Il motivo per cui Adam Kadmon invita al Buon Senso e all'Altruismo.
Ci sono persone che non sanno quello che succede davvero in una guerra. Pensano che è quella che vedono in televisione e nei videogiochi. Loro non sanno che esistono soldati che uccidono a sangue freddo e disumanizzano il nemico per non sentirsi in colpa.
Per queste persone, che non sanno cosa è la guerra, abbiamo caricato questo video.
Guardandolo ci auguriamo che capiscono quanto è importante divulgare messaggi di pace e altruismo in questi tempi difficilissimi.
Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
Visualizzazione post con etichetta Guerre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Guerre. Mostra tutti i post
lunedì 23 luglio 2012
RAGAZZI, LA GUERRA NON E' UN VIDEOGIOCO!
Categorie:
Guerre,
Militarismo USA
giovedì 19 luglio 2012
Siria: non dimentichiamo quel che è successo in Libia!
HANNO COSTRUITO UN SET DELLA PIAZZA VERDE DI TRIPOLI (LA COSTRUZIONE DELLA NOTIZIA)
UNA CITTADINA ITALIANA CHE E' ANDATA IN LIBIA CI RACCONTA COSA HA VISTO.
http://www.albamediterranea.org
FALSIFICAZIONE STORICA E FICTION DELLA REALTA' (OLTRE LA MANIPOLAZIONE)
NIENTE E' MAI COME SEMBRA.
---------------------------------------------------
"LE BUGIE SULLA LIBIA"
ENRICO GIARDINI per ALBAMEDITERRANEA.
UNA CITTADINA ITALIANA CHE E' ANDATA IN LIBIA CI RACCONTA COSA HA VISTO.
http://www.albamediterranea.org
FALSIFICAZIONE STORICA E FICTION DELLA REALTA' (OLTRE LA MANIPOLAZIONE)
NIENTE E' MAI COME SEMBRA.
---------------------------------------------------
"LE BUGIE SULLA LIBIA"
ENRICO GIARDINI per ALBAMEDITERRANEA.
Categorie:
Guerre,
Libia,
Manipolazione mediatica
domenica 18 dicembre 2011
EE. UU. acusa a Irán de estar tras los atentados del 11-S para desatar una nueva guerra
17 dic 2011 - El Tribunal Federal de Manhattan (EE. UU.) culpó a Irán de ayudar a los terroristas de Al Qaeda en los atentados del 11 de septiembre de 2001. Con estas acusaciones, EE. UU. busca justificar la nueva guerra que quiere desatar en el país islámico, según varios expertos internacionales. ...
Categorie:
Guerre,
Iran,
Militarismo USA
domenica 9 ottobre 2011
Entrevista a Isabel Pisano
Actriz, escritora, ex compañera de Arafat y corresponsal de guerra, en esta entrevista 'el Che arabe, como fue llamada esta valiente mujer, habla con conocimiento de los hechos de la guerra de Libia...
Categorie:
Antimperialismo,
Attivismo,
Guerre,
Isabel Pisano,
Libia
venerdì 25 marzo 2011
Il dosaggio strategico della paura
Per anni, specie durante la Presidenza Bush, in Occidente ci si è molto preoccupati del terrorismo di al-Qaeda, della Jihad, del fondamentalismo islamico...
Che si trattasse in larga parte di propaganda l'avevamo intuito, ma forse solo ora ne abbiamo la conferma, visto che l'alto livello di allarme terrorismo si è rivelato in larga parte ingiustificato. Infatti successivamente, tranne 2 attentati minori avvenuti in Europa, a Madrid e Londra, di fatto negli USA non vi sono stati altri attentati dopo quello eclatante delle 2 torri.
Viene allora spontaneo pensare che il clima di paura e d'allarme creatosi dopo l'11 settembre, sia servito proprio a manipolare l'opinione pubblica di tutto il mondo. Lo scopo vero era probabilmente quello di creare consenso attorno ai progetti bellici nordamericani contro specifici paesi. Si voleva, cioè, fare in modo che si appoggiassero e giustificassero le guerre per il petrolio in Iraq e Afghanistan, facendole apparire come guerre "sante" contro l'impero del male di Osama Bin Laden.
Ora in Italia, nel pieno di una guerra contro Gheddafi, il nostro governo sembra indirizzato sulla stessa strada: questo centro-destra, come sua abitudine, ha già cominciato a cavalcare la paura di un invasione di immigrati, paventando il pericolo di una diffusione dell'oltranzismo islamico in Italia e in Europa, come effetto collaterale del nostro intervento militare in Libia.
Siamo alle solite: la destra diffonde velatamente la paura del diverso in funzione propagandistica, per guadagnare consenso elettorale, facendo i soliti proclami populisti sulla sicurezza. Così facendo costoro mirano a oscurare alla radice tutte quelle posizioni più razionali, pragmatiche, umanitarie, solidali, profondamente democratiche e di buon senso, che sono il patrimonio storico di una certa sinistra moderata e riformista del nostro Paese, posizioni idealmente improntate all'accoglienza del diverso più che all'espulsione, che mirano alla soluzione dei problemi con giustizia, senza preconcetti ideologismi.
Ed invece, per come vanno le cose in Italia oggi, hanno mano libera i paladini della finta sicurezza, i vari Maroni e La Russa, leghisti e ex-fascisti che sono oggi al governo ma che già lavorano sotto sotto per vincere anche le prossime elezioni. Lo fanno teorizzando, come fanno da sempre, soprattutto l'intolleranza e la chiusura al diverso. Italiani! Non fidiamoci più di costoro! Non lasciamo il paese nelle loro mani in un momento storico così delicato!
Ma cosa deve succedere ancora nei paesi islamici per farci cambiare opinione su di loro? C'è ancora qualcuno in Italia che pensa veramente che musulmano sia sinonimo di terrorista? Forse sì, il pregiudizio e la paura sono duri a morire e quelli che hanno contribuito ad alimentarli meritano di essere chiamati criminali al pari di Bin Laden. Mi riferisco all'ex presidente USA George W. Bush e al suo segretario alla Difesa e degno compare Rumsfeld, alla loro scellerata politica estera di lotta preventiva al terrorismo anti-occidentale (ma soprattutto anti-americano); e poi penso anche alle responsabilità di Israele, alla sua politica annessionista che, inducendo odio razziale, mira segretamente a fagocitare militarmente i territori arabi suoi confinanti.
Ma insomma, non basta lo tsunami di interi popoli in rivolta che rivendicano sacrosanti diritti di fronte ai loro dittatori, un'onda fatta soprattutto di giovani disposti anche a morire per questo?
Noi, proprio perchè non vogliamo il fondamentalismo islamico in Italia, dovremmo subito appoggiare e riconoscere politicamente i governi transitori di queste popolazioni in rivolta, come ha fatto la Francia nel caso della Libia, ma che vale anche per molti altri paesi che stanno seguendo lo stesso percorso, come lo Yemen, il Bahrein, la Siria, ecc..
E invece preferiamo aspettare...forse per divertirci poi a bombardare i loro dittatori con aerei che sparano missili cruise all'uranio impoverito? Questo elemento chimico radioattivo provoca malattie mortali alla popolazione civile che ne viene a contatto diretto, anche per lungo tempo dopo la loro deflagrazione; sono armi che andrebbero messe al bando, e invece vengono ancora usate dalle forze militari di molti paesi occidentali cosidetti civili, che da tempo ne conoscono gli effetti devastanti, alla stregua di armi chimiche o peggio. Come può l'ONU tollerare missioni umanitarie quando queste usano metodi annoverabili come crimini contro l'umanità?
Che si trattasse in larga parte di propaganda l'avevamo intuito, ma forse solo ora ne abbiamo la conferma, visto che l'alto livello di allarme terrorismo si è rivelato in larga parte ingiustificato. Infatti successivamente, tranne 2 attentati minori avvenuti in Europa, a Madrid e Londra, di fatto negli USA non vi sono stati altri attentati dopo quello eclatante delle 2 torri.
Viene allora spontaneo pensare che il clima di paura e d'allarme creatosi dopo l'11 settembre, sia servito proprio a manipolare l'opinione pubblica di tutto il mondo. Lo scopo vero era probabilmente quello di creare consenso attorno ai progetti bellici nordamericani contro specifici paesi. Si voleva, cioè, fare in modo che si appoggiassero e giustificassero le guerre per il petrolio in Iraq e Afghanistan, facendole apparire come guerre "sante" contro l'impero del male di Osama Bin Laden.
Ora in Italia, nel pieno di una guerra contro Gheddafi, il nostro governo sembra indirizzato sulla stessa strada: questo centro-destra, come sua abitudine, ha già cominciato a cavalcare la paura di un invasione di immigrati, paventando il pericolo di una diffusione dell'oltranzismo islamico in Italia e in Europa, come effetto collaterale del nostro intervento militare in Libia.
Siamo alle solite: la destra diffonde velatamente la paura del diverso in funzione propagandistica, per guadagnare consenso elettorale, facendo i soliti proclami populisti sulla sicurezza. Così facendo costoro mirano a oscurare alla radice tutte quelle posizioni più razionali, pragmatiche, umanitarie, solidali, profondamente democratiche e di buon senso, che sono il patrimonio storico di una certa sinistra moderata e riformista del nostro Paese, posizioni idealmente improntate all'accoglienza del diverso più che all'espulsione, che mirano alla soluzione dei problemi con giustizia, senza preconcetti ideologismi.
Ed invece, per come vanno le cose in Italia oggi, hanno mano libera i paladini della finta sicurezza, i vari Maroni e La Russa, leghisti e ex-fascisti che sono oggi al governo ma che già lavorano sotto sotto per vincere anche le prossime elezioni. Lo fanno teorizzando, come fanno da sempre, soprattutto l'intolleranza e la chiusura al diverso. Italiani! Non fidiamoci più di costoro! Non lasciamo il paese nelle loro mani in un momento storico così delicato!
Ma cosa deve succedere ancora nei paesi islamici per farci cambiare opinione su di loro? C'è ancora qualcuno in Italia che pensa veramente che musulmano sia sinonimo di terrorista? Forse sì, il pregiudizio e la paura sono duri a morire e quelli che hanno contribuito ad alimentarli meritano di essere chiamati criminali al pari di Bin Laden. Mi riferisco all'ex presidente USA George W. Bush e al suo segretario alla Difesa e degno compare Rumsfeld, alla loro scellerata politica estera di lotta preventiva al terrorismo anti-occidentale (ma soprattutto anti-americano); e poi penso anche alle responsabilità di Israele, alla sua politica annessionista che, inducendo odio razziale, mira segretamente a fagocitare militarmente i territori arabi suoi confinanti.
Ma insomma, non basta lo tsunami di interi popoli in rivolta che rivendicano sacrosanti diritti di fronte ai loro dittatori, un'onda fatta soprattutto di giovani disposti anche a morire per questo?Noi, proprio perchè non vogliamo il fondamentalismo islamico in Italia, dovremmo subito appoggiare e riconoscere politicamente i governi transitori di queste popolazioni in rivolta, come ha fatto la Francia nel caso della Libia, ma che vale anche per molti altri paesi che stanno seguendo lo stesso percorso, come lo Yemen, il Bahrein, la Siria, ecc..
E invece preferiamo aspettare...forse per divertirci poi a bombardare i loro dittatori con aerei che sparano missili cruise all'uranio impoverito? Questo elemento chimico radioattivo provoca malattie mortali alla popolazione civile che ne viene a contatto diretto, anche per lungo tempo dopo la loro deflagrazione; sono armi che andrebbero messe al bando, e invece vengono ancora usate dalle forze militari di molti paesi occidentali cosidetti civili, che da tempo ne conoscono gli effetti devastanti, alla stregua di armi chimiche o peggio. Come può l'ONU tollerare missioni umanitarie quando queste usano metodi annoverabili come crimini contro l'umanità?
Categorie:
Guerre,
Politica,
Rivolte di piazza
lunedì 21 marzo 2011
US Army: scuse per le foto "trofeo" accanto ai corpi di civili afgani uccisi
![]() |
| Il cap. Jeremy Morlock, finora l'unico soldato inquisito che si è dichiarato colpevole. |
Le foto sono state pubblicate dalla rivista tedesca Der Spiegel e sarebbero una parte delle tante sequestrate dagli investigatori dell'esercito USA. Un comunicato dell'esercito ha detto che quelle foto sono "ripugnanti", ma che immagini di questo tipo sono già state utilizzate come prove davanti ad una corte marziale.
La morte di civili afgani per mano di forze armate straniere è una questione molto delicata in Afghanistan.
Presumibilmente queste fotografie sono state scattate da un'unità "canaglia" dell'esercito americano in Afghanistan nel 2010. Tali immagini vanno solo ad "esacerbare le tensioni già esistenti tra il governo afgano e la popolazione da un lato, e la coalizione a guida USA dall'altro", ha detto Paul Wood inviato della BBC a Kabul.
La corte marziale USA.
Ancora non è chiaro quando siano state scattate esattamente le fotografie pubblicate, ma Der Spiegel dice che si trovavano in mezzo a 4.000 immagini e spezzoni di video da loro acquistati.
In ciascuna di esse i soldati tengono il volto del morto di fronte alla fotocamera, afferrandolo per i capelli e girandogli la testa. Uno dei soldati americani è sorridente.
L'esercito USA ha detto che queste fotografie ritraggono "azioni ripugnanti per chiunque si ritenga un essere umano e in contrasto con le norme e i valori dell'esercito degli Stati Uniti".
"Le azioni ritratte in queste fotografie rimangano sotto inchiesta e sono ora oggetto di un procedimento in corso della corte marziale degli Stati Uniti, nel quale si presume che l'imputato sia innocente fino a prova contraria", ha aggiunto.
I soldati accusati saranno ritenuti responsabili nella misura e nei modi più appropriati, dice l'esercito.
Der Spiegel dice che ha identificato uno dei soldati nelle fotografie come il caporale Jeremy Morlock. Egli è uno dei cinque soldati accusati di omicidio premeditato di tre civili afgani all'inizio di quest'anno.
Il cap. Morlock ha accettato di dichiararsi colpevole a fine febbraio, ottenendo una pena detentiva breve in cambio della sua testimonianza contro gli altri soldati imputati. Questi negano le accuse. Altri sette soldati della stessa unità sono stati accusati di cospirazione per aver coperto i presunti omicidi.
La corte marziale del cap. Morlock sarà ripresa Mercoledì.
I cinque accusati di omicidio avrebbero lanciato granate e aperto il fuoco su civili in azioni d'attacco non provocate, mentre gli altri sette sono accusati di smembramento delle vittime e collezione di parti del corpo.
La rabbia afgana.
Queste fotografie ritraggono le presunte azioni di pochi soldati "rinnegati", ma il livello di sensibilità afgana di fronte a vittime civili è alto dopo una serie di episodi in cui le forze della coalizione sono state accusate d'avere accidentalmente ucciso civili nel corso di bombardamenti.
"Questo potrebbe infiammare la situazione. E' l'ultima cosa che ci aspettavamo in questo momento. La nostra posizione è molto chiara, arrestare e uccidere civili non è accettabile per il Presidente, per il Paese e per il popolo dell'Afganistan", ha detto un funzionario del Consiglio di Sicurezza Nazionale Afgano che ha a che fare con l'esercito statunitense e che ha voluto rimanere anonimo, al giornalista della BBC Bilal Sarwary.
Un numero record di civili sono stati uccisi in Afghanistan nel 2010: più di 2.700 - il 15% in più rispetto all'anno precedente.
Un rapporto delle Nazioni Unite sui morti civili ha calcolato che i talebani sono stati responsabili del 75% di tutti i decessi; ma la proporzione tra le uccisioni di civili da parte di afghani e di forze della Nato è recentemente precipitata, rappresentando ora il 16% dei civili uccisi.
I corrispondenti dicono che le morti di afgani per mano straniera provocano maggiore indignazione delle uccisioni da parte dei talebani.
(tradotto dall'inglese)
Categorie:
Afghanistan,
Diritti umani violati,
Guerre,
Militarismo
Risoluzione 1973 (2011) del Consiglio di Sicurezza dell'ONU
La Risoluzione 1973 è il naturale seguito della Risoluzione 1970 a fronte del rifiuto di Gheddafi di adempire a quanto in essa disposto, in particolare di porre immediatamente fine alla violenza, di andare incontro alle legittime domande della popolazione e di rispettare i diritti umani e il diritto internazionale umanitario.
Ora si passa ai fatti, cioè l'ONU decide di autorizzare l'uso della forza militare con l'obiettivo primario di proteggere la popolazione - "i civili e gli insediamenti urbani civili", compresa la città di Bengasi -, escludendo categoricamente il dispiegamento di "una forza di occupazione straniera di qualsiasi forma e in qualsiasi parte del territorio libico".
Il divieto di volo riguarda "il decollo, l'atterraggio e il sorvolo nel territorio libico di velivoli registrati in Libia o gestiti da cittadini o compagnie libiche'. La sola eccezione è per voli a scopo umanitario.
A usare la forza sono autorizzati gli stati membri, che potranno agire 'singolarmente' o attraverso organizzazioni o accordi regionali in stretta cooperazione con il Segretario Generale delle Nazioni Unite.
La Risoluzione 1973 specifica altri punti della precedente, in particolare quelli che riguardano l'embargo sulle armi e il congelamento dei beni della famiglia Gheddafi e di altri esponenti del suo regime.
La parte assolutamente nuova riguarda quella che possiamo chiamare la cabina di regia dell'intera operazione, pilotata dal Consiglio di Sicurezza attraverso l'apposito Comitato istituito dalla Risoluzione 1970 e il Segretario Generale. Di questa cabina fanno parte un nuovo organismo creato ad hoc, il "Panel di sette esperti", e la Lega degli Stati Arabi. Dunque, a guidare e controllare che la delicata operazione si svolga nel rispetto della legalità internazionale, viene messa in opera una struttura politica per così dire pluralista, alla quale sono associate anche l'Unione Africana e la Organizzazione della Conferenza Islamica, espressamente citate nella Risoluzione.
Il tutto avverrà dunque con la piena legittimazione dell'ONU e sotto il suo "coordinamento politico", non sotto il suo comando, ruolo che le è tuttora precluso dal fatto di non disporre di una forza di polizia militare permamente come previsto dall' articolo 43 della Carta: "Al fine di contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, tutti i membri delle Nazioni Unite si impegnano a mettere a disposizione del Consiglio di Sicurezza, a sua richiesta e in conformità ad un accordo o ad accordi speciali, le forze armate, l'assistenza e le facilitazioni, compreso il diritto di passaggio, necessario per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale".
Nel caso della Risoluzione 1970 il richiamo è stato, specificamente, all'articolo 41, che dispone per la comminazione di sanzioni di carattere non militare. Nella nuova Risoluzione, che appunto autorizza l'uso della forza, il riferimento è, genericamente, al Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, laddove sarebbe stato appropriato richiamare l'articolo 42, il quale stabilisce che "se il Consiglio di Sicurezza ritiene che le misure previste nell'articolo 41 siano inadeguate o si siano dimostrate inadeguate, esso può intraprendere, con forze aeree, navali o terrestri, ogni azione che sia necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale. Tale azione può comprendere dimostrazioni, blocchi ed altre operazioni mediante forze aeree, navali o terrestri di Membri delle Nazioni Unite". E' appena il caso di sottolineare che, ai sensi della Carta, né l'ONU nè gli stati possono fare 'guerre' intese come operazioni finalizzate alla distruzione dello 'Stato nemico" (comprensivo di governo, di popolo e di territorio).
In conclusione, quanto deciso con la Risoluzione 1973 va collocato in un contesto caratterizzato dal fatto che c'è la domanda esplicita di intervento della Comunità internazionale da parte di una popolazione che rivendica il diritto di autodeterminarsi liberamente, c'è la pressione dell'opinione pubblica internazionale, c'è la esplicita richiesta di Organizzazioni regionali quali la Lega Araba, l'Unione Africana, la Conferenza Islamica. E c'è la nuova politica del Presidente Obama, con la sua opzione per il multilateralismo istituzionale e per il ruolo prioritario delle Nazioni Unite. C'è la prova che le Nazioni Unite dispongono di un serbatoio di forte legittimazione.
Occorre profittarne per mettere l'ONU nella condizione di agire più prontamente e di assicurare il governo della globalizzazione a fini di pace e di giustizia, anche in campo economico e finanziario: questo può avvenire a condizione che si affronti con determinazione il problema della sua riforma, soprattutto della sua democratizzazione.
Ancora una volta, l'Unione Europea ha esitato e non ha parlato ad una sola voce: la Germania è stata il giocatore scettico ed esistante, con un ruolo che non premia la sua ambizione a divenire membro permanente del Consiglio di Sicurezza.
Fonte
venerdì 4 marzo 2011
U.S Soldiers Are Waking Up!
YES WE CAN! REAL HOPE FOR AMERICA!
http://campaignforliberty.com/
Categorie:
Guerre,
Imperialismo nordamericano,
Militarismo
mercoledì 23 febbraio 2011
E' questa l'UE che vogliamo? Cinica e Immobile?
Tutto il mondo sta a guardare il film dell'uccisione di migliaia di persone, i feriti sono già arrivati a 50.000. Nessuno aiuta questi poveri disperati, nessuno decide niente a Bruxelles, nessuno si muove...E' questa l'Unione europea che vogliamo? Se così, io non la voglio. L'emergenza umanitaria non esiste solo quando gli immigrati invadono il nostro territorio. E' un'ipocrisia. Emergenza è anche e soprattutto adesso, quando si tratta di fermare la scure assassina di un dittatore su una popolazione che rivendica solo il suo sacrosanto diritto di vivere in una democrazia.
Politici, fregatevene del politicamente corretto, non parlate sempre e solo delle conseguenze economiche, della mancanza di petrolio o di gas, dei vostri affari. Mi rivolgo alle menti più eccelse e superpagate d'Europa: coraggio, trovate il modo di dare una mano concreta a questo popolo, nelle mani di un folle assassino a sangue freddo. I vostri Big Jim in divisa, che tanto lucidate e foraggiate in tempo di pace, a cosa servono se non in questi casi? Altrimenti aboliteli questi eserciti inutili, perchè non servono assolutamente a niente.
Categorie:
Guerre,
Il tradimento dell'UE,
Libia,
Politica
domenica 20 febbraio 2011
Rivelazioni di un soldato - Afghanistan e Iraq HQ
[...] Afghanistan e Iraq denunciano lo stesso tipo di atrocità e crimini di guerra perpetrati dall'esercito americano nelle recenti guerre in quei territori.
Naturalmente i grandi media ignorarono ...[...]... Sanno bene che basterebbe passare in prima serata una testimonianza come quella che presentiamo di seguito, per vedere cambiare di colpo il volto della nazione -- e probabilmente della storia stessa [...] E' evidente che di fronte ad una lucida analisi come quella di Prysner... non si possano più fare grandi distinzioni fra presidenti democratici o repubblicani (negli Stati Uniti), o fra governi "di sinistra" oppure "di destra" (in Europa), in quanto risultano tutti dei semplici strumenti al servizio dello stesso padrone. (Massimo Mazzucco)
Naturalmente i grandi media ignorarono ...[...]... Sanno bene che basterebbe passare in prima serata una testimonianza come quella che presentiamo di seguito, per vedere cambiare di colpo il volto della nazione -- e probabilmente della storia stessa [...] E' evidente che di fronte ad una lucida analisi come quella di Prysner... non si possano più fare grandi distinzioni fra presidenti democratici o repubblicani (negli Stati Uniti), o fra governi "di sinistra" oppure "di destra" (in Europa), in quanto risultano tutti dei semplici strumenti al servizio dello stesso padrone. (Massimo Mazzucco)
Categorie:
Guerre,
Imperialismo nordamericano
giovedì 2 dicembre 2010
Asi se excitan los jinn con la violencia en Irak
Oigan las tonalidades de un ser humano poseido por un jinn que disfruta de la violencia. SIN PALABRAS!
Categorie:
Guerre,
Imperialismo nordamericano,
Iraq,
Violencia
Da WikiLeaks i file segreti sulla guerra in Iraq
Bastardi assassini! Finalmente smascherati da Wikileaks. Il video mostra i soldati americani in Iraq che sparano su civili senza motivo! E magari loro rimarranno impuniti! Mentre Assange è diventato il ricercato n.1 dall'Interpol, come Bin Laden! Frattini dichiara: "Spero lo prendano presto". Ma non una parola sui contenuti, per lui conta solo la forma, non prende nessuna posizione sulle atrocità della guerra in Iraq, non si preoccupa di chi veramente dovrebbe essere incriminato. La domanda ora è: si tratta di comportamenti deviati di alcuni elementi nelle file dell'esercito americano o sono espressi ordini ricevuti dall'alto?
Video con audio in inglese. Transcripción y traduccion al español de antoniofidel41
Video con audio in inglese. Transcripción y traduccion al español de antoniofidel41
Categorie:
Guerre,
Imperialismo nordamericano,
Iraq,
WikiLeaks
mercoledì 24 novembre 2010
Schermaglie di guerra tra le 2 Coree
Ecco come viene riportata la notizia sui media cubani.
Corea del Norte responde a provocación militar surcoreana
Noviembre 23, 2010 - La República Popular Democrática de Corea (RPDC) denunció hoy que Surcorea disparó decenas de obuses hacia aguas jurisdiccionales de la parte Norte, provocación a la cual respondió, reporta Prensa Latina.
Categorie:
Corea,
Guerre,
Manipolazione mediatica,
Notizie mondo
Iscriviti a:
Post (Atom)
UN BLOG ALLA SCOPERTA DELLE PROPRIE IDEE
"La verità non è il bene assoluto, ma ciò che noi, in coscienza, nel corso di una nostra personale ricerca, e a seconda del livello di evoluzione e consapevolezza raggiunti, di volta in volta preferiamo ed eleggiamo come tale".
Follow us on FB!
Havana time
!-end>!-local>
Rome time
!-end>!-local>
Tourism in Cuba (video)
Turismo en Cuba: Vedi il video di Lonely Planet
POST PIU' POPOLARI
-
Della serie, LETTERA (molto indignata) AD UN IGNORANTE (nel senso di colui che ignora)... Vai, vai coi tuoi amici assassini capitalisti e...
-
Ballarò 06/12/111 - La copertina di Maurizio Crozza - Pungente ironia di Maurizio Crozza sulla commozione del Ministro Elsa Fornero, immanca...
-
El Festival "Zentsura At!" (¡Censura fuera!) trató de impedir el trabajo del cámara de Cubainformación TV sobre la videoconferenci...
-
La povera vittima Kalyannis Cala Perez Lucca, 7 dic. - (Adnkronos) - E' quasi sicuramente passionale il movente dell'omicidio del...
-
No poner contenedores de plástico en el microondas. No congelar botellas de agua. No envolturas de plástico en el microondas... Recien...
-
Berlusconi non ha più proprio niente da dire in questo paese. Di fronte alle proteste degli studenti ha banalmente commentato che i bravi ra...
-
Esattamente 30 anni fa a New York moriva John Lennon. Per la sua epoca fu considerato un ribelle, eppure non un rivoluzionario, tanto che an...
-
Se calcula de 4 a 6 mil niños combaten en grupos armados de las FARC y el ELN. Muchos reclutados desde los seis años; Las FARC envia niño(a)...
-
Una entrevista excepcional que permaneció en el olvido durante más de 50 años y fue encontrada por la cineasta Rebeca Chávez en medio de una...
SLIDESHOW
GET LOGO OF CUBA-ITALIA BLOG
<a href="http://cuba-italia.blogspot.com"> |
|







Havana Time
Rome Time
