lunedì 10 gennaio 2011

Marchionne: "Se vince il no ce ne andiamo in Canada"

Quello di Mirafiori, si sa, è un referendum farsa. Che diritto di scelta hanno gli operai di fronte al ricatto del a.d. della FIAT Marchionne, che dice: "Se vince il no ce ne andiamo in Canada"? Se avessimo un governo serio, Marchionne non si azzarderebbe a parlare così, dopo tutti gli aiuti di stato di cui la FIAT ha beneficiato da sempre, attraverso gli anabolizzanti delle politiche di rottamazione e l'istituzionalizazione di favori e mazzette ai politici di turno, dopo tutto il sudore e sangue versato dai lavoratori italiani (o quello non conta?)...Gli si risponderebbe: "Ok, vai pure a investire in Canada, ma tutti gli stabilimenti in funzione sul territorio italiano, assieme a tutti i macchinari, sono commissariati e requisiti dallo Stato. Forse che Marchionne pensa di essere l'unico o il migliore imprenditore italiano? Se lo scopo primario è quello di conservare il valore e la dignità del lavoro in Italia, al di là del puro profitto, quella di Marchionne non è certo l'unica ricetta e scelta possibile. Che vada pure a investire in Canada o a Detroit, con i soldi delle banche, coi debiti che la FIAT ha accumulato nell'accordo con la Chrisler, che vada pure e che non torni più. Certo gli italiani non lo rimpiangeranno.

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