sabato 1 ottobre 2011

La vergogna vigilata di Obama (prima parte)

Libertà per René González!
di Fidel Castro Ruz

RIFLESSIONI DEL COMPAGNO FIDEL sulla detenzione di René González in Florida.

Non perchè brutale, dura e attesa, ha smesso di indignare la notizia che una giudice yankee del Distretto Sur della Florida, ha negato a René González, Eroe antiterrorista cubano, dopo aver scontato l’ingiusta sentenza che gli avevano imposto, il diritto di ritornare nel seno della sua famiglia a Cuba.

Dopo 13 anni di crudele e non meritata reclusione, il governo degli Stati Uniti che ha creato mostri come Luis Posada Carriles e Orlando Bosch, che come agenti della Centrale d’Intelligenza yankee fecero esplodere in volo un aereo cubano pieno di passeggeri, obbliga René a rimanere in questa nazione, sottoposto ad un regime detto di ‘lbertà vigilata’.

Gli altri tre Eroi cubani resteranno nelle prigioni ingiustamente e per vendetta, più un altro condannato all’ergastolo per due volte.

Così l’impero risponde al crescente reclamo mondiale per la libertà di costoro.

Se non fosse così smetterebbe d’essere l’impero e Obama smetterebbe d’essere un tonto.

Non staranno là eternamente gli Eroi cubani, non c’è dubbio. Sulle fondamenta di un insuperabile esempio di dignità e di fermezza, crescerà la solidarietà nel mondo e nel seno dello stesso popolo nordamericano, che metterà fine alla stupida e insostenibile ingiustizia.

La bruta decisione avviene quando nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si sviluppa un profondo dibattito sulla necessità di rifondare questa istituzione. Non si erano mai sentite critiche tanto solid ed energiche.

Il leader bolivariano Hugo Chávez lo ha aperto con il primo messaggio all’Assemblea pubblicato la notte del 21 settembre. La seconda lettera di Chávez, trasmessa in tono energico e vibrante dal suo ministro degli Esteri, Nicolás Maduro è stata lapidaria.

In questo messaggio ha denunciato anche il criminale blocco imperialista contro la nostra Patria e la vergognosa e crudele vedetta contro i 5 Eroi antiterroristi cubani.

Tali circostanze mi obbligano a scrivere una terza Riflessione.

Trasmetterò le idee essenziali del vibrante messaggio, utilizzando le stesse parole dell’ autore.

"[...] Non cerchiamo la pace dei cimiteri, come diceva Kant con ironia, ma una pace basata nel più preciso rispetto del diritto internazionale. Disgraziatamente la ONU in tutta la sua storia, invece di sommare e moltiplicare sforzi per la pace tra le nazioni, termina avallando,  alcune volte con azioni e altre per omissione, le più spietate ingiustizie.

"Dal 1945 e sino ad ora le guerre non hanno smesso di crescere e moltiplicarsi inesorabilmente”.

“Voglio fare un richiamo alla riflessione dei governi del mondo. Dall’11 settembre del 2001 è cominciata una nuova guerra imperialista che non ha precedenti storici, una guerra permanente e perpetua”.

[...] perchè gli Stati Uniti sono l’unico paese che semina il pianeta di basi militari? che cosa teme per avere un bilancio da brivido destinato ad aumentare sempre più il suo potere militare ? perchè hanno scatenato tante guerre, violando la sovranità di altre nazioni che hanno gli stessi diritti sul loro destino? Come far valere il diritto internazionale contro la loro insensata aspirazione per sostenere il loro modello di predatori e consumisti? Perchè la ONU non fa niente per fermare  Washington?

[...] l’impero si è aggiudicato il ruolo di giudice del mondo, senza che nessuno le abbia concesso tale responsabilità

[...] per tanto, la guerra imperialista è una minaccia per tutti noi”.

"Washington sa che il mondo multipolare è già una realtà irreversibile,  la sua strategia consiste nel fermare ad ogni costo l’avanzata sostenuta di un insieme di paesi emergenti.

[...] si tratta di una nuova figurazione del mondo su cui si sostenta l’egemonia militare yankee”.

Che cosa c’è dietro a questo nuovo  Armageddon? Il potere  in ogni modo della cupola militare-finanziaria che sta distruggendo il mondo, per accumulare sempre più guadagni; la cupola militare -finanziaria che sta subordinando di fatto un gruppo sempre più grande di Stati. Va considerato che il modo di esistere del capitale finanziario e la guerra, la guerra che rovina tutti gli altri, arricchisce sino all’impensabile solo alcuni.

Nell’immediato esiste un gravissima minaccia per la pace mondiale,  lo scatenamento di un nuovo ciclo di guerre coloniali, che è cominciato in Libia, con il sinistro obiettivo di dare una seconda possibilità al sistema mondiale capitalista, oggi in crisi strutturale, ma senza mettere nessun tipo di limite alla sua voracità consumista e distruttiva.

L’umanità è sul bordo di una catastrofe inimmaginabile. Il pianeta marcia inesorabilmente verso il più devastante ecocidio; il riscaldamento globale lo annuncia attraverso spaventose conseguenze, con l’ideologia dei Cortés e dei Pizarro rispetto l’ecosistema, come dice bene il notabile pensatore francese Edgar Morin”.

[...] La crisi energetica e la crisi alimentare si acuiscono, ma il  capitalismo continua a passare  impunemente tutti i
limiti."

"... il grande scienziato  statunitense Linus Pauling, premiato in due occasioni con il Premio Nobel, continua a illuminarci

il cammino: Credo che esista nel mondo un potere maggiore del potere negativo della forza militare e delle bombe nucleari: il potere del bene, della moralità, dell’umanitarismo. Credo nel potere dello spirito umano. Mobilitiamoci

allora con tutto il potere dello spirito umano. È tempo già. S’impone scatenare una grande controffensiva politica per impedire che i poteri delle nebbie incontrino giustificazioni per andare alla guerra, per sferrare la guerra globale generalizzata con cui pretendono di salvare i capitale dell’occidente”.

“Vanno sconfitti politicamente i guerrafondai e di più, la cupola militare-finanziaria che li sostiene e li comanda”.

“Costruiamo l’equilibrio dell’universo che vedeva il Libertador Simón Bolívar: l’equilibrio che secondo le sue parole non si può trovare nel seno della guerra, l’equilibrio che nasce dalla pace."

"... il Venezuela, con gli altri paesi membri dell’Alleanza Bolivariana per i popoli di Nuestra América (ALBA), ha lavorato attivamente per una soluzione pacifica e negoziata del conflitto in Libia e lo ha fatto anche l’Unione Africana, ma al finale si è imposta la logica di guerra decretata dal Consiglio di Sicurezza della ONU e posta in pratica dalla NATO, questo braccio armato dell’impero yankee”.

[...] il "caso Libia" è stato portato nel Consiglio di Sicurezza sulla base dell’intensa propaganda dei mezzi di comunicazione, che hanno mentito affermando che l’aviazione libica bombardava civili innocenti, per non menzionare la grottesca commedia mediatica nella Piazza Verde di Tripoli. Questa campagna premeditata di menzogne ha

giustificato le misure affrettate e irresponsabili del Consiglio di Sicurezza della ONU, che hanno aperto il cammino alla NATO, che ha sviluppato per la via militare la sua politica di ‘cambio di regime’ in questo paese”.

“In che cosa si è trasformata la zona di esclusione aerea stabilita dalla Risoluzione  1973 del Consiglio di Sicurezza? Forse le più di 20.000 missioni aeree della NATO contro la Libia, molte con il fine di bombardare il popolo libico, non sono la negazione stessa di questa Zona di Esclusione? Annichilita completamente la forza area libica, la continuità dei

bombardamenti  umanitari dimostra che l’occidente, attraverso la NATO, impone i suoi interessi nel Nord dell’Africa, trasformando la Libia in un protettorato coloniale”.

“Qual’è il motivo reale dei questo intervento militare? Ricolonizzare  la Libia per impadronirsi delle sue ricchezze. Tutto il resto è  subordinato a questo obiettivo”.

 "... la Residenza del nostro Ambasciatore a Tripoli è stata invasa e saccheggiata, ma la ONU è stata zitta, mantenendo un silenzio ignominioso”.

“Perchè si concede lo scanno della Libia nella ONU all’auto nominato Consiglio Nazionale di Transizione, mentre si blocca l’entrata della Palestina, ignorando non solo la sua legittima aspirazione, ma quella che è la volontà della maggioranza del l’Assemblea Generale? Il Venezuela ratifica qui con tutta la sua forza e l’autorità morale che impone la volontà maggioritaria dei popoli del mondo, la sua solidarietà incondizionata con il popolo della Palestina e il suo appoggio assoluto alla causa nazionale palestinese, includendo ovviamente l’ammissione immediata di uno Stato palestinese con pieni diritti nel seno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. E lo stesso formato imperialista si sta ripetendo nel caso della Siria”.

“È intollerabile che i poderosi di questo mondo pretendano d’arrogarsi il diritto di ordinare a governanti  legittimi e sovrani di rinunciare immediatamente. È successo cosi in Libia e ugualmente vogliono procedere contro la Siria. Sono tali le asimmetrie esistenti nello scenario internazionale e sono tali gli affronti contro le nazioni indipendenti.

(Prima parte)

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