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domenica 29 gennaio 2012

RAI: responsabile di tenere l'Italia tra cultura ideologizzata e ignoranza


In Italia ultimamente si parla molto di politica ed economia ma poi manca l'informazione su temi essenziali e pratici, quelli che aiutano a vivere, ad evitare le insidie di ogni giorno e ad affrontare meglio il nostro tempo. E soprattutto manca l'educazione, che dev'essere mirata, possibilmente personalizzata in rapporto ai difetti congeniti degli italiani, trattata soprattutto con modalità comunicative moderne, un linguaggio comprensibile a tutti (e non solo a chi ha una laurea in legge), ad es. attraverso l'utilizzo di parole scritte supportate da immagini, che aiutano la fissazione dei concetti chiave. Informazione pragmatica, formazione, addestramento, educazione civica ed etica costituiscono insieme il vero patrimonio culturale di un popolo. E da questo punto di vista la tv pubblica fa ben poco!! Sarà per questo che molti sono contro il canone RAI, visto che il suo pagamento è un'obbligo di legge (dal 1939!), insomma una tassa vera e propria, del tutto slegata dal servizio offerto. Tanto più che: 1) si deve pagare anche se non si seguono per niente le reti pubbliche; 2) i programmi sono intervallati da numerose pubblicità, in misura di poco inferiore alle reti commerciali; 3) è concorrenza sleale nei confronti delle reti private che non usufruiscono di questa entrata supplementare.

giovedì 15 settembre 2011

Dopo 'AnnoZero' la RAI fa saltare anche 'Parla con me'. Se non è censura politica questa!


Scommetto che al suo posto vedranno la luce nuovi 'format' su fatti di cronaca tipo Avetrana, o qualche nuovo stupido quiz televisivo che distribuisce Euro ai soliti noti dal sorriso smagliante.

Rai, Salta programma Dandini, in Cda non passa contratto

In Consiglio versione 'scontata', maggioranza vota contro.


ROMA - Il Cda della Rai ha respinto, a maggioranza, il contratto con la Fandango per il ritorno di Parla con me, programma condotto da Serena Dandini, su Raitre. Programma previsto dai palinsesti Rai presentati lo scorso giugno alla Sipra.
In Consiglio, a quanto si apprende, il Dg Lei aveva portato la proposta di contratto 'scontata' e sulla quale era stato trovato l'accordo con la Fandango, indisponibile a cedere la sua quota di contratti all'azienda secondo quanto previsto dalla policy aziendale sull'uso di risorse interne per i programmi Rai. La proposta di contratto prevedeva dunque un taglio dei costi di circa il 5 per cento, pari o superiore al risparmio che sarebbe derivato da una produzione tutta interna. Ma la maggioranza ha votato compatta contro, seguendo l'orientamento gia espresso nell'ultimo Cda. A favore i tre consiglieri d'opposizione e il Presidente, Paolo Garimberti.

Fonte

sabato 11 giugno 2011

L'emblematica vicenda giudiziaria di Paolo Barnard

Il giornalista Paolo Barnard
...come quella recente di Santoro, dimostra come il “giornalismo d’inchiesta” nel nostro paese versi ormai in uno stato pietoso; e che senza forti coperture politiche ed economiche non sia più possibile portarlo avanti. Come dire: il giornalismo indipendente è morto (forse è anche per questo che sono nati i blog). Il tutto comincia con un'inchiesta di Barnard, quand'era ancora giornalista di Report, sul comparaggio. Si tratta di un reato che sarebbe stato commesso da alcune case farmaceutiche allo scopo di ottenere un numero maggiore di prescrizioni dei loro farmaci attraverso la corruzione dei medici di base. A seguito di ciò Barnard dovette affrontare una lunga causa civile senza ricevere alcun appoggio da parte della RAI. La recente chiusura del sito da parte di Barnard pare ora suggellarne la sconfitta, purtroppo. Ma chi ci perde, insieme a lui, sono tutte le persone oneste che amamo la verità, una verità che, se non facciamo qualcosa, vedremo sempre più impunemente insabbiata e sostituita dalla mistificazione dei fatti ad opera di potenti lobbies. Forse non c'è nemmeno il bisogno di dirlo ma, semmai non ve ne foste accorti, la situazione è davvero grave. 
Quello che segue è un vecchio articolo che ci aiuta a ripercorrere la vicenda di Barnard e a capire  cosa c'è alla base dell'atteggiamento critico di uno dei più lucidi e coraggiosi giornalisti d'inchiesta del nostro tempo e da dove traggono origine i suoi sentimenti attuali di profonda amarezza e disillusione.

* * * * * *

Paolo Barnard mette sotto accusa Report
di Gabriele Capasso

Paolo Barnard, ex collaboratore di Report, [...] accusa la trasmissione, la Rai e segnatamente Milena Gabanelli di averlo abbandonato di fronte ad una causa civile che sta affrontando come conseguenza diretta di un’inchiesta da lui realizzata per il programma di Raitre nel 2001. La vicenda di cui vi parliamo è particolarmente complessa, cerchiamo di andare con ordine.

L’11 ottobre del 2001 va in onda all’interno della puntata di Report l’inchiesta di Barnard dal titolo “Little Pharma & Big Pharma“. Nel suo lavoro il giornalista raccontava la diffusione della pratica del comparaggio, un reato punito dalla legge, che sarebbe stato commesso da alcune case farmaceutiche allo scopo di ottenere un numero maggiore di prescrizioni dei loro farmaci attraverso la corruzione dei medici di base.

Il giornalista continua la sua collaborazione con Report fino al 2003 ed in quel periodo realizza altre inchieste che andranno regolarmente in onda. A quel punto il rapporto si interrompe per ragioni “personali” sulle quali è impossibile indagare, fatto sta che il freelance alcuni anni dopo sarà protagonista di alcune prese di posizione nelle quali contesterà apertamente tutto quel “movimento” animato da Beppe Grillo e che vede fra i suoi più illustri esponenti Marco Travaglio e in qualche modo la stessa Milena Gabanelli.

Nel 2004 la Rai, Report e Barnard vengono trascinati in tribunale da un informatore farmaceutico che si ritiene danneggiato dal contenuto dell’inchiesta “Little Pharma & Big Pharma”. Sui tre soggetti pende la richiesta di un ingente risarcimento danni. Per il giornalista è l’inizio di un’avventura giudiziaria che rischia di mettere in ginocchio le sue finanze fra le spese legali da sostenere e l’incubo di una possibile condanna.

L’accusa mossa da Barnard alla Rai e a Report è quella di averlo abbandonato due volte di fronte alla causa civile che dovrà affrontare: prima negandogli l’assistenza dei legali della tv di stato, poi avviando formalmente una “messa in mora” nei suoi confronti. In sostanza se il verdetto del procedimento civile dovesse essere sfavorevole la Rai e Report si potranno rivalere economicamente sullo stesso Barnard.


La giornalista di Report Milena Gabanelli
All’appello del giornalista, diffuso da diversi siti internet, ha risposto personalmente Milena Gabanelli attraverso il forum di Report. Secondo la conduttrice e giornalista quanto sta accadendo a Barnard è, purtroppo, perfettamente normale. Prima del luglio 2007, quando il Dg Cappon ha dato specifiche istruzioni in merito su pressioni dei collaboratori di Report, la Rai non garantiva a nessuno dei collaboratori l’assistenza in caso di procedimenti in sede civile, ma solo in sede penale.

Inoltre la Gabanelli afferma che:

"Per quel che riguarda la questione legale che lo coinvolge, sono convinta della bontà della sua inchiesta e penso che alla fine ci sarà una sentenza favorevole. Ci credo al punto tale da aver firmato a suo tempo un atto (che lui possiede e pure il suo avvocato) nel quale mi impegno a pagare di tasca mia anche la parte sua in caso di soccombenza. Non saprei che altro fare".

Il caso si chiude qui? Non si direbbe.

Nella contro replica fornita a stretto giro, sempre attraverso il forum della trasmissione, da Barnard il giornalista formula altre accuse, ma soprattutto definisce “esistente solo nella fantasia della Signora Gabanelli” la fantomatica lettera nella quale ella si assumerebbe l’onere di pagare personalmente l’eventuale risarcimento.

Insomma, a questo punto diventa difficile capire da che parte stia la ragione fra i due soggetti che si contrappongono ritenendo di possedere entrambi la “verità dei fatti”. In ogni caso cercheremo di tenervi informati sui futuri ed eventuali sviluppi del caso Bernard-Report.

Quello che resta è l’osservazione di carattere generale sullo stato del “giornalismo d’inchiesta” nel nostro paese.

Il quadro, con gli autori freelance delle inchieste più “scomode” che nella prassi vengono lasciati soli dai propri editori (la Rai nello specifico) di fronte alla forma d’intimidazione classica del procedimento civile, è semplicemente avvilente. Si spiega facilmente il perchè tanti giornalisti preferiscano molto spesso evitare i “terreni minati”, spacciando come informazione di qualità la semplice e noiosa cronaca politica o la ricostruzione morbosa ed ossessiva dei fatti di sangue.


14 febbraio 2008 - Fonte: www.tvblog.it

mercoledì 8 giugno 2011

Il divorzio tra la Rai e Santoro conseguenza diretta dell'editto bulgaro e della strategia dell'out-out: o accetti il bavaglio o te ne vai


MICHELE SANTORO...

...lasciato solo, anzi osteggiato dalla stessa azienda Rai per cui lavorava e alla quale faceva fare lucrosi affari, ha fatto bene ad andarsene...Ora probabilmente andrà a far lievitare gli ascolti di LA7, con tanto di guadagnato da parte di quest'ultima. Non si può combattere da soli contro i mulini a vento. Un conduttore non può pagare da solo tutti gli errori, che siano suoi o dei suoi collaboratori, in una preziosa trasmissione giornalistica di approfondimento al servizio dei cittadini e della verità, senza avere alle spalle un'azienda che l'appoggia e lo difende, anche sul piano legale, quando occorre. Ma evidentemente Santoro è un uomo d'altri tempi e questo forse lo ha sempre dato per scontato. Gli errori li possono commettere tutti, ma avere sempre il fucile puntato in attesa che ne fai uno, per poi trivellarti di colpi, non dev'essere stato piacevole nè facile anche per il bravo conduttore di AnnoZero.

Peccato che a rimetterci siano gli italiani, che perdono 2 volte: i propri soldi, visto che pagano il canone, e contenuti di qualità (e di verità, soprattutto) che non potranno certo essere rimpiazzati dai vari Ferrara o Sgarbi di turno.

E il 'dopo Santoro' per la Rai come sarà?  C'è preoccupazione. Si parla già di come recuperare i mancati introiti pubblicitari. Il ministro Romani, in una telefonata di congratulazioni al Direttore generale della Rai, Lorenza Lei (per il colpaccio riuscito di far fuori Santoro?!!), pare stia già studiando, a nome del governo, delle possibili mosse. Una di queste è l'aumento del canone o l’inserimento di una voce aggiuntiva nella bolletta elettrica. Un modo indiretto di punire gli italiani per la loro diffusa contrarietà all'energia nucleare? Italiani, mandiamoli a casa questi signori prima che ci facciano pagare anche l'aria che respiriamo!

AnnoZero addio, ci mancheranno i tuoi servizi che ci hanno aiutato ad aprire gli occhi di fronte agli inganni del potere e della politica corrotta. Aspettiamo fiduciosi, da qualche parte e magari sotto un'altra forma, il tuo ritorno.

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É la fine di “Annozero” e di Michele Santoro

Cala il sipario su Michele Santoro. Su “Annozero” pesa la parola “FINE”.

La Rai e Michele Santoro “hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazione. Rai e Michele Santoro hanno inteso definire transattivamente il complesso contenzioso – da troppo tempo pendente – altrimenti demandato alla sede giudiziaria. Si é ritenuto infatti di far cessare gli effetti della sentenza del Tribunale di Roma, confermate in appello, in materia di modalità di impiego di Michele Santoro, recuperando così la piena reciproca autonomia decisionale”

L’opera di disinformazione attuata dalla RAI è completa. Con l’ allontanamento del giornalista salernitano Michele Santoro l’ emittente “pubblica” nazionale ha commesso un vero e proprio omicidio dell’informazione. Sicuramente non il primo. Nemmeno l’ultimo, probabilmente. L’ ennesima voce dissidente è stata messa a tacere, alla fine. Viviamo nella stessa Italia che quest’anno compie 150 anni.


Fonte

Intervista a Santoro: "Io a La7? Chiedete a Mentana" (video)

8 giugno 2011 - Il conduttore di Annozero risponde ai microfoni di Agorà e commenta il suo divorzio con la Rai, traccia un bilancio della stagione televisiva che sta per concludersi e non esclude l'ipotesi di poter proseguire la sua collaborazione.



COMMENTI AL VIDEO:

Siete riusciti a mandare via uno dei più validi giornalisti dell'informazione pubblica, Vergognatevi!
Phantasos23

Santoro è un ottimo giornalista ma è troppo schierato - peccato - ma le sue scelte anche se non le condivido meritano rispetto questo vale anche per tutti gli altri schierati dalla parte opposta.
fmiglio437

Santoro a parte, ma c'è da chiedersi chi cancellerebbe una trasmissione che fa più del doppio degli ascolti della media della rete!?!
MightAvatar89

@Discmatic1 No è quello il loro obiettivo, così B. avrà la possibilità di acqustarla a costi contenuti. Mai sentito parlare di raiset?
MissMalkia89

venerdì 25 febbraio 2011

Politica in Rai


Giuliano Ferrara condurrà su Rai1 un programma di commento politico di durata variabile dai 3 ai 5 minuti. Il titolo è "Radio Londra". Verrà trasmesso dopo il TG1 nello spazio che fu di Enzo Biagi.
Basterebbe solo questo per non pagare più il canone!
Ora, per la legge sulla "par condicio" adottata in Rai, se Masi offre un programma a Giuliano Ferrara, da gestire in piena autonomia, allora deve darne uno, della stessa durata, anche a Beppe Grillo!!

mercoledì 13 ottobre 2010

Il Direttore generale della RAI sospende Santoro!

SADO-MASI

Il direttore generale della RAI Masi sospende per 2 settimane una delle più viste trasmissioni televisive italiane di dibattito e denuncia politico-sociale, Annozero, sospendendo anche lo stipendio a Santoro, il popolare conduttore, che si è permesso in trasmissione di dirgli, sotto metafora: "ma vaffa..un bicchiere!".

SI RESPIRA ARIA DI ODIO IN ITALIA!

venerdì 28 maggio 2010

Trasmissione RAI faziosa su Cuba

Spero che a Elio Bonomi, titolare del Blog Viva Cuba!, non dispiaccia se riporto qui un estratto (per la verità, quasi completo) del suo articolo del 25 maggio 2010, che a me è particolarmente piaciuto e con il quale sono in totale ideale accordo, una reazione appassionata la sua, densa di una indignazione che ho provato anch'io vedendo il programma.

"[...] domenica sera ho assistito allo speciale del TG1 dedicato a Cuba e
non ho potuto che vergognarmi di far parte di un paese che utilizza il servizio pubblico radiotelevisivo per montare vergognose campagne denigratorie contro paesi e popoli colpevoli solo di non volersi sottomettere ai voleri dei dominatori del mondo che si impossessano di tutte le ricchezze del pianeta aggredendo con vergognosi embarghi, sanzioni economiche, attentati terroristici, invasioni militari e mattanze di civili inermi con la massima disinvoltura e con la vergognosa menzogna di voler portare "pace e democrazia" a popoli che hanno culture diverse dalle nostre e molto spesso, sicuramente è il caso di Cuba, valori etici e morali che noi ci siamo lasciati alle spalle da tempo per sacrificare tutto al cosiddetto "mercato" che avrebbe dovuto portarci il paradiso in terra mentre invece ci troviamo nell'inferno di una crisi che testimonia il fallimento della nostra"grande democrazia" tanto propagandata ma tanto lontana dall'essere tale.


La trasmissione in oggetto è stata condotta con una faziosità da codice penale, una conduttrici tanto superficiale che trattava i temi con un sorriso da ebete, giornalisti che si ritengono tali man non lo sono e che operano esclusivamente perché prostituitisi al potere, personaggi che non hanno nemmeno la lontana conoscenza degli argomenti che trattano ma che hanno imparato bene la lezione di denigratori al servizio dei potenti di turno. Una vergogna che fa venire il voltastomaco a chi ha ancora conservato un minimo di obiettività nel giudicare fatti ed eventi che caratterizzano i tempi bui in cui viviamo. Ho dovuto assistere inorridito alla rappresentazione della realtà cubana che nemmeno i terroristi mafiosi anticastristi di Miami hanno più l'ardore di utilizzare per i loro scopi di far tornare l'isola caraibica ad essere "il giardino di casa" dei gangster statunitensi e dei peggiori banditi che hanno tartassato i cubani in ogni maniera. Si è fatta vedere un'Avana decadente filmando situazioni limiti che si possono trovare in abbondanza nelle nostre ricche città senza mostrare un fotogramma dell'Avana che per il 90% è fatta di case stupende, strade-giardino, immensi parchi, un centro storico ammirato da tutto il mondo per il modo in cui è stato conservato e restaurato, non si parla dell'immensa quantità di manifestazioni culturali, ricreative e sportive, TUTTE GRATUITE, che allietano la vita dei cittadini cubani, non un accenno all’ambiente stupendo conservato dagli attacchi della speculazione che noi conosciamo bene, si sono intervistate solo persone che si lamentano del governo, cosa tra l'altro molto facile da fare in qualsiasi angolo del mondo (piove governo ladro….) e non si parla dell'immenso sostegno popolare alla Revoluciòn ed al sistema socialista cubano (bastava assistere alla manifestazione del primo Maggio o andare su You Tube e trovare, malgrado la censura che viene imposta ai blog di molti intellettuali cubani, per vedere come milioni di persone sfilino sotto il sole cocente gridando il loro incondizionato appoggio agli eroici governanti cubani che sono l'invidia di tutti i paesi del Terzo Mondo). Si intervista la famosa Yoani Sanchez senza accennare al perché è diventata tale, alla sua storia, una persona falsa come Giuda che sostiene che a Cuba i cittadini sono prigionieri senza possibilità di emigrare (una falsità assoluta, l’emigrazione dei cubani è impedita dalle nostre ambasciate non dal governo cubano) e senza indagare sul personaggio, una cubana liberamente emigrata in Svizzera per poi tornare a Cuba e montare, sotto l’abile regia del marito, tutta la sua farsesca sceneggiata, compreso la simulazioni di aggressioni MAI avvenute, per arricchirsi grazie alle prebende elargite a chi si presta a tali infamie. Non si accenna ai miliardi di dollari che annualmente il governo statunitense elargisce a questi ignobili mercenari che i cubani chiamano a ragione gusanos, cioè vermi. Non si sono intervistati bloggers cubani che sostengono l’esatto contrario di quanto sostiene la Sanchez, non un accenno all’interessantissimo dibatto in corso su tutti i giornali cubani riguardo alle misure da prendere per uscire dalla crisi imposta dall’imperialismo capitalista al mondo intero dopo che Cuba con enormi sacrifici era riuscita ad uscire dalle spaventose conseguenze economiche seguite alla dissoluzione del blocco sovietico. Nessuna contestazione alle tesi della blogger “più famosa del mondo” sul fatto che “a Cuba internet è proibito”, un’assoluta falsità in quanto Cuba è circondata da cavi sottomarini a cui viene impedito l’accesso e solo dopo anni di dure battaglie gli è stata concessa una strettissima banda sul satellite, costosissima e tecnologicamente superata. Cuba ha creato invece al proprio interno una rete di fibra ottica da fare invidia ai paesi più evoluti ma che non può essere sfruttata per l’impossibilita di accedere all’esterno in maniera decente. Queste poche possibilità di cui si dispone vengono utilizzate al meglio privilegiando i servizi pubblici, le scuole, gli ospedali, i centri di ricerca mentre ai cittadini viene offerto un servizio gratuito attraverso i Club de Computaciòn dove vengono istruiti ogni anno migliaia di giovani, cittadini ed anziani all’uso delle tecnologie informatiche. La scienza informatica cubana è tra le più avanzate dell’area. Per smascherare lo sporco gioco messo in atto dalla Sanchez e da suo marito basterebbe leggere l’intervista di Salim Lamrani, professore dell’Università Sorbonne-Paris IV e dell’Università Est Marne-la-Vallée di Parigi e giornalista francese, specializzato nelle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti. Malgrado il garbo dell’intervista la Sanchez viene ignobilmente smascherata e svergognata.


Sorvolo sulla presenza alla trasmissione di Gordiano Lupi, presunto scrittore ma invitato solo per il suo acredine anticubano che ha rimediato figuracce ridicole ogni qualvolta ha dovuto confrontarsi con persone con un minimo di conoscenza della realtà cubana, così come poco afferrato in materia si è visto il giornalista del Corriere di cui mi sfugge il nome. La presenza del solo Vattimo in qualità di difensore di Cuba si è limitata a sostenere innegabili linee di principio ma l’esime professore non è certo la figura con le competenze necessarie a controbattere le vergognose tesi sostenute nella trasmissione-farsa.


Avrei molto altro da dire in proposito, e altrettanto mia moglie, cubana residente in Italia da decenni, che dopo avere assisto in questi ultimi mesi ad un susseguirsi di aggressioni tanto menzognere contro il suo paese mentre si sorvola sullo scempio che i cittadini italiani sono costretti a vivere nell’assoluta indifferenza dei media e di chi dovrebbe difenderli, insiste perché abbandoniamo il paese anche se ci mancano ancora qualche anno per raggiungere la pensione. Per lei, e pure per il sottoscritto, vivere in quest’inferno senza più vie d’uscita è diventato non più sopportabile, perciò stiamo preparandoci al trasferirci definitivamente sull’isola dove regnano pace, amore, solidarietà, allegria e voglia di vivere, magari rinunciando all’ultimo modello di telefonino, ai vestiti firmati ed a tutte le fesserie utilizzate dal nostro sistema per svuotare le menti e riempirle di quello che lei chiama basura, cioè spazzatura.


Vorrei chiudere questo scritto invitandola ad un gesto di orgoglio professionale, cioè dedicare una trasmissione riparatoria condotta da persone libere che amano Cuba e che sono in grado di descrivere la realtà cubana con spirito di affetto e di fratellanza come meritano Cuba ed i cubani, non fosse altro per gli immensi servigi resi con la loro abnegazione, la loro intelligenza ed i loro valori all’umanità intera.


Posso sperare nel suo ravvedimento prima di lasciare il mio disgraziato paese passato in pochi decenni da uno dei luoghi più vivibili al peggiore in assoluto?


Con molta amarezza da un cittadino che ha creduto e lottato per un paese migliore e che ora ha deciso di gettare la spugna di fronte all’evidenza di una realtà non più recuperabile alle esigenza di una vita serena come ci si merita."

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