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venerdì 31 agosto 2012

'Isaac' deja tres muertos y miles de evacuados en dos estados de EE.UU.

El huracán 'Isaac', que sigue azotando el sur de EE.UU., se cobró la vida de 3 personas, una en Misisipi y otras dos en Luisiana. En ambos estados la gente se quedó sin luz y tuvieron que ser evacuadas unas 50.000 personas.

En Misisipi una persona falleció cuando cayó un árbol sobre su automóvil. En Luisiana se han registrado dos víctimas mortales. Un hombre murió en Vermillon al caer desde un árbol al que se había subido para ayudar a otra persona. Otro falleció en un incendio en la ciudad de Gretna. Debido a los fuertes vientos, los bomberos no pudieron actuar de inmediato.


domenica 30 ottobre 2011

Alluvioni, tsunami, terremoti? Colpa dell'Antartide

Video dell'articolo "Qualcosa sta succedendo! Tsunami e Terremoti" estratto dal video del tour di Beppe Grillo il quale ringrazio infinitamente!

by Diego Granese - http://www.devastarsi.com

sabato 26 marzo 2011

DALL' ALTO DEI CIELI ALLE PROFONDITA' DELLA TERRA: IL PROGETTO H.A.A.R.P.


QUALI SONO LE CAUSE SCATENANTI DEI RECENTI E SEMPRE PIU' NUMEROSI DISASTRI GEOLOGICI E CLIMATICI? E PERCHE' I NOSTRI METEOROLOGI, GEOLOGI, FISICI PRESENTI SUI MEDIA NE SONO COSI' POCO INFORMATI O NON NE VOGLIONO PARLARE? E SE FOSSE TUTTO RICONDUCIBILE AD UN ESPERIMENTO TOP SECRET  PORTATO AVANTI DA NUMEROSI GOVERNI DENOMINATO "PROGETTO HAARP"?

Nel corso dei secoli, i mutamenti climatici hanno rappresentato uno dei più potenti catalizzatori dei pensieri dell'uomo, influenzandone le credenze e le azioni, gli umori e le decisioni, sempre in un modo apparentemente casuale, ma in realtà guidati dalla ferrea logica della natura.

Tuttavia dalla rivoluzione industriale ad oggi qualche ferita abbiamo incominciato ad infliggergliela, e la Terra oggi non è certo più quella dei giorni antichi, dove tutto era in perfetto equilibrio bio-ambientale.

Ma mentre i più visibili sembrerebbero gli allarmi della comunità scientifica sul surriscaldamento globale, il rischio maggiore è forse quello, praticamente ignorato dai mass-media, di un mutamento climatico a scopi militari.

Esiste infatti dal 1992 un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense, coordinato dalla Marina e dall'Aviazione, denominato HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program). E' il cuore vero e proprio del più vasto - e ben più noto - programma di "Guerre Stellari", avviato nei primi anni Ottanta sotto le amministrazioni Reagan-Bush, che ora sta accelerando la sua corsa drogato da una spesa militare mai vista in precedenza, giustificata dal solito bipensiero orwelliano: "La guerra è pace".

La base principale di HAARP occupa un'estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d'alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trovano una coppia di antenne per la banda bassa ed una per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri che atmosferiche.

Come spesso succede, la facciata dell'operazione ha nobili scopi: lo studio accademico della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di km di profondità; a conferma di ciò, è online il sito del progetto, che dipinge l'immagine di un'innocua stazione scientifica, con tanto di webcam.

La realtà, come sempre, va cercata oltre la superficie. 


HAARP - Giappone (video)

giovedì 24 marzo 2011

La guerra del clima (History Channel)

La guerra climatica è realtà! Confermate tutte le conclusioni del Comitato Tanker Enemy sulle manipolazioni atmosferiche tramite H.A.A.R.P. e scie chimiche.


La guerra del clima (History Channel) from system_failure on Vimeo.

martedì 1 marzo 2011

Frana a Mili San Pietro spazza via 20 auto

Mili San Pietro (ME), in via Vallone una frana si porta come se niente fosse circa 20 auto.

MESSINA - La provincia siciliana ancora devastata da un fiume di fango. Immagini davvero impressionanti. Non è la prima volta, ormai ad ogni pioggia un po' più lunga del normale, succede un disastro. Però se è vero che tagliano gli alberi sulle colline a monte, non ci si aspetti poi qualcosa di diverso! Ci fa strano che la notizia inizialmente sia passata quasi sotto silenzio in tv. Solo ora, grazie anche a Internet, sta uscendo...Ma il governo, la protezione civile, che ci stanno a fare?

domenica 16 gennaio 2011

Invasione di coccinelle in tutto il mondo

Coccinelle asiatiche alla conquista del mondo

15 ottobre 2007 - Vengono dall’Asia e stanno minacciando le coccinelle britanniche: sono le Harmonia axyridis, le coccinelle arlecchino. Il nome comune di questa specie si riferisce alla variabilità delle elitre, che possono mostrare molti colori e disegni differenti.

La loro nicchia ecologica si sovrappone parzialmente a quella delle coccinelle indigene: sono predatrici e tra le loro vittime ci sono altre specie di coccinella, uova e bruchi di farfalle. Le coccinelle arlecchino sono arrivate nel Nord America nel 1988 e da allora hanno conquistato il continente.

Sbarcate in Inghilterra nel 2004, hanno conquistato velocemente il sud-est dell’isola. Le autorità locali hanno chiesto alla popolazione di inviare foto delle coccinelle, qualora le avvistassero, per monitorare l’invasione.

Le coccinelle vengono usate nella lotta biologica, visto che si nutrono degli afidi delle piante. Il problema di questa specie e’ che ha un alto tasso riproduttivo e le femmine sopravvivono agli inverni molto meglio delle nostre specie. Il vantaggio non e’ limitato alle specie britanniche; uno studio dell’università di Bologna ha dimostrato che c’è il rischio concreto che invadano anche l’Italia.

Fonte

Invasione di coccinelle dipinge di rosso il Colorado

16 luglio 2009 - Le cause dell’invasione vengono riportate ad una primavera particolarmente piovosa e al clima umido. In ogni caso, le coccinelle sono insetti utili (si nutrono fra l’altro di afidi, i “pidocchi delle piante”) e vengono impiegate nella lotta biologica. E poi si dice anche che le coccinelle portino fortuna…

Sono "aliene". Invasioni di coccinelle segnalate in tutta l’Italia settentrionale: intervista ad un esperto

 26 ottobre 2009 - Sono coccinelle “aliene”. Ho intervistato un esperto per avere lumi sulle invasioni di coccinelle in Italia settentrionale e nel Canton Ticino [...].

Mi sono stupita: dal Piemonte al Veneto, tanta gente si è ritrovata la casa letteralmente tappezzata di insetti. Così ho parlato con Gianumberto Accineli, entomologo dell’Università di Bologna. L’ho rintracciato attraverso Eugea, una società formata da ricercatori bolognesi che vende fra l’altro coccinelle da liberare in giardino per combattere gli afidi.

Mi ha detto che queste coccinelle sono “aliene”: una specie asiatica, non italiana, che l’uomo ha diffuso fuori dall’habitat originario. Sì, dice, è normale che si riuniscano: anche se l’entità del fenomeno è un po’ inaspettata.

Dottor Accinelli, sono normali tutte queste invasioni di coccinelle?

L’aggregazione autunnale è assolutamente normale, soprattutto nelle zone collinari. Le coccinelle secernono un feromone (una sostanza chimica capace di provocare reazioni nel comportamento degli individui appartenenti alla stessa specie, nrd) che si chiama appunto “feromone d’aggregazione”. Si radunano per andare a svernare sotto i massi, o in ripari artificiali come gli scantinati.

E allora dov’è la stranezza?

Queste sono coccinelle arlecchino, arrivate in Italia dall’Asia negli Anni 90. C’era da aspettarsi, appunto, di vedere qualche aggregazione notevole. Ma non una cosa come quella che ora viene descritta. Nulla di pericoloso, comunque.

Ci arriviamo. Prima però bisogna capire cosa ci fanno in Italia le coccinelle asiatiche.

Sono state introdotte per la lotta biologica: mangiano gli afidi che infestano le colture orticole. Così si evita di usare i pesticidi. Anche le coccinelle nostrane mangiano gli afidi, ma le arlecchino sono molto più efficienti. Autentiche macchine da guerra.

Come si distinguono le coccinelle nostrane dalle asiatiche?

Dal numero dei punti neri. Le specie italiane più comuni ne hanno, rispettivamente, due e sette. Le asiatiche hanno un numero di punti e una livrea molto variabile. Per questo si chiamano appunto “arlecchino”.

E, una volta liberate, le coccinelle asiatiche si sono moltiplicate a dismisura: la vecchia storia delle specie aliene che l’uomo ha diffuso fuori dall’habitat originario.

I nemici delle coccinelle nostrane hanno imparato a predare anche le coccinelle asiatiche. Il numero dei predatori impiegherà qualche tempo per crescere adeguandosi all’abbondanza delle prede – è un fenomeno ben conosciuto in natura – ma poi si arriverà all’equilibrio.

E’ stato questo uno dei pochissimi casi in cui la lotta biologica ha avuto un impatto negativo, a fronte degli enormi effetti positivi legati all’aver evitato l’uso dei terribili pesticidi. Ora comunque le biofabbriche – le aziende che allevano insetti utili – hanno smesso di produrre coccinelle asiatiche, e offrono solo quelle nostrane. Non lo impone la legge: è stata un’autolimitazione.

E comunque delle invasioni di coccinelle, sebbene “aliene”, non c’è da avere paura

No, assolutamente. Non bisogna preoccuparsi nè spaventarsi. Le coccinelle sono velenose – anche quelle nostrane – ma solo se vengono mangiate. Chi si sognerebbe mai di mangiare coccinelle? Possono dare un pochino di cattivo odore quando vengono spaventate: tutto lì.

Fonte

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