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giovedì 9 giugno 2011

VEDREI BENE SONIA ALFANO COME PROSSIMO MINISTRO DELLA GIUSTIZIA...DOPO CHE CADRA' QUESTO GOVERNO

SONIA ALFANO (IDV): “FINTA ANTIMAFIA DEL GOVERNO AIUTA BOSS A USCIRE DAL CARCERE”

PALERMO, 04 GIU. – “Proprio quando Angelino Alfano annuncia di non poter ancora lasciare la poltrona di Ministro perchè troppo impegnato nella lotta alle mafie, quattro mafiosi fiancheggiatori del superboss Bernardo Provenzano vengono scarcerati per decorrenza dei termini, neanche si trattasse di ladri di galline. Il Ministro, e il suo degno collega Maroni, si rendono conto della gravità di quanto accaduto o sono troppo impegnati a fare propaganda per salvare il salvabile?”.

Lo ha detto Sonia Alfano, responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia di IdV e Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, commentando la notizia della scarcerazione di quattro imputati accusati di aver favorito la latitanza del boss Bernardo Provenzano.

“Invece di continuare a gettare fumo negli occhi degli italiani vantandosi degli arresti dei latitanti, notoriamente voluti dai magistrati e messi in pratica dalle forze dell’ordine – prosegue – il Governo dovrebbe rispondere ai cittadini su come intende ovviare a situazioni gravissime come questa, che continuano a ripetersi da sempre e che hanno consentito a fin troppi boss mafiosi di godersi il proprio strapotere indisturbati e di mantenere in piedi i propri affari – sottolinea – invece di pagare per le proprie colpe nelle patrie galere. Alfano dovrebbe pensare a queste scarcerazioni anzichè rivolgere il proprio astio contro i pm palermitani, responsabili, fra l’altro, di indagare per mafia sul padre della sua portavoce, l’ex capo del Ros Antonio Subranni, assurto agli onori della cronaca quale depistatore delle indagini sul delitto Impastato – conclude – e già precedentemente indagato per il favoreggiamento di Bernardo Provenzano”.


Fonte:  www.soniaalfano.it/... 

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SONIA ALFANO (IDV): “ANGELINO ALFANO VORREBBE RITARDARE IL SUO ABBANDONO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA PER CODICE ANTIMAFIA? INUTILE, FORSE VUOLE COPIARE NOSTRO LAVORO AL PARLAMENTO EUROPEO”

PALERMO, 04 GIU. – “Faccio presente al Ministro Alfano, neo prestanome di Berlusconi ai vertici del PdL, che può lasciare il Ministero della Giustizia anche oggi stesso. E’ superfluo che si trattenga al Governo con la scusa abborracciata del ‘codice antimafia’ di cui ogni tanto straparla senza sapere. So che al Ministero è stata informalmente ricevuta la mia relazione per il contrasto al crimine organizzato nell’UE e magari il ministro berlusconian-manniniano ne vorrebbe fare una copia sbiadita e depotenziata”.
Lo ha detto l’europarlamentare di Italia dei Valori e responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia del partito, Sonia Alfano, replicando alle dichiarazioni del Ministro della Giustizia Angelino Alfano.
“Ma è inutile che il nuovo segretario del PdL si affatichi. Quella relazione sarà votata al Parlamento Europeo nel mese di ottobre, è frutto del lavoro mio e del mio staff, e dell’impegno di 50 magistrati antimafia, quelli tanto invisi a questo governo perchè decisi a sconfiggere realmente le mafie e le loro ramificazioni negli apparati istituzionali e finanziari, come Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, Roberto Scarpinato, Nicola Gratteri e tanti altri – sottolinea -, non certo del Ministro Alfano. Una volta approvata a Bruxelles e una volta cacciato Berlusconi, il nuovo Governo italiano dovrà adeguarsi in modo stringente, anche sul punto relativo alla lotta alla corruzione, che con il corruttore Berlusconi a Palazzo Chigi non sarebbe certo nei pensieri di Angelino Alfano”.


Fonte:  www.soniaalfano.it/...

lunedì 6 giugno 2011

L'episodio di Aiazzone sia campanello d'allarme


Riporto questo post dal sito Thefrontpage.it, a proposito della "rapina proletaria" al deposito di mobili Aiazzone, perchè mi è veramente piaciuto e, secondo me, merita di essere diffuso il più possibile. Semmai qualcuno non se ne fosse accorto, c'è un emergenza giustizia in questo paese, la cui soluzione è impedita da molti ostacoli, ma il primo fra tutti è quello del conflitto d'interessi del premier; senza del quale si sarebbe almeno potuto cominciare a risolvere il problema. Ma se la legge non è più uguale per tutti, la cosa diventa impossibile; è questa secondo me la causa prima degli attuali problemi della giustizia italiana. Un grazie agli autori per aver scritto quest'articolo e per ricordarci, se ho ben inteso il senso, che il nostro paese sta correndo il rischio di trasformarsi in un Far West a causa della politica privatistica di Berlusconi e della lentezza della giustizia, una diagnosi che sottoscrivo pienamente.

L'Italia è bloccata da anni da un ostacolo che non
riesce a superare e che non le permette di progredire:
quello della giustizia. Infatti, da 17 anni a questa parte,
nel nostro paese la legge non è più uguale per tutti.

La sottovalutazione degli eventi

Capita a volte di ignorare o sottovalutare un piccolo problema, un evento che magari viene frettolosamente archiviato senza le dovute analisi e riflessioni, senza imparare nulla da quel campanello di allarme che invece ha suonato ed ha suonato per una ben precisa ragione.

Come ad esempio è successo la scorsa settimana in provincia di Bergamo dove una serie di famiglie, tipo Mulino Bianco, si è data appuntamento per rubare i mobili di Aiazzone. Non si è trattato infatti di un furto perpetrato ad opera di delinquenti comuni ma si è trattato piuttosto di giustizia “fai da te” da parte di gente che sognava solo di avere un nuovo tinello e si è ritrovata invece con l’anticipo versato sparito non si sa dove.

Le analisi e le reazioni sono state le più stolte possibili, dai soliti estremisti di sinistra che hanno plaudito all’esproprio proletario fino al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che era a Bergamo per la festa regionale del sindacato, ed ha ben pensato di intervenire sulla vicenda Aiazzone per pronunciare una delle solite banalità tipo: «Bisogna rispettare le regole, perché romperle crea sempre dei problemi, ma capisco anche la situazione difficile di coloro che hanno pagato mettendosi nelle mani delle finanziarie. O dei dipendenti che non ricevono le retribuzioni», cioè concentrando tutta l’attenzione sull’effetto senza dire una sola parola sulle cause che hanno generato questa situazione.

Ma quali sono le cause? Semplicissimo, le cause sono che nel nostro Paese la giustizia, soprattutto civile, non funziona. Punto.

Se una azienda non viene pagata per un lavoro svolto è un problema suo. Pazienza. Anzi lo Stato pretende pure il pagamento dell’Iva sulla fattura non riscossa. Se ad una famiglia rubano dei soldi come ha fatto Aiazzone è un problema loro. Se il vostro vicino è violento e fa il bullo con voi e la vostra famiglia è un vostro problema. Questa è la situazione che si è creata in Italia ormai da molti, troppi anni, e che impedisce di avere ragione su chi viola le regole. Punto. Ecco perché gli stranieri non investono in Italia.

Adesso questi signori illuminati, intellettuali, che citano ogni tre secondi la Costituzione (a sproposito spesso) dovrebbero cominciare a chiedersi perché delle famiglie si organizzano su internet e vanno a svaligiare un negozio. Insomma trasformano la loro rabbia in reazione pericolosissima. Cosa succederebbe se invece decidessero di linciare un delinquente?  Se ad esempio i genitori ed i parenti di Sarah Scazzi decidessero di farsi giustizia sommaria? Anche perché purtroppo molto spesso, troppo spesso nessuno ha evidenza di cosa faccia lo Stato e la giustizia per proteggerli.

Per chiudere il discorso i Signori Intellettuali, culturalmente illuminati, che citano ogni giorno la Costituzione, si devono cominciare a chiedere cosa succede e come rimediare per evitare che la famiglia del Mulino Bianco passi dalla colazione all’azione.


CIMA, 6 giugno 2011  

Fonte

martedì 29 marzo 2011

venerdì 11 marzo 2011

Riforma berlusconiana della giustizia: i magistrati pagheranno di tasca propria gli errori


E questo sarebbe il giusto processo?!

Secondo il mio vocabolario si definisce "potente" colui che unisce 2 principali caratteristiche: 1.lo status di politico; 2. lo status di ricco. Allora, mettiamo il caso di un tipico potente inquisito da un giudice, Silvio Berlusconi, un imprenditore miliardario che allo stesso tempo riveste il duplice ruolo di capo di un partito politico e di Primo Ministro. Questi viene accusato, si difende nel processo (quando va bene, altrimenti dal processo) e nonostante tutti i suoi soldi, nonostante che provi a portare la cosa per le lunghe affinchè tutto cada in prescrizione, non riesce a far valere le sue ragioni in primo grado e viene condannato. Niente paura, fa ricorso al secondo grado di processo, quello d'appello. Questa volta, grazie ai soldi che gli permettono di comprare il giudice, parte della giuria e qualche testimone, viene assolto. Ora il giudice del processo di primo grado è in una ben brutta situazione perchè dovrà pagare di tasca propria l'errore che ha commesso. Da questo momento, la spiacevole esperienza di quel povero giudice rappresenterà un precedente e un ammonimento per tutta la magistratura ad avere un occhio di riguardo verso gli imputati danarosi durante le udienze di primo grado. Forse più nessuno sarà condannato. Nella maggior parte dei processi, i giudici di primo grado staranno molto attenti a non fare errori, avranno paura, saranno guardinghi e garantisti al quadrato e il più possibile dalla parte dell'imputato eccellente. Ovviamente nei processi ai poveracci questa paura non sarà così avvertita e ci saranno più sentenze di condanna. Questo si chiama influenzare a priori il giudizio del giudice ancora prima che il processo inizi, ancor prima di sentirne le ragioni o di analizzarne le prove a carico o discarico. Già questo, per non dire altro, è un elemento di profonda ingiustizia di questa riforma e comprova, se ancora ve ne fosse bisogno, che si tratta dell'ennesima manovra ad personam di questo governo per salvare le chiappe al premier nei numerosi processi che lo attendono, ma anche quelle dei suoi degni compari di casta corrotti e voltagabbana. Ed è l'ennesima vergogna che questo paese è costretto a sopportare da quando la corruzione è al potere in Italia!

giovedì 24 febbraio 2011

Giustizia italiana sempre più aleatoria?


E' mai possibile che ultimamente sempre più processi finiscano con una sentenza di condanna nel primo grado e una sentenza di assoluzione nel secondo? Se si chiede il processo di secondo grado si rischia, in caso di sentenza avversa, una maggiorazione della pena. Eppure sono molti coloro che corrono questo rischio...Perchè? Forse perchè sono veramente innocenti e vogliono vedere riconosciute le proprie ragioni. Ma forse anche perchè avendo a disposizione una certa cifra per gli avvocati, ci sono buone probabilità di cavarsela. E' davvero un'ipotesi così peregrina pensare che con più gradi di giudizio ci siano più possibilità per un imputato con i soldi di prendersi un buon avvocato o, al peggio se se ne ha proprio tanti, di corrompere qualche giudice o qualche giurato?

giovedì 17 febbraio 2011

Sorpresa! Cuffaro è stato prosciolto

Dopo 2 gradi di giudizio, nei quali il parlamentare del Pdl Totò Cuffaro è stato condannato dapprima a 5 e poi a 7 anni di carcere per collusione con la mafia, ORA (UDITE, UDITE) verrà prosciolto. I casi sono 2: o i giudici hanno sbagliato prima o stanno sbagliando adesso. Anche volendo pensare in buonafede, qualcuno deve aver commesso qualche errore, se non altro nello sperpero di denaro pubblico dei 2 processi. Sarebbe bene che venisse fatta chiarezza su cosa è successo veramente, per rispetto dell'opinione pubblica.
Comunque, se è questa la giustizia italiana, permettetemi, SIAMO AL RIDICOLO!!!

sabato 12 febbraio 2011

Perchè Berlusconi è ancora li'?

Assolutismo del denaro e falsa democrazia

Berlusconi ha detto di essere un 'ricco signore che potrebbe benissimo andarsene in giro per il mondo a costruire ospedali'. Ma perchè allora non lo fa, non si ritira a vita privata come ha fatto Bertolaso? Perchè rimane al suo posto? Non certo per amore di patria, come dice lui. E probabilmente neanche solo per la paura dei magistrati e dei processi che lo riguardano.

La verità è che qualcuno lo spinge a stare lì, a molte persone fa comodo che lui stia lì. E quindi lo rassicurano, lo proteggono quotidianamente, gli fanno cerchio attorno. Non è solo il liberista Giuliano Ferrara a farlo, solo per citare l'ultimo della lista in quanto ad attualità, ma sono ricchi signori, imprenditori, ereditieri, affaristi, arrivisti, mafiosi, massoni, banchieri che vogliono continuare a fare i loro sporchi interessi economici in Italia a discapito di tutti gli altri, della massa ovina, delle cosidette brave persone votanti e paganti.

Chi più di Berlusconi può garantire a questi signori un'infrastruttura aristocratica della società italiana, una forbice sociale larga, una classe politica addomesticata che appoggi il dislivello economico tra i pochi ricchi e i tanti poveri e lavoratori?

Procura di Milano, 3 tentativi di scasso: rubato un pc

Un mail a tutti i giudici per invitarli a prestare grande attenzione ai loro uffici.

Con l'inchiesta del caso Ruby in fase avanzata è allarme effrazioni all’ufficio gip del Tribunale di Milano. Nel giro di pochi mesi, infatti, almeno due porte di ingresso dei giudici per le indagini preliminari sono state "manomesse" e recano segni evidenti, all’altezza della serratura, di effrazioni.

È accaduto nell’estate alla presidente dei gip, Laura Manfrin, poi a Cristina Di Censo, il giudice del caso Ruby, e recentemente nell’ufficio di un terzo giudice. Quanto basta perché il presidente aggiunto dell’ufficio, Claudio Castelli, abbia mandato un mail a tutti i giudici invitandoli a prestare grande attenzione ai loro uffici dopo "i fatti gravi" registrati in pochi mesi e in periodo in cui l’intero ufficio è esposto per "l’evidente delicatezza dei procedimenti pendenti".

Tra le raccomandazioni fatte da Castelli ai colleghi vi è quella di chiudere in cassaforte i fascicoli più sensibili, non assentarsi mai dall’ufficio lasciando aperta la porta e non comunicare a nessuno la password di accesso del computer ma conservarla con la dovuta riservatezza.

E non finisce qui. Perché a fine ottobre scorso è stato rubato il computer portatile del gip Chiara Valori, un computer del ministero della Giustizia in uso al giudice, da utilizzare soprattutto in udienza.

Fonte

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