Della serie, LETTERA (molto indignata) AD UN IGNORANTE (nel senso di colui che ignora)...
Vai,
vai coi tuoi amici assassini capitalisti e guerrafondai, che senza
fartene accorgere te lo mettono in quel posto...tanto che problema c'è, a
te piace. Se tutta la gente la pensasse come te, i poveri e gli
oppressi del mondo non avrebbero nessuna chance, nessun difensore, nessun diritto a
difendersi da chi li rende schiavi! Ma vai, va...Siamo al limite, spero
che in Italia la gente con questa mentalità yankee, superficiale e
conformista, non aumenti ancora, altrimenti siamo spacciati. L'inferno
che ci aspetta in coda al destino dei tuoi amici nordamericani, dalla
doppia morale (e in realtà amici di nessuno, solo dei soldi), neanche te
lo immagini! Altro che pace e benessere per tutti! Siamo stati
colonizzati fino al midollo da una superpotenza militare (quasi ex
ormai) che ha diviso artificialmente il mondo in buoni e cattivi e che,
per avidita', ci sta trascinando nel baratro dell'inganno e della
falsita' globale. Il tutto col nostro stupido e inconsapevole consenso.
Ma sei proprio sicuro che siamo noi i buoni, con questa smania tutta
occidentale di intrometterci negli equilibri di altri paesi sovrani? Di
"esportare la democrazia", come dicono, a popoli che vivono bene così da
secoli, e che in realta' nasconde solo interessi economici predatòri,
legati al commercio del petrolio e delle armi? E' mai possibile che non
ci rendiamo conto di questa semplice verita'...o non sara' che siamo in
malafede? In ogni caso, nel frattempo ti consiglio di prepararti alla
lotta (armata se vuoi, come ha fatto Che' Guevara, il generoso eroe
cubano che ha dato la vita per gli oppressi e che tu chiami assassino!),
o alla fuga, perchè con l'avvento di Trump da un lato e il problema dei
migranti dall'altra, la nostra pace è in grande pericolo. Infatti, se
non continuiamo a pagare la nostra salata quota NATO, l'ombrello della
difesa atlantica, come un tessuto consunto e tarmato, potrebbe presto
sgretolarsi sotto i nostri occhi italioti sbigottiti. Ossequi alla S.V..
Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
Visualizzazione post con etichetta Imperialismo nordamericano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Imperialismo nordamericano. Mostra tutti i post
martedì 8 agosto 2017
lunedì 6 febbraio 2017
A QUANDO LA RESTITUZIONE DELLA BAIA DI GUANTANAMO AL POPOLO CUBANO?
![]() |
| Marines mentre ritirano le mine antiuomo tra la Base Navale di Guantánamo e Cuba nel 1997. |
Trump vorrebbe comprare l'area di Guantanamo, attualmente in affitto alla Marina USA, per farci un suo campo da Golf privato. Per intenderci, si tratta del luogo dove si trova il famoso carcere che Obama voleva far chiudere incontrando il “no” del Congresso. Ma Cuba non ci pensa minimamente ad accettere tale proposta, non tanto per ostruzionismo politico, ma per il doveroso rispetto dovuto ai numerosi civili cubani che originariamente abitavano quelle zone e che, essendosi opposti ai Marines, furono uccisi.
In realtà GTMO Bay, lungi dall'essere semplicemente una base navale della Marina nordamericana, è una vera e propria base militare nascosta, piena di armi. Cosa aspetta dunque Raul Castro a fare un patto militare con Putin o con la Cina per dare un ultimatum di sgombero agli USA, minacciando se serve anche un’altra crisi come quella della Baia dei Porci?
Per gli Stati Uniti la loro presenza in loco sarebbe legittimata, in base al Diritto Internazionale, da un legale contratto di locazione perpetua, offerta nel 1903 dal primo presidente cubano, Tomas Estrada Palma, in cambio dell’aiuto nordamericano all’isola nella guerra ispano-americana. Contratto che i cubani però contestano perché non sarebbe affatto conforme al Diritto Internazionale.
Infatti il Governo cubano post-rivoluzionario non riconosce come proprie, sempre in conformità al diritto internazionale, le obbligazioni dei precedenti Governi di Cuba. Che la Rivoluzione socialista abbia di fatto cancellato ogni accordo precedente, lo si puo’ constatare anche dalla legittima confisca delle proprietà yankees sull’Isola all’indomani della fuga del dittatore Batista, nel 1959. Si chiama principio di autodeterminazione dei popoli, oltre che legittima guerra di liberazione contro un esercito straniero colonialista ed oppressore.
Ritornando alla questione della baia, quel territorio del Municipo di Guantanamo che in passato veniva chiamato Granada, quel che è certo è che la sua occupazione è totalmente illegittima. Infatti anche il famoso primigenio contratto di locazione del 1903 lo sarebbe, in quanto onorato una sola volta e mai piu’ revisionato dai successivi governi cubani, che non accettarono mai piu' un dollaro d'affitto. Che ci fanno allora ancora lì i soldati americani, ad occupare colonialmente ed abusivamente un area di uno Stato sovrano e indipendente? Perchè l’ONU non si esprime in proposito? Sarebbe ora che i Marines se ne andassero, visto anche il modo brutale con cui l'area fu ri-occupata negli anni ‘80 durante la guerra fredda.
Fu infatti un’operazione militare a sorpresa pianificata a tavolino, tanto fulminea quanto vile, dove morirono eroicamente un numero imprecisato di cubani, probabilmente centinaia, tra uomini, donne e bambini. E anche solo per il rispetto dovuto a questi morti, i cubani non accetteranno mai di insediarvi un area da Golf! Quindi, caro irriverente ex uomo d’affari, e ora Presidente, Trump, se ne faccia una ragione e lasci la Baia di Guantanamo al suo legittimo proprietario, ovvero il popolo cubano.
Categorie:
Cuba,
Imperialismo nordamericano,
Storia cubana
domenica 7 settembre 2014
LA TOURNEE DELL'AGENTE YOANI
21 febbraio 2013.
Estados Unidos, Alemania y España tras el viaje de Yoani Sánchez por el mundo. Froilán González y Adys Cupull Cuba está de fiesta, celebra la Feria Internacional del Libro dedicada por primera vez a un país de Africa, Angola. Plena de alegrías con la visita de centenares de escritores de todo el mundo. La presencia de intelectuales y artistas de la delegación del hermano pueblo, despierta el entusiamo e interés de los cubanos por conocer más sobre ese país tan entrañablemente querido. En este mes coincide otra noticia Raúl Castro Ruz, presidente de los Consejos de Estado y de Ministros, recibió en la tarde de este martes al honorable Senador Patrick Leahy, demócrata del Estado de Vermont, presidente Pro Témpore del Senado y presidente de su Comité Judicial, quien encabeza una delegación integrada por la Sra. Debbie Stabenow, senadora demócrata del Estado de Michigan y presidenta del Comité de Nutrición y Recursos Forestales; Sr. Sherrod Brown, senador demócrata del Estado de Ohio; Sr. Sheldon Whitehouse, senador demócrata del Estado de Rhode Island; Sr. Jeff Flake, senador republicano del Estado de Arizona; Sr. James Mc Govern, representante demócrata del Estado de Massachusetts; Sr. Chris Van Hollen, representante demócrata del Estado de Maryland, y otros acompañantes.La comitiva está encabezada por el senador demócrata Patrick Leahy, quien visitó el año pasado la isla con otra delegación de legisladores y se entrevistó también con el Presidente de Cuba.También se anunció el recorrido por la calles habaneras de Gary Heathcott, uno de los importantes publicista y periodista estadounidense, quien reconoció que su más anhelado sueño consiste en la buena vecindad entre su país y Cuba.
Mientras estos encuentros se desarrollaban, un reportero europeo desinformado y despistado como siempre, y con varios años a distancia trataba de entrevistar a los llamados disidentes, empeñados en enturbiar las relaciones de Cuba con el mundo.Sus propósitos se vieron frustados porque la mayoría estaban de largas giras en el exterior: Uno se encuentra en Suecia, otro en Suiza, la presidenta de las Damas de Blanco, realizando trámites para viajar a Panamá, invitada y financiada por la ultraderecha de Alemania y Yoani Sánchez, en Brasil, primera escala de una gira de tres meses por el mundo, invitada por organizaciones de ultraderecha y sectores afines. Todo no ha sido como esperaban los anfitriones y Yoani, quien llegó en horas de la madrugada del 11 de febrero al Aeropuerto Internacional Guararapes de la ciudad de Recife, capital del estado de Pernambuco, en un vuelo procedente de Panamá. Fue recibida con flores y regalos por el anfitrión y algunos periodistas, pero con gran sorpresa para todos y a pesar de la hora, grupos de manifestantes protestaban por la visita y mostraban pancartas donde se podían leer: "Yoani espía de la CIA", "Viva Cuba" y "Yoani Sánchez mentira internacional patrocinada por la CIA".
En Recife, tomó otro avión para Salvador, donde encontró otros manifestantes que rechazaban su visita. Decenas de personas la esperaron en el aeropuerto Luis Eduardo Magalhaes, con pancartas en las que la denunciaban como mercenaria y gritaban “Cuba sí, yanquis no”. Luego continuó por tierra hasta Feira de Santana, ciudad del estado de Bahía donde estaba previsto la exhibición de un documental contra la Revolución Cubana, en el cual es la protagonista. El acto estaba programado para las 19:00 horas, pero fue necesario demorarlo por más de 4 por las protestas de los manifestantes.
Según los reportes de prensa cinco policías custodiaban el estrado donde Sánchez estaba acompañada por el autor del film, el brasileño Dado Galvao. Cuando el documental mostró las declaraciones de Yoani Sánchez con informaciones falsas y tendenciosas, los asistentes al salón del Museu del Saber, en el que se llevaba a cabo el acto, la increparon con gritos de "Viva la Revolución" y "Cuba sí, yanquis no", y muchos de los asistentes los secundaron en coro.
Entre los lemas y gritos le decían: "Agente de la CIA", "mercenaria anticubana", "asalariada de Washington", "sirvienta de la mafia terrorista de Miami", "enemiga de los pueblos latinoamericanos".
La Sánchez se negó a responder cuando le preguntaron por qué no reclamaba la devolución de la base naval de Guantánamo que el Gobierno de Estados Unidos ocupa ilegalmente en Cuba y la ha convertido en un centro de torturas, humillaciones y violaciónes de los derechos humanos. Tampoco quiso hablar sobre los cinco cubanos presos injustamente en Estados Unidos.
Un fotógrafo colaborador de EFE declaró que no hubo violencia física sino agresiones verbales y, ante la falta de acuerdo, suspendieron la presentación del documental. Ya pasaban las 23:00 horas.
Según el diario Folha de Sao Paulo, los manifestantes le gritaron: ¡traidora! y otras proclamas a favor de Cuba. Al mismo tiempo, pidieron debatir con la bloguera.
En el exterior del edificio había un cartel que denunciaba a la CIA y la ultraderecha de Estados Unidos, Alemania y España como las financiadoras del largo viaje.
La Sánchez criticó aquellas protestas y pidió que fuera reforzada su seguridad, declaró: "Los gritos, los insultos, fue como si hubiesen sido orquestados por terroristas..." y afirmó que los manifestantes querían lincharla.
La custodia de la Policía Militar brasileña fue solicitada por el alcalde de Feira de Santana y Yoani Sánchez dijo: "Fue un gesto muy positivo blindarme con esa protección. Pero lamento que la situación haya llegado a este punto...".
Tanto en Recife como en Salvador, los manifestantes mostraron fotografías de Fidel Castro y del Ché Guevara.
Caio Botelho Ferreira, de la juventud del Partido Comunista do Brasil declaró:
"...Ella está financiada por una nación extranjera, defendemos el derecho de opinión de que cualquiera pueda hacer críticas a su país pero no estamos de acuerdo en que reciba dinero de un país extranjero para atacar a otro".
Según el programa planificado ellacontinuará el recorrido a Santiago de Chile para un convite con grupos, defensores de la más infame dictadura que ha sufrido el pueblo chileno y de su máximo representante: Augusto Pinochet. Posteriormente visitará México para impartir una conferencias en la ciudad de Puebla, donde es invitada de honor de la Sociedad Interamericana de Prensa (SIP). En México fue señalada como la moderna Malinche.
La extensa gira incluye Estados Unidos, con encuentros en Nueva York, Washington y Miami. Según los despachos de prensa será recibida en las oficinas del New York Times y en Miami recibirá el 1 de abril la Medalla Presidencial que le concederá la institución educativa Miami Dade College (MDC) y ofrecerá una charla que será retransmitida en directo por internet.
Esta distinción se le ha entregado en años anteriores a Lech Walesa, Mikhail Gorbachev, Bill Clinton, Muhammad Yunus, Madeleine Albright, José María Aznar y Álvaro Uribe, según detalló el Miami Dade College.
Entre los países a recorrer por Yoani Sánchez se incluyen Argentina, Canadá, Perú, España, Italia, Polonia, Alemania, República Checa, Países Bajos y Suiza. Tal vez desde allí se realicé su sueño: Desayunar en Madrid, almorzar en Miami y cenar en Australia.En América Latina la gira ha comenzado muy diferente a lo organizado. Los pueblos de esta región no son fáciles de engañar, tampoco los europeos, aunque a veces les venden carne de caballo y de burro como si fuera de vacuno, esta vez, creo que se darán cuenta muy rápidamente del producto falseado.La próxima escala de Yoani Sánchez sería Argentina, pero hay acusaciones de su esposo que le demoraron la visa. Sin embargo, desde Buenos Aires se escuchan mensajes de protestas, entre ella del director del museo Che Guevara de Buenos Aires, Eladio González, quien declaró que tiene la entrada prohibida al recinto y le formuló un cuestionario con 40 pregunas, que circulan por la red, para que Yoani usando su blog dé respuestas a sus lectores. Solo nos limitaremos a unas pocas de ellas:
1.- ¿Quién organiza y financia su gira mundial?
2.- En agosto de 2002, después que usted se casara con un ciudadano alemán llamado Karl G., abandonó Cuba...
4.- ¿Cómo pudo casarse con Karl G. si ya estaba casada con su actual esposo Reinaldo Escobar?
15. - ¿Quién se esconde detrás de su sitio desdecuba.net cuyo servidor está alojado en Alemania por la empresa Cronos AG Regensburg registrado bajo el nombre de Josef Biechele, que aloja también sitios Internet de extrema derecha?
16. - ¿Cómo pudo hacer su registro de dominio mediante la empresa estadounidense GoDady, ya que lo prohíbe formalmente la legislación sobre las sanciones económicas?
17. Su blog está disponible en no menos de 18 idiomas (inglés, francés, español, italiano, alemán, portugués, ruso, esloveno, polaco, chino, japonés, lituano, checo, búlgaro, holandés, finlandés, húngaro, coreano y griego). Ningún otro sitio del mundo, incluso los de las más importantes instituciones internacionales como por ejemplo las Naciones Unidas, el Banco Mundial, el Fondo Monetario Internacional, la OCDE o la Unión Europea, dispone de tantas versiones lingüísticas. Ni el sitio del Departamento de Estado de Estados Unidos ni el de la CIA disponen de semejante variedad. ¿Quién financia las traducciones?
27.- ¿Por qué usted, tan expresiva en su blog, oculta sus encuentros con los diplomáticos estadounidenses en La Habana?
28.- Entre el 16 y el 22 de septiembre de 2010, usted se reunió secretamente en su apartamento con la subsecretaria de Estado estadounidense Bisa Williams durante su visita a Cuba, como lo revelan los documentos de Wikileaks. ¿Por qué mantuvo un manto de silencio sobre este encuentro? ¿De qué hablaron?
29.- Michael Parmly, antiguo jefe de la diplomacia estadounidense en La Habana afirma que se reunía regularmente con usted en su residencia personal como lo indican los documentos confidenciales de la SINA. En una entrevista, hizo partícipe de su preocupación respecto a la publicación de los cables diplomáticos estadunidenses por Wikileaks: “Me molestaría mucho que las numerosas conversaciones que tuve con Yoani Sánchez se publicaran. Ella podría pagar las consecuencias toda la vida”. La pregunta que viene inmediatamente a la mente es la siguiente: ¿cuáles son las razones por las que usted tendría problemas con la justicia cubana si su actuación, como afirma, respeta el marco de la legalidad?
38.- ¿Le parece normal que Estados Unidos financie una oposición interna en Cuba para conseguir “un cambio de régimen”?
40. ¿Qué intereses se esconden detrás de su persona?
Fuente: https://www.facebook.com/notes/asicuba-umbria/la-tournee-dellagente-yoani/10151230759281486
Estados Unidos, Alemania y España tras el viaje de Yoani Sánchez por el mundo. Froilán González y Adys Cupull Cuba está de fiesta, celebra la Feria Internacional del Libro dedicada por primera vez a un país de Africa, Angola. Plena de alegrías con la visita de centenares de escritores de todo el mundo. La presencia de intelectuales y artistas de la delegación del hermano pueblo, despierta el entusiamo e interés de los cubanos por conocer más sobre ese país tan entrañablemente querido. En este mes coincide otra noticia Raúl Castro Ruz, presidente de los Consejos de Estado y de Ministros, recibió en la tarde de este martes al honorable Senador Patrick Leahy, demócrata del Estado de Vermont, presidente Pro Témpore del Senado y presidente de su Comité Judicial, quien encabeza una delegación integrada por la Sra. Debbie Stabenow, senadora demócrata del Estado de Michigan y presidenta del Comité de Nutrición y Recursos Forestales; Sr. Sherrod Brown, senador demócrata del Estado de Ohio; Sr. Sheldon Whitehouse, senador demócrata del Estado de Rhode Island; Sr. Jeff Flake, senador republicano del Estado de Arizona; Sr. James Mc Govern, representante demócrata del Estado de Massachusetts; Sr. Chris Van Hollen, representante demócrata del Estado de Maryland, y otros acompañantes.La comitiva está encabezada por el senador demócrata Patrick Leahy, quien visitó el año pasado la isla con otra delegación de legisladores y se entrevistó también con el Presidente de Cuba.También se anunció el recorrido por la calles habaneras de Gary Heathcott, uno de los importantes publicista y periodista estadounidense, quien reconoció que su más anhelado sueño consiste en la buena vecindad entre su país y Cuba.
Mientras estos encuentros se desarrollaban, un reportero europeo desinformado y despistado como siempre, y con varios años a distancia trataba de entrevistar a los llamados disidentes, empeñados en enturbiar las relaciones de Cuba con el mundo.Sus propósitos se vieron frustados porque la mayoría estaban de largas giras en el exterior: Uno se encuentra en Suecia, otro en Suiza, la presidenta de las Damas de Blanco, realizando trámites para viajar a Panamá, invitada y financiada por la ultraderecha de Alemania y Yoani Sánchez, en Brasil, primera escala de una gira de tres meses por el mundo, invitada por organizaciones de ultraderecha y sectores afines. Todo no ha sido como esperaban los anfitriones y Yoani, quien llegó en horas de la madrugada del 11 de febrero al Aeropuerto Internacional Guararapes de la ciudad de Recife, capital del estado de Pernambuco, en un vuelo procedente de Panamá. Fue recibida con flores y regalos por el anfitrión y algunos periodistas, pero con gran sorpresa para todos y a pesar de la hora, grupos de manifestantes protestaban por la visita y mostraban pancartas donde se podían leer: "Yoani espía de la CIA", "Viva Cuba" y "Yoani Sánchez mentira internacional patrocinada por la CIA".
En Recife, tomó otro avión para Salvador, donde encontró otros manifestantes que rechazaban su visita. Decenas de personas la esperaron en el aeropuerto Luis Eduardo Magalhaes, con pancartas en las que la denunciaban como mercenaria y gritaban “Cuba sí, yanquis no”. Luego continuó por tierra hasta Feira de Santana, ciudad del estado de Bahía donde estaba previsto la exhibición de un documental contra la Revolución Cubana, en el cual es la protagonista. El acto estaba programado para las 19:00 horas, pero fue necesario demorarlo por más de 4 por las protestas de los manifestantes.
Según los reportes de prensa cinco policías custodiaban el estrado donde Sánchez estaba acompañada por el autor del film, el brasileño Dado Galvao. Cuando el documental mostró las declaraciones de Yoani Sánchez con informaciones falsas y tendenciosas, los asistentes al salón del Museu del Saber, en el que se llevaba a cabo el acto, la increparon con gritos de "Viva la Revolución" y "Cuba sí, yanquis no", y muchos de los asistentes los secundaron en coro.
Entre los lemas y gritos le decían: "Agente de la CIA", "mercenaria anticubana", "asalariada de Washington", "sirvienta de la mafia terrorista de Miami", "enemiga de los pueblos latinoamericanos".
La Sánchez se negó a responder cuando le preguntaron por qué no reclamaba la devolución de la base naval de Guantánamo que el Gobierno de Estados Unidos ocupa ilegalmente en Cuba y la ha convertido en un centro de torturas, humillaciones y violaciónes de los derechos humanos. Tampoco quiso hablar sobre los cinco cubanos presos injustamente en Estados Unidos.
Un fotógrafo colaborador de EFE declaró que no hubo violencia física sino agresiones verbales y, ante la falta de acuerdo, suspendieron la presentación del documental. Ya pasaban las 23:00 horas.
Según el diario Folha de Sao Paulo, los manifestantes le gritaron: ¡traidora! y otras proclamas a favor de Cuba. Al mismo tiempo, pidieron debatir con la bloguera.
En el exterior del edificio había un cartel que denunciaba a la CIA y la ultraderecha de Estados Unidos, Alemania y España como las financiadoras del largo viaje.
La Sánchez criticó aquellas protestas y pidió que fuera reforzada su seguridad, declaró: "Los gritos, los insultos, fue como si hubiesen sido orquestados por terroristas..." y afirmó que los manifestantes querían lincharla.
La custodia de la Policía Militar brasileña fue solicitada por el alcalde de Feira de Santana y Yoani Sánchez dijo: "Fue un gesto muy positivo blindarme con esa protección. Pero lamento que la situación haya llegado a este punto...".
Tanto en Recife como en Salvador, los manifestantes mostraron fotografías de Fidel Castro y del Ché Guevara.
Caio Botelho Ferreira, de la juventud del Partido Comunista do Brasil declaró:
"...Ella está financiada por una nación extranjera, defendemos el derecho de opinión de que cualquiera pueda hacer críticas a su país pero no estamos de acuerdo en que reciba dinero de un país extranjero para atacar a otro".
Según el programa planificado ellacontinuará el recorrido a Santiago de Chile para un convite con grupos, defensores de la más infame dictadura que ha sufrido el pueblo chileno y de su máximo representante: Augusto Pinochet. Posteriormente visitará México para impartir una conferencias en la ciudad de Puebla, donde es invitada de honor de la Sociedad Interamericana de Prensa (SIP). En México fue señalada como la moderna Malinche.
La extensa gira incluye Estados Unidos, con encuentros en Nueva York, Washington y Miami. Según los despachos de prensa será recibida en las oficinas del New York Times y en Miami recibirá el 1 de abril la Medalla Presidencial que le concederá la institución educativa Miami Dade College (MDC) y ofrecerá una charla que será retransmitida en directo por internet.
Esta distinción se le ha entregado en años anteriores a Lech Walesa, Mikhail Gorbachev, Bill Clinton, Muhammad Yunus, Madeleine Albright, José María Aznar y Álvaro Uribe, según detalló el Miami Dade College.
Entre los países a recorrer por Yoani Sánchez se incluyen Argentina, Canadá, Perú, España, Italia, Polonia, Alemania, República Checa, Países Bajos y Suiza. Tal vez desde allí se realicé su sueño: Desayunar en Madrid, almorzar en Miami y cenar en Australia.En América Latina la gira ha comenzado muy diferente a lo organizado. Los pueblos de esta región no son fáciles de engañar, tampoco los europeos, aunque a veces les venden carne de caballo y de burro como si fuera de vacuno, esta vez, creo que se darán cuenta muy rápidamente del producto falseado.La próxima escala de Yoani Sánchez sería Argentina, pero hay acusaciones de su esposo que le demoraron la visa. Sin embargo, desde Buenos Aires se escuchan mensajes de protestas, entre ella del director del museo Che Guevara de Buenos Aires, Eladio González, quien declaró que tiene la entrada prohibida al recinto y le formuló un cuestionario con 40 pregunas, que circulan por la red, para que Yoani usando su blog dé respuestas a sus lectores. Solo nos limitaremos a unas pocas de ellas:
1.- ¿Quién organiza y financia su gira mundial?
2.- En agosto de 2002, después que usted se casara con un ciudadano alemán llamado Karl G., abandonó Cuba...
4.- ¿Cómo pudo casarse con Karl G. si ya estaba casada con su actual esposo Reinaldo Escobar?
15. - ¿Quién se esconde detrás de su sitio desdecuba.net cuyo servidor está alojado en Alemania por la empresa Cronos AG Regensburg registrado bajo el nombre de Josef Biechele, que aloja también sitios Internet de extrema derecha?
16. - ¿Cómo pudo hacer su registro de dominio mediante la empresa estadounidense GoDady, ya que lo prohíbe formalmente la legislación sobre las sanciones económicas?
17. Su blog está disponible en no menos de 18 idiomas (inglés, francés, español, italiano, alemán, portugués, ruso, esloveno, polaco, chino, japonés, lituano, checo, búlgaro, holandés, finlandés, húngaro, coreano y griego). Ningún otro sitio del mundo, incluso los de las más importantes instituciones internacionales como por ejemplo las Naciones Unidas, el Banco Mundial, el Fondo Monetario Internacional, la OCDE o la Unión Europea, dispone de tantas versiones lingüísticas. Ni el sitio del Departamento de Estado de Estados Unidos ni el de la CIA disponen de semejante variedad. ¿Quién financia las traducciones?
27.- ¿Por qué usted, tan expresiva en su blog, oculta sus encuentros con los diplomáticos estadounidenses en La Habana?
28.- Entre el 16 y el 22 de septiembre de 2010, usted se reunió secretamente en su apartamento con la subsecretaria de Estado estadounidense Bisa Williams durante su visita a Cuba, como lo revelan los documentos de Wikileaks. ¿Por qué mantuvo un manto de silencio sobre este encuentro? ¿De qué hablaron?
29.- Michael Parmly, antiguo jefe de la diplomacia estadounidense en La Habana afirma que se reunía regularmente con usted en su residencia personal como lo indican los documentos confidenciales de la SINA. En una entrevista, hizo partícipe de su preocupación respecto a la publicación de los cables diplomáticos estadunidenses por Wikileaks: “Me molestaría mucho que las numerosas conversaciones que tuve con Yoani Sánchez se publicaran. Ella podría pagar las consecuencias toda la vida”. La pregunta que viene inmediatamente a la mente es la siguiente: ¿cuáles son las razones por las que usted tendría problemas con la justicia cubana si su actuación, como afirma, respeta el marco de la legalidad?
38.- ¿Le parece normal que Estados Unidos financie una oposición interna en Cuba para conseguir “un cambio de régimen”?
40. ¿Qué intereses se esconden detrás de su persona?
Fuente: https://www.facebook.com/notes/asicuba-umbria/la-tournee-dellagente-yoani/10151230759281486
Categorie:
Complotto contro Cuba,
Guzanera,
Imperialismo nordamericano,
Yoani Sanchez
domenica 10 marzo 2013
Peculiar cáncer ataca presidentes
Nota: El contenido difundido por TFS es muy abierto, esto origina prejuicio hacia diversas tendencias, solo procuramos que usted lea, piense y saque sus propias conclusiones.
Citas:
“Hillary Clinton debería renunciar si se demuestra que es responsable de haber ordenado a diplomáticos norteamericanos espiar a las Naciones Unidas, en violación de los convenios internacionales que Estados Unidos ha firmado. Sí, ella debería renunciar”.
“Existen secretos legítimos: tu historial médico. Pero el secreto no debería ser usado para cubrir abusos”.
“¿Cómo es que un equipo de cinco personas ha llegado a mostrarle al público la información más reprimida, a ese nivel, que el resto de la prensa mundial junta? Es vergonzoso”.
“Wikileaks es un servicio público internacional; nos especializamos en permitir a periodistas o informantes que han sido censurados a presentar sus materiales al público”.
Julian Assange.
Lo supimos a través de las revelaciones de Wikileaks: Hace dos años, Hilary Clinton envió al embajador en Buenos Aires un mensaje secreto para pedirle que investigue la salud de la Presidenta Cristina Fernández. Necesitaba saber sus hábitos personales, sus gustos, cómo ella manejaba el estrés en relación con su trabajo, y muy particularmente hizo ésta pregunta: ¿Acaso tomaba alguna medicina y cual sería?
¿Por qué será que la Jefa del Departamento de Estado estaba indagando en secreto semejante información acerca de la salud de una jefa de Estado?
Extrañas coincidencias: Al poco tiempo, la Presidenta Cristina Fernández, que hasta ahora había disfrutado de una excelente salud, de pronto se le detectó un tumor de la glándula tiroidea. Por suerte, nos enteramos luego que se trató de un tumor benigno. Otro hecho ocurrió de repente: Su esposo, antiguo Presidente Néstor Kirchner entonces candidato de nuevo a la presidencia, había tomado un café en un hotel en la Patagonia donde acostumbraba ir. A las pocas horas, de noche, fue presa de un repentino malestar y murió de infarto fulminante del miocardio. Otras noticias no menos sorprendentes: El Presidente de Paraguay, Fernando Lugo tuvo un cáncer linfático. También la Presidenta Dilma Rousseff padeció de cáncer mientras estaba en campaña electoral. Ella era antiguo líder de un movimiento de liberación nacional en los años terribles de la dictadura militar apoyada por Estados Unidos, fue detenida y torturada. A su vez, el Presidente Lula da Silva de pronto sufrió de cáncer, su pueblo lo reclamaba para presentarse a futuras elecciones.
El Presidente de Venezuela Hugo Chávez quien tenía perspectivas muy favorables para presentarse por un nuevo periodo presidencial, sufrió una y otra vez en recaídas de un tumor canceroso particularmente maligno. En fin, llaman la atención poderosamente esta verdadera serie de graves accidentes de salud física fatales en algunos casos.
Eran y son jefes de Estado con antecedentes de buena salud con similares virtudes de ser portadores de la esperanza de sus pueblos y hasta de continentes del Gran Sur, aportando el aliento del cambio social, a la vez enfrentándose con mayor o menor grado a los intentos del imperio de los EEUU por derrocarlos, desprestigiarlos, alentar conspiradores locales contra ellos. Nunca dejó esos planes criminales, de allí nace la sospecha en su contra cada vez que surge un intento de golpe de Estado, una maniobra artera de sus aliados locales derechistas. En suma, se hace casi evidente encontrar su mano peluda al descubrir esa cascada peculiar de canceres persiguiendo jefes de Estado de orientación patriótica y antiimperialista. De hecho, es de conocimiento público que hace varios años ya, la CIA y el Pentágono al igual que su apéndice Israel- han desarrollado y utilizado en varias ocasiones un tipo de armamento biológico letal con una variedad de objetivos.
Pocos años atrás, Fidel estando de regreso de un viaje oficial en Argentina sufrió de pronto de una misteriosa hemorragia interna que lo puso al borde de la muerte. Resucitó por milagro y gracias al talento legendario de los médicos cubanos. Anteriormente, Yasser Arafat acosado durante dos años por constantes disparos de armas pesadas contra su residencia en Ramallah, cuando se negaba a ser deportado según lo requería Sharon, fue víctima de envenenamiento fulminante de sus glóbulos rojos y ni siquiera se pudo diagnosticar el producto letal en el hospital de París por los expertos médicos franceses. Murió de repente. Solo recientemente, se está investigando de nuevo la causa de su muerte.
En los últimos 50 años, Fidel fue blanco de alrededor de 700 y más intentos de asesinato (ha entrado ya en los anales de Guinness!), incluyendo medios biológicos sofisticados preparados en laboratorios de la CIA y el Pentágono, intentos de asesinato revelados tanto por Wikileaks como por otras fuentes oficiales y periodisticas.*
En la historia no lejana, cuando no se trata de golpe de Estado militar fomentado por la CIA sea en Chile contra el presidente Salvador Allende, o más recientemente en Honduras contra el presidente Manuel Zelaya, sin olvidarnos los intentos frustrados contra Evo y Correa, el imperio está entonces urdiendo atentados disfrazados de accidentes de avión como fue el caso del Presidente de Panamá Omar Torrijos quien nacionalizó el canal (!); o el Presidente progresista Samora Machel, de Mozambique. En otros escenarios, fue el vil y cobarde asesinato del Che y recientemente el horroroso linchamiento de Muammar Gaddafi. Estos grandes líderes eran dignos patriotas de países del Sur que se oponían todos a la dominación imperialista de los Estados Unidos.
La tragedia que nos golpeó con la muerte altamente sospechosa de Arafat, hoy nos sofoca con la pérdida irreparable del Presidente Chávez, nos obliga a preguntarnos: ¿Como ese odio del enemigo llega tan cerca hasta atentar de forma insidiosa contra la vida del líder del pueblo? Mientras la responsabilidad política y moral del crimen recae directamente sobre las fuerzas de ese imperio, su responsabilidad penal más temprano que tarde se hará evidente a plena luz, ante el pueblo y la Historia.
De: Shaahidun.wordpress.com
Categorie:
America Latina,
CIA,
Imperialismo nordamericano
giovedì 7 marzo 2013
Hay evidencias que EE.UU. habría inducido el cáncer a Hugo Chávez
Pubblicato in data 05/mar/2013
Hay evidencias concretas de que EE.UU. cuenta con la tecnología necesaria para atentar contra la vida del presidente venezolano Hugo Chávez, así lo aseguró la abogada y escritora Eva Golinger.
"Hay información que desde los años 70 intentaban asesinar por ejemplo al presidente cubano en ese momento, Fidel Castro, con radiación además de otros métodos. Eso no es ningún secreto, todo eso ha sido revelado en miles de documentos desclasificados. Podemos imaginar ahora la capacidad de estas armas que posee hoy en día EE.UU. Ha empleado diferentes armas biológicas contra sus adversarios", agregó Golinger.
Washington "tiene alta capacidad científica y biológica. Ha habido también otros intentos de atentado contra la vida de Chávez en los últimos años. Muchos medios de comunicación, figuras políticas de EE.UU. y sus aliados han intentado desfigurar esta información, manipularla y distorsionarla y hacer de quienes lo denuncian como si fuera una locura o como si se tratara de ciencia ficción. Sin embargo es una realidad, hay evidencias de que esta capacidad existe", aseguró.
Texto completo en: http://actualidad.rt.com/actualidad/view/88236-chavez-venezuela-eeuu-armas-biologicas
Hay evidencias concretas de que EE.UU. cuenta con la tecnología necesaria para atentar contra la vida del presidente venezolano Hugo Chávez, así lo aseguró la abogada y escritora Eva Golinger.
"Hay información que desde los años 70 intentaban asesinar por ejemplo al presidente cubano en ese momento, Fidel Castro, con radiación además de otros métodos. Eso no es ningún secreto, todo eso ha sido revelado en miles de documentos desclasificados. Podemos imaginar ahora la capacidad de estas armas que posee hoy en día EE.UU. Ha empleado diferentes armas biológicas contra sus adversarios", agregó Golinger.
Washington "tiene alta capacidad científica y biológica. Ha habido también otros intentos de atentado contra la vida de Chávez en los últimos años. Muchos medios de comunicación, figuras políticas de EE.UU. y sus aliados han intentado desfigurar esta información, manipularla y distorsionarla y hacer de quienes lo denuncian como si fuera una locura o como si se tratara de ciencia ficción. Sin embargo es una realidad, hay evidencias de que esta capacidad existe", aseguró.
Texto completo en: http://actualidad.rt.com/actualidad/view/88236-chavez-venezuela-eeuu-armas-biologicas
Categorie:
Hugo Chavez,
Imperialismo nordamericano
domenica 18 dicembre 2011
“EE. UU. vincula a narcotráfico e islamistas para intervenir en México”
La División de Operaciones Especiales de la Agencia Antidrogas de Estados Unidos (DEA, por sus siglas en inglés) asegura en un informe presentado ante el Congreso del país que “el nexo entre el narcotráfico [mexicano] y el terrorismo está bien establecido”. Sin embargo, algunos expertos consideran que el Gobierno estadounidense usa esa teoría como pretexto para inmiscuirse en los asuntos internos de México.
Aunque el Gobierno federal de México rechaza la existencia de vínculos entre carteles de la droga y grupos terroristas islamistas, EE. UU. estableció una conexión entre una organización criminal mexicana y el presunto complot iraní orquestado para asesinar al embajador de Arabia Saudita en Estados Unidos el pasado mes de septiembre.
El informe cuenta el caso del presunto terrorista Manssor Arbabsiar que se dirigió a un hombre al que consideraba miembro de un cartel de traficantes “porque suponía que la gente en el negocio del narcotráfico está dispuesta a emprender la actividad criminal a cambio de dinero”. Sin embargo, la persona con la que había contactado era un informante de la DEA.
El profesor de la Universidad Autónoma de Ciudad Juárez Víctor Manuel Quintana rechaza de manera categórica la posibilidad de que existan vínculos de mexicanos con terroristas islámicos. “Es indudable que los carteles mexicanos realizan acciones terroristas, pero son por iniciativa propia”, afirma el experto mexicano. "El Gobierno estadounidense exagera en sus informes debido a sus intereses de intervenir cada vez más en el territorio mexicano", agrega Quintana.
En el contexto de este y otros casos, el informe fija como uno de los desafíos a la seguridad nacional del país norteamericano la detección y desmantelamiento de los vínculos entre el crimen organizado y los grupos fundamentalistas en distintas partes del mundo.
04 dic 2011 - Fuente
Aunque el Gobierno federal de México rechaza la existencia de vínculos entre carteles de la droga y grupos terroristas islamistas, EE. UU. estableció una conexión entre una organización criminal mexicana y el presunto complot iraní orquestado para asesinar al embajador de Arabia Saudita en Estados Unidos el pasado mes de septiembre.
El informe cuenta el caso del presunto terrorista Manssor Arbabsiar que se dirigió a un hombre al que consideraba miembro de un cartel de traficantes “porque suponía que la gente en el negocio del narcotráfico está dispuesta a emprender la actividad criminal a cambio de dinero”. Sin embargo, la persona con la que había contactado era un informante de la DEA.
El profesor de la Universidad Autónoma de Ciudad Juárez Víctor Manuel Quintana rechaza de manera categórica la posibilidad de que existan vínculos de mexicanos con terroristas islámicos. “Es indudable que los carteles mexicanos realizan acciones terroristas, pero son por iniciativa propia”, afirma el experto mexicano. "El Gobierno estadounidense exagera en sus informes debido a sus intereses de intervenir cada vez más en el territorio mexicano", agrega Quintana.
En el contexto de este y otros casos, el informe fija como uno de los desafíos a la seguridad nacional del país norteamericano la detección y desmantelamiento de los vínculos entre el crimen organizado y los grupos fundamentalistas en distintas partes del mundo.
04 dic 2011 - Fuente
Categorie:
Imperialismo nordamericano,
Injerencia USA,
Mexico,
Politica estera USA
sabato 5 novembre 2011
Obama amenaza a Cuba para el próximo año
Pese a la cantidad de países que pidieron el fin del bloqueo contra Cuba en la ONU, el presidente de Estados Unidos, Barack Obama, afirmó que no tiene intenciones de eliminar el embargo. teleSUR
EE.UU. no levantará bloqueo a Cuba (Obama, 29.9.2011)
PATRIA SOCIALISTA O MUERTE !VIVIREMOS Y VENCEREMOS!
NEGRA ES SU ALMA DE OBAMA
NEGRA ES SU LEGITIMIDAD DE OBAMA
NEGRO ES EL DESTINO QUE NOS DIBUJA OBAMA
ROJA ES LA REVOLUCION
ROJA ES LA SANGRE DE NUESTROS MARTIRES
SOCIALISMO O MUERTE
VENCEREMOS
“Al menos hasta ahora no hemos visto un verdadero espirito de transformación dentro de Cuba, que justifique la eliminación del embargo de EEUU. No se que va a pasar durante el próximo año, pero estamos preparados para ver lo que sucede en Cuba...” - Barak Obama
Cínicamente Barak Obama no sabe que va a pasar en Cuba en el próximo año a pesar de estar preparado y ya anunciar que “[Cuba] ...necesita ponerse al día con la Historia” - Barak Obama. Suena como amenaza cuando son los EE.UU los protagonistas de todos las guerras, invasiones de estas ultimas decadas ahora supuestamente para defenderse de los terroristas del clan de Bin Laden que ya ha muerto.
Teniendo en cuenta que la crisis económica y/o las malas cuentas macroeconomicas de una nación determinan o generan hoy en dia y especialmente en los EE.UU y la UU.EE (Union Europea) incendios sociales, cuando lo dice el comandante en jefe de la Otan y de las Fuerzas armadas de los EE.UU se puede interpretar mejor como una amenaza que la risible comedia de un presidente de la gran nación norte americana fingiendo no tener nada previsto a 90 millas de Miami.
¿Sera que estan planeando una zona de exclusion aerea humanitaria en Cuba cuando esperan finalizar con Libia?
Seguimiento:
ALERTA ROJA / confabulacion.com
EE.UU. no levantará bloqueo a Cuba (Obama, 29.9.2011)
PATRIA SOCIALISTA O MUERTE !VIVIREMOS Y VENCEREMOS!
NEGRA ES SU ALMA DE OBAMA
NEGRA ES SU LEGITIMIDAD DE OBAMA
NEGRO ES EL DESTINO QUE NOS DIBUJA OBAMA
ROJA ES LA REVOLUCION
ROJA ES LA SANGRE DE NUESTROS MARTIRES
SOCIALISMO O MUERTE
VENCEREMOS
“Al menos hasta ahora no hemos visto un verdadero espirito de transformación dentro de Cuba, que justifique la eliminación del embargo de EEUU. No se que va a pasar durante el próximo año, pero estamos preparados para ver lo que sucede en Cuba...” - Barak Obama
Cínicamente Barak Obama no sabe que va a pasar en Cuba en el próximo año a pesar de estar preparado y ya anunciar que “[Cuba] ...necesita ponerse al día con la Historia” - Barak Obama. Suena como amenaza cuando son los EE.UU los protagonistas de todos las guerras, invasiones de estas ultimas decadas ahora supuestamente para defenderse de los terroristas del clan de Bin Laden que ya ha muerto.
Teniendo en cuenta que la crisis económica y/o las malas cuentas macroeconomicas de una nación determinan o generan hoy en dia y especialmente en los EE.UU y la UU.EE (Union Europea) incendios sociales, cuando lo dice el comandante en jefe de la Otan y de las Fuerzas armadas de los EE.UU se puede interpretar mejor como una amenaza que la risible comedia de un presidente de la gran nación norte americana fingiendo no tener nada previsto a 90 millas de Miami.
¿Sera que estan planeando una zona de exclusion aerea humanitaria en Cuba cuando esperan finalizar con Libia?
Seguimiento:
ALERTA ROJA / confabulacion.com
Categorie:
Ataque imperialista,
Bloqueo,
EE.UU,
Embargo Cuba,
Imperialismo nordamericano,
Obama,
Politica
mercoledì 4 maggio 2011
BIN LADEN UCCISO DUE VOLTE
di Giulietto Chiesa - 4 Maggio 2011
Ecco perché il grande spettacolo mediatico organizzato dagli Usa non convince. Osama già morto nel 2001 secondo fonti autorevoli. I prossimi obiettivi degli Stati Uniti? Siria e Libano.
Ecco perché il grande spettacolo mediatico organizzato dagli Usa non convince. Osama già morto nel 2001 secondo fonti autorevoli. I prossimi obiettivi degli Stati Uniti? Siria e Libano.
domenica 1 maggio 2011
El colmo: Parlamento de Iraq aprueba indemnizar a estadounidenses
![]() |
| Obama e il primo ministro iracheno Nuri al-Maliki |
Por supuesto, EEUU no tiene cómo indemnizar a las víctimas iraquíes de la invasión norteamericana: son millones (y no de dólares, sino de muertos, mutilados, sin hogar…).
El gabinete del primer ministro Nuri al-Maliki aprobó en septiembre el plan de indemnización después de que Bagdad y Washington concertaran un acuerdo para poner fin a años de batallas legales de estadounidenses.
Los norteamericanos afirman que sufrieron torturas o traumas durante la invasión de 1990 que lanzó Saddam contra la vecina Kuwait.
Sin embargo, los iraquíes se consideran víctimas tanto de Saddam como de la invasión de 2003 que encabezó Estados Unidos y se preguntan por qué deben pagar por perjuicios que cometió el presidente expulsado del poder y ejecutado en un espectáculo que luego fue filtrado por Internet.
Los legisladores aprobaron la polémica medida luego de escuchar intervenciones de los ministros del Exterior y de Finanzas, así como del presidente del banco central, quienes explicaron por qué era necesario, dijeron Abbas al-Bayati, de la coalición Estado de Derecho, y Hakim al-Zamili, de la coalición Sadrist.
Otro legislador, Mahmoud Othman, dijo que al aprobar la indemnización, Irak se protege de futuros juicios que pudieran costarle mucho más que 400 millones de dólares.
“Explicaron muy bien en qué consistía la indemnización y cuáles serían las consecuencias negativas si no lo aprobamos”, dijo. “Así se convenció a la gente”.
Los parlamentarios seguidores del clérigo Muqtada al-Sadr rechazaron la indemnización, manifestó un miembro de ese bloque, Hakim al-Zamili, quien se declaró sorprendido porque muchos de los que se opusieron inicialmente cambiaron de posición a último momento.
No está claro quiénes tendrán derecho a recibir dinero. Al respecto, un vocero de la embajada estadounidense en Bagdad, David Ranz, dijo que “no estamos en condiciones de confirmar si determinados casos o reclamos individuales están cubiertos por el acuerdo”.
(Con información de AP)
Categorie:
Guerre del petrolio,
Imperialismo nordamericano,
Iraq
lunedì 21 marzo 2011
Manifestaciones en Chile contra visita de Obama
Manifestantes chilenos protestan contra la futura visita del presidente estadounidense Barack Obama a Chile en Santiago el 20 de marzo de 2011. Obama visitará Chile el 21 de marzo.
Manifestaciones en Chile contra visita de Obama di afpespagnol
Manifestaciones en Chile contra visita de Obama di afpespagnol
Categorie:
Chile,
Imperialismo nordamericano,
No Nuke,
Proteste di piazza
venerdì 4 marzo 2011
U.S Soldiers Are Waking Up!
YES WE CAN! REAL HOPE FOR AMERICA!
http://campaignforliberty.com/
Categorie:
Guerre,
Imperialismo nordamericano,
Militarismo
giovedì 3 marzo 2011
"Yanqui, coge tu vereda", dijeron también en el Vedado
La población de La Habana increpa al representante de la oficina diplomática de EEUU en Cuba, que fue a apoyar a las llamadas Damas de Blanco.
lunedì 28 febbraio 2011
Terrorismo made in USA: è questa la "pace" di cui si riempiva la bocca la retorica politica statunitense?
Peones del Imperio, en Las razones de Cuba
Cuba mostró -y usted podrá verlo en este video de "Las razones de Cuba", un verdadero testimonio fílmico de las vinculaciones de elementos contrarrevolucionarios con Estados Unidos.
El documental transmitido por la televisión cubana divulgó pruebas obtenidas por colaboradores de Seguridad del Estado que, durante largo tiempo, convivieron con grupúsculos que operan en la isla y cumplen órdenes de terroristas radicados en territorio norteamericano.
Il terrorismo made in USA - di Paolo Barnard (1 di 6)
E' questa è la pace di cui si è riempita la bocca per decenni la retorica politica statunitense? In realtà gli USA hanno sempre voluto comandare sul mondo intero! Speriamo che il presidente americano e premio Nobel per la pace Barack Obama, possa onorare di più e meglio di quanto ha fatto finora l'attestato di fiducia internazionale che gli è stato conferito all'inizio del suo mandato!
Un'inchiesta di Paolo Barnard e Giorgio Fornoni per Report sul terrorismo appoggiato e pianificato da USA, Gran Bretagna e Russia. In barba a tutte le convenzioni internazionali, i proclami di lotta al terrorismo e l'autoproclamazione di nazione esportatrice di democrazia nel mondo, gli Stati uniti d'America da anni finanziano e appoggiano militarmente regimi dittatoriali e movimenti terroristici nel mondo allo scopo di sopprimere i movimenti popolari e imporre un sistema capitalistico che fa gli interessi di Washington e delle multinazionali americane. E l'Italia è ovviamente complice.
Cuba mostró -y usted podrá verlo en este video de "Las razones de Cuba", un verdadero testimonio fílmico de las vinculaciones de elementos contrarrevolucionarios con Estados Unidos.
El documental transmitido por la televisión cubana divulgó pruebas obtenidas por colaboradores de Seguridad del Estado que, durante largo tiempo, convivieron con grupúsculos que operan en la isla y cumplen órdenes de terroristas radicados en territorio norteamericano.
Il terrorismo made in USA - di Paolo Barnard (1 di 6)
E' questa è la pace di cui si è riempita la bocca per decenni la retorica politica statunitense? In realtà gli USA hanno sempre voluto comandare sul mondo intero! Speriamo che il presidente americano e premio Nobel per la pace Barack Obama, possa onorare di più e meglio di quanto ha fatto finora l'attestato di fiducia internazionale che gli è stato conferito all'inizio del suo mandato!
Un'inchiesta di Paolo Barnard e Giorgio Fornoni per Report sul terrorismo appoggiato e pianificato da USA, Gran Bretagna e Russia. In barba a tutte le convenzioni internazionali, i proclami di lotta al terrorismo e l'autoproclamazione di nazione esportatrice di democrazia nel mondo, gli Stati uniti d'America da anni finanziano e appoggiano militarmente regimi dittatoriali e movimenti terroristici nel mondo allo scopo di sopprimere i movimenti popolari e imporre un sistema capitalistico che fa gli interessi di Washington e delle multinazionali americane. E l'Italia è ovviamente complice.
Categorie:
Complotto contro Cuba,
Imperialismo nordamericano
domenica 27 febbraio 2011
Paul Krugman a proposito della destra nordamericana
Categorie:
Imperialismo nordamericano,
Paul Krugman
sabato 26 febbraio 2011
Toda la política extranjera "terrorista" de los EE.UU desde 1945 hasta 1999
Si hablamos de terrorismo? y el terrorismo de estado de EE UU ¿qué ocurre con los crímenes más horrendos cometidos por los norteamericanos?auque es un tema algo trillado que de echo ya lo comente recientemente.con otro argumento pero con el mismo proposito.no deja de ser valido EL TERRORISMO DE ESTADOS UNIDOS DE EL NORTE DE AMÉRICA....Estados Unidos efectuó intervenciones realmente graves en más de 70 países en este periodo, destacando entre ellas las siguientes:
China, 1945-49: Se intervino en la guerra civil al lado de Chiang Kai-shek en contra de los comunistas, aun cuando habían sido aliados cercanos de Estados Unidos durante la guerra mundial. Estados Unidos utilizó a los soldados japoneses derrotados para pelear de su lado pero los comunistas obligaron a Chiang a refugiarse en Taiwán en 1949.
Italia, 1947-48: Estados Unidos interfiere en las elecciones para evitar que el Partido Comunista llegue al poder legalmente con el fin declarado de "salvar la democracia" en Italia. Los comunistas pierden. En las siguientes décadas, la Agencia Central de Inteligencia (CIA), junto con las corporaciones norteamericanas, continúa interviniendo en las elecciones italianas inyectándoles cientos de millones de dólares y utilizando mecanismos de guerra sicológica para bloquear al fantasma que recorría Europa.
Grecia, 1947-49: Se interviene en la guerra civil tomando el lado de los neofascistas en contra de la izquierda griega que había combatido a los nazis valientemente. Los neofascistas ganan e instauran un régimen sumamente brutal, para el cual la CIA crea una nueva agencia de seguridad interna (KYA). Por mucho tiempo, la KYA se ocupó de poner en práctica todas las acciones propias de las policías secretas de todo el mundo, incluyendo la tortura sistemática.
Filipinas, 1945-53: Las fuerzas militares estadounidenses pelean contra las fuerzas de izquierda, Huks, mientras éstas todavía enfrentaban a los invasores japoneses. Después de la guerra Estados Unidos continúa peleando en contra de los Huks, los derrota e instala una serie de gobernantes leales en la presidencia, culminando con el dictador Ferdinand Marcos.
Corea del Sur, 1945-53: Después de la segunda guerra mundial, Estados Unidos reprime a las fuerzas populares progresistas favoreciendo a las conservadoras que habían colaborado con los japoneses. Esto da lugar a una larga era de corrupción y gobiernos brutales.
Albania, 1949-53: Estados Unidos e Inglaterra intentan infructuosamente derrocar al gobierno comunista e instalar uno nuevo pro-occidental conformado por los monarquistas (sic) y los colaboradores de los nazis y de los fascistas italianos.
Alemania, 1950s: La CIA emprende una amplia campaña en contra de Alemania del Este. Éste fue uno de los factores que influyeron en la construcción del Muro de Berlín en 1961.
Irán, 1953 : El Primer ministro Mossadegh es derrotado en una operación conjunta entre Estados Unidos e Inglaterra. Mossadegh había sido electo por una amplia mayoría en el Parlamento pero cometió el gravísimo error de encabezar un movimiento para nacionalizar una compañía petrolera británica, la única compañía petrolera que operaba en Irán. El golpe restaura al Sha, con poderes absolutos, dando inicio a un periodo de represión y tortura que dura 25 años en los que se restaura la propiedad extranjera de la industria petrolera, concediéndose a los británicos y los estadounidenses el 40 % respectivamente y a otras naciones el 20 % restante.
Guatemala, 1953-1990s: Un golpe de estado organizado por la CIA derroca al gobierno democrático y progresista de Jacobo Arbenz dando paso a 40 años de escuadrones de la muerte, torturas, desapariciones, ejecuciones masivas y una crueldad inimaginable con un saldo de más de cien mil víctimas. Arbenz nacionalizó la United Fruit Company que tenía vínculos muy estrechos con la élite del poder estadounidense. Como justificación del golpe Washington declaró que Guatemala se encontraba al borde de caer bajo el dominio de los soviéticos cuando en realidad los rusos tenían tan poco interés en el país que ni siquiera mantenían relaciones diplomáticas con él. El problema real desde la perspectiva de Washington, además de lo ocurrido con la United Fruit, era el peligro de una extensión de la democracia social guatemalteca hacia otros países de la región.
Medio Oriente, 1956-58: Estados Unidos intentó dos veces derrocar al gobierno sirio, realizó demostraciones de fuerza en el Mediterráneo para intimidar a los movimientos opositores a los gobiernos que mantenía en Líbano y Jordania, instalando 14 mil efectivos militares en Líbano, y conspiró para derrocar o asesinar a Nasser en Egipto por su inquietante nacionalismo.
Indonesia, 1957-58: Sukarno, como Nasser, era la clase de líder tercermundista con el que Estados Unidos no podía entenderse. Se tomó en serio la neutralidad con respecto a la guerra fría, viajando a la Unión Soviética y China (aunque también a la Casa Blanca). Nacionalizó muchos holdings privados de Holanda, antiguo poder colonial, y se rehusó a tratar duramente al Partido Comunista Indonesio que transitaba hacia una vía legal y pacífica y registraba impresionantes progresos electorales. Así fue que la CIA comenzó a unir fuerzas con oficiales militares disidentes emprendiendo una guerra integral contra el gobierno.
Guayana Británica/Guyana, 1953-64: Cheddi Jagan fue otro líder tercermundista que intentó permanecer neutral e independiente. Fue electo tres veces e impulsó la construcción de una sociedad que podría servir como alternativa al modelo capitalista. Usando las tácticas más variadas -desde huelgas generales y desinformación hasta terrorismo-, Estados Unidos e Inglaterra expulsaron a Jagan en 1964. John F. Kennedy dio directamente la orden de su expulsión.
Viet Nam, 1950-73: El declive resbaladizo empezó al unirse a los franceses, anteriores colonizadores y colaboracionistas de los japoneses, en contra de Ho Chi Minh y sus seguidores, que participaron muy de cerca con los aliados y que admiraban todo lo que era americano. Hoy Chi Minh era, a fin de cuentas, un comunista y aunque había escrito numerosas cartas al presidente Truman y al Departamento de Estado reclamando la ayuda americana para lograr independizar a Viet Nam de los franceses y encontrar una solución de paz, todo esto fue ignorado porque era comunista. Ho Chi Minh diseñó la nueva declaración de independencia vietnamita a partir de la americana, empezando con "Todos los hombres fueron creados iguales. Fueron dotados por el Creador de..." Pero esto no hizo mella en Washington porque Ho Chi Minh era comunista.
Después de veintitrés años y más de un millón de muertos Estados Unidos retiró sus fuerzas militares de Viet Nam. La mayoría de la gente opina que Estados Unidos perdió la guerra, pero, destruyendo el corazón de Viet Nam y envenenando la tierra y los acervos genéticos por generaciones, Washington de hecho consiguió su principal objetivo, previniendo lo que hubiera podido ser una buena opción de desarrollo para Asia. Ho Chi Minh era, después de todo, un comunista.
Camboya, 1955-73: El príncipe Sihanouk fue otro de los líderes que no se complacían con ser feligreses de los americanos. Después de muchos años de hostilidad hacia su régimen, que incluyeron conspiraciones de asesinato y las infames "cartas bomba" secretas de Nixon/Kissinger en 1969-70, Washington finalmente derrocó a Sihanouk con un golpe de estado en 1970. Esto era justo lo que hacía falta para lanzar al Pol Pot y sus fuerzas del Khmer Rouge a apoderarse de la escena. Cinco años más tarde tomaron el poder. Pero cinco años de bombardeos estadounidenses desaparecieron la economía tradicional de Camboya. La vieja Camboya quedó destruida para siempre.
De manera increíble el Khmer Rouge provocó una miseria aún mayor en este infeliz territorio. Y para aumentar la ironía, Estados Unidos sostuvo al Pol Pot militar y diplomáticamente frente a sus subsecuentes derrotas con Viet Nam.
Congo/Zaire, 1960-65: En junio de 1960, con la independencia de Bélgica, Patricio Lumumba asumió como Primer ministro del Congo. Sin embargo como Bélgica mantuvo su enorme explotación mineral en la provincia de Katanga, y prominentes funcionarios del gobierno de Eisenhower tenían vínculos financieros con este negocio, el día de la celebración de la independencia Lumumba, frente a los dignatarios extranjeros que le acompañaban, hizo un llamado por la liberación económica y política de la nación e hizo un recuento de las injusticias cometidas por los propietarios blancos del país contra la población nativa. Este pobre hombre era obviamente un "comunista". Y obviamente este pobre hombre fue condenado.
Once días más tarde la provincia de Katanga se secesionó; en septiembre Lumumba fue removido por el Presidente instigado por Estados Unidos y en enero de 1961 fue asesinado por una petición expresa de Dwight Eisenhower. Siguieron varios años de conflictos civiles y caos y la ascensión al poder de Mobutu Sese Seko, hombre que no era desconocido por la CIA. Mobutu ha gobernado al país por más de treinta años, con niveles de corrupción y crueldad que chocan hasta a sus mismos asesores de la CIA. La población de Zaire ha vivido en la más abyecta miseria a pesar de las inmensas riquezas naturales mientras que Mobutu se hacía multimillonario.
Brasil, 1961-64: El presidente Joao Goulart era culpable de los crímenes habituales: adoptó una posición independiente en política externa estableciendo relaciones con los países socialistas y oponiéndose a las sanciones contra Cuba, su administración aprobó una ley que limitaba el monto de ganancias repatriadas por las empresas multinacionales; nacionalizó una subsidiaria de la ITT; promovió reformas económicas y sociales. Y el procurador Robert Kennedy estaba inconforme con Goulart por permitir que "comunistas" ocuparan puestos en agencias gubernamentales. El hombre no era realmente radical; se trataba de un terrateniente millonario y católico que traía colgada en el cuello una medalla de la Virgen. Eso, sin embargo, no era suficiente para salvarlo. En 1964 fue derrocado por un golpe militar en el que Estados Unidos tuvo una cobertura e involucramiento profundos. La línea oficial de Washington era: ...sí, es desafortunado que la democracia haya sido derribada en Brasil....pero, por lo menos, el país fue rescatado del comunismo.
Durante los siguientes 15 años todas las características de las dictaduras militares que América Latina conoció se institucionalizaron: el Congreso fue disuelto, la oposición política se redujo hasta su virtual extinción, se suspendió el habeas corpus para los "crímenes políticos", se prohibieron legalmente las críticas al Presidente, los sindicatos fueron intervenidos por el gobierno, las crecientes protestas fueron sometidas por la policía y las fuerzas militares disparando a las multitudes, las viviendas de campesinos fueron incendiadas, se brutalizó a sacerdotes...desapariciones, escuadrones de la muerte, un impresionante grado de depravación en las prácticas de tortura..... El gobierno tiene un nombre para este programa: la "rehabilitación moral" de Brasil.
Washington estaba muy complacido. Brasil rompió relaciones con Cuba y se convirtió en uno de los mejores aliados de Estados Unidos en América Latina.
República Dominicana, 1963-66 : En febrero de 1963 Juan Bosch se convierte en el primer Presidente electo democráticamente en República Dominicana desde 1924. Aquí por fin estaba el anticomunismo liberal de John F. Kennedy para contradecir el señalamiento de que Estados Unidos apoyaba sólo dictaduras militares. El gobierno de Bosch era la largamente requerida "demostración de democracia" que dejaba como mentiroso a Fidel Castro y se le concedió trato especial en Washington desde un poco antes de tomar posesión.
Bosch era consecuente con sus convicciones. Propuso la reforma agraria, viviendas de alquiler bajo, una modesta nacionalización de los negocios y que la inversión extranjera no explotara demasiado al país; y otras políticas que integraban un programa de cambio social como el de cualquier líder liberal serio del Tercer Mundo. Igual de serio era con respecto a las llamadas libertades civiles: los comunistas, o los etiquetados como tales, no serían perseguidos al menos que realmente violaran la ley.
Cantidad de congresistas y funcionarios norteamericanos expresaron su inconformidad con los planes de Bosch, así como con su posición de independencia con respecto a Estados Unidos. La reforma agraria y las nacionalizaciones eran asuntos de mucha sensibilidad en Washington: la materia prima que da sustancia al "socialismo reptante". Para varios periódicos de Estados Unidos Bosch era un señuelo rojo.
En septiembre las botas militares marchan y Bosch es expulsado. Estados Unidos que hubiera podido disuadir el golpe militar sólo frunciendo el ceño no hizo nada.
Diecinueve meses más tarde un levantamiento intentó restablecer a Bosch en el poder trayendolo del exilio. Estados Unidos envió 23 mil efectivos militares para sofocarlo.
Cuba, 1959 a la fecha: Fidel Castro asciende al poder a inicios de 1959. Una reunión del Consejo de Seguridad Nacional de Estados Unidos el 10 de marzo de 1959 incluyó en su agenda la posibilidad de poner "otro gobierno en el poder en Cuba". Siguieron 40 años de ataques terroristas, bombas, invasiones militares abiertas, sanciones, embargos, aislamiento, asesinatos...... Cuba ha sido culpable de la Revolución Imperdonable y de la seria amenaza de dar un "buen ejemplo" al resto de América Latina.
La parte más triste de esta historia es que el mundo nunca supo qué clase de sociedad hubiera podido generar Cuba de no haber estado permanentemente bajo la mira de las armas y bajo amenaza de invasión; si le hubiera sido permitido relajar su control interno. El idealismo, la visión, el talento, el internacionalismo, estaban todos presentes. Pero nunca lo podremos saber y esa, por supuesto, era la intención.
Indonesia, 1965: Una compleja serie de eventos, incluyendo un supuesto intento de golpe de estado, un contragolpe, y tal vez un contra contragolpe, con la mano norteamericana impresa en diversos puntos, dio como resultado la salida del poder de Sukarno y su reemplazo por una junta militar encabezada por el general Suharto. La masacre que inició inmediatamente -de comunistas, simpatizantes de los comunistas, sospechosos de ser comunistas, sospechosos de ser simpatizantes y de ninguno de los anteriores- fue calificada por el New York Times como "una de las más salvajes matanzas masivas de la historia política moderna". El número estimado de muertos durante unos pocos años iba de medio millón hasta más de un millón. Se supo después que la Embajada estadounidense había elaborado listas de "agentes comunistas", desde la más alta escala hasta los operadores de barrio, alcanzando los cinco mil nombres, y se las había entregado al ejército que se dedicó a cazarlos y asesinarlos. En seguida los norteamericanos cotejaban los nombres de los muertos con los de sus listas. "Realmente fue una gran ayuda para el ejército. Ellos probablemente mataron muchísima gente y yo probablemente tengo mucha sangre en las manos" decía un diplomático estadounidense. "Pero esto no es tan malo. Hay momentos decisivos en que es necesario golpear fuerte".
Chile, 1964-73: Salvador Allende era el peor escenario posible para el imperialismo de Washington. La única cosa peor que un marxista en el poder era un marxista en el poder electo democráticamente, que honraba la Constitución y se volvía crecientemente popular. Esto golpeaba los más sólidos pilares sobre los que se había construido el anticomunismo: la doctrina, concienzudamente cultivada por décadas, de que los "comunistas" sólo podían tomar el poder mediante la fuerza y la decepción, y sólo podían mantenerlo aterrorizando a la población y lavándole el cerebro.
Después de sabotear el esfuerzo electoral de Allende en 1964, y de fracasar en el mismo intento en 1970 a pesar de sus mejores empeños, la CIA y el resto de la maquinaria norteamericana de política exterior no dejó piedra sin remover en su afán de desestabilizar el gobierno de Allende en los siguientes tres años, poniendo particular énfasis en fomentar la hostilidad militar. En septiembre 1973 finalmente los militares derrocan al gobierno asesinando a Allende en el proceso.
Cerraron el país frente al exterior durante una semana en que los tanques rodaban por las calles y los soldados derribaban las puertas; los estadios repicaban con los sonidos de las ejecuciones y los cuerpos se apilaban a lo largo de las calles y flotaban en el río; los centros de tortura estaban en auge; los libros subversivos ardían en las hogueras; los soldados rasgaban los pantalones de las mujeres al grito de "¡en Chile las mujeres usan vestidos!"; los pobres regresaban a su estado natural; y los hombres de mundo en Washington y en los vestíbulos de los centros financieros internacionales abrían sus chequeras. Al final, más de tres mil personas fueron ejecutadas, miles más torturadas y desaparecidas.
Grecia, 1964-74: El golpe militar se efectuó en abril de 1967, justo dos días antes de empezada la campaña por las elecciones nacionales ya que parecía evidente que llevarían a George Papandreou nuevamente al puesto de Primer ministro. Papandreou fue electo en febrero de 1964 por la única mayoría total de la historia electoral moderna en Grecia. Las exitosas maquinaciones para echarlo abajo iniciaron inmediatamente mediante un esfuerzo conjunto de la Corte Real, los militares griegos, y los militares norteamericanos y efectivos de la CIA estacionados en Grecia. El golpe de 1967 fue seguido inmediatamente de la tradicional ley marcial, censura, arrestos, golpes, tortura y asesinatos, con un total de ocho mil víctimas en el primer mes. Todo esto acompañado por la también tradicional declaración de que todo se hacía para salvar a la nación del "peligro comunista". Las influencias subversivas y corruptas debían ser erradicadas de Grecia y, entre ellas, las minifaldas, el pelo largo y los periódicos extranjeros. La atención religiosa hacia los jóvenes debía ser obligatoria.
Fue sin duda la tortura la que marcó indeleblemente los siete años de pesadilla en Grecia. James Becket, un abogado norteamericano enviado a Grecia por Amnistía Internacional, escribía en diciembre de 1969 que "un cálculo conservador estimaría en no menos de dos mil" el número de personas torturadas, habitualmente de las maneras más horripilantes y con frecuencia usando equipo proporcionado por Estados Unidos.
Becket reportó lo siguiente:
Cientos de prisioneros escucharon el pequeño mensaje del inspector Basil Lambrou sentado tras su escritorio desplegando el símbolo rojo, blanco y azul de las manos cruzadas de la ayuda americana. Trató de mostrar a los prisioneros la absoluta inutilidad de la resistencia: "Sólo se ponen en ridículo pensando que pueden hacer algo. El mundo está dividido en dos. De aquel lado están los comunistas y de este el mundo libre. Los rusos y los americanos, nadie más. ¿Qué somos nosotros? Americanos. Detrás de mí está el gobierno; detrás del gobierno la OTAN; detrás de la OTAN está Estados Unidos. Ustedes no pueden luchar contra nosotros, somos americanos".
George Papandreou no era de ninguna manera radical. Era un liberal anticomunista. Pero su hijo Andreas, su supuesto heredero, a pesar de que era solamente un poquito más a la izquierda que su padre deseaba sacar a Grecia de la guerra fría y había cuestionado la permanencia de Grecia en la OTAN o al menos su posición de satélite de Estados Unidos.
Timor del Este, 1975 al presente: En diciembre de 1975 Indonesia invade Timor del Este, que se ubica en el extremo este del archipiélago, y cuya independencia de Portugal lo sacó de su control. La invasión se efectuó un día después de que el presidente Gerald Ford y el secretario de estado Henry Kissinger salieran de Indonesia, no sin conceder permiso a Suharto para usar el armamento norteamericano que, de acuerdo con la legislación de Estados Unidos, no puede ser usado para agresión. Indonesia era la herramienta de mayor valor para Estados Unidos en el Sureste asiático.
Amnistía Internacional estimó que en 1989, con el propósito de anexarse por la fuerza a Timor del Este, las tropas indonesias mataron a 200 mil personas de una población de entre 600 y 700 mil. Estados Unidos apoyó decididamente los reclamos de Indonesia a Timor del Este (contrariamente a las Naciones Unidas y la Unión Europea), minimizando una carnicería de dimensiones escandalosas y proveyendo al mismo tiempo a Indonesia de todo el equipo y entrenamiento que requería para realizar la operación.
Nicaragua, 1978-79: Cuando los sandinistas derrocaron la dictadura de Somoza en 1978, estaba claro para Washington que representaban una nueva bestia indeseable: "otra Cuba". Bajo la presidencia de Carter, los intentos de sabotaje adoptaron formas diplomáticas y económicas. Bajo la de Reagan, la violencia fue el método escogido. Durante ocho terribles años la gente de Nicaragua estuvo bajo el ataque de los Contras, grupo armado cercano a Washington, formado a partir de la viciosa Guardia Nacional de Somoza y algunos otros de sus apoyadores. Era una guerra total que se proponía destruir progresivamente todos los programas económicos y sociales del gobierno quemando escuelas y hospitales, secuestrando, torturando, colocando minas y bombardeando violentamente. Estos eran los "luchadores de la libertad" de Ronald Reagan. No habría revolución en Nicaragua.
Granada, 1979-84: ¿Qué haría a la más poderosa nación del mundo invadir un país de 110 mil habitantes? Maurice Bishop y sus seguidores habían tomado el poder en el golpe de 1979, y aunque sus políticas no eran tan revolucionarias como las de Castro, Washington mantenía su miedo a "otra Cuba", particularmente cuando las apariciones públicas de los líderes granadinos eran recibidas con gran entusiasmo en otros países de la región.
Las tácticas desestabilizadoras de Estados Unidos contra el gobierno de Bishop empezaron luego después del golpe y continuaron hasta 1983, con cantidad de acciones de desinformación y juegos sucios. La invasión americana en octubre de 1983 encontró una resistencia mínima aunque Estados Unidos sufrió 135 bajas entre muertos y heridos. Hubo también 400 granadinos victimados y 84 cubanos, principalmente trabajadores de la construcción. Por qué propósito humanamente concebible habrá muerto esta gente no ha sido revelado.
A finales de 1984, en una elección muy cuestionable resultó vencedor un hombre apoyado por la administración Reagan. Un año después, la organización de derechos humanos Consejo de Asuntos Hemisféricos reportó que la nueva fuerza policíaca entrenada por Estados Unidos y las fuerzas de contrainsurgencia de Granada se habían destacado por su brutalidad, arrestos arbitrarios y abuso de autoridad y la erosión de los derechos civiles.
En abril de 1989, el gobierno publicó una lista de más de 80 libros de los que prohibía la importación. Cuatro meses más tarde, el Primer ministro disolvió el Parlamento para evitar que emitiera su voto de no confianza contra él, como parte de lo que sus críticos llaman "un estilo crecientemente autoritario".
Libia, 1981-89: Libia rehusó ser un estado aliado de Washington en el Medio Oriente. Su líder, Muammar el-Qaddafi, era arrogante y debía ser castigado. Los aviones estadounidenses derribaron dos aviones libios dentro de lo que Libia consideraba como su espacio aéreo. También bombardearon el país matando por lo menos 40 personas entre las que se encontraba la hija de Qaddafi. Hubo varios intentos de asesinato contra él, operaciones para derribarlo, una enorme campaña de desinformación, sanciones económicas y la culpabilización de Libia, sin ninguna evidencia clara, por la bomba puesta en el avión Pan Am 103.
Panamá, 1989: Los bombarderos de Washington atacan de nuevo. En diciembre de 1989 un gran barrio residencial en la ciudad de Panamá fue destruido y 15 mil personas quedaron sin hogar. Después de varios días de enfrentamiento directo con las fuerzas panameñas el saldo oficial fue de alrededor de 500 muertos, admitido por Estados Unidos y por el nuevo gobierno panameño instalado por Estados Unidos. Otras fuentes, con no menos evidencias, insistían en que habían muerto miles y que había alrededor de tres mil heridos. Veintitrés americanos muertos, 324 heridos.
Pregunta del reportero: ¿Era realmente importante mandar a la gente a morir por esto? ¿Por pescar a Noriega?
George Bush: Cualquier vida humana es preciosa pero aun así tengo que responder que sí, que era importante.
Manuel Noriega fue un aliado e informante americano durante años mientras resultó útil. Pero prenderlo no era el único motivo del ataque. Bush quería mandar un claro mensaje a los nicaragüenses, que tenían programadas sus elecciones dos meses más tarde, de que sería su ruina si reelegían a los sandinistas. Bush quería también doblar algún músculo militar para ilustrar al Congreso sobre la necesidad de tener lista una fuerza de gran combate (para guerras de amplio escenario), aun después de la disolución muy reciente de la "amenaza soviética". La explicación oficial del despojo perpetrado por los americanos fue que Noriega era narcotraficante, lo que Washington sabía desde hacía años y nunca le incomodó.
Irak, 1990s: Implacables bombardeos por más de 40 días y noches a una de las más avanzadas naciones del Medio Oriente, devastando su antigua y moderna ciudad capital; 177 millones de libras de bombas cayendo sobre la gente de Irak, la más concentrada arremetida aérea en la historia del mundo; armas que vertían uranio incinerando a la gente, causando cáncer; explosión de los almacenes de armas químico biológicas y de los campos petroleros; envenenamiento de la atmósfera a un grado quizás nunca alcanzado en ninguna otra parte; enterrando soldados vivos deliberadamente; la infraestructura destruida, con repercusiones terribles en la salud; sanciones permanentes hasta el día de hoy multiplicando los problemas de salud; alrededor de un millón de niños y muchos más adultos muertos hasta hoy por estas causas.
Irak era la más fuerte potencia militar en el mundo árabe. Este debe haber sido su crimen. Noam Chomsky escribió: La línea dominante en la doctrina de política exterior de Estados Unidos desde los años 40 era que los vastos e inigualables recursos energéticos de la región del Golfo fueran efectivamente dominados por Estados Unidos y sus aliados y, fundamentalmente, que ninguna fuerza autóctona independiente pudiera tener una influencia sustancial en la administración de la producción y el precio del petróleo.
Afganistán, 1979-92 : Todo mundo sabe acerca de la increíble represión hacia las mujeres en Afganistán, realizada por los fundamentalistas islámicos aún antes del Taliban. ¿Pero cuántos saben que durante los setenta y la mayor parte de los ochenta Afganistán tuvo un gobierno encargado de colocar a esta nación increíblemente atrasada en el siglo XX, incluyendo el establecimiento de la igualdad de derechos para las mujeres? Lo que pasó, no obstante, es que Estados Unidos inyectó miles de millones de dólares en una terrible guerra en contra de este gobierno, simplemente porque había apoyado a la Unión Soviética. Antes de esto, las operaciones de la CIA deliberadamente estimularon la probabilidad de una intervención soviética, que fue lo que ocurrió. Al final Estados Unidos ganó y las mujeres, y el resto de la gente de Afganistán, perdieron. Más de un millón de muertos, tres millones de incapacitados, cinco millones de refugiados, en total, alrededor de la mitad de la población.
El Salvador, 1980-92 : Los disidentes de El Salvador trataron de trabajar dentro del sistema pero, con el apoyo de Estados Unidos, el gobierno lo hizo imposible, reiterando los fraudes electorales y asesinando cientos de opositores y manifestantes. En 1980 los opositores tomaron las armas y se inició la guerra civil.
Oficialmente, la presencia de las fuerzas militares de Estados Unidos se limitaba a actividades de capacitación, pero en realidad los militares y el personal de la CIA jugaron un papel mucho más importante. Alrededor de 20 americanos murieron o fueron heridos en accidentes de avión o helicóptero mientras sobrevolaban las áreas de combate en misiones de reconocimiento y hay muchas otras evidencias sobre la intervención de las fuerzas americanas directamente en el campo de batalla. La guerra terminó oficialmente en 1992: 75 mil civiles muertos y el tesoro americano vaciado en seis mil millones de dólares. Cambios sociales significativos fueron ampliamente frustrados. Un puñado de ricos seguían poseyendo el país, los pobres siguieron como siempre y los disidentes tuvieron que seguir acosados por los escuadrones de la muerte de la ultraderecha.
Haití, 1987-94: Estados Unidos sostuvo la dictadura de la familia Duvalier durante 30 años, cuando le opuso al cura reformista Jean-Bertrand Aristide. Mientras tanto, la CIA trabajó muy de cerca con los escuadrones de la muerte, los torturadores y los traficantes de drogas. Con estos antecedentes, la administración de Clinton se encontró en la embarazosa posición de tener que pretender -por su retórica "democrática"- apoyar el regreso de Aristide al poder en Haití después del golpe militar de 1991. Habiendo retrasado su regreso por más de dos años, Washington finalmente hizo a sus militares restaurar a Aristide en su puesto, pero sólo después de obligar al sacerdote a garantizar que no favorecería a los pobres a expensas de los ricos y que no se opondría a la economía de libre mercado. Esto significó que Haití continuaría siendo planta ensambladora para el hemisferio occidental y sus trabajadores seguirían recibiendo salarios literalmente de hambre.
Yugoslavia, 1999: Estados Unidos está bombardeando el país regresándolo a una era preindustrial. Le gustaría convencer al mundo de que su intervención es sólo por motivos "humanitarios". Tal vez la historia de las intervenciones norteamericanas contada arriba nos ayude a decidir sobre la credibilidad de esta declaración.
Categorie:
Imperialismo nordamericano
martedì 22 febbraio 2011
Fidel Castro denuncia que la OTAN planea invadir Libia
Martes, 22 de febrero 2011
Las potencias occidentales no sabían cómo tratar con el Islam naciente. la inteligencia cubana parece sospechar que, bajo la excusa de proteger a los inmigrantes que viven en Libia, los Estados Unidos y sus subordinados, la OTAN los planes para invadir realmente Libia. Sería extraño, ya que ellos están haciendo grandes esfuerzos anti-diplomática para iniciar otra guerra o Irán o Corea del Norte y Libia, incluso antes de la guerra civil que vive ahora, es menos preparado que cualquiera de ellos. Por otra parte, como Libia está muy cerca de Europa, en especial las bases militares en el sur de Italia, atacando no requiere mucho tiempo de preparación. Analicemos las posibles consecuencias.
La excusa falsa de que los medios de comunicación ya la creación de imperiales, incluso en Brasil, es peligroso. Si Libia es invadida con el pretexto de proteger a los estadounidenses y los inmigrantes europeos en el país. Sólo los italianos son un millón y medio! Pero entonces los europeos y los estadounidenses, el tratamiento de los inmigrantes tan mal, sobre todo del Islam, ahora va a invadir un país árabe para proteger ... los inmigrantes? ¡Qué ironía! Entonces, cuando el Islam es una potencia, quizás una federación democrática de los países árabes e islámicos, tienen el derecho de invadir la decadente Europa a la protección de los inmigrantes árabes?
El Islam, al parecer, nunca será lo mismo! Hay una revolución en curso, y los cambios de régimen tener lugar meses, yendo y viniendo, subiendo y bajando de la represión en cada país de una manera. Sabemos esto porque las revoluciones son así. invasiones extranjeras en Afganistán e Irak fueron sin duda un ingrediente que llevó a los atentados recientes, y se percibe como el estudio de las revoluciones del pasado, ahora una invasión extranjera en el curso de la revolución, multiplicar la furia revolucionaria. Cuando existe la posibilidad de la participación de varios países en una guerra mundial en el vasto mundo árabe y musulmán.
Pero las potencias occidentales, en su desesperación, no puede ser prudente. Ellos necesitan una guerra. Todo lo que puede oler es que si la revolución es derribar serviles regímenes árabes, por lo menos también a punto de derrocar a los regímenes nacionalistas, es decir, los enemigos de la OTAN y los EE.UU., al igual que la de la sumisión. Los servicios de inteligencia occidentales a continuación, estimulado la oposición libia en el uso de la violencia, porque son simplemente no se preocupan por vida de las personas. Ahora están estudiando la posibilidad de una invasión.
EE.UU. y sus colas pondrá fin a la guerra pensando que tanto buscan. Pacifistas de todo el mundo puede desarmar o intentar hacer un aluvión de quejas, en especial el Comandante Fidel Castro, portavoz de la cubana, que ha conseguido avergonzar a los EE.UU. a posponer sus planes para revelar en detalle. Pero, por supuesto, no se puede detener esta guerra siempre tan dispuesta! Así que nos preguntamos - ¿Es posible dominar las armas todo el Islam?
(Traducción del portugués)
Fuente)
Las potencias occidentales no sabían cómo tratar con el Islam naciente. la inteligencia cubana parece sospechar que, bajo la excusa de proteger a los inmigrantes que viven en Libia, los Estados Unidos y sus subordinados, la OTAN los planes para invadir realmente Libia. Sería extraño, ya que ellos están haciendo grandes esfuerzos anti-diplomática para iniciar otra guerra o Irán o Corea del Norte y Libia, incluso antes de la guerra civil que vive ahora, es menos preparado que cualquiera de ellos. Por otra parte, como Libia está muy cerca de Europa, en especial las bases militares en el sur de Italia, atacando no requiere mucho tiempo de preparación. Analicemos las posibles consecuencias.
La excusa falsa de que los medios de comunicación ya la creación de imperiales, incluso en Brasil, es peligroso. Si Libia es invadida con el pretexto de proteger a los estadounidenses y los inmigrantes europeos en el país. Sólo los italianos son un millón y medio! Pero entonces los europeos y los estadounidenses, el tratamiento de los inmigrantes tan mal, sobre todo del Islam, ahora va a invadir un país árabe para proteger ... los inmigrantes? ¡Qué ironía! Entonces, cuando el Islam es una potencia, quizás una federación democrática de los países árabes e islámicos, tienen el derecho de invadir la decadente Europa a la protección de los inmigrantes árabes?
El Islam, al parecer, nunca será lo mismo! Hay una revolución en curso, y los cambios de régimen tener lugar meses, yendo y viniendo, subiendo y bajando de la represión en cada país de una manera. Sabemos esto porque las revoluciones son así. invasiones extranjeras en Afganistán e Irak fueron sin duda un ingrediente que llevó a los atentados recientes, y se percibe como el estudio de las revoluciones del pasado, ahora una invasión extranjera en el curso de la revolución, multiplicar la furia revolucionaria. Cuando existe la posibilidad de la participación de varios países en una guerra mundial en el vasto mundo árabe y musulmán.
Pero las potencias occidentales, en su desesperación, no puede ser prudente. Ellos necesitan una guerra. Todo lo que puede oler es que si la revolución es derribar serviles regímenes árabes, por lo menos también a punto de derrocar a los regímenes nacionalistas, es decir, los enemigos de la OTAN y los EE.UU., al igual que la de la sumisión. Los servicios de inteligencia occidentales a continuación, estimulado la oposición libia en el uso de la violencia, porque son simplemente no se preocupan por vida de las personas. Ahora están estudiando la posibilidad de una invasión.
EE.UU. y sus colas pondrá fin a la guerra pensando que tanto buscan. Pacifistas de todo el mundo puede desarmar o intentar hacer un aluvión de quejas, en especial el Comandante Fidel Castro, portavoz de la cubana, que ha conseguido avergonzar a los EE.UU. a posponer sus planes para revelar en detalle. Pero, por supuesto, no se puede detener esta guerra siempre tan dispuesta! Así que nos preguntamos - ¿Es posible dominar las armas todo el Islam?
(Traducción del portugués)
Fuente)
Categorie:
Fidel Castro,
Imperialismo nordamericano,
Libia
domenica 20 febbraio 2011
Rivelazioni di un soldato - Afghanistan e Iraq HQ
[...] Afghanistan e Iraq denunciano lo stesso tipo di atrocità e crimini di guerra perpetrati dall'esercito americano nelle recenti guerre in quei territori.
Naturalmente i grandi media ignorarono ...[...]... Sanno bene che basterebbe passare in prima serata una testimonianza come quella che presentiamo di seguito, per vedere cambiare di colpo il volto della nazione -- e probabilmente della storia stessa [...] E' evidente che di fronte ad una lucida analisi come quella di Prysner... non si possano più fare grandi distinzioni fra presidenti democratici o repubblicani (negli Stati Uniti), o fra governi "di sinistra" oppure "di destra" (in Europa), in quanto risultano tutti dei semplici strumenti al servizio dello stesso padrone. (Massimo Mazzucco)
Naturalmente i grandi media ignorarono ...[...]... Sanno bene che basterebbe passare in prima serata una testimonianza come quella che presentiamo di seguito, per vedere cambiare di colpo il volto della nazione -- e probabilmente della storia stessa [...] E' evidente che di fronte ad una lucida analisi come quella di Prysner... non si possano più fare grandi distinzioni fra presidenti democratici o repubblicani (negli Stati Uniti), o fra governi "di sinistra" oppure "di destra" (in Europa), in quanto risultano tutti dei semplici strumenti al servizio dello stesso padrone. (Massimo Mazzucco)
Categorie:
Guerre,
Imperialismo nordamericano
Acólitos de Yoani Sánchez reciben instrucciones de Hillary Clinton en la SINA
![]() |
| Miembros de la sociedad anexionista 2.0 acuden puntuales a escuchar la voz del amo. |
![]() |
| Laura Pollán y su esposo el mercenario Héctor Maseda son despedidos luego de escuchar las orientaciones de Hillary Clinton. |
El pasado miércoles los mercenarios cubanos acudieron nuevamente a escuchar, en vivo y en directo, la voz del amo. Varios de los integrantes de los grupúsculos contrarrevolucionarios cubanos se dieron cita en la casa de una funcionaria de la Oficina de Intereses de Estados Unidos en La Habana, (calle 24, esquina a 7ma, Miramar) para escuchar, vía teleconferencia, y en voz de la Secretaria de Estado, Hillary Clinton, las pautas de su accionar en estos “días históricos” para llamada sociedad civil, o sea, para los mercenarios encargados de defender, en sus respectivos países, la libertad de los intereses del gobierno de EE.UU.
Durante su intervención -pronunciada un día después de que ofreciera un discurso en Washington sobre la libertad de internet, donde aseguró que su gobierno dedicaría otros 25 millones de dólares para burlar la censura en las redes de aquellos gobiernos que no son del agrado de Washington-, la Secretaria de Estado Hillary Clinton reiteró claramente la voluntad del gobierno de Estados Unidos de continuar utilizando a llamada “sociedad civil” como punta de lanza de la subversión.
“Continuaremos defendiéndoles a ustedes. Apoyamos ese compromiso con acción. Me complace anunciar que más que duplicaremos nuestro apoyo financiero a los esfuerzos para responder a las amenazas a la sociedad civil”.
En otra parte de su discurso la señora Clinton definió sus orientaciones como un “nuevo diálogo estratégico” que, como hasta ahora, se mantendrá vigente a través de las representaciones diplomáticas de Estados Unidos.
“Tenemos muchas ideas de lo que podríamos lograr juntos, y tenemos aquí a muchos de nuestros principales diplomáticos que trabajarán en cuestiones específicas”.
Las “cuestiones especificas” a la que se refiere la Secretaria de Estado no son otras, por supuesto, que la práctica habitual de intervenir en los asuntos internos de aquellas naciones que se resisten a doblegarse ante la hegemonía imperial.
“Ninguno de nosotros –dijo Clinton- puede predecir lo que desencadenará la clase de movimientos que hemos visto ahora e incluso en el pasado el despido de un trabajador de astilleros polaco que inspiró un movimiento democrático que cambió a Europa”.
El ejemplo puesto por la Clinton no puede ser más apropiado. Para nadie es hoy un secreto que el Sindicato Solidaridad en Polonia fue un movimiento de la llamada “sociedad civil” financiado por el gobierno de Estados Unidos.
En 1984, la National Endowment for Democracy (NED), una agencia tapadera de la CIA, entregó “asistencia directa” para crear sindicatos, publicaciones y grupos de derechos humanos en Polonia, y en 1989, esa misma organización le otorgó $2.5 millones de dólares al movimiento “Solidaridad”, liderado por Lech Walesa.
Como parte del adoctrinamiento, a los mercenarios reunidos en la casa de la funcionaria de la SINA en La Habana, se les entregó el folleto “En sus propias palabras: La Secretaria de Estado Clinton habla sobre la Sociedad Civil” que recoge tres discursos sobre el tema: uno pronunciado en Marruecos en 2009, otro en Cracovia en 2010 y un tercero ante el Consejo de las Américas en mayo de 2009.
En el discurso pronunciado el 3 de noviembre de 2009 en Marruecos Hillary Clinton hace pública la iniciativa Sociedad Civil 2.0 “que ayudará a las organizaciones de base en todo el mundo a utilizar la tecnología digital para narrar sus historias, aumentar el número de sus miembros y apoyar a las bases, así como conectarse con sus comunidades y otros en todo el mundo”.
La teleconferencia de Hillary Clinton coincide -¿casualmente?- con los delirantes llamados de la contrarrevolución cubana en el exterior, a través de Facebook, para llevar a cabo un levantamiento en Cuba al estilo de los ocurridos recientemente en varios países del Medio Oriente donde, -¿también casualmente?-, y según afirmó Hillary Clinton en Marruecos, se asignaron “5 millones en fondos para subvencionar programas piloto en Medio Oriente que impulsen las nuevas capacidades de medios y redes de las organizaciones de la sociedad civil”.
Ya es hora que la Clinton y los cuatro gatos de la sociedad mercenaria cubana 2.0, sepan que Cuba nada tiene que ver con aquellos países donde Estados Unidos encumbra y derroca títeres a su antojo.
Como dijo el presidente cubano en su discurso del 1º de agosto de 2010 ante el Parlamento:
“La Revolución puede ser generosa porque es fuerte, su fuerza radica en el apoyo mayoritario del pueblo que ha sabido resistir tantos años de agresiones y sacrificios, por eso no resulta ocioso reiterar que no habrá impunidad para los enemigos de la Patria, para quienes intenten poner en peligro nuestra independencia.
Nadie se llame a engaño. La defensa de nuestras sagradas conquistas, de nuestras calles y plazas, seguirá siendo el primer deber de los revolucionarios a quienes no podemos privar de ese derecho”.
(M.H. Lagarde, Fuente: Cambios en Cuba)
Categorie:
Complotto contro Cuba,
Damas de blanco,
Hillary Clinton,
Imperialismo nordamericano,
Yoani Sanchez
Democracia del dinero vs. Democracia de los derechos (del pueblo)
Ahora estamos viendo en los países de Oriente Medio que se rebelan a sus dictadores. En muchos casos, estos países son también en una mejor situación económica de muchos países europeos. Sin embargo, lo que están pidiendo no es pan, ya que nuestra mentalidad occidental ha llevado a creer, tanto como la liberdad y los derechos. Creo que estos son sus pretensiones principales, casi como respirar, después de décadas de represión y coerción al silencio.
***********************************************************
Desde bloguerosrevolucion.ning.com
Si se habla de Democracia, con referencia al vocablo griego δημοκρατία, se piensa en el establecimiento de una doctrina política favorable a la intervención del pueblo en el gobierno o del predominio del pueblo en el gobierno político de un Estado (según acepción expresada por la real Academia Española). Pero todos sabemos a ciencias ciertas que en la praxis, el comportamiento es un tanto diferente, más cuando cotejamos lo que se pregona con lo que se hace, en este mundo unipolar.
En cuestión de Democracia, el sistema capitalista es el primero en demandar igualdades (que no tiene) y libertad de expresión (aunque ataca con ferocidad a otros sistemas que prescriban caminos opuestos a los dictados unipolares y de dominio capitalista); pero también difunde sobre el derecho a tener oportunidades de prosperidad (dirigido para unos pocos).
Un ejemplo fehaciente de ser agredido por encaminarse en dirección diferente es Cuba, la cual ha sido un blanco donde toda la artillería del imperialismo ha enfocado sus falsas acusaciones sobre la aparente falta de democracia por parte del gobierno revolucionario de la Isla, desde su mismo triunfo en enero de 1959.
Las contradicciones del imperialismo en su pregonar hipócrita acerca de la Democracia, se pueden evidenciar en su propio sistema capitalista, donde los supuestos derechos humanos están sujetos al manejo del posible poder adquisitivo con el cual se pueda contar. Para una visión más acertada, veamos in situs los ejemplos más claros en comparación con la Cuba socialista.
El gobierno norteamericano exige a Cuba la celebración de elecciones libres; pero los períodos electorales en ese país (como en el resto de los países acogidos a este sistema social capitalista) están sometidos a campañas millonarias que van pagando los contribuyentes (en la gran mayoría el pueblo esperanzado en las promesas); aunque los más interesados son los grandes empresarios que buscan satisfacer sus necesidades futuras de prosperidad y favoritismo económicos por parte del venidero cabeza de gobierno.
Los escaños del gobierno (tanto por estados como el nacional) son ocupados en número correspondientemente con el poder económico del partido que representan y la simpatía alcanzada en sus campañas publicitarias. En Estados Unidos están de ejemplos los legendarios partidos Demócrata y Republicano, quienes ocupan prácticamente el firmamento político de gobernación, con la mera compañía de otros pequeños partidos y algunos independientes.
En cada ciclo electoral, las sumas millonarias que se gastan en el show no se destinan a sufragar las necesidades elementales del pueblo, sino a crear esperanzas que no se cumplen o algunas pocas se llevan a medias. La competencia por el poder gubernamental se muestra en la cara exposición de las campañas electorales con sus gastos elevados y falsas promesas.
El marketing de encuestas, el estudio y plan de proyección de imagen de los candidatos, la parafernalia propagandística de los candidatos y partidos y los forcejeos políticos para obtener resultados consumen millones de dólares y euros que pudieran ser destinados, con clara justicia, a programas sociales y al mejoramiento de vida de la población de dichos países, erradicando pobreza, insalubridad, inanición, etc.
¿Quiénes tienen el derecho a ser protagonistas de las campañas electorales en los países capitalistas? Aquellos candidatos que sean capaces de representar los intereses de los grandes capitales, siendo estos últimos los principales motores y patrocinadores del empuje del candidato. Aunque cubrir los intereses también conllevan, en muchas ocasiones, a tretas y traiciones políticas.
El pueblo no es quien dirige a voluntad, sino que es dirigido como ovejo, a través de campañas publicitarias, donde se les llena la cabeza con promesas de musarañas y así respondan a favor de los beneficios del capital. Al asiento presidencial o al de los vices no llegan los ciudadanos de “a-pie” y sin afiliación; sino los que tienen un pedestal económico que sustenta sus candidaturas partidistas.
Sólo por mencionar algunas cifras.
En el 2000, tanto el Comité Nacional Republicano, el Comité Demócrata Nacional y sus homólogos que colaboraron en la financiación del Senado y la Cámara de Representantes, alcanzaron una recaudación de los 904 millones de dólares. En el 2003, el Comité Republicano logró recaudar 100 millones más que sus oponentes Demócratas, quienes lograron un total de 299 millones.
En el período de elecciones 2008, donde Obama salió vencedor, se pueden constatar las elevadas cifras. Solamente en la campaña de julio, el demócrata gastó 55 millones de dólares (de los cuales las tres quintas partes fueron costos de medios publicitarios) y su oponente McCain con 32 millones.
Las cifras de recaudación estuvieron en su punto récord en octubre, donde el candidato por Ilinois, Barack Obama, anunció la cifra inigualable de 150 millones; la cual se logró cuando el ex-Secretario de Estado en la presidencia de George W. Bush (2001-2004), Collin Powell, endosó la candidatura del afro-estadounidense y lo describió como una “figura transformadora”.
Se atribuye que el equipo de Obama gastó cerca de 1 millón 200 mil dólares solamente en Carolina del Norte y en Virginia 2 millones 100 mil dólares. Sin embargo, McCain había puesto 148 mil en Carolina y 547 mil en el segundo estado.
España, Francia, Italia, Inglaterra, Alemania y otros tantos que se van sumando a la lista son una copia fiel del original imperial.
¿A dónde se dirige todo ese dinero? En mayor medida a los monopolios de comunicación y otro tanto como nómina salarial de los miembros de los equipos de cada candidato; pero ningún dólar dirigido a impulsar verdaderos cambios y mejoras destinadas a la sociedad. Siguen los problemas de sanidad y el inalcanzable seguro médico, la problemática con la falta de viviendas, la escasa asistencia social, el desempleo incrementándose a pasos agigantados y las crisis creadas por los ricos pagándola los pobres.
¿Entonces la voluntad de estos pueblos, como los de Estados Unidos, la vieja Europa y algunos de Latinoamérica, se traduce en añoranzas de promesas incumplidas y de la enajenación de muchos para satisfacer la ambición de pocos? ¿Se llama democracia el tener una participación del 47.9% promedio con electores con derecho al voto en las elecciones de Estados Unidos durante la participación nacional en elecciones federales desde 1960 al 2008 y donde, por consiguiente, prima el abstencionismo por inconformismo y/o enajenación. O en las elecciones presidenciales que muy a pesar de todo se alcanzó el 62.4% en el 2008?
En muchos países capitalistas las urnas son custodiadas por militares, pero donde muy a pesar del bajo nivel de asistencia, los votos se multiplican de forma fraudulenta hasta con los muertos y el chantaje toca a muchas puertas para forzar el triunfo de algún candidato.
Muy a pesar de la “Democracia” promulgada por el sistema electoral capitalista, tienen estipulado que los candidatos presidenciales se enfrenten en polémico programa televisivo, donde exponen sus teorías y programas presidenciales; pero también donde se atacan sacando sus trapos al aire: es lo que llaman como “libertad de expresión”, donde no se preserva la ética, y cualquier golpe bajo es factible para ganar votos. No es importante el valor humano, sino el poner al contrincante fuera de combate, en un margen publicitario deprimente bajo cualquier recurso.
Ahora, en referencia a Cuba, cuando se trata de elecciones, nunca se habla de gastos millonarios en propagandas hacia candidatos específicos, de subvención al Partido Comunista de Cuba (por ser el único), de favoritismos a mandatos basados en promesas incumplibles o del apoyo intencional a quienes son únicamente militantes del partido, discriminando al resto.
En la Isla, las elecciones nacen en la cuadra, con los vecinos del barrio, donde el pueblo analiza la actitud social de los propuestos y la disposición responsable de los mismos a la precandidatura. Aquí es el pueblo quien elige públicamente los más aptos, con participación directa y sin estar condicionada a cuestiones económicas o filiación política al partido. Lo único indispensable es la cuestión humana, la profesionalidad y la subordinación del candidato a representar los intereses de la sociedad en los diferentes niveles del gobierno.
Exceptuando los niveles profesionales del gobierno municipal, provincial o nacional, el resto es con carácter voluntario y sin retribución monetaria por su labor.
La Comisión Nacional Electoral de Cuba está formada por miembros de organizaciones de masas y los colegios electorales son custodiados por niños vestidos en sus uniformes escolares. La votación es directa y secreta, acudiendo cada ciudadano a voluntad a las votaciones.
Las biografías de los precandidatos a los diferentes niveles son mostradas con igualdad de condición, sin tenerse en cuenta si es o no miembro del Partido Comunista de Cuba o si goza de un estatus económico más favorable. No hay promesas de favorecer grandes capitales ni inclinación providencial hacia una clase social determinada. Los campesinos, los obreros, los intelectuales, los artistas, los trabajadores por cuenta propia, todos son iguales y con derecho a ser propuestos y elegidos.
Los medios de prensa están destinados a comentar la organización y a exaltar sólo la participación del pueblo y los valores humanos que deben tener los seleccionados. Y, más bien, se estimula el “Voto Unido” para no dejar precandidatos sin la posibilidad de formar parte de los niveles de gobierno; algo que no ocurre en el capitalismo.
Además, el nivel promedio de participación de la población cubana en los 12 procesos electorales realizados desde 1976 hasta el 2007, es del 97.4% del total de electores con derecho al voto. ¿Ha logrado algún país capitalista un nivel como el alcanzado por el proceso cubano, al menos con alguna cifra cercana? ¡Por supuesto que no! Lo demostrado con toda certeza es que en Cuba la participación popular es casi masiva, exponiendo el carácter verdaderamente democrático de su sistema socialista. En Cuba no es la “Democracia del Dinero” que prima en el capitalismo; sino que se reafirma la Democracia del Pueblo.
Sin embargo, como un cuadro de contraste, los diferentes gobiernos de Estados Unidos, en todo este período de Revolución cubana, junto a otros tantos gobiernos dóciles a sus mandatos, le han “solicitado” a Cuba un cambio hacia la “Democracia” que el capitalismo entiende justa (según sus intereses). Pero dicha “solicitud” ha estado plagada de trampas políticas, invasiones militares, infiltraciones de paramilitares reaccionarios por las costas de Cuba para crear grupos de oposición internos, de bombardeos de plagas bacteriológicas, uso de organizaciones contrarrevolucionarias para la ejecución de atentados, entrenamientos de mercenarios extranjeros para realizar actos vandálicos contra objetivos sociales y económicos, exaltaciones a la emigración ilegal y el secuestro de aeronaves y embarcaciones (conllevando al peligro de vidas humanas inocentes) y también de actos diplomáticos indignos. Sin olvidar que a esta lista se une la aplicación de un bloqueo económico genocida de carácter ilegal y extraterritorial y de todo el blindaje dispuesto en un gran monstruo logístico informativo que sabe cómo manipular la opinión pública con mentiras y tergiversaciones de la realidad cubana.
Toda esta política de agresión y subversión requiere de fondos que la sustente.
A través de la SINA (la Oficina de Intereses de los EUA anclada en La Habana) se mueven miles de dólares en efectivos dirigidos a la contrarrevolución interna; también se destinan diversos materiales como radio-emisores, portátiles, móviles y demás que sirvan para hacer el “periodismo independiente” y que vaya, precisamente, en sentido contrario al del gobierno revolucionario.
El Congreso de los Estados Unidos, por varios períodos presidenciales, ha estado aprobando cerca de 456 millones de dólares para financiar programas de desestabilización dentro de la Isla; de los cuales, cerca de 45 millones han sido destinados a empresas contratistas mercenarias. También una parte de ese presupuesto sustentaba Radio y TV Martí, emisora radial y televisiva dirigida hacia Cuba con sentido subversivo, aún en contra de la voluntad del gobierno de la Isla por violar el espacio radial del país. Hoy en día se ha constatado que no ha tenido resultado alguno y se tiene la muy posible valoración del cierre total de ambas.
En el período Obama-Clinton, el Senado aprobó solamente 20 millones de dólares para el sustento del eufemístico programa de “Asistencia a la Democracia en Cuba”. Presupuesto que representa un 4,39% de las cifras de años anteriores y que naturalmente trajo consigo el descontento de la Mafia Anticubana de Miami y el grito desesperado de reclamo de la mantenida disidencia interna.
Pero Cuba no ha sido la única, las transformaciones sociales que se están dando en los pueblos de América del Sur son un peligro para la coexistencia y estabilidad del sistema imperial capitalista. No basta ya con la creación de bases militares que permitan postergar su prepotencia; puesto que los pueblos se están despertando del letargo de subyugación al cual hasta ahora han estado sometidos y, por tanto, están luchando por trazar sus propios caminos como un derecho democrático que les asiste.
Venezuela, Bolivia, Nicaragua y demás países que se están sumando a la Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América-Tratado de Comercio de los Pueblos (ALBA-TCP) son ejemplos que hay que destruir de igual manera que a la Revolución cubana. Para ello se crean mecanismos y empresas tapaderas que actúen en la dirección que facilite el trabajo de subversión y oposición. Para esto último el gobierno norteamericano a través de la Agencia Central de Inteligencia (CIA) ha creado como cuerpos actorales en los diferentes escenarios del mundo a la NED (National Endowment for Democracy) y la USAID (Agencia de Estados Unidos para el Desarrollo Internacional) con sus filiales como la DAI (Development Alternative Inc.).
Lo más incongruente de la política “democrática” del imperio es que la gran mayoría de los contribuyentes norteamericanos no saben que su dinero va destinado a ser invertidos en campañas antidemocráticas promulgadas y apoyadas por el Pentágono. En el 2009, el presupuesto para la subversión en Nicaragua fue de 27 millones de dólares; para Ecuador fue de 35 millones; contra Evo Morales en Bolivia fue de 86 millones y para apoyar la derecha de Honduras fue de 43 millones. En el 2010, contra el gobierno de Daniel Ortega en Nicaragua es de 38 millones de dólares; contra el gobierno de Correa en Ecuador es de 38 millones y contra Bolivia es de 101 millones de dólares.
Se debe decir que en el caso del Golpe de Estado en Honduras contra el presidente constitucional Manuel Zelaya, el cabildeo entre los golpistas y los representantes del gobierno norteamericano costó los 400 mil dólares por concepto de relaciones públicas. Gestiones que fueron propiciadas por los representantes republicanos Ileana Ros Lehtinen y Lincoln Díaz Balart y por el demócrata Bob Menéndez (tres cabecillas archiconocidos de la mafia anticubana de Miami).
Pero todo este billonario capital no es el único que se escapa de poder ser utilizado en auténticas obras sociales que conlleven el beneficio verdadero de los pueblos. También se deben sumar los presupuestos que sustentan las guerras impuestas en diferentes regiones del mundo. El presupuesto militar, aprobado en octubre del 2009, consta de un total de 626 mil millones de dólares, lo que no incluye los gastos aprobados para las guerras de Irak y Afganistán que consta de 400 mil millones.
¿Cuántos niños, mujeres, ancianos pudieran beneficiarse de estas sumas con la mejora del sistema sanitario de los Estados Unidos y así posibilitarles seguros médicos a todos sus ciudadanos? ¿Cuán rápido pudiera recuperarse Haití con parte de estas sumas? ¿Cuánto potencial se le pudiera aportar a la sociedad para erradicar el desempleo y subsanar la crisis económica mundial? ¿Cuánto se pudiera hacer para ayudar a reparar los daños cometidos sobre el ecosistema?
Pero la industria armamentista saca su gran tajada de las ansias que alimenta la ambición imperial por el dominio de los recursos naturales de nuestro planeta tierra. No importa la democracia si creando conflictos entre movimientos sociales y los pueblos, se conlleva a la división y al enfrentamiento que permita que unos pocos miles se hacen mucho más ricos y otros millones pasen muchas más penurias.
Sólo hay que preguntarse: ¿Desde cuándo la democracia se logra con el financiamiento de la subversión, la desestabilización de gobiernos constitucionales, el apoyo a los golpes de estado, la represión de los pueblos a través de las guerras, la creación de mentiras, el manejo de la opinión pública y la ejecución de acciones encubiertas?_ ¡Ah!, claro, es para imponer la “Democracia” capitalista.
El dinero gastado por el imperio y sus lacayos no es de interés que se use por la instauración de una democracia participativa de los pueblos en sus propios procesos sociales, de proponer y poner en marcha programas nacidos del propio pueblo y el beneficio del mismo; sino que el destino será crear fondos que permitan la permanencia de la condición de supremacía de la alta burguesía, de los dueños de los grandes capitales, del capitalismo.
Cuba, muy a pesar de las agresiones y del bloqueo económico, financiero y comercial impuesto por los gobiernos de Estados Unidos y la acción servil de Europa con su Posición Común, ha logrado alcanzar mejores estándares en la sanidad, en la salud y en atenciones sociales que países del primer mundo no tienen. Y sigue firme por el camino de su socialismo. Pero dejarle el camino sin obstáculos y posibilitar al mundo conocer la verdad de Cuba, es que el sistema capitalista constate definitivamente la pérdida de credibilidad que ya evidencia, por la falasia que ha creado con tanta manipulación pública de la información.
Es una guerra despiadada de la Democracia del Dinero contra la Democracia de los Pueblos.
Como una vez ya dijo el compañero Fidel Castro, hace años: “Un mundo mejor es posible”; pero con la misma lógica a la que él hace referencia, no será nunca bajo el dominio capitalista.
(Gustavo de la Torre Morales, 31 de agosto 2010, Fuente)
Categorie:
Embargo Cuba,
Finta democrazia,
Imperialismo nordamericano,
Politica
Iscriviti a:
Post (Atom)
UN BLOG ALLA SCOPERTA DELLE PROPRIE IDEE
"La verità non è il bene assoluto, ma ciò che noi, in coscienza, nel corso di una nostra personale ricerca, e a seconda del livello di evoluzione e consapevolezza raggiunti, di volta in volta preferiamo ed eleggiamo come tale".
Follow us on FB!
Havana time
!-end>!-local>
Rome time
!-end>!-local>
Tourism in Cuba (video)
Turismo en Cuba: Vedi il video di Lonely Planet
POST PIU' POPOLARI
-
Della serie, LETTERA (molto indignata) AD UN IGNORANTE (nel senso di colui che ignora)... Vai, vai coi tuoi amici assassini capitalisti e...
-
19 gennaio 2012 Agorà - "Fuori tutti! Destra, sinistra... che non si permettano di ripresentarsi nel 2013, se si ripresentano succederà...
-
Chrystia Freeland Poverty reduction in the Third World has been tremendous, and more is yet to come. Besides, many goods and services are...
-
(ANSA) - NEW YORK, 17 APR - Continua a salire il numero delle vittime causate da una serie di tornado e tempeste violentissime che hanno col...
-
por Robson Luis Cerón - Blog de Solidaridad. Los últimos acontecimientos en Libia demuestra plenamente que el desenfrenado capitalismo-im...
-
Stavolta Marco si è superato!
-
Il sistema sanitario cubano è uno dei migliori al mondo e per i cubani è completamente gratuito. Si fonda sul principio per cui la salut...
-
Presidente Obama, con tantos de los verdaderos criminales en libertad, no cree que los 5 héroes cubanos merecen ser enviado a casa por f...
-
L’ex presidente del Governo spagnolo José María Aznar ha assicurato, riportato da Europa Press, che “non vale fare una cosa in Libia e il c...
SLIDESHOW
GET LOGO OF CUBA-ITALIA BLOG
<a href="http://cuba-italia.blogspot.com"> |
|
|










