Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
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venerdì 30 agosto 2013
Il Maestro Claudio Abbado: «Cuba, Paese all’avanguardia. Lo sa anche Veronesi»
Il maestro Abbado, tra i primi firmatari dell’appello pro Castro, risponde alle critiche.
di Claudio Abbado - abbadianidc.espero.it
Girando il mondo, in tanti anni di lavoro, ho sempre cercato di trovare i lati positivi di ogni cultura. Per imparare qualcosa di nuovo, per crescere: in fondo siamo tutti un po’ ignoranti. Prima Vienna, poi Berlino e Londra, e poi ancora il Venezuela e Cuba: in queste e altre tappe ho cercato costantemente di venire a contatto con gli aspetti più validi, più forti, più importanti di quei Paesi. L’uomo, per sua natura, è portato invece a distruggere o fare emergere quasi esclusivamente i lati negativi delle altre civiltà. Mi sembra lo si stia facendo ora con Cuba.
Conosco Cuba, ci sono stato più volte e ci tornerò. Perché, mi chiedo, non vengono rese note le cose positive di una cultura come quella cubana? Proviamo a mettere da parte, almeno per una volta, la strumentalizzazione politica che si tende a fare di ogni cosa e proviamo a riportare semplicemente dei fatti. Stranamente delle cose più valide che ci sono a Cuba non si parla mai. Cominciamo dalla ricerca medica, che a Cuba è all’avanguardia. C’è un dottore, Gregorio Martinez Sanchez, che sta lavorando alla ricerca per debellare il cancro e che ha «scoperto» una nuova e, a quanto pare, importante cura. Solo che, piccolo dettaglio, ha anche bisogno di poterle realizzare, di metterle in pratica queste sue ricerche. L’ho fatto sapere al professor Umberto Veronesi, che qualche settimana fa mi ha scritto una lettera, in cui dice che appoggerà il progetto di questo medico cubano.
Lo farà perché lo ritiene giusto. Ma la ricerca medica all’avanguardia non è l’unico aspetto fortemente positivo di quest’isola. A Cuba, forse i potenti se lo dimenticano, non esiste l’analfabetismo, che è invece assai diffuso in molte altri parti del mondo. A Cuba con un po’ di terra libera, non ci si mette a speculare: loro preferiscono fare degli orti enormi, che serviranno poi a tutti (esempio che è stato ripreso poi da altre nazioni). Sono tornato recentemente all’Avana e ho visto che in cinque anni ci sono stati miglioramenti dal punto di vista del restauro per case e piazze. A dicembre ho portato la Mahler Chamber Orchestra per dei concerti, a gennaio l’Orchestra Giovanile Simón Bolívar, di cui facevano parte anche 44 cubani. C’è uno scambio bello e proficuo fra il Venezuela e Cuba. Uno scambio legato alla musica e al balletto.
Il Venezuela è più avanti dal punto di vista della formazione musicale, grazie al sistema di Antonio Abreu che coinvolge 240.000 (duecentoquarantamila!) giovani salvati dalla strada e Cuba invece è più avanti dal punto di vista del balletto: il loro è uno scambio culturale per imparare a vicenda, per crescere, come dicevo prima. Il fatto poi che ho portato quei 44 musicisti cubani a Caracas e che l’anno prossimo li porterò con tutta l’orchestra in Europa, smentisce che i cubani non possono uscire. Cinque anni fa sono stato a Cuba con la Mahler Jugend Orchester e abbiamo portato materiale, corde e strumenti musicali, che lì mancano, perché, non dimentichiamolo, è un paese povero e in quanto povero andrebbe aiutato, non attaccato. C’è poi un gruppo di bravissimi musicisti cubani, ‘Ars Longa’, che ho voluto sostenere e che vengono regolarmente invitati al Festival Gesualdo in Basilicata. Li abbiamo fatti conoscere l’anno scorso attraverso una tournée che ha toccato anche Bari, Matera, Roma e Bologna.
Insomma Cuba è anche questo, non è solo Guantanamo, che è invece una prigione USA. Mi chiedo anche perché non si parla quasi mai di nuove idee e realtà italiane, a mio avviso, molto importanti per l’ecologia e per l’ambiente, come i treni con nuovi locomotori che trasportano i Tir, o altri camion, attraverso il Brennero, da Monaco di Baviera a Innsbruck, Bolzano, Trento, Verona con nuovo innesto dal Veneto all’Emilia Romagna. Oppure di quella cittadina vicino a Trento che sta realizzando un progetto impostato sul traffico e riscaldamento totale con l’utilizzo di energie naturali (pannelli solari, idrogeno). Questa cittadina ha vinto fra l’altro il primo premio per il miglior progetto in Europa.
[Si ringrazia per l'utile segnalazione Fabrizio Verde]
Fonte: http://albainformazione.wordpress.com/2013/08/30/maestro-claudio-abbado-cuba/
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martedì 15 febbraio 2011
Intervista a Eleonora Brigliadori: “Ho sconfitto il cancro senza curarmi”
E: Dieci anni fa mi dissero che sarei morta entro sei mesi. Avendo già perso mia madre e mia nonna di tumore, e avendole viste spegnersi tra atroci sofferenze dovute alla chemioterapia, mi convinsi che il percorso ospedaliero era solo un modo per morire nel peggiore dei modi. Quindi non ho fatto alcuna cura e neppure esami invasivi. In una situazione d’emergenza, come era quella che stavo vivendo, ritenevo assurdo dovermi far bucare, tagliare, aprire. Non ho fatto neppure la chemioterapia. Non solo perchè cosi si vanno a creare nuovi problemi fisici, ma vengono anche innescati meccanismi di paura. Dopo tre anni il carcinoma che avevo al fegato è scomparso, è andato via quando il virus dell’epatite l’ha metabolizzato…
I: Il virus dell’epatite?
E: Al livello del fegato è un “simbionte” che, terminato il conflitto, risolve il carcinoma al fegato.
I: Non capisco…
E: Questa spiegazione tecnica l’ho avuta tempo dopo, quando ho scoperto le teorie di Hamer sui tumori. Dopo la mia guarigione, infatti, ho iniziato un percorso di conoscenza su questo tema. Tra i sistemi per l’attivazione dell’autoguarigione dell’individuo che ho studiato, la “Nuova Medicina Germanica” mi è parsa la frontiera più avanzata. Il suo ispiratore è il dottor Ryke Geer Hamer, più conosciuto per la vicenda accaduta in Corsica, quando il figlio fu ucciso da un colpo di fucile per il quale venne accusato il principe Emanuele di Savoia. Proprio a seguito di questa triste vicenda, il medico sviluppò un tumore ai testicoli e la moglie uno al seno. Da li ebbe un’intuizione che lo portò a rivoluzionare i fondamenti stessi della medicina: Hamer capi che i meccanismi cancerogeni hanno una funzione biologica. Il suo stesso tumore era il tentativo estremo del corpo, anche a livello psicologico, di fornire lo strumento per fecondare e avere presto un altro figlio, mentre quello della moglie era il tentativo simbolico di innescare la produzione di latte. Quindi, quando una donna scopre di avere un tumore al seno, dovrebbe cercare di capire la connessione tra quel tipo di tumore e ciò che sta accadendo nella sua vita interiore.
I: Cosi, secondo lei, il corpo guarirebbe da solo dai tumori…
E: Si, quando una persona va a fare la diagnosi, il tumore si sta già riparando da solo. I medici, però interrompono il processo naturale di guarigione e provocano le metastasi, che non sono altro che ulteriori conflitti dovuti al loro stesso intervento.
I: Quindi lei non ha fatto nulla per curarsi?
E: Ho fatto tante cose, ma che avevano a che fare solo con le mie scelte alimentari, con il fatto di rimanere a casa mentre stavo male. C’è gente infatti, che ha un tumore e vive benissimo. Secondo Hamer, tutte le terapie naturali hanno la loro ragione d’essere, perciò basta digiunare o praticare l’omeopatia per risolvere un problema. che uno decida di guarire con i colori, con le “acque di luce” o con l’urinoterapia, va sempre bene. Purchè non si ostacolino i processi naturali, si può cercare una propria via. Il tumore parte senmpre dal cervello, cioè da un’esigenza nascosta ed è “costruttivo”, quindi non bisogna averne paura.
I: In conclusione, questo che cosa significa?
E: Il concetto di cura, inteso secondo l’approccio tradizionale, non aiuta, perchè la persona pensa che la sua guarigione dipenda dalla “corsa agli armamenti”, cioè dalle pillole che gli vengono date. Occorre, invece, capire che si guarisce solo con l’integrazione dei sistemi biologici: i virus e i batteri, invece di essere combattuti, vanno compresi nella loro funzione positiva. Spesso, quando c’è un virus, l’organismo sta solo tentando di completare un processo “riparativo”, come nel caso dell’epatite come nel tumore al fegato. Il cancro non si origina da una cellula impazzita, ma è il segnale di una necessità di una persona. Questo mette in moto meccanismi che hanno uno scopo biologico. Se li si lascia completare il percorso, ricomporanno il conflitto. Il tumore infatti, guarisce da solo nel 90 % dei casi.
I: Il metodo Hamer viene praticato in Italia?
E: Io, da quando ho seguito un corso sulle leggi di Hamer riservato ai medici, non ho più amici che muoiono di cancro, perchè consiglio loro, senza fare il “dottore” (perchè non lo sono), come comportarsi. I medici di Nuova Medicina non curano più le persone chemioterapizzate perchè sono comunque destinate a morire [Ndr: Stampa Libera si dissocia da questa convinzione. I malati possono stare tranquilli, anche coloro che hanno fatto chemio possono benissimo superare il cancro], più o meno tardi, a causa della devastazione compiuta dalla medicina ospedaliera.
I: Tutto ciò è legale?
E: Il problema è all’interno dell’ospedale, dove, secondo me,ci si deve andare solo per la diagnostica. poi si decida in piena libertà. da quando conosco il rapporto tra anima e corpo, non prendo più farmaci. la mia salute è migliore oggi di quando avevo vent’anni, e credo di averlo dimostrato a “Notti sul ghiaccio”, dove ho dato “la paga” alle ragazzine.
Intervista tratta da “Viversani e belli” di marzo 2007.
(Alessandra Drago, Fonte)
I: Il virus dell’epatite?
E: Al livello del fegato è un “simbionte” che, terminato il conflitto, risolve il carcinoma al fegato.
I: Non capisco…
E: Questa spiegazione tecnica l’ho avuta tempo dopo, quando ho scoperto le teorie di Hamer sui tumori. Dopo la mia guarigione, infatti, ho iniziato un percorso di conoscenza su questo tema. Tra i sistemi per l’attivazione dell’autoguarigione dell’individuo che ho studiato, la “Nuova Medicina Germanica” mi è parsa la frontiera più avanzata. Il suo ispiratore è il dottor Ryke Geer Hamer, più conosciuto per la vicenda accaduta in Corsica, quando il figlio fu ucciso da un colpo di fucile per il quale venne accusato il principe Emanuele di Savoia. Proprio a seguito di questa triste vicenda, il medico sviluppò un tumore ai testicoli e la moglie uno al seno. Da li ebbe un’intuizione che lo portò a rivoluzionare i fondamenti stessi della medicina: Hamer capi che i meccanismi cancerogeni hanno una funzione biologica. Il suo stesso tumore era il tentativo estremo del corpo, anche a livello psicologico, di fornire lo strumento per fecondare e avere presto un altro figlio, mentre quello della moglie era il tentativo simbolico di innescare la produzione di latte. Quindi, quando una donna scopre di avere un tumore al seno, dovrebbe cercare di capire la connessione tra quel tipo di tumore e ciò che sta accadendo nella sua vita interiore.
I: Cosi, secondo lei, il corpo guarirebbe da solo dai tumori…
E: Si, quando una persona va a fare la diagnosi, il tumore si sta già riparando da solo. I medici, però interrompono il processo naturale di guarigione e provocano le metastasi, che non sono altro che ulteriori conflitti dovuti al loro stesso intervento.
I: Quindi lei non ha fatto nulla per curarsi?
E: Ho fatto tante cose, ma che avevano a che fare solo con le mie scelte alimentari, con il fatto di rimanere a casa mentre stavo male. C’è gente infatti, che ha un tumore e vive benissimo. Secondo Hamer, tutte le terapie naturali hanno la loro ragione d’essere, perciò basta digiunare o praticare l’omeopatia per risolvere un problema. che uno decida di guarire con i colori, con le “acque di luce” o con l’urinoterapia, va sempre bene. Purchè non si ostacolino i processi naturali, si può cercare una propria via. Il tumore parte senmpre dal cervello, cioè da un’esigenza nascosta ed è “costruttivo”, quindi non bisogna averne paura.
I: In conclusione, questo che cosa significa?
E: Il concetto di cura, inteso secondo l’approccio tradizionale, non aiuta, perchè la persona pensa che la sua guarigione dipenda dalla “corsa agli armamenti”, cioè dalle pillole che gli vengono date. Occorre, invece, capire che si guarisce solo con l’integrazione dei sistemi biologici: i virus e i batteri, invece di essere combattuti, vanno compresi nella loro funzione positiva. Spesso, quando c’è un virus, l’organismo sta solo tentando di completare un processo “riparativo”, come nel caso dell’epatite come nel tumore al fegato. Il cancro non si origina da una cellula impazzita, ma è il segnale di una necessità di una persona. Questo mette in moto meccanismi che hanno uno scopo biologico. Se li si lascia completare il percorso, ricomporanno il conflitto. Il tumore infatti, guarisce da solo nel 90 % dei casi.
I: Il metodo Hamer viene praticato in Italia?
E: Io, da quando ho seguito un corso sulle leggi di Hamer riservato ai medici, non ho più amici che muoiono di cancro, perchè consiglio loro, senza fare il “dottore” (perchè non lo sono), come comportarsi. I medici di Nuova Medicina non curano più le persone chemioterapizzate perchè sono comunque destinate a morire [Ndr: Stampa Libera si dissocia da questa convinzione. I malati possono stare tranquilli, anche coloro che hanno fatto chemio possono benissimo superare il cancro], più o meno tardi, a causa della devastazione compiuta dalla medicina ospedaliera.
I: Tutto ciò è legale?
E: Il problema è all’interno dell’ospedale, dove, secondo me,ci si deve andare solo per la diagnostica. poi si decida in piena libertà. da quando conosco il rapporto tra anima e corpo, non prendo più farmaci. la mia salute è migliore oggi di quando avevo vent’anni, e credo di averlo dimostrato a “Notti sul ghiaccio”, dove ho dato “la paga” alle ragazzine.
Intervista tratta da “Viversani e belli” di marzo 2007.
(Alessandra Drago, Fonte)
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venerdì 21 gennaio 2011
Cancro, giovamenti da farmaco estratto a Cuba da uno scorpione. Buoni risultati pure a Conversano
di Antonio Galizia
CONVERSANO (BA) - «Mia madre è affetta da glioblastoma, un carcinoma molto aggressivo che le ha colpito il cervello. Abbiamo scoperto la malattia 4 mesi fa. Dopo un intervento chirurgico a San Giovanni Rotondo abbiamo iniziato il trattamento chemioterapico e tutto quello che prevede la medicina tradizionale. Non ottenendo i risultati sperati, dal 9 settembre, con l’ok del nostro oncologo, abbiamo provato l’Escozul, un farmaco naturale prodotto a Cuba. I primi riscontri sono stati positivi. Mia madre è ora più vitale, meno spenta, soffre meno».
A parlare è T.P., imprenditrice di Conversano, prima persona in Puglia a scegliere il farmaco naturale ottenuto con il veleno dello scorpione azzurro caraibico. Appena è entrata a conoscenza dei benefici procurati da questo farmaco, l’imprenditrice ha voluto raccontarlo pubblicamente: «Ho conosciuto l’Escozul su Facebook iscrivendomi al gruppo di discussione “Glioblastoma multiforme cancro al cervello”. Con gli internauti - spiega - ho scambiato alcune informazioni e mi sono subito attivata per ritirare questo farmaco. Ho scoperto che molti pazienti terminali hanno trovato benefici dall’uso di Escozul e che tanti vanno a Cuba per curare i propri familiari».
A confermarci i benefici del farmaco è, al telefono, il dottor Giovanni Battista Speranza, direttore del reparto di Oncologia medica dell’ospedale «Giovanni Battista Grassi» di Ostia, in provincia di Roma, che ha parlato dell’Escozul in un convegno scientifico tenutosi al Lido di Ostia a giugno. L’ospedale «Grassi » è diventato punto di riferimento per tante famiglie che, da mesi, s’imbarcano all’aeropor to di Fiumicino, destinazione L’Avana.
Speranza ha iniziato a interessarsi del farmaco un anno fa, quando una paziente affetta da neoplasia della mammella gli chiese di curarla. La paziente iniziò il trattamento classico e il quadro clinico progressivamente migliorò. Dopo due mesi la paziente confessò che indipendentemente dalla cura prescritta aveva autonomamente iniziato un’altra cura con l’Escozul. Solo dopo, il medico romano scoprì che altri cinque pazienti lo stavano assumendo, senza ottenere la guarigione definitiva ma con un miglioramento generale evidente.
Dottore, siamo di fronte a un nuovo caso Di Bella? «No, sarebbe molto pericoloso», è la risposta. Speranza tiene a ribadire che «non vanno alimentate false illusioni e che in ogni caso i pazienti affetti da tumore non devono assolutamente abbandonare le terapie tradizionali. L’Escozul - chiarisce - non è un antitumorale ma un farmaco omeopatico che aiuta, allevia il dolore e interviene sull’infiammazione. Le mie considerazioni? Sono favorevoli. I pazienti che seguo lo stanno assumendo e stanno meglio. Le raccomandazioni sono di stare molto attenti e di fidarsi solo di persone che si conoscono».
È possibile procurarsi l’Escozul solo a Cuba. Le autorità del ministero della Salute cubano lo danno gratuitamente anche agli stranieri, previa presentazione della documentazione clinica. Per informazioni www.labiofam.cu. La signora T.P., di Conversano, sarà la prima pugliese a prendere il volo della speranza per rifornirsi delle quantità del farmaco necessarie per curare sua madre.
15 settembre 2010, Fonte
***********************************
PS. Ora la distribuzione del farmaco è stata sospesa perchè, essendo di origine animale, viene dato modo alla specie di scorpione da cui è estratto, di concludere il ciclo naturale di rigenerazione del veleno usato come sostanza terapeutica.
Per correttezza va detto che in Italia, così come in tutto il mondo, le fasi delle sperimentazione clinica (quindi sull’uomo) sono 4 e il farmaco è in fase 3. Durante la sperimentazione i farmaci non possono essere venduti ma solo somministrati gratuitamente a soggetti volontari.
Detto questo, sottolineo che il sistema sanitario cubano, essendo gratuito, distribuirà il farmaco appunto gratuitamente anche una volta terminata la fase di sperimentazione. Perciò se qualcuno, dall'alto della sua supposta conoscenza accademica, pensasse di accusare il governo cubano di approfittarsi della disperazione di tanti malati per fare business, ricordo che queste cose succedono soprattutto da noi, dove le grandi case farmaceutiche quotate in borsa non sono certo delle agenzie umanitarie, ma sono mosse quasi esclusivamente dall'esigenza di fare profitto.
Informazioni tecniche sull'Escozul
CONVERSANO (BA) - «Mia madre è affetta da glioblastoma, un carcinoma molto aggressivo che le ha colpito il cervello. Abbiamo scoperto la malattia 4 mesi fa. Dopo un intervento chirurgico a San Giovanni Rotondo abbiamo iniziato il trattamento chemioterapico e tutto quello che prevede la medicina tradizionale. Non ottenendo i risultati sperati, dal 9 settembre, con l’ok del nostro oncologo, abbiamo provato l’Escozul, un farmaco naturale prodotto a Cuba. I primi riscontri sono stati positivi. Mia madre è ora più vitale, meno spenta, soffre meno».
A parlare è T.P., imprenditrice di Conversano, prima persona in Puglia a scegliere il farmaco naturale ottenuto con il veleno dello scorpione azzurro caraibico. Appena è entrata a conoscenza dei benefici procurati da questo farmaco, l’imprenditrice ha voluto raccontarlo pubblicamente: «Ho conosciuto l’Escozul su Facebook iscrivendomi al gruppo di discussione “Glioblastoma multiforme cancro al cervello”. Con gli internauti - spiega - ho scambiato alcune informazioni e mi sono subito attivata per ritirare questo farmaco. Ho scoperto che molti pazienti terminali hanno trovato benefici dall’uso di Escozul e che tanti vanno a Cuba per curare i propri familiari».
A confermarci i benefici del farmaco è, al telefono, il dottor Giovanni Battista Speranza, direttore del reparto di Oncologia medica dell’ospedale «Giovanni Battista Grassi» di Ostia, in provincia di Roma, che ha parlato dell’Escozul in un convegno scientifico tenutosi al Lido di Ostia a giugno. L’ospedale «Grassi » è diventato punto di riferimento per tante famiglie che, da mesi, s’imbarcano all’aeropor to di Fiumicino, destinazione L’Avana.
Speranza ha iniziato a interessarsi del farmaco un anno fa, quando una paziente affetta da neoplasia della mammella gli chiese di curarla. La paziente iniziò il trattamento classico e il quadro clinico progressivamente migliorò. Dopo due mesi la paziente confessò che indipendentemente dalla cura prescritta aveva autonomamente iniziato un’altra cura con l’Escozul. Solo dopo, il medico romano scoprì che altri cinque pazienti lo stavano assumendo, senza ottenere la guarigione definitiva ma con un miglioramento generale evidente.
Dottore, siamo di fronte a un nuovo caso Di Bella? «No, sarebbe molto pericoloso», è la risposta. Speranza tiene a ribadire che «non vanno alimentate false illusioni e che in ogni caso i pazienti affetti da tumore non devono assolutamente abbandonare le terapie tradizionali. L’Escozul - chiarisce - non è un antitumorale ma un farmaco omeopatico che aiuta, allevia il dolore e interviene sull’infiammazione. Le mie considerazioni? Sono favorevoli. I pazienti che seguo lo stanno assumendo e stanno meglio. Le raccomandazioni sono di stare molto attenti e di fidarsi solo di persone che si conoscono».
È possibile procurarsi l’Escozul solo a Cuba. Le autorità del ministero della Salute cubano lo danno gratuitamente anche agli stranieri, previa presentazione della documentazione clinica. Per informazioni www.labiofam.cu. La signora T.P., di Conversano, sarà la prima pugliese a prendere il volo della speranza per rifornirsi delle quantità del farmaco necessarie per curare sua madre.
15 settembre 2010, Fonte
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PS. Ora la distribuzione del farmaco è stata sospesa perchè, essendo di origine animale, viene dato modo alla specie di scorpione da cui è estratto, di concludere il ciclo naturale di rigenerazione del veleno usato come sostanza terapeutica.
Per correttezza va detto che in Italia, così come in tutto il mondo, le fasi delle sperimentazione clinica (quindi sull’uomo) sono 4 e il farmaco è in fase 3. Durante la sperimentazione i farmaci non possono essere venduti ma solo somministrati gratuitamente a soggetti volontari.
Detto questo, sottolineo che il sistema sanitario cubano, essendo gratuito, distribuirà il farmaco appunto gratuitamente anche una volta terminata la fase di sperimentazione. Perciò se qualcuno, dall'alto della sua supposta conoscenza accademica, pensasse di accusare il governo cubano di approfittarsi della disperazione di tanti malati per fare business, ricordo che queste cose succedono soprattutto da noi, dove le grandi case farmaceutiche quotate in borsa non sono certo delle agenzie umanitarie, ma sono mosse quasi esclusivamente dall'esigenza di fare profitto.
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giovedì 20 gennaio 2011
Visita al LABIOFAM, produttore dell’ESCOZUL
Stamattina finalmente sono riuscito a trovare il tempo di andare alla fine del Municipio avanero di Boyero per informarmi presso la sede della farmacologica cubana LABIOFAM su come è possibile ottenere per malato di cancro delle boccette del miracoloso Escozul, l’antidolorifico antidepressivo realizzato a Cuba partendo dal veleno sello Scorpione Azzurro.
Già di buon ora c’era una bella coda soprattutto di cubani residenti all’estero, ne ho visto diversi con in mano un passaporto USA ma anche alcuni italiani. E’ proprio il gran numero di italiani a “preoccupare” il laboratorio. Le richieste, soprattutto da parte dei nostri connazionali, sono già superiori alla produzione del medicinale, tanto che oggi, per esempio, non sono riusciti ad accontentare tutti.
Per ricevere l’Escozul è necessario andare di persona col proprio passaporto e visto (se stranieri) o mandare qualcuno di fiducia con una delega del paziente e con la cartella clinica del malato che è meglio se viene tradotta in spagnolo o almeno in inglese. Vista l’enorme ed inaspettata richiesta è tassativo che non danno più 1 set di Escozul a persona. Inutile andare con più deleghe di diversi pazienti. Questo è anche un metodo per bloccare sul nascere speculazioni e abusi, che qualcuno ha già provato a fare.
La sede della Labiofam S.A. è nel Municipio di Boyero, circa 1 km dopo il terminal 3 (quello nazionale) dell’Aeroporto José Martì.
Il telefono, ma è difficile prendere la linea, è: (0053) 07 6849661
(4 ottobre 2010 - Fonte: Cubanite)
Già di buon ora c’era una bella coda soprattutto di cubani residenti all’estero, ne ho visto diversi con in mano un passaporto USA ma anche alcuni italiani. E’ proprio il gran numero di italiani a “preoccupare” il laboratorio. Le richieste, soprattutto da parte dei nostri connazionali, sono già superiori alla produzione del medicinale, tanto che oggi, per esempio, non sono riusciti ad accontentare tutti.
Per ricevere l’Escozul è necessario andare di persona col proprio passaporto e visto (se stranieri) o mandare qualcuno di fiducia con una delega del paziente e con la cartella clinica del malato che è meglio se viene tradotta in spagnolo o almeno in inglese. Vista l’enorme ed inaspettata richiesta è tassativo che non danno più 1 set di Escozul a persona. Inutile andare con più deleghe di diversi pazienti. Questo è anche un metodo per bloccare sul nascere speculazioni e abusi, che qualcuno ha già provato a fare.
La sede della Labiofam S.A. è nel Municipio di Boyero, circa 1 km dopo il terminal 3 (quello nazionale) dell’Aeroporto José Martì.
Il telefono, ma è difficile prendere la linea, è: (0053) 07 6849661
(4 ottobre 2010 - Fonte: Cubanite)
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martedì 23 novembre 2010
ESCOZUL, la medicina dello scorpione
Massimo parla del suo viaggio a Cuba per ritirare la medicina dello scorpione azzurro.
Da questo tipo di scorpione, che si trova solo nell'isola caraibica, i medici cubani hanno tratto una cura contro il cancro, l'escozul, che viene distribuito gratuitamente presso la Labiofarm dell'Havana a tutti i familiari di malati che lo richiedono, previa visione della cartella clinica.
Da questo tipo di scorpione, che si trova solo nell'isola caraibica, i medici cubani hanno tratto una cura contro il cancro, l'escozul, che viene distribuito gratuitamente presso la Labiofarm dell'Havana a tutti i familiari di malati che lo richiedono, previa visione della cartella clinica.
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