lunedì 4 luglio 2011

Al Presidente Napolitano, che ha condannato le violenze dei No TAV in Val di Susa

Sig. Presidente, ma cosa devono fare i cittadini di questo paese per essere ascoltati, secondo lei?

Qual'è il confine tra atti di forza e atti di violenza?
Cosa puo' essere definito eversivo, sovversivo e cosa no?

E quando, secondo Lei,  un popolo è legittimato a ribellarsi anche con azioni di forza? O non lo è mai in nessun caso e deve sempre sopportare tutto passivamente?

Parli una volta, una volta sola fuori dai denti...Lo sappiamo che il suo ruolo istituzionale Le impone di difendere le forze dell'ordine, ma per una volta, una volta sola se ne freghi e ci faccia capire qual'è il suo vero pensiero in proposito, perchè non lo si capisce...Ma già, Lei ha rinnegato una volta il comunismo e non ci farebbe bella figura se ora ritornasse a mettere il popolo al centro, considerandolo come mezzo e fine della politica.    

Ma è possibile che per Lei la violenza sia solo quella che viene dal basso, dalla gente comune e mai quella espressa dalle forze dell'ordine, dai militari, dai rappresentanti delle cosidette istituzioni (ormai antidemocratiche). Per fortuna che un tempo era comunista!

Possibile che non si renda conto che se la politica nazionale continuerà a non ascoltare le istanze provenienti dal basso, che in questo caso specifico si limitano ad essere di stampo prettamente ecologista, l'Italia molto presto diventerà come la Grecia, anzi peggio; perchè gli italiani stanno sopportando ormai da troppo tempo questo sistema politico verticistico, falsamente democratico e basato solo su logiche di potere, profitto immediato e scambi di favori.

A prevalere sono sempre scelte unilaterali odiose per i cittadini, sistematicamente imposte dall'alto con l'appoggio trasversale dei partiti sia di maggioranza che d'opposizione. L'obiettivo è quello di sempre: la legittimazione del potere centrale; questa si ottiene in primo luogo uccidendo sul nascere qualsiasi istanza anarchica e poi, subito dopo, mortificando l'autonomia delle comunità locali sancita dalla Costituzione. Sovranità territoriale e volontà popolare sono facce della stessa medaglia, caro ministro Maroni, Lei lo dovrebbe sapere. E invece non se ne cura affattto...Alla faccia delle istanze autonomiste della Lega Nord!

Presidente Napolitano, Lei forse dimentica che il suo grande eroe, Giuseppe Garibaldi, colui che ebbe il merito di unificare l'Italia, lo fece con le armi e non certo mediante manifestazioni pacifiche, perchè in quel caso sarebbe stato spazzato via dagli eserciti avversari e dalla Storia.

Perchè Lei giustifica l'uso della forza quando viene dai militari impegnati nelle cosidette missioni di pace all'estero e la condanna quando invece, per rispondere agli attacchi della Polizia e quindi sostanzialmente per difendersi, i manifestanti si equipaggiano per non soccombere ai primi assalti?

E non mi venga a dire che i poliziotti in tenuta antisommossa, con armi, manganelli e lacrimogeni, sono dei santarellini addestrati solo per difendersi perchè, non appena ne intravedono la possibilità, attaccano e lo fanno senza tanti scrupoli, colpendo duro! Questo tipo di violenza, spesso attuata in situazioni di disparità di forze, per Lei non conta, non è vero, Sig. Presidente?

Provi a pensare per un attimo a cosa direbbe il suo ex collega Sandro Pertini, eroe della resistenza, se fosse al posto suo ora e ci rifletta, per favore.
Cos'è questa delle popolazioni della Val di Susa se non una resistenza politica, nata spontanea nei cittadini, avente la stessa matrice nobile di quella Resistenza con la 'R' maiuscola attuata negli anni '40 del secolo scorso, quando tanti italiani del nord scelscero di combattere il nazifascismo andando sulle montagne e divenendo partigiani?

E' una guerra anche questa, una guerra non-violenta contro la violenza che alcuni 'affaristi' della politica hanno deciso di compiere ai danni di un territorio e dei suoi abitanti, una guerra combattuta con le armi della protesta in loco, pacificamente ma in maniera decisa, determinata e trasparente. La combattono persone comuni, madri e padri di famiglia, figli, nonni che si sentono usurpati di un loro diritto fondamentale e inviolabile: la possibilità di decidere del destino del loro territorio natio, dei loro boschi, delle loro montagne, del loro incantevole paesaggio di sempre, che è il loro orgoglio, tramandato uguale di generazione in generazione e a loro asseggnato dal Creatore col compito di proteggerlo. Questa gente lotta per qualcosa che ritiene profondamente radicato nel suo DNA e nella sua storia, contro qualcosa che non vuole e che non ritiene giusto. Se guardiamo le cose dal punto di vista di questi cittadini della Val di Susa, è in atto una vera e propria guerra di occupazione-usurpazione del loro territorio, fatta con le ruspe invece che con i fucili, ma dove l'effetto è praticamente lo stesso e per la quale loro pensano valga la pena di resistere strenuamente.

Per questo vanno ascoltate le loro ragioni dei comitati cittadini No TAV e possibilmente accettate le loro rivendicazioni, benchè possa accadere, come in quest'occasione, che la rabbia prenda talvolta il sopravvento a causa di qualche giovane esagitato con troppa energia da scaricare; non per questo la battaglia degli abitanti della Maddalena di Chiomonte e dintorni è meno nobile e merita meno rispetto da parte di tutte quelle istituzioni che nel nostro paese si dicono ancora democratriche.  

Cordialmente,
il gestore di questo blog

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