venerdì 16 settembre 2011

Il Pd querela Sallusti

Alessandro Sallusti, detto anche
 'La belva umana' o 'Zio Tibia'.
Azione legale contro il direttore del Giornale sul caso Penati.

2 settembre 2011 - ‘Le parole pronunciate da Alessandro Sallusti nel corso della trasmissione ‘Tg3 Linea Notte’ del primo settembre sulle tangenti che il Pd avrebbe preso sul caso di Sesto San

Giovanni sono infondate, vergognose e inaccettabili”. Lo ha dichiarato Antonio Misiani, tesoriere del Pd, che annuncia una querela contro il direttore del “Giornale”. “Abbiamo percio’ dato mandato ai nostri legali di procedere per tutelare l’onorabilita’ del Pd e per ottenere il risarcimento dei danni arrecati al partito. Come gia’ e’ avvenuto nelle scorse settimane, agiremo analogamente in tutti i casi in cui ravviseremo un diffamatorio accostamento del Pd a vicende che ci vedono del tutto estranei’, conclude Misiani.

LA TRASMISSIONE – A Linea Notte Sallusti aveva parlato ripetutamente del caso Penati, e collegato chiaramente i vertici del Pd alle tangenti presuntamente incassate da Penati. Intanto, anche Rutelli si arrabbia: “Vedo che, per la seconda volta a distanza di un mese, si associa il mio nome a vicende con cui non ho nulla a che fare. L’unico luogo in cui occuparsene, per quanto mi riguarda, sono le aule di giustizia poiche’ e’ gia’ in corso una azione giudiziaria a tutela della mia onorabilita’”, annuncia in una nota il leader dell’Api. Il riferimento è a un articolo comparso oggi sulla stampa a proposito di un verbale di Di Caterina nel quale si parlava di un comizio di Rutelli pagato dall’imprenditore su richiesta di Penati.

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COMMENTI

ladrimignotte&dittatori

2 settembre 2011 alle 13:29
Con il bancomat di silvio…olindosantasallustigarnero…può dire ciò che vuole…il nano, ed il suo fango fino ad oggi, ha sovvenzionato cani&porci…forse sono più i porci…

giuseppe

2 settembre 2011 alle 13:57
Anche nel Pd ci sono i corrotti, ma ognuno di noi vede la pagliuzza nell’occhio altrui. Se ci fosse la giustizia a 360 °, tranquilli che uscirebbero i corrotti, anche nei partiti che si vogliono considerare puliti.

oscare

2 settembre 2011 alle 14:06
Ho visto il Tg3 ieri sera, Sallusti quando si e’ parlato della vicenda Tarantino – Lavitola ha sostenuto che si e’ colpevoli solo dopo il terzo grado di giudizio, e quindi ogni giudizio su questa vicenda e’ prematuro, evidentemente per Penati si e’ gia’ pronunciata la Cassazione..

pasqualemaledetto

2 settembre 2011 alle 14:36
E’ d’uopo che vi leggiate l’intervista di Giorgio Bocca a proposito dei due “galantuomini” Penati e Bersani: cliccando su Google : “Giorgio Bocca e caso Penati. – CONTESSA ENTELLINA”.
Giorgio Bocca e caso Penati. I ladri di destra e di sinistra per uscire dall’affanno potrebbero organizzare un golpe? 
Giorgio Bocca: “Il Pd è come il Psi di Craxi”.
Il giornalista: “In quanto a onestà la sinistra è la stessa cosa della destra. Bersani non dovrebbe fare un passo indietro, ma buttarsi a mare. Il pericolo, ora, è che questa classe dirigente (tutta) faccia un golpe per evitare la galera”.
Due squilli e il ricevitore si alza. Poi non fai nemmeno in tempo a concludere una domanda – sulla questione morale a sinistra – che la risposta è questa:  
“Ma è la solita storia della corruzione politica: tutti i partiti, in tutte le epoche, quando amministrano hanno bisogno di soldi e li rubano. Nulla di nuovo sotto il sole”. 
Dall’altra parte, l’accento cuneese di Giorgio Bocca, scrittore e firma di Repubblica e dell’Espresso. Che, con il tono mite di un neo 91enne, aggiunge il seguente siluro: 
“Soprattutto nulla di nuovo rispetto a Craxi”.  
Vede analogie tra il Pd e i tempi d’oro del Psi piglia-tutto? 
Macché analogie. Vedo un’assoluta identità. Perché? Craxi diceva: i mariuoli ci sono ma i soldi servono ai partiti. L’unica cosa che si capisce da questa vicenda è che la sinistra è la stessa cosa della destra, quanto a onestà. 
Ce lo spieghi meglio. 
C’è poco da spiegare: rubano tutti. Tutti i politici hanno lo stesso interesse: avere il potere e fare soldi. La via è comune. Nella sua similitudine tra Pd e Psi non torna solo la lungimiranza. Il partito di Craxi fu annientato dagli scandali. Il Pd vuol fare la stessa fine? Non è vero che la storia insegna?Historia magistra? Mah. Guardi, le dico questo: alla fine della Guerra io e altri partigiani pensavamo che il Partito socialista avrebbe cambiato il modo di fare politica in Italia. Nel giro di pochi anni tutte le persone per bene e oneste sono state cacciate da quel partito. Dove sono rimasti solo i furbi e i ladri. Vuol farmi dire che la politica è cambiata? Non lo penso.  
Non voglio farle dire nulla: le chiedo come può la dirigenza del Pd essere così miope. 
Non c’è nessun disegno politico, questa è la cosa grave. C’è l’istinto, in chi fa politica, di usare i mezzi più facili. Quali sono?Mettere le mani sul denaro e corrompere. Non mi pare si tratti di altro. 
Tangentopoli non è servita? 
Vista dal punto di vista di uno storico no. Andiamo ancora più indietro. Che ha fatto Giulio Cesare quando aveva consumato il suo patrimonio? S’è fatto mandare in Spagna, dove ha rubato talmente tanto che è tornato a Roma ricchissimo. Ha armato un esercito e si è impadronito del potere. Le dinamiche sono abbastanza chiare. 
Bersani dovrebbe fare un passo indietro, considerando i suoi rapporti stretti con Penati? 
Altro che far passi indietro. Dovrebbe fare un tuffo nel mare. 
Ci sono stati tempi in cui la politica era diversa? 
Forse solo nelle grandi emergenze, durante le guerre, si sono visti politici onesti e disposti anche a farsi fucilare per la libertà. Ma quando la politica diventa amministrazione scade, di solito, a un livello bassissimo. Non conosco oggi un politico che sia stimabile come persona privata. Un uomo come me, che a vent’anni comandava una divisione partigiana, aveva tutte le opportunità di impegnarsi in politica. Ma ho capito immediatamente che era un rischio da non correre. E non me ne sono pentito. Mai. Così non c’è scampo.  
Come si fa a sperare? 
Io non vedo segni di cambiamento. Non dappertutto è così. Nella maggior parte dei Paesi a regime democratico l’etica pubblica è un valore. Dove si sono stabilite – almeno in minima parte – le regole del gioco, il codice viene rispettato. Noi le avevamo stabilite, ma le abbiamo anche mandate all’aria. Dopo la guerra partigiana e la Liberazione dell’Italia, l’onestà è stata, per quasi mezzo secolo, un valore condiviso. Allora i partiti rubavano, ma lo facevano con cautela e vergognandosene quando venivano scoperti. Ora si ruba senza nemmeno vergogna.  
È una questione statistica. Essere indagati o imputati, per i politici, fa quasi curriculum… 
Sì, è un metodo. Un sistema: lo diceva oggi (ieri, ndr) nel suo articolo sul Fatto Nando Dalla Chiesa, una persona che stimo, come del resto stimavo molto suo padre. Però anche lui non scrive a chiare lettere: lì c’è gente che ruba. Con i nomi e i cognomi. Siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. 
Diventa un reato fare certe affermazioni prima dei processi. 
Sì, ma mi ha stupito il tono di Dalla Chiesa, troppo leggero. Oggi è impossibile dire a un politico che ha rubato “hai rubato”. Ma allora cos’è questo giro di affari, soldi, tangenti? Bersani, all’alba della vicenda Penati, minacciò querele a destra e a manca. È vero, infatti mi sono ben guardato dallo scrivere articoli sull’argomento. Le querele volano e i giornali nemmeno ti sostengono. Un tempo mi sarei lanciato nella discussione, stavolta non l’ho fatto anche con un senso di paura.  
Al di là dell’opportunità, secondo lei dire “faremo una class action contro i giornalisti” è un discorso politico? 
La classe politica rivendica il diritto di far paura alla stampa. Più che politica è arroganza. I potenti dicono: state zitti perché comandiamo noi. Non sono comportamenti molto diversi da quelli dei partiti di governo. Berlusconi è più moderno, ha capito che con il denaro si risolve tutto. La sua calma si legge così: io li compro e tanti saluti. Gli altri, semplicemente, non hanno abbastanza soldi. E hanno delle preoccupazioni d’immagine. 
Ma come fa Penati a difendersi? I democratici si sentono – e si professano – molto diversi dal centrodestra. 
Certo che si dicono diversi. Lo fanno perché agli occhi della pubblica opinione non vogliono apparire uguali agli altri. Uguali ai ladri. 
Vede pericoli? 
L’unico pericolo è che questa intera classe dirigente, per non andare in galera, faccia un golpe. 
Un loro azzeramento no?
Proveranno a tirare avanti, come han fatto fino a ora. Chi ha i soldi se la cava. Cesare è ricordato come uno dei più grandi uomini politici della romanità ed era uno che confessava candidamente di aver rubato. Però potrebbe arrivare anche un moto d’ira popolare che li manda tutti a casa. Mi trovo di fronte a un’umanità incomprensibile. Un politico che ruba, sa di essere al di fuori dell’etica. Eppure lo fa. Io veramente non li capisco.  
Crede che la prudenza dei vertici del partito sulla questione Penati vanificherà il successo delle amministrative e dei referendum? 
Mi pare che ci sia un fraintendimento su questo nuovo interessamento alla politica. Lo scambiamo per un cambiamento morale. Ma è più che altro una moda.
Ha compiuto 91 anni tre giorni fa... 
...quindi posso dire tutto, anche le sciocchezze? 
No, le chiedevo cosa direbbe a un ragazzo italiano di vent’anni.
Gli direi: “Non rubare”. Si vive meglio da onesti. L’onestà è l’unica riserva per sopportare questa vita terrena, che è piena di insidie e porcherie.”

jostozedda
2 settembre 2011 alle 15:00
Scusa ma da quando in qua Giorgio Bocca è un giudice?
Commenti così ne può dire chiunque…
E tranquillo che in una cosa il popolo di sinistra è diverso da quello di destra…
per voi Berlusconi non si tocca nemmeno se uccide qualcuno xkè è il signore sceso in terra…mentre se verrà dimostrato che Bersani è colpevole saremo noi i primi a dirgli a gran voce di farsi da parte.

pasqualemaledetto

2 settembre 2011 alle 15:28
No. E’ vero, Giorgio Bocca non è un giudice nel senso di quelli che stanno in tribunale a fare sentenze, ma è un comunista dop che conosce bene il ladrocinio dei compagnucci onesti a cominciare dal togliatti, al secolo, il “migliore”, proseguendo con Berlinguer [quello della questione morale], e via trascorrendo fino a Bersani.
Sono sicuro che prima di morire, nella sua onestà di uomo che sta per confrontarsi con il Padreterno [io gli auguro di campare mille anni] dirà agli italiani come il KGB finanziava il PCI e per quale motivo lo faceva.
E come si permetteva Berlinguer di parlare di questione morale quando prendeva i rubli dal KGB per sottomettere l’Italia all’influenza di Stalin.

Gli italiani lo sanno, ma detto da un partigiano della levatura di Bocca è un’altra cosa.

pasqualemaledetto

2 settembre 2011 alle 16:16
Hai ragione. Giorgio Bocca non è un giudice, ma è un comunista dop che è stato sempre comunista, è vissuto nel suo ambiente comunista e perciò conosce bene i comunisti. Bocca non giudica, ma dice la verità sui comunisti.
Io con gli occhi coperti da una fetta di carne potrei dire peste e corna dei comunisti. Ma Bocca no, perchè è uno dei padri del comunismo italiano dal tempo delle brigate partigiane!
Convinciti: l’intervista a Bocca non è una boutade di un anticomunista come me, ma di un comunista dop che vuole restare comunista fino alla fine. Ma onesto! E che sulla soglia del confrontto con l’Onnipotente ci racconta la verità sul comunismo italiano e sul fallimento di un’ideologia assassina e ladresca. Dio lo abbia in gloria!

aldamar

2 settembre 2011 alle 16:02
Pd, Pdl, che cambia? Tutti pezzi di merda dal primo all’ultimo. Ma ammazzatevi, fateci un favore immenso!!!!

l'imbecillitàalcapolinbea

2 settembre 2011 alle 16:27
Per fare posto a te che disquisisci di merda! Non ci vorresti fare morire di puzza.
Non ti chiedio di suicidarti perchè sono un Cristiano. Penso soltanto che la gente come te mon conta nulla e non ha nulla da proporre. Figliuolo: sei al capolinea!

tappo

2 settembre 2011 alle 17:24
Quest’essere è solo un tappo utile a tappare il culo del corrotto quando costui ha la diarrea!

ladrimignotte&dittatori

2 settembre 2011 alle 20:31
Per olindosallustigarnero, la giustizia è a senso unico; berluschino è sempre innocente, gli altri sono colpevoli per definizione; Deve essere l’eredita dello zio repubblichino e gerarca fascista, presidente del tribunale speciale, per cui i nemici sono colpevoli a prescindere….e dire che nella follia fascista, invocavano le porte aperte, e la pena di morte con la quale pensavano di ripulire il paese dai delinquenti e dai nemici; povero olindo dall’onore fascista a servo plebeo, e leccaculo di berluschino:mi piacerebbe propio vedere il paese, con le porte aperte con questi delinquenti e leccaculo in circolazione; la magistratura faccia il suo corso; se ci sono tangenti e tangentisti non solo si devono dimettere, ma devono andare a far visita alle patrie galere; certo il popolo del ladro questo non se lo può permettere, rimmarrebbero in quattro deficenti, anche se fini intellettuali a cui hanno detto che il PCI prendeva i soldi russi, ma non hanno ancora scoperto che la dc era sovvenzionato con i soldi americani, per annientare i perfidi comunisti italiani; non si può avere tutto e subito, il libro degli onesti del popolo del ladro, per certi italioti, è anche meglio di topolino…il max che si possono permettere

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