(a cura di Matteo Marini)
Prima la richiesta di verificare la licenza a uno dei commercianti che vende la sua merce su una bancarella. Poi i neonazisti di "Alba dorata" hanno caricato in branco, sfasciando tutto con le aste delle bandiere greche. E' accaduto durante i festeggiamenti per la festa religiosa della Vergine di tutti i santi a Rafina, sulla costa attica orientale. La scena è stata ripresa da alcuni giornalisti della testata Rpn, che ha pubblicato il video sul suo sito. Alba Dorata è un partito neonazista e xenofobo che alle ultime elezioni, complice il collasso dell'economia ellenica, ha ottenuto ben il 7% e 21 deputati in parlamento.
Una ventana abierta sobre Cuba para esponer las mentiras que circulan por el Web sobre este pais. El blog se centra en los estilos de vida del tercio milenio, contiene asuntos políticos y noticias principalmente de Italia, Europa, Cuba y América Latina, en todo caso tratando de exponer los engaños de la globalización y del neoliberalismo selvaje en cualquier parte del mundo se producen estos.
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sabato 8 settembre 2012
Grecia, neonazisti distruggono un mercatino etnico
domenica 12 febbraio 2012
Grecia crisi: la Polizia vuol fare la rivoluzione
La Polizia greca dalla parte dei cittadini vessati. Solo un fragile manganello separa la rabbia popolare dagli squali che depredano. Quanto durerà?
Ha fatto il giro della Rete questa notizia Reuters: Il sindacato di Polizia greco vuole arrestare i funzionari del Fondo Monetario e e della UE.
Tanto entusiasmo, è generato dal sol pensiero di vedere gli squali in manette, arrestati dalla Polizia del Paese più vessato e messo in ginocchio dalle stravaganti politiche di detti squali. Una sorta di giustizia, anzi è il caso di dire una vera e propria nemesi.
Malgrado il sindacato che ha emesso tale diktat rappresenti ben i due terzi delle forze dell'ordine elleniche, la minaccia è destinata a restare lettera morta: senza un giudice che emetta un mandato di cattura difficilmente le sanguisughe internazionali finiranno dove meritano, ovvero dietro le sbarre.
Ma c'è qualcosa di molto importante e forse di sottovalutato, nel comunicato della Polizia.
Questa piccola frase:
"Qualora continuiate con le vostre politiche distruttive, vi avvisiamo che non riuscirete a farci combattere contro i nostri fratelli. Ci rifiutiamo di fronteggiare i nostri genitori, i nostri figli e tutti i cittadini che protestano e chiedono un cambiamento nelle politiche".
Questa, e non la minaccia di arresti, è l'affermazione davvero rivoluzionaria contenuta nella lettera. Ogni politica economica oppressiva messa in atto si basa sull'acquiescenza e l'obbedienza delle forze dell'ordine, deputate a far sì che i cittadini subiscano senza reagire. L'insurrezione è in questo momento infatti temutissima da tutti i governanti europei.
Un corpo di Polizia che si dissocia, che minaccia di incrociare le braccia non per un banale sciopero, ma per solidarietà civile, mette a rischio tutto il castello di carte. Inceppa tutto il progetto. C'è solo un fragilissimo manganello a frapporsi tra le popolazioni infuriate e chi le sta depredando: una presa di coscienza da parte dei cittadini-poliziotti sarebbe il detonatore.
Per il momento, ad Atene i manganelli sono ancora in funzione. Ma è facile prevedere che dureranno poco.
Fonte
Ha fatto il giro della Rete questa notizia Reuters: Il sindacato di Polizia greco vuole arrestare i funzionari del Fondo Monetario e e della UE.
Tanto entusiasmo, è generato dal sol pensiero di vedere gli squali in manette, arrestati dalla Polizia del Paese più vessato e messo in ginocchio dalle stravaganti politiche di detti squali. Una sorta di giustizia, anzi è il caso di dire una vera e propria nemesi.
Malgrado il sindacato che ha emesso tale diktat rappresenti ben i due terzi delle forze dell'ordine elleniche, la minaccia è destinata a restare lettera morta: senza un giudice che emetta un mandato di cattura difficilmente le sanguisughe internazionali finiranno dove meritano, ovvero dietro le sbarre.
Ma c'è qualcosa di molto importante e forse di sottovalutato, nel comunicato della Polizia.
Questa piccola frase:
"Qualora continuiate con le vostre politiche distruttive, vi avvisiamo che non riuscirete a farci combattere contro i nostri fratelli. Ci rifiutiamo di fronteggiare i nostri genitori, i nostri figli e tutti i cittadini che protestano e chiedono un cambiamento nelle politiche".
Questa, e non la minaccia di arresti, è l'affermazione davvero rivoluzionaria contenuta nella lettera. Ogni politica economica oppressiva messa in atto si basa sull'acquiescenza e l'obbedienza delle forze dell'ordine, deputate a far sì che i cittadini subiscano senza reagire. L'insurrezione è in questo momento infatti temutissima da tutti i governanti europei.
Un corpo di Polizia che si dissocia, che minaccia di incrociare le braccia non per un banale sciopero, ma per solidarietà civile, mette a rischio tutto il castello di carte. Inceppa tutto il progetto. C'è solo un fragilissimo manganello a frapporsi tra le popolazioni infuriate e chi le sta depredando: una presa di coscienza da parte dei cittadini-poliziotti sarebbe il detonatore.
Per il momento, ad Atene i manganelli sono ancora in funzione. Ma è facile prevedere che dureranno poco.
Fonte
giovedì 3 novembre 2011
GREECE RIOT DOG BITING POLICE (HD)
Its name is Loukanikos or Sausage, the famous dog from Greece been in riots since 2008.
Source: http://www.facebook.com/pages/SNIPEPRODUCTIONS/121481347657?ref=ts
Source: http://www.facebook.com/pages/SNIPEPRODUCTIONS/121481347657?ref=ts
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Grecia,
Rivolte di piazza
giovedì 20 ottobre 2011
Grecia, secondo giorno di sciopero generale
20 ottobre 2011 - Quasi 20.000 manifestanti si sono radunati stamattina nella piazza Syntagma ad Atene - dove sorge il Parlamento - per protestare contro il voto delle nuove e più rigide misure di austerity . E' la seconda giornata di sciopero generale nelle vie di Atene, dove lo scenario è quello ormai consueto di una vera e propria guerriglia urbana.
Ieri, contro il piano di austerità approvato dal Parlamento greco, sono scese in piazza tra le 120.000 e le 200.000 persone. Con una maggioranza risicatissima (151 deputati su 300) è stato dato un primo via libera al nuovo piano 'lacrime e sangue'. Oggi, in caso di approvazione definitiva, la Grecia otterrà dall'UE la sesta tranche di aiuti, pari a 8 miliardi di euro.
Scontri manifestanti-polizia ad Atene - 19/10/2011
Ieri, contro il piano di austerità approvato dal Parlamento greco, sono scese in piazza tra le 120.000 e le 200.000 persone. Con una maggioranza risicatissima (151 deputati su 300) è stato dato un primo via libera al nuovo piano 'lacrime e sangue'. Oggi, in caso di approvazione definitiva, la Grecia otterrà dall'UE la sesta tranche di aiuti, pari a 8 miliardi di euro.
Scontri manifestanti-polizia ad Atene - 19/10/2011
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domenica 3 luglio 2011
La "Freedom Flottilla 2" per Gaza bloccata in Grecia
Restano bloccate in Grecia le imbarcazioni della "Flottiglia internazionale della libertà" dirette a Gaza. Il ministero della protezione civile ha rinnovato il divieto di salpare fino a "nuovo ordine".
Solo quattro, sulle dieci imbarcazioni della flottiglia non sono state fermate. I militanti intendono infrangere il blocco marittimo israeliano a Gaza e trasportare aiuti. Il coordinatore delle organizzazioni non governative nella Striscia di Gaza:
“Siamo rimasti scioccati dalla decisione della Grecia. Siamo in contatto con Atene per chiedere che lasci partire la flottiglia verso Gaza e che faccia pressione su Israele per mettere fine alle sofferenze del popolo di Gaza”.
Un’imbarcazione irlandese ferma in Turchia, anch’essa parte della flottiglia, sarebbe stata sabotata. Gli inquirenti turchi hanno smentito, dichiarando che il motore era stato danneggiato prima dell’attracco. Nel 2010 la missione della prima flottiglia terminò con la morte di una decina di persone.
Fonte: Euronews
Solo quattro, sulle dieci imbarcazioni della flottiglia non sono state fermate. I militanti intendono infrangere il blocco marittimo israeliano a Gaza e trasportare aiuti. Il coordinatore delle organizzazioni non governative nella Striscia di Gaza:
“Siamo rimasti scioccati dalla decisione della Grecia. Siamo in contatto con Atene per chiedere che lasci partire la flottiglia verso Gaza e che faccia pressione su Israele per mettere fine alle sofferenze del popolo di Gaza”.
Un’imbarcazione irlandese ferma in Turchia, anch’essa parte della flottiglia, sarebbe stata sabotata. Gli inquirenti turchi hanno smentito, dichiarando che il motore era stato danneggiato prima dell’attracco. Nel 2010 la missione della prima flottiglia terminò con la morte di una decina di persone.
Fonte: Euronews
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domenica 5 giugno 2011
Grecia: pianificata la lotta popolare
"La maggioranza dei lavoratori, la maggioranza del popolo deve dichiarare di non credere alle parole del potere del capitale. Ci stiamo unendo per vincere piccole e grandi battaglie e infine vincere la guerra". Questo, tra l'altro, ha detto Aleka Papariga al partecipato incontro del KKE la sera del 25 maggio nella città di Larissa.
La Segretaria del CC del Partito ha sottolineato che oggi è necessario dinamicizzare e pianificare meglio le lotte della classe operaia e di quelle popolari, per le piccole e grandi vittorie. Ma deve essere chiaro che la lotta deve condurre al rovesciamento del potere dei monopoli.
In precedenza, in un'intervista con l'emittente radiofonica "Real Fm", Aleka Papariga rispondendo alla domanda sui tentativi del 25/05 di organizzare in varie città greche mobilitazioni sullo stile spagnolo, ha chiarito tra l'altro che:
"In quanto Partito guardiamo, in tutta sincerità, con simpatia ai tentativi del popolo di esprimere il proprio punto di vista. Lo spontaneismo esiste e si sviluppa principalmente quando c'è una consapevolezza dell'azione politica, lo spontaneismo non appare mai dal nulla.
D'altra parte, ci guardiamo dal dire che lo spontaneismo costituisca l'unica tipologia di risposta. Si tratta di focolai senza organizzazione, senza radicamento nei luoghi di lavoro, nelle industrie, del pubblico o del privato, senza direzione politica. Temiamo che siano sfoghi, una tendenza che passerà. Non è negativo che i giovani, alla ricerca di un modo di esprimersi, acquisiscano esperienza. E' senz'altro un'esperienza e noi non abbiamo una posizione ostile nei loro confronti. Ma la mia impressione è che alcuni nemici giurati del movimento facciano assurgere questo tipo di mobilitazioni a una forma ideale in opposizione allo sciopero. Questo è sbagliato. Lo sciopero è una delle forme di lotta, certo non l'unica, attraverso la quale il lavoratore può dimostrare la propria forza. Quando il lavoratore scende in sciopero deve vincere la paura del padrone. Riempire le piazze è molto più facile".
Inoltre sul quotidiano del KKE, Rizospastis, Papariga ha commentato: "A chi giova un movimento apartitico quando ad esso si contrappongono partiti con specifiche linee politiche e strategiche, rappresentanti degli interessi delle varie sezioni del capitale?
Senza voler sottovalutare le intenzioni di molta gente comune di manifestare dissenso per la progressiva riduzione del tenore di vita, è più che certo che le mobilitazioni che cercano di alleviare il senso di frustrazione siano più facili da manipolare e ancora più facili da "sgonfiare". L'ampia risonanza per l'iniziativa di ieri costituisce lo sfruttamento di uno stato d'animo di resistenza, che il sistema politico borghese, in una dimostrazione di forza, pone contro la lotta di classe. In questo modo il sistema politico borghese preserva se stesso, in un momento in cui la rabbia popolare aumenta pericolosamente e si creano le condizioni di radicalizzazione della lotta. Il movimento ha esperienza di queste forme di attivismo sul modello dei vari "Social Forum", di Genova, ecc. Ha esperienza anche delle mobilitazioni attraverso Internet, come quelle organizzate dopo gli incendi boschivi del 2007: quattro anni dopo il governo, proseguendo il lavoro di ND [Nuova Democrazia, partito di centro destra che riottenne la guida del paese alle elezioni anticipate del 2007 a cui si è avvicendato nel 2009 il Pasok di centro sinistra tuttora al governo, ndt], sta svendendo ciò che rimane della terra, del mare e dell'aria. Dobbiamo avvicinare queste persone normali, che si sono spontaneamente mobilitate, perché siano consapevolmente mobilitate nella lotta di classe. Il PAME [Il Fronte Militante di Tutti i Lavoratori, che raccoglie le forze sindacali con un orientamento di classe, ndt] l'ha già fatto, con una risposta positiva. Il nemico ha una strategia, un'organizzazione e un nome. Il movimento popolare deve fare lo stesso per vincere la guerra che le è stata dichiarata".
Il PAME ha annunciato che indirà dimostrazioni per sabato 28/05 in molte città greche. La dichiarazione congiunta del PAME, PASEVE, PASY, MAS e OGE [rispettivamente Movimento dei lavoratori autonomi e i piccoli commercianti contro i monopoli, Movimento dei contadini, Fronte militante studentesco e Federazione delle donne greche], recita: "Nel quadro dello sviluppo capitalistico, non c'è un futuro favorevole al popolo. I sacrifici che vi chiedono, non hanno fine. Non avete alcuna responsabilità della crisi del capitalismo. Il debito e il deficit sono della plutocrazia. Non accollatevelo. Nessun consenso, nessun sacrificio: la plutocrazia deve pagare la crisi".
26/05/2011 - Dal sito del Partito Comunista di Grecia: http://inter.kke.gr/News/news2011/2011-05-26-info
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
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martedì 10 maggio 2011
SE CADE LA GRECIA CADE L'EURO
I rumors su un supplemento di finanziamenti risollevano le Borse, preoccupate dal destino del debito greco dopo le ennesime "bocciature" delle agenzie di rating. Ad Atene gli inviati di Fmi, Ue e Bce: "Non siamo qui a parlare di nuove misure".
"Altri 60 miliardi di aiuti alla Grecia". Voci e smentite, ma i mercati rifiatano.
ROMA - Altri 60 miliardi per aiutare la Grecia a evitare il disastro dei conti. Il supplemento di aiuti finanziari, secondo quanto riporta l'agenzia Dow Jones Newswires citando fonti del governo di Atene, sarebbe imminente e diviso in due momenti: 27 miliardi di euro nel 2012 e 32 miliardi nel 2013. A distanza di poche ore, quando già l'indiscrezione aveva fatto riprendere fiato e slancio ai mercati, è arrivata l'ennesima smentita nell'interminabile odissea del salvataggio greco, alimentata da rumors, polemiche, declassamenti e accuse di manovre speculative su cui da mesi ballano le Borse.
L'attuale programma di aiuti a favore della Grecia da parte di Ue e Fmi, con 110 miliardi di euro totali, prevede un parziale ritorno del Paese sui mercati con emissioni di bond a lunga scadenza dal prossimo anno. Ma sulla previsione pesano le tensioni e le incertezze sull'avvio dei piani di rientro del prestito. Le voci di un nuovo programma di aiuti sono state alimentate dal fatto che oggi ad Atene sono tornati gli ispettori di Fondo monetario internazionale, Commissione europea e Bce, per una nuova missione di ricognizione sui progressi del paese nel piano di risanamento del bilancio, concordato in cambio degli aiuti.
Invece, prima, proprio da fonti vicine agli ispettori è arrivata la smentita: non stiamo discutendo nuovi programmi di aiuti. "Non abbiamo discusso di questo e certamente non di cifre - hanno spiegato alcuni funzionari - ; come sapete il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha menzionato la possibilità
di un ulteriore programma ma tutte le opzioni sono ancora aperte". E poi c'è stata la contro-precisazione,attribuita dal Wall Street Journal al ministero greco delle finanze: la Grecia con Ue-Bce-Fmi sta cercando una soluzione al problema del suo debito e i dettagli su un eventuale nuovo pacchetto di aiuti verranno decisi al consiglio dei ministri Ecofin della prossima settimana. "La discussione è in corso - afferma il portavoce citato dal giornale - ed è volta a trovare una soluzione credibile, in modo da assicurare la copertura del fabbisogno 2012. Non ci sono elementi specifici sulle dimensioni o sui dettagli del pacchetto".
Sul rischio di ristrutturazione del debito greco è insomma un'altra giornata rovente. Venerdì scorso un servizio del settimanale tedesco der Spiegel aveva paventato una fuoriuscita del paese dall'euro. Le smentite secche piovute da Atene e da Bruxelles avevano appena rasserenato i mercati quando, ieri, è arrivato il nuovo declassamento del debito greco da parte di Standard & Poor's riaccendendo le paure degli investitori. Oggi la Grecia è comunque riuscita a collocare bond a sei mesi di scadenza per 1,6 miliardi di euro, su cui la domanda ha superato di tre volte l'offerta ma con rendimenti ancora al rialzo, al 4,88 per cento.
(10 maggio 2011, Fonte)
"Altri 60 miliardi di aiuti alla Grecia". Voci e smentite, ma i mercati rifiatano.
ROMA - Altri 60 miliardi per aiutare la Grecia a evitare il disastro dei conti. Il supplemento di aiuti finanziari, secondo quanto riporta l'agenzia Dow Jones Newswires citando fonti del governo di Atene, sarebbe imminente e diviso in due momenti: 27 miliardi di euro nel 2012 e 32 miliardi nel 2013. A distanza di poche ore, quando già l'indiscrezione aveva fatto riprendere fiato e slancio ai mercati, è arrivata l'ennesima smentita nell'interminabile odissea del salvataggio greco, alimentata da rumors, polemiche, declassamenti e accuse di manovre speculative su cui da mesi ballano le Borse.
L'attuale programma di aiuti a favore della Grecia da parte di Ue e Fmi, con 110 miliardi di euro totali, prevede un parziale ritorno del Paese sui mercati con emissioni di bond a lunga scadenza dal prossimo anno. Ma sulla previsione pesano le tensioni e le incertezze sull'avvio dei piani di rientro del prestito. Le voci di un nuovo programma di aiuti sono state alimentate dal fatto che oggi ad Atene sono tornati gli ispettori di Fondo monetario internazionale, Commissione europea e Bce, per una nuova missione di ricognizione sui progressi del paese nel piano di risanamento del bilancio, concordato in cambio degli aiuti.
![]() |
| La caduta a picco dell'euro nel giorno in cui fu ventilata l'uscita della Grecia dalla moneta unica. |
di un ulteriore programma ma tutte le opzioni sono ancora aperte". E poi c'è stata la contro-precisazione,attribuita dal Wall Street Journal al ministero greco delle finanze: la Grecia con Ue-Bce-Fmi sta cercando una soluzione al problema del suo debito e i dettagli su un eventuale nuovo pacchetto di aiuti verranno decisi al consiglio dei ministri Ecofin della prossima settimana. "La discussione è in corso - afferma il portavoce citato dal giornale - ed è volta a trovare una soluzione credibile, in modo da assicurare la copertura del fabbisogno 2012. Non ci sono elementi specifici sulle dimensioni o sui dettagli del pacchetto".
Sul rischio di ristrutturazione del debito greco è insomma un'altra giornata rovente. Venerdì scorso un servizio del settimanale tedesco der Spiegel aveva paventato una fuoriuscita del paese dall'euro. Le smentite secche piovute da Atene e da Bruxelles avevano appena rasserenato i mercati quando, ieri, è arrivato il nuovo declassamento del debito greco da parte di Standard & Poor's riaccendendo le paure degli investitori. Oggi la Grecia è comunque riuscita a collocare bond a sei mesi di scadenza per 1,6 miliardi di euro, su cui la domanda ha superato di tre volte l'offerta ma con rendimenti ancora al rialzo, al 4,88 per cento.
(10 maggio 2011, Fonte)
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