lunedì 17 ottobre 2011

Povera Italia!

Abbiamo una classe politica a cui ormai non frega più niente dell'Italia. Vedono che 50.000 giovani ogni anno se ne vanno all'estero senza tornare e non si preoccupano affatto, non varano d'urgenza alcuna politica giovanile per trattenerli. Senza contare quelli che restano a soffrire di rabbia, indignazione o rassegnazione, gli anziani che rischiano di morire di indigenza, gli operai che hanno perso il lavoro e che non sanno più come mantenere i propri figli.

Una situazione, questa, figlia dei tagli allo stato sociale, di una riforma scolastica miope e sbagliata, della mancanza di politiche socio-educative sul territorio. E in questo scenario, anche il tradizionale ammortizzatore italiano costituito dalla famiglia sta cedendo. I genitori di questi ragazzi, anche loro arrabbiati o frustrati, specie ora con l'attuale grave crisi occupazionale, sono stati lasciati soli a fare tutto il lavoro educativo. Di questo passo l'Italia morirà, se non è già morta. Berlusconi e i cortigiani che formano la sua maggioranza di governo sono degli irresponsabili, pensano solo al loro orticello, a difendere la loro sfera di potere e privilegi. L'Italia è perduta ormai. Non c'è più niente da fare. E' un malato terminale in coma tenuto in vita artificilamente e che preferirebbe gli fosse staccata la spina per smettere di soffrire.

Siamo fuori dal mondo. Lo dimostra la non riuscita della manifestazione degli Indignados del 15 ottobre a Roma, rovinata da quella parte, per fortuna una minoranza, estremamente incazzata di giovani, per lo più tra i 20 e i 30 anni, che, come accennavo prima, invece di andarsene all'estero, decidono per vari motivi di restare e che si convincono che l'unica soluzione sia far prevalere la rabbia piuttosto che l'indignazione o la rassegnazione. Questo mentre in tutte le altre città del mondo l'evento è stato caratterizzato da un civile pacifismo. E ora dopo quei fatti orrendi e deprecabili, viene il peggio: la manipolazione politica delle violenze per imporre l'arresto preventivo e inasprire le pene. Non si parla d'altro in questi giorni, quando invece il protagonista doveva essere la rivoluzione globale degli Indignados. Povera Italia, che tristezza!

E come se non bastasse, ora s'è addirittura aperta in rete la caccia ai facinorosi che si sono macchiati dei reati del 15 ottobre, in una sorta di giustizialismo bempensante all'inverso. Che ci pensi la Polizia che è pagata per farlo. Quella stessa Polizia che in piazza spesso se la prende coi più deboli, che spesso picchia in maniera indiscriminata anche chi manifesta pacificamente. E' giusto che i cittadini facciano il proprio dovere civico isolando i violenti, ma lo devono fare quando sono in piazza, organizzandosi prima, e non dopo. E la Polizia deve capire subito chi sono i pacifici (non ci vuole molto, il più delle volte basta vedere se hanno il viso coperto o no!) e solidarizzare con loro aiutandoli, altrimenti, mi spiace, ma i nostri poliziotti non sono professionali. Essere professionali non vuol dire solo saper lanciare un lacrimogeno, usare un manganello o un arma. E' troppo facile ora fare come fa 'Il Giornale', che pubblica le foto dei violenti prese dai video, ora che il vaso s'è rotto, ora che è successo ciò che non doveva succedere. Insomma, si doveva fare più prevenzione, invece di queste caccie all'uomo che mi sembrano una gran esagerazione. Non so voi, popolo della rete, cosa ne pensate?

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