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giovedì 20 ottobre 2011

Grecia, secondo giorno di sciopero generale

20 ottobre 2011 - Quasi 20.000 manifestanti si sono radunati stamattina nella piazza Syntagma ad Atene - dove sorge il Parlamento - per protestare contro il voto delle nuove e più rigide misure di austerity . E' la seconda giornata di sciopero generale nelle vie di Atene, dove lo scenario è quello ormai consueto di una vera e propria guerriglia urbana.

Ieri, contro il piano di austerità approvato dal Parlamento greco, sono scese in piazza tra le 120.000 e le 200.000 persone. Con una maggioranza risicatissima (151 deputati su 300) è stato dato un primo via libera al nuovo piano 'lacrime e sangue'. Oggi, in caso di approvazione definitiva, la Grecia otterrà dall'UE la sesta tranche di aiuti, pari a 8 miliardi di euro.

Scontri manifestanti-polizia ad Atene - 19/10/2011

sabato 15 ottobre 2011

Roma, 15 ottobre: la rabbia di pochi 'incazzati' rovina la scena alla maggioranza di 'indignati' pacifici

Auto in fiamme in via Cavour.

Gli 'incazzados' non hanno capito niente dei princìpi universali che ispirano il movimento degli 'indignados'. Che peccato! Una grande occasione mancata, forse l'ultima, per cambiare davvero le cose in Italia. Oh mia patria, sì bella e perduta! 

Quella dei violenti non è indignazione ma stupidità e protagonismo fine a se stesso...Cosa pensate di ottenere così? L'Italia non è già abbastanza in ginocchio? Tra indignazione e rabbia cieca c'è una bella differenza, la prima è costruttiva, è uno stato mentale, un moto dell'anima che spinge a trovare delle soluzioni positive, razionali ai problemi, che si nutre di solidarismo, costanza, spirito critico, determinazione e soprattutto lucidità.

Purtroppo c'è sempre qualcuno particolarmente fazioso che vedendo le auto in fiamme a Roma durante il corteo degli indignati, non perde tampo per gettare discredito sull'intera manifestazione, puntando il dito di fatto anche contro tutti quei manifestanti pacifici che erano la maggioranza assoluta. Rompere il finistrino di un auto per buttarci dentro un mortaretto davanti a tutta quella gente, non credo sia una cosa che passi inosservata. Qualcuno deve aver visto qualcosa. Tra tanta gente ci saranno stati anche dei violenti, non lo metto in dubbio, un centinaio, forse un migliaio, ma perchè si devono subito individuare colpe o azzardare giudizi sommari senza prima aver interpellato la gente che era presente, visionato i filmati, sentito le testimonianze di chi era a pochi metri e che probabilmente ha visto bene cosa è successo e chi è stato?  Mai nessuno che veda oltre l'apparenza...

Magari, chissà, le auto sono state fatte incendiare apposta da infiltrati dei servizi segreti o della polizia stessa, per boicottare la manifestazione, tramite un congegno a distanza. Niente di più facile per chi conosce professionalmente queste tecniche! Ma soprattutto la questura, la prefettura, il sindaco di Roma, il ministro dell'Interno dovevano puntare di più sulla prevenzione: la manifestazione era annunciata da tempo, hanno imposto al corteo di passare da una certa via...allora avevano anche tutto il tempo di far sgomberare le auto parcheggiate in quella via. Perchè non l'hanno fatto? Quello stesso tempo che potrebbe essere stato utile a qualcuno per inserire dei congegni incendiari comandabili a distanza nelle auto.

O è la gente che partecipa alle manifestazioni ad essere stupida? Certo gli organizzatori del 15O avrebbero fatto bene a provvedere un servizio d'ordine interno, tipo designare o preparare, che ne so, 1 manifestante su 10 ad occuparsi della sicurezza e che, in caso di incidenti, deve saper intervenire in qualche modo. Ma non credo che questo basti a giustificare la stupidità di coloro che, usando una violenza inutile, cieca e fine a se stessa, danno fuoco alle auto, ai cassonetti o rompono le vetrine dei negozi! Non voglio credere che i giovani italiani siano così immaturi da non riuscire a seguire delle semplici regole di protesta pacifica; la consapevolezza unitaria delle coscienze è l'unica rivoluzione che può funzionare, specie nel nostro tempo, perchè in un mondo globalizzato o ci si salva tutti o non si salva nessuno.

E infatti qualcosa che non quadra in quei roghi c'è. Le auto in fiamme non sono esplose. Questo vuol dire che le auto devono essere state lasciate apposta senza carburante per evitare che esplodessero i serbatoi. Ma cari giornalisti Rai, avete presente che esplosione fa un serbatoio che esplode? E' in grado di fare dei morti in un raggio di oltre una decina di metri. Invece mi piacerebbe sapere chi sono i proprietari delle auto lasciate in strada nella quasi certezza che qualche esagitato avrebbe potuto compiere su di esse degli atti vandalici. Non credo appartengano tutte a disabili...qualcuno ha fatto dei controlli sulle targhe?

Ma poi, non si puo' certo pretendere che i manifestanti si portino dietro degli estintori. Chi doveva intervenire subito erano gli abitanti delle palazzine di fronte alle quali erano parcheggiate la auto. Se non l'hanno fatto evidentemente è anche perchè quelle auto non appartenevano a nessuno di loro. Insomma, ciò che temo è che quelle auto siano state lasciate lì apposta, senza carburante, da qualcuno per essere appositamente date alle fiamme. Tutto lo fa supporre. A meno che gli italiani che partecipano alle manifestazioni non siano del tutto stupidi, come vogliono farci credere i vari Berlusconi, Gasparri, Brunetta, La Russa e tutta quanta la casta politica. E questa stupidità mi sento di escluderla a priori senza il minimo dubbio.

FATE GIRARE. DIAMO UN NOME A QUESTO SIGNORE
CERCHIATO. SE UN POLIZIOTTO QUESTO DIMOSTRERA' CHE
TUTTO ERA PREVENTIVATO. FARE GIRARE PER PIACERE.
Foto sopra e iniziativa: Pasquino Verita

giovedì 7 luglio 2011

Video-shock NoTav: "lancia-lacrimogeni come pistole"

Chiomonte (Torino, Piemonte) - 4 Luglio 2011

Violenze della polizia durante la manifestazione di Domenica 3 Luglio in val di Susa".
Buona Visione!!!




Se il video sopra non si dovesse aprire, guardate quest'altro simile su Youreporter.it

PS. Attenzione! In questi giorni ho riscontrato su Youtube uno strano oscuramento di quasi tutti i video che fanno riferimento alle cariche della polizia in Val di Susa, non solo di quelli recenti ma anche risalenti al 2010. Non so se sia un problema solo del mio browser, dei server italiani che ospitano questi video di Youtube o altro...Certo è strano. Se anche a voi risulta questa cosa fatemelo sapere, per poi eventualmente far circolare la notizia. Non abbassiamo la guardia perchè, lo sappiamo, ormai sulla rete la censura è sempre in agguato...

martedì 5 luglio 2011

Scontri in Val di Susa: la testimonianza di chi c'era

Luca Mercalli,
meteorologo della
nota trasmissione

di Fabio Fazio
'Che tempo che fa'.
La testimonianza a caldo di Luca Mercalli, volto noto della tv, presente il giorno degli scontri in Val di Susa. 

Sono appena rientrato dopo 6 ore di marcia a Chiomonte.
Incredibile, un serpente umano colorato e festante proveniente da tutta Italia percorreva i boschi verdeggianti della media Valsusa in una giornata calda e luminosissima.
La stima minima è di 50.000 persone, quella massima 100.000, fate voi... Statale del Monginevro bloccata e autostrada pure.

In queste ore ancora si sparano lacrimogeni un un teatro osceno per un paese civile nel museo archeologico del villaggio neolitico della Maddalena di Chiomonte, che la polizia ha usurpato come suo quartier generale. Lì, nel punto di contatto tra mani-festanti e poliziotti io non sono stato, e qualche ferito c'è, qualche sasso è volato, qualche episodio da deplorare può darsi che ci sia, ma aspettiamo a parlare quando avremo sentito i racconti e visto i video di chi era lì... Il 412 della polizia ha volato sopra di noi come fossimo stati in Afghanistan dalle 8 alle 18 almeno, e sono 100 euro al minuto... io non ci sto, è uno scenario surreale per aprire un cantiere.

Ciò che vi vorrei dire a caldo è:

1) già ora le prime pagine dei giornali titolano di guerriglia, di black block e altre amenità simili: si tratta di elementi del tutto marginali della giornata, ciò che conta, e che doveva essere oggetto dei titoli, è l'enormità della gente normale qui confluita, cittadini italiani ed europei, famiglie con bambini, pensionati, professionisti, docenti, medici, artigiani, studenti che da tutta italia (pullman da Pisa, Macerata, Udine, Bologna, Genova...) hanno affrontato levatacce e disagi, per venire a passare una domenica  di civile indignazione insieme a noi. Chapeau a tutti loro, che dimostrano come vi sia una presa di coscienza sempre più vasta del problema dei beni comuni e una voglia individuale di "contare" qualcosa sul piano delle scelte. Mi sembra che politica e giornalisti siano terribilmente indietro, impegnati a proteggere i loro privilegi o tremebondi a sperare che il loro servilismo porti una promozione sulla scala sociale. Ma la gente sta correndo più veloce di loro. Ho parlato con centinaia di persone e ne ho tratto una grande impressione di competenza, di coraggio, di onestà, di passione. Altro che black-block!

2) tutti hanno ben chiaro, per vivere ogni giorno sulla propria pelle altre simili usurpazioni sui loro territori, che le priorità per il paese sono altre, che nessuno vuole questi monumenti faraonici ma desidera interventi semplici, evidenti e efficaci sulla quotidianità. Tutti hanno ben chiaro che i tempi stanno cambiando in fretta. Nelle ore di marcia sotto il sole, i discorsi che sentivo fare erano dei rapporti dell'Asia con il mondo occidentale, della crisi delle risorse, dell'opposizione economia capitalistica-benessere, dell'impossibiltà della crescita continua, della crisi petrolifera... insomma, un campione interessante di pubbliche riflessioni sul presente e sul futuro.

3) speriamo che ognuno di loro stasera su facebook dica: "c'ero anch'io e vi spiego quali menzogne i giornali e la tv diffondono su di noi e su questa faccenda".


4) per XXXX ( fautore sulla lista dei trasporti ferroviari sempre e comunque): non mi hai risposto sull'effetto delle condizioni al contorno in assetto di peack-oil sull'economia in generale. Continui a dirmi che in quel mondo futuro le relazioni di prossimità Italia-Francia si stringeranno e avremo dunque bisogno di più portata ai valichi: non venirlo a dire a me che sono mezzo francese, nè alla Valsusa che da due millenni condivide questa permeabilità commerciale e culturale. Considera che fino al 12 luglio 1980 non c'era il traforo autostradale, quindi sulla ferrovia attuale passavano tutte le merci e i passeggeri per la Francia, inclusa la navetta per le automobili Bardonecchia-Modane. Vuoi dirmi che nel 1980 eravamo all'età della pietra? La ferrovia attuale bastava allora, basterebbe a maggior ragione in un mondo postpicco.
Sono uno strenuo difensore del treno come te, ma in questo caso non ti seguo...
Aggiungo che un'opera di questo genere avrebbe un overhead di sistema enorme rispetto a opere più semplici e resilienti.

In un'epoca postpicco, l'imponente infrastruttura tecnologica ed energetica necessaria a garantire la sicurezza di un tunnel di 54 km con temperature interne di oltre 50 C, collasserebbe dopo pochi mesi, anche solo per via dei costi.
Ricordati di Rutilio Namaziano... le mitiche strade di Roma, poco dopo la caduta dell'impero erano impraticabili per mancanza di manutenzione e si preferiva il periglioso viaggio via mare da Roma alla Liguria piuttosto che affrontare il fango dei tratturi maremmani...

5) finanziamento europeo: per ora, a inizio cantiere, si parla di sbloccare 671 milioni di euro, pari a circa il 4,5% del valore del progetto (calcolato dell'ordine dei 15 Geuro, anche qui non ci sono mai numeri trasparenti. In caso di realizzazione successiva, si parla di ulteriore finanziamento EU del 30% della sola tratta internazionale, che escluderebbe quindi i circa 2 Geuro della tratta di adduzione Torino-Chiomonte, interamente a carico italiano. Sono dati vaghi perchè è quel poco che si riesce a leggere sui giornali locali.
Anche questo fatto dovrebbe indignare tutti: non c'è uno straccio di rapporto ufficiale che faccia chiarezza verso i cittadini. I promotori, che i dati immagino li avranno, con fior di tecnici pagati per far solo quello, tacciono, lasciando tutti noi a baloccarci con stime e supposizioni. Anche questo è strano: se avessero dati seri, certi e inoppugnabili a sostegno dell'opera, non pensate che avrebbero già convocato una conferenza stampa internazionale, spazzando via ogni nostra chiacchiera? Invece stanno nascosti nelle gallerie, lasciando che la gente si arrabbi, che i politici sfornino la loro retorica, che i pochi come noi che tentano di ragionare si spacchino la testa su dati faticosamente estratti qua e là...

6) la stretta alleanza politica bipartisan che mostra un tenacissimo blocco favorevole all'opera, è un altro elemento di sospetto. In genere il politico, massimamente quello italico, quando trova un muro invalicabile nei propri affari, lo aggira, scantona, sceglie altri obiettivi più facili, ma non si mette contro una marea montante di rabbia popolare che sta diventando un elemento incognito estremamente instabile. Qui invece sono passati vent'anni di proteste e continuano tutti imperterriti ad andare in rotta di collisione contro il massiccio d'Ambin. Butto lì, non è che devono aver fatto tante e tali facili promesse sulla divisione di questa appetitosa torta, che ora qualcuno ha la canna di fucile puntata dietro la schiena se non le mantiene e non paga pegno?

Ciao a tutti dalla Valsusa, qui comunque è una serata ancora molto calda... speriamo che serva a qualcosa.

Fonte

lunedì 4 luglio 2011

''Massacrato dai poliziotti mentre già ero sulla barella''



4 luglio 2011 

La testimonianza di Fabiano Di Berardino della rete Global Project ed esponente del centro sociale bolognese Tpo ferito durante gli scontri in Val di Susa e denunciato a piede libero: "Dicevano 'ti ammazziamo', mi hanno rovesciato addosso dell'urina lasciandomi sotto il sole per tre ore" .

Ecco cosa fanno gli 'scagnozzi' di Maroni: spezzano le gambe di chi è fermo a terra, danno calci sui testicoli, sprangate sul naso con tubi di ferro, senza contare sputi in faccia e urina versata addosso. Che bell'esempio di professionalità da parte di rappresentanti dello 'Stato' e di rispetto delle leggi, non è vero, Sig. Maroni? Questi poliziotti se non arrivano ad uccidere, poco ci manca: ti picchiano a sangue e ti riducono in fin di vita. Perchè loro possono farlo e restare impuniti? Ma le leggi, Sig. Napolitano, non dovrebbero essere uguali per tutti? Se ci sono gli estremi per l'arresto che lo facciano, poi ci penserà il giudice...Ma questi si fanno giustizia, anzi vendetta, da soli e in modo sommario...Questo ragazzo che nel video porta la sua testimonianza, è stato salvato giusto in tempo dai sanitari...I poliziotti l'avevano ridotto molto male e, gliel'hanno detto più volte, l'avrebbero ucciso...E infatti ci sono andati molto vicino...A proposito dell'accusa di tentato omicidio da Lei ipotizzata, Sig. Maroni, nei confronti dei manifestanti, questo dimostra quanto la sua visione della realtà e della violenza sia a senso unico: da una parte le guardie, ovvero lo 'Stato', che sta sempre dalla parte giusta, mentre dall'altra ci stanno i ladri...Perchè sono sempre gli altri - non è vero Sig. Maroni? - ad essere criminali...E Lei, Presidente Napolitano, si rende conto ora da che parte sta di casa la violenza? E' insita nel tipo di addestramento dei poliziotti anti-sommossa, cani mastini dello 'Stato' che Lei rappresenta. Dovrebbe allargare le sue vedute e la sua indignazione a 360 gradi, perchè in uno scontro, specie se ad armi pari come dovrebbe essere, la violenza abbraccia sempre entrambe le forze in campo: ora le da uno e l'altro le prende, ora il contrario. In una lotta si è sempre in 2, ma chissà perchè Lei sta sempre e solo da una parte, quella delle forze dell'ordine. Perchè invece non condanna la violenza e basta, da qualsiasi parte essa arrivi? Da un arbitro al di sopra delle parti, come spesso viene dipinto il Presidente della Repubblica, ci si aspetterebbe almeno questo, in mancanza di meglio...

E quella di Fabiano da Bologna sarebbe la faccia di uno dei pericolosi black bloc, criminali che il ministro Maroni vorrebbe vedere sul banco degli imputati per tentato omicidio? No, è la faccia di un giovane normale, come tanti del nostro tempo, eroi sì, perchè sanno che quando vanno a manifestare rischiano di essere massacrati di botte. E perciò si difendono come possono, con caschi da moto, scudi improvvisati di plastica, fionde, biglie, sassi; le bottiglie di ammoniaca incriminate e tanto sbandierate da Maroni sono solo l'estrema razio di qualche esagitato, non certo la norma. Poi si sa, se la polizia vuole gettare fango su qualcuno trova sempre un motivo per farlo, anche se sei la persona più normale del mondo. Chi non ha una multa non pagata, chi non ha scaricato qualche file illegale da Internet, insomma chi non ha mai violato una tra le milioni di leggi e leggine in vigore nel nostro paese?
Il problema è un altro...Questo episodio della Val di Susa, come ha detto Bonelli dei Verdi, rischia di mettere in ombra le sacrosante ragioni della protesta.

Perchè lo fanno? Le ragioni specifiche dei No TAV sono note da anni: il finanziamento del progetto da parte UE è appena del 10%, mentre il restante 90% lo dovranno tirar fuori i cittadini italiani con le loro tasse per decenni; un progetto sostanzialmente inutile perchè esiste già un'autostrada che passa vicino al percorso previsto per la TAV; la distruzione di 14 km di territorio boschivo di rara bellezza paesaggistica e utilità ecologica. Ma quei giovani lo fanno anche per esprimere un dissenso più ampio, per far nascere un'idea alternativa di società in parte ancora in nuce, basata su un progetto di mondo diverso, di decrescita ecocompatibile, di ritorno ad una vita in armonia con la natura, sicuramente meno comoda ma più felice...Forse sono idee un pò utopiche e ancora un po' confuse ma di certo condivise dalla maggioranza della gente che, per vari motivi, non può permettersi di scendere in piazza a manifestare. E' questa condivisione la cosa importante, perchè se siamo in tanti a volere una cosa, anche un'idea apparentremente utopica si puo' realizzare, trasformarsi in realtà. E' questo quello che i politici nostrani si ostinano a non capire e, sebbene aver a che fare con l'utopia dovrebbe essere parte integrante del loro mestiere, dimostrano invece ad ogni occasione un'assoluta mancanza di intuizione e fantasia.

Fabiano da Bologna per fortuna non è morto, anche se ci è andato vicino, a differenza di altri giovani, come Cucchi o Aldrovandi, che la polizia, in altre occasioni, ha massacrato fino a causarne il decesso...Come Fabiano, tra i boschi della Val di Susa, sono stati sicuramente in tanti i contestatori feriti negli scontri con la polizia, solo che la stragrande maggioranza di loro non s'è presentato in infermeria per essere medicato, perchè chiunque l'avesse fatto sarebbe stato arrestato. E quindi i media hanno conteggiato solo i 188 feriti tra i poliziotti, facendo immaginare chissà quale potenza di fuoco e guerriglia organizzata da parte dei manifestanti, addirittura insinuando un complotto internazionale ad opera dei famigerati black bloc, come fossero dei mercenari assoldati dall'estero per venire a casa nostra a fare il lavoro sporco. Invece i poliziotti evidentemente andavano a farsi medicare con una certa facilità a giudicare dall'alto numero di feriti conteggiati tra le forze dell'ordine. Sono convinto che questo conteggio falsato dei feriti abbia tratto in inganno tutti fin dall'inizio, compreso il Presidente Napolitano, che avrà pensato chissà quali azioni di stampo terroristico premeditato i manifestanti della Val di Susa avessero messo in atto.

Si tratta invece soprattutto di giovani nostrani come Fabiano, quelli che la politica non ascolta più, che non offre loro prospettive future, che non ne interpreta il disagio. Si tratta di giovani e meno giovani che non intendono più accettare passivamente la deriva antidemocratica del nostro paese e che si arruolano volontaramente in quell'esercito variegato di gente normale che dice no coi fatti, con la loro semplice presenza paziente e inesauribile alle manifestazioni (che sono prevalentemente pacifiche il 99% delle volte). Dicono no alla distruzione di quella preziosa risorsa che è il territorio naturale, alla corruzione dei politici malati di vitalizio, alla disperata carestia di lavoro e futuro che interessa trasversalmente tutte le generazioni del nostro tempo ma in particolare quelle più giovani, quelle con ancora una vita-non-vita davanti a sè.

Sig. Maroni, si rende conto che contro giovani come Fabiano, che siano definiti eroi o criminali, italiani o stranieri poco importa, contro questi giovani che agiscono per idealismo e non per soldi e che sono in tanti, i suoi poliziotti prezzolati, che marcano visita al primo graffio, alla lunga non potranno mai vincere?

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