Secondo il mio vocabolario si definisce "potente" colui che unisce 2 principali caratteristiche: 1.lo status di politico; 2. lo status di ricco. Allora, mettiamo il caso di un tipico potente inquisito da un giudice, Silvio Berlusconi, un imprenditore miliardario che allo stesso tempo riveste il duplice ruolo di capo di un partito politico e di Primo Ministro. Questi viene accusato, si difende nel processo (quando va bene, altrimenti dal processo) e nonostante tutti i suoi soldi, nonostante che provi a portare la cosa per le lunghe affinchè tutto cada in prescrizione, non riesce a far valere le sue ragioni in primo grado e viene condannato. Niente paura, fa ricorso al secondo grado di processo, quello d'appello. Questa volta, grazie ai soldi che gli permettono di comprare il giudice, parte della giuria e qualche testimone, viene assolto. Ora il giudice del processo di primo grado è in una ben brutta situazione perchè dovrà pagare di tasca propria l'errore che ha commesso. Da questo momento, la spiacevole esperienza di quel povero giudice rappresenterà un precedente e un ammonimento per tutta la magistratura ad avere un occhio di riguardo verso gli imputati danarosi durante le udienze di primo grado. Forse più nessuno sarà condannato. Nella maggior parte dei processi, i giudici di primo grado staranno molto attenti a non fare errori, avranno paura, saranno guardinghi e garantisti al quadrato e il più possibile dalla parte dell'imputato eccellente. Ovviamente nei processi ai poveracci questa paura non sarà così avvertita e ci saranno più sentenze di condanna. Questo si chiama influenzare a priori il giudizio del giudice ancora prima che il processo inizi, ancor prima di sentirne le ragioni o di analizzarne le prove a carico o discarico. Già questo, per non dire altro, è un elemento di profonda ingiustizia di questa riforma e comprova, se ancora ve ne fosse bisogno, che si tratta dell'ennesima manovra ad personam di questo governo per salvare le chiappe al premier nei numerosi processi che lo attendono, ma anche quelle dei suoi degni compari di casta corrotti e voltagabbana. Ed è l'ennesima vergogna che questo paese è costretto a sopportare da quando la corruzione è al potere in Italia!
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venerdì 11 marzo 2011
Riforma berlusconiana della giustizia: i magistrati pagheranno di tasca propria gli errori
Secondo il mio vocabolario si definisce "potente" colui che unisce 2 principali caratteristiche: 1.lo status di politico; 2. lo status di ricco. Allora, mettiamo il caso di un tipico potente inquisito da un giudice, Silvio Berlusconi, un imprenditore miliardario che allo stesso tempo riveste il duplice ruolo di capo di un partito politico e di Primo Ministro. Questi viene accusato, si difende nel processo (quando va bene, altrimenti dal processo) e nonostante tutti i suoi soldi, nonostante che provi a portare la cosa per le lunghe affinchè tutto cada in prescrizione, non riesce a far valere le sue ragioni in primo grado e viene condannato. Niente paura, fa ricorso al secondo grado di processo, quello d'appello. Questa volta, grazie ai soldi che gli permettono di comprare il giudice, parte della giuria e qualche testimone, viene assolto. Ora il giudice del processo di primo grado è in una ben brutta situazione perchè dovrà pagare di tasca propria l'errore che ha commesso. Da questo momento, la spiacevole esperienza di quel povero giudice rappresenterà un precedente e un ammonimento per tutta la magistratura ad avere un occhio di riguardo verso gli imputati danarosi durante le udienze di primo grado. Forse più nessuno sarà condannato. Nella maggior parte dei processi, i giudici di primo grado staranno molto attenti a non fare errori, avranno paura, saranno guardinghi e garantisti al quadrato e il più possibile dalla parte dell'imputato eccellente. Ovviamente nei processi ai poveracci questa paura non sarà così avvertita e ci saranno più sentenze di condanna. Questo si chiama influenzare a priori il giudizio del giudice ancora prima che il processo inizi, ancor prima di sentirne le ragioni o di analizzarne le prove a carico o discarico. Già questo, per non dire altro, è un elemento di profonda ingiustizia di questa riforma e comprova, se ancora ve ne fosse bisogno, che si tratta dell'ennesima manovra ad personam di questo governo per salvare le chiappe al premier nei numerosi processi che lo attendono, ma anche quelle dei suoi degni compari di casta corrotti e voltagabbana. Ed è l'ennesima vergogna che questo paese è costretto a sopportare da quando la corruzione è al potere in Italia!


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