Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
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domenica 12 settembre 2010
L'ORGOGLIO MUTO (audio)
L'ORGOGLIO MUTO: IL DRAMMA OSCURATO DELL'ESPATRIATO CUBANO
di Lioneisy Savon
Vi racconterò la storia emblematica del cubano all'estero.
Generalmente il cubano ha nel suo DNA un lato teatralmente drammatico e quando esce dal suo paese tende a parlare male di Cuba, dicendo che lì si passa la fame, si viene trattati male, non si è liberi e che c'è la dittatura...E ancora che non ci sono vestiti, che si vive male, che non si può parlare troppo di quello che succede nel paese sennò ti mettono in prigione...E ancora, che Fidel è un assassino che ha mandato ad uccidere un gruppo di persone solo perchè si erano ribellate al sistema...Insomma fanno di ogni cosa un dramma, infrangono anime e cuori ma poi alla fine...è tutta una strategia della pietà ben congegnata...tutte bugie ben raccontate! Alla fine quando la preda cade nella sua trappola il cubano comincia a dire: "sai, non ho soldi, qui la vita è dura"...E quando ottiene ciò che vuole se ne va subito a bere birra o in discoteca perchè solo così si sente soddisfatto.
Poi però, quando sente la parola di Fidel, il suo cuore comincia a battere a 100 per l'emozione e l'orgoglio...Solo che al di fuori quest'orgoglio e questa emozione non traspaiono, non si vedono perchè generalmente il cubano è emozionalmente codardo, ha paura di dimostrare apertamente quello che sente. Ciò che all'estero sopisce con tanta cura è il suo senso di apppartenenza al popolo cubano, il suo senso della patria, l'amore immenso per la propria unica e bellissima isola, un fiore nato dalle sofferenze di un popolo forte e unito che ha avuto il coraggio di difendere le sue idee a qualunque costo.
Il cubano all'estero sa di avere la coscienza sporca ma convive con questo sentimento profondo e tremendo tenendolo ben nascosto dentro. E' un rimorso immenso che non gli da pace, così che per riuscire a nasconderlo e a meglio camuffarsi sente il bisogno di parlare di nuovo male di Cuba e di Fidel. E così il rimorso aumenta, il circolo vizioso si chiude. In realtà in cuor suo egli desidera solo tornare nella sua isola ma non può...e questa è la cruda verità, è ciò che gli fa veramente male. Egli sa che non c'è rosa senza spina, ne rimpiange la bellezza unica e insostituibile.
Nessuno lo vede quando la notte va a letto e si ricorda del passato. Quante lacrime scendono sul suo viso, quanta nostalgia! Ma lui sa che è tardi per tornare indietro. Colpa delle sue menzogne, della sua ambizione di diventare ricco, di vivere una vita diversa che non gli appartiene...Ora se ne rende conto...Che pena! E' questo ciò che ha raccolto?
Sono molti i cubani che all'estero vivono male. Ad esempio i titoli di studio che hanno conseguito in patria spesso non sono riconosciuti in molti paesi europei. Cuba è bloccata a 360 gradi, isolata da ogni lato, dall'aria e via mare. Molte donne cubane espatriate si ritengono fortunate se riescono a impiegarsi umilmente e onestamente come badanti, per essere le serve di altri per poter mangiare. Anche loro in fondo in fondo sono pentite di essersene andate e di aver cospirato contro il proprio paese. Ma si sa, il cubano per un pò di soldi venderebbe anche sua madre!
Cubani speculatori, servi del mondo e non del proprio paese! Ma ci vogliamo rendere conto una buona volta che si stanno servendo di noi solo per fare guerra a Cuba e al suo scomodo, in quanto realizzato, ideale di società? Altrimenti non esisterebbe alcun cubano a vivere in nessun paese straniero. Ci facciamo trattare come marionette, che vergogna! A cosa sono servite le lezioni che ci hanno impartito i nostri grandi, da Fidel al Che', da Cienfuegos a Martì?! Dio mio, Che tristezza!
Vi racconterò la storia emblematica del cubano all'estero.
Generalmente il cubano ha nel suo DNA un lato teatralmente drammatico e quando esce dal suo paese tende a parlare male di Cuba, dicendo che lì si passa la fame, si viene trattati male, non si è liberi e che c'è la dittatura...E ancora che non ci sono vestiti, che si vive male, che non si può parlare troppo di quello che succede nel paese sennò ti mettono in prigione...E ancora, che Fidel è un assassino che ha mandato ad uccidere un gruppo di persone solo perchè si erano ribellate al sistema...Insomma fanno di ogni cosa un dramma, infrangono anime e cuori ma poi alla fine...è tutta una strategia della pietà ben congegnata...tutte bugie ben raccontate! Alla fine quando la preda cade nella sua trappola il cubano comincia a dire: "sai, non ho soldi, qui la vita è dura"...E quando ottiene ciò che vuole se ne va subito a bere birra o in discoteca perchè solo così si sente soddisfatto.
Poi però, quando sente la parola di Fidel, il suo cuore comincia a battere a 100 per l'emozione e l'orgoglio...Solo che al di fuori quest'orgoglio e questa emozione non traspaiono, non si vedono perchè generalmente il cubano è emozionalmente codardo, ha paura di dimostrare apertamente quello che sente. Ciò che all'estero sopisce con tanta cura è il suo senso di apppartenenza al popolo cubano, il suo senso della patria, l'amore immenso per la propria unica e bellissima isola, un fiore nato dalle sofferenze di un popolo forte e unito che ha avuto il coraggio di difendere le sue idee a qualunque costo.
Il cubano all'estero sa di avere la coscienza sporca ma convive con questo sentimento profondo e tremendo tenendolo ben nascosto dentro. E' un rimorso immenso che non gli da pace, così che per riuscire a nasconderlo e a meglio camuffarsi sente il bisogno di parlare di nuovo male di Cuba e di Fidel. E così il rimorso aumenta, il circolo vizioso si chiude. In realtà in cuor suo egli desidera solo tornare nella sua isola ma non può...e questa è la cruda verità, è ciò che gli fa veramente male. Egli sa che non c'è rosa senza spina, ne rimpiange la bellezza unica e insostituibile.
Nessuno lo vede quando la notte va a letto e si ricorda del passato. Quante lacrime scendono sul suo viso, quanta nostalgia! Ma lui sa che è tardi per tornare indietro. Colpa delle sue menzogne, della sua ambizione di diventare ricco, di vivere una vita diversa che non gli appartiene...Ora se ne rende conto...Che pena! E' questo ciò che ha raccolto?
Sono molti i cubani che all'estero vivono male. Ad esempio i titoli di studio che hanno conseguito in patria spesso non sono riconosciuti in molti paesi europei. Cuba è bloccata a 360 gradi, isolata da ogni lato, dall'aria e via mare. Molte donne cubane espatriate si ritengono fortunate se riescono a impiegarsi umilmente e onestamente come badanti, per essere le serve di altri per poter mangiare. Anche loro in fondo in fondo sono pentite di essersene andate e di aver cospirato contro il proprio paese. Ma si sa, il cubano per un pò di soldi venderebbe anche sua madre!
Cubani speculatori, servi del mondo e non del proprio paese! Ma ci vogliamo rendere conto una buona volta che si stanno servendo di noi solo per fare guerra a Cuba e al suo scomodo, in quanto realizzato, ideale di società? Altrimenti non esisterebbe alcun cubano a vivere in nessun paese straniero. Ci facciamo trattare come marionette, che vergogna! A cosa sono servite le lezioni che ci hanno impartito i nostri grandi, da Fidel al Che', da Cienfuegos a Martì?! Dio mio, Che tristezza!
venerdì 28 maggio 2010
STORIA DI UNA CUBANA IN ITALIA
Mi chiamo Lioneisy Savon e sono cubana. Nel 2002 mi sono sposata con un italiano all'Havana e sono entrata in Italia. Tutto andava bene finchè un giorno, tornando a Cuba, passati 10 giorni mi ritrovo un divorzio fatto a mia insaputa e un'avvocatessa che mi minaccia affinchè firmi l'atto. Non sopporto le minacce quindi firmo ma con un altro nome, al chè lei non si scompone e dice al mio ex-marito di non proccuparsi, come dire che avrebbe comunque provveduto ad apporre la mia firma, seppur falsa, su quell'atto. E così fu. Infatti, quando reincontrai il mio ex-marito in Italia, aveva il documento firmato con il mio vero nome. Sarò ingenua ma non credevo possibile che un avvocato a Cuba potesse vendersi in questo modo. Eppure quello che era fin qui successo non era ancora niente.
Una volta tornata in Italia venne il bello. Cercai un avvocato affinchè certificasse il mio diritto ad ottenere la cittadinanza. Ma le cose andarono diversamente. La Questura mi rilasciò un permesso di soggiorno valido un anno, tra l'altro ottenuto quando alla sua scadenza mancavano solo 3 mesi, in attesa che mi trovassi un lavoro. Per farla breve, il lavoro non lo trovai (sfido chiunque a trovarlo in 3 mesi!) e persi tutto. Nessuno mi aveva assistito nel vedermi riconosciuto il mio diritto alla cittadinanza italiana e alla fine mi dissero che
non mi spettava più perchè non avevo presentato la domanda in tempo. Così sono rimasta in Italia clandestina per i 3 anni a seguire, poco prima che in questo paese la clandestinità divenisse un vero e proprio reato, punibile finanche con la reclusione. Un giorno, passati i 3 anni come dicevo, nel 2008 la Guardia di Finanza venne a casa mia alle 7 del mattino e mi riempì di offese e insulti. Fu un giorno che mi fa ancora male ricordare. Mi portarono alla stazione dei Carabinieri dove il capo mi disse che se la Finanza mi aveva portato lì voleva dire che qualcosa avevo fatto. Ma si dovettero rendere conto ben presto che ero pulita. Volarono parolacce tra di loro, uno mise la pistola sul tavolo davanti a me e usci fuori. Non so se volesse mettermi alla prova, vedere se la prendevo. Io non lo feci, perchè avrei dovuto farlo se sapevo di essere pulita? Mi portarono alla caserma della Finanza e poi di nuovo dai Carabinieri, i quali non capivano perchè mi avessero riportato lì. Sta di fatto che mi ritrovai con un foglio di via e un interdizione di 10 anni solo per avere il permesso di soggiorno scaduto. Dal quel momento cominciai a sentirmi sporca, come se fossi una criminale. Quel giorno stesso una macchina della Finanza nel ripartire quasi non mi mise sotto.
Da quel giorno non mi sono più sentita viva. Non potevo credere che una cosa tanto orribile stesse succedendo proprio a me, era come vivere un brutto sogno. Poi nel 2009 ho avuto la chance di fare domanda di sanatoria. In Questura l'impiegata diceva a tutti quelli che glielo chiedevano che il permesso di soggiorno sarebbe stato pronto in 45 giorni. Sono 3 mesi che l'aspetto. E intanto il datore di lavoro che mi sta aiutando deve versare ogni 3 mesi circa 380 € di contributi pensionistici Inps (sono versamenti obbligatori in Italia, che servono a pagare una pensione che probabilmente non vedrò mai). Ma per ottenere il tanto sospirato permesso di soggiorno, e in definitiva per non sentirsi dei criminali, per poter lavorare (o risiedere legalmente che per la Legge Bossi-Fini e successive modifiche sono diventati di fatto sinonimi!), o semplicemente per potersene andar via perchè si è stufi di essere trattati come schiavi senza diritti, ci sono un sacco di altre spese e tasse, una su tutte l'Irpef che si paga l'anno successivo all'anno in cui si è lavorato e che può arrivare anche a superare i 1000 Euro. Alla fine dei conti la spesa per il lavoratore e per il suo datore di lavoro ammonta a varie migliaia di Euro, con sommo gaudio per le casse dello Stato e il plauso per chi è riuscito a mettere fuori combattimento questi nuovi "terun", con la trappola ben studiata dell'ultima sanatoria, fatta guardacaso dopo che l'ennesimo decreto del governo Berlusconi aveva trasformato in reato la clandestinità. Una via ci sarebbe per far sì che gli immigrati siano finalmente rispettati da governanti e forze politiche di questo paese e si può sintetizzare in 2 punti: 1.modificare la legge sulla cittadinanza in base al diritto di suolo e non a quello di sangue, come è in tutti i paesi civili; 2.estendere il diritto di voto agli immigrati...E poi vediamo che futuro politico avranno personaggi come il Ministro degli Interni Maroni e i suoi colleghi intolleranti e razzisti!
E a voi cubani che vivete lì, in un paese che non ha problemi di tasse, spese d'ospedale e scolastiche, a voi che parlate male di Cuba e ci sputtanate davanti al mondo intero, voglio dire: non sapete che noi stranieri non valiamo niente? Che stiamo qui peggio di come staremmo a casa nostra? E con questo dico a tutti i cubani che parlano male di Cuba: state attenti, pensateci bene prima di sparlare del vostro paese!
Una volta tornata in Italia venne il bello. Cercai un avvocato affinchè certificasse il mio diritto ad ottenere la cittadinanza. Ma le cose andarono diversamente. La Questura mi rilasciò un permesso di soggiorno valido un anno, tra l'altro ottenuto quando alla sua scadenza mancavano solo 3 mesi, in attesa che mi trovassi un lavoro. Per farla breve, il lavoro non lo trovai (sfido chiunque a trovarlo in 3 mesi!) e persi tutto. Nessuno mi aveva assistito nel vedermi riconosciuto il mio diritto alla cittadinanza italiana e alla fine mi dissero che
non mi spettava più perchè non avevo presentato la domanda in tempo. Così sono rimasta in Italia clandestina per i 3 anni a seguire, poco prima che in questo paese la clandestinità divenisse un vero e proprio reato, punibile finanche con la reclusione. Un giorno, passati i 3 anni come dicevo, nel 2008 la Guardia di Finanza venne a casa mia alle 7 del mattino e mi riempì di offese e insulti. Fu un giorno che mi fa ancora male ricordare. Mi portarono alla stazione dei Carabinieri dove il capo mi disse che se la Finanza mi aveva portato lì voleva dire che qualcosa avevo fatto. Ma si dovettero rendere conto ben presto che ero pulita. Volarono parolacce tra di loro, uno mise la pistola sul tavolo davanti a me e usci fuori. Non so se volesse mettermi alla prova, vedere se la prendevo. Io non lo feci, perchè avrei dovuto farlo se sapevo di essere pulita? Mi portarono alla caserma della Finanza e poi di nuovo dai Carabinieri, i quali non capivano perchè mi avessero riportato lì. Sta di fatto che mi ritrovai con un foglio di via e un interdizione di 10 anni solo per avere il permesso di soggiorno scaduto. Dal quel momento cominciai a sentirmi sporca, come se fossi una criminale. Quel giorno stesso una macchina della Finanza nel ripartire quasi non mi mise sotto.
Da quel giorno non mi sono più sentita viva. Non potevo credere che una cosa tanto orribile stesse succedendo proprio a me, era come vivere un brutto sogno. Poi nel 2009 ho avuto la chance di fare domanda di sanatoria. In Questura l'impiegata diceva a tutti quelli che glielo chiedevano che il permesso di soggiorno sarebbe stato pronto in 45 giorni. Sono 3 mesi che l'aspetto. E intanto il datore di lavoro che mi sta aiutando deve versare ogni 3 mesi circa 380 € di contributi pensionistici Inps (sono versamenti obbligatori in Italia, che servono a pagare una pensione che probabilmente non vedrò mai). Ma per ottenere il tanto sospirato permesso di soggiorno, e in definitiva per non sentirsi dei criminali, per poter lavorare (o risiedere legalmente che per la Legge Bossi-Fini e successive modifiche sono diventati di fatto sinonimi!), o semplicemente per potersene andar via perchè si è stufi di essere trattati come schiavi senza diritti, ci sono un sacco di altre spese e tasse, una su tutte l'Irpef che si paga l'anno successivo all'anno in cui si è lavorato e che può arrivare anche a superare i 1000 Euro. Alla fine dei conti la spesa per il lavoratore e per il suo datore di lavoro ammonta a varie migliaia di Euro, con sommo gaudio per le casse dello Stato e il plauso per chi è riuscito a mettere fuori combattimento questi nuovi "terun", con la trappola ben studiata dell'ultima sanatoria, fatta guardacaso dopo che l'ennesimo decreto del governo Berlusconi aveva trasformato in reato la clandestinità. Una via ci sarebbe per far sì che gli immigrati siano finalmente rispettati da governanti e forze politiche di questo paese e si può sintetizzare in 2 punti: 1.modificare la legge sulla cittadinanza in base al diritto di suolo e non a quello di sangue, come è in tutti i paesi civili; 2.estendere il diritto di voto agli immigrati...E poi vediamo che futuro politico avranno personaggi come il Ministro degli Interni Maroni e i suoi colleghi intolleranti e razzisti!
E a voi cubani che vivete lì, in un paese che non ha problemi di tasse, spese d'ospedale e scolastiche, a voi che parlate male di Cuba e ci sputtanate davanti al mondo intero, voglio dire: non sapete che noi stranieri non valiamo niente? Che stiamo qui peggio di come staremmo a casa nostra? E con questo dico a tutti i cubani che parlano male di Cuba: state attenti, pensateci bene prima di sparlare del vostro paese!
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