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martedì 29 luglio 2014

Oltre 153.000 euro al mese il costo per ciascun deputato

Mentre le persone oneste, cioè quelle che lavorano ogni giorno, fanno fatica a sbarcare il lunario e arrivare a fine mese, i ladroni di regime si portano a casa uno stipendio mensile di oltre 46.000 euro! Se a questa cifra aggiungiamo la pensione, l'indennità di carica, il finanziamento ai partiti, ecc. le spese raggiungono e superano i 150.000 euro ogni mese! Soldi ovviamente che vengono prelevati direttamente dalle nostre già misere tasche.
Con uno stipendio simile (oltre 46.000 euro al mese, circa 90 milioni al mese) secondo voi gli possono interessare i problemi della povera gente?
Mediaticamente, destra e sinistra si scannano, ma la realtà è ben diversa: non esiste la destra e la sinistra perché appartengono TUTTI alla medesima associazione a delinquere di stampo criminogeno!


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Oltre 153.000 euro al mese per ciascun deputato
Per gentile concessione di Bruno Aprile, Vimercate (MI)
Dati estrapolati da www.camera.it
 
Indennità parlamentare
19.855.289
Indennità d'ufficio
809.415
Altre indennità
9.259
Rimborso spese di viaggio
2.013.228
Rimborso spese di soggiorno
5.450.175
Rimborso spese segreteria e rappresentanza
8.835.979
TOTALE
36.993.345
Inoltre:
Telefonia mobile (cellulari)
126.984
Alimentari
396.334
Biancheria
3.552
Carburanti e lubrificanti
20.402
Combustibili
39.683
Prodotti igienici, farmaci e sanità
26.456
Altri servizi
529.101
Stoviglie e vestiario
29.101
Altri beni di consumo
39.683
Trasporti aerei
1.124.339
Pedaggi autostradali
284.392
Contributi fondo solidarietà deputati
1.322.751
Stampa pubblicazioni
119.048
Assicurazioni sulla vita ed infortunio
357.143
Assicurazione R.C.
55.556
Assicurazione R.C.A.
6.614
Noleggi
892.857
Parcheggi
129.630
Ristorazione
357.143
Accertamenti diagnostici
1.323
Spese di rappresentanza
25.026
Trasporti ferroviari
456.349
Contributi per il funzionamento del gruppi
2.685.185
Spese postali
308.201
TOTALE
9.516.853
Per non parlare di:
Tribuna d'onore negli stadi
gratis
Tessera del cinema
gratis
Tessera teatro
gratis
Tessera autobus/metropolitana
gratis
Francobolli
gratis
Viaggi aereo nazionali
gratis
Viaggi treno carrozza letto
gratis
Circolazione autostrade
gratis
Corso lingua straniera
gratis
Piscine e palestre
gratis
Vagone rappresentanza delle FS
gratis
Aereo di stato
gratis
Uso di prefetture ed ambasciate
gratis
Cliniche
gratis
Rimborso spese mediche
gratis
Assicurazione infortuni
gratis
Assicurazione in caso di morte
gratis
Auto blu con autista
gratis
Giornali
gratis
Ristorante
gratis

Totale complessivo = 46.510.198 al mese per ciascun deputato, cui vanno aggiunti:

- Pensione mensile (diritto che acquisiscono dopo 35 mesi in parlamento, mentre obbligano i cittadini a 35 anni): da 4.762.669 fino a oltre 15.000.000
- Indennità di carica: da 650.000 a 12.500.000
- Finanziamento ai partiti (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti e relativo referendum): 1.414.000.000 al giorno
- Rimborso spese elettorali: 200.000.000
- Rimborso annuale se fondano un giornale: 50.000.000
- Auto blu e scorta 24-ore-su-24 vita-natural-durante per chi è stato presidente della Camera (anche se non si occupa più di politica, come ad es. la sig.ra Pivetti)

Risultato:
- Ogni deputato costa (all'anno) la faraonica cifra di 297.000.000, al mese circa 153.388 euro (per 15 mensilità) [...] .
- La sola camera dei deputati costa al cittadino 4.289.968 al minuto.
- Sono finora costati 2.245 miliardi (in base a quanto hanno dichiarato).


Fonte: http://www.disinformazione.it/stipendiodeputati.htm












































































































lunedì 11 marzo 2013

Il Pd ci costa 60 milioni all'anno. Ecco perché Bersani vuole i rimborsi: i dem hanno paura di fallire


Ne rimarranno solo due: Grillo e Berlusconi (il 99 e l'1%). In Italia è l'ora delle scelte, o si sta con l'oligarchia miliardaria o col popolo!
 
Sabato 09 Marzo 2013 - In via del Nazareno c'è panico. Abolire il finanziamento pubblico significa game-over. Il 95 per cento delle entrate del partito viene da soldi pubblici. Ma Grillo e il Cav sono pronti a tagliare le spese. Il Pd è un baraccone sgangherato  che costa 60 mln l'anno.

Il Pd e con lui Pier Luigi Bersani non vogliono l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Questo è fin troppo chiaro. Tra gli otto punti che il segretario ha messo sul piatto del Movimento Cinque Stelle manca proprio quello a cui tengono di più i grillini. Bersani aveva detto pochi giorni dopo il voto: “La politica una qualche forma di sostegno pubblico debba averlo, anche fosse per un solo euro non sono disposto a rinunciare al principio che da Clistene in poi è un principio collegato alla democrazia: la politica deve avere una qualche forma di sostegno pubblico, altrimenti la fanno solo i miliardari“. La posizione di Bersani a proposito è chiara. Sono più vicini su questo binario Pdl e Movimento Cinque Stelle. Anche gli azzurri hanno nel loro programma l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Perchè Bersani non vuole mollare i rimborsi elettorali?

Quanto costa il Pd - La risposta è semplice: il Pd senza quesi soldi rischia di fallire. La struttura di via del Nazareno è un pachiderma costosissimo. Sul libro-paga ci sono almeno 200 dipendenti. Giovani e soprattutto meno giovani. L'ultimo caso è quello di Livia Turco che è stata "riassunta" dal Pd dopo una lunga aspettativa cominciata ai tempi dei Ds. Dopo le polemiche per il suo compenso la Turco ha rinunciato ad uno stpendio. Ma gli altri no. Non è solo la Turco ad essere stata reintegrata tra i corridoi di via del Nazareno. Con lei sono tornati due parlamentari in aspettativa dalla vecchia Margherita, Alberto Losacco e Nicodemo Oliverio, e sette dai Ds tra cui Gianni Cuperlo, Oriano Giovannelli, Walter Verini, Vinicio Peluffo. Per questi bisognerà rimettere le mani al portafoglio.

Stipendi per tutti - E i soldi per pagare gli stipendi sono quelli dei rimborsi elettorali. Per queste ultime elzioni nelle casse del Pd arriveranno ben 45 milioni di euro. Il Pd sa che senza quei soldi può dichiarare fallimento. Pagare 200 dipendenti non è facile. E gli stipendi non sono poi così bassi. Sul sito del Pd la situazione è chiara. I democratici tengono la baracca in piedi solo con quei soldi. Le cifre sono queste. Il Pd nel 2011 a bilancio ha un capitale di 63.554.452 milioni di euro. Di questi 57.974.142 milioni di euro sono rimborsi elettorali. In pratica il 95 per cento del totale. Sono solo 458.390 mila euro i soldi che provengono da donazioni private. Non dimentichiamo poi i 5.121.920 milioni di euro con i contributi dei parlamentari.

Ecco come spendono i dem - Ma il Pd come spende questi soldi? In via del Nazareno si apre la cassa soprattutto per la propaganda. Ben 16.312.665 milioni di euro se ne vanno in attività da campagna elettorale. Occhio a questo numero: 13.540.857 milioni di euro. Tanto costa mantenere le strutture del partito. A questi vanno aggiunti altri 12.820.236 milioni che servono proprio per il personale. Non bisogna sottovalutare poi i 9.186.323 milioni di euro che servono per "servizi e acquisto di beni". Infine Bersani&co. spendono 3.119.706 milioni per il godimento di beni terzi e 5.041.757 per altri oneri. In totale il Pd spende in media all'anno 60 milioni di euro. Se a questo giro entreranno nelle casse 45 milioni di euro come fa Bersani ad abolire il finanziamento ai partiti? Mica si può far crollare la baracca. I conti per il Pd tornano sempre. Come nel 2008. In quell'anno nelle tasche dei partiti finirono circa 500 milioni di euro di rimborsi. Ne furono spesi solo 100. Il resto? Mancia. E in casa Dem già sono preoccupati. Se Grillo fa sul serio al Pd non resterà neppure "il tetto su cui mettere i tacchini".


Fonte

lunedì 27 giugno 2011

Che ingenui, questi europei ...

Parlamentari italiani pagati più del doppio di quelli tedeschi e inglesi, il triplo dei francesi, quasi quattro volte la media europea, siamo primi. Benefit come se piovesse, rimborsi, diarie, vitalizi e contributi che non vi dico. Annoi non ci frega nessuno. Oggi ne scrivono quelli de La Stampa, tra grafici e dossier, sentite qua:

A raccontarlo agli amici può esser preso per uno scherzo, nei Palazzi della politica suonerebbe come una provocazione: un distinto lord inglese che abbia scelto di fare il deputato nella prestigiosa House of Commons, ha diritto al rimborso-spese per i pasti solo quando le sedute si protraggono oltre le 19,30, e per i taxi quando i lavori terminano dopo le 23. Altrimenti per andare in Parlamento può chiedere il rimborso dell'autobus o della metropolitana. Anche se arriva dalla stazione o dall’aeroporto, dopo aver viaggiato, of course, solo in classe economica. I nostri onorevoli invece godono sempre e comunque di rimborsi di 1.300 euro mensili per i trasferimenti casa-aeroporto-Montecitorio (...)


Fonte

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