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sabato 28 maggio 2011

La scelta di Saviano

Come si schiereranno i 'napoletani famosi' al ballottaggio? Voteranno Lettieri o De Magistris? Uno tra questi, lo scrittore Roberto Saviano, che a Napoli c’è nato e che a Napoli vorrebbe tornarci, in una lettera pubblicata l'altroieri su La Repubblica, scrive:

"Spero di poter un giorno, dopo questi anni di lontananza forzata, tornare a Napoli, in una Napoli nuova. Ma se dovessero vincere i vecchi, i soliti poteri, se dovesse prevalere l’asse Lettieri-Cosentino, questo non accadrà.

[...] Deve essere chiaro a tutti, indipendentemente da quale sia l’idea politica di chi oggi vota a Napoli, che la candidatura di Gianni Lettieri rappresenta la continuità con la gestione di Nicola Cosentino. Non è solo il rapporto di vicinanza o il fatto che il candidato sindaco si presenti accompagnato da “Nicola o’ Mericano”, come lo chiamano a Casal di Principe. Ma la continuità tra i due è espressa dal programma, dal linguaggio, dalle posizioni sulle questioni economiche e amministrative del territorio.

Sa di essere una pistola puntata alla tempia dell’esecutivo. In mano sua ci sono molti voti facili, quelli dell’economia del cemento, dei muratori, dei geometri, dei capimastri, dei carpentieri e delle betoniere, di tutti coloro che senza appalti non vivono. Voti preziosi per il governo, per tamponare le perdite avute altrove. E poi il potere più prezioso: i rifiuti."

lunedì 7 marzo 2011

Saviano, equilibrista per contratto?


Premetto che sono contento della scelta di Roberto Saviano di cambiare finalmente editore, da Mondadori a Feltrinelli, per l'uscita del suo ultimo libro "Vieni via con me". Infatti la "filosofia" aziendale di Giangiacomo Feltrinelli, oggi si direbbe la "mission", quando fondò la casa editrice milanese era: "Cambiare il mondo con i libri, combattere le ingiustizie con i libri".

Tuttavia Saviano oggi ha detto che: "La vera rivoluzione è fare bene il proprio lavoro". E in parte sono d'accordo. Ma agli altri meno fortunati, ai disoccupati, non pensa? Perchè non pensa anche alle tante persone comuni, non soltanto ai mafiosi o agli eroi, che, in questo paese fallito, un lavoro nemmeno ce l'hanno? Caro Saviano, tu ormai sei diventato un personaggio pubblico e hai delle responsabilità... Invece noto che usi la tua notorietà soprattutto per vendere il tuo ultimo libro...

Niente di male, se non fosse che nel frattempo si sta consumando una tragedia nel nostro paese. Ma ti sei reso conto che c'è una buona parte di italiani che ovunque si volgano, a sinistra, a destra o al centro, alla fine lo prendono sempre in quel posto? Ti sei accorto che in Italia c'è una casta di politici, pseudo-intellettuali, banchieri e imprenditori, tutti schifosamente ricchi, che ha preso possesso, direttamente o indirettamente, del Parlamento italiano? Che si è creata una specie di oligarchia alla Putin, composta da affiliati o cooptati politici, in combutta col potere berlusconiano?...Al punto che non mi stupirei se qualche magistrato fanatico un giorno si svegliasse con l'idea di accusare questa casta di alto tradimento nei confronti dello Stato e dell'interesse nazionale...

Conseguenza è che il cittadino non sa più dove sbattere la testa per vedersi rappresentato, perchè vede che coloro che dovrebbero difenderlo, invece sono quasi tutti sostanzialmente d'accordo nel calpestare i suoi diritti più elementari, quei diritti che dovrebbero rappresentare il bene supremo di un paese civile, i diritti dei lavoratori, dei giovani, dei disoccupati, degli immigrati, dei disabili, dei più deboli in genere. Addirittura la Chiesa si è resa complice di questa situazione, occupandosi unicamente di ottenere, da questo governo corrotto, dei privilegi per sè. L'unica strada allora è la rivoluzione, altro che fare bene il proprio lavoro. Il 30% dei giovani non ce l'ha neanche un lavoro, mentre il 9% degli italiani è ufficialmente disoccupato (ma in realtà sono molti, ma molti di più).

La verità è che tu non vuoi entrare in politica per non perdere i tuoi privilegi di scrittore "super partes", perchè sei costretto a vivere in permanente equilibrio, perchè l'editore dei tuoi libri è stato fino a poco tempo fa Mondadori che è, come tutti sanno, la casa editrice di proprietà di Marina Berlusconi. Insomma anche tu hai usato la porta privilegiata del potente di turno per diventare un famoso scrittore, per trasformare il tuo personaggio in un simbolo della lotta alla mafia...Ma anche il potere ha usato te, in parte, comprandoti e recludendoti la strada verso posizioni politicamente schierate e più radicali. Scelta rispettabile questa tua di startene fuori dai giochi politici, nulla da eccepire, anche perchè, altro che fango, entrando in politica rischieresti probabilmente la vita. Sono sicuro che ci avrai riflettuto a lungo, ti sarai informato bene, avrai approfondito la storia del nostro paese, ne sono certo, visto che per difenderti hai dovuto studiare bene la mafia. E forse hai ragione tu: destra e sinistra alla fine si equivalgono e occuparsi di politica in questo paese, come ovunque, è una perdita di tempo. Meglio tenersi occupati in un lavoro e farlo bene. Ma che mi dici di quelli che si spaccano la schiena e sono sfruttati? Solo per loro, potresti risparmiarti certe dichiarazioni sdolcinate. Per rispetto di quei "deboli" che più soffrono la situazione di ingiustizia sociale che si è venuta a creare nel paese, e che magari si aspetterebbero parole più forti e di esplicita denuncia da parte tua. Insomma, dai l'impressione netta di volertene stare fuori dalla mischia, fuori dalla realtà, di non volerti impegnare troppo in un analisi lucida e netta delle dinamiche globali oggi in atto. Eppure avresti tutte le potenzialità per farlo.

Sono in tanti ormai ad essere alla frutta in Italia, direi la maggioranza. La gente si è riconosciuta in te, nella tua battaglia di civiltà, ti ha stimato per quello che hai scritto e per il tuo coraggio nella lotta alla mafia... Ma così li deludi. La verità è che anche tu ormai sei un ingranaggio del potere e cerchi di rimanere in equilibrio senza voler realmente cambiare le cose, come evidentemente anche il tuo amico Fabio Fazio. Voi in fondo siete dei privilegiati e non vi rendete conto a pieno della disperazione, del senso di impotenza di chi vive nel fango vero, quello della povertà, e ci sta già da un pezzo, quella gente comune che in poco più di un decennio ha visti dimezzati i propri diritti, quelli sanciti dalla Costituzione e dal buon senso; e questa povertà riguarda ormai, a occhio e croce, oltre il 50% della popolazione italiana.

mercoledì 17 novembre 2010

Agenzia investigativa antimafia conferma infiltrazioni mafiose al nord

Un rapporto dell'agenzia investigativa antimafia ha confermato l'esistenza di infiltrazioni mafiose al nord, soprattutto in Lombardia, checchè ne dica Maroni.

Condivido al 100% quello che scrive Metilparaben. Maroni dovrebbe smetterla di "farsi bello" politicamente con gli arresti dei mafiosi. A parte il fatto che il merito va casomai a Polizia e Carabinieri e non alla Lega. Ma poi la mafia non è quel monolito che crediamo, è fatta di tante bande e magari quei mafiosi che sono stati arrestati appartenevano ad una banda contrapposta alla 'ndrangheta che, come dice Saviano e come conferma un recente rapporto dell'agenzia investigativa antimafia, si sarebbe infiltrata nelle file del "feudo" leghista al Nord, soprattutto in Lombardia. D'altra parte il denaro mafioso non ha colore nè odore e neanche i leghisti, benchè dotati di buon naso, non penso siano ancora arrivati a riconoscere il denaro sporco dall'odore.
Quindi, al di là della superbia di Maroni, è del tutto evidente che i leghisti alleandosi con Berlusconi, si sono dimostrati particolarmente avidi di denaro e di potere, per cui l'indignazione del Ministro lascia il tempo che trova perchè ha più il sapore di una mossa politica ipocrita che non quello di una legittima smentita di fronte ad una menzogna. Ricordiamoci, ad esempio, che la Legge Bossi-Fini vincola la permamenza degli stranieri sul nostro territorio al possesso delle risorse economiche adeguate, come dire non importa chi sei, basta che hai i soldi, da dove provengano poi non ci interessa. E da qui si capisce anche come siano nate tante moschee nel Veneto, ma questo è un altro discorso.
Insomma il dubbio che ora si affaccia è che quegli arresti, di cui Maroni tanto si pavoneggia, possano essere funzionali ad una guerra tra bande. Sta di fatto che se è vero che la mafia cerca l'appoggio del potere e che al nord comanda la Lega, non vedo come i leghisti possano ritenersi immuni da infiltrazioni malavitose, checchè ne dica il Ministro.

lunedì 25 ottobre 2010

Cosa pensa Roberto Saviano di Cuba?



Caro Saviano, molti ti stimano per il tuo coraggio e per le tue posizioni decise contro la mafia, e chi scrive non puo' che aggiungersi a questo coro di plauso, quantomeno sulla fiducia. Tuttavia non mi sono piaciute per niente, ad Annozero, certe tue affermazioni su Cuba, che quantomeno denotano disinformazione. Dici, a proposito di censura, che l'Italia non è Cuba o il Venezuela, che a Cuba, come in Venezuela, la censura si esprime, a differenza dell'Italia, con l'arresto (dei dissidenti, ndr). Ma ci sei mai stato a Cuba? Forse che la blogger cubana Yoani Sanchez, una pedina manovrata dagli USA nella campagna anticastrista di Bush, è mai stata arrestata? E le cosidette "damas de blanco" sono forse state arrestate? Prima di dire certe cose pubblicamente quantomeno dovresti documentarti meglio, non credi?
Se tu vivessi a Cuba non dovresti scappare o nasconderti per aver denunciato dei criminali, come sei costretto a fare qui in Italia, perchè a differenza di qui, là non c'è mafia. Il popolo e lo stato sono molto spesso un'unica cosa. Pensa che quando ci sono stati i cortei delle "damas de blanco" la polizia è dovuta intervenire per portarle via non tanto, come si puo' credere erroneamente dalle foto, per arrestarle, ma per proteggerle, per impedire al resto della gente in strada, che è poi l'espressione di come la pensa la stragrande maggioranza dei cubani, che le facessero letteralmente a pezzi a suon di pugni e invettive al grido di "guzanas" (vermi schifose).

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