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martedì 16 ottobre 2012

Quelle strane morti di infarto

... di magistrati (onesti) in Italia.

Mentre da intercettazioni a livello politico locale emerge il quadro inquietante di amministratori (di destra) della Regione Lombardia eletti grazie all'appoggio della 'ndrangheta, come l'assessore Zambetti, in pugno alle cosche mafiose, c'è da pensare che presto Tangentopoli al confronto apparirà a tutti un morigerato collegio di educande?!

Una coincidenza è una coincidenza; due coincidenze sono un indizio; tre coincidenze rassomigliano ad una prova. Non ricordo chi lo disse (forse Sherlock Holmes) ma è una verità sacrosanta. Possibile che, a livello istituzionale, non ci sia nessuno che faccia 1 + 1, che abbia il coraggio di parlare a viso aperto, di mettere insieme i pezzi di un puzzle fin troppo chiaro? Un cancro sta divorando l'Italia! E dopo la morte del giudice D'Ambrosio, consulente giuridico della Presidenza della Repubblica, impegnato nell'inchiesta sulle collusioni tra Stato e mafia, quali sono le dichiarazioni di Giorgio Napolitano, amico suo? Come commenta il nostro Presidente questa sincronica moria per infarto dei nostri migliori magistrati, quelli più impegnati nella lotta alla corruzione nel nostro Paese? Nulla, neanche un accenno a questo possibile inquietante scenario, nè da lui nè dagli altri rappresentanti delle Istituzioni. Solo coinidenze? Bene, allora andiamo avanti così...Chi sara' il prossimo infartuato?

Borsellino su morte D’Ambrosio: Italia paese di cardiopatici
di Patrizia Maltese - 31 lug 2012

Il Magistrato D'Ambrosio,
morto d'infarto a 65 anni.
Solo un tarlo, nessuna certezza. Però ronza in testa.
Ronza nella testa di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso vent’anni fa nella strage di via D’Amelio, il tarlo che Loris D’Ambrosio, il consulente giuridico di Giorgio Napolitano coinvolto nelle polemiche sulle intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa fra Stato e mafia, non sia morto per infarto.
Salvatore Borsellino ha detto la sua oggi intervenendo alla trasmissione La Zanzara su Radio 24: “In Italia tante persone coinvolte nelle inchieste, come quella su Ustica per esempio, sono morte per infarto. Tante, troppe persone”. E ha fatto un esempio: “Parisi (Vincenzo Parisi, capo della Polizia ai tempi della trattativa, ndr) è morto per infarto come altri testimoni”.
E alla domanda su come faccia a fare queste affermazioni, ha risposto: “Infatti non ho prove, ho solo un tarlo che mi ronza in testa, diciamo che il nostro è un Paese con un livello di cardiopatie molto alto…”.
Quindi ha fatto riferimento all’invettiva del Capo dello Stato che ha attribuito proprio a quelle polemiche la morte del suo consigliere giuridico: “Ho letto le critiche di Napolitano per le aggressioni che avrebbe subito D’Ambrosio ma conosco persone che hanno subito attacchi più gravi e non sono morte. L’infarto arriva quando deve arrivare. Anch’io sono cardiopatico. Mi accusano di vivere sulla morte di mio fratello, mi attaccano pesantemente, ma l’infarto non mi è ancora venuto”.
Borsellino ha anche espresso una preoccupazione pesante rispetto al trasferimento di Antonio Ingroia in Guatemala: “Ha subito una grande pressione psicologica, ma è una decisione che non condivido. Rischia la vita e in Guatemala – temo che qualcuno potrebbe chiedere ai narcotrafficanti un favore. Verrebbe eliminato e si direbbe che è stato ucciso per cose che non riguardano l’Italia. Qualcuno qui da noi sarebbe sicuramente soddisfatto, un certo sistema di potere”. 
Fonte

Morto Alberto Caperna: il procuratore che indagava su Fiorito e Maruccio
15 ottobre 2012

Il Procuratore Caperna,
morto d'infarto a 61 anni.
ROMA – Il procuratore aggiunto Alberto Caperna è morto di infarto a Roma il 14 ottobre. Il magistrato di 61 anni era il titolare delle indagini sui casi di Franco Fiorito e Vincenzo Maruccio per i fondi di Pdl ed Idv della Regione Lazio. Caperna  era originario di Veroli, in provincia di Frosinone. I casi di Fiorito e Maruccio finirono sulla sua scrivania in quanto era il titolare dei procedimenti contro la pubblica amministrazione ed in questa veste coordinava le indagini relative a fatti di corruzione e peculato.

Al suo attivo Caperna aveva svolto importanti inchieste giudiziarie tra le quali il crollo del palazzo di via Vigna Iacobini, avvenuto alla fine degli anni novanta nel quartiere Portuense, a Roma. Al suo vaglio sono finite numerose e delicate inchieste giud
iziarie come quelle relative al caso di Luigi Lusi ed altre analoghe. Noto per la sua riservatezza e discrezione, ma soprattutto per la sua professionalità, Caperna si è anche occupato della vicenda della casa dell’ex ministro Claudio Scajola, dell’appalto nell’ambito dell’inchieste sul G8 della scuola Marescialli di Firenze, dell’indagine Parentopoli romana, del filone romano dell’inchiesta Parmalat. Si occupò anche della presunta compravendita di senatoriFonte

domenica 9 ottobre 2011

'Ricucire l'Italia': commento di un lettore alla manifestazione

Riporto il commento di un lettore de 'Il Fatto Quotidiano' ad un articolo sulla manifestazione 'Ricucire l'Italia' che si è tenuta ieri a Milano:

Ci sono molti modi di andare al potere, voi komunisti avete scelto la menzogna. Andate in piazza, sui giornali e alle televisioni a raccontare balle con la speranza che gli utili idioti, creduloni e fedeli credano alle vostre menzogne. Ma non siamo tutti ingenui e cretini, molti di noi hanno capito la battaglia che state combattendo, forse l’unica battaglia che siete capaci di portare avanti. Il popolo si convince e va nelle piazze, con le vostre parole, ma non vi siete mai chiesti perché solo la CGIL indice scioperi e va in piazza ad urlare contro il governo, mentre in Europa apprezzano la manovra finanziaria? Monopolizzate l’informazione sulla RAI 2, RAI 3 e LA7, poi accusate Berlusconi di conflitto di interessi. Pensate che siamo tutti ciechi quando guardiamo Santoro, Gad Lerner o i TG 3 -2 o Exit? La destra non ha mai indetto trasmissioni per esaltare l’operato di governo. Perchè la sinistra ha il diritto di andare alle televisioni a vomitare sull’operato dell’esecutivo? Semplice: questione di metodi.
Il vostro fine è destabilizzare il governo con la prepotenza mediatica.
Tutti i giorni assistiamo a manifestazioni, raccolta firme, trasmissioni a senso unico col solo scopo di aizzare le piazze e la gente ad una rivoluzione virtuale.
Convinceteci con le proposte, le idee, i contenuti e non con lo sguinzagliare i centri sociali per ottenere vandalismo e violenza. Rivolgetevi all’esecutivo con umiltà, con toni pacati e predisposizione al dialogo e non andando nelle piazze ad urlare contro, con la pretesa di essere gli unici possessori della verità.
Quando B. non ci sara più, staremo a vedere se ogni giorno sara indagato per un nuovo reato oppure tutto finirà e tutto tacerà. La sinistra ha assunto tra i suoi ranghi tutti i magistrati compiacenti ed insieme stanno combattendo una battaglia all’ultimo sangue.
Questa battaglia finirà solo con la fine di B..
Di certo non è una battaglia fatta di onore o di eroi, ma alla fine questa battaglia vedrà solamente sconfitti e tanta menzogna.
ilpadrino


NB. Ho corretto i molti errori di ortografia dell'originale!


Rispondo a 'ilpadrino' (lo faccio da qui, con un post sul blog, perché come commento su 'Il Fatto Quotidiano' risultava troppo lungo):

Tu parli di menzogne, ma poi sei tu quello che ha paura della piazza, reale o mediatica che sia. Questo per me significa una cosa sola: che finora quello ad essersi nutrito di menzogne sei tu e che ora la verità ti fa paura.  
A parte che di proposte e idee la sinistra in tutti questi 17 anni di regime ne ha fatte eccome e sono rimaste tutte inascoltate. B. e la sua maggioranza hanno sempre pensato che le loro idee fossero le più giuste, loro dovevano sempre risultare gli unici a fare, dire, pensare le soluzioni migliori (ma migliori per chi? Non certo per l'Italia). E adesso che tutto sta crollando, tu pretendi che la sinistra faccia ancora delle proposte? Si, una proposta, l'ultima, la sinistra ce l'ha: quella che B. se ne vada!
Si può perdonare tutto ma non l'arroganza, si può lavorare insieme per una riconciliazione nazionale, ma solo se uno dei due avversari la smette di fare il gioco sporco, se si parte da posizioni di parità, da una base di valori e regole condivisi; insomma, quando Berlusconi la smetterà di sfuggire alla giustizia e accetterà finalmente di farsi processare!
Riguardo alle reti televisive, un certo grado di faziosità è legittimo, insito nell'ordine delle cose, a meno che non si tratti di servizio pubblico. Ma anche in questo caso vorrei sgombrare il campo dalle ipocrisie: penso che un'onesta, non smisurata faziosità sia molto meglio di una falsa, forzata imparzialità. L'importante è che i telespettatori ne siano al corrente, così che possano scegliere, e non far finta di essere imparziali e poi di fatto non esserlo, perchè questo è un inganno. L'importante è rispettare comunque chi la pensa diversamente, sempre che l'altro faccia lo stesso. Una faziosità autentica e rispettosa è molto meglio di una finta equidistanza, che è tanto difficile quanto artificiale e ipocrita. Rispecchiare quello che pensa tanta gente, come fa spesso RAI 3 o LA7, è molto meglio che mettere in onda interviste, come fa il TG4, palesemente concordate e manipolate, dove la gente per strada risponde tutta allo stesso modo. E' chiaro che si tratta di interviste comprate. Con la crisi che c'è la gente per soldi direbbe qualsiasi cosa! Sono entrambe tv faziose, ma le prime almeno sono vere, altro che menzogne della sinistra!
Ti risparmio i soliti discorsi su conflitti d'interesse, collusione politica-affari, mercificazione della politica e delle poltrone.
Quello che non hai ancora capito è che in Italia è in corso una rivoluzione pacifica, nata da un conflitto di valori, idee e visioni del mondo. A scatenarla non è stata la sinistra ma Berlusconi e i berlusconiani, con la loro pretesa di cambiare questo paese. Che poi lo hanno cambiato si, ma in peggio.
Ricordi le prime invettive di B. in tv contro i comunisti? Io le ricordo per lo stupore che provai nell'ascoltarle, soprattutto perchè non capivo la ragione di quell'infervoramento dialettico. Era un periodo in cui era ormai evidente a tutti gli italiani che il comunismo non faceva più paura a nessuno, sconfitto dalla storia (ma soprattutto da miliardari capitalisti come B.) e messo all'angolo. Perchè allora B. ce l'aveva tanto con i comunisti? Non capivo. Poi un libro di Bruno Vespa mi aprì gli occhi e capii in parte le ragioni dell'odio viscerale di B. nei confronti dei comunisti, le sue origini, per così dire, psicanalitiche. Il libro riportava il seguente episodio dell'infanzia di B., raccontato da lui direttamente a Vespa: Silvio era ancora un bambino, quando un gruppetto di operai gli avrebbe staccato e strappato un manifesto anticomunista che lui, per racimolare un po' di spiccioli, stava incollando al muro. Evidentemente il giovane B. restò talmente scioccato da quell'episodio e dalle parole di scherno ricevute, da portarne ancor oggi i segni nella psiche, una traccia mnemonica indelebile della rabbia provata in quell'occasione.E così, a forza di proclami e calpestii mediatici dei valori della resistenza, quelli che hanno ispirato la Costituzione, quelli insiti nel DNA italico delle generazioni che hanno conosciuto la vera guerra e della grande maggioranza dei loro figli , si è arrivati ad un altra guerra, stavolta di tipo culturale, ad una rivoluzione, seppur pacifica, come quella che stiamo vivendo. E in guerra, si sa, ogni mezzo è ammesso, ogni parola è lecita, come lo è la sede in cui la si pronuncia, il bavaglio non ferma le idee. Tu sei di destra, lo si capisce. Ma c'è destra e destra e tu sei schierato con quella più opportunista, conservatrice e leccaculo. Evidentemente sei fatto della stessa pasta del tuo padrone: mafioso lui, mafioso tu. Ma sappi che la verità emerge, ogni giorno di più, quella che la tua coscienza asservita e assopita finora ha negato; e questo ti fa male, lo si intuisce.
Sai qual è la cosa che passa di più del tuo commento? Il tuo nick, che da solo fa capire quanto sei mafioso. Lo affermi e lo controfirmi con le tue parole da sciovinista ante litteram, è l'unico contenuto che oltrepassa lo spietato filtro di giudizio della storia. Vedi, il cambiamento grida alle porte e tu non lo senti, si imporrà comunque, tuo malgrado, con la forza di un'alluvione che rompe gli argini dell’opportunismo politico, di destra o di sinistra che sia, si riverserà nei comodi salotti con l'irruenza di uno tsunami. E’ un’evoluzione storica inarrestabile quella che si sta compiendo in Italia e nel mondo intero e tu, con le tue idee apparentemente civili di inciviltà, ne sarai travolto. Oppure no. Accetta l’onda, perché non la puoi fermare, non puoi farci più nulla. B. ha fatto il suo tempo e abbastanza danni all’Italia. E quando ci si trova davanti a delle rovine, ci si rimbocca le maniche e si comincia a costruire da zero.
Il nuovo Pdl di Alfano e Scajola mi fa ridere, anzi quasi pena per quanto è patetico: se anche dovesse riuscire a tirare dalla sua parte l'Udc di Casini, non riuscirà a vincere le prossime elezioni. II vento cambia e si rafforza in direzione a voi avversa. E man mano che il popolo reale si mobilita, che prende consapevolezza e coraggio, non sarà più disposto ad accettare certe porcherie da prima Repubblica.
Puoi rimanere travolto o accettare il nuovo che avanza, non dovresti avere difficoltà a farlo, da conservatore e opportunista qual sei. Sono sicuro che saprai adattarti facilmente alla nuova Italia komunista, come la chiameresti tu, al nuovo status quo, che saprai indossare in fretta la casacca dei vincitori. Ma stavolta i vantaggi per quelli come te saranno minimi, a meno che tu non segua il tuo capo ad Antigua per trascorrerci una lunga vacanza, anzi diciamo lunghissima, meglio ancora se senza ritorno.

mercoledì 5 ottobre 2011

Gli Stati strozzati dalla Finanza oscura?


Ma vi sembra normale che uno Stato debba essere ricattato da delle banche, centrali o periferiche che siano? Il Ministro Tremonti ha sempre risposto picche alla Marcegaglia, facendo intuire che non c'erano i soldi per gli investimenti (prima e tantomeno adesso che siamo in piena crisi). Come mai allora quando si è trattato di decidere o porre in atto manovre o iniziative che fossero ben viste dalla BCE, dai mercati e dall'alta Finanza, i soldi li trovavano sempre e in breve tempo mettevano tutto a posto? Viene da pensare che buona parte dei soldi li avessero, o li abbiano ricevuti all'occorrenza attraverso giri sottobanco, ma solo per fare quello che volevano i loro finanziatori occulti, le banche o meglio chi le controlla.

La domanda sorge spontanea: ma non farebbe comodo anche alle banche finanziare i governi in modo che questi dispensino incentivi agli imprenditori, i quali a loro volta rilancerebbero gli investimenti, come vorrebbe la Marcegaglia, rimettendo in moto l'Economia?

Il vero problema e' che sempre più spesso oggi dietro agli interessi della Finanza si nascondono quelli di organizzazioni mafiose che praticano una forma moderna di usura legalizzata, spesso orientando le banche da loro controllate verso lo strozzinaggio; in questo modo hanno guadagni facili, veloci e soprattutto al 100% puliti, senza più neppure il bisogno di riciclare il denaro sporco e i proventi delle loro attività malavitose in settori leciti, come ad esempio quello tradizionale delle gare d'appalto dell'edilizia pubblica.   

Allora forse stavolta ha ragione Brunetta: a che serve più il rilascio dei certificati antimafia...se la mafia opera ormai nell'alta Finanza?!

Le organizzazioni mafiose oggi posseggono Finanziarie o possono col loro peso azionario, orientare i CDA di banche da loro controllate affinchè chiedano rientri improvvisi o pratichino tassi di prestito da usura. Possono arrivare a far fallire Comuni, addirittura Nazioni, se questi sono troppo indebitati, e a far cadere Governi. La mafia non ha neanche più bisogno di riciclare il denaro sporco in attività lecite, partecipando a gare d'appalto in edilizia, perchè una volta manovrata e oliata a dovere la politica affinchè venga propagandata l'opportunità e la necessità di certe opere, poi i lavori li dirigono direttamente loro! Si, forse stavolta Brunetta ha ragione: a che serve più il rilascio dei certificati antimafia?

giovedì 9 giugno 2011

VEDREI BENE SONIA ALFANO COME PROSSIMO MINISTRO DELLA GIUSTIZIA...DOPO CHE CADRA' QUESTO GOVERNO

SONIA ALFANO (IDV): “FINTA ANTIMAFIA DEL GOVERNO AIUTA BOSS A USCIRE DAL CARCERE”

PALERMO, 04 GIU. – “Proprio quando Angelino Alfano annuncia di non poter ancora lasciare la poltrona di Ministro perchè troppo impegnato nella lotta alle mafie, quattro mafiosi fiancheggiatori del superboss Bernardo Provenzano vengono scarcerati per decorrenza dei termini, neanche si trattasse di ladri di galline. Il Ministro, e il suo degno collega Maroni, si rendono conto della gravità di quanto accaduto o sono troppo impegnati a fare propaganda per salvare il salvabile?”.

Lo ha detto Sonia Alfano, responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia di IdV e Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, commentando la notizia della scarcerazione di quattro imputati accusati di aver favorito la latitanza del boss Bernardo Provenzano.

“Invece di continuare a gettare fumo negli occhi degli italiani vantandosi degli arresti dei latitanti, notoriamente voluti dai magistrati e messi in pratica dalle forze dell’ordine – prosegue – il Governo dovrebbe rispondere ai cittadini su come intende ovviare a situazioni gravissime come questa, che continuano a ripetersi da sempre e che hanno consentito a fin troppi boss mafiosi di godersi il proprio strapotere indisturbati e di mantenere in piedi i propri affari – sottolinea – invece di pagare per le proprie colpe nelle patrie galere. Alfano dovrebbe pensare a queste scarcerazioni anzichè rivolgere il proprio astio contro i pm palermitani, responsabili, fra l’altro, di indagare per mafia sul padre della sua portavoce, l’ex capo del Ros Antonio Subranni, assurto agli onori della cronaca quale depistatore delle indagini sul delitto Impastato – conclude – e già precedentemente indagato per il favoreggiamento di Bernardo Provenzano”.


Fonte:  www.soniaalfano.it/... 

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SONIA ALFANO (IDV): “ANGELINO ALFANO VORREBBE RITARDARE IL SUO ABBANDONO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA PER CODICE ANTIMAFIA? INUTILE, FORSE VUOLE COPIARE NOSTRO LAVORO AL PARLAMENTO EUROPEO”

PALERMO, 04 GIU. – “Faccio presente al Ministro Alfano, neo prestanome di Berlusconi ai vertici del PdL, che può lasciare il Ministero della Giustizia anche oggi stesso. E’ superfluo che si trattenga al Governo con la scusa abborracciata del ‘codice antimafia’ di cui ogni tanto straparla senza sapere. So che al Ministero è stata informalmente ricevuta la mia relazione per il contrasto al crimine organizzato nell’UE e magari il ministro berlusconian-manniniano ne vorrebbe fare una copia sbiadita e depotenziata”.
Lo ha detto l’europarlamentare di Italia dei Valori e responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia del partito, Sonia Alfano, replicando alle dichiarazioni del Ministro della Giustizia Angelino Alfano.
“Ma è inutile che il nuovo segretario del PdL si affatichi. Quella relazione sarà votata al Parlamento Europeo nel mese di ottobre, è frutto del lavoro mio e del mio staff, e dell’impegno di 50 magistrati antimafia, quelli tanto invisi a questo governo perchè decisi a sconfiggere realmente le mafie e le loro ramificazioni negli apparati istituzionali e finanziari, come Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, Roberto Scarpinato, Nicola Gratteri e tanti altri – sottolinea -, non certo del Ministro Alfano. Una volta approvata a Bruxelles e una volta cacciato Berlusconi, il nuovo Governo italiano dovrà adeguarsi in modo stringente, anche sul punto relativo alla lotta alla corruzione, che con il corruttore Berlusconi a Palazzo Chigi non sarebbe certo nei pensieri di Angelino Alfano”.


Fonte:  www.soniaalfano.it/...

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