lunedì 11 luglio 2011

Palazzi del potere: quando le istituzioni (senza saperlo?) appoggiano il totalitarismo

Napolitano e Maroni al centenario del Viminale.
La megagalattica sala riunioni del M.degli Interni.
Il palazzo del Viminale, sede del Ministero degli Interni.
I potenti mezzi del ministro Maroni.

Chi rappresenta veramente la democrazia e chi invece è solo una pedina, magari inconsapevole, del totalitarismo economico prossimo futuro?

Roma, 11 luglio 2011 - Al Viminale, in occasione della cerimonia per i cento anni del palazzo sede del ministero dell'Interno, Napolitano, Marcegaglia e Maroni, hanno dichiarato:

Marcegaglia: «In un momento difficile come questo, dove tutti i Paesi europei, e anche l'Italia, sono chiamati a gestire situazioni complesse anche per le turbolenze dei mercati finanziari, credo sia opportuno riunirsi intorno ai simboli del nostro Paese e lavorare tutti assieme nella stessa direzione per difenderlo e costruire un futuro migliore per i nostri figli».

Napolitano: «Oggi più che mai dovrebbe sprigionarsi nel nostro Paese un impegno di coesione nazionale di cui c'è bisogno per affrontare le difficili prove che sono all'ordine del giorno».

Maroni: «Di questo palazzo si è detto e scritto di tutto: ma il Viminale non è il palazzo dei poteri, degli intrighi e dei complotti».

E qualche giorno fa dal Colle, il Presidente della Repubblica aveva detto: «Vorrei che davvero maggioranza e opposizione concordassero con l'obiettivo di risanamento del bilancio, segnalato dall'Ue e che questo obiettivo non fosse messo in dubbio da nessuna parte politica».

Ok, va bene il richiamo alla coesione e all'unità in tempi di crisi...Ma a che condizioni e in cambio di cosa? E poi, siamo proprio sicuri che il potere rappresentato dal Viminale sia tutto trasparenza e purezza d'intenti come lo dipinge il capo dello Stato? E se ce lo garantisce lui, che rappresenta la più alta istituzione della nostra Repubblica, possiamo stare tranquilli? Speriamo. Intanto però non possiamo (e non dobbiamo) smettere di usare la nostra testa e il nostro senso critico.

In occasione di questo centenario, s'è dipinto un quadro a dir poco idilliaco dell'istituzione del ministero dell'Interno; in un articolo che ho letto lo si definisce "il punto di riferimento e garanzia per i cittadini in tema di sicurezza, libertà civili e diritti democratici, ma anche punto centrale per il soccorso alla popolazione nelle emergenze, per il raccordo tra governo ed autonomie locali e per le politiche che regolano l'immigrazione".

Ma allora ci chiediamo, ad esempio:
- Perchè dopo i vergognosi misfatti del G8 di Genova, il capo della Polizia Manganelli sta ancora lì, al suo posto, a fianco del ministro Maroni?
- Perchè capita sempre più spesso che le forze pubbliche abusino del loro potere ai danni di semplici indiziati o detenuti, a volte addirittura ammazzandoli di botte com'è successo a Stefano Cucchi?
- Perchè i poliziotti anti-sommossa sparano, come hanno fatto recentemente in Val di Susa, gas lacrimogeni dall'effetto cancerogeno ad altezza uomo? Forse che se non muori subito, ma dopo qualche anno, non è più considerato omicidio?
- Perchè nei Cie si chiamano ospiti coloro che sono a tutti gli effetti dei detenuti e dove vengono stuprate le donne immigrate con la tacita complicità di chi dovrebbe vigilare sul rispetto della legge, sull'ordine e la dignità delle persone?

Karl Popper
E' veramente tutto rose e fiori come lo descrivono questo settore della sicurezza nazionale? Io credo che alle nostre più alte cariche istituzionali giovi ricordare la lezione di uno dei maggiori filosofi del 900, Karl Popper, non certo un comunista, il quale scrisse vari aforismi a proposito di denaro, politica, totalitarismo, democrazia, istituzioni, Stato, nazionalismo, mercato, potere, ecc... Eccone alcuni:
«Il denaro in quanto tale, non è particolarmente pericoloso...(lo) diventa soltanto se può acquistare il potere, o direttamente, o soggiogando gli economicamente deboli, che devono vendere sé stessi al fine di vivere»..

«Una minoranza, che è economicamente forte, può...sfruttare  la maggioranza di coloro che sono economicamente deboli».

«L’illimitata libertà economica può essere autodistruttiva (come) la illimitata libertà fisica ed il potere economico può essere quasi altrettanto pericoloso che la violenza fisica. Infatti, coloro che dispongono di un’eccedenza di derrate, possono costringere coloro che hanno penuria, ad una servitù liberamente accettata, senza usare violenza».

«Il denaro è uno dei simboli, come pure una delle difficoltà della società aperta. Noi non abbiamo ancora saputo padroneggiare il controllo razionale del suo uso. Il più grave abuso al quale dà luogo, è quello di poter acquistare il potere politico»..

«Poche fedi hanno generato più odio, crudeltà ed inutili sofferenze, della credenza nella validità del principio di nazionalità».

«Abbiamo bisogno della libertà per impedire che lo Stato abusi del suo potere e abbiamo bisogno dello Stato per impedire l’abuso della libertà».

«Dovremmo soppiantare questo orribile sistema dei partiti, in base al quale la gente che sta nel Parlamento è, prima di tutto, dipendente da un partito e, soltanto in seconda istanza, sta lì per usare il proprio cervello, per il bene della popolazione che rappresenta».

«L’opposizione parlamentare deve impedire alla maggioranza di rubare il denaro dei contribuenti. Ma io ricordo un piccolo scandalo, avvenuto in un paese dell’Europa  sudorientale...fu il caso in cui maggioranza ed opposizione si fecero corrompere da una forte somma di denaro, che spartirono fra di loro».

«La democrazia non può essere migliore dei democratici».

«Il funzionamento delle istituzioni, come quello delle fortezze, dipende dalle persone che le presidiano. Il meglio che si possa fare...è dare maggiori possibilità alle persone (se ve ne sono) che intendono usare le istituzioni, secondo il loro fine sociale "peculiare"».

«Dobbiamo costruire istituzioni sociali, imposte dalla forza dello Stato, per la protezione degli economicamente deboli, nei confronti degli economicamente forti».

«Liberalismo ed intervento statale non sono tra loro in antitesi. Al contrario, qualsiasi genere di libertà è chiaramente impossibile se non è garantito dallo Stato».

«Il potere genera ancora corruzione, anche nel nostro mondo. Gli impiegati statali si comportano ancora come padroni incivili. I dittatori tascabili abbondano ancora e una persona intelligente deve essere pronta a sentirsi trattata come un imbecille, se tradisce un interessamento critico nei confronti della propria condizione fisica».

«Critico è il miglior sinonimo di razionale. Ogni volta che puoi essere critico, sii critico!»

«Considero l’approccio critico come un dovere. Ogni altro atteggiamento è megalomane ed irresponsabile, anche se ispirato dalle migliori intenzioni»..

«Anche l’irrazionalismo fa uso della ragione, ma senza sentirsi obbligato: è pronto a usarla, a rifiutarla a suo piacimento».

«La critica non ci procura nuove idee, ma può aiutarci a separare il grano dalla pula».

«La critica e la discussione sono i soli mezzi di cui disponiamo per arrivare più vicini alla verità».

«Cesare fu aiutato a conquistare il potere dai suoi creditori i quali, non vedevano speranza di ricuperare i loro prestiti, se non procurandogli il successo, ma quando egli raggiunse il successo, la sua potenza gli permise di disilluderli».

«In virtù del suo anonimato, l’opinione pubblica è un potere senza responsabilità e perciò, particolarmente pericoloso».

«Finché un uomo non accumula abbastanza forza fisica da dominare tutti gli altri, deve dipendere dai suoi aiutanti. Anche il più potente tiranno dipende dalla sua polizia segreta (e) dai suoi carnefici. Questa dipendenza significa che il suo potere, per quanto grande sia, non è affatto incondizionato e che deve fare concessioni, opponendo un gruppo all’altro».

«L’autoritario tende a scegliere coloro che obbediscono, che credono e soggiacciono alla sua influenza. Ma per fare ciò, è costretto a scegliere i mediocri. Infatti, egli esclude coloro che si ribellano, che dubitano ed osano resistere alla sua influenza».

«Un’autorità non può mai ammettere che gli intellettualmente coraggiosi, cioè coloro che osano sfidare la sua autorità, possano essere gli individui più degni».

«Se ammettiamo che...non è possibile trovare un’autorità che sia al di là della portata delle nostre critiche...allora possiamo ritenere che...la verità è al di là dell’autorità umana».

«Nulla è meno vero dell’idea che, coloro che sono buoni nell’obbedire, saranno anche buoni nel comandare».

«L’opinione pubblica, quale che sia la sua natura, è assai potente. Può cambiare i governi, anche quelli non democratici»..

«I totalitarismi moderni sono assolutamente ignari del fatto che le loro idee possono essere fatte risalire a Platone. Ma molti sono consapevoli del loro debito verso Hegel...ad essi è stato insegnato di venerare lo Stato, la storia e la nazione».

«Tutti i problemi politici sono...istituzionali, di struttura legale, piuttosto che di persone e che il progresso verso una maggiore uguaglianza, può essere salvaguardato soltanto mediante il controllo istituzionale del potere».


«Un paradosso poco preso in considerazione è il paradosso della democrazia o, più precisamente, del governo maggioritario, cioè la possibilità che la maggioranza decida che il governo venga affidato ad un tiranno».

Attenzione quindi...oggi in Italia siamo di fronte ad un bivio:
- da una parte conservare uno stato democratico sovrano, magari povero ma giusto e dignitoso, basato sul lavoro e sul rispetto dei diritti fondamentali di tutti i cittadini;
- dall'altra una dittatura finanziaria e dei mercati che ridurrà la maggioranza della popolazione in schiavitù, un'oligarchia di pochi eletti e ricchi capitalisti, una corte di banchieri, imprenditori egomaniaci e politici condiscendenti che, dall'alto del loro portafogli gonfio, governeranno indisturbati l'Italia e l'Europa.

Non mi piace essere catastrofista, ma dovremmo assolutamente considerare questa crisi come una grande occasione che ci è stata offerta per cambiare e per farlo in meglio, per imboccare finalmente la giusta direzione dello sviluppo sostenibile, del rispetto del pianeta, della giustizia per tutti i suoi abitanti...
Se non lo facciamo, se non cogliamo ora quest'occasione, forse potrebbe non capitarci più...L'umanità potrebbe continuare l'infausto cammino intrapreso alcuni decenni fa, verso una fine molto rapida e ben più tragica rispetto allo scenario che ci prospetta l'attuale crisi economica mondiale, quello dell'autodistruzione.

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