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mercoledì 6 aprile 2011

Consigliera della Provincia di Bolzano: «Non mi sento italiana, lasciateci liberi»

Eva Lotz in un'intervista al Giornale: «E non lo divento perché ho la carta d'identità e il passaporto della vostra Repubblica»

BOLZANO - «Io non sono italiana. Come posso sentirmi ciò che non sono? Non divento italiana perché ho la carta d'identità e il passaporto della vostra Repubblica. Sono una tirolese di madrelingua tedesca e di provenienza austriaca costretta a essere italiana».

Eva Klotz, consigliera della Provincia autonoma di Bolzano del Sudtiroler Freiheit (Libertà Sudtirolese), getta nuova benzina sul fuoco delle polemiche sull'Unità d'Italia, in un'intervista al Giornale. Klotz spiega di volere per il Sud Tirolo «un futuro senza Italia», ammettendo di pensare di arrivarci «con un referendum per l'autodeterminazione, come previsto dal Patto internazionale sui diritti civili e politici adottato dall'Onu nel 1966 e ratificato dall'Italia nel 1977».

«Non sono né colonialista né sciovinista - aggiunge - Ma Roma non ci imponga ciò che dobbiamo o non dobbiamo fare. Ci lasci liberi». «Il senatore a vita Francesco Cossiga - continua - nel 2008 aveva presentato un disegno di legge costituzionale per l'autodeterminazione del Sud Tirolo che prevedeva quattro possibilità: restare con l'Italia, andare con l'Austria, andare con la Germania, creare uno Stato indipendente. Qualora il popolo avesse deliberato di costituirsi in Stato indipendente o di chiedere l'annessione all'Austria o alla Germania, le forze armate e le Guardia di Finanza sarebbero state obbligate a lasciare entro 48 ore il territorio del Land Sudtirol, così aveva immaginato Cossiga».

«Io sono per l'annessione allo Stato federato del Tirolo, quindi all'Austria, con capitale Innsbruk - prosegue - Era il sogno di mio padre. Ma, per come stanno le cose, prevedo che si andrebbe al ballottaggio fra l'Italia e un Sud Tirolo indipendente. In tal caso, ovvio che opterei per il secondo». Figlia di Georg Klotz, morto in Austria il 24 gennaio 1976 dopo quasi 15 anni di latitanza, Eva ha una treccia di capelli lunga un metro. «Non mi taglio i capelli dal 1952 da quando mio padre mi rapò a zero - dice - Mi sequestrarono anche il quaderno con le ultime parole scritte da lui: c'erano solo quelle». Quanto all'amicizia con la Lega, Klotz chiarisce di aver «interrotto» i rapporti con Umberto Bossi: «Il Sud Tirolo non poteva assolutamente essere incluso nella Padania, come il leader della Lega aveva proclamato. Né schiavi di Roma, né di Milano».


(28 Marzo 2011, Fonte)

mercoledì 16 marzo 2011

Ora più che mai c'è bisogna di unità

¡EL PUEBLO UNIDO JAMÁS SERÁ VENCIDO!

La Unidad es condición de la Victoria... La canción de Quilapayun con imágenes de Oaxaca y del Movimiento que encabeza López Obrador.
Viva el comunismo y la libertad!

venerdì 25 febbraio 2011

Pirata, massone, anticlericale, condannato a morte in contumacia in Francia e poi fuggito in Brasile...Chi è?


"[...] Nel dicembre del 1833 si arruolò nella marina piemontese per sobillare e per praticare la propaganda della setta tra i marinai savoiardi. Nel 1834 tentò un'insurrezione a Genova contro il Piemonte; scoperto riuscì a fuggire in Francia. Processato in contumacia a Genova, fu condannato a morte per alto tradimento dal governo piemontese. Nel 1835 fuggì in Brasile, considerato una specie d'Eldorado dagli emigranti piemontesi che in patria non trovavano lavoro, ed erano tantissimi [...]".

Francia, Brasile, condanna in contumacia...Non vi ricorda un certo Battisti?
Nient'affatto, si tratta del generale Giuseppe Garibaldi, condottiero, padre della patria, colui che contribuì in maniera determinante all'Unità d'Italia. Il nostro eroe nazionale infatti non era certo un santo, anzi era un convinto anticlericale, un massone e un pirata. Aiutò i colonialisti inglesi in Sudamerica contro l'asse Spagna-Chiesa, tanto che successivamente la massoneria inglese gli rese il favore finanziando profumatamente la sua spedizione dei Mille.

"[...] Garibaldi non era alto, era biondiccio e pieno di reumatismi, camminava quasi curvo e dovevano alzarlo in due sul suo cavallo. Portava i capelli lunghi, si dice nel sud, perché violentando una ragazza questa gli staccò un orecchio. Questo signore non era un eroe; oggi lo si chiamerebbe delinquente, terrorista, mercenario [...]. Nel 1833, durante un viaggio a Taganrog ebbe modo di conoscere dei rivoluzionari che lo affascinarono all'idea della fratellanza umana ed universale e all'abolizione delle classi, idee che si rifacevano al Saint Simon. Cominciò, pertanto, a pensare all'idea dell'unificazione italiana da realizzare con l'abbattimento di tutte le monarchie allora dominanti e la fondazione di una repubblica. Accrebbe codesta convinzione quando incontrò Mazzini nei sobborghi di Marsiglia e, affascinato dalle idee del genovese, si iscrisse alla setta segreta "Giovine Italia [...]. Fra i 28 e 40 anni Garibaldi visse come un corsaro ed imitò i grandi pirati del passato assaltando navi, saccheggiando [...]. Nel 1844, a Montevideo iniziò la sua vera carriera di massone dopo l'iniziazione avuta con l'iscrizione allaGiovine Italia del Mazzini.[...]. La carriera massonica di Garibaldi culminò col 33°gr. ricevuto a Torino nel 1862, la suprema carica di Gran Hierofante del Rito Egiziano del Menphis-Misraim nel 1881.[...]. Il mito di Garibaldi finisce quando si apprende che la spedizione dei Mille fu finanziata dalla massoneria inglese con una somma spaventosa di piastre turche equivalenti a milioni di dollari in moneta attuale (2). Con tale montagna di denaro poté corrompere generali, alti funzionari e ministri borbonici, tra i quali non pochi erano massoni. Come poteva vincere Francesco II, se il suo primo ministro, Don Liborio Romano era massone d'alto grado? [...]"

A pochi giorni dai festeggiamenti per i 150 anni dall'Unità d'Italia e dall'inevitabile retorica che ne seguirà, non mi sembra inutile portare alla luce la nuda e cruda verità della storia, per riflettere anche sugli aspetti più contraddittori e scomodi che si porta dietro. Come spesso avviene in Italia, siamo di fronte all'ennesimo bivio imposto dal teorema di Macchiavelli, ovvero se il buon risultato ottenuto faccia dimenticare i discutibili mezzi usati.
D'altra parte gli italiani si sono sempre riconosciuti in personaggi mezzi eroi e mezzi banditi, lo si vede anche oggi chiaramente nel consenso che riscuote il nostro premier!

(Citazioni da: Giuseppe Garibaldi, "padre della patria")

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