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lunedì 31 ottobre 2011

Lettera aperta a Matteo Renzi


Renzi, non è che ti sei lasciato contagiare dalle idee della destra? Sii solidale con Bersani, Vendola, Di Pietro, anzichè contrastarli, perchè solo con i valori della sinistra è ancora possibile salvare questo Paese dal caos della povertà o dal giogo della schiavitù. Ma bisogna essere uniti. Tu invece di unire il PD, che fai? Lo dividi ulteriormente. Renditi conto che in questa fase critica della nostra storia patria, o ci salviamo tutti o non si salva nessuno.

Lasciatelo dire, il tuo più grande difetto è che parli troppo e spesso senza prima aver riflettuto bene su quello che dici. Fuori dai denti, non mi sono piaciuti i tuoi attacchi da Giamburrasca a Bersani. Forse vuoi prendere il suo posto? Uno come te, così giovane e già così sicuro di sè, uno che non riesce a tenere a freno la lingua, che divide invece di unire, che invece di appoggiare l'unica leadership ufficialmente condivisa, quella di Bersani, nella causa comune di spodestare l'attuale governo e contribuire a creare una vera e credibile alternativa, rischia solo di creare l'ennesima frattura interna, una fronda alla Robespierre in un partito già abbastanza diviso. Mi ricordi un po' un altro politico disgregatore, l'ex premier inglese Blair, che da brillante leader laburista si trasformò nel peggiore sostenitore dei piani scellerati della destra americana di Bush.

Attento, perchè gli elettori non sono stupidi e sanno che da uno che si comporta come te ci si può aspettare di tutto, anche un improvviso voltafaccia, magari in nome dell'ennesima, inutile, quanto costosa rottamazione. Un vecchio da rottamare c'è già e si chiama Berlusconi. Dovresti tenerlo a mente e dare manforte in questa battaglia sotto i valori comuni della sinistra, invece di pensare alla carriera, puntando nascostamente alla leadership del PD. Forse non ti senti adatto a fare il gregario e il ruolo ti va stretto? Lo posso capire. Ma allora, se è così, forse è meglio che esci dalla politica e fai l'imprenditore, perché la politica è innanzitutto servizio e il problema della leadership è un falso problema anacronistico. Non ti sei mai accorto che chi comanda veramente sta nell'ombra? Che i veri potenti non sono mai quelli che appaiono sui palchi? Vedi Obama per esempio, che pur essendo il Presidente degli Stati Uniti non ha quasi alcun potere contro le lobbies che siedono al Congresso...

Insomma, dai l'impressione di essere più fumo che sostanza. Se continui così il consenso dei giovani te lo giochi, soprattutto di quelli più autenticamente indignati, i loro voti non li raccoglierai mai. Perchè loro sono su un'altra lunghezza d'onda, guardano alla sostanza: scuotono le mani in alto per esprimere assenso e in basso per disapprovare, raccolgono le frasi dalla viva voce dello speaker e le ripetono affinchè le senta anche chi è distante. E' questa la nuova era, non quella del capitalismo e della competizione a cui tu sei legato. Prendi coscienza che forse quello che sta indietro sei tu e che la tua è solo una battaglia personale. Sei sicuro di non essere tu quello fuori dal tempo e non Bersani?

domenica 30 ottobre 2011

Renzi e l'ideale della competizione


Si è conclusa sul palco della stazione Leopolda a Firenze la kermesse di interventi organizzata dal sindaco Matteo Renzi, denominata 'Big Bang'. Un'iniziativa senz'altro lodevole, quella di Renzi, di apportare contributi e idee nuove al dibattito politico all'interno del centro-sinistra, nel tentativo di sbloccare questo PD allo stallo.

Tuttavia caro Renzi - permettimi di darti del tu, visto che sei di qualche anno più giovane di me - devo dire che il tuo discorso finale mi ha convinto solo a metà. Ad esempio sono d'accordo con te sull'idea di un sistema pensionistico contributivo per tutti, e non solo per le nuove generazioni (ancora più giusto se retroattivo); sono d'accordo anche sulla lotta alla burocrazia; invece non sono d'accordo sul tuo discorso di elogio alla competizione, forse perchè non hai accostato a questa parola un aggettivo a mio avviso necessario, che è quello di 'sana'. Questo punto lo ritengo un errore di partenza grave da parte tua.

Spero accetterai questa mia critica. Tu ti consideri moderno e innovativo, idolatri la meritocrazia e vuoi rottamare la vecchia classe politica del PD. Eppure sembra che non hai capito una cosa importante: che l'ideale della competizione ha fallito, soprattutto in campo economico. Quello che manca è invece una solidarietà vera a tutti i livelli, nel rispetto delle differenze e dei talenti di ognuno. Nessuno vuole affossare il talento, ma non è la competizione lo strumento adeguato per farlo emergere, bensì l'educazione, il desiderio di esprimere appieno se stessi e la voglia di dare il proprio contributo al progresso dell'umanità. Sarai pure diventato pragmatico facendo il sindaco, ma permettimi di dire che da questo punto di vista, quello degli ideali, sei un po' indietro a Bersani. A seguito della crisi attuale hanno fallito gli Stati, ma chi ci ha perso di più sono state le persone, la loro qualità di vita in senso ampio, non solo economico.

Non è più tempo, caro Renzi, d'essere l'un contro l'altro armati, fa un passo ulteriore anche tu, segui l'unica onda che va nella giusta direzione, quella del movimento degli Indignati. Hai visto che il sistema si è ritorto su se stesso per l'avidità di pochi, quelli che tu forse chiameresti i vincenti. Ma quando la competizione è portata alle estreme conseguenze, è questo ciò che succede, che qualcuno guadagna posizioni di potere esorbitanti a discapito di altri, quelli che non hanno potuto o semplicemente non hanno voluto seguire la via dell'arricchimento. Questo potere acquisito ora i potenti della terra non lo cederanno tanto facilmente. Al momento attuale a governare il mondo sono una decina di organizzazioni superricche che si sono ulteriormente arricchite attraverso la crisi che hanno provocato. Dirai, hanno giocato sporco, i governi non hanno vigilato sul rispetto delle regole. No, le regole le hanno rispettate, solo che questi si sono infilati nelle pieghe di esse. Non è possibile regolamentare tutto, ci vuole innanzitutto etica. Nella tua ottica, questi signori potrebbero trovare una giustificazione, perchè sono stati più bravi e più furbi di altri, e invece non ce l'hanno! Questa è la disegualianza insita nell'ideale della competizione che tu tanto ami. Quando c'è di mezzo il denaro tutto diventa spazzatura.

Nessuno vuol mettere in discussione la tua intelligenza, affossare il tuo talento, ma l'ottica nuova è in fondo quella vecchia, la vera rivoluzione è mettere le proprie capacità al servizio della comunità gratuitamente, se si dà si riceve. E chi da di più ovviamente riceve di più. Anche la casalinga che cucina in casa ha a suo modo talento, tutti ne hanno uno, non dimenticarlo. D'altronde la politica, il tuo campo d'attività, è per eccellenza servizio alla comunità e queste cose dovresti saperle, sempre che anche tu non sia stato contaminato in questi anni dall'edonismo ambizioso ed egocentrico di Berlusconi. Non credo sia così, ma se fosse, stai sbagliando tutto.

Se invece intendevi, nel tuo discorso, una meritocrazia di tipo intellettuale, allora ti dò ragione. Se è questo il tipo di competizione che perori, tuttavia forse dimentichi che essa non ha nulla di innovativo, è esattamente quello che avveniva nell'ex-Unione Sovietica, patria di innumerevoli geni, è quello che sta avvenendo nella civile e socialista Cuba e, in parte, nella Cina di oggi. Insomma, senza ideali di egualianza, senza la messa in discussione netta del capitalismo, una società globalizzata come quella attuale non va da nessuna parte, anzi va dritta dritta verso il baratro.

Matteo-Renzi-Big-Bang-discorso-finale-2-di-3



Terza parte: http://www.youtube.com/watch?v=CekiJ9L8Iqo
Prima parte: http://www.youtube.com/watch?v=oGlAbyvZjuM

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