E bravo Monti, e bravo Riccardi, e brava Cancellieri...Alla fine l'avete deliberata la maledetta tassa sul permesso di soggiorno (+ 107 euro circa rispetto a prima!!), provvedimento già deciso dall'ex governo Berlusconi (e particolarmente voluto da quell'eunuco dell'ex ministro degli Interni Maroni), e che in un primo momento aveva sollevato un coro unanime di pareri avversi all'interno dell'attuale governo tanto che sembrava dovesse cadere quasi sicuramente al cospetto delle vostre autorevoli, decise e unanimi prese di posizione, vostre e di molti dei politici vostri sostenitori, apparentemente tutti concordi (tranne i soliti leghisti) su questo tema dell'equità, in nome di un governo tecnico sì all'insegna del rigore ma anche dell'equità e della solidarietà sociale nei confronti delle fasce più deboli della popolazione...Ma evidentemente, di fronte a questa crisi stanno saltando uno ad uno tutti gli schemi mentali, i principi e le certezze in questo paese ormai allo sfascio. Complimenti, avete dimenticato in fretta quello che dicevate appena qualche mese fa...Ma se avete accettato così ignobilmente questo ricatto, dettato non so da chi o da cosa, allora mi aspetto che possiate adesso accettare qualunque cosa, non siete più credibili. Io se fossi in Bersani ritirerei subito la fiducia a questo governo...Davvero, non me l'aspettavo da degli esimi professori questa brutta calata di braghe, che rinunciassero così subdolamente alle loro convinzioni morali dall'oggi al domani, ma l'hanno fatto, e per giunta in sordina, facendolo passare sotto silenzio!! Ancora bravi! Alla faccia dell'equità, state facendo pagare il massimo ai più deboli e il minimo ai più forti. E' facile vero fare la voce grossa coi più deboli? Siete solo dei codardi! Ma quando vi deciderete a mettere mano in Parlamento alla riforma di quell' indecente, vomitevole, incivile Legge chiamata Bossi-Fini?!?!
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Per chi volesse approfondire il tema, riporto sotto un valido estratto di un articolo apparso il 2 gennaio scorso sul sito http://www.slysajah.com .
[...] Per noi è un ennesimo pagamento di un servizio o di un disservizio. Per assurdo non godiamo dei Diritti di Cittadinanza.Subiamo delle ingiustizie e delle gravi iniquità per giunta da parte di uno stato e delle istituzioni che continuano a tassarci senza riconoscere i nostri diritti. Uno dei diritti a noi rifiutato è quello di avere il permesso di soggiorno 20 giorni dopo la richiesta di rinnovo come prevede la legge. Prima la legge 40/98 (Livia Turco-Napolitano) e poi la 189/2002 (la Bossi-Fini). Altre ingiustizie disseminate sulle nostre strade in questo nostro soggiorno in Italia sono numerose, numerosissime.
Lo stesso Capo dello Stato il buon Giorgio Napolitano ne sa qualcosa, tanto è stato lui stesso a lanciare un accorato appello prima delle vacanze natalizie a favore nostro chiedendo che ai nostri figli nati in Italia sia riconosciuto il diritto di cittadinanza e che negare un tale diritto di cittadinanza è un autentica follia. Il suo appello ci ha dato un lume di speranza e un leggero sospiro di sollievo. Non parliamo del diritto di voto che è un sacro santo diritto di ogni cittadino che vive, lavora, studia in un posto di poter chiedere di dire la sua su chi amministra i suoi beni, che gestisce la tasse che paga per la collettività. Oggi questo diritto a noi cittadini immigrati è stato palesemente negato. Le nostre proteste sono state tante, ma spesso banalizzate dai mass-media e dai politici miopi ed ottusi. Sono proprio questi politici che ci prendono in giro riempiendosi la bocca della parola integrazione, inclusione, accoglienza e bla bla bla. Sono loro che quando lo scorso 13 dicembre quando il razzista Gianluca Casseri, militante della casapaound ha ucciso i nostri concittadini senegalesi Samb Modou e Diop Mor hanno fatto finta di piangere e di condannare il fatto.
Poi ecco, qualche settimana dopo in silenzio lo stato ci chiede di pagare 200 euro per i nostri documenti per i quali gia’ sborsiamo quasi 80 euro. A conti fatti, noi cittadini immigrati spendiamo tanti soldi per delle procedure burocratiche assurde e senza quasi nulla in cambio seriamente. Anche per noi l’Italia inizia a non attraci piu’ (questo l’ho raccolto in diverse interviste e testimonianze dei cittadini immigrati che prefersicono altre meta’).
Qualche mese fa, nella manovra di agosto il governo precedente ci ha tassato su quanto riusciamo a risparmiare per mandare attraverso le agenzie western union e money gram ai nostri genitori e parenti nei paesi d’origine. Ci obbiligano a presentare una bustapaga prima di inviare i nostri soldi. Ci chiedono di pagare di piu’ per inviare i soldi senza dirci a cosa serve e dove vanno esattamente i nostri soldi. Non siamo dei banchieri. Siamo lavoratori e fatichiamo anche come tutti gli altri cittadini per aver una lira in piu’. La differenza pero’ tra noi e gli altri cittadini è che non ci sentiamo cittadini, perché NON ABBIAMO IL DIRITTO DI VOTO E DI CITTADINANZA. Ci sentiamo usati dai partiti e dal mondo politico da decenni. E ora diciamo coralmente basta.
Un altra ingiustizia è la DISCRIMINAZIONE RAZZIALE NEI NOSTRI CONFRONTI. Gravi fatti di sangue in cui persero la vita i nostri connazionali lo testimoniano. Cito solo alcuni: Le uccisioni di Jerry Mason (Villa Literno, 1989), le stragi di Castelvolturno, l’uccisione di 6 immigrati africani (settembre 2008), la morte di Abou (ucciso a Milano nel 2009), la strage di Firenze dei due sengalesi e l’incendio del camp rom di Torino (dicembre 2011) ecc..
Delle discriminazioni non solo da parte di privati, ma purtroppo anche da parte di alcune istituzioni.
Bisogna che l’attuale governo che ora dice che applica una decisione già presa sul nostro conto da Giulio Tremonti, ex ministro dell’economia e da Roberto Maroni, ex ministro degli Interni e che ci chiede di pagare altri soldi sappia questo:
Per i documenti, permessi di soggiorno, Carta di soggiorno noi paghiamo per ogni kit postale quanto segue: 27,50 EURO ( come anticipo del documento richiesto)+ 30, 00 euro (per invio per raccomandata del kit postale)+ 14,62 euro (per la marca da bollo). Questo per ogni kit. E ci sono famiglie che devono inviare due tre quattro kit alla volta (per moglie, figli, genitori, spesso tutti a carico di uno solo che lavora).
Per il ricongiungimento familiare: 2 marche da bollo (da 14,62 euro) per la pratica da inoltrare allo sportello unico dell’immigrazione della prefettura+30,00 euro+una marca da 14,62 euro (al comune per la richiesto del certificato dell’idoneità dell’alloggio). [...]
Articolo di Jean-Pierre Sourou Piessou
Fonte
Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
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mercoledì 6 giugno 2012
E bravo governo!
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Governo Monti,
Immigrati in Italia
lunedì 28 novembre 2011
Balie napoletane, bebe' cinesi
Nelle carrozzelle delle donne napoletane si vedono spesso bambini con gli occhi a mandorla. Sono cinesi di cui le balie si prendono cura. I figli dei nostri nuovi datori di lavoro. E' la dimostrazione che gli extracomunitari non tolgono lavoro agli italiani, ma lo portano. Ricordate "i lavori che gli italiani non vogliono più fare"? La piramide si è rovesciata. Ora ci sono "i lavori che gli extracomunitari non vogliono più fare". In futuro badanti venete assisteranno anziani cinesi a Pechino e i nostri giovani laureati faranno i portinai a Manila. Ci saranno respingimenti di barconi di italiani disperati dalla Turchia. La globalizzazione è una ruota. I primi saranno gli ultimi e gli ultimi saranno i primi.
Fonte: beppegrillo.it
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Beppe Grillo,
Cina,
Immigrati in Italia
lunedì 6 giugno 2011
Giornalisti respinti dai Centri per gli immigrati
Giornalisti respinti dai Centri per gli immigrati ed esercizio del diritto di cronaca precluso a tempo indeterminato. Cosi’ l’emergenza immigrazione diventa anche un problema per la liberta’ di stampa. Con una circolare a firma del Ministro dell’Interno, (prot. n. 1305 del 01.04.2011) inerente l’accesso ai Centri per immigrati, il Viminale consente, "fino a nuova disposizione", l’ingresso alle strutture di accoglienza e a quelle di detenzione "esclusivamente" a soggetti pubblici (ad esempio organismi internazionali quali Oim, Cri, Amnesty International, Caritas) e a individui singoli come parlamentari europei, deputati e senatori della Repubblica e consiglieri regionali. Sulla base di questa circolare interna, le prefetture ci hanno negato l’accesso ai Cara e ai Cie di Roma Ponte Galeria, di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, di Trapani e di Brindisi.
"Il 13 maggio 2011 mi e’ stato negato l’ingresso nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Mineo, a Catania, al seguito di due parlamentari (Marilena Samperi e Giovanni Burtone, Pd) che sono entrati per visitare il Cara dove sono attualmente ospitate circa 1.800 persone sbarcate a Lampedusa dalla Libia e che hanno chiesto asilo politico al nostro paese - dice il giornalista Gabriele Del Grande, fondatore del blog Fortress Europe - Ricordo che per cancellare il diritto di cronaca in questo paese e’ bastata una circolare ministeriale, che con un solo colpo di spugna ha cancellato la possibilita’ di raccontare quanto accade nei centri". Si tratta di strutture in cui vengono spese montagne di soldi pubblici. Ad esempio, al Cara di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto (Kr), che prima dell’istituzione del mega centro di Mineo era il piu’ grande d’Europa con una capienza di quasi 1500 posti, arrivano 28,88 euro per ospite. La media e’ di 700 presenze, che fanno 20.216 euro al giorno, oltre sette milioni di euro l’anno.
Nessuno sa la cifra pro capite stanziata alla Croce Rossa Italiana per il centro di Mineo (Ct), su cui si sono espresse negativamente sia le associazioni umanitarie che si occupano di rifugiati, sia sindaci di comuni che ospitano i profughi con il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Somma che lievita ancora perche’ bisogna aggiungere il compenso per l’affitto alla ditta Pizzarotti di Parma, proprietaria della struttura.
"Per quanto riguarda i Cara, e’ illegittimo vietare l’accesso ai giornalisti" commenta il giurista Fulvio Vassallo Paleologo dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione. "I centri di accoglienza non sono chiusi, i richiedenti asilo possono uscire e allora non si capisce perche’ non possono entrare i giornalisti - spiega -il fatto che la circolare richiami congiuntamente i centri di accoglienza e quelli di identificazione e di espulsione, conferma la trasformazione in atto delle strutture di accoglienza in centri di detenzione". Secondo il docente di Diritto di asilo dell’Universita’ di Palermo "l’aspetto piu’ grave svelato dal divieto d’accesso per la stampa e’ proprio questa assimilazione tra Cara e Cie, che al contrario sono strutture giuridicamente diverse". Nei Cara infatti sono ospitati i richiedenti asilo in attesa che la commissione territoriale competente esamini la loro domanda di protezione internazionale.
Nei Cie vengono reclusi fino a sei mesi i migranti che non hanno ottemperato al decreto di espulsione dall’Italia, in attesa di essere identificati e rimpatriati. "Come si faceva dal 1998 al 2008 occorre creare regione per regione dei gruppi di monitoraggio composti da parlamentari anche regioali in collegamento con avvocati e giornalisti - sostiene Paleologo - L’invito che si rivolge a quella politica che ancora dice di interessarsi di diritti umani e’ di mettersi in collegamento con la societa’ civile per fare uscire dai centri le storie di soprusi, come e’ successo da ultimo nel Cie temporaneo di Santa Maria Capua Vetere, dove alcune convalide di trattenimento sono diventate oggetto di denuncia penale solo perche’ alcune associazioni sono potute entrare in contatto con i migranti. Laddove cio’ non e’ possibile, non si puo’ intervenire".
All’interno dei centri per migranti e’ comunque concesso l’accesso ad alcune associazioni umanitarie che cooperano con il ministero dell’Interno, tra cui l’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Tuttavia questo non assicura il rispetto dei diritti umani, secondo Paleologo. "Le associazioni incaricate soprattutto in regioni come Puglia, Basilicata, Calabria e Campania non possono garantire il monitoraggio continuo, unica garanzia per evitare che sugli abusi possa calare l’impunita’ piu’ totale" sottolinea il giurista. Paleologo ricorda infine un decreto del ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha trasformato alcuni centri di accoglienza e tendopoli in Cie fino al 31 dicembre. Si tratta di Trapani Kinisia, Palazzo San Gervasio (Pz) e Santa Maria Capua Vetere (Ce). "Il regime dei Cara si connota sempre piu’ per l’applicazione di detenzione amministrativa - afferma il giurista dell’Asgi - come dimostra l’utilizzo di un Cara come Salina Grande a Trapani in alcune sue parti, quali la palestra, come centro di detenzione per i migranti tunisini in attesa del rimpatrio".
Da Melting Pot Europa (http://www.meltingpot.org/articolo16793.html)
(01 Giugno 2011, Fonte )
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Censura,
Immigrati in Italia,
L'Italia di Berlusconi
giovedì 7 aprile 2011
Permesso di soggiorno temporaneo: quasi una tautologia
Come risolvere la crisi immigrati in Italia? I politici leghisti, in primis il ministro degli Interni Maroni e il governatore del Veneto Zaia, pare abbiano la soluzione: il "permesso di soggiorno temporaneo", una tautologia che oggi riempie le fameliche bocche mediatiche come fosse la panecea di tutti i mali. Ma di cosa stiamo parlando? Lo sappiamo o l'ignoranza sulla condizione ignominiosa degli immigrati, frutto della famigerata legge Bossi-Fini, impera in questo paese? Purtroppo temo che la maggiornaza degli italiani, e soprattutto gli elettori leghisti, non sappiano di cosa si sta parlando e cioè che il permesso di soggiorno è per sua natura temporaneo. Non sarebbe meglio che il ministro Maroni specificasse, e bene, che si tratta di un permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari? O forse la parola "umanitario" non piace ai leghisti, poichè risuona troppo "forte" per una sensibilità così caprona e razzista come quella della base elettorale politica padana?
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Immigrati in Italia
mercoledì 16 febbraio 2011
Emilia: esempio di integrazione multietnica
"I dati dicono chiaramente che la nostra è già una società multietnica: per l' Emilia-Romagna, questa è una realtà ampiamente consolidata", ha commentato nelle ore scorse l'assessore alle Politiche sociali e immigrazione della Regione Teresa Marzocchi. "Siamo di fronte a persone regolari, che lavorano, con figli che vanno a scuola: è significativo l' aumento delle fasce più giovani e della componente femminile".
Sono dati importanti, perché "mostrano come qui l' immigrazione sia un fenomeno ben strutturato e non certo emergenziale, contrariamente a quanto molti vorrebbero far credere. Il nostro compito quindi - ha concluso l' assessore - è sostenere e custodire questa componente, soprattutto le famiglie con figli nati qui, confermando le priorità di mandato che la Regione si è data: lavorare insieme al territorio per rafforzare l'integrazione e per garantire l'accesso ai servizi, nel pieno rispetto della legalità, dei diritti e dei doveri di ciascuno".
Questo, riteniamo, è il modello che tutte le regioni italiane dovrebbero cercare di seguire dato che ormai è risaputo da tutti che gli immigrati rappresentano una grande ricchezza per il nostro Paese e che i casi di criminalità di cui sono protagonisti alcuni di loro non devono condizionare le intelligenti politiche di accoglienza di cui l'Italia intera è più che capace culturalmente e socialmente.
(Peppe Criolo, Fonte)
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Immigrati in Italia,
Multiculturalismo
mercoledì 1 dicembre 2010
Un ricatto nascosto nell'innocuità apparente di un test
QUEL TEST ANTILIBERTARIO E XENOFOBO CHE PROPRIO NON CI VA GIU'
La differenza tra ricatti e doveri pare che il governo, e in particolare la Lega, non l'abbia ancora capita. Spieghiamogliela: i doveri si contrappongono ai diritti costituendone un naturale bilanciamento. I ricatti sono invece delle costrizioni perchè sono vincolate a doppio binario all'ottenimento di qualcosa a cui si da' maggiore importanza. E' questo il caso dell'ultima sparata dei Ministri Maroni e Gelmini sull'obbligo di superamento del test di italiano per gli stranieri. E così facendo hanno perso l'ennesima occasione per comportarsi da esseri umani di fronte al mondo civile.
La Lega, attraverso la penna e la faccia del Ministro Maroni, questa volta ha trovato un nuovo alleato a sostenere la sua politica strisciatamente razzista: l'ormai famigerato Ministro dell'Istruzione Gelmini. Insieme hanno firmato il decreto che vincola il permesso di soggiorno al superamento di un test di italiano a partire dal 9 dicembre 2010. Il decreto, apparentemente innocuo, in realtà nasconde una nuova strategia per espellere gli stranieri dall'Italia. Infatti, dopo il reato di clandestinità, ora ci penserà il test a sfoltire gli immigrati indesiderati o disubbidienti, ovvero quelli che non intenderanno sottoporsi al test.
Non lasciamoci ingannare, è mascherato bene, ma l'obiettivo non dichiarato è sempre lo stesso: fare pulizia etnica di immigrati, mandarli a casa, via dal nostro paese, perchè proprio gli fanno schifo. E invece non si accorgono che a fare schifo sono proprio loro!
La differenza tra ricatti e doveri pare che il governo, e in particolare la Lega, non l'abbia ancora capita. Spieghiamogliela: i doveri si contrappongono ai diritti costituendone un naturale bilanciamento. I ricatti sono invece delle costrizioni perchè sono vincolate a doppio binario all'ottenimento di qualcosa a cui si da' maggiore importanza. E' questo il caso dell'ultima sparata dei Ministri Maroni e Gelmini sull'obbligo di superamento del test di italiano per gli stranieri. E così facendo hanno perso l'ennesima occasione per comportarsi da esseri umani di fronte al mondo civile.
La Lega, attraverso la penna e la faccia del Ministro Maroni, questa volta ha trovato un nuovo alleato a sostenere la sua politica strisciatamente razzista: l'ormai famigerato Ministro dell'Istruzione Gelmini. Insieme hanno firmato il decreto che vincola il permesso di soggiorno al superamento di un test di italiano a partire dal 9 dicembre 2010. Il decreto, apparentemente innocuo, in realtà nasconde una nuova strategia per espellere gli stranieri dall'Italia. Infatti, dopo il reato di clandestinità, ora ci penserà il test a sfoltire gli immigrati indesiderati o disubbidienti, ovvero quelli che non intenderanno sottoporsi al test.
Non lasciamoci ingannare, è mascherato bene, ma l'obiettivo non dichiarato è sempre lo stesso: fare pulizia etnica di immigrati, mandarli a casa, via dal nostro paese, perchè proprio gli fanno schifo. E invece non si accorgono che a fare schifo sono proprio loro!
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Immigrati in Italia,
L'Italia di Berlusconi,
Lega fascista
domenica 28 novembre 2010
Immigrati: voto no, test di italiano si. Eccoli i ministri delle libertà
Sigg. Ministri Maroni e Gelmini, spiegatemi perchè siete razzisti? Perchè considerate i non-italiani persone di serie B, con diritti dimezzati? Che forse gli stranieri che lavorano non pagano le tasse? Se è così perseguiteli per quello. Perchè obbligate gli stranieri a fare il test di lingua italiana, per giunta in Prefettura? Molti italiani diranno, autoingannandosi, "si, è giusto, devono conoscere l'italiano se vogliono vivere e lavorare nel nostro paese!". Ma a voi, quando andate in vacanza a Sharm El Sheik, vi si chiede forse di conoscere l'arabo? C'è gente che vive e lavora in Italia da anni, credete veramente che non capiscano ancora l'italiano? Pensate veramente che siano tutti tonti come lo sareste voi se andaste all'estero? Forse che agli stranieri è lasciata la possibilità di scelta se accettare o rifiutare se non vogliono? No, perchè avete vincolato il superamento del test al rilascio del permesso di soggiorno. E vi sembra questa democrazia, vi sembra questo il paese delle libertà che voi tanto propagandate? La verità è che gli stranieri in questo paese hanno diritti dimezzati, basta vedere la strenua contrarietà del Ministro Maroni a concedere il diritto di voto agli immigrati. Un no che il Ministro non saprebbe giustificare in altro modo, e ogni altra motivazione sarebbe menzogna, che con la caduta percentuale di voti del suo partito, la Lega, alle elezioni. Allora perchè obbligate gli stranieri al test di italiano? Semplice. Perchè non potete puntare su una campagna di propaganda al rispetto delle leggi, cosa che fareste rivolgendovi agli italiani, perchè le leggi sono fatte di diritti e doveri e agli stranieri molti diritti sono negati, hanno solo obblighi, neanche li chiamerei doveri. Il primo diritto negato tra tutti è quello di votare. Chi non ha diritto di voto in questo paese non ha voce in capitolo e non puo' rivendicare niente, ribellarsi a niente. E' carne da macello, è il caprio espiatorio di tutti i mali. Mi dica ora, Sig. Ministro, perchè gli immigrati dovrebbero rispettare le leggi italiane quando non permettete loro di decidere, di partecipare alla vita politica italiana? Perchè allora dite si alle moschee? Ah già, perchè portano un sacco di soldi sul territorio. Mi dicano, Sigg. Ministri Maroni e Gelmini, perchè gli immigrati dovrebbero ubbidirvi, come bambini dell'asilo, e recarsi a fare l'esamino di italiano? Che succede se si rifiutano tutti? Li mandate tutti a casa? Allora poi vediamo chi lavora oggi in Italia. Fortuna che il vostro è il partito dell'amore e delle libertà!
Cari Ministri, sviati da cattive compagnie e cattivi consiglieri, presi dal denaro e dal potere, concentrati unicamente sui tecnicismi del vostro mandato ministeriale, forse avete dimenticato il senso profondo della democrazia, le basi del vostro impegno/servizio a favore della collettività, questa è l'impressione che date, quella di qualcuno che ha perso il senso originale del proprio agire. Ma per dei politici questa è una cosa molto grave. La democrazia dovrebbe essere la vostra stella polare, il principio e la fine di tutto il vostro impegno. Perdere di vista il concetto di politica come portavoce di istanze di giustizia sociale, attenzione ai più deboli e alle minoranze, è l'anticamera dell'assolutismo. Possa Dio perdonarvi se ne diverrete complici e responsabili.
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Berlusconismo,
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Libertà e diritti
giovedì 18 novembre 2010
Razzismo=Fascismo
Un articolo del 20 agosto 2007 che potrebbe benissimo essere stato scritto oggi e che riporto dall'archivio di repubblica.it. Dimostra una volta di più, se ce ne fosse bisogno, di come sia stato trattato criminalmente il fenomeno immigrazione in Italia negli ultimi anni. Il peggio è che i responsabili intolleranti e fascisti di gesti come questo, gesti di ignobile inumanità e razzismo, sono stati fino ad oggi protetti, istigati, appoggiati politicamente dalla Lega. Il peggio è che non sembra che siano passati già 3 anni, basta vedere come è stato gestito il recente episodio del gruppo di immigrati salito sulla gru, con la stessa inumanità. E nulla cambierà finchè non verrà abolita o adeguata la criminogena legge Bossi-Fini.
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CRONACA
Una voce fasulla diceva che solo nella città friulana sarebbero stati "sanati" i clandestini.
In centinaia fanno domanda per la regolarizzazione, pur non avendo i requisiti.
"Andate a Pordenone, c'è la sanatoria"
Ma è una bufala: 100 espulsi, 15 arresti
PORDENONE - Si sono praticamente autodenunciati. Centinaia di clandestini immigrati a Pordenone, soprattutto ghanesi, sudanesi e nigeriani sono andati a presentare domanda di regolarizzazione agli sportelli della posta di Pordenone pure non avendone i requisiti. Lo hanno fatto perché si era sparsa la voce che tutti i clandestini che presentavano domanda a Pordenone, e solo in quella città, sarebbero stati "sanati". Purtroppo però, la voce era fasulla. Niente sanatoria. Niente possibilità di entrare nella legalità. Risultato: seicento clandestini controllati, cento espulsioni e quindici arresti. Tutto per una tragico inganno. Una bufala crudele che ha gettato nella disperazione chi aveva finito per credere a quelle voci.
Ad accorgersi del fenomeno è stata la Prefettura di Pordenone grazie alla crescita inspiegabile del numero di domande di regolarizzazione, sei volte la norma, agli sportelli postali della città friulana. Dopo tutte quelle domande, sono scattati i controlli. E ai controlli sono seguite le espulsioni per gli increduli clandestini.
Il viceprefetto vicario Maria Rosaria Laganà, insieme al procuratore capo Luigi Delpino e il sindaco Sergio Bolzonello, hanno spiegato che si è trattato di un disegno criminale di qualcuno che ha inteso trarre vantaggio economico dalla disperazione dei clandestini. Alcuni immigrati che hanno presentato domanda nella città, per dare retta alla voce, si sono sobbarcati viaggi lunghissimi da Bari e da Lecce. Molti altri quelli provenienti da Milano, Brescia, Verona e Treviso. Tutti quanti sono passati per gli uffici postali, hanno riempito il kit per la richiesta di regolarizzazione senza essere in possesso dei requisiti. Poi la triste sorpresa.
Il numero di domande, secondo quanto reso noto dalle autorità, è adesso tornato alla normalità dopo che, negli ultimi giorni, gli uffici postali di Pordenone sono stati pattugliati costantemente da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Le indagini delle autorità sono ora concentrate quale organizzazione può avere diffuso ad arte la voce della falsa sanatoria fra gli immigrati irregolari.
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CRONACA
Una voce fasulla diceva che solo nella città friulana sarebbero stati "sanati" i clandestini.
In centinaia fanno domanda per la regolarizzazione, pur non avendo i requisiti.
"Andate a Pordenone, c'è la sanatoria"
Ma è una bufala: 100 espulsi, 15 arresti
PORDENONE - Si sono praticamente autodenunciati. Centinaia di clandestini immigrati a Pordenone, soprattutto ghanesi, sudanesi e nigeriani sono andati a presentare domanda di regolarizzazione agli sportelli della posta di Pordenone pure non avendone i requisiti. Lo hanno fatto perché si era sparsa la voce che tutti i clandestini che presentavano domanda a Pordenone, e solo in quella città, sarebbero stati "sanati". Purtroppo però, la voce era fasulla. Niente sanatoria. Niente possibilità di entrare nella legalità. Risultato: seicento clandestini controllati, cento espulsioni e quindici arresti. Tutto per una tragico inganno. Una bufala crudele che ha gettato nella disperazione chi aveva finito per credere a quelle voci.
Ad accorgersi del fenomeno è stata la Prefettura di Pordenone grazie alla crescita inspiegabile del numero di domande di regolarizzazione, sei volte la norma, agli sportelli postali della città friulana. Dopo tutte quelle domande, sono scattati i controlli. E ai controlli sono seguite le espulsioni per gli increduli clandestini.
Il viceprefetto vicario Maria Rosaria Laganà, insieme al procuratore capo Luigi Delpino e il sindaco Sergio Bolzonello, hanno spiegato che si è trattato di un disegno criminale di qualcuno che ha inteso trarre vantaggio economico dalla disperazione dei clandestini. Alcuni immigrati che hanno presentato domanda nella città, per dare retta alla voce, si sono sobbarcati viaggi lunghissimi da Bari e da Lecce. Molti altri quelli provenienti da Milano, Brescia, Verona e Treviso. Tutti quanti sono passati per gli uffici postali, hanno riempito il kit per la richiesta di regolarizzazione senza essere in possesso dei requisiti. Poi la triste sorpresa.
Il numero di domande, secondo quanto reso noto dalle autorità, è adesso tornato alla normalità dopo che, negli ultimi giorni, gli uffici postali di Pordenone sono stati pattugliati costantemente da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Le indagini delle autorità sono ora concentrate quale organizzazione può avere diffuso ad arte la voce della falsa sanatoria fra gli immigrati irregolari.
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Immigrati in Italia
Una cubana en Italia
Publicado por lioneisy savon
Me llamo Lioneisy Savon y soy cubana. En 2002 me casé con un italiano en La Habana y entré en Italia. Todo iba bien hasta que un día, regresando a Cuba, 10 días despues encontré un divorcio sin mi conocimiento y una abogada que me amenazaba para firmar el documento. No tolero amenazas, por eso yo firmé con otro nombre. Ella con calma le dice a mi ex marido que no se procupe, como decir que habría tomado la precaución de agregar mi firma, aunque falsa, en el acto. Y así fue. De hecho, cuando encontré de nuevo a mi ex marido en Italia, el documento ya estaba firmado con mi nombre real. Voy a ser ingenua, pero no pensé posible que un abogado en Cuba podría venderse en esta manera. Sin embargo, lo que había ocurrido hasta ahora no era nada.
Una vez de vuelta en Italia busqué un abogado para que certificó mi elegibilidad para la ciudadanía. Pero las cosas fueron de otra manera. La policía me dio a conocer un permiso de residencia válido para un año, que entre otras cosas lo tuve solo cuando la fecha de finalización fueron sólo 3 meses, hasta que consiga un trabajo. En resumen, el trabajo no lo encuentré (yo desafío a cualquiera a que lo puede encontrar en 3 meses!) Y lo he perdido todo. Nadie me había asistido a ver que me reconocen mi derecho a la nacionalidad italiana y, finalmente, me dijeron que eso fue porque yo no había hecho la solicitud en tiempo. Por lo tanto, yo fue ilegal en Italia durante los tres años siguientes, poco antes que en este país la permanencia ilegal fue convertida en un verdadero delito, punible hasta con la prisión. Un día, los últimos tres años como he dicho, en 2008 la Policía Financiera, vino a mi casa a las 7 am y me llenó de insultos y malos tratos. Fue un día que todavía me duele recordar. Me llevaron a los Carabineros, donde el jefe me dijo que si la Policía Financera me había llevado hasta allí significaba que yo había hecho algo malo. Pero pronto tuvo que darse cuenta de que yo estaba limpia. Las palabras volaron entre ellos, uno puso una pistola en la mesa delante de mí y salió. No sé si quería ponerme a prueba, a ver si yo la tomaba. No lo hice, ¿porque hacerlo si yo sabía de ser limpia? Me llevaron al cuartel de la Policía Financera y de nuevo a los Carabineros, que no entendían por qué había sida reportada allí. El hecho es que despues yo me encontré con una orden de expulsión de Italia y una prohibición de regreso de 10 años sólo para haber tenido un permiso de residencia vencido. A partir de ese momento empecé a sentirme sucia, como si yo fuera una criminal. Ese mismo día un coche de la Policía Financera a asignar casi no me puso bajo.
Desde ese día no me sentía más viva. No podía creer que algo tan terrible me estaba pasando, era como vivir una pesadilla. Luego, en 2009 tuve la oportunidad de solicitar la amnistía. La policía dijo que el empleado en todos los que le pidan que el permiso estará listo en 45 días. Son 3 meses ese aspecto. Mientras tanto, el empleador me está ayudando a pagar cada tres meses unos 380 € contribuciones de pensiones INPS (se requieren pagos en Italia, que se utilizan para pagar una pensión que probablemente nunca veremos). Pero para obtener el permiso tan esperado, y en última instancia para no sentirse delincuentes, para trabajar (o ser residentes legales que la ley Bossi-Fini y sus modificaciones posteriores han convertido en sinónimos de hecho!), o sólo para poder desaparecir porque están cansados de ser tratados como esclavos sin derechos, hay un montón de otros gastos que no estoy a la lista en su totalidad: dall'Irpef la tasa para la expedición de la propia autorización, sellos, fotos y otros gastos. En última instancia el gasto un inmigrante y su empleador asciende a varios miles, con gran alegría para las arcas del Estado y el aplauso de los que lograron noquear a estos nuevos "terun" con bien diseñado trampa última amnistía guardacaso hecho después de otro decreto del gobierno de Berlusconi se había convertido en un crimen clandestino. No habría una manera de asegurar que los inmigrantes son finalmente respetados por los gobernantes y fuerzas politicas de este país, que pueden resumirse en dos puntos: 1.modificare la ley de ciudadanía en virtud de la ley de la tierra y no el de la sangre, como en todos los países civilizados; 2.estendere el derecho de voto a los inmigrantes ... Y entonces nosotros vemos cuál será el futuro político será la gente como el Ministro del Interior Maroni y sus colegas todos los intolerantes y racistas!
Y a los cubanos que viven allí, en un país que no tiene problemas de impuestos, gastos de hospital y de escuela, que hablan mal de Cuba y lo hacen quedar mal ante todo el mundo, quiero decir: no saben que los extranjeros no valen nada? Que estamos aquí peor que en nuestra casa? Y con esto quiero decir a todos los cubanos que hablan mal de Cuba: ¡cuidado, piense dos veces antes de hablar mal de tu país!
Me llamo Lioneisy Savon y soy cubana. En 2002 me casé con un italiano en La Habana y entré en Italia. Todo iba bien hasta que un día, regresando a Cuba, 10 días despues encontré un divorcio sin mi conocimiento y una abogada que me amenazaba para firmar el documento. No tolero amenazas, por eso yo firmé con otro nombre. Ella con calma le dice a mi ex marido que no se procupe, como decir que habría tomado la precaución de agregar mi firma, aunque falsa, en el acto. Y así fue. De hecho, cuando encontré de nuevo a mi ex marido en Italia, el documento ya estaba firmado con mi nombre real. Voy a ser ingenua, pero no pensé posible que un abogado en Cuba podría venderse en esta manera. Sin embargo, lo que había ocurrido hasta ahora no era nada.
Una vez de vuelta en Italia busqué un abogado para que certificó mi elegibilidad para la ciudadanía. Pero las cosas fueron de otra manera. La policía me dio a conocer un permiso de residencia válido para un año, que entre otras cosas lo tuve solo cuando la fecha de finalización fueron sólo 3 meses, hasta que consiga un trabajo. En resumen, el trabajo no lo encuentré (yo desafío a cualquiera a que lo puede encontrar en 3 meses!) Y lo he perdido todo. Nadie me había asistido a ver que me reconocen mi derecho a la nacionalidad italiana y, finalmente, me dijeron que eso fue porque yo no había hecho la solicitud en tiempo. Por lo tanto, yo fue ilegal en Italia durante los tres años siguientes, poco antes que en este país la permanencia ilegal fue convertida en un verdadero delito, punible hasta con la prisión. Un día, los últimos tres años como he dicho, en 2008 la Policía Financiera, vino a mi casa a las 7 am y me llenó de insultos y malos tratos. Fue un día que todavía me duele recordar. Me llevaron a los Carabineros, donde el jefe me dijo que si la Policía Financera me había llevado hasta allí significaba que yo había hecho algo malo. Pero pronto tuvo que darse cuenta de que yo estaba limpia. Las palabras volaron entre ellos, uno puso una pistola en la mesa delante de mí y salió. No sé si quería ponerme a prueba, a ver si yo la tomaba. No lo hice, ¿porque hacerlo si yo sabía de ser limpia? Me llevaron al cuartel de la Policía Financera y de nuevo a los Carabineros, que no entendían por qué había sida reportada allí. El hecho es que despues yo me encontré con una orden de expulsión de Italia y una prohibición de regreso de 10 años sólo para haber tenido un permiso de residencia vencido. A partir de ese momento empecé a sentirme sucia, como si yo fuera una criminal. Ese mismo día un coche de la Policía Financera a asignar casi no me puso bajo.
Desde ese día no me sentía más viva. No podía creer que algo tan terrible me estaba pasando, era como vivir una pesadilla. Luego, en 2009 tuve la oportunidad de solicitar la amnistía. La policía dijo que el empleado en todos los que le pidan que el permiso estará listo en 45 días. Son 3 meses ese aspecto. Mientras tanto, el empleador me está ayudando a pagar cada tres meses unos 380 € contribuciones de pensiones INPS (se requieren pagos en Italia, que se utilizan para pagar una pensión que probablemente nunca veremos). Pero para obtener el permiso tan esperado, y en última instancia para no sentirse delincuentes, para trabajar (o ser residentes legales que la ley Bossi-Fini y sus modificaciones posteriores han convertido en sinónimos de hecho!), o sólo para poder desaparecir porque están cansados de ser tratados como esclavos sin derechos, hay un montón de otros gastos que no estoy a la lista en su totalidad: dall'Irpef la tasa para la expedición de la propia autorización, sellos, fotos y otros gastos. En última instancia el gasto un inmigrante y su empleador asciende a varios miles, con gran alegría para las arcas del Estado y el aplauso de los que lograron noquear a estos nuevos "terun" con bien diseñado trampa última amnistía guardacaso hecho después de otro decreto del gobierno de Berlusconi se había convertido en un crimen clandestino. No habría una manera de asegurar que los inmigrantes son finalmente respetados por los gobernantes y fuerzas politicas de este país, que pueden resumirse en dos puntos: 1.modificare la ley de ciudadanía en virtud de la ley de la tierra y no el de la sangre, como en todos los países civilizados; 2.estendere el derecho de voto a los inmigrantes ... Y entonces nosotros vemos cuál será el futuro político será la gente como el Ministro del Interior Maroni y sus colegas todos los intolerantes y racistas!
Y a los cubanos que viven allí, en un país que no tiene problemas de impuestos, gastos de hospital y de escuela, que hablan mal de Cuba y lo hacen quedar mal ante todo el mundo, quiero decir: no saben que los extranjeros no valen nada? Que estamos aquí peor que en nuestra casa? Y con esto quiero decir a todos los cubanos que hablan mal de Cuba: ¡cuidado, piense dos veces antes de hablar mal de tu país!
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Immigrati in Italia
lunedì 8 novembre 2010
Riguardo al problema dell'immigrazione
Secondo tanti il sistema della sponsorizzazione in vigore prima della legge Bossi-Fini funzionava molto meglio. Era di maggiore umanità e, aggiungerei, era l'unico a garanzia di un trattamento umano degli extracomunitari, perseguendo nel contempo un duplice obiettivo: quello del rispetto dei diritti umani inviolabili e quello dell'integrazione. Per risolvere il problema dell'immigrazione, tutti i cittadini, e in Italia siamo 58 milioni, dovrebbero farsi "educatori di cittadinanza", adottando ciascuno uno straniero, seguendolo nel suo percorso di "alfabetizzazione" alla società che lo ospita, divenendone in prima persona responsabili. Similmente a cio' che farebbe un genitore con un figlio putativo o adottivo. Così facendo, io penso che ne guadagnerebbe molto la società italiana in termini di arricchimento culturale, e non solo, ma soprattutto ne risulterebbe arricchita l'intera civiltà umana.
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Immigrati in Italia
mercoledì 6 ottobre 2010
Diritto allo ius soli per i figli nati in Italia
Cisl Emilia Romagna, diritto allo ius soli per i figli nati in Italia
Fonte: Adnkronos
Pubblicato Giovedì 30 Settembre 2010
Riconoscere lo ‘ius soli’ ai giovani di seconda generazione, ossia ai figli di immigrati nati in Italia, perche’ sono figlie e figli che si sentono e sono italiani, essendo nati e cresciuti in questa terra”. Cosi’ il segretario generale della Cisl emiliano romagnola, Giorgio Graziani, sollecitando la riforma della legge 91/92 sulla cittadinanza, quale ”primo passo verso la piena integrazione dei giovani di seconda generazione nel territorio e con la popolazione”.
In particolare, la Cisl dell’Emilia Romagna discutera’ di riforma della cittadinanza e politiche migratorie innovative in occasione di ‘Festainsieme’, la due giorni con e a favore dei giovani di seconda generazione, organizzata a Rimini per sabato 2 e domenica 3 ottobre in collaborazione con le proprie associazioni: di immigrati Anolf, per la terza eta’ attiva e solidale Anteas; l’istituto per la cooperazione e lo sviluppo Iscos ed il patronato Inas.
Fonte: Adnkronos
Pubblicato Giovedì 30 Settembre 2010
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Immigrati in Italia
venerdì 4 giugno 2010
venerdì 28 maggio 2010
STORIA DI UNA CUBANA IN ITALIA
Mi chiamo Lioneisy Savon e sono cubana. Nel 2002 mi sono sposata con un italiano all'Havana e sono entrata in Italia. Tutto andava bene finchè un giorno, tornando a Cuba, passati 10 giorni mi ritrovo un divorzio fatto a mia insaputa e un'avvocatessa che mi minaccia affinchè firmi l'atto. Non sopporto le minacce quindi firmo ma con un altro nome, al chè lei non si scompone e dice al mio ex-marito di non proccuparsi, come dire che avrebbe comunque provveduto ad apporre la mia firma, seppur falsa, su quell'atto. E così fu. Infatti, quando reincontrai il mio ex-marito in Italia, aveva il documento firmato con il mio vero nome. Sarò ingenua ma non credevo possibile che un avvocato a Cuba potesse vendersi in questo modo. Eppure quello che era fin qui successo non era ancora niente.
Una volta tornata in Italia venne il bello. Cercai un avvocato affinchè certificasse il mio diritto ad ottenere la cittadinanza. Ma le cose andarono diversamente. La Questura mi rilasciò un permesso di soggiorno valido un anno, tra l'altro ottenuto quando alla sua scadenza mancavano solo 3 mesi, in attesa che mi trovassi un lavoro. Per farla breve, il lavoro non lo trovai (sfido chiunque a trovarlo in 3 mesi!) e persi tutto. Nessuno mi aveva assistito nel vedermi riconosciuto il mio diritto alla cittadinanza italiana e alla fine mi dissero che
non mi spettava più perchè non avevo presentato la domanda in tempo. Così sono rimasta in Italia clandestina per i 3 anni a seguire, poco prima che in questo paese la clandestinità divenisse un vero e proprio reato, punibile finanche con la reclusione. Un giorno, passati i 3 anni come dicevo, nel 2008 la Guardia di Finanza venne a casa mia alle 7 del mattino e mi riempì di offese e insulti. Fu un giorno che mi fa ancora male ricordare. Mi portarono alla stazione dei Carabinieri dove il capo mi disse che se la Finanza mi aveva portato lì voleva dire che qualcosa avevo fatto. Ma si dovettero rendere conto ben presto che ero pulita. Volarono parolacce tra di loro, uno mise la pistola sul tavolo davanti a me e usci fuori. Non so se volesse mettermi alla prova, vedere se la prendevo. Io non lo feci, perchè avrei dovuto farlo se sapevo di essere pulita? Mi portarono alla caserma della Finanza e poi di nuovo dai Carabinieri, i quali non capivano perchè mi avessero riportato lì. Sta di fatto che mi ritrovai con un foglio di via e un interdizione di 10 anni solo per avere il permesso di soggiorno scaduto. Dal quel momento cominciai a sentirmi sporca, come se fossi una criminale. Quel giorno stesso una macchina della Finanza nel ripartire quasi non mi mise sotto.
Da quel giorno non mi sono più sentita viva. Non potevo credere che una cosa tanto orribile stesse succedendo proprio a me, era come vivere un brutto sogno. Poi nel 2009 ho avuto la chance di fare domanda di sanatoria. In Questura l'impiegata diceva a tutti quelli che glielo chiedevano che il permesso di soggiorno sarebbe stato pronto in 45 giorni. Sono 3 mesi che l'aspetto. E intanto il datore di lavoro che mi sta aiutando deve versare ogni 3 mesi circa 380 € di contributi pensionistici Inps (sono versamenti obbligatori in Italia, che servono a pagare una pensione che probabilmente non vedrò mai). Ma per ottenere il tanto sospirato permesso di soggiorno, e in definitiva per non sentirsi dei criminali, per poter lavorare (o risiedere legalmente che per la Legge Bossi-Fini e successive modifiche sono diventati di fatto sinonimi!), o semplicemente per potersene andar via perchè si è stufi di essere trattati come schiavi senza diritti, ci sono un sacco di altre spese e tasse, una su tutte l'Irpef che si paga l'anno successivo all'anno in cui si è lavorato e che può arrivare anche a superare i 1000 Euro. Alla fine dei conti la spesa per il lavoratore e per il suo datore di lavoro ammonta a varie migliaia di Euro, con sommo gaudio per le casse dello Stato e il plauso per chi è riuscito a mettere fuori combattimento questi nuovi "terun", con la trappola ben studiata dell'ultima sanatoria, fatta guardacaso dopo che l'ennesimo decreto del governo Berlusconi aveva trasformato in reato la clandestinità. Una via ci sarebbe per far sì che gli immigrati siano finalmente rispettati da governanti e forze politiche di questo paese e si può sintetizzare in 2 punti: 1.modificare la legge sulla cittadinanza in base al diritto di suolo e non a quello di sangue, come è in tutti i paesi civili; 2.estendere il diritto di voto agli immigrati...E poi vediamo che futuro politico avranno personaggi come il Ministro degli Interni Maroni e i suoi colleghi intolleranti e razzisti!
E a voi cubani che vivete lì, in un paese che non ha problemi di tasse, spese d'ospedale e scolastiche, a voi che parlate male di Cuba e ci sputtanate davanti al mondo intero, voglio dire: non sapete che noi stranieri non valiamo niente? Che stiamo qui peggio di come staremmo a casa nostra? E con questo dico a tutti i cubani che parlano male di Cuba: state attenti, pensateci bene prima di sparlare del vostro paese!
Una volta tornata in Italia venne il bello. Cercai un avvocato affinchè certificasse il mio diritto ad ottenere la cittadinanza. Ma le cose andarono diversamente. La Questura mi rilasciò un permesso di soggiorno valido un anno, tra l'altro ottenuto quando alla sua scadenza mancavano solo 3 mesi, in attesa che mi trovassi un lavoro. Per farla breve, il lavoro non lo trovai (sfido chiunque a trovarlo in 3 mesi!) e persi tutto. Nessuno mi aveva assistito nel vedermi riconosciuto il mio diritto alla cittadinanza italiana e alla fine mi dissero che
non mi spettava più perchè non avevo presentato la domanda in tempo. Così sono rimasta in Italia clandestina per i 3 anni a seguire, poco prima che in questo paese la clandestinità divenisse un vero e proprio reato, punibile finanche con la reclusione. Un giorno, passati i 3 anni come dicevo, nel 2008 la Guardia di Finanza venne a casa mia alle 7 del mattino e mi riempì di offese e insulti. Fu un giorno che mi fa ancora male ricordare. Mi portarono alla stazione dei Carabinieri dove il capo mi disse che se la Finanza mi aveva portato lì voleva dire che qualcosa avevo fatto. Ma si dovettero rendere conto ben presto che ero pulita. Volarono parolacce tra di loro, uno mise la pistola sul tavolo davanti a me e usci fuori. Non so se volesse mettermi alla prova, vedere se la prendevo. Io non lo feci, perchè avrei dovuto farlo se sapevo di essere pulita? Mi portarono alla caserma della Finanza e poi di nuovo dai Carabinieri, i quali non capivano perchè mi avessero riportato lì. Sta di fatto che mi ritrovai con un foglio di via e un interdizione di 10 anni solo per avere il permesso di soggiorno scaduto. Dal quel momento cominciai a sentirmi sporca, come se fossi una criminale. Quel giorno stesso una macchina della Finanza nel ripartire quasi non mi mise sotto.
Da quel giorno non mi sono più sentita viva. Non potevo credere che una cosa tanto orribile stesse succedendo proprio a me, era come vivere un brutto sogno. Poi nel 2009 ho avuto la chance di fare domanda di sanatoria. In Questura l'impiegata diceva a tutti quelli che glielo chiedevano che il permesso di soggiorno sarebbe stato pronto in 45 giorni. Sono 3 mesi che l'aspetto. E intanto il datore di lavoro che mi sta aiutando deve versare ogni 3 mesi circa 380 € di contributi pensionistici Inps (sono versamenti obbligatori in Italia, che servono a pagare una pensione che probabilmente non vedrò mai). Ma per ottenere il tanto sospirato permesso di soggiorno, e in definitiva per non sentirsi dei criminali, per poter lavorare (o risiedere legalmente che per la Legge Bossi-Fini e successive modifiche sono diventati di fatto sinonimi!), o semplicemente per potersene andar via perchè si è stufi di essere trattati come schiavi senza diritti, ci sono un sacco di altre spese e tasse, una su tutte l'Irpef che si paga l'anno successivo all'anno in cui si è lavorato e che può arrivare anche a superare i 1000 Euro. Alla fine dei conti la spesa per il lavoratore e per il suo datore di lavoro ammonta a varie migliaia di Euro, con sommo gaudio per le casse dello Stato e il plauso per chi è riuscito a mettere fuori combattimento questi nuovi "terun", con la trappola ben studiata dell'ultima sanatoria, fatta guardacaso dopo che l'ennesimo decreto del governo Berlusconi aveva trasformato in reato la clandestinità. Una via ci sarebbe per far sì che gli immigrati siano finalmente rispettati da governanti e forze politiche di questo paese e si può sintetizzare in 2 punti: 1.modificare la legge sulla cittadinanza in base al diritto di suolo e non a quello di sangue, come è in tutti i paesi civili; 2.estendere il diritto di voto agli immigrati...E poi vediamo che futuro politico avranno personaggi come il Ministro degli Interni Maroni e i suoi colleghi intolleranti e razzisti!
E a voi cubani che vivete lì, in un paese che non ha problemi di tasse, spese d'ospedale e scolastiche, a voi che parlate male di Cuba e ci sputtanate davanti al mondo intero, voglio dire: non sapete che noi stranieri non valiamo niente? Che stiamo qui peggio di come staremmo a casa nostra? E con questo dico a tutti i cubani che parlano male di Cuba: state attenti, pensateci bene prima di sparlare del vostro paese!
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mercoledì 26 maggio 2010
La verità sugli stranieri in Italia
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"La verità non è il bene assoluto, ma ciò che noi, in coscienza, nel corso di una nostra personale ricerca, e a seconda del livello di evoluzione e consapevolezza raggiunti, di volta in volta preferiamo ed eleggiamo come tale".
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