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martedì 25 giugno 2013

La scure della censura RAI contro Tanker Enemy

Video un po' datato (del 2008)...Ma d'altronde, è forse cambiato qualcosa da allora?

venerdì 16 dicembre 2011

Festival contra la censura censura a Cubainformación en acto por bloguera Yoani Sánchez

El Festival "Zentsura At!" (¡Censura fuera!) trató de impedir el trabajo del cámara de Cubainformación TV sobre la videoconferencia de la bloguera cubana Yoani Sánchez, evento que reunió a solo 20 personas. El reparto en la calle de un documento sobre la bloguera por parte de activistas de Euskadi-Cuba parece que puso nerviosos a los organizadores.


Commento:
Buen trabajo Cubainformacion. Por lo demàs, 20 asistentes la dice toda jajajaja! Viva Cuba! Viva la Revoluciòn!

mercoledì 8 giugno 2011

Il divorzio tra la Rai e Santoro conseguenza diretta dell'editto bulgaro e della strategia dell'out-out: o accetti il bavaglio o te ne vai


MICHELE SANTORO...

...lasciato solo, anzi osteggiato dalla stessa azienda Rai per cui lavorava e alla quale faceva fare lucrosi affari, ha fatto bene ad andarsene...Ora probabilmente andrà a far lievitare gli ascolti di LA7, con tanto di guadagnato da parte di quest'ultima. Non si può combattere da soli contro i mulini a vento. Un conduttore non può pagare da solo tutti gli errori, che siano suoi o dei suoi collaboratori, in una preziosa trasmissione giornalistica di approfondimento al servizio dei cittadini e della verità, senza avere alle spalle un'azienda che l'appoggia e lo difende, anche sul piano legale, quando occorre. Ma evidentemente Santoro è un uomo d'altri tempi e questo forse lo ha sempre dato per scontato. Gli errori li possono commettere tutti, ma avere sempre il fucile puntato in attesa che ne fai uno, per poi trivellarti di colpi, non dev'essere stato piacevole nè facile anche per il bravo conduttore di AnnoZero.

Peccato che a rimetterci siano gli italiani, che perdono 2 volte: i propri soldi, visto che pagano il canone, e contenuti di qualità (e di verità, soprattutto) che non potranno certo essere rimpiazzati dai vari Ferrara o Sgarbi di turno.

E il 'dopo Santoro' per la Rai come sarà?  C'è preoccupazione. Si parla già di come recuperare i mancati introiti pubblicitari. Il ministro Romani, in una telefonata di congratulazioni al Direttore generale della Rai, Lorenza Lei (per il colpaccio riuscito di far fuori Santoro?!!), pare stia già studiando, a nome del governo, delle possibili mosse. Una di queste è l'aumento del canone o l’inserimento di una voce aggiuntiva nella bolletta elettrica. Un modo indiretto di punire gli italiani per la loro diffusa contrarietà all'energia nucleare? Italiani, mandiamoli a casa questi signori prima che ci facciano pagare anche l'aria che respiriamo!

AnnoZero addio, ci mancheranno i tuoi servizi che ci hanno aiutato ad aprire gli occhi di fronte agli inganni del potere e della politica corrotta. Aspettiamo fiduciosi, da qualche parte e magari sotto un'altra forma, il tuo ritorno.

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É la fine di “Annozero” e di Michele Santoro

Cala il sipario su Michele Santoro. Su “Annozero” pesa la parola “FINE”.

La Rai e Michele Santoro “hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazione. Rai e Michele Santoro hanno inteso definire transattivamente il complesso contenzioso – da troppo tempo pendente – altrimenti demandato alla sede giudiziaria. Si é ritenuto infatti di far cessare gli effetti della sentenza del Tribunale di Roma, confermate in appello, in materia di modalità di impiego di Michele Santoro, recuperando così la piena reciproca autonomia decisionale”

L’opera di disinformazione attuata dalla RAI è completa. Con l’ allontanamento del giornalista salernitano Michele Santoro l’ emittente “pubblica” nazionale ha commesso un vero e proprio omicidio dell’informazione. Sicuramente non il primo. Nemmeno l’ultimo, probabilmente. L’ ennesima voce dissidente è stata messa a tacere, alla fine. Viviamo nella stessa Italia che quest’anno compie 150 anni.


Fonte

Intervista a Santoro: "Io a La7? Chiedete a Mentana" (video)

8 giugno 2011 - Il conduttore di Annozero risponde ai microfoni di Agorà e commenta il suo divorzio con la Rai, traccia un bilancio della stagione televisiva che sta per concludersi e non esclude l'ipotesi di poter proseguire la sua collaborazione.



COMMENTI AL VIDEO:

Siete riusciti a mandare via uno dei più validi giornalisti dell'informazione pubblica, Vergognatevi!
Phantasos23

Santoro è un ottimo giornalista ma è troppo schierato - peccato - ma le sue scelte anche se non le condivido meritano rispetto questo vale anche per tutti gli altri schierati dalla parte opposta.
fmiglio437

Santoro a parte, ma c'è da chiedersi chi cancellerebbe una trasmissione che fa più del doppio degli ascolti della media della rete!?!
MightAvatar89

@Discmatic1 No è quello il loro obiettivo, così B. avrà la possibilità di acqustarla a costi contenuti. Mai sentito parlare di raiset?
MissMalkia89

lunedì 6 giugno 2011

Giornalisti respinti dai Centri per gli immigrati


Giornalisti respinti dai Centri per gli immigrati ed esercizio del diritto di cronaca precluso a tempo indeterminato. Cosi’ l’emergenza immigrazione diventa anche un problema per la liberta’ di stampa. Con una circolare a firma del Ministro dell’Interno, (prot. n. 1305 del 01.04.2011) inerente l’accesso ai Centri per immigrati, il Viminale consente, "fino a nuova disposizione", l’ingresso alle strutture di accoglienza e a quelle di detenzione "esclusivamente" a soggetti pubblici (ad esempio organismi internazionali quali Oim, Cri, Amnesty International, Caritas) e a individui singoli come parlamentari europei, deputati e senatori della Repubblica e consiglieri regionali. Sulla base di questa circolare interna, le prefetture ci hanno negato l’accesso ai Cara e ai Cie di Roma Ponte Galeria, di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, di Trapani e di Brindisi.

"Il 13 maggio 2011 mi e’ stato negato l’ingresso nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Mineo, a Catania, al seguito di due parlamentari (Marilena Samperi e Giovanni Burtone, Pd) che sono entrati per visitare il Cara dove sono attualmente ospitate circa 1.800 persone sbarcate a Lampedusa dalla Libia e che hanno chiesto asilo politico al nostro paese - dice il giornalista Gabriele Del Grande, fondatore del blog Fortress Europe - Ricordo che per cancellare il diritto di cronaca in questo paese e’ bastata una circolare ministeriale, che con un solo colpo di spugna ha cancellato la possibilita’ di raccontare quanto accade nei centri". Si tratta di strutture in cui vengono spese montagne di soldi pubblici. Ad esempio, al Cara di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto (Kr), che prima dell’istituzione del mega centro di Mineo era il piu’ grande d’Europa con una capienza di quasi 1500 posti, arrivano 28,88 euro per ospite. La media e’ di 700 presenze, che fanno 20.216 euro al giorno, oltre sette milioni di euro l’anno.

Nessuno sa la cifra pro capite stanziata alla Croce Rossa Italiana per il centro di Mineo (Ct), su cui si sono espresse negativamente sia le associazioni umanitarie che si occupano di rifugiati, sia sindaci di comuni che ospitano i profughi con il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Somma che lievita ancora perche’ bisogna aggiungere il compenso per l’affitto alla ditta Pizzarotti di Parma, proprietaria della struttura.

"Per quanto riguarda i Cara, e’ illegittimo vietare l’accesso ai giornalisti" commenta il giurista Fulvio Vassallo Paleologo dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione. "I centri di accoglienza non sono chiusi, i richiedenti asilo possono uscire e allora non si capisce perche’ non possono entrare i giornalisti - spiega -il fatto che la circolare richiami congiuntamente i centri di accoglienza e quelli di identificazione e di espulsione, conferma la trasformazione in atto delle strutture di accoglienza in centri di detenzione". Secondo il docente di Diritto di asilo dell’Universita’ di Palermo "l’aspetto piu’ grave svelato dal divieto d’accesso per la stampa e’ proprio questa assimilazione tra Cara e Cie, che al contrario sono strutture giuridicamente diverse". Nei Cara infatti sono ospitati i richiedenti asilo in attesa che la commissione territoriale competente esamini la loro domanda di protezione internazionale.

Nei Cie vengono reclusi fino a sei mesi i migranti che non hanno ottemperato al decreto di espulsione dall’Italia, in attesa di essere identificati e rimpatriati. "Come si faceva dal 1998 al 2008 occorre creare regione per regione dei gruppi di monitoraggio composti da parlamentari anche regioali in collegamento con avvocati e giornalisti - sostiene Paleologo - L’invito che si rivolge a quella politica che ancora dice di interessarsi di diritti umani e’ di mettersi in collegamento con la societa’ civile per fare uscire dai centri le storie di soprusi, come e’ successo da ultimo nel Cie temporaneo di Santa Maria Capua Vetere, dove alcune convalide di trattenimento sono diventate oggetto di denuncia penale solo perche’ alcune associazioni sono potute entrare in contatto con i migranti. Laddove cio’ non e’ possibile, non si puo’ intervenire".

All’interno dei centri per migranti e’ comunque concesso l’accesso ad alcune associazioni umanitarie che cooperano con il ministero dell’Interno, tra cui l’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Tuttavia questo non assicura il rispetto dei diritti umani, secondo Paleologo. "Le associazioni incaricate soprattutto in regioni come Puglia, Basilicata, Calabria e Campania non possono garantire il monitoraggio continuo, unica garanzia per evitare che sugli abusi possa calare l’impunita’ piu’ totale" sottolinea il giurista. Paleologo ricorda infine un decreto del ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha trasformato alcuni centri di accoglienza e tendopoli in Cie fino al 31 dicembre. Si tratta di Trapani Kinisia, Palazzo San Gervasio (Pz) e Santa Maria Capua Vetere (Ce). "Il regime dei Cara si connota sempre piu’ per l’applicazione di detenzione amministrativa - afferma il giurista dell’Asgi - come dimostra l’utilizzo di un Cara come Salina Grande a Trapani in alcune sue parti, quali la palestra, come centro di detenzione per i migranti tunisini in attesa del rimpatrio".

Da Melting Pot Europa (http://www.meltingpot.org/articolo16793.html)



(01 Giugno 2011, Fonte )

lunedì 14 febbraio 2011

Valeria Rossi voleva uccidere Berlusconi?


Irruzione, perquisizione e sequestro di materiale informatico da parte della Polizia postale a casa di Valeria Rossi, titolare del giornale online "Savona&Ponente". E' assolutamente sconcertante! Sicuramente la cosa fa riflettere: da chi e da dove partono questi assurdi attacchi? Possibile che la Polizia postale non abbia cose più serie di cui occuparsi, altro lavoro più importante da fare che non questo?
Ma non bastava intimare la cancellazione dell'articolo dal sito? Si sa che tra il dire e il fare...
Invece a questo punto è chiaro il messaggio: bloggers, attenzione a qualunque cosa scrivete contro il "Potere" dal vostro computer...o potreste ricevere una visitina della Polizia postale in tenuta antisommossa!
Non si sa se ridere per il livello di ridicolo a cui è giunto il potere esecutivo e/o giudiziario in Italia o se piangere per il tentativo in atto di soffocare il dissenso e la libertà di espressione online, che poi altro non è che l'evoluzione digitale della libertà di stampa difesa formalmente negli articoli della nostra Costituzione.

"Savona&Ponente", la testata online di Valeria Rossi, è stata sequestrata. In dieci uomini, tra Digos e Polizia Postale, sono entrati a casa di Valeria e hanno sequestrato tutti i computer, gli hard disk, le chiavette, perfino le schede di memoria della macchina fotografica. Si sono portati via anche i computer del figlio, informatico, che nulla aveva a che fare con la vicenda e che ha perso molti lavori in consegna. Hanno perquisito ogni cosa, gli armadi, i cassetti, hanno frugato tra la biancheria, tra le posate, ovunque. E per finire hanno ispezionato due automobili sgangherate, la sua e quella di suo marito, e il vecchio camper.

Perchè? Cosa ha fatto Valeria? Stava mettendo in piedi una pericolosa cellula terroristica? Traffico di armi? Forse addirittura un giro di prostituzione minorile? No, per quello avrebbero dovuto passare dalla richiesta di autorizzazione a procedere che il Parlamento avrebbe certamente negato. Molto più banalmente, Valeria voleva uccidere Berlusconi.

Ha fatto bene dunque la Procura di Bologna? Certo. Così come avrebbe dovuto perquisire e sequestrare i blog, i computer, le redazioni e tutte le edizioni che si occupano di satira, come pure le case dei registi, dei produttori, degli attori, magari anche le sale dei cinematografi e le tasche degli spettatori che hanno proiettato o guardato almeno una volta Shooting Silvio. Sì, perché l'articolo di Valeria, per quanto nel merito possa piacere o meno, era un evidente pezzo di satira, perfino classificato come tale nella categorizzazione della testata (qui la versione conservata in google cache), che asseriva di avere le prove definitive che Berlusconi era un alieno, insieme a La Russa, a Brunetta e alla Santanchè. Il che, lo ammetto, per l'estremo realismo del paragone deve avere tratto in inganno più di un magistrato.

Gli avvocati che hanno richiesto il sequestro di Savona&Ponente hanno fatto un collage di alcune frasi presenti nel testo, saltando accuratamente quelle dalle quali risultava che si trattava di semplice quanto evidente ironia. Ma è credibile che il giudice che ha disposto il sequestro della testata e dei computer di Valeria, ordinando a dieci uomini di cercare un'arma da fuoco in tutti i luoghi frequentati abitualmente dalla giornalista, ci abbia creduto senza neppure verificare con i propri occhi di cosa si sta parlando, magari facendo un paio di click dopo avere avviato una connessione internet? Chi paga per tutto questo dispendio di risorse pubbliche? Quanti mesi, forse anni, dovranno restare i computer di Valeria e di suo figlio, insieme a tutto il prezioso lavoro che contenevano, impilati uno sopra l'altro in archivi polverosi, trattati Dio solo sa come, senza neppure un sigillo a garantire che i dati non vengano manipolati ex post? Siamo sicuri che dietro l'atto non si celi la volontà di rendere indisponibili le inchieste di carattere ambientale portate avanti da Savona&Ponente, una delle poche testate ad occuparsi del termovalorizzatore di Savona?

E soprattutto: perché ancora nel 2011 per chiedere la rimozione di un singolo articolo ci sono magistrati che ordinano il sequestro di un intero blog o testata, rendendo così indisponibili ai cittadini centinaia, migliaia, forse anche decine di migliaia di informazioni non interessate dal provvedimento cautelativo?

Questa barbarie digitale deve finire. E' necessaria una legge che porti un grado minimo di consapevolezza informatica nei palazzi del potere, e conseguentemente negli uffici dei magistrati. Altrimenti continueremo ad usare il cannone per sparare alle mosche.

Fonte

martedì 8 febbraio 2011

Minzolini smentisce sè stesso e satira della BBC su Berlusconi - AnnoZero 1 ottobre 2009

Due dichiarazioni dell'attuale direttore del Tg1 sul dovere di un giornalista di informare il proprio pubblico riguardo alla vita privata di un uomo politico: in quindici anni ne ha cambiate di idee...
A seguire un esempio di Vera satira politica alla BBC: l'immagine del nostro premier oltremanica è quantomeno aberrante.

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