Questa mattina al Teatro dal Verme di Milano si è svolta una manifestazione simmetrica a quella del PalaSharp di L&G: Giuliano Ferrara del Foglio, insieme ad Alessandro Sallusti, Iva Zanicchi, Camillo Langone, Pietrangelo Buttafuoco, Assuntina Morresi e Piero Ostellino “in mutande” per difendere il premier.
[...] Sul palco, un filo pieno di mutande stese: è l’idea di Giuliano Ferrara, lanciata sul Foglio. Ferrara in questo periodo - come spesso accaduto in passato nei momenti di emergenza - è tornato a essere lo spin doctor più ascoltato dal Cavaliere. In effetti, è un mestiere che sa svolgere più che bene.
Il pubblico riempie il Teatro, si può iniziare. La prima impressione è che si sia fermi al 1994. Solo che un tempo, sedici anni fa, l’indignazione popolare era molto più forte, al punto da schiacciare un certo revanscismo di élite - quelle sì, élite: non culturali, ma di potere - messe momentaneamente all’angolo.
Erano le élite messe all’angolo dalle inchieste del pool di Milano: quelle che avevano governato il Paese per decenni. Quelle che erano state buttate fuori, per rientrare dalla finestra. Ora, dopo aver riconquistato il Potere tramite Silvio Berlusconi, sentono che il terreno potrebbe franare di nuovo.
E non vogliono fare quella fine, non vogliono cadere in disgrazia di nuovo. Fabrizio Cicchitto, falco PdL, evocava sempre quel fantasma, il fantasma di Mani Pulite appena ieri o l’altro ieri sul Corriere della Sera. Ferrara introduce la mattinata, ed è un oratore coinvolgente, appassionante.
Ma è come andare cinema: Giuliano Ferrara oggi è liberale. Muove una battaglia contro il “neopuritanesimo” delle immaginarie “élite” del PalaSharp, ma è una commedia, splendidamente recitata, ma è una commedia. Che credibilità può avere, che “patente” liberale può avere Giuliano Ferrara?
[...] Informazione e politica devono stare molto distanti, devono odiarsi. Almeno nella tradizione anglossassone: in Italia no, tutti amici, a patto che l’altro paghi meglio e che le fatture vengano versate puntualmente. Personalmente, è una logica che non ho mai accettato: ma molti altri la vedono in maniera diversa.
[...] Un uomo che due anni fa, nel 2008, si muoveva su un fronte assolutamente antitetico, quello della lista cattolico integralista “Aborto, no grazie?”. Come può affermarsi come liberale un ex talebano cattolico, come può sostenere tutte le libertà del Principe senza cadere nel ridicolo? Può, basta avere la memoria corta.
[...] Io credo onestamente che Ferrara possa riporre la sua retorica - eccezionale, davvero: teneva il pubblico in palmo di mano - perché in Italia non c’è nessun rischio per il diritto, per la libertà delle persone, per la privacy, per i diritti di una democrazia liberale. Per carità… non c’è nessun complotto: siamo seri.
Andando alla radice della questione, c’è un Presidente del Consiglio che è accusato di due reati: concussione e prostituzione minorile. Vedremo come andrà il processo: quanto emerso finora però, è davvero sconfortante, disgustoso, ridicolo, per quanto lo sconforto, il disgusto e la ridicolaggine non siano reati.
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