Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
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domenica 25 novembre 2012
Cosa sta distruggendo l'iniziale nobile progetto dell'Unificazione Europea?
Nell'ultimo mezzo secolo la maggior parte degli stati europei, chi piu' chi meno, s'è fatta invischiare in un grave fatidico errore: quello di strizzare l'occhio, anzi entrambi gli occhi, allo spietato capitalismo consumistico e finanziario americano, un errore cresciuto a dismisura soprattutto dopo il disfacimento dell'impero sovietico, col crollo del muro di Berlino e il colpo di stato che destituì Gorbaciov a favore di quell'alcolizzato di Boris Yeltsin.
Ancora oggi la maggioranza dell'intellighenzia politica europea e italiana è intrisa delle 2 maggiori ideologie che permearono la seconda metà del '900, ai tempi della guerra fredda, oggi quasi del tutto obsolete: quella marxista comunista sovietica e quella libertaria capitalistica americana, le quali, seppure apparentemente contrapposte, avevano tuttavia un macroelemento in comune: l'idea che gli Stati, piu' grandi sono e meglio è. Oggi abbiamo capito che non è così.
Abbiamo sperimentato che l'apparente utopia del marxismo-leninismo è tale solo se la si applica col paraocchi e si tenta di realizzarla su larga scala, con la forza, il militarismo, la dittatura.
Ma se il comunismo viene realizzato in stati di piccole dimensioni a democrazia diretta, come ad esempio Cuba, con la necessaria elasticità il modello funziona egregiamente. Ciò non esclude a priori un'impegno politico di tipo internazionalistico di stampo marxista-leninista di questi stati, ma occorre soprattutto una politica estera di interscambio solidale, d'impegno effettivo, costruttivo, non solo a parole, a favore della pacifica convivenza.
Altro che WTO, altro che Stati Uniti d'Europa! Per realizzare positivamente nel mondo un buon grado di giustizia sociale di ispirazione marxista, occorre creare stati indipendenti di piccole dimensioni che siano autosufficenti il piu' possibile sul piano economico e autosussistenti in quanto al loro welfare. Tanto piu' si impara a fare ordine e pulizia in casa propria, tanto piu' ci si puo' dedicare ad aiutare gli altri a fare lo stesso, nel rispetto reciproco delle peculiarità nazionali.
(Giorgio Santi)
mercoledì 26 ottobre 2011
Merkel: Fondo Salva-Stati sarà potenza di fuoco contro la crisi
BERLINO, 26 ottobre, 2011 - Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha parlato al Bundestag per ricevere il mandato a negoziare la riforma del Fondo Salva-Stati in occasione del summit europeo di stasera a Bruxelles, nel quale Berlusconi presenterà una lettera di intenti per lo sviluppo per l'Italia.
"Le imperfezioni dell'area euro vanno riparate adesso o mai più", ha detto la cancelliera, proponendo la necessità di "cambiare i trattati europei e sanzionare in modo più forte chi viola sistematicamente il patto di stabilità".
Insomma, come dire, se stavolta Berlusconi non rispetterà i suoi impegni, saranno c.... amari per il nostro Paese!
Ciò che temo da questa maggioranza è che la lettera nasconda un trabocchetto per ottenere un vantaggio elettorale, nel caso in cui le misure siano talmente inique da non ottenere il via libera del Parlamento. Se così fosse, Berlusconi potrà far ricadere la colpa del disastro economico italiano sull'irresponsabilità dei partiti di opposizione. Spero veramente che non siano faziosi e macchiavellici fino a questo punto, perchè vorrebbe dire che stanno volutamente giocando a risiko sulla pelle di tutti gli italiani!
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lunedì 2 maggio 2011
Mario Soares: "La dittatura del mercato sui governi è un pericolo"
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| Mario Soares, già presidente portoghese. |
La crisi economica e finanziaria che colpisce il Portogallo conferma la dittatura del mercato sulla politica e sui governi, e i pericoli per la democrazia.La denuncia arriva da un uomo che ha dedicato la sua vita alla lotta per i valori democratici. La sua storia personale gli permette oggi di essere una delle voci più critiche contro ciò che lui definisce “il mostro dei nostri tempi”.
Ana Miranda (euronews).
Mario Soares, due volte presidente della Repubblica. Lei sostiene che l’Unione europea attraversa uno dei suoi peggiori momenti. Ci vuole spiegare quali siano le minacce peggiori per l’Unione, e, quindi, per il Portogallo?
Mario Soares (già presidente portoghese).
Prima di tutto il dominio dell’economia e del mercato sulla politica. E’ una tragedia, per qualsiasi paese. Penso che l’Unione europea viva oggi la sua crisi più grande. I mercati, che sono totalmente senza regole, e coloro che li dirigono, li definisco “mostri”. Ed è così. Sono dei veri mostri, e nessuno sa dire da dove vengano o che cosa vogliano. Sappiamo che cercano la ricchezza, e attaccano l’euro, o singoli paesi, come la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo via dicendo.
E’ gravissimo perché manca una risposta unitaria, che invece è necessaria da parte dell’Europa. Se i paesi che sono più ricchi, come nel caso della Germania della signora Merkel, pensano di poter dare ordini all’Europa, o “germanizzare” l’Europa, allora si sbagliano di molto.
Ana Miranda.
Lei è stato molto critico sul ruolo della Germania e della Francia nella gestione della crisi dei paesi periferici. Crede che davvero il cancelliere Merkel soffra di un egoismo nazionalista? E cosa c’entra in tutto questo il presidente Sarkozy? Sono i paesi ricchi a dettare le regole?
Mario Soares.
No. Non possono e non debbono farlo. Sarebbe un errore. Nella realtà, la signora Merkel agisce come se l’Unione europa le appartenesse, ma non è così. La Francia, invece, cammina dietro l’Europa, e nessuno riesce a capire quale sia la politica di Sarkozy. Recentemente abbiamo assistito a una situazione sgradevole, quando ha spedito aerei francesi a bombardare la Libia, cosa che ha provocato la fuga di milioni di persone dal Nord Africa verso l’Italia, verso Lampedusa. Il governo italiano ha chiesto aiuto ai partners europei, alla Francia e agli altri, e la risposta è stata l’invito a sbrigarsela da soli. Nessuno si vuole impegnare in questa questione. Dunque, siamo davanti a qualcosa che comincia ad aggredire le basi stesse dell’Europa.
Ana Miranda.
Abbiamo sentito dire spesso che il Portogallo non è la Grecia, che ha i conti in ordine. Ma il mito ha fatto presto a cadere. Non sarà proprio questa mancanza di trasparenza – che è globale e impedisce di agire – il vero male del sistema economico di molti paesi?
Mario Soares.
C‘è un legame con il neo-liberismo, e con l’idea che debba essere il denaro a comandare il mondo e gli affari. Questa visione è nata negli Stati Uniti. Ora pare scomparsa, perché il presidente Obama, per fortuna, difende il cambiamento, un nuovo modello di sviluppo economico, ma oggi tutti hanno capito che se si continua su questa strada l’Europa non avrà futuro, e diverrà una specie di appendice dell’Asia.
Ana Miranda.
Come Obama lei difende un cambiamento dell’attuale modello di sviluppo economico. E’ per questo che sostiene la necessità di attaccare i Madoff ancora in giro, anche in Europa?
Mario Soares.
Certamente. Dobbiamo sapere chi sono i responsabili della crisi che si è abbattuta sull’Europa, e che ora può estendersi al resto del mondo, e dobbiamo giudicarli e condannarli.
Lasciare al loro posto i dirigenti delle banche, che sono i responsabili della crisi, a gestire la ricchezza, fornendo di nuovo denaro pubblico alle banche per evitargli di fallire… beh, questo è il mondo che va al contrario.
Ana Miranda.
Quando il Portogallo ha annunciato la decisione di chiedere aiuto all’estero, il Financial Times ha scritto che le banche avevano vinto. Lei è d’accordo che siamo davanti a una vittoria delle banche, col ritorno del Fondo Monetario Internazionale in Portogallo?
Mario Soares.
Si, sono d’accordo. Siamo arrivati a questo. La verità è che le banche erano in un momento molto difficile perché non sono solo i mercati a essere cattivi, ma anche le agenzie di rating lo sono. Le agenzie di rating sono dei soggetti illegali e prive di senso e di responsabilità. Perché accusano i singoli stati? con quale diritto e quale autorità? Nessuno sa da dove vengano, cosa vogliano, a cosa servano. E’ necessario cambiare tutto questo.
Ana Miranda.
“L’avidità dei mercati non si fermerà col Portogallo, se le istituzioni europee non reagiranno”. Siamo davanti all’inizio della fine del progetto europeo della moneta unica, dell’euro?
Mario Soares.
Si. Se le cose restano così sarà la fine del progetto europeo, non ci sono dubbi. Ma io credo che ci saranno grandi reazioni. E verranno soprattutto dalle popolazioni. Non è solo nel mondo musulmano che i popoli si sollevano. Rischiamo di assistere a grandi rivolte all’interno dell’Europa. La gente potrà rifiutare questa idea di Europa. L’Europa non è questa, è qualcos’altro, uno spazio di dialogo, di benessere sociale e di rispetto deegli altri.
Ana Miranda.
Lei ha combattuto contro il regime di Salazar, e conosce bene il lato oscuro dei nazionalismi e delle dittature. L’avanzata della destra estrema in seno all’Unione europea, in tempi resi così difficili dalla crisi, non la spaventa?
Mario Soares.
In realtà è spaventoso. Quando vedo, ad esempio, cosa sta accadendo in Finlandia e i discorsi di questo nuovo leader, che attacca direttamente il Portogallo, senza ragione… Questo politico dimentica che la Finlandia è stata invasa dai nazisti e poi dai sovietici, e che ha sempre avuto il sostegno dei paesi occidentali.
Come è possibile che i finlandesi siano oggi divenuti così chiusi, così reazionari, così assurdamente conservatori…? E’ triste per loro stessi, in primo luogo, ma è triste anche per l’Europa nel suo insieme.
Ana Miranda.
I mostri che minacciano l’Europa, le crisi economiche e politiche che pesano sulla democrazia, i pericoli del ritorno dei nazionalismi… Ecco le riflessioni inquiete che ci ha offerto Mario Soares.
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