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mercoledì 22 giugno 2011

Ricatto Svizzero. Bloccati 54,9 milioni di Fr. Sv. agli italiani per uscire dalla lista dei paesi paradisi fiscali

Valico di Ponte Chiasso

di Sabina Barca

COMO, 17 giugno 2011 – La notizia è rimasta sotto traccia. Ieri il ministro ticinese Marco Borradori, presidente della Regione Insubria, ha decretato un ultimatum: “Governo e Parlamento del Canton Ticino hanno chiesto a Berna di bloccare i 54,9 milioni di franchi, 45,7 milioni di euro, di fondi di ristorno dei frontalieri in pagamento il prossimo 25 giugno finché non sarà applicata la mozione votata all'unanimità dai parlamentari italiani per cancellare la Svizzera dalla lista nera dei paradisi fiscali – incalzando - Non vogliamo trattenere i fondi fiscali dei lavoratori poiché rientrano in accordi internazionali. Ma chiediamo che siano depositati su un conto vincolato, finchè alle parole non seguano i fatti”.

Le dichiarazioni del ministro ticinese sono avvenute durante l'assemblea generale della Comunità di lavoro di confine.

E chiarisce che, nel caso in cui, non pervenga alcuna risposta da Berna e/o da Roma, decideranno il da farsi.

Il denaro in questione è indispensabile per i Comuni e Provincie di confine; sono le imposte alla fonte di 50.000 lavoratori italiani impiegati nel Ticino che nel 2010 non hanno versato Irpef e addizionali in Italia.

La lista dei paradisi fiscali è stata fortemente voluta dal Ministro R. Tremonti il quale, da tempo ha nel merito un braccio di ferro con la Svizzera in particolare con la Lega Ticinese, ormai anti-italiana.

Gli spropositi del leader Giuliano Bignasca, detto il “nano”

Il G. Bignasca, versione del Borghezio padano, non perde occasione per minacciare l'espulsione di almeno 18 mila lavoratori padani tra Varese e Como accusati di rubare il lavoro agli svizzeri. Dopo la vittoria politica di aprile, vinta appunto con la frase: “via gli italiani dalla Svizzera” il nano, sopranome del Bignasca, forte della vittoria schiacciante e della maggioranza ottenuta nel parlamento confederato, ha subito lanciato un monito: “Tremonti trema! Basta fiscovelox, le tasse dei frontalieri devono rimanere in Ticino, basta attacchi al segreto bancario!”

Dopo la dichiarazione del ministro elvetico, è evidente che, nonostante il far finta della Lega Nord e del ministro Tremonti, la lega ticinese non ha perso tempo.

E' la politica di fazioni, da borgate che le rispettive leghe predicano, così in pochi km si consuma una crude rivalsa razziale fatta da nemici stranieri. Un déjà-vu per noi italiani.

Cresce l'odio per i lavoratori italiani: “padani terroni della svizzera”

L'ostilità ticinese verso il lombardi (vedi) è forte, tanto da impegnare forum in internet (vedi) dove con accanimento si esprimono giudizi contro gli italiani. Nel forum pausa caffè si legge da tale raoulbel:


“Secondo me hanno ragione!!! I padani vanno lì a rubargli il lavoro, e gli svizzeri pagano le tasse!!!
E buon per loro che almeno i padani non gli scopano le donne!!!”

In risposta 5maggio2002.7 dice; “L'hanno presa alla larga … ma è al colosseo che mirano … fidati … gia gli abbiamo dato l'anfiteatro romano di Verona … che queste bestie chiamano arena … aho, mica è un pollo ... BESTIE. e se mi girano le palle me lo smonto e me lo riporto a casa.  Perche me piace, d'estate me fa ombra e c'ho er giardino ventilato - e prosegue - vanno li solo a portare delinquenza, e non hanno voglia di fare nulla … conosco la figlia di un ticinese … al cui padre crollò la fabbrica … e questi frontalieri l'hanno fatto fallire perche non lavoravano mai … ora li odia … ma solo il 90 per cento”.

Chissà se domenica a Pontida Bossi parlerà di questo ai suoi padani, e sarà in grado di rassicurali.

PUBBLICATO DA DAZEBAONEWS


PS. Non l'ha fatto. Evidentemente a Bossi la sorte dei frontalieri padani discriminati e considerati terroni in Svizzera non interessa.

Fonte

sabato 8 gennaio 2011

Ministro Frattini ospite a "Che tempo che fa"

IL MINISTRO FRATTINI, OSPITE DA FAZIO A "CHE TEMPO CHE FA", CONTINUA A DIFENDERE CON LA SOLITA TIRITERA A MEMORIA LA NOSTRA PRESENZA MILITARE IN AFGHANISTAN, CON LE STESSE MOTIVAZIONI MENZOGNERE ORCHESTRATE A SUO TEMPO AD HOC DALLA POLITICA DI BUSH PER GIUSTIFICARE LA GUERRA PREVENTIVA AL TERRORISMO. LE SOLITE FRASI FATTE, TALMENTE SENTITE E RISENTITE NEGLI ULTIMI ANNI SUI MEDIA CHE ORMAI SEMBRANO USCIRE IN AUTOMATICO DALLA BOCCA DEL NOSTRO MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI: OVVERO CHE QUELLA GUERRA E' SCOPPIATA PERCHE' L'AFGHANISTAN ERA LA CULLA DEL TERRORISMO, CHE IN QUESTO MODO SI E' CONTENUTO IL SUO DILAGARE, COME UN CANCRO CHE ALTRIMENTI SI SAREBBE DIFFUSO IN EUROPA E IN TUTTO IL MONDO OCCIDENTALE...E BLA BLA...

SE NON FOSSE PER LA EXIT STRATEGY CHE OBAMA HA VOLUTO E PROGRAMMATO, DI RITIRARE LE TRUPPE AMERICANE NEL GIUGNO DI QUEST'ANNO, SCOMMETTO CHE FRATTINI CONTINUEREBBE A PORTARE AVANTI QUESTA POSIZIONE: MAI AMMETTERE CHE CI SI E' SBAGLIATI, GUAI!! SI VA A CASA SOLO PERCHE' GLI OBIETTIVI SONO STATI RAGGIUNTI, OVVERO LA DEMOCRAZIA IN AFGHANISTAN...GIA', PECCATO CHE QUELLO DELL'ARISTOCRATICO PRESIDENTE KARZAI NON SIA ALTRO CHE UN GOVERNO FANTOCCIO...MA CHE IPOCRISIA! E CHE TRISTEZZA E RABBIA (PER NOI CHE LE ASCOLTIAMO) LE PAROLE DI QUESTI NOSTRI POLITICI ASSUEFATTI ALLE FALSITA' DELLA RAGION DI STATO, ARROGANTI, LECCHINI E PRIVI DI UNA MORALE E COSCIENZA PROPRI!!!

VIENE DA CHIEDERSI SE TUTTO CIO' SIA SERVITO VERAMENTE A SCONGIURARE ATTENTATI TERRORISTICI IN EUROPA, MA CIO' E' SEMPLICEMENTE IMPOSSIBILE DA STABILIRE POICHE' NESSUNO POTRA' MAI SAPERE QUANTI SAREBBERO STATI GLI ATTENTATI SENZA QUESTA GUERRA PREVENTIVA. QUESTA, SI SA, ERA LA POSIZIONE E LA POLITICA UFFICIALE DEL GOVERNO BUSH.

MA ALLORA NON E' CAMBIATO PROPRIO NIENTE NELLA NOSTRA POLITICA ESTERA? A NIENTE E' SERVITO L'AVVICENDAMENTO ALLA CASA BIANCA TRA BUSH E OBAMA? PARE PROPRIO DI NO, ALMENO PER NOI.
SEMBRA PROPRIO CHE QUI DA NOI, CON QUESTO GOVERNO IMMOBILE E RIPIEGATO SOLTANTO SU SE STESSO E SUI PROBLEMI GIUDIZIARI DEL PROPRIO LEADER, IL TEMPO SI SIA FERMATO...

CARO FRATTINI, LA VERITA' E' CHE IL TERRORISMO IN AFGHANISTAN TROVA LE SUE RADICI IDOLOGICHE NELL'OCCUPAZIONE SOVIETICA. NASCE COME LOTTA ARMATA DI LIBERAZIONE NAZIONALE, PERCIO' E' UNA LOTTA LEGITTIMA, PORTATA AVANTI, GIOCOFORZA, CON LE UNGHIE E LE UNICHE STRATEGIE A DISPOSIZIONE DEGLI AFGHANI, CIOE' QUELLE DELLA GUERRIGLIA PRIMA CONTRO I SOVIETICI E POI, CONTRO GLI AMERICANI, COL TERRORISMO. TUTTO CIO' A CAUSA DELL'ACCERCHIAMENTO INTERNAZIONALE DI QUEL PAESE E L'ENORME DISPARITA' DI FORZE IN CAMPO.

IL TERRORISMO DI STAMPO ESTREMISTA ISLAMICO E' NATO DOPO L'INTERVENTO ARMATO NORDAMERICANO ED E' IN REALTA' LA RISPOSTA ALLARGATA DEGLI AFGHANI AD UN PERICOLO ANCORA MAGGIORE DI QUELLO SOVIETICO: QUELLO DELL'IMPERIALISMO MADE IN USA.

TUTTAVIA UNA COSA IN COMUNE AVEVANO SIA SOVIETICI CHE AMERICANI: L'OBIETTIVO DI CONTROLLARE POLITICAMENTE UN PAESE CON UNA POSIZIONE GEOGRAFICA STRATEGICA PER GLI EQUILIBRI GEO-POLITICI GLOBALI, PER TRASFORMARLO IN UN INNOCUO STATO "CUSCINETTO" PSEUDO-DEMOCRATICO TRA ORIENTE E OCCIDENTE; MA SOPRATTUTTO METTER MANO SULLE SUE ENORMI RISORSE ENERGETICHE.

IN CONCLUSIONE, UNA SOLA DOMANDA PER FRATTINI: SIGNOR MINISTRO, SE CREDE VERAMENTE ALLE RAGIONI DI QUESTA GUERRA, PERCHE' LEI, ASSIEME AL SUO COLLEGA LA RUSSA, NON CI MANDATE I VOSTRI FIGLI A FARLA?

martedì 12 ottobre 2010

Goodbye Afghanistan!

 QUANDO ANDREMO VIA DALL'AFGHANISTAN? TANTO ABBIAMO GIA' PERSO!

Nuovo caccia bombardiere AMX di fabbricazione americana, attualmente in dotazione alla nostra aeronautica militare e che in Afghanistan ha sostituito il Tornado.

 Altri quattro militari italiani morti in Afghanistan! Il ministro della difesa La Russa chiederà ora al Parlamento il via libera per armare i nostri aerei bombardieri, col rischio di colpire civili, come è già successo ad aerei americani, inglesi e tedeschi...Alla faccia della missione di pace! Si tratta di una vera e propria guerra, chi ha sempre detto il contrario faceva solo dichiarazioni propagandistiche, quelle che da sempre accompagnano gli interventi dei nostri militari all'estero. E' proprio vero che la violenza chiama altra violenza, il sangue chiama altro sangue, l'odio chiama altro odio. Già in alcuni giornali italiani si parla di escalation, parola spesso usata all'inizio di una guerra per significare proprio il concetto espresso pocanzi. Mi si dice qual'è la differenza tra portare la pace con le armi e fare la guerra? Nessuna. Entrambe puntano ad una vittoria finale su qualcun altro, che sarà sconfitto, morto o vivo che sia.
Ma che ci facciamo in Afghanistan? Proprio ora che tutti i paesi impegnati in quel conflitto programmano una strategia di uscita, l'Italia che fa? Programma l'escalation.

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