Per l'anno appena iniziato, e "grazie" ai tagli governativi agli Enti locali, l'Emilia-Romagna avrà a disposizione ben 12milioni di euro in meno per la cultura. E tutto questo mentre il turismo culturale nella nostra regione non fa che aumentare. Certo, la dieta culturale è imposta da Roma. Ma viale Aldo Moro non può accettare questa imposizione immobile: si chieda un finanziamento straordinario al Governo, e si cerchino altri fondi fra le maglie dell'assestamento di bilancio della Regione. Senza dimenticare di razionalizzare i pochi spiccioli rimasti a disposizione.
La notizia dei drastici tagli è stata data oggi in Commissione assembleare Cultura: nel 2011 i finanziamenti a disposizione per teatri, festival e biblioteche passeranno da 31 a 19 milioni di euro. E ciò andrà, con ogni evidenza, a detrimento del turismo culturale dalle altre regioni e dall'estero. Che negli ultimi dieci anni è passato dall'11 al 33%. Dei drammatici tagli, poi, si è discusso questa mattina davanti a soli sette membri di commissione su 17. Questo è l'interesse che le altre forze politiche pongono sulla questione?! Consapevoli, dunque, del fatto che le serie decurtazioni avvengono per disposizione di Roma, la Regione non può stare a guardare. Si inizi dalla razionalizzazione del denaro che c'è: creando, per esempio, poli bibliotecari che riuniscano diversi piccoli Comuni. O evitando la frammentazione di più e più iniziative sullo stesso tema, magari nel raggio di pochissimi chilometri. Come accaduto di recente, ad esempio, nel caso di alcuni festival sul cortometraggio. Il proliferare di associazioni, teatri e festival serve troppo spesso a soddisfare piccole ambizioni personali, garantire posti di potere e coltivare il clientelismo piuttosto che divulgare le arti. È tempo invece che anche in questo campo la politica faccia un grosso passo indietro.
(16 Febbraio 2011, Fonte)

Nessun commento:
Posta un commento