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giovedì 17 maggio 2012

Cuba: crear fármacos únicos, una receta contra el embargo

Varios inventos que no tienen análogos en el mundo paso a paso están convirtiendo la industria farmacéutica en una locomotora de la economía cubana.

Económicamente ya es el segundo sector, después de la extracción de níquel, que más ganancias proporciona a las arcas estatales. Pero también el que tiene mejores perspectivas para romper un día el bloqueo a Cuba, impuesto por Estados Unidos. Al menos así lo creen los isleños que están orgullosos de trabajar en este sector.

Crear los medicamentos únicos impulsa incluso a los países que mantienen el embargo a buscar vías para comprar la producción isleña. Es una táctica de La Habana, y una de sus primeras armas en este combate virtual es la vacuna Heperprot P, un descubrimiento que permite evitar las amputaciones a los diabéticos que padecen de úlcera de pies.

Este fármaco, dice el director del Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología, Gerardo Guillén, "rompe el paradigma de que siempre los productos, los nuevos desarrollos se han obtenido en los países desarrollados, en Europa o EE. UU.". Antes no existía el tratamiento para las úlceras avanzadas, por lo tanto es un producto único, exclusivo, con patente cubano, asegura el científico. 


mercoledì 18 gennaio 2012

Ci sarebbe la prova: rospi e serpi avvertono in anticipo l'arrivo di un terremoto


COLONIA ROSPI SCAPPO' DA STAGNO ALL'AQUILA PRIMA DI TERREMOTO.

Quando i rospi lasciano i loro stagni, i rettili escono dal letargo per spostarsi altrove e' possibile che in quel luogo possa avvenire un terremoto, perche' questi animali sono capaci di captare le modificazioni chimiche emesse dalle rocce sotto lo stress di un imminente sisma.

Questo meccanismo e' stato descritto in uno studio, pubblicato sull'International Journal of Environmental Research and Public Health.

La ricerca e' partita proprio dall'osservazione di una colonia di rospi, circa un centinaio, che nell'aprile del 2009 all'Aquila, in tre giorni abbandono' lo stagno.

Un'osservazione analoga si era registrata in Cina nel 1975, quando alcuni serpenti, durante il letargo invernale sfidarono le temperature sotto lo zero per abbandonare le tane. In quel posto, un mese dopo si verifico' un forte terremoto.

Oggi, alle osservazioni, i ricercatori hanno associato un meccanismo chimico derivante dalle rocce poste sotto stress per la pressione di un terremoto.

Alcuni scienziati della Nasa, guidati dal geofisico Friedemann Freund, hanno osservato che le rocce rilasciano particelle cariche che possono arrivare sulla superficie terrestre e combinarsi con l'aria, trasformandosi in ioni positivi, noti per la capacita' di aumentare il livello di serotonina, ormone dello stress, nel sangue degli animali, e se reagiscono con l'acqua la trasformano in perossido di idrogeno.

Questa catena di eventi chimici potrebbe influenzare la materia organica disciolta nell'acqua degli stagni, trasformando il materiale innocuo in sostanze tossiche per gli animali acquatici. Saranno necessari ulteriori studi per provare questi passaggi ma ''se la maggior parte di queste condizioni si verifica - afferma Freund - possiamo dire che qualcosa sta per accadere''.


2 Dicembre 2011 - Fonte: ANSA

venerdì 2 settembre 2011

Scoperto pianeta di diamante nella Via Lattea

(ANSA) - Nella Via Lattea, a circa 4.000 anni luce dalla Terra, c'é un diamante immenso: è un pianeta dalla massa più grande di Giove, fatto interamente di questa gemma. La scoperta, preziosa, è proprio il caso di dirlo, è annunciata su Science da un gruppo internazionale al quale partecipa l'Italia con Osservatorio di Cagliari dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e università di Cagliari.
Il pianeta è circa 20 volte più denso di Giove e orbita intorno a una stella morta, della quale resta solo il nucleo densissimo: è una pulsar millisecondo che ruota a una velocità incredibile, compiendo circa 173 giri su se stessa ogni secondo. A differenza di Giove, il pianeta di diamante non è fatto di idrogeno ed elio ma di carbonio e ossigeno, allo stato cristallino.
Il pianeta è affascinante non solo per la sua composizione, ma per la sua storia: si pensa che in passato sia stato una stella massiccia, che si è trasformata in un pianeta. La materia gassosa della stella, secondo i ricercatori, sarebbe stata travasata per oltre il 99,9% verso la pulsar durante un processo, ormai concluso, che ha riaccelerato la pulsar fino all'elevatissimo ritmo di rotazione attuale. "In quella fase la pulsar doveva essere una potente sorgente di raggi X, con caratteristiche simili alle cosiddette Binarie a raggi-X Ultra Compatte di Piccola Massa, di cui PSR J1719-1438 e il pianeta compagno dovrebbero dunque rappresentare dei discendenti", ha spiegato Andrea Possenti, direttore dell'Osservatorio di Cagliari e fra gli autori della ricerca con Marta Burgay, Nichi D'Amico e Sabrina Milia (D'Amico e Milia insegnano anche all'università di Cagliari).
Secondo lo studio, coordinato dall'università australiana Swinburne University of Technology, il pianeta impiega solo 2 ore e 10 minuti per ruotare intorno alla pulsa. Ha una massa di poco superiore a quella di Giove, ma un raggio inferiore alla metà rispetto. Ciò fa supporre che la densità del pianeta sia molto più elevata di Giove. Sono state queste evidenze che hanno fatto concludere ai ricercatori che il pianeta dovrebbe essere composto in gran parte di carbonio e di ossigeno allo stato cristallino e che dovrebbe avere dunque una struttura simile a un diamante.

26 agosto 2011

martedì 30 agosto 2011

SCOPERTE FONTI DI ENERGIA INFINITA, NUOVA ERA UMANA

1. ENERGIA DALLE MAREE

Una delle 10 turbine marine installata nello stretto di Islay,
in Scozia. L'impianto, da 10 megawatt, fornisce energia
a 10 mila abitazioni sfruttando la sola energia delle maree.




SCOZIA: installata la turbina più grande del mondo per ricavare energia dalle maree

L'impianto è alto 22,5 metri, pesa 130 tonnellate e può garantire corrente per almeno un migliaio di abitazioni.

TURBINA DA RECORD - I mari sono in perenne movimento: onde, maree e correnti oceaniche. L'Atlantis Resources Corporation, leader mondiale nello sviluppo di tecnologie sostenibili per la produzione di energia dal mare, prova a rubare un po' di energia a questi fluidi in movimento. La turbina sfrutta i flussi d'acqua generati dalle maree ed è la più grande e potente mai realizzata: la AK1000. E' stata installata sui fondali al largo delle coste scozzesi presso l'European Marine Energy Centre (EMEC) di Orkney e infine collegata in rete. La super-turbina è in grado di generare fino a un 1 MW di energia elettrica ad una velocità dell'acqua di 2,65 metri al secondo. Quanto basta per garantire energia a mille abitazioni.

ENERGIA DALL'OCEANO - Non è solo più teoria e nemmeno semplice sperimentazione, ma quello che succede sulle coste scozzesi: elettricità che arriva dalla potenza dell'oceano. AK1000 è alta come un palazzo di sette piani ed è munita di due serie di pale dal diametro di 18 metri. Queste compiono appena sei-otto rotazioni al minuto il che comporta un disturbo minimo per la popolazione marina. E' stata sviluppata appositamente per resistere a condizioni climatiche difficili, alle onde impetuose e alle maree imponenti che di certo non mancano davanti a queste coste. Proprio il riflusso e le onde delle maree saranno utilizzate dalla mega-turbina.

NUOVA ERA - «La AK1000 non è solo per la nostra compagnia un'importante pietra miliare, ma anche per l'industria elettrica marina di tutto il Regno Unito», spiega Timothy Cornelius, a capo di Atlantis. «E' il culmine di un lavoro di progettazione e costruzione durato dieci anni e l'inizio di un nuovo boom industriale, come è accaduto tempo fa con lo sviluppo dei giacimenti di petrolio e di gas nel Mare del Nord», ha sottolineato Cornelius.


Maree e acque salate, la nuova energia

In una situazione incerta come quella attuale, con petrolio e gas che già scarseggiano, bisogne­rà ricorrere sempre più alle energie rinnovabili. È anche per questo, che la Ue si è data per il 2020 un obiettivo molto ambizioso: almeno il 20% del­l’energia dovrà essere tratta da fonti rinnovabili. Il vento, il sole, il calore geotermico nascosto sot­to la crosta terrestre. E il mare. Gli oceani, che co­prono il 75% della terra. E che di energia trabocca­no, ma sono anche custodi gelosi ed esosi, giac­ché i loro segreti costano. Già nel 1607, nella Nuo­va Scozia canadese, un mulino azionato dalle ma­ree produceva 25-75 Kilowatt/ora. Nel 1799, ci si provò anche in Europa. Nel 1909, un porto della California fu illuminato dall'energia «rubata» alle onde. Poi, un lungo silenzio. Fino a pochi anni an­ni fa, quando partirono le prime turbine sottoma­rine, i «mulini a vento degli oceani» che con le loro eliche trasformano l'energia idraulica in mec­canica e poi — attraverso un convertitore — in energia elettrica.

Principio semplice: il volume, la densità dell'acqua, sono 800-850 volte maggiori di quelli dell'aria, e perciò — almeno in teoria — con minor «sforzo» le eliche producono di più. Grazie a queste e ad altre diavolerie, oggi, per la prima volta il mare fornisce regolarmente energia a molti Paesi. Poca, ma buona. Sfruttando le sue 5 «forze»: le maree (cioè il potenziale energetico ri­cavabile dalla differenza in altezza fra l'alta e la bassa marea); le correnti prodotte dalle maree o dai venti (energia cinetica ricavabile dal movi­mento orizzontale dell'acqua); il gradiente di sali­nità (là dove un fiume si getta in mare, le acque dolci si mescolano a quelle salate e la diversa sali­nità crea una differenza di pressione, cioè una po­tenziale fonte di energia); infine, la differenza di temperatura fra la superficie dell'oceano e le sue acque profonde, da cui scaturisce energia termi­ca. La parola «differenza» ricorre ovunque perché il mare è per sua natura mutevole, incostante, ge­neratore di contrasti fisico-chimici: e perciò ap­punto, sorgente di energia. Per esempio: da solo, il gradiente di salinità avrebbe nel mondo un po­tenziale sfruttabile da 2000 Terawatt/ora per an­no (un Terawatt/ora equivale a un miliardo di kilowatt all'ora, ndr).


Nei calcoli dell'Iea, l'Agenzia inter­nazionale dell'Energia, l'uomo di oggi consuma in elettricità circa 15.400 Terawatt/ora per anno, e il 13% potrebbe essere «coperto» proprio dalle onde. La realtà è ov­viamente più modesta: i mari eu­ropei, nel 2006, hanno prodotto «appena» 550 Gigawatt/ora di elettricità (un Gigawatt equivale a un milione di kilowatt). Ma è mol­to, se comparato al niente di po­chi anni fa. Spiega Nathalie Rous­seau dell'«Agenzia Ocean Ener­gy», che a Bruxelles affianca la Ue in questi studi: «Secondo certe sti­me le correnti possono produrre nel mondo oltre 800 Terawatt/ora per anno; e il gradiente termico, 10 mila; e le maree, oltre 300... Insomma, un teso­ro da esplorare. E fra i Paesi con un potenziale molto alto di energia marina, c'è anche la vostra Italia con lo Stretto di Scilla». Se si considerano i progressi delle energie rinnovabili nei Paesi Ue, alla voce «oceano» appare per decenni uno zero, mentre la voce «vento» cresce del 19,9% all'anno. Ma nella proiezione 2010-2020, le voci si inverto­no: «vento», 8,5%, «oceano» 17,5%.

In America, si progetta di ancorare dei «muli­ni » in mare davanti alle coste della Florida, o vici­no al ponte Golden Gate di San Francisco. E sono stati stanziati 3 milioni di dollari per calare verso la foce dell'East River di New York, in 10 anni, 300 turbine che riscalderanno migliaia di case, sfruttando le correnti del fiume e del mare. Nella Ue, invece, si contano 60 progetti attivi o pianifi­cati: boe gigantesche, dighe galleggianti, rotori computerizzati, c'è un po’ di tutto. E tutto nell'ac­qua. Francia e Inghilterra, che hanno maree di 10 metri, sono in testa. Ma c'è anche il portoghese «Pelamis», che fornirà energia a duemila fami­glie: un serpentone composto da cilindri, che bal­lando sulle onde attivano dei generatori. O il cen­tro sperimentale «Billia Croo», in Scozia, dove si studiano cavalloni alti 12 metri e correnti da 4 me­tri al secondo. C'è la «Fattoria delle Onde» in Cor­novaglia. E «SeaGen», in Irlanda del Nord, siste­ma di turbine che riscalda mille case. E il «Drago­ne delle onde», in Danimarca. Ancora in Danimar­ca, si sperimenta una centrale galleggiante chia­mata «Poseidon». Come il dio greco del mare: cui venivano attribuite 42 amanti, proprio per la sua energia inesausta. Anzi, rinnovabile.


2. L'ENERGY CATALYZER DI ANDREA ROSSI (FUSIONE FREDDA)



Ribelliamoci al petrolio e all'inquinamento dei mezzi di trasporto, usiamo le gambe, la bicicletta e i mezzi elettrici/fotovoltaici. Dobbiamo chiedere ogni giorno la vendita dei mezzi verdi così da spronare l' economia nel verso giusto.

In Giappone hanno gia fatto le auto che con un litro di acqua fanno 80 km ma come mai nn le fanno importare? Finche' cè questo freno nn si fa' nulla ... eh ai voglia di far video ... o cominciamo ad andare in bicicletta e rifiutare le macchine a benzina e far si che queste auto ibride vengano messe in vendita. Allora si, se no ......ciccia.
(Fonte) 

http://www.youtube.com/watch?v=vTEQQAIzuec

Low Energy Nuclear Revolution (fusione fredda)

An engineer and a scientist) make a public presentation of a controversial machine. It is a reactor which, apparently, produces a low energy nuclear reaction.

The prototype, called "energy catalyzer", shocks everyone. In the internal chamber a reaction between nanometric granular nickel and hydrogen gas, aided by a secret catalyzer, releases a stunning amount of energy. The demonstration spurs an extremely polarized debate between supporters and skeptics, which resembles the response to the announcement of Fleischmann
and Pons in 1989, when they reported to the world the discovery of what became known as "cold fusion".

This film summarizes the main events from the January 14th experiment to the present day and introduces the leading characters. It is released as a promo, to find support to continue following the story to the end, producing a full- length version before spring 2012.

http://www.youtube.com/watch?v=S7lAlzMBzLQ&feature=player_embedded


La magia del signor Rossi

Storia dell'invenzione che promette di cambiare il mondo.

In Grecia c'è chi è disposto a scommetterci 200 milioni di euro, negli Stati Uniti sarebbe già iniziata la produzione industriale, a novembre potrebbe già essere sul mercato. L'"Energy Catalyzer" inventato dall'Italiano Andrea Rossi è ancora un prototipo misterioso ma promette di diventare presto un caso internazionale o addirittura una rivoluzione del nostro modo di vivere e di produrre energia. L'"E-Cat" è infatti una piccola "macchina" che sembra trasformare pochi (ed economici) ingredienti in abbondanti chilowattora: bastano pochi grammi di polvere di nickel, una quantità minima di idrogeno ad alta pressione e -- una volta acceso -- il piccolo reattore sembra in grado di produrre energia per mesi e mesi. Il suo inventore non ha ancora rivelato i segreti del processo -- l'E-Cat è ancora in attesa di brevetto -- ma numerosi test negli ultimi mesi hanno confermato che l'energia misurata non può essere il frutto di alcun processo chimico. "Per esclusione deve trattarsi di un processo di tipo nucleare", hanno scritto due autorevoli fisici svedesi che hanno assistito a uno dei test. "Se davvero funziona vale il Nobel", dice a Rainews il Presidente del Comitato energia della Reale Accademia di Svezia Sven Kullander.

Ma nessuno -- neanche il suo inventore -- è ancora in grado di proporre una teoria scientificamente sostenibile su che cosa accada realmente nella camera di reazione dell'E-Cat.

Una bufala? Un'allucinazione collettiva? Oppure un'innovazione radicale?
L'inviato di Rainews Angelo Saso ha raccolto le voci dei protagonisti e degli esperti per svelare i retroscena di questa invenzione "che promette di cambiare il mondo".

http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4



Other Videos on low energy nuclear revolution:
FUSIONE FREDDA:
http://www.youtube.com/watch?v=ZdRF1NfdbNE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=6uSNJYhNtlE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=i-xk41yeTJc&feature=related
2011 - Andrea Rossi Explains His Energy Catalyzer:
http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E&feature=related

martedì 23 agosto 2011

Clarbruno Vedruccio: la tecnologia di Star Trek alla portata di tutti

Clarbruno Vedruccio ha continuato gli studi conseguendo il Ph.D. in Ingegneria Elettronica. Nel 2004, la Marina Militare, con decreto del Presidente della Repubblica, ha conferito a Vedruccio il grado di Capitano di Fregata, con una legge che fu applicata per la prima volta per Guglielmo Marconi. In Marina si occupa di varie tematiche nell'ambito delle Radiocomunicazioni e dell'elettromagnetismo. Presta servizio a COMSUBIN (La Spezia) e, aggregato al Reggimento San Marco, ha partecipato alla Missione di Pace O.N.U. "Leonte"a Tibnine, in Libano. Nel 2009 ha conseguito il "brevetto di abilitazione anfibia" che contraddistingue i fucilieri di Marina del Reggimento San Marco, i marines italiani..E' sposato con la dr. Carla Ricci, che oltre ad essere una studiosa nota per le sue ricerche e pubblicazioni sulla figura di Maria Maddalena e delle donne all'origine del cristianesimo, lo affianca nell'avventura scientifica ed umanitaria del Bioscanner®.



Clarbruno Vedruccio graduated in Physics in the U.S.and obtained a Ph.D. in Electrical Engineering.In 2004, by decree of the President of the Republic, the Navy awarded Vedruccio the rank of Commander, with a law that was applied for the first time to Guglielmo Marconi. In the Navy, he deals with various issues relating to radio-communications and electromagnetism. He serves in COMSUBIN (La Spezia), the elite combat frogman force, and, having joined the San Marco Regiment, he took part in the UN Peace Mission "Leontes" in Tibnin, Lebanon. In 2009 he received the licence which distinguishes the Marine riflemen of the San Marco Regiment, the Italian Marines. He has also worked as a consultant for the Civil Protection Department, doing research on electromagnetic fields and phenomena related to them; he is part of the Inter-institutional Working Group for the observation of the phenomena of Canneto di Caronia (ME). He is married to Dr. Carla Ricci, a scholar known for her research and publications on the figure of Mary Magdalene and women at the origin of Christianity, and who has joined him in the scientific and humanitarian adventure of Bioscanner ®. In the spirit of ideas worth spreading, TEDx is a program of local, self-organized events that bring people together to share a TED-like experience. At a TEDx event, TEDTalks video and live speakers combine to spark deep discussion and connection in a small group. These local, self-organized events are branded TEDx, where x = independently organized TED event. The TED Conference provides general guidance for the TEDx program, but individual TEDx events are self-organized.* (*Subject to certain rules and regulations).

LINKS:
http://www.tedxbologna.com/
http://www.bioscanner.it/
http://www.clarbrunovedruccio.it/
http://www.springerlink.com/content/577757274043rk07/ 

COMMENTI:  

Noi siamo vibrazione...con i prossimi studi troveremo soluzioni in campo dei suoni e dei colori più incisivi di prima, perchè ad alcune frequenza si ripristinano le funzioni di tutte le particelle che compongono le cellule...l'era dell'oro stà per arrivare...peace ellysvin 2 sett. fa La vostra invenzione copia il principio della magnetoterapia , Quindi se la vostra invenzione funziona è possibile curasi con la magnetoterapia, ripristinando le frequenze dei tessuti malati e dicendo addio a tutti i medicinali.
furion2012

Visita il sito: "Sosteniamo Clarbruno Vedruccio al Nobel per la Medicina 2011".
GiammarioBat

Il giorno 2 agosto 2011 alle ore 16 presso la Sala Consiglio dell'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma verrà consegnato un apparecchio diagnostico Trimprob-Bioscanner che sarà utilizzato per un progetto di ricerca utile alla definizione di nuovi protocolli diagnostici per i tumori della mammella, utero ed ovaie. Il progetto di ricerca si terrà presso il Dipartimento Materno Infantile diretto dal Prof. Claudio Donadio. Per info ed accreditamenti: Tel. 06 80 69 14 23, simi@siminvest.it

domenica 8 maggio 2011

Dalle staminali nato il primo occhio in provetta

Sulla strada della generazione d’organi, partendo da cellule staminali, grande passo in avanti, compiuto da ricercatori giapponesi, che sono riusciti a realizzare in laboratorio, per la prima volta al mondo, un occhio.

Gli scienziati dell’Istituto Riken a Kobe in Giappone, sono partiti con il prelevare delle cellule staminali da un topo e le hanno messe in un liquido di cultura, che nutrendole, ne ha permesso la crescita e lo sviluppo autonomo in una struttura tridimensionale, chiamata calice ottico, che poi si svilupperà portando alla formazione della retina.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature e sebbene “è tuttora poco chiaro come singole parti, localizzate, possano coordinarsi fra loro fino a costruire un intero organo” spiegano i ricercatori, la ricerca dimostra che è possibile, anche se ci vorrà del tempo per trasferirlo alla pratica clinica.


06 Aprile 2011 - Fonte

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