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martedì 9 agosto 2011

Berlusconi, l’uomo del fallimento italiano. Non è colpa sua, è colpa vostra che gli avete creduto...

di Salvatore Baglieri

Intanto è sceso in campo con 7.000 miliardi di lire di debito, sull’orlo del fallimento e con un piede a S. Vittore.
Fonte Fedele Confalonieri, certamente non un comunista, tutti sapete chi è.
Già questo avrebbe dovuto farvi riflettere, ma non avete voluto, votiamo lui, è ricchissimo, un bravo imprenditore e, se ha fatto bene con le sue aziende, farà bene anche con, per, il Paese.
Questo è stato il vostro errore fatale, quello che ci ha portato alla rovina e sull’orlo del fallimento, egli, lui, non è mai stato un bravo imprenditore.
Non bastassero i 7.000 miliardi di debiti delle sue aziende a dimostrarlo c’è la sua storia personale che dimostra la sua incapacità e per un motivo molto semplice: tutto quello che ha fatto l’ha fatto con la corruzione, gli intrallazzi e le furbate.
Compresa l’evasione fiscale.
La Villa S. Martino l’ha scippata alla marchesina Casati con una scodella di farina, in combutta con Previti che era il tutore della medesima, quello che avrebbe dovuto curarle gli interessi.
Le frequenza televisive per le sue televisioni le ha avute grazie ai 50 miliardi di lire dati al cinghiale, Craxi, come ha costruito Milano 2 dovremmo chiederlo ai documenti della Banca Rasina dove lavorava il padre e passata alla storia come la banca che gestiva i soldi della mafia al nord.
Dobbiamo parlare di come ha rubato la Mondadori a De Benedetti?
Corrompendo i giudici, tanto è vero che il 27 luglio ha dovuto versare l’ammenda per il maltolto interessi compresi.
Ha corrotto testimoni, ha depenalizzato i suoi reati, vedi il falso in bilancio, si è fatto fare leggi su misura per non essere processato, ha comprato parlamentari per tenere in piedi la sua maggioranza di avvocati e banditi.
Passato alla storia come imprenditore edile,sappiamo che  per costruire ci vogliono le licenze comunali, cercate nel web qualche storia che racconta come le ha avute, come si fa a comprare terreno agricolo e poi farlo diventare edificabile.
E’ un maestro in questo campo.
Non è mai stato un bravo imprenditore, si è preso in casa un mafioso per non avere disturbi dalla mafia, ha corrotto tutto quello che c’era da corrompere.
Per pagare i debiti delle sue aziende, e diventare uno degli uomini più ricchi al mondo, ha dovuto, grazie a voi, andare al governo e crearsi un monopolio mediatico televisivo che controlla il 70% del fatturato pubblicitario del nostro Paese.
Prima si è comprato Craxi, una volta appurato che è facile comprare i politici e gli avvocati si è comprato tutto il parlamento e ci ha inserito, ha fatto eleggere facendoli pagare a noi contribuenti, i suoi avvocati.
Insomma il bravo imprenditore che ci ha portato alla rovina non è mai stato un bravo imprenditore, al massimo un bravo evasore, un esperto di matrioske aziendali per far sparire i profitti.
Oggi ne subiamo tutti le conseguenze, grazie a voi che avete creduto alla favola del bravo imprenditore.
L’unica cosa che gli riesce bene è di fare il pappone, l’utilizzatore finale, per il resto come imprenditore, marito, padre è un fallito.
Nonostante quello che dice sua figlia Marina che è peggio di lui, talmente spudorata da lamentarsi della sentenza Mondadori e da negare l’evidenza di un padre puttaniere e pedofilo.
Un malato da curare.
Io e tanti altri, l’abbiamo detto da subito che era, è, un bluff, un bandito.
Personalmente ho letto un libro su Licio Gelli e la P2 nel 1982, molto prima che scendesse in campo per salvare l’Italia dai comunisti, ed il vostro bravo imprenditore era iscritto alla P2, tessera 1816.


(4 agosto 2011,  Fonte)

giovedì 4 agosto 2011

Di Pietro a Berlusconi: ''Ma ci fa o ci è?"

Il leader dell'Italia di Valori attacca il premier: "E' lei il problema di questo Paese: si dimetta". ''Lei è il nuovo Alice nel Paese delle Meraviglie oppure il più grosso bugiardo della storia?"

lunedì 11 luglio 2011

Vieni avanti, Brunetta!

di Piergiorgio Odifreddi

Finalmente, sembra che anche i suoi ritardati colleghi di governo si siano accorti che il ministro Brunetta ha qualche problema in testa. A dire il vero, non solo le persone accelerate, ma anche quelle semplicemente normali, se n’erano accorte già molto tempo fa, vedendo un filmato su YouTube tratto da Matrix del 18 giugno 2008.

In un’intervista a un incredulo Enrico Mentana, il piccolo grande uomo aveva infatti rivelato di avere avuto maiuscole ambizioni: precisamente, di aver voluto vincere il Nobel per l’economia. Il conduttore cercando di salvarlo, osservò: “Spero che stia scherzando”. Ma lui, imperterrito, precisò che era veramente stato nella giusta categoria. Poi, purtroppo, “aveva prevalso l’amore per la politica”. Mentana, attonito, ribattè: “Se no l’avrebbe vinto?”. E Brunetta, serissimo, rispose soltanto: “Sì”.

Articolando poi meglio i motivi per cui credeva di essere veramente stato meritevole del Nobel, Brunetta ne citò due. Anzitutto, l’avere molti amici che il premio Nobel l’hanno veramente vinto, e che non sono molto più intelligenti di lui. E poi, la testimonianza di un giornalista che vent’anni fa aveva scritto sul Corriere della Sera un articolo sui futuri Nobel, citandolo come candidato insieme ad altri tre italiani: nessuno dei quali, a tutt’oggi, ha comunque vinto l’ambito premio.

Naturalmente, ciascuno può avere le ambizioni che vuole. Ma la mancanza di senso delle proporzioni, oltre che delle proporzioni tout court, porta necessariamente a frustrazioni. E se un “cretino” che pensa di essere un Nobel diventa ministro di un governo Brancaleone, solo perchè il presidente del Consiglio ama circondarsi di biondine e di brunette, finisce per poter sfogare queste frustrazioni nella maniera più dannosa e ridicola.

Ad esempio, emanando un “decreto anti-fannulloni”, pur avendo plagiato la propria Microeconomia del lavoro (Marsilio, 1987) dal testo Labour economics di Fleischer e Kniesner (Prentice Hall, 1970). O insultando come esempio della “peggiore Italia” una precaria con due lauree, vincitrice di concorso pubblico, ma non assunta per i perversi meccanismi che proprio il suo Ministero per la Pubblica Amministrazione dovrebbe individuare e sanare.

Quando i tempi torneranno alla normalità, il ministro Brunetta sarà probabilmente ricordato (e dimenticato), insieme al ministro Carfagna, come la punta più bassa raggiunta dalla politica nell’era Berlusconi. Un’era che, proprio grazie a loro,si può appropriatamente identificare come l’era dei nani e delle ballerine al governo.


(7 luglio 2011 - Fonte)

venerdì 1 luglio 2011

Le parodie satirico-musicali del mitico Tony Troja

Quando noi bloggers e popolo della rete, nel portare avanti battaglie di verità e di risveglio delle coscienze, ci sentiamo un attimo scoraggiati nel vedere il potere che continua ad autolegittimarsi, quando ci mancano le parole o le abbiamo esaurite di fronte allo sconcio e alla barbarie politica in cui è precipitato il nostro amato paese, ecco venirci in aiuto lui, il mitico Tony Troja che, con le sue audaci parodie musicali, interpreta i nostri pensieri e sentimenti inespressi. Bravo Tony, sei tutti noi! Ci fai sorridere e così intanto carichiamo le pile per cominciare una nuova battaglia...Un grazie di cuore!

Vaffansilvio - TONY TROJA

Urlate anche voi: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più". (il Sergente Maggiore Hartman di Full Metal Jacket)



Angelino (Alfano) - ME.TRO. (Merighi - Troja)



Tutte le volte che Silvio (parodia di 'Tutte le volte che' di Valerio Scanu) TONY TROJA



Santanché (in ginocchio da te) - TONY TROJA



Silvio Cesare - TONY TROJA

di A.Venditti - M.Merighi - T.Troja.




Cerco Un CentroSinistra - Tony Troja



Silvio, non rappresenti me - TONY TROJA

Se lui fa parte del popolo che ama, io faccio parte di quello che odia. O quanto meno... che LO odia. Non si offendano i sigg. Bondi, La Russa, Gasparri e Ghedini se nel video non li tratto bene. Ma chi collabora, difende o spalleggia un cialtrone non può che essere da meno. E ora denunciatemi tutti!



Scudo fiscale (parodia di "Porta Portese di C.Baglioni) - TONY TROJA

Perchè, le cose, è sempre meglio chiarirle per tutti...

venerdì 27 maggio 2011

Evidenti segni di patologia ossessiva di Berlusconi al G8. Ma l'Italia può continuare a farsi rappresentare da uno così?


Berlusconi al G8 francese dice che i magistrati in Italia sono una patologia...

MA SEI TU UNA PATOLOGIA, CON I TUOI BUNGA BUNGA, LE TUE MENZOGNE, I TUOI CONFLITTI DI INTERESSI PUBBLICI E PRIVATI MAI RISOLTI, LE TUE OSSESSIONI CONTRO I MAGISTRATI E I GIORNALISTI, LA TUA MANCANZA ASSOLUTA DI VERGOGNA...I MAGISTRATI SONO SOLO LA CURA A TUTTO QUESTO.

Sarkozy lo sa e ride di te, Obama e la Merkel lo sanno e mascherano, col loro silenzio, il pensiero che prima ci liberiamo del berlusconismo, prima verrà scongiurato il contagio, la diffusione di questa nostra 'anomalia cancerosa' nel resto del mondo. Quando il primo a non prendere sul serio l'agenda dei lavori del G8 è proprio Berlusconi, che sembra vedere nel meeting solo un'opportunità mediatica di sbandierare, a megafono aperto e senza vergogna, i propri problemi giudiziari interni, come può il nostro nano-megalomane premier pretendere poi che gli altri capi di governo prendano sul serio lui?

ECCOLO MISTER B. AL G8, NEL RUOLO DEL
POVERO PERSEGUITATO...NOTARE COME SA
MASCHERARE AD ARTE LA SUA CONSUETA
FACCIA DA UOMO VINCENTE PER MEGLIO
INTERPRETARE LA PARTE...

E poi ecco, l'ultima trovata dei candidati di centro-destra: usare la popolarità canora di Gigi D'Alessio per riempire le piazze di Milano e Napoli alla vigilia dei ballottaggi! Un altro segno evidente che questa maggioranza di governo non ha più seguito nel paese, nè carte da giocare, che il governo Berlusconi, col suo sistema autocratico e propagandistico, è ormai arrivato al capolinea.

IL CAVALIERE ERRANTE


Il nostro capo di governo è al capolinea, lo si capisce dal fatto che sta giocando le sue ultime carte. Al G8, con un'espressione disperata, tampina Obama per chiedergli aiuto: "In Italia abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra", gli ha detto. Ma cosa si aspetta il premier dal Presidente USA? Che faccia intervenire la CIA, o i potenti sionisti della massoneria americana e internazionale? Intende forse dirgli che in Italia è in pericolo la democrazia, proprio lui che in questi anni l'ha mortificata in tutti i modi? 

La cruda realtà è che Berlusconi si sarebbe dovuto dimettere quando ancora aveva un minimo di dignità. Gliel'avevano consigliato in tanti, ma lui, il grand'uomo, niente, non l'ha voluto fare. Peggio per  lui...adesso ne paga tutte le conseguenze.

mercoledì 11 maggio 2011

Pensiamo a cosa significherebbe per l'Italia tenersi uno come Berlusconi in eterno!

Che fortuna che l'essere umano non è immortale...

Chi spende una vita per il potere, non lo molla tanto facilmente...Neanche gli arresti domiciliari lo fermano, risulterebbero inefficaci a causa della sua alta pericolosità sociale...Forse nemmeno le sbarre sarebbero in grado di bloccarlo...E visto che noi italiani civilizzati, siamo per lo più non-violenti, mentre B., al pari di Gheddafi, non se ne vuole andare di sua sponte, confidiamo nel Padreterno affinchè ce lo tolga di torno il prima possibile, almeno prima che faccia troppi danni al paese. Si, sicuramente un giorno Nostro Signore deciderà di togliercelo dalle scatole...e noi certo non lo rimpiangeremo...Anzi per noi italiani quel giorno sarà una festa, come dopo l'8 settembre, perchè vorrà dire che siamo finalmente cambiati dentro, e in meglio.

Ma se è vero il detto "aiutati che Dio t'aiuta", dovremmo almeno provarci, ora, come in una sorta di notte dei lunghi coltelli, a togliere di mezzo questo insano individuo, a sottrargli il potere di cui si nutre, come un vampiro di sangue. E lo possiamo fare in maniera legale, alle prossime elezioni. Perchè questo nano psicotico se ne frega e se ne fregherà sempre altamente della crisi che stanno vivendo gli italiani...Perchè invece di ridurre i costi della politica, ha impedito l'accorpamento dei referendum con le elezioni comunali...Perchè, come un feudatario d'altri tempi, ha già programmato di nominare un esercito di sottosegretari, così da aumentare il proprio potere personale. Così facendo egli mira ad assicurarsi una schiera di cagnolini fedelissimi che, se un giorno dovesse buttargli male, saranno ben lieti di appoggiarlo, restituendogli il favore. E così, come in una sorta di rinata Republica di Salò, domani qualcuno farà un blitz e lo aiuterà a riprendersi il suo ruolo perduto di Primo Ministro, oppure appoggerà la sua candidatura a Presidente della Repubblica...Insomma, lui ci proverà in tutti i modi, finchè vivrà, perchè il potere è la sua vita, perchè è questo soltanto a cui aspira questo malato di menzogna, questo anziano annoiato dalla propria ricchezza, così ottenebrato dal proprio ego che ormai non ha più alcun pudore a scegliere la via del male, che non ha più il controllo delle proprie azioni, perchè ha scelto di non avere alcun limite morale...Ciò che vuole costui, più di ogni altra cosa al mondo, è solo il potere, il potere e il potere, purchè sia, fino alla morte.

domenica 17 aprile 2011

Grillo a Milano: “Basta con quel nano di 74 anni” - "Politica morta, tenuta in vita da giornali e tv"

Ne ha per tutti, Beppe Grillo. In piazza San Babila a Milano insieme al Movimento 5 Stelle e al candidato sindaco ventenne Mattia Calise, Grillo ricorda che nel 2007 350mila persone firmarono per chiedere un Parlamento senza condannati, il ripristino della preferenza nella legge elettorale e un massimo di due mandati per ogni carica elettiva. “Ma ci ignorano, tengono le firme che abbiamo depositato in un cassetto – si infiamma Grillo, che domanda: “Che Costituzione è quella che non obbliga i parlamentari a discutere una legge di iniziativa popolare?”. Berlusconi – che oggi è tornato ad attaccare i giudici (leggi) – non vuole nemmeno sentirlo nominare: “Ho chiuso con quel nano di 74 anni”, e alla sinistra non perdona di aver letto la Costituzione in aula nei giorni del cosiddetto processo breve. “Calamandrei si rivolta nella tomba a vedere che quella gente messa lì dai partiti legge gli articoli della Carta”. Circondato da qualche centinaio di persone e in contemporanea con la manifestazione romana sotto Montecitorio, Grillo se la prende anche con i giornali. “Ci chiamate ancora ‘grillini’, basta. Siamo un movimento – spiega – facciamo politica come servizio civile, mentre voi parlate solo di quei morti viventi” di Franz Baraggino.


sabato 9 aprile 2011

Cosa pensava Indro Montanelli di Berlusconi


Negli ultimi suoi anni Montanelli si distinse per la posizione profondamente critica assunta nei confronti del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, il suo ex editore, ritenuto antidemocratico, propenso alla menzogna, autore di un progetto politico che, diversamente da come veniva descritto, con la destra non aveva niente a che fare. Intendeva mettere in guardia gli italiani, ricordando la pericolosità di un nuovo "uomo della provvidenza" capace di risolvere tutti i problemi, facendo notare che ne aveva già conosciuto uno in passato (Benito Mussolini) e che gli era bastato. Fra le sue considerazioni più note, quella fatta poco tempo prima delle elezioni politiche del maggio 2001, quando, ritenendo Berlusconi vicino alla vittoria elettorale, lo paragonò ad una malattia e disse che l'Italia ne sarebbe guarita, similmente all'azione di un vaccino, in seguito al suo esercizio del potere.

Fonte: Wikipedia

venerdì 8 aprile 2011

EXIT, Uscita di Sicurezza 06/04/2011 - L'intervista a Don Giorgio

Tra le interviste di Exit di mercoledì 6 aprile, quella a Don Giorgio De Capitani, Parroco di Monte di Rovagnate (LC), che fa affermazioni forti sugli scandali di Berlusconi e sulle posizioni della Chiesa.



NB. Notare come se la ride quel falso cristiano del senatore Giovanardi!

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi


E' l'uomo piu' ricco d'Italia, da 17 anni tiene in ostaggio il Parlamento, è disposto a gettare alle ortiche 64 anni di regole giuridiche e democratiche condivise in nome della propria vanità e del proprio egocentrismo.
E' un massone e amico di mafiosi che, oltre a giustificare sempre e comunque se stesso e le proprie azioni, talune volte non sa distinguere tra una massa di bugiardi e criminali e la gente per bene, altre volte invece predilige apertamente e spudoratamente i primi, a giudicare dalle amicizie di cui ama circondarsi, una fra tutte, per esempio, il sanguinario dittatore Gheddafi.
Se non è costui il più potente emissario di Satana in Italia, ditemi voi chi lo è.

giovedì 31 marzo 2011

E pensare che in Italia c'è ancora chi invidia Berlusconi

Invidiare Berlusconi? E perchè mai? Per la sua immagine vincente? Per i suoi soldi? Non gli serviranno certo a trovare qualcuno che lo ami o lo apprezzi sinceramente...

Per alcuni, il premier andrebbe piuttosto compatito. Avete presente un mongoloide su un palco che, per bisogno d'affetto, fa di tutto per attrarre l'attenzione? Lo fa per strappare alla fine un applauso sincero che lo rassicuri e lo conforti, un gesto di approvazione, di vicinanza e d'affetto che equivale ad una carezza (mi scuso con gli handicappati per il paragone). Invece gli applausi al premier, come è lecito supporre, sono presumibilmente comprati; come per certo lo sono quei manipoli di tifosi che ogni tanto si vedono in piazza mostrando lunghi striscioni, esteticamente perfetti, di slogan a sostegno del premier. Cartelli a caratteri di stampa, fatti probabilmente col plotter, che costano e che, stando a quanto ammettono gli stessi manifestanti, sono finanziati dal premier; questi eleganti striscioni si contrappongono a quelli proletari della sinistra, che invece sono scritti a mano con vernice spray su un pezzo di lenzuolo improvvisato. Questi metodi contribuiscono, assieme ad una buona tecnica oratoria e ad argomenti populisti, ad indurre l'approvazione della folla. Infatti, essendo il consenso contagioso, questo si diffonde nelle menti degli astanti ottenebrando le loro capacità critiche e, in buona sostanza, manipolandoli.

La destra imprenditoriale berlusconiana di oggi usa tutte queste tecniche comunicative manipolatorie, veicolate dal linguaggio pubblicitario, che male si sposano, anzi palesemente si scontrano, con l'intelligenza di un popolo istruito (grazie anche ad una favolosa istituzione chiamata scuola pubblica) e che è cresciuto a pane e democrazia, come quello italiano.

Per altri, più sinceri e diretti, il nostro capo del governo andrebbe semplicemente disprezzato per essere un corrotto e un corruttore e per la sfilza di menzogne che ha detto e che continua a dire agli italiani. Io penso che non serva arrivare a tanto, purchè si abbia bene chiaro in testa che ad un personaggio così non si può e non si deve dare alcun credito.

Ma l'invidia no, quello è uno dei più brutti sentimenti umani. Significa essere potenzialmente come lui, significa che, se io potessi farei le stesse cose che ha fatto lui pur di arrivare dove è arrivato lui. Significa mettersi sullo stesso piano di chi in sostanza si odia, invece di prenderne le distanze. Per questo non mi piace il sentimento dell'invidia, perchè è subdolo, non fa che alimentare gli stessi meccanismi che potenzialmente aborriamo e soprattutto non lo trovo per niente dignitoso.

mercoledì 30 marzo 2011

IL SOLITO FUMO NEGLI OCCHI DEI PROCLAMI BERLUSCONIANI: CHE VERGOGNA!

Ci mancavano solo il Berlusconi pescatore e paesaggista...

Berlusconi si è dimenticato di essere il Presidente del Consiglio di un governo di uno Stato democratico, di una Repubblica che si chiama Italia. Don Dinero non può continuare a barare così spudoratamente, non può pensare di risolvere frettolosamente i problemi dell'Italia tirando fuori dal cilindro, come oggi, una campagna mediatica di Mediaset a favore del turismo lampedusano o annunci populisti come quello del "niente tasse per un anno" e la proposta improbabile, copiata fra l'altro, di candidare gli abitanti lampedusani al Nobel per la Pace...Il nano si è dimenticato che c'è un Parlamento dove si discutono i problemi seriamente e in maniera collegiale, non può continuare a bypassare la discussione dell'aula. Ma che razza di facciatosta ha questo campione del "ghe pensi mi"?! Uno così meriterebbe, come minimo, una bella padellata di totani marci in faccia!

Lampedusani, ribellatevi! Questo Pinocchio dalle mille facce che ora si improvvisa pescatore e paesaggista lampedusano per carpire la vostra fiducia, vuole trasformare la vostra splendida isola in un luogo per elites, con campi da golf, casinò, panfili all'ormeggio, resort, spiaggette private e quant'altro. Alla fine verrete tutti sloggiati, il vostro paradiso naturale si trasformerà in un villaggio turistico per milionari snob, i quali si compreranno la vostra terra per 4 soldi e vi cacceranno via tutti con un calcio nel culo.

sabato 12 marzo 2011

Il rischio d'essere declassati a "democratura"


A ognuno il suo (regime)

Agli occhi della comunità internazionale, l'Italia rischia di diventare una "democratura", ovvero un misto di democrazia e dittatura tipica dei quei regimi nordafricani che sono stati recentemente rovesciati a furor di popolo, come quelli di Mubarak, Ben Hali e, in parte, Gheddafi.

Sig. Presidente del Consiglio, sappiamo tutti che governare un paese privando la popolazione di buona parte dei suoi diritti è più facile, ma equivale di fatto a svuotare la democrazia. E' esattamente questo che il Suo governo sta facendo.

Presidente B., per il suo orgoglio di vincere a tutti i costi la sua sfida di cambiare l'Italia, Lei e i suoi padroni occulti della P4 state distruggendo la preziosa democrazia di un paese. A che pro? L'Italia è un paese difficile da governare, si sa, ma ciò che Lei considera ora una vittoria, in realtà sta per diventare la sua più grande sconfitta. Lei dovrà dare conto alla storia, e soprattutto ai popoli che la fanno, dello sfacelo democratico che la sua pseudo-politica sta creando in Italia.

domenica 27 febbraio 2011

Al congresso dei cristiano riformisti, l'ultima sparata di Mister B. su scuola pubblica, famiglia e gay .

Vendola nel suo discorso di oggi ha commentato: "...un convegno semi-sacrestanico. Berlusconi è un bigotto, altro che liberale. Pensa se avesse un figlio gay, che sofferenza! Un convegno dei sepolcri imbiancati, mi ha fatto pensare a Gesù che scaccia i mercanti dal tempio".

Dopo la valanga di critiche che gli devono esser giunte all'orecchio, Berlusconi si è affrettato a dichiarare che le sue parole sono state malinterpretate. Ma siamo sicuri che si ricordi bene quello che dichiara un minuto prima? Mah, saranno gli effetti collaterali di tutto quel viagra! Ciò che salta agli occhi è che il premier sta proprio andando fuori di testa. Cosa si può pensare di uno che dice una cosa e poi subito la smentisce? Andrebbe destituito solo per questo, per problemi di instabilità psichica. Prima spari a zero sulla scuola pubblica e poi smentisci dicendo che hanno interpretato male le tue parole? Ma come si può continuare a credere ad un personaggio così? Questa è schizofrenia pure. Oppure, come sempre, per un premier ormai assuefatto alle menzogne, le parole non valgono niente, specialmente le sue.
Noi, popolo sovrano, chiediamo le tue dimissioni!

L'Europa contro Berlusconi?


Berlusconi ha contro i poteri forti internazionali o è la leggenda destroide più demenziale in assoluto?

E' tornata di moda ovunque, che ormai leggo tra siti complottisti, blog di estrema destra, forum neofascisti, giornali (anche su Il Giornale), aree della destra antagonista, quella autentica leggenda mitologica che starebbe alla base, secondo il "fascio pensiero", delle sventure recenti e passate di Berlusconi: il complotto.
Che consiste in questo: Berlusconi è un rivoluzionario liberale, sta tentando di sganciare l'Italia dalla sua dipendenza energetica tramite accordi con Putin, Gheddafi e i paesi non allineati, ERGO i poteri forti anglo-americani lo vogliono morto. Da qui gli scandali, le inchieste ad orologeria ecc eccetera. E' un complotto dei poteri forti. Che gli preferiscono Fini in quanto "sionista sfegatato e amerikano", un utile idiota insomma.

Una panzana talmente ridicola, paranoica ed autosuggestiva, che vale la pena di demolire una volta per tutte. Se non altro perchè queste allucinazioni impediscono alla destra (sociale) italiana di liberarsi dal mito di Berlusconi di cui sono succubi ideologicamente, checchè ne dicano loro, e di dimostrare, sempre che ne abbia, il suo potenziale.

Innanzitutto il fatto che Fini piaccia ai poteri forti (con la sponsorizzazione di Montezemolo, Draghi, la stampa americana), che pure è vero, non esclude che possa piacere anche Berlusconi. Infatti fu proprio Berlusconi a tuonare con una serie di dichiarazioni roboanti contro l'ENI (che notoriamente lavora da anni in Iran ed ha forti interessi commerciali), che è una delle poche compagnie petrolifere, in quanto non schiava dell'egemonia dei poteri forti internazionali, che vi ha continuato a lavorare anche quando ormai le sanzioni erano già state votate. E che per questo è detestata dalle altre compagnie.

Sempre una certa stampa destroide che si autocompiace e si guarda alla specchio, ha propalato per anni, sempre su questo filone, l'amiczia di B. con Putin, sottolineando in modo enfatico la collaborazione con South-Stream.

In verità la televisione si conferma essere un dispensatore di grossolana disinformazione, menzogne e sciocchezze. Perchè basta consultare il web, che al contrario dei media servili non mente, e si vede che al contrario fu Prodi a volerci sottrarre dalla morsa della subalternità energetica, facendo lui per primo un accordo con Gheddafi e fu sempre lui a volere l'accordo per South-Stream. Ma Prodi, oltre ad avere la grave colpa di una faccia da curato di campagna e non essere propriamente telegenico (che per gli italiani è un grave delitto, peggio che ammazzare o stuprare!), non controlla i media e quindi non può vantarsi come un fanfarone sulle sue qualità di vulcanico imprenditore e statista eccezionale.

Le dichiarazioni di B. in Israele semmai servivano a tranquillizzare l'FMI e Washington, di non preferirgli Fini, perchè lui sa essere ancora più servile verso lorsignori, che evidentemente preferivano Fini per via dei suoi trascorsi fascisti e dei legami nelle forze armate e nei servizi segreti, i quali notoriamente hanno contatti con l'ENI. Al contrario, Berlusconi non hà nè messo in riga l'ENI, nè proceduto con lo spezzatino e privatizzazione dell'ENI, che i "mercati" auspicano (leggasi:ordinano!) da tempo. Quindi non solo Berlusconi NON è un rivoluzionario, ma è anzi un pagliaccio, le cui recenti e pessate sventure sono solo causa del suo iper-edonismo e libertinismo, della sua cialtroneria e incompetenza. Berlusconi è causa del suo male. Ma in quanto utile idiota dei poteri forti, non si rende conto che è un burattino voluto e manovrato da ambienti massonici e poteri forti, non ultimo dal nostro capitalismo straccione domestico. E quasi dimenticavo, il Vaticano. Un potere da niente, insomma.

Questo governo Berlusconi (in effetti un governo Tremonti-Lega Nord) ha battuto ogni precedente record in fatto di privatizzazioni e di ossequio servile alle direttive del Fondo Monetario Internazionale; ed il paradosso è che sul "populismo" berlusconiano anti-poteri forti, una volta caduto il tiranno, ci costerà altre e più dure privatizzazioni e finanzierie lacrime e sangue.

Se vuol fare il Populista contro "i sionisti e gli amerikani", faccia come Orban che al contrario di lui,sta agendo da vero Populista, rifiutando le direttive del FMI e (l'atto più da Populista di destra anti-banchieri) con il taglio del 75% dello stipendio del governatore della Banca Centrale, per fargli capire chi comanda ora.

Pare che Orban, prima delle elzioni, si sia messo sotto l'ombrello di Putin facendo dei colloqui con lui.

Ma allora se Berlusconi è così amico di Putin, così un pericolo per la sua politca estera non convenzionale e non allineata,perchè non ha chiesto un parere a Putin?Forse perchè Putin reputa Berlusconi un compagno di orge, non un alleato politico. E i fantocci non sono in grado di stringere alleanze.

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Commenti

by Bibi Bibi

Si e' vero che l'indipendenza energetica era una questione prioritaria anche prima dell'ultimo governo SB. E non e' solo una questione di autarchia ma di dominio sul mercato europeo che da relativamente poco e' stato liberalizzato alla concorrenza trans-europea con l'abbattimento delle barriere nazionali. tutti ricordiamo la questione GDF-SUEZ contro ENEL e l'intervento dell'UE chiamata da "mortadella". poi pero' alla fine dei conti GDF, con l'aiuto statale francese si pappo SUEZ e il mortadellone non si fece rispettare...

E' anche vero, pero', che tanti mass-media e giornali stranieri sono lottizzati e fanno delle vere e proprie campagne di propaganda a favore o contro a seconda degli interessi economici e geopolitici. alcuni es sono Le Monde, BBC news, DWnews che riescono a distorcere la realta' raccontandoti solo parte di essa (li leggo quatidianamente in lingua originale). quindi non mi sorprende affatto che ci sia una campagna diffamatoria nei confronti di SB che pesta i piedi a tanta gente sia come politico che come uomo d'affari.

Infine. la politica estera di SB e' originale e molto aggressiva. unica nel suo genere. Onestamente penso che sia molto piu' efficace di quella dei suoi predecessori (della repubblica ovviamente).

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@ Bibi:

L'unica risposta intelligente "da destra".

La ricerca di un'indipendenza energetica (che è sacrosanta per l'Italia) è un tratto comune della politica estera italiana,tant'è che in questi anni l'hanno portato avanti B. e Prodi appunto,in modo indifferente, in vista di una continuità.

E sì, nella vicenda Enel-GDF l'Italia c'ha perso,ma non per causa di Prodi che non poteva far niente, ma perchè l'Italia è debole polticamente e non riesce ad imporsi. Fosse stata la Germania o l'Inghilterra i francesi avrebbero abbassato la cresta. Ma con l'Italia lo possono fare e credimi, con Silvio, avrebbero fatto lo stesso. Ed è vero anche che la stampa estera, a volte, parla esclusivamente per i propri tornaconti e risponde ad altri poteri altrettanto forti. Ma quello è normale.

Berlusconi non piace in Europa in quanto Populusta miliardario che con il controllo dei media ha lobotomizzato gli italiani, non tanto perchè è in grado di coalizzarsi con Putin contro i poteri forti.

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E proprio in virtù del tifo fanatico dei suoi sostenitori, gode di un consenso pazzesco e può fare quello che vuole. Soprattutto pestare i piedi a lorsignori e ad interessi consolidati e incrostati. Tanto è invincibile grazie alle TV.

I poteri europei e internazionali in generi, preferiscono opinioni pubbliche più malleabili, democrazie "ingessate" facilmente preda delle lobby, non elettori e parlamentari fanatici pasdaran lobotomizzati dalle Tv che credono nel condottiero Berlusconi e che morirebbero per lui.In questo B. è visto male, perchè crea un precedente di Populismo. Ma purtroppo è un Poulismo che fa ridere, non il Populismo di Peròn, di Chàvez o mussoliniano.

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Cri:

1) Il Sole24ore è la velina della Confindustria. Per forza,a quelli basta fare affari e se i rapporti con gli USA possono incrinare gli affari, allora che la politica energetica italiana vada pure a farsi benedire. Io sono marxista, le tue espettorazioni tienitele per te. Semmai sono i tuoi padroni,visto che sei di destra. Io voglio un mondo senza padroni.

2) Sì, hai ragione, Fini è voluto dai poteri forti (Draghi, Montezemolo, l'FMI, eccetera ecc..). Ma io non l'ho mai negato e tu infatti non leggi quello che scrivo. Ho detto che Berlusconi sa essere ancora più servile.

3) Infuriati è una parola grossa e dovresti imparare l'italiano perchè se si infuriavano ammazzavano Berlusconi. Come hanno fatto con Moro, tramite le teste di legno delle BR. O piazzavano qualche bomba. Al massimo non hanno gradito un accenno di "autonomia", ma a loro Berlusconi non è mai piaciuto del tutto. Questo è vero.

PERO', hanno sopportato le sue bizzarie in funzione anticomunista. E gli è tornato comodo. Do ut des.

Fonte: Yahoo Answers

sabato 26 febbraio 2011

Charlie Brooker fa a pezzi Berlusconi

Il comico inglese Charlie Brooker alla TV inglese maciulla letteralmente Berlusconi con la sua satira senza pietà. Ecco come ci vedono veramente all'estero e ridono di noi a causa dell'uomo che sciaguratamente una minoranza degli italiani ha confermato alla guida del Paese.

domenica 13 febbraio 2011

Il legno storto e quello putrido

di EUGENIO SCALFARI

Mubarak è caduto sotto la spinta irrefrenabile della gioventù egiziana. Berlusconi oscilla, sempre più impotente e sempre più Caimano e registra per la prima volta lo smottamento dei consensi che finora costituivano la base del suo sistema di potere. L’opposizione comincia (finalmente) a considerare la necessità di costruire un’alleanza repubblicana che guidi il paese fuori dal pantano in cui è precipitato.

Questi sono i fatti della settimana che si conclude oggi con la manifestazione delle donne in tutte le piazze d’Italia per affermare la loro dignità ed opporsi al degrado che ci sovrasta.

C’è un tema che unifica questo panorama di eventi e lo prendo da una frase ormai celebre di Immanuel Kant sul “legno storto dell’umanità”. Isaiah Berlin ha scritto un libro intitolato a questa frase. L’umanità è un legno storto e lo è perché l’uomo risulta da un’incredibile mescolanza di istinti e di ragione. Un legno storto ma un legno vivo, con radici e fronde vitali. Nelle vene del suo tronco scorrono linfe, passioni, sentimenti, memoria, progetti, ragionamenti, sogni, trasgressioni, bisogno di regole e di limiti.

Questo è il legno storto e questo siamo tutti noi. Ma l’opposto non è un improbabile anzi impossibile legno dritto, bensì un legno marcio, un legno imputridito, divorato dai parassiti e dai coleotteri velenosi. Noi, legno storto, non vogliamo che il nostro legno imputridisca, marcisca e sia divorato dai parassiti.

Questo dunque è il tema al quale gli eventi di questi giorni si ricollegano ed è la chiave per poter leggere e svolgere con chiarezza. Un tribuno che si eccita quando fiuta l’odore del nemico e dello scontro, ha citato anche lui la massima kantiana leggendola come un alibi che giustifichi i peccati di tutti e di uno in particolare. Ha anche accusato Umberto Eco di leggere Kant senza capirlo. Non so se quel tribuno vociante e urlante dal palco d’un teatro milanese imbandierato di mutande abbia letto i romanzi e i saggi di Eco. Se li avesse letti si sarebbe accorto che tutta l’opera di Eco è l’analisi e il racconto del legno storto che combatte il legno marcio, a volte vincendo, a volte soccombendo, ma sempre e comunque testimoniando.

Detto questo, a noi non importano molto i peccati perché siamo libertini illuministi e relativisti. A noi importano gli eventuali reati e chi pecca e crede confidi nella misericordia di Dio.

* * *

Berlusconi non è un fatto episodico e anomalo nella storia italiana.

Conversando l’altro giorno con Nanni Moretti, l’autore del Caimano ha detto ad un certo punto che dai geni antropologici della nostra nazione sembra emergere una sorta di predisposizione a cedere alla demagogia. Nel suo articolo di mercoledì scorso Barbara Spinelli aveva esaminato della predisposizione come si manifesta nelle sue varie forme e quali ne siano state le cause storiche.

Molti anni prima, nel 1945, in un dibattito alla Consulta che è rimasto nei verbali di quell’istituzione, ne parlarono Ferruccio Parri e Benedetto Croce a proposito di Mussolini e del fascismo. Croce sosteneva che fosse un fatto anomalo, un tragico incidente di percorso; Parri era di diverso avviso, non un incidente ma, appunto, una predisposizione, un effetto ricorrente ad intervalli periodici, un virus annidato nell’organismo del paese insieme agli anticorpi capaci di combatterlo ma a volte soccombenti di fronte alla sua irruenza.

In un contesto diverso e con caratteri diversi, Berlusconi raffigura una nuova insorgenza di quel virus e questo spiega il largo consenso che l’ha fin qui sorretto. Ma ora gli anticorpi sono entrati in azione e non basteranno i tacchi dalla Santanché e le contumelie di Ferrara a ridare al virus la sua potenza corrompitrice.

* * *

L’opposizione sta finalmente considerando la necessità di dar vita ad un’alleanza repubblicana. Sembra decisa sull’obiettivo che si propone ma ancora molto incerta sulle modalità, sui tempi, sulla leadership ed anche sui partecipanti. Da Fini a Bersani? Da Casini a Vendola? Anche con Di Pietro? Guidati da chi? Per fare che cosa?

Includendo anche quella parte del Pdl che dovesse eventualmente abbandonare il proprietario di quel partito?

E la Lega? Si deve trattare con la Lega? Questa lunga sfilza di domande ancora senza risposte è preoccupante.

Significa che i soggetti protagonisti non hanno ancora capito che il tempo a disposizione è corto e che compete proprio a loro di accorciarlo perché – e questo lo capiscono tutti – nelle odierne condizioni il paese non può stare più oltre.

Debbo su questo punto una risposta personale a Nichi Vendola il quale giovedì scorso ad Annozero di Michele Santoro ha ricordato un mio articolo di oltre due mesi fa in cui sostenevo che non era il momento di andare alle elezioni e che bisognava piuttosto lavorare per disarcionare Berlusconi installando al suo posto un governo interinale che guidasse il paese fino alla fine naturale della legislatura.

È perfettamente esatto, ho scritto proprio così perché allora il contesto politico ed economico a mio avviso consigliava questa soluzione ed in questa chiave si aspettava il voto parlamentare del 14 dicembre. Ma proprio quel voto, con i suoi tre voti di differenza in favore del governo ottenuti sappiamo come, cambiò radicalmente il contesto. Oggi non si può che andare alle elezioni a meno che il premier non si dimetta. C’è ancora chi crede in un’ipotesi del genere? Mubarak è stato costretto a farlo, ma l’Italia non è l’Egitto e i due casi non sono paragonabili.

Dunque bisogna affrettare le elezioni e rispondere a quella selva di punti interrogativi che abbiamo sopra elencato.

* * *

Un’alleanza repubblicana deve avere dei promotori che indichino gli obiettivi e decidano la leadership. I promotori si sono già manifestati: Bersani, cioè il Partito democratico unito su questa linea e Casini, cioè l’Udc, o forse il Polo della nazione che comprende anche Fini e Rutelli.

L’obiettivo è stato indicato: cambiare la legge elettorale avvicinandola agli elettori; affiancare con misure appropriate la crescita economica al rigore di bilancio; costruire un federalismo che non sia secessionista ma un solido ed efficiente sistema di autonomie regionali e comunali. Infine restituire alle istituzioni la loro dignità, la loro autonomia e la loro efficienza nel rispetto della reciproca indipendenza tra i poteri dello Stato.

Fin qui i promotori. I quali – ecco un punto che ancora non è stato chiarito ma che è parte essenziale dell’operazione, non possono mettere veti alle forze politiche che decidessero di partecipare all’alleanza, anzi debbono mirare ad ampliarla il più possibile.

Gli esiti scoraggianti dell’Unione che erose dall’interno il governo Prodi del 2006 avvennero in un contesto del tutto diverso. Oggi non si tratta di dar vita ad un’alleanza di governo così estesa. L’alleanza di governo riguarda i partiti promotori. Le altre forze saranno invitate a far parte d’un cartello elettorale che concordi sull’obiettivo ed è questo che marca la differenza.

Ma c’è un altro punto che va chiarito. Una volta perfezionata l’alleanza e il cartello elettorale, i promotori debbono chiedere al Presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere per la loro manifesta impossibilità di legiferare. Il Parlamento da oltre due mesi è in stato di paralisi e questo di per sé motiva la richiesta di scioglimento della legislatura.

Va aggiunto che la paralisi parlamentare e l’impotenza del governo a governare motiva anche l’iniziativa autonoma del Capo dello Stato il quale ieri pomeriggio ha richiamato di nuovo l’attenzione pubblica su questa sua insindacabile prerogativa costituzionale.

Resta il tema della leadership. Esprimo su questo punto un parere personale: non credo che il leader d’una alleanza tra la sinistra e il centro-centrodestra possa esser guidata da un esponente politico proveniente da una delle forze alleate. Deve essere rappresentativo di tutte e soprattutto della società civile.

Parlammo a suo tempo d’un “Papa straniero” in questo senso. Prodi lo fu e vinse due volte in nome e per conto delle forze alleate. Ciampi, in condizioni del tutto diverse, guidò un governo di ricostruzione repubblicana.

Il leader di questa alleanza non può che rispondere a queste caratteristiche: rappresentare il comune denominatore e possedere una specifica competenza soprattutto economica perché è quello il tratto dominante della situazione.

Ma va aggiunto che anche la scelta del presidente del Consiglio spetta al Capo dello Stato che, in situazioni del genere e con l’aiuto della coalizione vincente può anche scegliere un premier diverso da quello indicato sulle schede come leader della campagna elettorale.

Post scriptum. Domenica scorsa segnalai la pericolosità di riformare l’articolo 41 della Costituzione. Tutte le opposizioni hanno criticato quell’ipotesi approvata dal Consiglio dei ministri, definendola del tutto inutile ai fini della crescita economica. Per quanto mi riguarda sono perfettamente d’accordo su questa critica, ma la vera pericolosità è un’altra: sarebbe la prima volta che si emenda un articolo scritto nella prima parte della Costituzione, quella cioè che enumera i principi ispiratori della nostra Carta. Riscrivere quell’articolo e metterlo in votazione costituirebbe un pericolosissimo precedente. Del resto il ministro Sacconi, parlando in televisione di questa questione, ha dichiarato che la riscrittura dell’articolo 41 prelude ad una vera e propria rivoluzione culturale basata su nuovi principi ispiratori. Si aprirebbe dunque la strada ad uno stravolgimento della Costituzione, che non può esser fatta a colpi di emendamenti ma richiederebbe l’eccezionalità d’una nuova Assemblea costituente. Credo che le forze politiche responsabili dovrebbero impedire che un precedente del genere sia una mina sotterranea sotto la nostra democrazia costituzionale.

Fonte

Continúan italianos protestas contra la política del primer ministro Silvio Berlusconi

febrero 12, 2011

Este sábado, los italianos continúan en las calles para rechazar la política del primer ministro Silvio Berlusconi. Los manifestantes condenan la compraventa de votos, atribuida al jefe del Ejecutivo italiano.

sabato 12 febbraio 2011

Perchè Berlusconi è ancora li'?

Assolutismo del denaro e falsa democrazia

Berlusconi ha detto di essere un 'ricco signore che potrebbe benissimo andarsene in giro per il mondo a costruire ospedali'. Ma perchè allora non lo fa, non si ritira a vita privata come ha fatto Bertolaso? Perchè rimane al suo posto? Non certo per amore di patria, come dice lui. E probabilmente neanche solo per la paura dei magistrati e dei processi che lo riguardano.

La verità è che qualcuno lo spinge a stare lì, a molte persone fa comodo che lui stia lì. E quindi lo rassicurano, lo proteggono quotidianamente, gli fanno cerchio attorno. Non è solo il liberista Giuliano Ferrara a farlo, solo per citare l'ultimo della lista in quanto ad attualità, ma sono ricchi signori, imprenditori, ereditieri, affaristi, arrivisti, mafiosi, massoni, banchieri che vogliono continuare a fare i loro sporchi interessi economici in Italia a discapito di tutti gli altri, della massa ovina, delle cosidette brave persone votanti e paganti.

Chi più di Berlusconi può garantire a questi signori un'infrastruttura aristocratica della società italiana, una forbice sociale larga, una classe politica addomesticata che appoggi il dislivello economico tra i pochi ricchi e i tanti poveri e lavoratori?

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