martedì 9 aprile 2013

D'ACCORDO A NON APPOGGIARE QUESTO PERVERSO MODELLO DI DEMOCRAZIA PARTITOCRATICA!


Ma il nostro Parlamento conta ancora qualcosa o no? Siamo ancora una democrazia parlamentare o i partiti si mettono d'accordo su tutto a priori? Il M5S giustamente rifiuta con fermezza questa pessima prassi che si è consolidata nel corso dei governi Berlusconi.
Perche' in Parlamento non si comincia invece a lavorare, mettendo subito ai voti le proposte di cambiamento che sono sul tavolo e che il paese si aspetta? Perchè si continua a perdere tempo? Mentre la povera gente si suicida, loro, PD e PDL in primis, sembrano concentrarsi sulla solita spartizione di poltrone, dalla candidatura del prossimo sindaco di Roma a quella del prossimo Capo dello Stato. E come volevasi dimostrare, già si prospetta una possibile alleanza PD-PDL...Perchè non si comincia invece a discutere in Parlamento sulle possibili soluzioni, creative, alternative, per far uscire il paese da questa immane crisi? Perchè da noi la politica si deve sempre ridurre a lotta di potere? E questi dovrebbero farsi interpreti del cambiamento? Non lo faranno mai, l'unica cosa che conta per loro è il potere, non lo avete ancora capito?

Sappiamo tutti che il paese è fallito e che le risorse sono poche, ma ci sono tante cose che si possono fare subito e a costo zero, il M5S lo ripete da tempo. Si cominci subito a dare alcune risposte concrete agli italiani...La situazione è d'emergenza, smettete quindi di beccarvi inutilmente in tv e votate affinchè si sblocchi la situazione, si voti per mettere da parte per un attimo quella regola della Costituzione che ha creato questo stallo. Un po' di creatività, che diamine! Certo, se il PD avesse appoggiato un Governo a 5 stelle le cose sarebbero cambiate piu' in fretta: Grillo infatti sembra essere l'unico ad avere una visione chiara di cambiamento, consapevole che col debito pubblico che abbiamo ci aspetta un decennio di sacrifici ma che allo stesso tempo ci sono cose chiamate condivisione delle risorse pubbliche, miglioramento dell'ambiente, solidarietà che possono farci attraversare questo guado col sorriso invece di suicidarci, evitando allo stesso tempo di cadere nell'abisso del fascismo o ancor peggio della guerra civile.

sabato 16 marzo 2013

Continuano a non capire


 di Angelo Libranti

Pd, Pdl e Monti (che insieme hanno il 70% dei voti) votano scheda bianca per le presidenze delle Camere. Tecnicamente, è un 8 settembre...

Quando anche il PD, partito di maggioranza reduce dal ridimensionamento elettorale, dichiara come il finanziamento pubblico sia indispensabile alla vita del partito stesso, vuol dire ignorare completamente e volutamente cosa passa nella mente dell’italiano medio, esasperato già di suo.
Contestualmente la pubblicazione, su Dagospia, del dossier riguardante la struttura tecnico-amministrativa del partito che fu di Gramsci, incattivisce gli animi di chi fatica a conciliare il pranzo con la cena.
Praticamente è stato pubblicato l’organigramma completo del partito, con i nomi dei relativi responsabili e degli impiegati addetti ai vari settori, con tanto di emolumento segnato a fianco. In totale, per circa 300 persone, impiegate dalla macchina burocratica del PD, servono dodici milioni e mezzo di euro all’anno, ai quali si aggiungono nove milioni e mezzo provenienti dal solo gruppo parlamentare della Camera.
Moltiplichiamo questa cifra per il numero dei partiti e partitini presenti nel Parlamento, anche se non a tutti vengono regalate queste somme, ed abbiamo il quadro completo dell’ingrossamento di fegato dell’elettore italiano.
Non c’è nulla da fare; non sono serviti i vari appelli, le firme, ed un referendum abrogativo, a far desistere i partiti dall’applicare questa tassa dissanguante e neanche il calo vistoso degli elettori, schifati da certi comportamenti deplorevoli.
I partiti vanno avanti come i cavalli con i paraocchi, verso il muro del dissenso.
Ci si balocca con i conflitti di interessi, con i matrimoni gay, con la richiesta di leggi anti violenza, come se quelle già esistenti non bastassero e si tratta per accordi ed intese di potere, invece di seguire la volontà popolare, ignorata del tutto.
Poi ci si chiede da quale ideologia vengono Grillo e i suoi sostenitori.
Occorre venire incontro alle concrete richieste dell’elettore e parlare chiaro dI conseguenza, senza fumosi  discorsi sulla “riduzione” del finanziamento ai partiti, quella definitiva delle auto blu, e quella sul  numero eccessivo delle  province e di tanti enti, piccoli e medi, legati a questo o quel partito, finanziati a vario titolo e tutte prive di utilità pubblica.  Inoltre occorre cambiare linguaggio e spogliarlo di inutili orpelli, quali “alzare il livello della moralità”, “rendere sobria la politica”, “assicurare il lavoro ed una vita dignitosa”, tutte locuzioni da prima repubblica utili solo a riempire la bocca di chi le pronuncia.
E’ finito il tempo delle chiacchiere per iniziare quello dei fatti concreti, passata la “paura del comunismo” e quella dell’attaccamento alle ideologie, gli italani vogliono vivere meglio e con soddisfazione, pronti a votare chi offre di più con garanzia di risultati; mettere la testa sotto la sabbia o guardare il cielo urlando alla luna non paga più.
Stesso discorso con la magistratura ed i suoi comportamenti invasivi, nel bene e nel male, nella società. Alcuni giudici entrano prepotentemente nelle nostre case e cambiano, sbagliando in modo clamoroso, la nostra vita. Non pochi giudicano secondo l’opportunità politica e mai come ora le considerazioni sulla loro professione siano scese così in basso.
Qualcosa cambia, o cambierà. Non era mai successo che un centinaio di parlamentari protestassero, pure silenziosamente, in un Palazzo di Giustizia ed è auspicabile scendere in piazza per una protesta corale, in previsione di massicce presenze di cittadini inferociti, non per difendere le istanze di uno, ma per fatto personale in quanto hanno provato sulla propria pelle sentenze discutibili da parte di magistrati di tribunali civili e penali, del lavoro, delle commissioni tributarie ed anche dei giudici di pace, che hanno regolato e regolano inesorabilmente i ritmi della nostra vita.
I tempi sono maturi; basta fingere di non capire, occorre cambiare ed i segnali ci sono tutti.


Fonte:  thefrontpage.it

Il potere ha bisogno di rane bollite

Una rana cade in una pentola d’acqua bollente, e subito schizza via.
Un’altra entra in una pentola di acqua fredda. Qualcuno accende un piccolo fuoco sotto la pentola. La rana si gode il tepore dell’acqua che via via si scalda... via via... gradualmente  sempre più... finché muore bollita...
Il suo sistema di difesa non è tarato per salvarla da una simile e rarissima evenienza.

Come le rane, noi, esseri biologici, siamo tarati per rispondere ad attacchi e pericoli fisici evidenti e improvvisi. Il nostro sistema di difesa, programmato da milioni di anni, reagisce in modo automatico. Abbiamo anche imparato a reagire ad alcuni pericoli meno evidenti, ad aggressioni meno palesi, ad attacchi meno espliciti, anche solo a livello psicologico, provenienti da altri esseri umani. E stiamo ancora imparando. Ma mentre stiamo imparando, chi intende attaccare, opprimere, sottomettere, sta creando sempre nuove forme più sottili, più striscianti di prevaricazione.

E da chi possono arrivare questi attacchi? Solo da avversari, competitori, nemici esterni? Solo da persone che non ci vogliono bene? No, gli attacchi più pericolosi arrivano proprio dall’ombra delle persone che ci amano, che crediamo che ci amino, che credono di amarci. Perché questi attacchi, mischiati all’amore, sono molto difficili da riconoscere nella loro vera natura.

Tutte le barriere nella comunicazione sono equivalenti aggressivi. La loro funzione è quella di tenere l’altro a distanza, impedire l’intimità, impedire all’altro di esprimere se stesso, sottometterlo. In una parola: acquisire controllo e potere.

Il potere (dominio) è il contrario dell’amore: il potere separa, divide, manipola, cerca di sottomettere e asservire ai propri bisogni e desideri.

In passato, l’uomo esercitava il potere in famiglia. Era un fatto chiaro e palese, come era chiaro che i padroni comandavano e i servi o gli schiavi obbedivano.
Poi sono arrivati la democrazia, i diritti umani, la parità tra i sessi, la libertà di pensiero...

Ma il potere non è cambiato. L’Ego non è cambiato. Ha solo cambiato volto, in politica, in economia, nelle relazioni quotidiane. Da palese è diventato strisciante.


Oggi in Italia non è in corso un colpo di stato, ma, come avvisano Umberto Eco e Roberto Saviano (v. pdf),  uno striscio di stato. Pian piano, come rane bollite, gli italiani stanno dando il consenso a perdere le loro libertà, e tra queste la più preziosa: quella di pensare, ragionare con la propria testa, discernere tra chi si batte per il bene comune e chi si occupa di favorire i beni privati, cioè i beni che vengono sottratti ai più e consegnati alle minoranze che comandano.

E come avviene questa rivoluzione? Con piccoli passi, ognuno dei quali non sembra sconvolgente ai più. La maggioranza non se ne accorge. L’opposizione non sa fare il suo mestiere, che è quello di convincere la maggioranza che ha torto.

Ma queste cose non accadono solo in politica, che è il luogo dello scontro. Avvengono anche in famiglia, tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra amici, tra conoscenti, tra persone che si vogliono bene. E’ difficilissimo trovare amore puro, totale, disinteressato. Dove fiorisce questo tipo di amore, che è l’unico vero, prolificano la gioia dell’essere, l’entusiasmo, la piena vitalità. Quante persone entusiaste, vitali, gioiose conoscete?

 
Il potere non ha "potere" sulla felicità.

L’amore è quasi sempre mescolato al potere, e il potere pian piano erode l’amore, e con esso la possibilità di essere davvero felici, qualunque cosa accada, perché quando siamo davvero felici, stiamo realizzando ciò che vuole la nostra anima.

Quando il potere erode l’amore, a piccoli passi, senza farsene accorgere, consegna le persone coinvolte ad una strisciante infelicità, cioè alla paralisi e alla morte dell’anima, che fa la fine della rana bollita. Senza accorgersene, senza dare il proprio consenso, ci si trova così a sprecare ciò che abbiamo di più prezioso come esseri umani. Così, in cambio di un po’ di sicurezza e di una manciata di comode abitudini, molte persone tradiscono se stesse e si consegnano alla depressione comune.

Leggendo Aristotele, si può dire che la felicità sia un dovere etico. Perché chi è davvero felice sparge semi di felicità intorno a lui. E che cosa altro può desiderare un essere umano?

Mentre chi non è felice, sparge semi di infelicità, pian piano distrugge le relazioni a cui partecipa, mistificando e facendo pesare ad altri il suo stato, ponendo sulle spalle altrui pesi che sono solo suoi.


(tratto da: U. Galimberti, Miti del nostro tempo - novembre 2009)

Fonte:  mauroscardovelli.com

venerdì 15 marzo 2013

Quinto Potere

Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l'ha vive con la paura di perderlo. Il potere d'acquisto del dollaro è zero. Le banche stanno fallendo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il banco, i teppisti scorrazzano per le strade e non c'è nessuno che sappia cosa fare e non se ne vede la fine. Sappiamo che l'aria ormai è irrespirabile e che il nostro cibo è immangiabile. Stiamo seduti a guardare la TV mentre il nostro telecronista locale ci dice che oggi ci sono stati 15 omicidi e 63 reati di violenza come se tutto questo fosse normale, sappiamo che le cose vanno male, più che male. È la follia, è come se tutto dovunque fosse impazzito così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: "Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma... ma lasciatemi tranquillo!" Beh, io non vi lascerò tranquilli. Io voglio che voi vi incazziate. Non voglio che protestiate, non voglio che vi ribelliate, non voglio che scriviate al vostro senatore, perché non saprei cosa dirvi di scrivere: io non so cosa fare per combattere la crisi e l'inflazione e i russi e la violenza per le strade. Io so soltanto che prima dovete incazzarvi. Dovete dire: "Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore!" Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l'apriate e vi affacciate tutti ed urliate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!"[1]. Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare. Dovete dire: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!" Allora penseremo a cosa fare per combattere la crisi, l'inflazione e la crisi energetica, ma Cristo alzatevi dalle vostre sedie, andate alla finestra, mettete fuori la testa e ditelo, gridatelo: "Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!".
[...] Attualmente, c'è da noi un'intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla TV. La TV è la loro Bibbia, la suprema rivelazione. La TV può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La TV è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio, e poveri noi, se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati e quindi poveri noi che Edward George Ruddy è morto. [...]. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni e giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere. Quindi se volete la verità andate da Dio, andate dal vostro guru, andate dentro voi stessi, amici, perché quello è l'unico posto dove troverete mai la verità vera.

(frasi di Howard Beale, dal fim "Quinto potere" del 1976)

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