17 dic 2011 - El Tribunal Federal de Manhattan (EE. UU.) culpó a Irán de ayudar a los terroristas de Al Qaeda en los atentados del 11 de septiembre de 2001. Con estas acusaciones, EE. UU. busca justificar la nueva guerra que quiere desatar en el país islámico, según varios expertos internacionales. ...
Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
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domenica 18 dicembre 2011
sabato 5 novembre 2011
11.11.11: la terza guerra mondiale si avvicina?
E' cominciata la campagna mediatica USA per preparare, trovare alleanze, giustificare il prossimo scellerato intervento bellico internazionale contro l'Iran. Finora a fianco degli Stati Uniti si sono schierati almeno 3 paesi, quelli che hanno più interessi nell'area e che praticamente da sempre sono fedeli alleati nel sostenere gli interessi economici e le strategie geopolitiche nordamericane.
E' vero che mancano 6 mesi prima che l'Iran si doti di un'arma nucleare? Come fanno gli USA ad avere in mano un'informazione così precisa, una data così certa? Non è che stanno preparando una strategia bellica preventiva a tavolino che ha bisogno di tempi precisi di pianificazione e attuazione, per 'vendere' poi il pacchetto dell'investimento bellico ai paesi partner, come Arabia Saudita, Israele, Inghilterra e forse Francia, in cambio di petrolio e chissà cos'altro che non rivelano, il che tradotto significa sostanzialmente predominanza economica e geopolitica nel mondo?
Chi dice la verità? L'Iran o gli Stati Uniti d'Israele? Come possiamo fidarci di una sola campana? Semplicemente non dovremmo. Quel che è certo è che proprio in momenti come questo sarebbe utile avere a disposizione quella preziosa fonte d'informazione alternativa costituita da Wikileaks. Forse è anche per questo che gli Stati Uniti considerano Assange così pericoloso per i propri interessi nazionali e hanno fatto di tutto per zittirlo!!
Ora che la Guerra di Libia è finita, la macchina bellica USA si prepara così alla prossima rapina, per quello che, dopo l'Iraq, si prefigura ormai come il bersaglio grosso per l'egemonia geopolitica e gli interessi nordamericani nel mondo: l'Iran.
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Guerre del petrolio,
Iran,
Preparativi di guerra,
Terza guerra mondiale,
USA
sabato 19 febbraio 2011
Che fine ha fatto Sakineh?
La Sakineh che il 10 dicembre scorso confessò l'omicidio del marito, in un documentario apparso sulla tv iraniana, potrebbe essere una sosia? E perchè hanno messo in carcere il figlio e l'avvocato della donna, oltre ai 2 giornalisti tedeschi che li stavano intervistando? E' evidente che le autorità iraniane vogliono tenere nascosta la verità venuta fuori dalle loro parole durante quell'intervista.
Il 10 dicembre scorso Sakineh Mohammadi-Ashtiani veniva mostrata in un programma della televisione iraniana in inglese PressTv mentre, in casa sua, confessava di aver preso parte all'uccisione del marito, ripetendo le azioni che dice di aver fatto, sullo stesso luogo del delitto. Nel programma comparivano anche il figlio di Sakineh, Sajjad Ghaderzadeh, e l'avvocato, Javid Hutan-Kian, arrestati il 10 ottobre scorso mentre venivano intervistati da due giornalisti tedeschi della Bild am Sonntag, finiti anche loro in carcere, dove si trovano tuttora. Ora le autorità iraniane hanno dichiarato che i 2 giornalisti tedeschi verranno liberati dietro il pagamento di un'ammenda di 50 mila dollari ciascuno.
PressTv aveva mostrato immagini di Sakineh e del figlio in casa per annunciare la messa in onda del documentario. Il documentario, ha detto l'emittente, è stato realizzato grazie alla collaborazione della magistratura, che ha disposto il trasferimento della donna nella casa solo per realizzare il programma. Successivamente è stata riportata in carcere. Sakineh, che appare ingrassata rispetto ad immagini precedentemente circolate, parla un ottimo persiano, mentre in analoghi programmi realizzati in passato si esprimeva in lingua azera - parlata a Tabriz, dove vive - con sottotitoli in persiano. La donna afferma di avere preso parte all'uccisione del marito, Ebrahim Ghaderzadeh, nel settembre 2005 in collaborazione con un suo amante, che a suo dire aveva organizzato il piano. Fingendo di voler praticare un'iniezione di un farmaco anti-influenzale al marito, dice Sakineh, gli iniettò in realtà un sonnifero. Successivamente il suo amante entrò in casa e uccise il marito della donna con sette scariche di corrente elettrica. Il figlio di Sakineh dice di avere accettato di incontrare i due giornalisti tedeschi, anch'essi tuttora in carcere, su insistenza di Mina Ahadi, presidente del Comitato internazionale contro la lapidazione, con sede in Germania, che nel programma viene descritta come una ex appartenente ad un gruppo «terrorista» curdo, il Komeleh.
L'emittente iraniana PressTv ha spiegato che alcune immagini diffuse che mostravano la donna nella sua casa con il figlio Sajjad Ghaderzadeh, anch'egli in carcere dall'ottobre scorso, erano una sorta di 'fotografie di scena' per il lancio di un documentario che sarebbe andato in onda la sera stessa con lo scopo di ribadire la colpevolezza di Sakineh.
Sakineh Mohammadi-Ashtiani, 43 anni, di Tabriz, nel nord-ovest dell'Iran, è stata condannata nel 2006 alla lapidazione per adulterio, con sentenza poi sospesa nel luglio scorso, ed è in attesa di sentenza in un processo per l'uccisione del marito, in cui rischia la condanna all'impiccagione. Il figlio Sajjad è stato invece arrestato il 10 ottobre scorso con l'avvocato della donna, Javid Hutan-Kian, mentre veniva intervistato da due giornalisti tedeschi del Bild am Sonntag, finiti anche loro in carcere, dove si trovano tutt'ora. «La signora Mohammadi-Ashtiani è ancora in carcere a Tabriz, è in buona salute e non ci sono novità sul suo caso giudiziario», aveva detto il procuratore, Mussa Khalillollai, all'agenzia Irna. «Di tanto in tanto - aggiunge il magistrato - la stampa straniera ha bisogno di aggiungere benzina alle sue motivazioni politiche e quindi torna a parlare di questo caso». «Contrariamente ad una vasta campagna di propaganda da parte dei mezzi di informazione occidentali secondo cui l'assassina Sakineh Mohammadi-Ashtiani è stata rilasciata - spiega da parte sua PressTv - una nostra equipe televisiva ha concordato con l'autorità giudiziaria di seguire la Ashtiani nella sua abitazione per produrre una ricostruzione video dell'omicidio sulla scena del delitto». La donna quindi fece ritorno solo temporaneamente a casa, sotto sorveglianza, per dar vita ad una nuova iniziativa mediatica che sarebbe servita a ribadire la sua colpevolezza. Il rappresentante in Italia del Comitato internazionale contro la lapidazione, Taher Jafarizad, aveva detto il giorno prima del video, che Sakineh e suo figlio erano stati visti nel cortile della loro casa di Tabriz, nel nord-ovest dell'Iran. Ciò che sembrava un riferimento alle immagini mostrate da PressTv.
Il 10 dicembre scorso Sakineh Mohammadi-Ashtiani veniva mostrata in un programma della televisione iraniana in inglese PressTv mentre, in casa sua, confessava di aver preso parte all'uccisione del marito, ripetendo le azioni che dice di aver fatto, sullo stesso luogo del delitto. Nel programma comparivano anche il figlio di Sakineh, Sajjad Ghaderzadeh, e l'avvocato, Javid Hutan-Kian, arrestati il 10 ottobre scorso mentre venivano intervistati da due giornalisti tedeschi della Bild am Sonntag, finiti anche loro in carcere, dove si trovano tuttora. Ora le autorità iraniane hanno dichiarato che i 2 giornalisti tedeschi verranno liberati dietro il pagamento di un'ammenda di 50 mila dollari ciascuno.
PressTv aveva mostrato immagini di Sakineh e del figlio in casa per annunciare la messa in onda del documentario. Il documentario, ha detto l'emittente, è stato realizzato grazie alla collaborazione della magistratura, che ha disposto il trasferimento della donna nella casa solo per realizzare il programma. Successivamente è stata riportata in carcere. Sakineh, che appare ingrassata rispetto ad immagini precedentemente circolate, parla un ottimo persiano, mentre in analoghi programmi realizzati in passato si esprimeva in lingua azera - parlata a Tabriz, dove vive - con sottotitoli in persiano. La donna afferma di avere preso parte all'uccisione del marito, Ebrahim Ghaderzadeh, nel settembre 2005 in collaborazione con un suo amante, che a suo dire aveva organizzato il piano. Fingendo di voler praticare un'iniezione di un farmaco anti-influenzale al marito, dice Sakineh, gli iniettò in realtà un sonnifero. Successivamente il suo amante entrò in casa e uccise il marito della donna con sette scariche di corrente elettrica. Il figlio di Sakineh dice di avere accettato di incontrare i due giornalisti tedeschi, anch'essi tuttora in carcere, su insistenza di Mina Ahadi, presidente del Comitato internazionale contro la lapidazione, con sede in Germania, che nel programma viene descritta come una ex appartenente ad un gruppo «terrorista» curdo, il Komeleh.
L'emittente iraniana PressTv ha spiegato che alcune immagini diffuse che mostravano la donna nella sua casa con il figlio Sajjad Ghaderzadeh, anch'egli in carcere dall'ottobre scorso, erano una sorta di 'fotografie di scena' per il lancio di un documentario che sarebbe andato in onda la sera stessa con lo scopo di ribadire la colpevolezza di Sakineh.
Sakineh Mohammadi-Ashtiani, 43 anni, di Tabriz, nel nord-ovest dell'Iran, è stata condannata nel 2006 alla lapidazione per adulterio, con sentenza poi sospesa nel luglio scorso, ed è in attesa di sentenza in un processo per l'uccisione del marito, in cui rischia la condanna all'impiccagione. Il figlio Sajjad è stato invece arrestato il 10 ottobre scorso con l'avvocato della donna, Javid Hutan-Kian, mentre veniva intervistato da due giornalisti tedeschi del Bild am Sonntag, finiti anche loro in carcere, dove si trovano tutt'ora. «La signora Mohammadi-Ashtiani è ancora in carcere a Tabriz, è in buona salute e non ci sono novità sul suo caso giudiziario», aveva detto il procuratore, Mussa Khalillollai, all'agenzia Irna. «Di tanto in tanto - aggiunge il magistrato - la stampa straniera ha bisogno di aggiungere benzina alle sue motivazioni politiche e quindi torna a parlare di questo caso». «Contrariamente ad una vasta campagna di propaganda da parte dei mezzi di informazione occidentali secondo cui l'assassina Sakineh Mohammadi-Ashtiani è stata rilasciata - spiega da parte sua PressTv - una nostra equipe televisiva ha concordato con l'autorità giudiziaria di seguire la Ashtiani nella sua abitazione per produrre una ricostruzione video dell'omicidio sulla scena del delitto». La donna quindi fece ritorno solo temporaneamente a casa, sotto sorveglianza, per dar vita ad una nuova iniziativa mediatica che sarebbe servita a ribadire la sua colpevolezza. Il rappresentante in Italia del Comitato internazionale contro la lapidazione, Taher Jafarizad, aveva detto il giorno prima del video, che Sakineh e suo figlio erano stati visti nel cortile della loro casa di Tabriz, nel nord-ovest dell'Iran. Ciò che sembrava un riferimento alle immagini mostrate da PressTv.
martedì 15 febbraio 2011
L’Iran esalta le rivolte, ma non a casa propria
di Fiamma Nirenstein
Gli ayatollah avevano aizzato le proteste in Egitto e Tunisia. Ieri però la rabbia popolare è esplosa contro di loro e la risposta è stata la dura repressione. Dopo aver scaricato Mubarak, ora Obama non potrà negare sostegno a chi chiede libertà a Teheran.
Magari il popolo iraniano fosse davvero giunto ieri, con le sue manifestazioni che già costano feriti e morti, nella grande rivoluzione del mondo islamico. Magari queste ore di scontri nel centro di Teheran e a Isfahan preparassero un improvviso e fortunoso balzo persiano nella democrazia, contro un governo che ha il record di violazioni dei diritti umani con le sue pubbliche impiccagioni di omosessuali, dissidenti, donne, un regime che prepara la bomba atomica per distruggere Israele e l’Occidente.
Se così fosse, questo evento avrebbe due caratteristiche straordinarie: l’ironia e un totale rivolgimento strategico rispetto a tutte le rivoluzioni in atto nel mondo musulmano.
L’ironia: nei giorni della rivoluzione egiziana e in quelle limitrofe, il supremo leader Khamenei, seguito da Ahmadinejad, ha solennemente dichiarato che era stata la rivoluzione iraniana del ’79 a ispirare la rivolta egiziana. È chiaro che non è affatto vero, semmai gli egiziani sono stati ispirati dal movimento che ha sfidato gli ayatollah e i risultati elettorali nel 2009. Ma i leader iraniani hanno voluto indire per ieri un corteo di sostegno alla rivoluzione egiziana, in realtà un modo di affermare il loro paternalismo egemonico su tutto il Medio Oriente e di annunciare la fine di Israele e dell’America. Ma così facendo Ahmadinejad e i vecchi ayatollah hanno svegliato il Popolo Verde del 2009, che ha indetto a sua volta una manifestazione, prontamente proibita dal regime. Il regime ha nei giorni scorsi proceduto a mettere i leader Verdi Moussavi e Karroubi agli arresti domiciliari, a compiere arresti di massa fra i giovani, e a procedere, si dice, ad una ondata di esecuzioni. Eppure nel buio di Teheran nelle ore dell’alba invernale in questi giorni la capitale si è riempita per giorni di canti che insieme ad «Allah è grande» intonano senza paura «Morte al dittatore», e ieri una enorme folla ha invaso la piazza. Che beffa per Ahmadinejad.
Così la strumentale esaltazione della rivoluzione egiziana da parte degli ayatollah finisce ironicamente nel risveglio del movimento che li vuole disperatamente rovesciare. Già un iraniano mi racconta la storia di un’eroina che ha cercato di gettarsi dalla finestra vestita di panni verdi, ma i basiji l’hanno fermata e portata e via, e non si conosce il suo destino. Una nuova Neda per una nuova rivoluzione anti khomeinista.
Il successo di questa nuova rivoluzione cambierebbe completamente tutte le carte sul tavolo mediorientale e renderebbe molto più vera la ricerca della libertà per il mondo islamico: infatti l’Iran cerca in questi giorni di imporre un suo marchio sulle rivoluzioni in corso, di estremizzarle e di volgerle in chiave religiosa e belligerante.
Nell’attuale rivoluzione nei Paesi musulmani non è certo l’aspirazione alla libertà, concetto estraneo all’Iran, che deve essere protetta, ma piuttosto la nuova disponibilità a diventare parte del suo sistema di alleanze e di potere. Un accordo fra sciiti come l’Iran insieme al Libano degli Hezbollah, e i sunniti egiziani, (con l’intervento attivo dei Fratelli Musulmani), e con i palestinesi di Hamas, può dare all’Iran il ruolo di Stato guida. La Siria è già nella sua sfera di potere.
La deriva estremista trascina verso nuove guerre. Senza un Iran aggressivo e integralista, la democrazia avrebbe molte più speranze. Inoltre, nel momento in cui Obama ha abbandonato il suo alleato più importante, l’Egitto, l’Iran si è subito offerto come nuovo amico, e con un certo successo: nei porti dell’Arabia Saudita si scorgono per la prima volta le sue navi. Ma Ahmadinejad siede anche lui su una zattera in un mare agitato: ieri durante le manifestazioni a Teheran lo si poteva vedere accanto ad Abdullah Gül, presidente della Turchia in visita. Anche l’ospite, di fronte alle notizie degli scontri, ha dovuto dire che bisogna ascoltare i popolo e si è schierato col popolo in piazza. Certo pensava alla sua casa, come tutti in Medio Oriente oggi.
Teheran si è mostrata troppo sicura di fronte alla nuova enorme attenzione mondiale sulla democrazia. Se la folla seguirà l’esempio egiziano riuscendo a restare in piazza senza tornare a casa, se, speriamo di no, i basiji spareranno come hanno fatto nel 2009 è difficile che stavolta Obama possa voltarsi dall’altra parte come ha fatto cinicamente allora. Troppe ne ha dette in queste settimane contro i dittatori e per i popoli che cercano la libertà per tirarsi indietro adesso, anche se ormai ci siamo abituati alle sue più strane giravolte. Un segnale positivo viene dalle dichiarazioni di Hillary Clinton che ha detto che Washington sostiene le aspirazioni dell’opposizione iraniana, intimando a Teheran di non usare la violenza contro i manifestanti. Tuttavia si può affermare che l’atmosfera generale adesso è molto più favorevole a una rivoluzione iraniana di quanto non lo fosse nel 2009, e un suo esito positivo risulterebbe rassicurante anche per la marcia del popolo musulmano verso la democrazia.
Fonte
Gli ayatollah avevano aizzato le proteste in Egitto e Tunisia. Ieri però la rabbia popolare è esplosa contro di loro e la risposta è stata la dura repressione. Dopo aver scaricato Mubarak, ora Obama non potrà negare sostegno a chi chiede libertà a Teheran.
Magari il popolo iraniano fosse davvero giunto ieri, con le sue manifestazioni che già costano feriti e morti, nella grande rivoluzione del mondo islamico. Magari queste ore di scontri nel centro di Teheran e a Isfahan preparassero un improvviso e fortunoso balzo persiano nella democrazia, contro un governo che ha il record di violazioni dei diritti umani con le sue pubbliche impiccagioni di omosessuali, dissidenti, donne, un regime che prepara la bomba atomica per distruggere Israele e l’Occidente.
Se così fosse, questo evento avrebbe due caratteristiche straordinarie: l’ironia e un totale rivolgimento strategico rispetto a tutte le rivoluzioni in atto nel mondo musulmano.
L’ironia: nei giorni della rivoluzione egiziana e in quelle limitrofe, il supremo leader Khamenei, seguito da Ahmadinejad, ha solennemente dichiarato che era stata la rivoluzione iraniana del ’79 a ispirare la rivolta egiziana. È chiaro che non è affatto vero, semmai gli egiziani sono stati ispirati dal movimento che ha sfidato gli ayatollah e i risultati elettorali nel 2009. Ma i leader iraniani hanno voluto indire per ieri un corteo di sostegno alla rivoluzione egiziana, in realtà un modo di affermare il loro paternalismo egemonico su tutto il Medio Oriente e di annunciare la fine di Israele e dell’America. Ma così facendo Ahmadinejad e i vecchi ayatollah hanno svegliato il Popolo Verde del 2009, che ha indetto a sua volta una manifestazione, prontamente proibita dal regime. Il regime ha nei giorni scorsi proceduto a mettere i leader Verdi Moussavi e Karroubi agli arresti domiciliari, a compiere arresti di massa fra i giovani, e a procedere, si dice, ad una ondata di esecuzioni. Eppure nel buio di Teheran nelle ore dell’alba invernale in questi giorni la capitale si è riempita per giorni di canti che insieme ad «Allah è grande» intonano senza paura «Morte al dittatore», e ieri una enorme folla ha invaso la piazza. Che beffa per Ahmadinejad.
Così la strumentale esaltazione della rivoluzione egiziana da parte degli ayatollah finisce ironicamente nel risveglio del movimento che li vuole disperatamente rovesciare. Già un iraniano mi racconta la storia di un’eroina che ha cercato di gettarsi dalla finestra vestita di panni verdi, ma i basiji l’hanno fermata e portata e via, e non si conosce il suo destino. Una nuova Neda per una nuova rivoluzione anti khomeinista.
Il successo di questa nuova rivoluzione cambierebbe completamente tutte le carte sul tavolo mediorientale e renderebbe molto più vera la ricerca della libertà per il mondo islamico: infatti l’Iran cerca in questi giorni di imporre un suo marchio sulle rivoluzioni in corso, di estremizzarle e di volgerle in chiave religiosa e belligerante.
Nell’attuale rivoluzione nei Paesi musulmani non è certo l’aspirazione alla libertà, concetto estraneo all’Iran, che deve essere protetta, ma piuttosto la nuova disponibilità a diventare parte del suo sistema di alleanze e di potere. Un accordo fra sciiti come l’Iran insieme al Libano degli Hezbollah, e i sunniti egiziani, (con l’intervento attivo dei Fratelli Musulmani), e con i palestinesi di Hamas, può dare all’Iran il ruolo di Stato guida. La Siria è già nella sua sfera di potere.
La deriva estremista trascina verso nuove guerre. Senza un Iran aggressivo e integralista, la democrazia avrebbe molte più speranze. Inoltre, nel momento in cui Obama ha abbandonato il suo alleato più importante, l’Egitto, l’Iran si è subito offerto come nuovo amico, e con un certo successo: nei porti dell’Arabia Saudita si scorgono per la prima volta le sue navi. Ma Ahmadinejad siede anche lui su una zattera in un mare agitato: ieri durante le manifestazioni a Teheran lo si poteva vedere accanto ad Abdullah Gül, presidente della Turchia in visita. Anche l’ospite, di fronte alle notizie degli scontri, ha dovuto dire che bisogna ascoltare i popolo e si è schierato col popolo in piazza. Certo pensava alla sua casa, come tutti in Medio Oriente oggi.
Teheran si è mostrata troppo sicura di fronte alla nuova enorme attenzione mondiale sulla democrazia. Se la folla seguirà l’esempio egiziano riuscendo a restare in piazza senza tornare a casa, se, speriamo di no, i basiji spareranno come hanno fatto nel 2009 è difficile che stavolta Obama possa voltarsi dall’altra parte come ha fatto cinicamente allora. Troppe ne ha dette in queste settimane contro i dittatori e per i popoli che cercano la libertà per tirarsi indietro adesso, anche se ormai ci siamo abituati alle sue più strane giravolte. Un segnale positivo viene dalle dichiarazioni di Hillary Clinton che ha detto che Washington sostiene le aspirazioni dell’opposizione iraniana, intimando a Teheran di non usare la violenza contro i manifestanti. Tuttavia si può affermare che l’atmosfera generale adesso è molto più favorevole a una rivoluzione iraniana di quanto non lo fosse nel 2009, e un suo esito positivo risulterebbe rassicurante anche per la marcia del popolo musulmano verso la democrazia.
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mercoledì 1 dicembre 2010
IRAN: IMPICCATA L'AMANTE DI UN CALCIATORE
DOPO 8 ANNI DI CARCERE E' STATA IMPICCATA OGGI L'IRANIANA SHAHLA JAHED.
AL DI LA' DELLE RAGIONI O MENO DELLA SENTENZA, RIMANE LO SDEGNO PER L'ENNESIMA ESECUZIONE CAPITALE.
COME E' POSSIBILE CHE NEL TERZO MILLENIO QUESTA PRATICA BARBARA SIA ANCORA IN VIGORE IN MOLTI PAESI?
L'IRAN CHE CRITICA TANTO ISRAELE, POI USA LA STESSA LEGGE DELL'OCCHIO PER OCCHIO, DENTE PER DENTE.
RIPETO, AL DI LA' CHE FOSSE COLPEVOLE O NO DI OMICIDIO, COSA SU CUI FRA L'ALTRO PERMANGONO MOLTI DUBBI, QUALE ESSERE UMANO PUO' ERGERSI A GIUDICE SUPREMO DELLA VITA O DELLA MORTE DI UN ALTRO ESSERE UMANO? LA VITA NON VIENE DALL'UOMO E L'UOMO NON PUO' TOGLIERLA DELIBERATAMENTE SE NON COMMETTENDO A SUA VOLTA LO STESSO CRIMINE.
Il video del processo:
1 dicembre 2010 - Dopo circa otto anni, Shahla Jahed è stata impiccata stamani alle 5 nel carcere di Evin». Una breve nota del legale, l'avvocato Abdolsamad Khoramshahi, chiude la dolorosa vicenda di Shahla Jahed, l'iraniana riconosciuta colpevole di avere ucciso a coltellate la moglie del suo amante, ex calciatore della nazionale. Lo scorso febbraio, la condanna a morte di Jahed era stata annullata ed era stato ordinato un nuovo processo. La Jahed aveva prima confessato e poi negato di avere ucciso, nel 2003, la sua rivale, Laleh Saharkhizan. Questa era la moglie di Nasser Mohammad-Khani, membro della nazionale alla fine degli anni '80 e poi allenatore del Persepolis, che è, con l'Esteqlal, la squadra iraniana più popolare. Amnesty International ancora martedì aveva scongiurato le autorità iraniane a sospendere l'esecuzione: «Ci sono buone ragioni per credere che potrebbe essere stata condannata a torto.
Fonte
AL DI LA' DELLE RAGIONI O MENO DELLA SENTENZA, RIMANE LO SDEGNO PER L'ENNESIMA ESECUZIONE CAPITALE.
COME E' POSSIBILE CHE NEL TERZO MILLENIO QUESTA PRATICA BARBARA SIA ANCORA IN VIGORE IN MOLTI PAESI?
L'IRAN CHE CRITICA TANTO ISRAELE, POI USA LA STESSA LEGGE DELL'OCCHIO PER OCCHIO, DENTE PER DENTE.
RIPETO, AL DI LA' CHE FOSSE COLPEVOLE O NO DI OMICIDIO, COSA SU CUI FRA L'ALTRO PERMANGONO MOLTI DUBBI, QUALE ESSERE UMANO PUO' ERGERSI A GIUDICE SUPREMO DELLA VITA O DELLA MORTE DI UN ALTRO ESSERE UMANO? LA VITA NON VIENE DALL'UOMO E L'UOMO NON PUO' TOGLIERLA DELIBERATAMENTE SE NON COMMETTENDO A SUA VOLTA LO STESSO CRIMINE.
Il video del processo:
1 dicembre 2010 - Dopo circa otto anni, Shahla Jahed è stata impiccata stamani alle 5 nel carcere di Evin». Una breve nota del legale, l'avvocato Abdolsamad Khoramshahi, chiude la dolorosa vicenda di Shahla Jahed, l'iraniana riconosciuta colpevole di avere ucciso a coltellate la moglie del suo amante, ex calciatore della nazionale. Lo scorso febbraio, la condanna a morte di Jahed era stata annullata ed era stato ordinato un nuovo processo. La Jahed aveva prima confessato e poi negato di avere ucciso, nel 2003, la sua rivale, Laleh Saharkhizan. Questa era la moglie di Nasser Mohammad-Khani, membro della nazionale alla fine degli anni '80 e poi allenatore del Persepolis, che è, con l'Esteqlal, la squadra iraniana più popolare. Amnesty International ancora martedì aveva scongiurato le autorità iraniane a sospendere l'esecuzione: «Ci sono buone ragioni per credere che potrebbe essere stata condannata a torto.
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martedì 28 settembre 2010
Once again in favour of Sakineh!
I'd like to address the following words to the Iranian leader, Mr. Ahmadinejad.
In the Holy Bible, when Abel was murdered by his brother Cain for jalousy, God spoke to Isreali people who claimed for revenge and said: "Shall anybody dare touching Cain!". Now, if United States were wrong in getting executed, by a deadly injection, Teresa Lewis, a self-confessing multi-murderer woman, guilty of having killed her husband and the little stepdaughter in order to collect insurance's money, and then found mentally ill, well, I'd like to ask You: do You really want to act the same way of Obama and the USA, which You and Your country are criticizing so much? I hope that You'll be more intelligent, as You recently showed during a speech of Yours at the UNO, when you have put on the desk, before starting to speak, both the Holy Bible and the Curan. If You really believe in those holy books of ancient wisdom, You wouldn't really let You be responsible of the same mistake of that sadistic Virginia's Governor. Nobody's got the right to cut off the living breath of another human being, only God could. Indeed, Bible itself teaches that God hates murder, from everywhere it comes and from every reason it is commited for. Remember the words of Jesus before the stoning to death of an adulteress. He said: "Only those of you who are sinless shall launch the first stone". Nobody did it because nobody on this earth has the right to execute another human being like a dog, how serious his crime may be, because none of us is sinless and our impurities don't allow us to step up as judges of others to the point of taking their life away. Human life belongs to God, not to man, because it was a God's gift, let's remember that!
So many women were stoned to death or hanged along the centuries, due to Islamic law, don't You think it's time, in the second millenium, to stop all that, to set finally a turning point, cultural, political, human, religious, as you prefer to call it, of real justice on this rotten world of ours? So, let your women live in peace, women who are the real heart of this planet, women who give birth to children, who take care of us when we are ill during our childwood, let's respect them as they are or one day you'll wake up with their whole blood streaming to You like a raging river...It's never too late for changing, to stop just before the abyss of inhumanity!
AUDIO EN ESPANOL:
In the Holy Bible, when Abel was murdered by his brother Cain for jalousy, God spoke to Isreali people who claimed for revenge and said: "Shall anybody dare touching Cain!". Now, if United States were wrong in getting executed, by a deadly injection, Teresa Lewis, a self-confessing multi-murderer woman, guilty of having killed her husband and the little stepdaughter in order to collect insurance's money, and then found mentally ill, well, I'd like to ask You: do You really want to act the same way of Obama and the USA, which You and Your country are criticizing so much? I hope that You'll be more intelligent, as You recently showed during a speech of Yours at the UNO, when you have put on the desk, before starting to speak, both the Holy Bible and the Curan. If You really believe in those holy books of ancient wisdom, You wouldn't really let You be responsible of the same mistake of that sadistic Virginia's Governor. Nobody's got the right to cut off the living breath of another human being, only God could. Indeed, Bible itself teaches that God hates murder, from everywhere it comes and from every reason it is commited for. Remember the words of Jesus before the stoning to death of an adulteress. He said: "Only those of you who are sinless shall launch the first stone". Nobody did it because nobody on this earth has the right to execute another human being like a dog, how serious his crime may be, because none of us is sinless and our impurities don't allow us to step up as judges of others to the point of taking their life away. Human life belongs to God, not to man, because it was a God's gift, let's remember that!
So many women were stoned to death or hanged along the centuries, due to Islamic law, don't You think it's time, in the second millenium, to stop all that, to set finally a turning point, cultural, political, human, religious, as you prefer to call it, of real justice on this rotten world of ours? So, let your women live in peace, women who are the real heart of this planet, women who give birth to children, who take care of us when we are ill during our childwood, let's respect them as they are or one day you'll wake up with their whole blood streaming to You like a raging river...It's never too late for changing, to stop just before the abyss of inhumanity!
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Sakineh
ANCORA IN FAVORE DI SAKINEH!
Nella Bibbia, quando Abele fu ucciso dal fratello Caino per gelosia, Dio si rivolse al popolo di Israele che reclamava vendetta e disse: "Nessuno tocchi Caino!". Ora, se l'America ha sbagliato a giustiziare, mediante iniezione letale, Teresa Lewis, una donna pluriomicida confessa, colpevole d'aver ucciso il marito e la piccola figliastra, per riscuotere il denaro dell'assicurazione, e in seguito risultata malata di mente, bene, Le chiedo: vuole Lei essere allo stesso livello di Obama e dell'America che Lei e il suo paese tanto criticate? Spero che Lei sia più intelligente, come ha dimostrato recentemente in un suo discorso all'ONU, quando prima di iniziare a parlare, ha messo sul tavolo sia la Bibbia che il Corano. Se Lei veramente crede nell'antica saggezza contenuta in questi 2 libri sacri, non si dovrebbe rendere responsabile dello stesso errore commesso dal sadico governatore della Virginia. Nessuno infatti ha il diritto di interrompere il soffio vitale di un altro essere umano, solo Dio puo' farlo a tempo debito. Anzi la Bibbia stessa ci dimostra che Dio detesta l'omicidio, da qualunque parte esso venga e per qualunque motivo esso possa essere compiuto. Si ricordi le parole di Gesu', il quale, interrogato di fronte alla lapidazione di un'adultera, disse: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra". Nessuno lo fece perchè nessuno al mondo puo' arrogarsi il diritto di giustiziare un altro essere umano come un cane, per quanto grave possa essere il suo delitto, poichè siamo tutti peccatori e la nostra impurità non ci permette di ergerci a giudici dei peccati altrui a tal punto da togliere la vita. La vita appartiene a Dio e non all'uomo, è Lui che ce l'ha data, ricordiamolo!
Con tante donne che la legge islamica, nei secoli, ha fatto lapidare a morte o impiccare, non crede sia giunto finalmente il momento, nel secondo millenio, di dare una svolta, culturale, politica, umana, religiosa, la chiami come vuole, di vera giustizia in questo nostro marcio mondo? Lasciate allora le vostre donne vivere in pace, donne che sono il vero cuore di questo pianeta, che mettono al mondo i figli, che ci curano da piccoli quando stiamo male, rispettatele per quello che sono se non volete che un giorno o l'altro il loro sangue ricada su di voi come un fiume in piena...Non è mai troppo tardi per cambiare, per fermarsi di fronte al baratro dell'inumanità!
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giovedì 9 settembre 2010
PENA SOSPESA A SAKINEH IN ATTESA REVISIONE PROCESSO
HURRA! PER IL MOMENTO TIRIAMO TUTTI UN SOSPIRO DI SOLLIEVO. MA HO L'IMPRESSIONE CHE IL SUO CALVARIO NON SIA ANCORA FINITO. L'AUSPICIO E' CHE LE AUTORITA' IRANIANE SI RENDANO CONTO UNA VOLTA PER TUTTE CHE L'ADULTERIO NON PUO' ESSERE PUNITO CON LA PENA DI MORTE PER LAPIDAZIONE, COSI' CHE SAKINEH POSSA ESSERE DEFINITIVAMENTE LIBERATA. PURTROPPO IL SUO AVVOCATO HA GIA' RESO NOTO CHE LA POLIZIA SEGRETA AVREBBE FATTO IRRUZIONE NOTTETEMPO NEL SUO STUDIO FACENDO SPARIRE ALCUNI IMPORTANTI DOCUMENTI GIUDIZIARI PRECEDENTI CHE SCAGIONAVANO SAKINEH DALL'ACCUSA DI COMPLICITA' NELL'OMICIDIO DEL MARITO. MAH, SPERIAMO BENE E SOPRATTUTTO CONTINUIAMO A PREGARE PER LEI.
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