domenica 5 giugno 2011

Grecia: pianificata la lotta popolare


"La maggioranza dei lavoratori, la maggioranza del popolo deve dichiarare di non credere alle parole del potere del capitale. Ci stiamo unendo per vincere piccole e grandi battaglie e infine vincere la guerra". Questo, tra l'altro, ha detto Aleka Papariga al partecipato incontro del KKE la sera del 25 maggio nella città di Larissa.

La Segretaria del CC del Partito ha sottolineato che oggi è necessario dinamicizzare e pianificare meglio le lotte della classe operaia e di quelle popolari, per le piccole e grandi vittorie. Ma deve essere chiaro che la lotta deve condurre al rovesciamento del potere dei monopoli.

In precedenza, in un'intervista con l'emittente radiofonica "Real Fm", Aleka Papariga rispondendo alla domanda sui tentativi del 25/05 di organizzare in varie città greche mobilitazioni sullo stile spagnolo, ha chiarito tra l'altro che:

"In quanto Partito guardiamo, in tutta sincerità, con simpatia ai tentativi del popolo di esprimere il proprio punto di vista. Lo spontaneismo esiste e si sviluppa principalmente quando c'è una consapevolezza dell'azione politica, lo spontaneismo non appare mai dal nulla.

D'altra parte, ci guardiamo dal dire che lo spontaneismo costituisca l'unica tipologia di risposta. Si tratta di focolai senza organizzazione, senza radicamento nei luoghi di lavoro, nelle industrie, del pubblico o del privato, senza direzione politica. Temiamo che siano sfoghi, una tendenza che passerà. Non è negativo che i giovani, alla ricerca di un modo di esprimersi, acquisiscano esperienza. E' senz'altro un'esperienza e noi non abbiamo una posizione ostile nei loro confronti. Ma la mia impressione è che alcuni nemici giurati del movimento facciano assurgere questo tipo di mobilitazioni a una forma ideale in opposizione allo sciopero. Questo è sbagliato. Lo sciopero è una delle forme di lotta, certo non l'unica, attraverso la quale il lavoratore può dimostrare la propria forza. Quando il lavoratore scende in sciopero deve vincere la paura del padrone. Riempire le piazze è molto più facile".

Inoltre sul quotidiano del KKE, Rizospastis, Papariga ha commentato: "A chi giova un movimento apartitico quando ad esso si contrappongono partiti con specifiche linee politiche e strategiche, rappresentanti degli interessi delle varie sezioni del capitale?

Senza voler sottovalutare le intenzioni di molta gente comune di manifestare dissenso per la progressiva riduzione del tenore di vita, è più che certo che le mobilitazioni che cercano di alleviare il senso di frustrazione siano più facili da manipolare e ancora più facili da "sgonfiare". L'ampia risonanza per l'iniziativa di ieri costituisce lo sfruttamento di uno stato d'animo di resistenza, che il sistema politico borghese, in una dimostrazione di forza, pone contro la lotta di classe. In questo modo il sistema politico borghese preserva se stesso, in un momento in cui la rabbia popolare aumenta pericolosamente e si creano le condizioni di radicalizzazione della lotta. Il movimento ha esperienza di queste forme di attivismo sul modello dei vari "Social Forum", di Genova, ecc. Ha esperienza anche delle mobilitazioni attraverso Internet, come quelle organizzate dopo gli incendi boschivi del 2007: quattro anni dopo il governo, proseguendo il lavoro di ND [Nuova Democrazia, partito di centro destra che riottenne la guida del paese alle elezioni anticipate del 2007 a cui si è avvicendato nel 2009 il Pasok di centro sinistra tuttora al governo, ndt], sta svendendo ciò che rimane della terra, del mare e dell'aria. Dobbiamo avvicinare queste persone normali, che si sono spontaneamente mobilitate, perché siano consapevolmente mobilitate nella lotta di classe. Il PAME [Il Fronte Militante di Tutti i Lavoratori, che raccoglie le forze sindacali con un orientamento di classe, ndt] l'ha già fatto, con una risposta positiva. Il nemico ha una strategia, un'organizzazione e un nome. Il movimento popolare deve fare lo stesso per vincere la guerra che le è stata dichiarata".

Il PAME ha annunciato che indirà dimostrazioni per sabato 28/05 in molte città greche. La dichiarazione congiunta del PAME, PASEVE, PASY, MAS e OGE [rispettivamente Movimento dei lavoratori autonomi e i piccoli commercianti contro i monopoli, Movimento dei contadini, Fronte militante studentesco e Federazione delle donne greche], recita: "Nel quadro dello sviluppo capitalistico, non c'è un futuro favorevole al popolo. I sacrifici che vi chiedono, non hanno fine. Non avete alcuna responsabilità della crisi del capitalismo. Il debito e il deficit sono della plutocrazia. Non accollatevelo. Nessun consenso, nessun sacrificio: la plutocrazia deve pagare la crisi".


26/05/2011 - Dal sito del Partito Comunista di Grecia: http://inter.kke.gr/News/news2011/2011-05-26-info
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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