Visualizzazione post con etichetta Stato italiano fallito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stato italiano fallito. Mostra tutti i post

martedì 27 settembre 2011

Prossima manovra finanziaria: pensioni e/o prezzo carburanti..?



Cos'altro c'è rimasto da spolpare? Ma se il governo tocca anche le pensioni salta tutto!

Gli accordi sulle pensioni che lo Stato ha stipulato in passato con i cittadini italiani vanno rispettati! Perchè, se gli impegni del passato non contano più, allora i cittadini  hanno tutto il diritto di ribellerarsi, per  esempio, anche al pagamento di assurde accise sui carburanti, come quella relativa alla guerra d'Etiopia del 1935!

A proposito, vediamole tutte queste accise che determinano il salatissimo prezzo finale della benzina:

    1935: finanziamento della guerra di Etiopia;
    1956: finanziamento della crisi di Suez;
    1963: finanziamento del disastro del Vajont;
    1966: finanziamento dell'alluvione di Firenze;
    1968: finanziamento del terremoto del Belice;
    1976: finanziamento del terremoto del Friuli;
    1980: finanziamento del terremoto dell'Irpinia;
    1983: finanziamento della guerra del Libano;
    1996: finanziamento della missione in Bosnia;
    2004: rinnovo del contratto di lavoro degli autoferrotranvieri.

E l'elenco non è aggiornato.

Ed ecco sotto una mappa che mostra come i voti leghisti provengano sostanzialmente dai pensionati.

Mappa a sinistra: percentuale voti lega sul totale
 dalla coalizione CDL (Casa Delle Libertà).
Mappa a destra: percentuale pensioni di anzianità
  (età inferiore a età vecchiaia) sul totale pensioni.

lunedì 11 luglio 2011

Palazzi del potere: quando le istituzioni (senza saperlo?) appoggiano il totalitarismo

Napolitano e Maroni al centenario del Viminale.
La megagalattica sala riunioni del M.degli Interni.
Il palazzo del Viminale, sede del Ministero degli Interni.
I potenti mezzi del ministro Maroni.

Chi rappresenta veramente la democrazia e chi invece è solo una pedina, magari inconsapevole, del totalitarismo economico prossimo futuro?

Roma, 11 luglio 2011 - Al Viminale, in occasione della cerimonia per i cento anni del palazzo sede del ministero dell'Interno, Napolitano, Marcegaglia e Maroni, hanno dichiarato:

Marcegaglia: «In un momento difficile come questo, dove tutti i Paesi europei, e anche l'Italia, sono chiamati a gestire situazioni complesse anche per le turbolenze dei mercati finanziari, credo sia opportuno riunirsi intorno ai simboli del nostro Paese e lavorare tutti assieme nella stessa direzione per difenderlo e costruire un futuro migliore per i nostri figli».

Napolitano: «Oggi più che mai dovrebbe sprigionarsi nel nostro Paese un impegno di coesione nazionale di cui c'è bisogno per affrontare le difficili prove che sono all'ordine del giorno».

Maroni: «Di questo palazzo si è detto e scritto di tutto: ma il Viminale non è il palazzo dei poteri, degli intrighi e dei complotti».

E qualche giorno fa dal Colle, il Presidente della Repubblica aveva detto: «Vorrei che davvero maggioranza e opposizione concordassero con l'obiettivo di risanamento del bilancio, segnalato dall'Ue e che questo obiettivo non fosse messo in dubbio da nessuna parte politica».

Ok, va bene il richiamo alla coesione e all'unità in tempi di crisi...Ma a che condizioni e in cambio di cosa? E poi, siamo proprio sicuri che il potere rappresentato dal Viminale sia tutto trasparenza e purezza d'intenti come lo dipinge il capo dello Stato? E se ce lo garantisce lui, che rappresenta la più alta istituzione della nostra Repubblica, possiamo stare tranquilli? Speriamo. Intanto però non possiamo (e non dobbiamo) smettere di usare la nostra testa e il nostro senso critico.

In occasione di questo centenario, s'è dipinto un quadro a dir poco idilliaco dell'istituzione del ministero dell'Interno; in un articolo che ho letto lo si definisce "il punto di riferimento e garanzia per i cittadini in tema di sicurezza, libertà civili e diritti democratici, ma anche punto centrale per il soccorso alla popolazione nelle emergenze, per il raccordo tra governo ed autonomie locali e per le politiche che regolano l'immigrazione".

Ma allora ci chiediamo, ad esempio:
- Perchè dopo i vergognosi misfatti del G8 di Genova, il capo della Polizia Manganelli sta ancora lì, al suo posto, a fianco del ministro Maroni?
- Perchè capita sempre più spesso che le forze pubbliche abusino del loro potere ai danni di semplici indiziati o detenuti, a volte addirittura ammazzandoli di botte com'è successo a Stefano Cucchi?
- Perchè i poliziotti anti-sommossa sparano, come hanno fatto recentemente in Val di Susa, gas lacrimogeni dall'effetto cancerogeno ad altezza uomo? Forse che se non muori subito, ma dopo qualche anno, non è più considerato omicidio?
- Perchè nei Cie si chiamano ospiti coloro che sono a tutti gli effetti dei detenuti e dove vengono stuprate le donne immigrate con la tacita complicità di chi dovrebbe vigilare sul rispetto della legge, sull'ordine e la dignità delle persone?

Karl Popper
E' veramente tutto rose e fiori come lo descrivono questo settore della sicurezza nazionale? Io credo che alle nostre più alte cariche istituzionali giovi ricordare la lezione di uno dei maggiori filosofi del 900, Karl Popper, non certo un comunista, il quale scrisse vari aforismi a proposito di denaro, politica, totalitarismo, democrazia, istituzioni, Stato, nazionalismo, mercato, potere, ecc... Eccone alcuni:
«Il denaro in quanto tale, non è particolarmente pericoloso...(lo) diventa soltanto se può acquistare il potere, o direttamente, o soggiogando gli economicamente deboli, che devono vendere sé stessi al fine di vivere»..

«Una minoranza, che è economicamente forte, può...sfruttare  la maggioranza di coloro che sono economicamente deboli».

«L’illimitata libertà economica può essere autodistruttiva (come) la illimitata libertà fisica ed il potere economico può essere quasi altrettanto pericoloso che la violenza fisica. Infatti, coloro che dispongono di un’eccedenza di derrate, possono costringere coloro che hanno penuria, ad una servitù liberamente accettata, senza usare violenza».

«Il denaro è uno dei simboli, come pure una delle difficoltà della società aperta. Noi non abbiamo ancora saputo padroneggiare il controllo razionale del suo uso. Il più grave abuso al quale dà luogo, è quello di poter acquistare il potere politico»..

«Poche fedi hanno generato più odio, crudeltà ed inutili sofferenze, della credenza nella validità del principio di nazionalità».

«Abbiamo bisogno della libertà per impedire che lo Stato abusi del suo potere e abbiamo bisogno dello Stato per impedire l’abuso della libertà».

«Dovremmo soppiantare questo orribile sistema dei partiti, in base al quale la gente che sta nel Parlamento è, prima di tutto, dipendente da un partito e, soltanto in seconda istanza, sta lì per usare il proprio cervello, per il bene della popolazione che rappresenta».

«L’opposizione parlamentare deve impedire alla maggioranza di rubare il denaro dei contribuenti. Ma io ricordo un piccolo scandalo, avvenuto in un paese dell’Europa  sudorientale...fu il caso in cui maggioranza ed opposizione si fecero corrompere da una forte somma di denaro, che spartirono fra di loro».

«La democrazia non può essere migliore dei democratici».

«Il funzionamento delle istituzioni, come quello delle fortezze, dipende dalle persone che le presidiano. Il meglio che si possa fare...è dare maggiori possibilità alle persone (se ve ne sono) che intendono usare le istituzioni, secondo il loro fine sociale "peculiare"».

«Dobbiamo costruire istituzioni sociali, imposte dalla forza dello Stato, per la protezione degli economicamente deboli, nei confronti degli economicamente forti».

«Liberalismo ed intervento statale non sono tra loro in antitesi. Al contrario, qualsiasi genere di libertà è chiaramente impossibile se non è garantito dallo Stato».

«Il potere genera ancora corruzione, anche nel nostro mondo. Gli impiegati statali si comportano ancora come padroni incivili. I dittatori tascabili abbondano ancora e una persona intelligente deve essere pronta a sentirsi trattata come un imbecille, se tradisce un interessamento critico nei confronti della propria condizione fisica».

«Critico è il miglior sinonimo di razionale. Ogni volta che puoi essere critico, sii critico!»

«Considero l’approccio critico come un dovere. Ogni altro atteggiamento è megalomane ed irresponsabile, anche se ispirato dalle migliori intenzioni»..

«Anche l’irrazionalismo fa uso della ragione, ma senza sentirsi obbligato: è pronto a usarla, a rifiutarla a suo piacimento».

«La critica non ci procura nuove idee, ma può aiutarci a separare il grano dalla pula».

«La critica e la discussione sono i soli mezzi di cui disponiamo per arrivare più vicini alla verità».

«Cesare fu aiutato a conquistare il potere dai suoi creditori i quali, non vedevano speranza di ricuperare i loro prestiti, se non procurandogli il successo, ma quando egli raggiunse il successo, la sua potenza gli permise di disilluderli».

«In virtù del suo anonimato, l’opinione pubblica è un potere senza responsabilità e perciò, particolarmente pericoloso».

«Finché un uomo non accumula abbastanza forza fisica da dominare tutti gli altri, deve dipendere dai suoi aiutanti. Anche il più potente tiranno dipende dalla sua polizia segreta (e) dai suoi carnefici. Questa dipendenza significa che il suo potere, per quanto grande sia, non è affatto incondizionato e che deve fare concessioni, opponendo un gruppo all’altro».

«L’autoritario tende a scegliere coloro che obbediscono, che credono e soggiacciono alla sua influenza. Ma per fare ciò, è costretto a scegliere i mediocri. Infatti, egli esclude coloro che si ribellano, che dubitano ed osano resistere alla sua influenza».

«Un’autorità non può mai ammettere che gli intellettualmente coraggiosi, cioè coloro che osano sfidare la sua autorità, possano essere gli individui più degni».

«Se ammettiamo che...non è possibile trovare un’autorità che sia al di là della portata delle nostre critiche...allora possiamo ritenere che...la verità è al di là dell’autorità umana».

«Nulla è meno vero dell’idea che, coloro che sono buoni nell’obbedire, saranno anche buoni nel comandare».

«L’opinione pubblica, quale che sia la sua natura, è assai potente. Può cambiare i governi, anche quelli non democratici»..

«I totalitarismi moderni sono assolutamente ignari del fatto che le loro idee possono essere fatte risalire a Platone. Ma molti sono consapevoli del loro debito verso Hegel...ad essi è stato insegnato di venerare lo Stato, la storia e la nazione».

«Tutti i problemi politici sono...istituzionali, di struttura legale, piuttosto che di persone e che il progresso verso una maggiore uguaglianza, può essere salvaguardato soltanto mediante il controllo istituzionale del potere».


«Un paradosso poco preso in considerazione è il paradosso della democrazia o, più precisamente, del governo maggioritario, cioè la possibilità che la maggioranza decida che il governo venga affidato ad un tiranno».

Attenzione quindi...oggi in Italia siamo di fronte ad un bivio:
- da una parte conservare uno stato democratico sovrano, magari povero ma giusto e dignitoso, basato sul lavoro e sul rispetto dei diritti fondamentali di tutti i cittadini;
- dall'altra una dittatura finanziaria e dei mercati che ridurrà la maggioranza della popolazione in schiavitù, un'oligarchia di pochi eletti e ricchi capitalisti, una corte di banchieri, imprenditori egomaniaci e politici condiscendenti che, dall'alto del loro portafogli gonfio, governeranno indisturbati l'Italia e l'Europa.

Non mi piace essere catastrofista, ma dovremmo assolutamente considerare questa crisi come una grande occasione che ci è stata offerta per cambiare e per farlo in meglio, per imboccare finalmente la giusta direzione dello sviluppo sostenibile, del rispetto del pianeta, della giustizia per tutti i suoi abitanti...
Se non lo facciamo, se non cogliamo ora quest'occasione, forse potrebbe non capitarci più...L'umanità potrebbe continuare l'infausto cammino intrapreso alcuni decenni fa, verso una fine molto rapida e ben più tragica rispetto allo scenario che ci prospetta l'attuale crisi economica mondiale, quello dell'autodistruzione.

mercoledì 19 gennaio 2011

Berlusconi e il ricatto del debito pubblico: "se cadesse il governo gli interessi schizzerebbero dal 4% al 6%"

Berlusconi ha dichiarato che se si dimettesse "gli interessi sulle emissioni del nostro debito pubblico schizzerebbero da meno del 4% a più del 6%. E sarebbero interessi che dovrebbero pagare tutti gli italiani con un aumento delle tasse". Come dire: "dopo di me il vuoto".

Dall'alto del suo egocentrismo da ultimo imperatore, Mister B. pensa di essere indispensabile all'Italia, pressocchè insostituibile.
La sua tesi è che, se se ne andasse lui, il Paese crollerebbe a pezzi, che senza la sua presenza, l'Italia avrebbe un ineluttabile vuoto di potere o una sostanziale ingovernance. Ma non è affatto così: la nostra democrazia non è così immatura, non siamo la Tunisia e per fortuna esiste un'altra Italia oltre quella di Berlusconi. Quindi non si preoccupi, se cadesse questo governo vi sarebbe un immediato avvicendamento, qualcun'altro prenderebbe il suo posto e lo farebbe finalmente cominciando ad affrontare i problemi reali della gente.

Tuttavia questa ennesima dichiarazione del premier fa pensare. Cosa sa Berlusconi che noi non sappiamo sulla relazione, da lui testè ammessa, tra la sua uscita di scena e l'aumento del debito pubblico italiano? Si verificheranno quei famigerati attacchi speculativi della finanza internazionale al nostro Paese? Se così fosse, come non pensare ad un collegamento con la tesi circolante in rete di un complotto massonico-finanziario su scala mondiale che avrebbe come fine l'assolutismo e la riduzione in schiavitù della maggioranza della popolazione del pianeta?

mercoledì 12 gennaio 2011

La Germania vicina alla piena occupazione

L'Italia si arrabatta tra divisioni politiche, lotte mediatiche, stallo economico e famiglie allo stremo, situazione che sta rendendo il Belpaese sempre più povero e debole. Un recente dato ISTAT mostra che l'occupazione giovanile sfiora il 30%, quindi quasi un giovane su tre è senza lavoro!
Nel frattempo la Germania, a 21 anni dalla riunificazione, è quasi alla piena occupazione. E' la riprova, se ve ne fosse bisogno, che l'unione fa la forza, alla faccia delle recondite istanze secessioniste dei signori leghisti.
Come mai qui da noi le cose vanno diversamente dal resto dell'Europa, per non dire peggio, sebbene si appartenga tutti all'Unione Europea?
La risposta per molti italiani è ormai chiara, come lo è da tempo anche all'estero: l'Italia è governata da una classe politica e dirigente di egregi paraculi! E' questo soprattutto a fare la differenza, assieme al fatto che la prossimità chilometrica tra Italia e Germania non corrisponde a quella culturale. Ma com'è possibile, anche adesso che siamo uniti, che la Germania ancora ci sovrasti, a livello economico, a tal punto?
I casi sono due: o la Germania sta facendo il gioco sporco all'interno dell'U.E. o siamo noi che, culturalmente e intellettualmente, non riusciamo a crescere, che non riusciamo a cogliere dalle culture degli altri paesi il positivo senza farci influenzare dal negativo. Anzi a volte facciamo esattamente l'opposto.
Fidel Castro usava dire: "La union hace la fuerza y la fuerza hace la revoluciòn". In Italia invece l'unità non interessa quasi a nessuno, manca una propulsione ideale forte, forse perchè c'è stato chi per troppo tempo s'è approfittato e qualcun'altro che non ci ha messo un freno a tempo debito. La situazione è giunta così all'esasperazione attuale. Chiamiamola pure corruzione, leggerezza, avidità, superficialità, poca serietà, irresponsabilità, o anche egoismo, familismo, clientelismo...Stà di fatto che in Italia il bene comune come concetto base a tutt'oggi stenta a decollare. Si ha l'impressione di essere tornati ad una situazione antecedente il 1861, quando, prima dell'unità d'Italia, la conflittualità politico-territoriale era ai massimi livelli e ognuno, passatemi l'espressione, ballava con sua nonna. Almeno all'epoca la situazione si giustificava con secoli di dominazioni straniere che influenzarono molto diversamente l'identità culturale di nord, centro e sud d'Italia. Ma ora? Che sta succedendo?
La questione morale è indubbiamente alla base di tutto e viene da pensare che a fallire sia il nostro modello culturale più rappresentativo, ovvero quello di derivazione cristiano-cattolica. Le responsabilità della Chiesa sono certo numerose e investono la sfera sociale, politica ed economica italiana, a cominciare dal Concordato e dai vari trattati Stato-Chiesa. Ma non solo: c'è stato anche il perbenismo pseudo-liberale e la presa di posizione ufficiale negativa della Chiesa sul comunismo, nata dopo la prima guerra mondiale ed esplosa dopo la seconda, negli anni '50, quando l'influenza culturale nordamericana in Italia raggiunse il culmine. Ancora oggi il feroce anticomunismo di quegli anni fatica ad essere sorpassato (basti pensare alle esternazioni del nostro premier e dei suoi fedeli), nonostante la timida apertura culturale derivante dal pontificato di Papa Woytila. In un paese profondamente cattolico, l'interferenza, o a volte la mancata presa di posizione, della Chiesa in questioni tipicamente laiche e civili come la politica, il sesso, l'aborto, il divorzio, la contraccezzione, il ruolo della donna nella società, il lavoro, l'economia, la lotta alle mafie, per arrivare a cose più raffinate come l'educazione dei figli e la responsabilità collettiva, sono nodi che ci portiamo dietro e che non sono mai stati veramente risolti.

giovedì 14 ottobre 2010

Beppe Grillo, banche,debito pubblico e piccole aziende



Forse ti interessa ascoltare anche quello che dice il Prof. Auriti sulla sovranità monetaria. E' molto interessante. Clicca qui per aprire la pagina del video.

=============================================================

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

UN BLOG ALLA SCOPERTA DELLE PROPRIE IDEE

"La verità non è il bene assoluto, ma ciò che noi, in coscienza, nel corso di una nostra personale ricerca, e a seconda del livello di evoluzione e consapevolezza raggiunti, di volta in volta preferiamo ed eleggiamo come tale".


Follow us on FB!

Havana time

Rome time

Tourism in Cuba (video)

POST PIU' POPOLARI

SLIDESHOW

GET LOGO OF CUBA-ITALIA BLOG

Aggiungi il widget di Cuba-Italia blog al tuo sito. COPIA E INCOLLA IL SEGUENTE CODICE e aggiungilo come gadget HTML/JAVA SCRIPT (piattaforma Blogger):

<a href="http://cuba-italia.blogspot.com">
<img src="http://i1006.photobucket.com/albums/af182/giorgi-one/
LOGO_blog_7_little_crop.jpg" alt="Logo Cuba-Italia blog"
border="0" /></a>

Ed ecco come apparirà il logo sul tuo sito o blog:

Logo Cuba-Italia blog

Se hai un sito o un blog e sei interessato allo scambio link, scrivimi una EMAIL con il codice del tuo banner.