lunedì 31 gennaio 2011

Giuseppe Scopelliti: vicende giudiziarie

Ma di quale cambiamento va parlando il neo-eletto Presidente della Regione Calabria Scopelliti? Non lo sa che chi raggiunge il potere politico grazie a conoscenze 'ndrine, prima o poi deve scendere a patti con la malavita calabrese che lo ha appoggiato? Sono proprio questi i politici che per primi dovremmo mandare a casa! E magari una legge dovrebbe impedire a chi ha subìto condanne di candidarsi. Se fosse per me un curriculum giudiziario del genere sarebbe più che sufficente per escludere costui da qualsiasi candidatura ad incarichi pubblici!

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Nel novembre 2009 è stato condannato dalla Corte dei conti a risarcire l'erario per 1.300.000 euro, in solido con un tecnico comunale, in seguito all'acquisto di una ex fabbrica per la lavorazione degli agrumi, "Italcitrus", che il Comune di Reggio Calabria ha acquistato per 2.536.000 euro al fine di trasformarla in centro di produzione della Rai. La Corte ha accertato che il prezzo di acquisto era più che doppio rispetto ad una precedente valutazione (1.141.876,50 euro) realizzata dal Tribunale di Reggio in un altro procedimento.

Nel novembre 2010 è rinviato a giudizio dal gip di Reggio Kate Tassone per occupazione abusiva di spazio demaniale e violazione del codice della navigazione, avendo Scopelliti fatto sorgere a meno di trenta metri dalla battigia quattro gazebo sul Lungomare di Reggio. I gazebo in questione sono stati costruiti senza i necessari pareri degli uffici competenti. Il mancato nulla osta del demanio marittimo aveva fatto sì, nel 2006, a tre giorni dalla consegna, che i lavori fossero fermati dalla Capitaneria di porto su richiesta del gip. Da allora il Comune di Reggio Calabria si era disinteressato della loro rimozione e aveva difeso i gazebo. Allo stato attuale (Novembre 2010), i gazebo in questione sono ancora in loco, con non poca deturpazione del territorio in quanto la copertura, originariamente prevista da adornare con piante rampicanti, si trova tutt'ora in cemento grezzo e profilati d'acciaio sporgenti. Nelle facciate non è più possibile trovare i sigilli di sequestro, ma quel che rimane delle pluri-vandalizzate assi di legno che al tempo erano ricoperte da rendering fotorealistici dell'opera, mai completata. A causa di ciò da numerose stagioni i manufatti destano anche problemi di sicurezza per bambini, animali e turisti in genere e complicazioni igienico sanitarie, in quanto presi d'assalto da senzatetto come gabinetti pubblici, appunto assenti in città.

Scopelliti risulta coinvolto in vicende riguardanti i suoi stretti rapporti con l’imprenditore, considerato vicino alla cosca Libri di Cannavò, Pasquale Rappoccio. Un incontro a Milano con il boss Paolo Martino. Gli incontri con Nino Fiume e Giovambattista Fracapane (pentiti di ‘ndrangheta) anche loro come Martino organici alla cosca De Stefano di Reggio Calabria. E il banchetto per l’anniversario di matrimonio dei genitori dei fratelli Barbieri (uno dei quali, Mimmo, è finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta “Meta”; mentre l’altro, imprenditore edìle, ha realizzato opere pubbliche anche per il Comune di Reggio Calabria) a cui prese parte l’attuale ricercato Cosimo Alvaro. Lo stesso Scopelliti, in un'intervista al settimanale Chi del Novembre 2010, appartenente alla famiglia del Presidente del suo partito, etichetterà come "situazioni paradossali" le passeggiate sul lungomare con affiliati a famiglie mafiose di chi si batte e complimenta per i successi dello stato contro la malavita organizzata.

Nel settembre 2010 riceve un'altra condanna. La seconda sezione penale di Reggio Calabria, dopo circa due ore di camera di consiglio, lo reputa colpevole assieme ad Antonio Caridi (ex Assessore regionale alle Attività Produttive, pure lui del PdL) ed Igor Paonni (ex Assessore all'Ambiente del Comune di Reggio ed attuale Assessore regionale alle Attività Produttive), di omissione di atti d'ufficio per non aver vigilato durante la sua carica di Sindaco di Reggio sullo smaltimento del percolato della discarica di "Longhi Bovetto" (chiusa nel 1999 e mai messa in sicurezza) e lo condanna perciò a sei mesi di reclusione. Nelle immediate vicinanze della discarica è presente una scuola elementare ultimata da 10 anni, ma che non è mai potuta divenire operativa proprio a causa della mancata bonifica dell'area che nello stato di abbandono in cui riversa, rilascia gas nocivi all'entrata dell'istituto e pericolosi liquidi negli orti a ridosso della stessa. Il progetto esecutivo dell'importo parziale di 450'000€ era stato approvato nel 2006 dalla giunta Scopelliti, mentre la condanna riguarda lo smaltimento del percolato, intervento dal costo irrisorio in confronto (6'000€)’, entrambi mai realizzati.

Fonte: Wikipedia

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