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martedì 11 settembre 2012

¿Qué es el comunismo? 1ª Video-Campaña de Formación Básica de Acción Comunista

¿Qué es el comunismo? ¿Cuales son sus fases? ¿Cuáles son sus principales exponentes y dirigentes? - Descubrelo - http://forocomunista.com

giovedì 19 luglio 2012

Shock alla radio francese (RMC): un siriano racconta la verità sulla Siria

Durante la famosa trasmissione del mattino condotta da Jean Jaques Bourdin (Bourdin & co.) si parla di Siria. Un esponente dell'opposizione sarebbe dovuta essere ospite in trasmissione ma vista la sua indisponibilità all'ultimo minuto viene invitato Stephane ... ma non tutto va come previsto.



Il vero e il finto socialismo - Hugo Chavez VS François Hollande

Intervista telefonica al Presidente Hugo Chavez riguardo al risultato elettorale in Francia.



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La Havana - Cuba
07-05-2012

domenica 5 giugno 2011

La seconda rivoluzione di Cuba: quella dell'agricoltura biologica


L'informazione dovrebbe dedicare un po' piu' di spazio a Cuba, non tanto per il gossip sulla successione a Fidel e Raul Castro o per discutere se Obama togliera' o meno l'embargo, ma per accorgersi che a Cuba ci sono state due rivoluzioni:

La prima e' naturalmente quella del 1959 che ha dato "potere al popolo". Le cose non sono andate esattamente come molti forse avrebbero sperato, ma per alcuni aspetti la vita a Cuba non è poi così male: la speranza di vita è passata dai 59 anni del 1960 ai 78 di oggi (come negli USA); la mortalità infantile è scesa dal 37 per mille al 6 per mille (ancora come negli USA). Se poi  avete visto Sicko di Michael Moore sapete ad esempio che il sistema di assistenza sociale e sanitaria dell'isola è per molti aspetti migliore di quello americano.

La seconda rivoluzione e' iniziata nel 1991, dopo la dissoluzione dell'URSS; non potendo piu' contare sulle importazione di petrolio sovietico, Cuba ha dovuto defossilizzare la sua economia e soprattutto la sua agricoltura. Non e' stata un'impresa facile, ma la repubblica caraibica e' riuscita a rendere la sua agricoltura sempre meno dipendente dai fertilizzanti chimici e dai pesticidi. Certo, i cubani sono stati forzati ad una certa dieta dimagrante, ma nessuno e' morto di fame; anzi, da alcune ricerche epidemiologiche risulta che la riduzione (forzata) del consumo di carne ha ridotto la mortalita' tra i cubani!

Se la prima rivoluzione di Cuba ha segnato (e continua a segnare) il pensiero e l'immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo, la seconda rivoluzione riguarda e interpella tutti, a prescindere dalle simpatie/antipatie che si provano per Fidel o per il Che; tutti infatti dobbiamo confrontarci su scala planetaria con i problemi energetici che ha saputo affrontare e risolvere questa piccola isola.


(5 Gennaio 2009, Fonte )

mercoledì 23 febbraio 2011

La guerra mediática vuelve a relacionar a Cuba y Venezuela con ETA y las FARC

La opinión de un diplomático de EEUU en un cable de Wikileaks o las acusaciones intencionadas de la oposición antichavista son convertidas en hechos por la maquinaria mediática.

domenica 9 gennaio 2011

Referendum Fiat Mirafiori: sindacato più servo o più padrone?

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Lavoratori, tiè!
di Piergiorgio Odifreddi

Più che un capitano d’industria, Marchionne sembra Sordi ne I vitelloni di Fellini: uno strafottente che, quando passa vicino agli operai, fa loro il gesto dell’ombrello e urla “Lavoratori, tiè”! Ma coi tempi che corrono, con comparse come Fassino e Chiamparino a fargli da spalla, e capipopolo come Berlusconi e Obama ad applaudirlo, c’è poco da sperare che l’auto su cui viaggia Marchionne si fermi di botto e lui sia costretto a scappare come Sordi.

Che Berlusconi lo applauda, non stupisce. Basta leggere Giovanni Agnelli, la biografia che Valerio Castronovo ha dedicato anni fa al fondatore della Fiat, per capire come nacque la sua industria e come egli fece i suoi soldi: esattamente come Mediaset e Berlusconi, appunto. Cioè, con aggiottaggi, denunce, processi, corruzioni di giudici, tangenti ai partiti, speculazioni edilizie (Bardonecchia vs. Milano Due), controllo di una stampa addomesticata (La Stampa vs. il Giornale), fiancheggiamenti dell’uomo forte (Mussolini vs. Craxi), e infine discesa in campo: da primo senatore a vita nominato dal Duce l’uno, e da presidente del Consiglio l’altro.

Dopo la guerra la nascente democrazia trovò insostenibile che un tale malfattore mantenesse la proprietà di un’azienda che era prosperata sulla pelle dei lavoratori, e nel collaborazionismo coi fascisti. Agnelli e Valletta furono spogliati della presidenza e dell’amministrazione della Fiat, ma la sporca realpolitik ebbe presto il sopravvento sui puri ideali. Agnelli ebbe la compiacenza di morire, e Valletta fu reintegrato nel suo ruolo. Vent’anni dopo sarebbe stato nominato senatore a vita dal socialdemocratico Saragat, così come l’erede del vecchio senatore, il rampollo Gianni, lo sarebbe stato nel 1991 dal democristiano Cossiga.

Lavoratori...Tié!
E fu proprio l’avvocato a dichiarare una volta che “la Fiat è governativa”. Cioè, pronta a scendere a patti con qualunque governo, pur di continuare a praticare la politica del capitalismo d’accatto che ha dissanguato l’Italia: gli utili agli imprenditori, le perdite allo stato (e dunque, ai lavoratori). Se la Fiat ha prosperato nel dopoguerra, è stato grazie a una dissennata politica di privilegio dell’auto privata a scapito dei servizi pubblici. A una vergognosa assimilazione degli operai alle macchine, sfruttati quando serve e parcheggiati in cassaintegrazione altrimenti. A una compiacente concessione di incentivi e rottamazioni, per sostenere artificialmente un mercato terminale e inutile.

Naturalmente, i privilegi concessi dal governo venivano doverosamente pagati dalla Fiat. La sua corruzione dei partiti politici dovette essere ecumenica, visto che misteriosamente fu solo sfiorata da Tangentopoli. E quando servì, come già aveva fatto il nonno col vecchio fascismo, così rifece il nipote col nuovo. Da senatore a vita, insieme agli ex-presidenti Leone e Cossiga, fornì un voto determinante per la fiducia al primo governo Berlusconi, nel 1994: anche se poi, durante il secondo governo Prodi, la destra finse di dimenticarsi di aver già essa stessa giocato questo gioco.

E fu lo stesso Agnelli a sdoganare una seconda volta Berlusconi nel 2001, quando rispose alle perplessità internazionali dichiarando che l’Italia non era una repubblica delle banane, e mandando un suo uomo al ministero degli Esteri. In precedenza, quello stesso ministero era stato ricoperto da sua sorella, sempre all’insegna del conflitto di interessi: di nuovo, un’altro motivo di compiacimento per Berlusconi, che non ha mai negato di avere per l’avvocato una vera e propria venerazione, tanto da tenerne la foto sul tavolo come esempio, nei primi tempi della sua carriera.

Marchionne dovrebbe semplicemente avere la decenza di riconoscere la storia dell’azienda che si trova ad amministrare. Perchè, invece di accettare la sua carità di 360 euro lordi l’anno in cambio della rinuncia ai diritti sindacali, non lo si obbliga a restituire il maltolto e non lo si rimanda da dove viene? E, soprattutto, perchè quando si lamenta in tv che la Fiat non guadagna un euro in Italia, il conduttore non gli fa il gesto dell’ombrello e non gli urla: “Marchionne, tiè”?

(scritto il 29 dicembre 2010, Fonte)

domenica 12 dicembre 2010

Per riflettere: aforismi su comunismo e capitalismo

SPERO DI ESSERE PRESTO SMENTITA MA I FATTI FINORA HANNO DIMOSTRATO CHE UN BUONA META' DEGLI ITALIANI NON HA ANCORA IMPARATO NIENTE DALLA STORIA, DALL'ESPERIENZA DI ALTRI PAESI, DALLA CULTURA UNIVERSALE. CHE SIA PERCHE' LEGGONO POCO? O PERCHE' NON RIFLETTONO ABBASTANZA IN PROFONDITA' SU CIO' CHE SUCCEDE NEL MONDO? SARA' PERCHE' NON HANNO UNA COSCIENZA ABBASTANZA SVILUPPATA O CHE SONO TROPPO EGOISTI? NON SO IL PERCHE' PERO' SO CHE E' UN VERO PECCATO NON CAPIRE QUANDO LA STORIA NECESSITA DI UN CAMBIAMENTO RADICALE!


La libertà senza socialismo è privilegio, ingiustizia; il socialismo senza libertà è schiavitù, barbarie.
(Michail Bakunin)

Ogni vero uomo deve sentire sulla propria guancia lo schiaffo dato a qualunque altro uomo.
(Che Guevara)

Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici. Sì, è vero, ma lo siamo in modo diverso, siamo di quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo.
(Che Guevara)


Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero.
(Lenin)


Essere comunista vuol dire osare, pensare, volere e avere il coraggio delle proprie convinzioni.
(Vladimir Mayakosky)


Il comunismo non è una dottrina ma un movimento; non muove da princìpi ma da fatti.
(Marx-Engels)


Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza.
(Karl Marx - "Introduzione a Per la Critica all'Economia Politica")


Il salario è determinato dal conflitto tra capitalista e operaio.
(Karl Marx "I Manoscritti Economico-Filosofici del '44")


Al pari del buddhismo, il socialismo è stato un movimento di massa "religioso", il quale, pur parlando in termini secolari e atei, mirava alla liberazione dell'umanità dall'egoismo e dalla brama di possesso.
(Erich Fromm, "Avere o essere", 1976)

La lotta alla miseria deve essere condotta dal Governo, mentre la ricerca della felicità deve essere lasciata all'iniziativa privata. In altre parole bisogna essere socialisti al vertice e liberi imprenditori alla base.
(Karl Popper)

domenica 17 ottobre 2010

AUTONOMIA E ORIGINALITA' DEL SOCIALISMO CUBANO

[...] Guevara aveva detto esplicitamente che il guerrigliero deve essere sepolto nella terra in cui e per cui è caduto, e che certamente non avrebbe apprezzato l’idea di un mausoleo. D’altra parte anche Lenin non avrebbe mai accettato quei discutibili onori (la vedova protestò pubblicamente contro l’imbalsamazione, la tomba faraonica e la trasformazione di Pietrogrado in Leningrado). Mao Tsedun aveva esplicitamente chiesto di essere cremato, e Ho Chi Minh aveva perfino precisato che le sue ceneri dovevano essere sparse in parte nel nord, in parte nel sud del Vietnam. Invano. In tutti quei casi gli onori erano inversamente proporzionali alla fedeltà al pensiero di quei grandi comunisti, e servivano ai vivi per legittimarsi attraverso un culto di “eroi fondatori” modellato su quello delle religioni autoritarie. Ci auguriamo che non accada così anche a Cuba.
Comunque la fase in cui sembrava che il Che dovesse essere l’ispiratore del rinnovamento della rivoluzione cubana e della riaffermazione della sua autonomia e originalità, avviata nel 1986-1987, e che diede luogo gli interessanti convegni di studio di cui ho parlato in un capitolo del libro, ha cominciato a chiudersi (anche se gli omaggi rituali al Che continuano) con il “periodo speciale in tempo di pace”, cioè con la fase di durissima crisi economica provocata dal tracollo dell’URSS e del suo sistema e dalla sparizione dell’80% dell’intercambio economico.


giovedì 10 giugno 2010

Proteggiamo e aiutiamo a crescere fragili germogli di socialismo europeo

E' molto importante che la piantina ancora viva del socialismo cubano serva d'esempio e ispirazione affinchè rinasca anche in Europa un piccolo germoglio di quell'ideale di giustizia sociale e vera sovranità del popolo che l'alta finanza, i banchieri e l'interesse economico globale avevano disseccato all'indomani dell'unificazione europea, con un effetto molto simile a quello di un diserbante totale versato in un giardino trascurato ma ancora rigoglioso.
Che possa dalle sue ceneri interrate rinascere un vero socialismo europeo e, finalmente, anche un Europa dei cittadini!

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