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venerdì 30 agosto 2013

Siria: Putin sputtana Obama e consegna all’ONU le immagini dei satelliti russi


Siria – Putin Smaschera il Piano del NWO. I satelliti Russi forniscono la prova definitiva all’ONU sull’innocenza di Assad e le responsabilità di USA e Arabia Saudita.

Damasco, Mosca, New York – Vladimir Putin ancora una volta fa centro, e sbugiarda i signori del Nuovo Ordine Mondiale: la strage in Siria? Non è stato Assad, ma i ribelli Salafiti, appoggiati dal governo Saudita e dagli USA con i suoi alleati. La prova “finale” è stata fornita nelle ultime ore dal Cremlino al Palazzo di Vetro dell’ONU. Si tratta di video e foto che illustrano come i satelliti russi abbiano fatto luce sul fatto che i razzi che hanno causato l’ultima strage in Siria (1300 morti) non sono partiti da Damasco o dalla Siria, ma da territori di pertinenza di gruppi Salafiti: ovvero dei cosiddetti “ribelli-mercenari” al soldo di Arabia Saudita e USA.

Washington? Non poteva non sapere!

Secondo Mosca, Washington non poteva non sapere, visto che i satelliti USA sono efficienti quanto quelli russi. E allora perchè tutte queste menzogne? Beh, dinnanzi a quest’ennesima prova regina, l’ONU e lo stesso Ban-Ki Moon dovranno prendere atto della situazione e smentire, zittire, tutti i media di regime che da giorni danno adito a queste diaboliche falsità! Ma con che faccia – ci chiediamo – andranno in giro per la penisola italiana i vari direttori dei TG di regime? Con che faccia si guarderanno allo specchio? per non parlare dei “politici”, ovviamente! politici impegnati a parlare del caso “Berlusconi”, come se il resto fossero bazzecole. Ma i maestri della distrazione di massa, si sa, sono sempre all’opera!

Obiettivo? Guerra Mondiale per un Nuovo Ordine.

Tra i dati più palesi, sicuramente il fatto che le milizie ribelli in Siria – ora è ufficiale – sono armate e manovrate da Arabia Saudita ed alleati, che mirano ad innescare una nuova Guerra Mondiale. Tali prove, tra l’altro coincidono perfettamente con le testimonianze raccontate in questi mesi, e con l’ultima drammatica testimonianza di Padre Daniel Maes, cui passaggi più delicati vi riproponiamo di seguito:

Damasco – La testimonianza di Padre Maes.

“Qualche anno fa, quando siamo venuti qui in Siria, non abbiamo incontrato una società politica perfetta, ma abbiamo incontrato una società prospera e sicura e abbiamo anche esperimentato l’uguaglianza tra tutti i gruppi religiosi. C’era anche la libertà di religione, l’ospitalità e c’era anche una sana vita di famiglia. Nella vita pubblica, discriminazione, furto e criminalità non erano noti. All’improvviso sono apparse le più orribili atrocità. Si massacrava, si saccheggiava e c’erano attentati in tutto il Paese. La società abbastanza armonica si trasformava in un incubo.

Lo Zampino dei Signori del Male e le Rivelazioni del Generale Clark.

La “primavera” diventava un “caos”. La stampa informava che c’era una rivolta spontanea di un popolo da tanto tempo oppresso. Chi aveva una profondità più spirituale, aveva già notato dall’inizio che questa era una menzogna. I nemici avevano già da qualche tempo seminato questa zizzania, che adesso si manifestava chiaramente. Wesley Clark, un generale Americano, ha ammesso che la guerra in Siria era già stata progettata– insieme con quattro altri paesi – subito dopo gli attentati alle ”Twin Towers” a New York. Nel frattempo hanno distrutto l’Iraq sotto il motto di “Libertà per Iraq”! E’ uno dei più grandi crimini contro l’umanità nella storia recente. Rimarranno ancora cristiani in Iraq, a fronte dei 1,3 milioni di cristiani nel 2003? Una cosa simile è successa anche in Libia, che oggi fa pure parte della “collezione primaverile araba ” dell’Occidente. E che pensate dei cristiani in Egitto, Afghanistan e Siria?


Fonte: informatitalia.blogspot.com

venerdì 28 settembre 2012

Discurso completo de Julian Assange ante la Asamblea General de la ONU

El fundador de WikiLeaks, Julian Assange, apareció hoy entre los relatores en la Asamblea General de la ONU. Habló de los derechos humanos, de la política de EE.UU., de la tragedia personal de Bradley Manning y de los cambios en el mundo.

El fundador de WikiLeaks subrayó la diferencia entre las palabras y las acciones de Estados Unidos, alabó lo que dijo el presidente Barack Obama, pero señaló que se acabó el tiempo de la mera retórica sin acciones.

"Felicitamos y estamos de acuerdo con las palabras de que se puede lograr la paz. Pero el tiempo de las palabras ha terminado. Es hora de que EE.UU. cese la persecución de WikiLeaks, nuestra gente y nuestras fuentes", dijo.

"La investigación en contra de WikiLeaks no tiene precedentes por su escala. Es hora de que el presidente Obama haga lo correcto y se una a los cambios en el mundo", declaró Julian Assange.


mercoledì 26 ottobre 2011

L'ONU condanna per la ventesima volta l'embargo contro Cuba!


Ora, trattandosi dell'espressione di voto di uno degli organismi politici più importanti al mondo, se non altro perchè l'unico che miri a tracciare un indirizzo etico-normativo comune, condiviso a livello planetario, verrebbe naturale pensare: "E' fatta! Finalmente gli USA saranno costretti a togliere l'embargo!". E invece no.

Un'ONU così, è e rimarrà sempre un'arma spuntata, una semplice espressione di intenti della comunità internazionale.
Così com'è, di fatto, questo tipo di votazioni è, e potrebbe continuare ad essere per altre cento, mille volte, del tutto inutile sul piano politico, almeno fin quando non ne verrà cambiato il regolamento che vi stà alla base.

A che serve votare se poi di fronte a soli 2 voti contrari, i veti incrociati di USA e Israele, il regolamento non consente all'Assemblea Generale di deliberare alcuna misura sanzionatoria contro chi ignora tale risoluzione, ovvero gli USA? Questo paese, che ben mezzo secolo fa impose il vessatorio blocco economico, commerciale e finanziario contro l'isola caraibica e il suo popolo sovrano, ancor oggi si rifiuta ostinatamente di abolirlo, senza dimostrare alcun rispetto, anzi a dispetto, del parere contrario della quasi totalità del plesso internazionale.

Com'è possibile che il voto di 2 paesi conti di più di quello di 189?!!
Lo ripeto, perchè sembra uno scherzo tanto è inverosimile: 2 paesi che contano più di 189! E' semplicemente assurdo, barbaro!! Come può il mondo nel terzo millennio accettare un'ingiustizia simile? Un'organizzazione delle Nazioni Unite sìffatta, monopolio degli interessi sionisti e nordamericani, è assolutamente inutile!!!

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Por vigésima ocasión, golpe contundente al bloqueo

Naciones Unidas condenó hoy, por vigésima ocasión en 20 años consecutivos, el bloqueo impuesto por Estados Unidos contra Cuba y exigió su levantamiento.

El nuevo rechazo a ese cerco norteamericano fue sancionado este martes aquí por el plenario de la Asamblea General de la ONU 186 votos a favor, dos en contra y tres abstenciones.

Las votaciones contra el bloqueo comenzaron el 24 noviembre de 1992 cuando la 47 sesión ordinaria de ese órgano aprobó por 59 votos a favor, tres en contra y 71 abstenciones la primera resolución en ese sentido.

Desde entonces la Asamblea ha aprobado cada año una resolución titulada Necesidad de poner fin al bloqueo económico, comercial y financiero impuesto por los Estados Unidos de América contra Cuba.

 (Con información de Prensa Latina)

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VIDEO: Discorso del Ministro degli Esteri di Cuba Bruno Rodriguez +VOTAZIONE / Discurso de Bruno Rodríguez en el debate de la Asamblea General por bloqueo de EE.UU. a Cuba +VOTACIÓN

Discurso del Canciller Bruno Rodríguez Parrilla en la 66ma Sesión de la Asamblea General de la ONU.



Resultado de la votación contra el bloqueo de Estados Unidos a Cuba en la Asamblea General de la ONU.

giovedì 2 giugno 2011

La finta democrazia comincia dall'ONU: quando la quasi unanimità di un voto non basta

Perchè se quasi tutti i 192 paesi presenti all'ONU (tranne USA e Israele) nel 2010 hanno condannato (ed è già la diciannovesima risoluzione!) l'embargo contro Cuba, questo ancora non è stato tolto? Perchè il diritto di veto di pochi paesi membri deve pesare di più di tutti gli altri messi insieme? Della serie, l'incomprensibile (e criminale?) mondo d'oggi.

La ONU condena casi unánimemente el bloqueo de EE. UU. contra Cuba

27/ott/2010 - Los en contra (por parte de EE. UU. e Israel) y tres abstenciones (Micronesia, Palau e Islas Marshall), la ONU exigió a Estados Unidos que acabe definitivamente con el embargo vigente desde hace más de medio siglo.

lunedì 4 aprile 2011

Aereo Onu caduto in Congo, uno sopravvive


Sono 32 i morti nell'incidente di Kinshasa, lo ha detto un portavoce.

(ANSA) - NEW YORK, 4 APR - Sono 32 i morti nell'incidente dell'aereo Onu precipitato in Congo. Lo ha reso noto il viceportavoce delle Nazioni Unite, Farhan Hak, precisando che una sola persona e' sopravvissuta allo schianto del velivolo.


L'incidente e' avvenuto mentre il pilota tentava l'atterraggio sotto una pioggia battente. L'aereo veniva dalla citta' di Kisangani, capoluogo della provincia Orientale (nel nordest). La missione di pace nel Congo e' una delle piu' importanti dell'Onu.

lunedì 21 marzo 2011

Risoluzione 1973 (2011) del Consiglio di Sicurezza dell'ONU


Commento di Antonio Papisca, Cattedra UNESCO Diritti umani, democrazia e pace dell'Università di Padova.

La Risoluzione 1973 è il naturale seguito della Risoluzione 1970 a fronte del rifiuto di Gheddafi di adempire a quanto in essa disposto, in particolare di porre immediatamente fine alla violenza, di andare incontro alle legittime domande della popolazione e di rispettare i diritti umani e il diritto internazionale umanitario.

Ora si passa ai fatti, cioè l'ONU decide di autorizzare l'uso della forza militare con l'obiettivo primario di proteggere la popolazione - "i civili e gli insediamenti urbani civili", compresa la città di Bengasi -, escludendo categoricamente il dispiegamento di "una forza di occupazione straniera di qualsiasi forma e in qualsiasi parte del territorio libico".

Il divieto di volo riguarda "il decollo, l'atterraggio e il sorvolo nel territorio libico di velivoli registrati in Libia o gestiti da cittadini o compagnie libiche'. La sola eccezione è per voli a scopo umanitario.

A usare la forza sono autorizzati gli stati membri, che potranno agire 'singolarmente' o attraverso organizzazioni o accordi regionali in stretta cooperazione con il Segretario Generale delle Nazioni Unite.

La Risoluzione 1973 specifica altri punti della precedente, in particolare quelli che riguardano l'embargo sulle armi e il congelamento dei beni della famiglia Gheddafi e di altri esponenti del suo regime.

La parte assolutamente nuova riguarda quella che possiamo chiamare la cabina di regia dell'intera operazione, pilotata dal Consiglio di Sicurezza attraverso l'apposito Comitato istituito dalla Risoluzione 1970 e il Segretario Generale. Di questa cabina fanno parte un nuovo organismo creato ad hoc, il "Panel di sette esperti", e la Lega degli Stati Arabi. Dunque, a guidare e controllare che la delicata operazione si svolga nel rispetto della legalità internazionale, viene messa in opera una struttura politica per così dire pluralista, alla quale sono associate anche l'Unione Africana e la Organizzazione della Conferenza Islamica, espressamente citate nella Risoluzione.

Il tutto avverrà dunque con la piena legittimazione dell'ONU e sotto il suo "coordinamento politico", non sotto il suo comando, ruolo che le è tuttora precluso dal fatto di non disporre di una forza di polizia militare permamente come previsto dall' articolo 43 della Carta: "Al fine di contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, tutti i membri delle Nazioni Unite si impegnano a mettere a disposizione del Consiglio di Sicurezza, a sua richiesta e in conformità ad un accordo o ad accordi speciali, le forze armate, l'assistenza e le facilitazioni, compreso il diritto di passaggio, necessario per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale".

Nel caso della Risoluzione 1970 il richiamo è stato, specificamente, all'articolo 41, che dispone per la comminazione di sanzioni di carattere non militare. Nella nuova Risoluzione, che appunto autorizza l'uso della forza, il riferimento è, genericamente, al Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, laddove sarebbe stato appropriato richiamare l'articolo 42, il quale stabilisce che "se il Consiglio di Sicurezza ritiene che le misure previste nell'articolo 41 siano inadeguate o si siano dimostrate inadeguate, esso può intraprendere, con forze aeree, navali o terrestri, ogni azione che sia necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale. Tale azione può comprendere dimostrazioni, blocchi ed altre operazioni mediante forze aeree, navali o terrestri di Membri delle Nazioni Unite". E' appena il caso di sottolineare che, ai sensi della Carta, né l'ONU nè gli stati possono fare 'guerre' intese come operazioni finalizzate alla distruzione dello 'Stato nemico" (comprensivo di governo, di popolo e di territorio).

In conclusione, quanto deciso con la Risoluzione 1973 va collocato in un contesto caratterizzato dal fatto che c'è la domanda esplicita di intervento della Comunità internazionale da parte di una popolazione che rivendica il diritto di autodeterminarsi liberamente, c'è la pressione dell'opinione pubblica internazionale, c'è la esplicita richiesta di Organizzazioni regionali quali la Lega Araba, l'Unione Africana, la Conferenza Islamica. E c'è la nuova politica del Presidente Obama, con la sua opzione per il multilateralismo istituzionale e per il ruolo prioritario delle Nazioni Unite. C'è la prova che le Nazioni Unite dispongono di un serbatoio di forte legittimazione.

Occorre profittarne per mettere l'ONU nella condizione di agire più prontamente e di assicurare il governo della globalizzazione a fini di pace e di giustizia, anche in campo economico e finanziario: questo può avvenire a condizione che si affronti con determinazione il problema della sua riforma, soprattutto della sua democratizzazione.

Ancora una volta, l'Unione Europea ha esitato e non ha parlato ad una sola voce: la Germania è stata il giocatore scettico ed esistante, con un ruolo che non premia la sua ambizione a divenire membro permanente del Consiglio di Sicurezza.

Fonte

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