 - Video presentato dal blog di resistenza civile http://reset-italia.net - Beppe Grillo in Puglia presenta la lista del MoVimento Cinque Stelle di Lecce e Galatone con i candidati alle elezioni comunali 2012. Oltre alle proposte espresse forti critiche a tutti i partiti adella casta, cominciare da PD e PDL. Attacchi a Nichi Vendola, Bersani, Poli Bortone e i politici locali.
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Beppe Grillo,
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lunedì 23 aprile 2012
Monti, basta tasse!
Monti, basta tasse! Ce ne sono già troppe. Se lo Stato ha bisogno immediato di denaro per coprire il debito, non serve l'aumento della pressione fiscale, che è già ai massimi sostenibili, come non serve a molto nemmeno la repressione dell'evasione. Di questo passo si otterrà ben poco, in Italia così non si cava un ragno dal buco. C'è poco da fare, non siamo la Germania e purtropoo o per fortuna, probabilmente non lo saremo mai. Non sarà la lotta all'evasione a farci uscire dalla crisi, finiremo solo per incattivirci, per guardarci reciprocamente in cagnesco, si sa, ci vuole poco a mettere gli italiani uno contro l'altro...Non serve reprimere, correndo dietro agli evasori...quando c'è una crisi, un'emergenza, funziona di più il coinvolgimento, la responsabilizzazione, la spinta alla solidarietà, altrimenti si alimentano la depressione e le spinte al suicidio.
Monti se vuol rimanere lì, se vuole ancora dare il suo positivo contributo al paese, deve parlare più chiaramente, direttamente, autenticamente agli italiani, e dire: "questa è una vera emergenza, siamo al verde e spendiamo troppo, dobbiamo tagliare tutti i servizi essenziali, ma sarà SOLO TEMPORANEAMENTE". Se si stabilisce un anno, che sia un anno, non un giorno di più...E soprattutto, che i primi a dare l'esempio siano i politici, tutti quanti si devono tagliare drasticamente i loro stipendi e ai partiti vanno eliminati i rimborsi elettorali. Insomma togliere tutti quei privilegi che in questi tempi di crisi stridono, altrimenti questo governo non è più credibile. E anche per i politici, se si decide un anno di sacrifici, che sia un anno per tutti...Ma tutto questo, caro Monti, agli italiani lo devi dire in faccia tu e non demandarlo ai tuoi ministri, devi essere più leader....E se non ci riesci, allora è meglio che fai tornare i politici e che si vada a elezioni subito. Perchè se c'è bisogno di una sospensione MOMENTANEA di alcuni diritti acquisiti e di servizi costosi come la sanità, che questo sia...Ma devi saperlo spiegare bene, dirlo CHIARAMENTE agli italiani, farglielo capire con parole semplici dette col cuore, col carisma di un leader, sottolineando che questa è una VERA EMERGENZA, non come quelle finte così spesso sbandierate dalla Protezione Civile Spa di Bertolaso. Insomma, devi far capire agli italiani che i SACRIFICI saranno TEMPORANEI e che SERVIRANNO A QUALCOSA, che non sarà solo un furto definitivo di diritti e democrazia, come ha fatto Marchionne, altrimenti il risultato nella società italiana sarà soltanto uno, e già lo vediamo: da un lato aumenteranno depressione, passività lavorativa e suicidi, dall'altro si arriverà alla sfiducia definitiva e al rifiuto delle istituzioni da parte della popolazione, fino alla rivoluzione o all'anarchia.
Monti, devi far capire agli italiani che non li state derubando, come ha fatto fino a poco tempo fa la cricca di Berlusconi...Se così, allora gli italiani potrebbero anche starci, se sarà chiaro loro che questa classe politica non ha intenzione di derubarli, di negare loro per sempre quei pochi diritti di cittadinanza così faticosamente conseguiti nel tempo. Insomma, se c'è bisogno di fare sacrifici, che siano TEMPORANEI, che la sospensione di servizi e di alcuni diritti sia MOMENTANEA e non definitiva! Dovete metterlo giù chiaro, anche per iscritto, devete fare un patto con gli italiani, i quali, dopo le malefatte del governo Berlusconi, non si fidano più dei politici. Devi spiegarlo CHIARAMENTE agli italiani, vai in TV a reti unificate, dai a questi "sacrifici" un significato, e soprattutto dei TEMPI CERTI, chiari, precisi (un anno, 2 anni), e che poi questi tempi siano rispettati, non un giorno di più, a meno di ricontrattare il patto. Gli italiani devono essere maggiormanete coinvolti e responsabilizzati nel problema gigantesco dell'attuale crisi economica, devono capire, essere stimolati a partecipare, a dare il proprio contributo, invogliati a TENERE DURO perchè ne va della nostra sovranità, come quando nell'Italia del ventennio fascista c'era l'AUTARCHIA, come quando la nazionale di calcio è costretta a recuperare il risultato negativo di una partita a mezz'ora dalla fine. E a questo scopo servono dei buoni leaders politici carismatici, come Bersani (forse), Vendola, Landini, Camusso (forse), Bonino, Grillo, Favia (ma anche di destra come...beh al momento non me ne viene in mente nessuno...), coinvolgili, anche loro possono dare un importante contributo alla causa.
Allora, che la parola chiave non sia tanto "sacrifici" ma "RESISTENZA", e nel frattempo SI FACCIANO LE COSE GIUSTE (leggi e decisioni eque, Monti, non dimenticarlo! Guarda più con rispetto l'Argentina della Kirchner invece di scriverle lettere solo per perorare gli interessi ENEL in quel paese!). Tutti insieme, uniti, ce la possiamo fare! Italiani!
Un'ultima riflessione: sono molte le cose da fare subito e che Monti non affronta o esita ad affrontare. Una di queste, e assolutamente essenziale, è rinegoziare il nostro debito pubblico, altrimenti non ce la faremo, un debito contratto seguendo le ricette fraudolente della BCE, una banca che lungi dall'essere un'istituzione democratica rappresentativa del sistema bancario dei singoli paesi europei, è in realtà un istituto di credito privato in mano a pochi banchieri tedesci, inglesi e francesi che stabiliscono le regole a cui le banche italiane devono sottostare come cagnolini al guinzaglio. E se per farlo dobbiamo uscire dall'Unione Europea, facciamolo. Sicuramente non saremo soli!
domenica 22 aprile 2012
Comizio di Beppe Grillo
20 aprile 2012 - Comizio di Beppe Grillo, leader del MOVIMENTO 5 STELLE, a Sesto San Giovanni (MI). Fonte: Radio Radicale
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mercoledì 4 aprile 2012
Ve lo avevamo detto - Beppe Grillo
Ve lo avevamo detto. Nel marzo del 2008 il blog di Beppe Grillo aveva previsto con anni di anticipo la crisi economica italiana. Dov'erano i professori?
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Giovanni Favia
Giovanni Favia-Movimento 5 Stelle (Estratto In Onda La 7 part 1) 03-12-2011
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lunedì 27 febbraio 2012
2013: un anno vissuto pericolosamente
Tra un anno si terranno le elezioni politiche. Tra un anno saremo più o meno nelle condizioni odierne della Grecia. Nel 2012 il PIL sarà negativo dell'1,3%, secondo le previsioni più ottimistiche, il che equivale a circa un milione e duecentomila posti di lavoro in meno. Peggio di noi faranno solo Grecia e Portogallo, nazioni sostanzialmente fallite. Il credito alle imprese è scomparso. Si ritirano i fidi già concessi, non si erogano più prestiti. Le banche reggono grazie ai prestiti della BCE, soldi peraltro degli Stati, quindi nostri, dei cittadini. Soldi sottratti allo sviluppo per comprare titoli pubblici e obbligazioni bancarie. Il Paese è allo stremo e si cerca di risollevarlo con gli accertamenti degli scontrini nei negozi, che chiudono sempre più spesso, e con le spaventose sanzioni di Equitalia a comuni cittadini. Una barzelletta.
I disordini sociali sono alle porte e i partiti si stanno preparando. Nella primavera del 2013 può succedere di tutto. Le elezioni sono uno spartiacque. Ci sono varie ipotesi di lavoro per impedire un cambiamento radicale e la scomparsa degli attuali partiti. Lo sbarramento alla Camera all’8% e al Senato al 12%. Un premio raddoppiato di coalizione (se non ti allei e superi lo sbarramento ti ritrovi comunque con un pugno di parlamentari). La nascita di un Partito Unico (il “Partito della Nazione”?) con Pdl, Pdmenoelle e Udc nello stesso cartello. Più o meno quello che avviene adesso con il voto unificato a Rigor Montis di Berlusconi, Bersani e Casini. Una sostanziale ufficializzazione di uno stato di fatto per un’altra legislatura con il mantenimento di un miliardo di finanziamenti pubblici e la bocciatura di qualunque risultato referendario e di leggi popolari. Come prima, più di prima.
Saranno elezioni incandescenti. Non escludo la possibilità di uno slittamento se la situazione sfuggisse di controllo. La stagione delle bombe potrebbe tornare. Loro non si arrenderanno mai (noi neppure). Ci vediamo (in ogni caso) in Parlamento.
Fonte: beppegrillo.it
I disordini sociali sono alle porte e i partiti si stanno preparando. Nella primavera del 2013 può succedere di tutto. Le elezioni sono uno spartiacque. Ci sono varie ipotesi di lavoro per impedire un cambiamento radicale e la scomparsa degli attuali partiti. Lo sbarramento alla Camera all’8% e al Senato al 12%. Un premio raddoppiato di coalizione (se non ti allei e superi lo sbarramento ti ritrovi comunque con un pugno di parlamentari). La nascita di un Partito Unico (il “Partito della Nazione”?) con Pdl, Pdmenoelle e Udc nello stesso cartello. Più o meno quello che avviene adesso con il voto unificato a Rigor Montis di Berlusconi, Bersani e Casini. Una sostanziale ufficializzazione di uno stato di fatto per un’altra legislatura con il mantenimento di un miliardo di finanziamenti pubblici e la bocciatura di qualunque risultato referendario e di leggi popolari. Come prima, più di prima.
Saranno elezioni incandescenti. Non escludo la possibilità di uno slittamento se la situazione sfuggisse di controllo. La stagione delle bombe potrebbe tornare. Loro non si arrenderanno mai (noi neppure). Ci vediamo (in ogni caso) in Parlamento.
Fonte: beppegrillo.it
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martedì 31 gennaio 2012
Tagli col trucco per la Casta. Sono applicati agli aumenti dei parlamentari
A fine mese la busta paga degli onorevoli sarà la stessa perché la riduzione riguarda solo l'aumento previsto per il passaggio al sistema contributivo. I risparmi sugli stipendi andranno in un fondo che sarà a disposizione degli stessi deputati.
Sì al taglio dello stipendio dei deputati, ma la busta paga a fine mese sarà la stessa, non un euro di meno. Con ulteriore beffa finale, perché i frutti del (finto) risparmio andranno in un bel fondo che sarà a disposizione – guarda un po’ – degli stessi deputati. La riduzione di cui si parla è proprio quel taglio delle indennità che tiene banco da mesi tra mille polemiche, come segnale “in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti”.
Come è andata a finire? Alla fine di un lungo percorso costellato da promesse, altolà e dispute sugli importi (con tanto di commissione ad hoc) finalmente la Camera ha deciso: ieri ha detto sì al taglio dello stipendio degli onorevoli proposto dall’Ufficio di presidenza per 1.300 euro lordi, 700 euro netti. Strette di mano, comunicati che di grande soddisfazione. “Ecco, noi siamo in linea con gli italiani”, è il motto. Ma sarà poi vero? No. Perché la decurtazione delle indennità fa uscire quei soldi dalla porta della Camera ma la riforma della previdenza li fa rientrare dalla finestra, paro paro. Non un euro di meno.
Così, a fine mese, la busta paga della casta è la stessa: 11.200 euro netti di indennità di base sui quali cumulare tutte altre voci. Nessun taglio, dunque. Il segreto è tutto nelle nuove norme previdenziali che si estendo ovviamente anche ai parlamentari, che sono scattate il primo gennaio scorso. Passando dal sistema retributivo a quello contributivo, i deputati si sarebbero visti lievitare la busta paga di circa 700 euro netti al mese, perché non è più loro chiesto di versare tutti e due i contributi che versavano prima: uno per il vitalizio (1.006 euro al mese) e uno previdenziale (784,14 euro al mese), oltre alla quota assistenziale (526,66 euro al mese). La riforma delle pensioni avrebbe toccato solo marginalmente i deputati in carica (un anno su 5 di legislatura), che avrebbero recuperato ben più di quello svantaggio con i 700 euro netti in più in busta paga.
Il passaggio dal sistema retributivo al contributivo, per farla breve, si sarebbe tradotto in 1300 euro al mese in più in busta paga, a causa dei differenti criteri di tassazione. Il maxi aumento, difficile da giustificare in questa congiuntura, è stato scongiurato introducendo una sforbiciata di pari importo. Più che di un taglio, si tratta dunque della sterilizzazione di un aumento. E poi la vera beffa finale: i tagli agli stipendi non torneranno agli italiani. Quelle somme andranno in un fondo a parte. Per cosa? Per gli stessi deputati. Lo anticipa il questore del Pdl, Antonio Mazzocchi, che in serata ha spiegato “questi 1.300 euro che verranno tagliati saranno accantonati in un fondo a tutela di eventuali ricorsi da parte dei deputati”. Insomma, quei soldi non usciranno mai da Montecitorio. Resta la magra consolazione della revisione del sistema dei rimborsi: finalmente dovranno essere motivati da ricevute. Ma anche qui c’è il trucco. Solo la metà di quelli presentati dovranno avere una giustificazione, l’altra no. Così si potrà decidere discrezionalmente cosa è opportuno farsi rimborsare e cosa invece è meglio lasciare senza indicazione della causale. “Un’operazione trasparenza non trasparente”, scrive il Sole24Ore di oggi in un corsivo.
Caustici, ovviamente, i commenti dei giornalisti cui il trucco non è sfuggito. “Se la notizia degli stipendi aumentati fosse uscita, li avrebbero linciati. Così hanno deciso non di tagliarsi lo stipendio, ma di rinunciare a quell’aumento. Provando a fare bella figura gratis davanti a tutti”,ragiona Franco Bechis sul suo blog. E sicuramente oggi risultano un po’ stonate le dichiarazioni di soddisfazione e gli annunci in pompa magna del corpus politico. A partire da quello diGianfranco Fini che appena ricevuto il sì ha iniziato a cinguettare su Twitter “taglio del 10 per cento allo stipendio dei deputati presidente della Camera, vicepresidenti, questori e presidenti di commissione”. Un taglio, si è visto, a salve. E che dire di Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera, che ieri ha parlato di “sacrifici per essere credibili”. Oppure di Guido Crosetto che sulla scorta del (finto) taglio ha invocato nuove e analoghe misure contro i privilegi parlamentari. “Il 2012 deve iniziare all’insegna della sobrietà per tutti gli italiani, ma soprattutto per i politici”, ha invece affermato il vice presidente del Fli, Italo Bocchino.
Ma la storia non è finita. Perché oggi sarà un’altra giornata di tagli strombazzati e annunci roboanti. Perché oggi al Senato tocca pronunciarsi su decisioni simili a quelle della Camera con l’approvazione del superamento del sistema dei vitalizi e la riduzione del 10 per cento di tutte le indennità aggiuntive di funzione, del Consiglio di presidenza e delle presidenze di Commissione. “Inoltre, opereremo sulle indennità dei parlamentari, sempre con tagli analoghi a quelli adottati a Montecitorio”, annuncia il senatore del Pdl Angelo Maria Cicolani, questore di palazzo Madama. “In questo modo – assicura Cicolani – il Parlamento ristabilirà un rapporto di assoluta credibilità con gli elettori e daremo una risposta concreta a chi chiede di ridurre i costi della politica in tempo di crisi”. Bene, si è visto come.
31 gennaio 2012 - Fonte: Il Fatto Quotidiano
Sì al taglio dello stipendio dei deputati, ma la busta paga a fine mese sarà la stessa, non un euro di meno. Con ulteriore beffa finale, perché i frutti del (finto) risparmio andranno in un bel fondo che sarà a disposizione – guarda un po’ – degli stessi deputati. La riduzione di cui si parla è proprio quel taglio delle indennità che tiene banco da mesi tra mille polemiche, come segnale “in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti”.
Come è andata a finire? Alla fine di un lungo percorso costellato da promesse, altolà e dispute sugli importi (con tanto di commissione ad hoc) finalmente la Camera ha deciso: ieri ha detto sì al taglio dello stipendio degli onorevoli proposto dall’Ufficio di presidenza per 1.300 euro lordi, 700 euro netti. Strette di mano, comunicati che di grande soddisfazione. “Ecco, noi siamo in linea con gli italiani”, è il motto. Ma sarà poi vero? No. Perché la decurtazione delle indennità fa uscire quei soldi dalla porta della Camera ma la riforma della previdenza li fa rientrare dalla finestra, paro paro. Non un euro di meno.
Così, a fine mese, la busta paga della casta è la stessa: 11.200 euro netti di indennità di base sui quali cumulare tutte altre voci. Nessun taglio, dunque. Il segreto è tutto nelle nuove norme previdenziali che si estendo ovviamente anche ai parlamentari, che sono scattate il primo gennaio scorso. Passando dal sistema retributivo a quello contributivo, i deputati si sarebbero visti lievitare la busta paga di circa 700 euro netti al mese, perché non è più loro chiesto di versare tutti e due i contributi che versavano prima: uno per il vitalizio (1.006 euro al mese) e uno previdenziale (784,14 euro al mese), oltre alla quota assistenziale (526,66 euro al mese). La riforma delle pensioni avrebbe toccato solo marginalmente i deputati in carica (un anno su 5 di legislatura), che avrebbero recuperato ben più di quello svantaggio con i 700 euro netti in più in busta paga.
Il passaggio dal sistema retributivo al contributivo, per farla breve, si sarebbe tradotto in 1300 euro al mese in più in busta paga, a causa dei differenti criteri di tassazione. Il maxi aumento, difficile da giustificare in questa congiuntura, è stato scongiurato introducendo una sforbiciata di pari importo. Più che di un taglio, si tratta dunque della sterilizzazione di un aumento. E poi la vera beffa finale: i tagli agli stipendi non torneranno agli italiani. Quelle somme andranno in un fondo a parte. Per cosa? Per gli stessi deputati. Lo anticipa il questore del Pdl, Antonio Mazzocchi, che in serata ha spiegato “questi 1.300 euro che verranno tagliati saranno accantonati in un fondo a tutela di eventuali ricorsi da parte dei deputati”. Insomma, quei soldi non usciranno mai da Montecitorio. Resta la magra consolazione della revisione del sistema dei rimborsi: finalmente dovranno essere motivati da ricevute. Ma anche qui c’è il trucco. Solo la metà di quelli presentati dovranno avere una giustificazione, l’altra no. Così si potrà decidere discrezionalmente cosa è opportuno farsi rimborsare e cosa invece è meglio lasciare senza indicazione della causale. “Un’operazione trasparenza non trasparente”, scrive il Sole24Ore di oggi in un corsivo.
Caustici, ovviamente, i commenti dei giornalisti cui il trucco non è sfuggito. “Se la notizia degli stipendi aumentati fosse uscita, li avrebbero linciati. Così hanno deciso non di tagliarsi lo stipendio, ma di rinunciare a quell’aumento. Provando a fare bella figura gratis davanti a tutti”,ragiona Franco Bechis sul suo blog. E sicuramente oggi risultano un po’ stonate le dichiarazioni di soddisfazione e gli annunci in pompa magna del corpus politico. A partire da quello diGianfranco Fini che appena ricevuto il sì ha iniziato a cinguettare su Twitter “taglio del 10 per cento allo stipendio dei deputati presidente della Camera, vicepresidenti, questori e presidenti di commissione”. Un taglio, si è visto, a salve. E che dire di Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera, che ieri ha parlato di “sacrifici per essere credibili”. Oppure di Guido Crosetto che sulla scorta del (finto) taglio ha invocato nuove e analoghe misure contro i privilegi parlamentari. “Il 2012 deve iniziare all’insegna della sobrietà per tutti gli italiani, ma soprattutto per i politici”, ha invece affermato il vice presidente del Fli, Italo Bocchino.
Ma la storia non è finita. Perché oggi sarà un’altra giornata di tagli strombazzati e annunci roboanti. Perché oggi al Senato tocca pronunciarsi su decisioni simili a quelle della Camera con l’approvazione del superamento del sistema dei vitalizi e la riduzione del 10 per cento di tutte le indennità aggiuntive di funzione, del Consiglio di presidenza e delle presidenze di Commissione. “Inoltre, opereremo sulle indennità dei parlamentari, sempre con tagli analoghi a quelli adottati a Montecitorio”, annuncia il senatore del Pdl Angelo Maria Cicolani, questore di palazzo Madama. “In questo modo – assicura Cicolani – il Parlamento ristabilirà un rapporto di assoluta credibilità con gli elettori e daremo una risposta concreta a chi chiede di ridurre i costi della politica in tempo di crisi”. Bene, si è visto come.
31 gennaio 2012 - Fonte: Il Fatto Quotidiano
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domenica 15 gennaio 2012
Il sottosegratario di Monti, Polillo, la pensa come Berlusconi?
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| Gianfranco Polillo |
E' un concetto ambiguo e facilmente malinterpretabile, se non si ha un'etica morale forte (che la politica di oggi pare avere in gran parte smarrito), un'idea di stampo neoliberista molto pericolosa, che ha prodotto, negli ultimi 17 anni, il Belusconismo e causato innumerevoli danni al paese.
Secondo me descrive molto meglio la realtà una classica massima del '68, cioè che "la nostra libertà finisce quando comincia quella degli altri".
La frase di Berlusconi e ora di Polillo, invece, è del tutto ovvia e scontata. E' impossiblie, infatti, regolamentare tutto quanto con leggi. Si deve puntare di più sull'educazione civica, sul rispetto degli altri, sulla solidarietà, sulla condivisione di valori universali, sul rafforzamento del sentimento nazionale; e quando sarà il momento, ma su basi di fatto e non astratte, all'orgoglio nazionale si potrà pian piano aggiungere anche quello di essere cittadini europei, e alla fine, un bel giorno, quello di essere semplicemente cittadini del mondo.
La frase di polillo è LA PROVA CHE QUESTO GOVERNO NON E' CHE LA CONTINUAZIONE DEL GOVERNO BERLUSCONI SOTTO ALTRE SPOGLIE e con altri mezzi.
Cari professori, voi siete gente che non vive nel mondo reale!!! Svegliatevi anche voi, come hanno già fatto milioni di italiani!
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